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Full text of "MC microcomputer 107 1991"

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LIRE 7000 -MAGGI0 1991 -N.1 07 














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1 1 ' 1 1 ^1 l^la 



i: 



CA Cricket Groph 
DTP: PageMaker 4.0 
per Windows 
Teoria reiaxionaie 
e pratico con Paradox 
laberateno AniiVirus 
Windows 3; 
ie macro di WinWord 
U nuove IBM porMUe 







UN GRANDE 486. ANZI IL PIU' PICCOLO. 



Tulli possono offrirvi 486 ptnenii e 
veloci. Unibh lutlo questo Io dà per 
scornalo perché il suo DS 425 è un 
486 dalle prestazioni invidiabili, ma 
con un prunaio in più: le dimensioni. 
Unibil è infatti il primo produttore di 
un 4K6 con un design pensato anche 
in funzione dello spazio: solo 
36x41,5x14.5 cm per contenere Fino 
a2harddiskl.D.E, veloci daVOa ISO 
Mb. memoria RAM da4 a 16 Mb, 64 
Kb o 256 Kb di cache memors’, una 
super VGA e 8 slot per tutta 
l'espandibilità immaginabile. La 
stessa tecnologia avanzata che con- 
sente ad Unibil di nduire al minimo 
l'ingombro di un computer potente e 
veloce come il DS 425 è alla base di 
tutti i Desktop System Unibil: DS 
2 1 6 ( 286 a 1 6 MHz). DS 3 ! 6 ( 386sx 
a 16 MHz). DS 320 (386sx a 20 
MHz). DS 325 (386 a 25 MHz) e DS 
333 (386 a 33 MHz). Tutti fomiti di 
serie con MS tX)S 4.0 1 . GW Basic e 
Windows 3; tutti ideati anche in 
ambienti di rete e mulliulenza: tutti 
competitivi nella tradizione Unibit. 


UM 

,'B/r 


Lfn/ò/t Computer 

NON SERVE DIRE DI PIÙ. 





T 3000. IL BELLO DEL NOTEBOOK. 



22x28x4,4 cm e 2,5 Kg sono le misure 
dellii suii bellezze. Perché con TravelMaie 
T 3000, il noiebook Unibit by Texas 
Insinjinems. finalrneme ponete usare an- 
che in viaggio un computer 386 polente 
come quelli solo da tavolo, piccolo e 
leggero come nessun altro, ma anche così 
bello da far nascere ammirazione o invi- 
dia. Microprocessore 386sx a 20 MHz. 
schermo VGA da IO", nitidezza unica 
(tecnologia Triple SuperTwist). autono- 
mia di almeno 3 ore. 2 Mb di RAM 
espandibile a 6 Mb. hard disk da 40 a 60 
Mb, MS DOS e LapLInk residenti su 
ROM. il T 3000 si affianca ali'ancora più 
piccoloe leggero T 2000(286a 12 MHz, 
2 Kg). La stessa cura posta da Unibit nella 
scelta dei TravelMaie come penatili so- 
fisticati è presente negli altri Laptop 
System Unibit; i notebook (3,2 Kg) LS 
V30 (microprocessore NEC V30 a IO 
MHz. drive da i.44 Mbo hard disk da 40 
Mb) e LS 212 (286 a 12 MHz. drive da 
1 ,44 Mb e hard disk da 20 Mb) e II potente 
trasportabile (6.3 Kg) LS 320 (386sx a20 
MHz, VGA. 2 slot, drive e hard disk da 40 
0 80 Mbl- Tutti fomiti di serie con MS 
DOS 4.01 e GW Basic: tutti completi 
come e più di molli computer da tavolo: 
tutti competitivi nella tradizione Unibit. 



Un/b/t Computer 

NON SERVE DIRE DI PIÙ. 



Un foglio elettronico per il Wysiwyg, 
uno per il publishing, uno per il consolidamento 
uno per l'azienda. Oppure, Quattro Pro 3.0. 




Nuovo Quattro Pro 3.0: interfac- 
cia integrata WYSIWYG (vedi 
esattamente ciò che otterrai in 
stampa): fino a 32 fogli di lavoro 
contemporanci: collegamenti c 
consolidamenti multipagina; solu- 
zione di problemi del tipo "cosa 
se"; grafici a tre dimensioni; colo- 
ri, ombreggiature, marcatori, gra- 
fici e immagini: pack interno com- 
pleto per il disegno: 24 effetti di 


Spic^iifcmi beili- perché Quattro Pro 
vate ijKiJffre /ó.i’/i eteriroiiici. ^ 

.Venne ■ 

Cognome _ 

A:iciiiia 

Iiidirizcro 


Cap e città 
Telelono 


dissolvenze; tecnologia sonora 
F/X; stampa in verticale o in oriz- 
zontale su moduli continui; acces- 
so a database esterni; completo 
supporto della rete locale; compati- 
bilità con i formati più diffusi file e 
macro; 512K richiesti. Per informa- 
zioni; Borland, via Cavalcanti 5, 
20127 Milano (tei. 02.2610102). 

BORLAND 





NEL 


N U_ 

MAGGIO 






Indice degli inserzionisti 

6 

Editoriale 

52 

Posta 

SS 

News a cura di Massimo Truscelli 
Esclusiva A colloquio con Anders Hejisberg 

70 

di Corrado Giustozzi 

118 

Immergiamoci nella Realtà Virtuale... 

di Gaetano Di Stasio e Giuseppe Giordano 

124 

Prova Unibit NB320 
di Corrado Giustozzi 

128 

Prova Apple StyleWriier 
di Massimo Truscelli 

134 

Prova Microsoft BalIPomt Mouse 
di Paolo Clardelh 

140 

Prova Borland Quattro Pro 3.0 in inglese 
di Francesco Patroni 

144 

Prova CA-Cricket Graph per Windows 
di Francesco Petrom 

152 

IntelliGIOCHI di Corrado Giustozzi 
Otto 

158 

StoryWare a cura di Elvezio Petrozzi 
Un salto mortale letterario 

163 

Playworid di Francesco Carla 
Avvenimento, Speciale PC Simulworld 

168 

DBase di Francesco Petroni 
Teona relazionale 
e pratica con Paradox 

181 


MERO 


1991 

Windows 

Ancora suH'utilizzo delle macro in Word 
per Windows di Francesco Pet'oni 
Win & Tips: Il file Manager e le Macro 
di Windows di Fernanda Piolo 196 


Virus di Stefano Tona 
Il percorso dell'infezione 

201 

Desk Top Publishing di Mauro Gahdini 
Aldus Page Maker 4.0 per Windows 

206 

Computer & Handicap 

Tra tecnologia e rapporti umani 
di Michele Capurso 

215 

Computer & Video di Bruno Rosati 
Produttività videografica 

220 

Archimedes di Massimo Miccoli 
Spnie Module 

227 

Macintosh di Raffaello De Masi 
Utility et alia (2) 

La programmazione del Macintosh 

230 

236 


Atari ST di Vincenzo Folcarelli 

LDW Power - Spreadsheet per ST e TT 240 


VidTech' VideoMaster VM-2 
di Massimo Novelli 

ARexx: il linguaggio REXX per Amiga (7) 
di Marco Ciuchmi e Andrea Suatoni 
Programmare in C su Amiga (33) 
di Dario de Judicibus 

PO software 

MS-DOS - PDitaliano, di tutto di più 

a cura di Paolo Ciardelli 

Amiga - L'appetito vien mangiando 

a Cura di Enrico Ferrari 

Mac Mac alla riscossa 

a cura di Valter Di Dio 


MC-Link di Corrado Giustozzi 
Deggere 

277 

Appunti di informatica 

di Giuseppe Cardinale Occorri 
Le videoHAM 

282 

Networking 

di Leopoldo Ceccarelli e Gerardo Giardino 
Le WAN 

286 

Reti neurali di Luciano Macera 
Reti neurali di Kohonen 

290 

Multitasking di Luciano Macera 
Cooperazione ad ambiente locale 

294 

Smalltalk di Tommaso Masi 
Le classi di sistema 

299 

C++ di Corrado Giustozzi 
L'ereditanetà 

304 

Turbo Pascal di Sergio Palmi 
Le classi astratte 

308 

Guidacomputer a cura di Maria Marniti 

312 

Micromarket/micromeeting 

Microtrade 

330 

336 

Moduli per abbonamenti 
arretrati - annunci 

337 


263 

268 

272 


244 

248 

253 


107 


MCmicrocomputer n. 107 (numerazione editoriale) 


Indice degli Inserzionisti 


58 4 Bytes srl - Via Lorenzo d Magnifico, 65 - 00162 Roma 

111 A.P.C.- Via Magenta. 13/15r- 50123 Firenze 

46/47 Abacosoft - C.so Mazzini, 80 - 50063 Figline Val O'Amo 

62 Acca srl - Via Michelangelo Cianciulli, 41 - 83048 
Montella (AVI 

275 Acrotech - Taipei, Taiwan 

289 Algol spa - Via Feltre 28/6 - 20132 Milano 

180 Alpha Microsystems Italia spa - Via Faentina 175/a 

48010 Fornace Zaratiiin (RA) 

133 Andromeda srl- Via Umbria, 16 - 42100 Reggio Emilia 

80 Antea SHO sas - Via Ogiiaro. 4 • 10137 Tonno 

111 cop. Apple Computer spa - Via Milarto, 1 50 

2Ò093 Cologno Monzese IMI) 

84/167 AR Computer srl • Vìa Malia, 8 • 00198 Roma 
38/39/40/41/ Atari Italia spa - Via Beilini, 21 - 20095 Cusano Miianino 

45 

24-25 Ateo - Taipei. Taiwan 

100 BH Line srl • C so Casale. 245 - 10132 Tonno 

275 BTC - Taipei, Taiwan 

4 Borland Italia srl- Vìa Guido Cavalcanti. 5-20127 Milano 

73 Brother Office Equipment spa ■ C Dir. Lomb, Pai 

C03, Via Roma, 108 - 20060 Cassina De' Pecchi 

101 C.B.M. Informatica srl - Via Paolo Di Dono 3/a - 00143 
Roma 

104 CDMP • Via Amatea, 51/53 • 95129 Catania 

98 CO.E.S.S.E. srl - V le Regina Margherita. 6/a - 951 23 

Catania 

285 COM.INT, sas -Via E. All'Angelo, 7 - 42100 Reggio 

Emilia 

82/122 Computer Center - Via Forze Armale 260/3 - 20152 
Milano 

66/67 Computer Discount Srl 

187 Computers e azienda Srl - Via C. Mirabeilo. 12 

00195 Roma 

105 Computereysteme GmbH - Faliersirasse, 51-53 
D7101 Fiein • Germany 

54/55/S6/S7 D-Mail srl - Viale Corsica, 92 - 50127 Firenze 

276 O.P.I. Data Peripheral Italiana srl - Via Leonardo dg 
Vinci, 21/23 - 20090 Sagrate 

112 Dado System srl • Via Benedetto Croce, 97-001 42 Roma 

195 Data Automation srl - Milano Fiorì Strada 4 pai A2 

20094 Assago 

83 Datastar Srl - Via Guicciardini, 29 - 50047 Prato 

36 Oela Italis srl - Largo Muriicipio. 2 - 39044 Egna (BZI 

86 Oigicomp snc - Via Viggiano. 181 - 00143 Roma 

48/49 Oigiteli srl - Via Vaili, 28 - 42011 Bagnolo in Piano (REI 

88 Oigitron srl • Via Lucio Elio Seiano, 15 • 00174 Roma 

275 Dytcom - Taipei, Taiwan 

78 Ditta Montai Silvano- Via Molini, 42 -39040 SalomolBZ) 

79 E,GI-S, - Via Castro de' Volsci, 42 • 00179 Roma 

110 Essy Data - Via Adolfo Omodeo, 21/29 - 00179 Roma 

90 Elettronica Monzese snc - Via Azzone Visconti, 37 

20052 Monza 

162 Elitegroup - Taipei, Taiwan 

92 Età Beta Computers Center - Via San Francesco, 30 

57123 Livorno 

199 Eurosoft snc • Via del Romito, ID-r - 50134 Firenze 

262 Express Office Automation srl • Via Cavallotti, 22 

40200 Reggio Emilia 

63 FCH srl - Via L. Kossuth 20/30 - 57127 Livorno 

139 Flopperia srl - Via Monte Nero, 15 - 20135 Milano 

331 Gianni Vecchietti GVH - Via dalla Selva Pescarola 12/8 

40131 Bologna 

298 Gruppo Editoriale Jackson spa - Via Pola, 9-20124 

Milano 

26 Hantarex spa - Via Galuzzi. 30 - 50134 Firenze 

82 Hardital - Via G Cantoni, 12 ■ 20144 Milano 

226 Help Italia srl - C so del Mezzogiorno. Km 1 - 71 100 

Foggia 

16 Hewlett Packard Italia spa - Via G. Di Vlttono, 9 

20063 Cernusco sul Naviglio 

102 II grillo parlante - Via Stefano Canzio, 13/15/17R 
16149 Genova - Sanpierdarena 

214 Informatica Italia srl - Via Piazzi, 18-10129 Tonno 

87/89 Italsoft srl • Vie Dottor Palazzolo snc • 9401 1 Agira (EN) 

271 Jen Elettronica sri - Via Ravenna, 98 - 65122 Pescara 


Jepssen - Taipei, Taiwan 

Kentex Electronic CO-LTD. - Taipei, Tawan 

Kun Ving - Taipei, Taiwan 

Laser Computer Italia spa - Via Monte Nevosa, 1 

20131 Milano 

Lifeboat Associates Italia srl - Via Prua 14 • 20146 
Milano 

Lucky sas - Via Adige, 6 - 20135 Milano 

Master Elettronica snc - Via Vaientini. 96/c - 50047 

Prato 

Mega Byte - Ma Castello. 1 - 25015 Desenzano del 
Garda 

Microdata System srl - Via Provinciale, 45 
19030 Romito Magra 

Microforum - 944 St. Oair Ave. West - 00000 M6CIC8 
Toronto Ont. Canada 

Microlink Milano srl - Vie Sirton, 15-201 24 Milano 
Micfolink srl - Via Luigi Morandi, 29 • 50141 Firenze 
Microport Srl • Via Villani, 42 - 50124 Firenze 
Microsoft spa - Via Cassanese 224 Pai Tiepolo 
20090 Segraie 

Microsys srl • Via Germanico, 24 - 001 92 Roma 

Microwide srl - Via G Borsi, 8/A - 20143 Milano 

Mitsubishi Electric Europe GMBH - Via Paracelso, 1 2 

Pai Perseo - 20041 Agrate Brianza 

Moretek - Taipei. Taiwan 

Newel srl • Via Mac Mahon, 75 - 20155 Milano 

Non Stop spa - Via Galileo Galilei, 5/13 - 20090 Segraie 

P.C.C. Computer House snc - Vìa Casilina 283/a 

00176 Roma 

Peripherais sas - P.zzle della Vittoria, 4 • 80078 Pozzuoli 
Philips spa P.zza IV novembre 3 - 201 24 Milana 
Power Computing srl - Via delle Balean, 90 
00121 Ostia Lido 

Quotha 32 srl - Via Giano della Bella, 31 - 50125 Firenze 
Ready Informatica srl - Via Pineta, 14 - 22060 Sirtorì 
(CO) 

Royal • Taipei, Taiwan 

Saho Corporation - Taipei, Taiwan 

S.D.C. South Europe srl - Via Enrico Toli, 2 - 20123 

Milano 

S.H.R. Italia srl - Vìa Faentina 175/A - 48010 Fornace 
Zarattini 

S.T.E. srl - Via Casamari, 29 - 00142 Roma 
SDproget sas - Vìa Almese. 32 - 10040 Villardora (TO) 
Service Plus ■ Via C.A. Dalla Chiesa, 7 
47010 S- Martino in Strada 

Simulmondo srl - Via Berti Pichat, 26 - 401 27 Bologna 
Sistema - Via dei Granai di Nerva, 42 - 00142 Roma 
Sistemi e tecnologie srl • P zza Maiteoni, 2 - 20020 
Arese 

Sofco srl - Via Borgese, 14 - 20154 Milano 

Soft Team srl - Via Croce Rossa, 5 - 351 29 Padova 

Softcom srl - Via Zumaglia, 63/a • 10145 Torino 

SPS - Taipei, Taiwan 

Studio Due Metri - Vìa C Colombo, 226 

1801 1 Arma di Taggia 

Technimedia srl - Via Carlo Perner, 9 - 001 57 Roma 
Tecno Elettronics snc - Via Naz Appia, 128 
81020 Casapulla 

Tecnolnf - V le della Repubblica, 250 

00040 S. Mena delle Mole 

Texas Instruments Italia spa • V le delle Scienze, 1 

02015 Citiaducale IRI) 

Titan Computer srl - Via Rimembranza, 1° traversa 
84085 Mercato S Sevenno (SA) 

Umana System 8i Software • Strada Cuorgnè. 57 
10070 Mappano ITO) 

Unibit spa - Via di Torre Rigata, 6 - 00131 Roma 


Unidata srl - Via San Oamaso, 20 - 00165 Roma 
Uniware srl - Via Matera, 3 ■ 00182 Roma 
Urania Nelcom srl - Corso Casale. 120 - 10132 Tonno 
Vegas Computer Communicat, Italia spa - Via 
Baldanzese, 149 - 50041 (Oalenzano (FI) 


103 

275 

14 

20 

43 

10/11 

200 

109 

108 

303 

21 

18/19 

225 

8/9/27 

252 

99 

37 

64 

297 

42 

107 

IV eop. 

22/23/33 

68/69/71 

50/51/53 

45 

44 

275 

85 

65 

96 

229 

116 

173/177 

81 

213 

205 

114 

12/13/15/17 

94 

333 

91/123 

281 

127 

59 

35 

239 

Il cop. 3/28/ 

29/30/31/32/ 

95/97 

60/61 

113 

219 ' 

117 


MCmicfocomputer n. 107 - maggio 1991 



Se ti abboni o rinnovi l’abbonamento 
a MCmicrocomputer, puoi ricevere due minifloppy, 
oppure due microfloppy Dysan doppia faccia doppia 
densità, con un supplemento di sole 3.500 lire. 

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K-- 



Ispira il direttore, ma 
anche lo studente. 

Ispira il copywriter, ma 
anche la segretaria. 

Ispira il poeta, ma anche 
il giornalista. 


Microsoft Word 
ispira anche te. 







Per farti scrivere meglio. Microsoft non 
ti offre un solo word processor, ma 
quattro. Microsoft Word 5.5, Microsoft 
Word per Windows, Microsoft Word 
per OS/2 Presentation Manager e Mi- 
' crosoft Word per Macintosh®. 

Via libera in qualsiasi ambiente. Microsoft Word 
5.5, una novità, è il word processor ideale per chi 
preferisce l’interfaccia carattere, ma non disdegna di 
compiere con facilità anche le funzioni più difficili. 
Microsoft Word per Windows è la scelta delle nuove 
generazioni di PC MS-DOS perché sfrutta appieno il 
nuovo ambiente Windows. Microsoft Word per Pre- 
sentation Manager è quello per coloro che vogliono 
avere il meglio dalla potenza eleborativa di OS/2. 
Microsoft Word per Macintosh®, nel mondo Apple® è 
il favorito da chi ama le cose facili, ma non per questo 


il righello. Tutti ti permettono di accedere a funzioni 
complesse come strutturare documenti, definire 
nuovi stili, inserire grafici, registrare macro. con un 
semplice clic del mouse. Tutti hanno il Thesaururs in 
italiano, un dizionario dei sinonimi con 16.000 parole 
chiave e oltre 150.000 vocaboli, che ti dà tutte le 
alternative che cerchi, selezionando semplicemente 
una parola. Tutti vanno d’accordo tra loro, ma anche 
con altri programmi, cosi non dovrai mai buttare via 
né un dato né una parola. 

02/26901 359. Microsoft risponde. Per avere 
una guida completa alla famiglia Micro- 
soft Word basta una telefonata. Se 
invece vuoi provare direttamente quello 
che più ti ispira, vai da un rivenditore 
Microsoft o nel Microsoft Excellence 
Center della tua città. 


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vuole rinunciare alla potenza di uno strumento raffinato. 
Da un ambiente all’altro senza più ripartire da 
zero. Anche se sono fatti per soddisfare ambienti e 
persone molto diversi tra loro, i word processor 
Microsoft hanno moltissime doti in comune. Tutti 
hanno un’interfaccia così facile che basta solo il tuo 
intuito per utilizzarla. Tutti hanno i menu a discesa, le 
finestre di dialogo, le barre di scorrimento, il nastro e 


02/26901351, l'assistenza è in linea. Microsoft 
ti dà una mano anche dopo l’acquisto. Dairinstallazione 
in poi, potrai risolvere qualsiasi dubbio con una 
semplice telefonata al nostro servizio assistenza, un 
"software" che nessuno può copiare. 

H/Kaosoft^ 

Software globale, soluzioni reali. 




Calamus DTP ultima 
versione italiana 
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Procedura per la gestione dei movimenti di 
magazzino. Gestione ordini, bolle, fatture sia 
differite che accompagnatorie. Controllo sotta 
e sovrascorta. Offre vaste possibilità di 
personalizzazioni su richiesta. 

Programma che gestisce fino a tre mixer DMP 
7/11 della Yamaha consentendo la totale gestione 
dei parametri (equalizzazione, mandate, effetti, 
ritorni ecc.). Abbinato ad un sequencer consente 
di realizzare un'automazione in tempo reale del 
missaggio salvabile su supporto magnetico. 

S.I.C.N. IH. 149.000 

fishlf Ut. 149.000 

Il primo package in ambiente ST per la 
gestione di qualsiasi tipo di n^zio: ^tione 
magazzino, ordini, bolle e fatture. Libro dei 
carrìspettivi. Prezziari, Possibilità' di 
aggancio con dispositivo di scansione per 
codici a barre (versione OVER). 

Il primo programma di astrologia professionale 
per Atari ST prodotta in Italia per Lucky Soft 
Pianeti, influenze, segni zodi^ali e oroscopi 
saranno a portata di mano di ognuno dei 
possessori del programma aSTro. 

S.OLUZIONE I.MMOBILiARE Lit.l49.000\ 

Ut. 99.000 

Pacchetto applicativo per la gestione delle 
attività' di acquisizione e vendita immobili. 
Gestione della scheda costruzione, 

visualizzazione attraverso numerosi chiavi di 
ricerca. Gestione clienti, procure e mandati. 

Gestione anamnesi pazienti. Package ideato e 
realizzata per il nxdico moderno. Gestione della 
scheda clinica, ricerca degli esami prescritti; 
segnalazione dei medicinaU "abituab'” per 
paziente. Stampa di tutti gli archivi. 

PalleMaa lh. 99.000 

Perfect Manager PcFolio ut. 99.000 

Package per la ^tione di magazzino; carico 
e scarico di prodotti, gestione scorte e 
sottascnrta. Visualizzazione e stampa dei dati' 
come archivio conqjleto, per classi 
merceologiche , per fornitore. Utilizzo di 
scrollili orizzontale e verticale per la 
visualizzazione riepilogativa di tutti i dati. 

Ist Package - Rel.1.1 Gestione multi nota spese. 
Ideale per a^nti rappresentanti, farinette 
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mezzo di pagamento, casuale e d importo. 
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Il sistema di tolleranza degli errori vi garantisce 
una sicurezza allo stato dell’ane; come estensione di 
OS/2, velocizza poi le operazioni di accesso sfrut 
landò tutta la potenza dei microprocessori 386 e 486. 

SE LA RETE CRESCE. IL SOFTWARE NON CAMBIA. In qualunque 
configurazione (da 3 ad infiniti utenti) LAN Mana- 
ger 2 mantiene inalterata la sua funzionalità; questo 
significa che potrete espandere il sistema operativo 
seguendo in tempo reale lo sviluppo della vostra 
rete, ottimizzando i vostri investimenti- Avrete in- 



oltre la possibilità di cen- 
tralizzare tutte le risorse in 
una serie di server, creando 
un dominio facile da con 
troilare per gli amministra- 
tori. CLIENT-SERVER GIÀ' DALLA NASCITA. 
Per sviluppare applicazio- 
ni client-server anche di 
grande potenza, non tro- 
verete piattaforma miglio- 
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Primo posto nella classifica InfoWorid-Software 
Digest: ecco a voi SQL Server, la punta di diamante 
tra i server per database. Combinando la versatilità 
dei PC alla sicurezza di mini e di mainframe, questo 
gioiello a tecnologia client-server dà il meglio di sé 
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tei. 0931.22455 
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genze delle aziende, Atari Italia ha eleborato alcune proposte di rega- 
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sano, saremo lieti di farvele conoscere; la Sig.ra Gusella, responsabi- 
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2000, TIT e THT con microprocessore 80236 - 
il primo con clock o ì 2 MHz e il THT con dock 
a 16 MHz, fino a 4 Mb di RAM su piosira 
madre, conlrollerinlegrolodimemotioEMS, due 
porle seriali, una porlo parallela e la himionolilà 
di Shadow RAM; entrambi da tavolo, compoli- 
bili con MS DOS, Xenix e OS/2. 

Per passare poi ai frolelli moggiorr lo poten- 
tissimo serie 3000 con microprocessore 8Ò386, 


quasi dei minicomputer; il TIX con clock a 1 6 MHz 
e 8 Mb di RAM, il TIT che lavora a 25 MHz con 
RAM da 8 Mb. 

E ancoro I TC 2300 e TC 3300, il primo con 
clock a 25 MHz, il secondo o 33, entrambi con 
16 Mb di RAM. 

E in ullimo il più grande della famiglio: il TC 
24000, con microprocessore 80486 con clock 
a 25MHzoppure 80486 a 33 MHz, entrambi 
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colori: per la perfetta definizione delle stampanti a colori e degli scanner in b/n; per 
l'aflìdabllità dei sistemi di memorizzazione ottici e magnetici e dei personal computers. Molti 
cercano di raggiungerci, ma quanta strada ancora manca! Perchè ogni prodotto, ogni 
macchina, ogni componente Mitsubishi è frutto di una ricerca tecnologica accurata. Una 
ricerca costantemente tesa ad offrire strumenti capaci di soddisfare efficacemente, attraverso 
un utilizzo razionale e semplice, le diverse esigenze di ogni utente. Per molti Mitsubishi è 
ancora lontana, ma a Voi è davvero vicina. 



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IL TERZO GRANDE STAND 



Conoscere Atari ST 

Forse non tutti sonno che Atori ST è uno dei grondi standard dell'informatica mondiale: 
oggi oltre 3.000.000 di persone nel mondo lavorano, studiano e si divertono con i perso- 
nal computer Atari ST! Sono computer potenti, basati sul processore 68000 e su un genia- 
le sistema operativo, il TOS, dotato di un'interfaccia grafico intuitiva, che li rende imme- 
diatamente utilizzabili anche o chi si avvicino per la prima volta al mondo dei computer. 

Perché Atori ST 

- Perché Atari ST è in assoluto il computer più facile do usare, l'unico che offre un incon- 
tro senzo troumi con il mondo deH'informotico; 

- Perché Atori ST, o differenze degli ollri stondard, consente di risolvere so un unico com- 
puter le esigenze informatiche della famiglia: lovoro, studio e, perchè no, intelligente 
divertimento; 

- Perché Atori ST propone spesso opplicazioni verticoli potenti e innovotive che mancano 
negli altri stondord; 

- Perché Atari ST rispetto il consumotore proponendogli sempre un rapporto presfazio- 
ni/prezzo assolutamente entusiasmonte. 



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Un vero standard 

L'Atori ST è noto in Itolio soprottutto per il 
grande successo ottenuto nel campo musi- 
cole: perché chi fa musica col computer in 
Italia, nove voile su dieci fa musica con 
Atari. 

Mo questo immenso successo "verticale" 
non deve farci dimenticare che l'Atari ST è 
uno standard: ossia un personol computer 
per il quale è disponibile uno ricco serie di 
periferiche e uno spettro di opplicazioni 
completo, capoce di soddisfare le esigenze 
più varie dell'ufenzo di oggi. Doi pacchetti 
di editoria elettronica allo grafica più sofisti- 
coto, dalle soluzioni per l'ufficio alle appli- 
cazioni didottiche, dagli sconner od alta ri- 
soluzione ai videodigitalizzatori economici. 


1 nostri hardware 

Come è lecito attendersi do uno standard, 
Atari offre una gammo di computer e peri- 
feriche per le esigenze più diverse, tutte co- 
ratterizzote do un imbattìbile rapporto qua- 
lità/prezzo. Vagliate queste proposte: 

- 1040ST*, 1 Mb RAM, la macchina base 
per lovorore, studiare, far musico o gio- 
care; 

- 1040ST' Professional, 4 Mb RAM, la 
macchino estesa per le applicazioni più 
spinte; 

- il TT030/4, il vertice della gammo Atari, 
un computer a 32 bit dotato di micro- 
processore 68030 a 32 MHz, copro- 
cessore matemotico 68882, RAM mini- 
ma di 4Mb espandibile a 26Mb, hard 
disk SCSI incorporato e grafico evoluta; 
un mostro di potenza per gli applicativi 
del futuro che preservo totalmente lo 
compatibilità con la serie ST. 


OYNACADD, CAD PROFESSIONALE 



ATARI COMPUTER. LA FORZA DI UN GRANDE STANDARD. 




ARD DELL'INFORMATICA 




CALAMUS, DTP PROFESSIONALE 


ADIMENS, DATABASE PROFESSIONALE 


I nostri software 

Di sicuro avete in mente i nomi dei 
software che vanno per lo moggiore ne- 
gli altri standard: mo quello che forse 
oncoro non conoscete è SIGNUM, il Do- 
cument Processor che vi permette di scri- 
vere in oltre 100 alfabeti diversi; RE- 
DACTEUR, un sofisticoto word processor 
dolio velocità mozzoFiato; CALAMUS, un 
pacchetto di Editorio Elettronico dotato 
di specifiche impressionanti; ADIMENS, 
il Data Bose di riferimento nel mondo 
Atari; DYNACADD, un CAD professiona- 
le, compatibile con gli standard MS- 
DOS, ma di prezzo ridottissimo; NOTA- 
TOR, uno straordinario software di scrit- 
turo e stompo della musica; LDW 
POWER, un velocissimo spreadsheet Lo- 
tus-compolibile; NEODESK, l'interfaccia 
grafico per computer più sofisticato e 
tanti oltri incredibili prodotti che roppre- 
sentano o il massimo della qualità o il 
massimo del ropporto quolità/prezzo. 


Un computer "multìstandard" 

Afori ST è forse il primo computer "multi- 
sfandard" al mondo. Non solo la formottozione dei dischetti Atari è identica a 
quella dei dischetti MS-DOS ma, addirittura, esistono degli straordinari emulatori 
hordwore che trasformano l'Atori ST in un vero MSDOS’" compatibile o Mocintosh'" 
compatibile. Se vi tenta l'idea di poter avere due o tre computer in uno, scegliete 
Alari ST e uno di questi sensozionali prodotti; 


- PC SPEED e SUPERCHARGER per l'emulozione 6088; 

- AT SPEED e AT-ONCE per l'emulozione 286; 

- DELTA MODUL per l'emulozione 386SX; 

- SPECTRE GCR 3.0 per l'emulozione Mocintosh"*. 


U NOSn?A PROPOSTA-CONOSCENZA: IL PACCHEHO ST BASE 

Gli oltri stondard vi propongono abitualmente una macchino nuda. 

Il nostro standard vi dà invece la macchina più quello che vi serve per !a- 

vorore subito. Naturalmente, senza alcun aggravio di costi. 

Allo straordinario prezzo di Lit. 1.290.000 * IVA avrete infatti il pacchetto 

ST BASE comprendente: 

□ ATARI 1040STE: il modello standard dello serie ST, un potente computer 
do 1 Megobyte su coi far girore senzo problemi io totalità del software 
professionale e, grazie al modulatore TV incorporoto, fa totolitò dei gio- 
chi esistenti per ST; 

□ SM124: un monitor monocromotico ad "effetto libro", la cui ecceziona- 
le definizione e comfort visivo trosformeranno letteralmente il vostro mo- 
do di lovorare; 

□ CALAMUS: il software di Editoria Elettronica più veloce e professiono- 
le, utilizzobile anche come M/ord Processor grazie al potente editor 
di testi incorporato; 

□ >U)IMENS: il Database di riferimento nel mondo ST, flessibile e potente. 


Il bello dell'Atari ST; Consulenza & Servizio 

Atori non vi lascio soli. Perché ocquislare Atari ST signifi- 
ca sì scegliere un gronde stondord informotico ma onche 
e soprattutto acquisire il diritto ad essere seguiti e consi- 
giioti nel tempo. 

Grozie ol pocchetto Consulenze & Servizio, uno serie di 
iniziative, per la maggior porle gratuite, con cui ci augu- 
riamo di rendere il vostro cammino nell'Informatica più 
facile, piacevole e fruttuoso. 

■ Lo Hot Urte Atarì ST (tei. 02/61 .96.462); un servizio 
gratuito a vostra disposizione ogni giorno dalle 9.30 
olle 13 e dalle 14.00 alle 17.30 con personale tecni- 
co quolificoto per rispondere o ogni vostro quesito, 
fornirvi uno preziosa consulenze tecnico personoliz- 
zoto, suggerirvi il nome del rivenditore o del Putrto 
Consulenza Alari più vicino; 

■ Il Filo Diretto Sviluppatori Atari ST, riservato o Softwa 
re House che desiderino conoscere gli strumenti di 
sviluppo esistenti nel mondo ST per cogliere le grandi 
opportunità esistenti In questo mercato; 

■ Lo BBS Atari ST (tei. 02/61.93.757), un modo tempe- 
stivo per essere sempre al corrente delle ultime novità 
Atori, un'area di messaggistica ben curata, la possibi- 
lità di telecoricore software di pubblico dominio; 

■ La rivista mensile Atarì News (a partire do maggio): 
una rivista non solo di Informazione ma anche di in- 
contro con voi. Per capire meglio le vostre esigenze e 
per guidarvi olio scelto dei migliori hordwore e 
software nel mondo Atori ST con recensioni ottente e 
documentate; 

■ Il supplemento trimestrale Alarì&Muska per conoscere 
tutte le novità dei software e delle periferiche musicoli, 
area in cui Atori ST è leader in continuo incremento; 

■ I Club Atarl ST: un modo di condividere uno passio- 
ne, di crescere insieme, di imparare dogli altri; 

■ I Punti Consulenza Atarì ST: negozi specializzati dove 
trovare assistenza e servizio oltre che un ricco ossorti- 
mento di mocchine e softwore; 

■ Le Scuole Atarì ST; corsi e seminari a pagamento su 
software di bose (WP, database, spreodsheef, DTP e 
musica) orgonizzoti do enti indipendenti sotto il con- 
trollo di qualità dell'Atari Italio. 



AATARIz>zj 

Tutte le novità. 

ATARI MEGA STE E ATARI STE/DOS: DUE NUOVI STRAORDINARI PRODOni ATARI, 

Arrivano i nuovi 



S« sei un professionista che esige da se stesso e dai 
Suoi strumentì di lovoio il mossimo delle postazioni, 
soroi conquistoto dol nuovo Atori MEGA STE che cwn- 
bino lo potenza elaborotivo di un 66000 cioccato a 
16 MHz con il confort di lovoro deirinlerfoccio utente 
più semplice e Intuitivo nel mondo dei computer. 
Ouclche porolo sulle prirKipoli novità introdotte, che 
non sono poche. Lo vecchio serie Mego è stata infatti 
completamente ridisegnata pur mantenendo uno toto- 
le compotibifitò con lo lineo STh 
Tonto per cominciore, lo velocitò di lavoro del proces- 
sore è possala da 8 o 16 MHz. questo si troduce in 
un ulteriore incremento di velocità, che si fa apprez- 
zare onche tenendo conto degli elevali standard cui è 
abituato da sempre l'utente Atari (pr^hiamo i lettori 
di MC Microcompuler che non conoscessero i nostri 
sistemi di tener presente che normolmente l'utente Aio- 
ri lovoro su un 68000 o 8 MHz con prestazioni non 
lontane da quelle di un 286 cioccato o 20 MHz), 
Abbiamo anche aggiunto un silenziosissimo /toro disk 
interno da 48 Mego con un tempo di accesso di 28 miL 
lisecondi (tranne che nel modello MEGA STE I). l'hard 
disk é completomenle integroto nelb mocchino in un vo- 
no di facile eccesso in modo do consentire all'utente che 
abbisognasse di più capocitò di sostituirlo con un qual- 
siasi hard disk SCSI di dimensioni adeguate. 

Alobiomo onche introdotto uno versione profondamen- 


te rinnovota del sistemo operativo TOS che consente 
tra l'ollro di lavorare con icone personalizzote, di 

C rtore le icone dei progrommi fuori dalle finestre per 
iciarli direttomenie dol desktop, di aprire e chiude- 
re le finestre digitando una sola lettera. Tutto per velo- 
cizzare al massimo il lavoro e o^ire il massimo di co 
modità operativo. 

Alla ricchissimo dotazione di prese che già caratteriz- 
zava la vecchia serie Mega abbiamo oggiunto la pre- 
so modulotore, per un focle collegamento al televisore 
(in fondo, o chi non picce giocare?), uno seconda pre 
sa seriole, una presa LAN Locol-Tolk |R5A22, connetto 
re mIni-DiN) ed un bus a standard VME per realizzare 
agevoli connessioni con periferiche di ogni tipo. 

E infine, visto che per una mocchina cosi importonte 
non bastava un semplice 'face lifting', obbiomo progel- 
loto un nuovo cabinet do/('estetica innovotiva, cosi do 
segnalare anche esteriormente l'eccezionolilà dei conte- 
nuti tecnologici di questa nuovo reolizzozione Alari, 
che ha tutta quello che serve per piacere ol pubblico 
professionale cui è destinola. 

Anche perchè lo serie MEGA STE si pone o un livello 
di prezzo cosi obbordabile do costituire per il suo 
utente un investimento oculata e uno scelta di crescita 
professionale. Giudicate voi; il modello MEGA STE 1 
(1 Mb di RAM) costa Lil. 1.299,000 -f IVA, il MEGA 
STE 2 (2 Mb di RAM) costo Lit 2 . 1 99.000 -v IVA e il 


modello top dello gomma, il MEGA STE 4 (4 Mb di 
RAM), costa solo Lit. 2.399.000 t IVA. 

Specifiche della serie MEGA ST^ 

- cabinet stile TT con tastiera ergonomico separata 

- 3 modelli da I, 2 e 4 Mego di RAM; i modelli do 
1 e 2 Mego possono essere facilmente espansi con 
moduli SlM do I Mb 

- processore hAotorola 68000 con clock a 16 MHz 
(con possibilitó di commutazione via software a 8 
MHz] e Coche di 1 6 Kbyle; 

- Hard Disk do 46 Mbyte integrato nel modelli Me 
ga Ste 2 e 4, integrobile nel modello Mega Ste I 
(tempo d’occesso medio 28ms) 

- coprocessore moiemotico 68881 o 16 MHz op- 
zionole 

- nuovo desktop ottimizzata per una gestione più co- 
modo e veloce 

- unità centrale con drive integralo 3.5’ do 720 Kb^ 

- monitor monocromatico SMI 24 od diissima defini- 
zione (refresh 70 Hz) 

- monitor colore stereo opzionale (bosso e medio rV 

- 2 chip sonori, di cui uno con 3 generatori indipen- 
derti (frequenza da 30 Hz ad oltre 16 kHz) più 

enerotore di rumore ed uno per fa riproduzione 
i suoni campionati od 6 bit |PGm| in stereofonia 

- 2 uscite oudio (Left e Right) 

- prese MIDI IN e OUT/THRU incorporate per il col- 
legamento con strumenti musicali MIDI (sintetizzato- 
ri, chitarre, botterie e pionofarti MIDI) 

- presa LAN per collegamento di più computer in r» 
le locale 

- modulatore TV incorporato 

- slot interno per accesso al bus o standord VME 

- orologio con Etatierio tampone 

- blitter per velocizzare le operazioni grafiche 

STE/DOS: DUE COMPUTER IN UNOl 
STE/DOS è il nome di un nuovo rivoluzionario mo- 
dello di computer Atari da I Mb di RAM che con- 
sente di riunire in un unico computer i vantaggi di 
un STE (focilitò d'uso, potenze grofico, softwore in- 
novotivo) con le prerogative di un computer MS- 
DOS dotato di un ottimo livello di compotibililò. 
Preporate le vostre relazioni con IL REDATTORE, creo- 
le lo vostra depliontistico con CAIAMUS, elaborate si- 
stemi di totocalcio professionale con OPERA II, co- 
struite lo vostra musico con NOTATOR e poi, se vole- 
te, possale istantaneamente ol rrvondo DOS e uKlizzo- 
te i software più diffusi come Word e Lotus 1/2/3, 
Tutto su un unico computer! E, da ultimo, guardoie il 
prezzo; Lil. 995.000 -r IVAI 

Corotteristiche dell’emulatore MS-DOS inslolloio 
PC-SPEED, l'emulotore hordwore installota oll'interno 
dell' ATARI STE/DOS, è l'emulatore MST30S per Atori 
che ha finora avuto più successo (se ne sono vendute 
decine di migliaio di esemplari in lutto il mondo). 
Queste le sue caratteristiche basilari: 

- versione installata: PC-SPEED 1 .5; 

- processore NEC V30 a 8 MHz (compatibile Intel 
8086] 



) - n. 3/Maggio 1991 

del mondo Alari 

DA VEDERE E TOCCARE CON MANO PRESSO TUTTI I PUNTI CONSULENZA ATARI! 

MEOA STE! 


- Foftore Norton 4,2 

- può essere inslollolo come accessorio per passa- 
re rapidamente dal monda ST al mondo DOS e 
viceversa; 

- supporta anche la stampante laser Atari (in nodo 
litò Diablo 630) 

- supporta tutti i tipi di Hard Disk per Atari, condivi- 
dendo lo stessa partizione sia in ombiente DOS 
che in ambiente Atari; 

- supporto le seguenti schede groRche: HERCULES, 
CGA, TANDY 1000 (CGA 040X200 16 colorii, 
AT&T (EGA monocromotica), TOSHIBA 3100 

- supporta il trvouse Atari in emulozione Microsoft 

- supporta tutte le oltre periferiche Atori 

- supporta lo memorio esteso/e^nso (fino o 3,9 
Mb espandendo l’Atori STE/DOS a 4 Mega con 
moduli SIM do 1 Mbj 

- memoria DOS libero 704 Kbyies 

1 GRANDI SOFTWARE PER ATARI ST 
Opera II, sistemistica Totocalcio professionale 
Cominciomo do guesto numero una rassegna di 
grandi opplicalivi disponibili solo per Atori ST; e co- 
minciamo con un eccezionale softwore mode in 
Italy, Opero fi, un applicativo COGITEK che si sto 
affermando nelle ricevitorie Totocalcio italiane come 


lo soluzione che ho rideRnito gli standard per quon- 

10 riguardo l'automozione delT'insieme di attività le- 
gate olle giocate del Totocalcio. 

In realtà Opero II fa molto di più che non gesNre il so- 
lo Totocalcio: si trotto infatti di un progromma integro- 
to Mr lo gestione di tutti i giochi a pronosKco (anche 

11 Totip e PEnalottol) pensato e sviluppato per un'uten- 
za pro^ionole, quindi senza limitazioni né compro 
messi di sorta: per il Tolocolcio, per esempio, il prò 
grammo prevede tutte le fosi dello gestione di un siste- 
ma, dall'inserimento del pronostico olla stampo diret- 
to delle schedine do vidimore. In porticolore, ecco al- 
cune delle corotteristiche tecniche del progromma: 

- generazione di sistemi controlloti do opportune li- 
mitazioni dì carattere statistico od euristico; 

- riduzione N-1, N-2 di sistemi comunque condizio 
nati con ropporfi finoli da primato A.O.S.I.; 

- occorpamento parametrico dei sistemi per allegge- 
rire il carico dello stampante e per produrre auto- 
maticamente schedine del costo desiderato; 

- completo analisi statistica sulle colonne del sistema 
con riferimento a tutte le possibili condizioni messe 
0 disposizione dal programmo; 

- onolisi stotisticocomporotivo sulle colonne vincenti 
degli ultimi 25 anni (vergono forniti gli ordiivi ag- 
giamati per tutti e tre i giochi possibili); 

- gestione outomatico delle matrici ridotte e bHidotie 
[vengono fomiti 300 riduttori e 100 biriduttori, in 


gran parte nelle loro migliori versioni); 

- stompo su tutte le stampanti standord d^ settore: 
schedine; tabuloti riassuntivi delle condizioni im- 
postote e delle condizioni poste in gioco; rop- 
porti completi sullo gestione di societo sistemisti- 
che e di sistemi venduti o quote; ropporti com- 
pleti sullo spoglio automohco delle colonne vin- 
centi con calcolo automatico delle eventuali vin- 
cite cumulotive realizzate do un sistemo. 

In più il beneficio della straordinorio interfaccia 
rafico connaturato agli Atari 5T/TT con brgo uso 
el mouse e dei menù o tendine: e una velocitò di 
lovoro sconosciuta in oltri sistemi. 

In sostanza, Opero II, già oggetto di uno sorta di 
'culto'' tra gli specialisti di questo settore, può es- 
sere consideralo come il progromtrta definitivo per 
i tecnici e gli appossionati di sistemistica in quanto 
tutte le esigenze del ricevitore o del semplice hob- 
hobbysta sono state tenute in considerazione e svi- 
luppate in maniera esaustiva. Per informazioni su 
questo softwore innovativo e sugli hardware Alari 
che lo supportano (lineo ST con processore 
66000 o linea TT con processore 66030). voglio- 
te rivolgervi allo softwore house produttrice, la dit- 
ta COGITEK, via Albo 13, 63040 Folignano 
(Ascoli Piceno), tei. 0736/49.28.09 o ol Punto 
Consulenze Atori 2UCCATO, corso Palladio 78, 
Vicenza, tei. 0444/54.65.66. 



imn 1 PUNn consuììnza atari 

Elenchiamo qui d 

seguito l'elenco aggiornato dei Punti Consulenza Atari, 

punh vendite che offrono olT utente uno consulenza completa su tutte le so- 

lozioni che TÀtari ST offre al mondo degli uffici, delle professioni, dell'Editoria Elettronica e della scuola. 

ASCOlf PICENO 

Possi NIFI linea Conputer, 

NAPOLL- 

HPE bifonnotka, v. Consolvo 1 9 1 , 08 1 /62. 7S .01 

fpmffry%y 

vio Trento Nunzi 72/74, tei. 0734/62.36. 1 7 

P/UIOVA: 

Compumonio, via Cerio Leoni 32, lei. 049/66.30.22 

MI: 

Centro Atori RVF, corso Cavour 1 96, lei. 080/52,47.636 


Computer Point, via Roma 63, tei. 049/66. S5.46 

CHIEU fVosto/: 

Stefano Nicola, v. S.Caierino do Siena 38, 

ROMA 

PCC Computer House, via Cositino 283/A 


lei. 0873/365180 


lei. 06/27.14.333 

ftfl£N2B: 

EurosoFt, via del Romito 1D Rosso, lei. 055/49.64.55 

SIENA- 

Emporio Musicale Senese, vio Montonini 1 06, 


TeteinformoHco Toscona, via Bronzino 36, 


tei. 0577/28,72.83 


tei. 055/71.48.84 

TORINO; 

Mogliola, via Porpora 1 e Pz. Reboudengo 6, 

GENOVA- 

ABM Computers, p.za De Ferrari 24R, lei. 010/29.46.36 


tel.0n/2ó,39,ll e20.52.221 

UVOKNO: 

Futuro 2, via Combini 17/19, tei. 0586/88.87.64 


Coso Musicale Scavino, vio Ormeo 66, 

UCCO. 

Fumagalli, via Coiroli 48, lei. 0341/36.33.41 


lei. 011/66.98.118 

LUCCA 

Computer Shop Center, piazza Curtalone 1 43, 

TORINO 

Office Pomi, Corso Fronde 92/ A, 


lei. Ò583/95.'32.69 

ICoRegnel: 

lel.On/41. 15.373 

LUCCA lUdo 

Il Computer, viole Cristoforo Colombo 2 1 6, 

TREVISO 

Side Street, via S. d' Acquisto 8, 

di ComaionI: 

tei. 0584/61.82.00 

(Montebeibna): 

tei. 0423/30.07.28 

MANTOVA 

Happy Computar, via Uccelli 2/A, 

VARESE 

Computer Shop, vio Covolbiti ong., v. Arnaldo 

fSuzzoro); 

lei. 0376/52.24.43 

(Gatforote): 

do Brescia, tei. 0331/79.86.12 

MESSINA 

Computer House Messinese, vio del Vespro 58, 

VARESE 

Moilcer, via S. Dolmazio 40 e S. Dalmazio 1 , 


tei. 090/71.92.54 

(Soronno); 

tei. 02/96.05.049 

MILANO; 

Ludty,vio Posseroni 2, lei. 02/58.30.26.24 

VENEZIA 

Guerra Computers, via C. Battio 53, 


Rondom, vio AAorochetti 27, M. 02/57.40.33.67 

fS. Donò di Piove): 

tei. 0421/52822 


Studio Nuove Forme, via Cosorelto50, id. 26.14.38.33 

WCENZA- 

Zuccolo, corso A. Palladio 78, M. 0444/54.65.66 

1 Siqnorì Rivenditori che volessero conoscere le condizioni per diventare Punti Consulenza Alari possono contattare l'Atari Italia al 

02/61.34.141 

e chiedere del Sig. ROBERTO CASIRAGHI. 






NON STOP: saper scegliere il prodotto 
giusto in un mercato così difficile ed 
ampio é il nostro punto di forza... 


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VIA BOOZZl, 11 - 40057 C ADRIANO (BO) 
TEL. 051/765299 - FAX. 051/765252 


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Sulla linea Crosstalk, 



Milano-Roma in 10 secondi. 


f Sicurezza e veiwità sulla linea Cn)ssialk. per far 

^ viaggiare i tuoi dati veloci come un treno. Perché 

T i programmi Crosstalk, dLstribuiti da Lifeboat. 

1 sono i più rapidi, sicuri e potenti mezzi di trasfe- 

^ rimento. Consentono di collegare lituo PC ad altri 

:5 personal, mini o mainframe, e, grazie alla capa- 

I cita di emulare i più noli terminali multise,ssione. 

1 di trasferire file. In ambiente monoutente t> in 

? rete, a breve o a grande distanza, anche tramile 

modem. Crosstalk Mk.4 è il top: un softv.'are di 
I comunicazione avanzato e di grande potenza, 

g completo di linguaggio di programmazione per 

5 personalizzare la propria interfaccia a menu. Il 

1 più .semplice Crosstalk XVI, considerato ormai 

I uno standard, è l'ideale per e.sigenze meno 

£ complesse. Crosstalk per Windows è invece 

g studiato appositamente per il noto ambiente gra- 

5 fico Micrasoft. Remotei si rivela un prezioso 


.strumento per ccxjrdinatori di PC, sviluppatori e 
responsabili di formazione, perché consente di 
svolgere supporto e assistenza alle applicazioni 
di altri utenti, operando a distanza sul proprio PC! 

Quanto costa viaggiare sulla linea Crosstalk.’ Te- 
lefonate al 02-4S. 193.440. Vi daremo tutte le in- 
formazioni necessarie. 

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Via G. Fma, W - 20146 Milano • Tel. 02/48195440 - Fax 02/4812570 
Via Paolo Frisi, 14 - 00197 Roma - Tel. 06/879694 


MEnETEIUPOlAVORINEllA GIUSTA LUCE 


Naturalmente non significa che i monitor TRL sono fatti per 
essere ammirati. 

Oli EGA. VGA, Muitisync, e i non-interallacciati ad alta 
risoluzione - fomiti in versione 14". 15", 17" e 19" - sono 
progettati per impieghi gravosi, fatti per professionisti che 
chiedono nient'altro che avere strumenti con performance di 
stato dell'arte. 

Ma considerando il know-how e le cure per i dettagli, i 
monitor TRL possono essere considerati come rari pezzi d'arte. 



OS<»-906S08 




La moderna architettura standard per potenti minicomputers 
da 10 a oltre 200 posti di lavoro. Il sistema operativo UNIX V, 
potenziato da AITOS, ma compatibile 100% verso il basso con 
UNIX SCO. Inaccesso ad un mercato mondiale di migliaia di 
applicazioni gestionali e nafiche m pronte. Lassistenza e il sup- 
porto di READY INFORMATICA su tutto il territorio nazio- 
nale. La garanzia di ALTOS, il costruttore che negli ultimi 14 
anni ha ratto la scuola dcEa multiutenza. Questi sono alcuni 
dei punti che garantiscono e rendono altamente produtthl i 
vostri investimenti, 1 



ALTOS, UNIX & READY 
LIBERTÀ NELLO STANDARD 


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■ . 

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MIMCOMIUm 
AI.T05 l'*«i 

l'tRSOXAi 
COMPirriR ALTOS 

STAMtANTI AD 
AGHI CCMPITOIST 

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LASERTRO 

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SA.SKTO 

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Via Provinciale. 67 
22068 Moncicello Brianza 
Tel. (039) 9202108 
Fax (039) 9206733 
Milano Tel. (02) 26410625 
Verona Tel. (045) 67D0666 
Firenze Tel. (055) 319321 
Roma Tel. (06) 4393240 




Se il tempo è denaro... 


CAD/DRAFTING 


2.0 

^ Au1osk«lch 3.0 
Design ÙU) 4.0 

S nUD3-D3.I 

(CU) I.) par WimjnK 3 
Generk CkOD S.O 
GenerkCADD 30 
COMMUNKATION 


I 1.300.000 
I 280.000 
{ 330.000 
E 379.000 
E 485.000 
E 1.075.000 
1 1.390.000 
E 535.000 


Blesi PC 

Breoklyn Ondge 3.0 
(orbofl (epy nus 5.2 
^ Corboi! Copy Plus 5.2 
OCA Crosstalk per Windows 3 
DCACnKStolkMorkIV 
OCA Crosstalk XVI 
Heyes Smorlcom III 
Lopink ili Plus 
> lodili Plus 
Mirror IH 

>■ Ptocomm Pkrs 2.0 

DATABASE 


E 399.000 
E 220.000 
E 240.000 
I 290.000 
E 245.000 
E 395.000 
E 310.000 
E 348.000 
E 175.000 
I 210.000 
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SPREADSHtlT 


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> Borland QuottraPra2 

> Borlond Quotfro Ptu 2 ScortOff 
Inlormix WingZ per Windows 3 
Lotus 123 2.2 

Lotus 123 3.1 

> LotusI233.1 
UtusI23/G per OS/2 
Microsoft Excel 2.lc Windows 3 
Mittosofl Excel 2.1 OS/2 P.M. 
Mictosofi Excel 2.1c+Q.E. 

> Microsoft Excel 3 Windows 3 

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E 665.000 
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E 825.000 
I 655.000 
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I 685.000 
E 735.000 1 
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WORD PROCESSING 

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ChiWcitet4.0 

Eosy Moth (W7 ALatomalica) 
EXP:TheScienlificWP 
Lotus IAanuscriptl.1 
Lotus Monuscript 2.1 
' MiuosoftWordS.S 
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’ Wcrosoh Word 1 .1 Wmdows 3 
' Microsoft Word OS/2 PM 
' MS Word Wmdows 0iz.Mu)trTng. 
Multi Unguol Schofor Dot 
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I 680.0» 
I 820.0» 
I 820.0» 
130.0» 
E 620.0» 
E 680.0» 
I 679.0» 
E 630.0» 
E 515.0» 
I 672.0» 
E 560.0» 
I 775.0» 
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Dr.Swilch E 169.0» 

Fostbock Plus 2.1 E 250.0» 

> HDCWindowsExpiess/Windows3E 149.»0 

> HDCRrslApps E 149.M0 

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225.0» 

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In difesa di SIP 


Premetto subito che, principalmente perche mi secca spendere 2 milioni per un 
analogico quando a fine '92 saranno utilizzabili anche in Italia i digitali paneuropei, non 
possiedo ancora il “telefonino E non l'ho neanche ricevuto In dotazione personale 
dalla società per la quale lavoro. Qualcuno, certamente, può avermi incontrato con un 
radiotelefono cellulare in mano, in particolare in occasione di qualche manifestazione 
fieristica: così come può aver incontrato qualunque altro collaboratore della 
Technimedia. in particolare il nostro fattorino, con in mano un portatile a 900 MHz. 

Si dà infatti il caso che, per una volta, le tariffe stabilite da SIP per uno dei suoi servizi 
siano convenienti quanto basta da rappresentare un vero e proprio risparmio: un intero 
anno di abbonamento al cellulare costa meno di due allacciamenti provvisori per una 
mostra e tra AUDIOnsview. AUDIOCARSTEREO. MCmicrocomputer ed Orologi le 
misure del tempo, di mostre e manifestazioni varie ne copriamo alcune decine l’anno. 

A dirla tutta, tenuto conto che buona parte della mia giornata di lavoro e di quella di 
diversi colleghi è fatta di telefonate interurbane, poter continuare a lavorare in treno ed 
essere raggiungibili quando siamo fuori sede, non rappresenta un lusso, ma piuttosto 
un concreto ulteriore risparmio di tempo e di denaro. 

Il telefono portatile a 900 MHz rappresenta un potentissimo mezzo di produzione ed 
anche, come dimostrano le lodevoli iniziative di alcune USL. un mezzo socialmente 
utile. Secondo alcuni, viceversa, sì è diffuso a macchia d'olio prendendo in contropiede 
lo stesso gestore del servizio, perché rappresenta uno “status Symbol". Per altri 
rappresenta poi un pericolosissimo generatore di "privilegi fiscali", se non addirittura 
l'anticamera dell'inferno. In ogni caso sembra ormai certo che sarà tassato come bene 
di lusso e probabilmente diverrà indetraibile, cioè, ad una società, costerà il doppio. 

Mi sembra, a memoria, che l'Italia conti 13 milioni di abbonati al telefono e quindi, al 
momento, sarebbe attivo in Italia un portatile ogni 50 telefoni. Pochi rispetto alla Gran 
Bretagna ed altri Paesi nordeuropei, ma troppi per sostenere che si tratta di un oggetto 
riservato a pochi privilegiati. Se si considera che il costo medio di un portatile è del 
tutto simile a quello di un televisore a colori o di un videoregistratore di qualità, risulta 
ben ridicola l'affermazione che i primi possano essere considerati beni di lusso a pari di 
un maglione di cashmir, a meno di non voler considerare lusso la reperibilità e 
consumo sociale Pippo Baudo. Certo, raddoppiandone il costo, il cellulare sarà 
finalmente un vero lusso e riprenderà quello smalto di status symboi perso con la sua 
diffusione a macchia d'olio... 

Quanto meno discutibile appare anche la proposta di rendere indetraibili dal bilancio di 
una società i “costi telefonici portatili": vero é che un cellulare affidato ad una singola 
persona fisica potrebbe essere utilizzato anche per le telefonate personali, ma 
altrettanto vero é che la stessa persona fisica può tranquillamente “sfruttare " il 
telefono dell'ufficio. Allora delle due Luna: o s! sancisce l'indetraibilità di tutte le spese 
telefoniche di una società, o si rinuncia a rendere indetraibili i "telefonini". A meno che 
non si voglia platealmente sancire il principio secondo il quale la telefonata personale a 
spese del proprio datore di lavoro sarebbe lecita solo se “democraticamente " estesa a 
tutto il personale. 

Insamma, la volta che SIP ha compiuto la mossa vincente di offrire un sen/izio a costi 
competitivi le non credo che il serMzio sia svolto in remissione), passa lo stato a porre 
una tangente che assomiglia molto alla aborrita ex-tassa sul modem. 

Quest'ultima ha prodotto enormi danni da analfabetismo telematico. Vogliamo ripetere 
lo stesso errore con la telefonia portatile? Ma lo sanno i nostri governanti che secondo 
diversi analisti il futuro delle reti telefoniche sarà in larga misura senza fili perché i cavi. 

fibre ottiche comprese, saranno tra breve ben più costosi della rete cellulare? Si 
direbbe che il terrorismo culturale antitecnologico ed il populismo pressapochista di chi 
ci governa stiano per segnare un bell'autogol. 

Paolo Nuti 


Collaboratori: 
Massimo Truscalh. 

Paolo Ciardelli. 

Aldo Arzan, Manlio Cammaraia. 
Michela Capurso, ' 


□ariodeJudicibus. Vallar Di Dio. 
Gaetano Di Stasio, 

^meo M^erran, 

Mauro Gandmi, Gerardo Giardino. 

Giuseppe Giordano, 
Corrado Giustoui. Luciano Macera, 
Tommaso Masi, Massimo Miccoli, 
Massimo Novelli, 

PrancBSCO Patroni, Elvejio Pelroati, 
Sergio Polim. Fernando Piolo, 
Bruno Posali, Andrea Sualom. 
Pietro Tasso. Stefano Tona 


Giovanna Melinan 
Massimo Albarello. 
Francesca Bigi. 

Pria Fidam. Paola Nesbm 
Grafica e impaglnazione: 
Roberto e Adriano Saltarelli 




Anna Rita Fratini 
Pina Salvatore 
Abbonamenti ed arretrati: 
Ivano Bruno. Antonella latrate 





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52 


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lDOmc«eaWnc«j10aln Giaz«aldtS(il«a2i<^axi»rteunapnlKacansuiin)ne(Mi'atin>o J 
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Posta 


I pirati negli annunci 

Premetto che sono un vostra appassio- 
nato lettore e che la vostra rivista è la 
migliore net suo genere. 

Vi vorrei (are una domanda. Giustamen- 
te siete contro i «piratm del software e 
non perdete occasione per denunciarli, mi 
chiedo invece, tutti quegli annunci che 
pubblicate che compaiono nelle rubriche 
iicambio» e nmicromeetingn palesemente 
volti allo scambio di copie illegali di pro- 
grammi commerciali non sono In contra- 
sto con la vostra «linea politica»’ Perchè 
continuate a pubblicarli? 

Devo ammettere che in un momento di 
disperazione durante la ricerca di un pro- 
gramma di simulazione strategica ho spe- 
dito alla vostra rivista un annuncio con cui 
chiedevo di scambiare programmi lancora 
non è stalo pubblicato). 

Comunque il programma lo ho già ac- 
quistato Iben 90.000 + IVA) e non ho 
intenzione di rispondere ad eventuali pro- 
poste che dovessero arrivarmi. 

Giuseppe Piazzolla. Ancona 

Il problema che lei tocca è seno e da noi 
molto sentilo. Gli annunci che arrivano 
ogni mese sono veramente una valanga, 
riempirebbero ben più delle cinque/sei pa- 
gine che vengono pubblicate. 

Una persona, in redazione, li seleziona 
leggendoli tutti ed eliminando quelli pale- 
semente illeciti, in CUI cioè si dichiara 
esplicitamente il traffico pirata o comun- 
que che rivelano senza ombra di dubbio 
questa situazione. 

Il problema è che c'è il rischio che un 
annuncio possa sembrare pirata ed essere 
invece legale, anche se ovviamente sap- 
piamo benissimo che di solito è il contra- 


nonìni^fmncobolli! 

sr ovvi motivi di tempo e spazio sulla 
rivista, non possiamo rispondere a tutta le 
lettera ctis riceviamo né, salvo in casi del 
tutto eccezionali, fornire neposle private: 
per tale motivo, prediamo l Lettori di non 
accludere francobolli o buste affrancate. 
Leggiamo tutta la corrispondenza e alle 
lettere di Uitereess più generale diamo ri- 
sposta sulla rivista. Teniamo, comunque, 
nella massima considerazione suggerimen- 
ti e critiche, per cui Invitiamo In ogni caso l 
Lettori a scriverci segnsJandocl le loro opi- 



no che avviene È il classico «fatta la 
legge trovato ringanno», che finisce come 
sempre con il penalizzare chi non ha inten- 
zione di ingannare. 

Basta compilare l'annuncio in modo che 
sia allettante' per esempio, «causa pas- 
saggio a Quattro Pro, cedo Lotus 123 a 
lire lOO.OOOii; quando qualcuno telefona 
basta tutt'al più dire «lo ho già venduto 
ma ho fatto una copia, se vuoi ti cedo 
quella». 

Ci siamo più volte chiesti se eliminare 
gli annunci, visto che non ci fa piacere 
contribuire sia pure involontariamente alla 
diffusione della pirateria (e per questo, 
ovviamente, essere criiicatil. 

Ma ohi finirebbe per Tesserne penalizza- 
to!’ Come al solito chi ha qualcosa di lecito 
da vendere, per esempio un computer 
vecchio. 

Idea: pubblichiamo solo gli annunci di 
hardware. 

Inganno (uno dei possibili)' il pirata dice 
di voler vendere hardware e approfitta per 


tentare di piazzare software copiato (di- 
cendo magari di aver già ceduto quanto 
oggetto dell'annuncio). 

Risultato, gli annunci hardware prolife- 
rano, quelli falsi sono irriconoscibili e con- 
tinuano ad esserci tanti annunci, solo che 
non ci si capisce più nulla, 

Noi facciamo di lutto per sensibilizzare i 
nosin lettori sulTopponunttà di usare soft- 
ware originale e, soprattutto, di non inco- 
raggiare il mercato delle copie pirata. 

Abbiamo sempre detto che la cosa che 
disturba di più è il lucro sulle copie, non la 
diffusione della copia fra amici. 

Noi speriamo quindi che i nostri lettori 
«migliori» utilizzino gli annunci, che noi 
mettiamo a loro disposizione, nel modo 
migliore, cioè non per acquistare software 
non originale. Una selezione naturale e 
spontanea è forse più lenta, ma alla lunga 
più efficace e democratica. 

Mi piacerebbe che i distributori ufficiali 
di software facessero qualche controllo a 
campione, rispondendo a qualche annun- 
cio fingendo di voler acquistare software 
copiato, e provvedessero poi alle eventuali 
opportune azioni legali (loro che sono i veri 
danneggiati e quindi possono farlo, oltre 
ad averne il massimo interesse). Noi da- 
remmo ovviamente pubblicità alla cosa, e 
questo potrebbe essere un ottimo deter- 
rente, credo, all'invio di annunci pubbliciz- 
zanti commerci illeciti, 

Marco Marinacci 


Il listato stampato 

Spetr. Redazione, 

sono un felice possessore di Amiga 500 
(con espansione da 1 MB) e da circa un 


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MCmicrocomputer n, 107 - maggio 1991 


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rigido ha la capacità di 20 MByte e la memoria 
RAM da I MByteèespandibilefinoa3MByte. 
Per consentire un'elaborazione più veloce e 
affidabile. La tastiera comprende tutte le fun- 
zioni AT e permette di lavorare come su un 
PcRonalComputer da tavolo. Inoltre MS-DOS 
e Laplink sono residenti in ROM e l'hard disk 
è preformattato per essere subito utilizzato. 

TravelMate è un marchio registrato Texas In- 
strimients. Laplink è un marchio registrato Tra- 
veling Software Ine. AT è un marchio registrato 
International Busine.s.s Machines Corp. MS-DOS 
è un marchiti registrato Microsoft Corporation- 

Texas 

Instruments 


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L’ Unidata UnistaUon modello 286 e 386 
sono delle LAN workstation a basso costo 
con la funzionalità di uno standard PC basato 
su processori 80286 o S0386SX. E' una 
soluzione ottimizzata per reti locali con inter- 
faccia Ethernet già compresa utilizzabile per 
applicazioni Dos. OS/2 o Windows in am- 
biente Novell NetWare 286 e 386, Miaosoft 
Lan Manager, Unidata Networt<-OS, e tutti 
gli ambienti di rete Nettnos. In ambiente 
UNIX a può connettere in TCP/IP, NFS e 
PC-Interface a host Unbt basati su FC. Mini 
Computer. Workstation, anche in modalità 
XWindow. 

La Unistation è di dimensioni estremamente 
contenute, è normalmente conhgurata disk- 
less, ovvero senza nessuna unità disco locale, 
opzionalmente ^ può configurare con floppy 
diskeharddisk. VisonodueverslonidlCPU. 
80286 a 12 o 16 MHz. e 386SX a 16 o 20 
MHz. 


La Unistation è equipagglabdie opàortalmen- 
te con MS-DOS SI Rom. Con questa caratte- 
ristica si possono organizzare ccmfiguiazioni 
disk-less in qualsiasi ambiente di rete e di 
comunica^oni. anche se non sono previste 
funzioni di boot remoto. Nella Rom disk 
possono risiedere ì programmi di shell e di 
connessione con la rete o di comunicazione 
che l'utente desidera. 

Le configurazionj disk-less hanno il UveUo di 
costo dì un terminale non intelligente ed il 
vantalo di non consentire alToperatore co- 
pie di software o dì dati, inoltre sono deSa 
massima affidabilità rton essendoci supporti 
magrtetid e parti elettromeccaniche. 

Il monitor può essere da 14" monocromatico 
o colore VGA, Super VGA, oppure a 9" per 
esigenze di minimo ingombro, cosi come la 
tastiera può essere di dimensioni standard o 
compatta. Le dimensionj della Unistation sono 
eccezionalmente contenute, è larga cm. 30 


Caratteristiche tecniche 


UN1S286E 

CPU: 80286 12MHz 

RAM; 640K 
Video MonoCTomaUco 
Ethernet compallbile 
NElOOOoWDSOOSE 

Opzioni: 

Roppy disk 3,5 ' 

Video Monocromatico 
VGA 14" 

Video colori VGA o 
Super VGA 14 " 

Vrieo 9“ 

Tastiera ridotta 
MS-DOS su Rom 

Applicazioni: 

MS-DOS, UNIX 


UNISTATION 

UNIS2S6EF 
CPU; 80286 16MHz 
RAM: 1MB -4MB 

Video: Monoaomatico 
Elhemel CompatlhiJe 
I«1000NE2000,WDSOCaE 
Interfacce Ethernet, paral- 
lela stampante. 2 RS 232 

Opzioni: 

Floppy disk 3,5 ' 

Hard disk 40MB 
Video monocromatico 
VGA 14" 

Video cotori VGA o 
SuperVGA J4' 

Video 9" 

Tastiera ridotta 
MS-DOS su Rom 
Applicazioni : 

MS-DOS, OS/2. UNIX 


UNIS386E 

CPU: 80386SX 16MHz 
RAM : IMB - 8MB 
Video: Monocroiratlco 
Ethernet Compatibile 
NE1000JfE2000.WDB003E 
Interfacce Ethernet, paral- 
lela stampante. 2 R5232 

Opzioni: 

Floppy disk 3.5" 

Hard disk 40MB 
Video monoCTomatIco 
VGA 14" 

Video colori VGA o 
Super VGA 1 4" 

Video 9" 

Tastiera ridotia 
MS-DOS su Rom 
Applicazioni: 

MS-DOS, OS/2, UNIX 


Sede Centrale: COMPUTERS 

Vta San Dama». 20- 0016S Roma & 

Tel. 06/6847318 - Fax 06/3266949 CONNECTWITy 


Ptliale di Sicilia; 

Viale TeracaU, 94/B-%100&racusa 
Tel.0931/30997 - Fax 0931/35998 


'.torcMoarlla Arar, tdn Monogff. H! 


anno sono abbonato alla vostra rivista, thè 
best del settore, per la quale vi faccio le 
mie congratulazioni. Premetto che mi di- 
letto a scnvere piccoli programmi con lo 
spartano Amigabasic. Non riuscendo a re- 
pente informazioni sul manuale a da altre 
fonti su come stampare i relativi listati, 
gradirei sapere come risolvere questo 
(spero) semplice problema che, probabil- 
mente, potrebbe interessare anche altri 
amighi. 

Vi ringrazio per le spiegazioni che potre- 
te fornirmi, con i saluti più cordiali. 

Luca Del Buono. Torrette (AN) 

La sua domanda è tanto semplice che 
non meriterebbe in realtà una pubblica 
risposta su queste pagine. Sarebbe stato 
infarti sufficiente dare uno sguardo al ma- 
nuale Amigabasic per trovare, tra i tanti, 
anche il comando che le mteressa. 

Come in altri basic, per stampare un 
listato è sufficiente digitare LLIST (doppia 
'L' iniziale) indicando eventualmente il can- 
ge di linee da stampare. 

Rispondiamo ugualmente con piacere 
alla sua lettera per cogliere l'occasione di 
ricordare a tutti i lettori di MC che la 
rubrica della posta esiste per avere appun- 
to un contatto diretto con la nostra utenza, 
ma non per sopperire alla scarsità di con- 
tatto tra altri fornitori (ad esempio i distri- 
butori di computer) e i loro utenti, 

Una lettera come la sua è. purtroppo, 
tutt'altro che rara tra la nostra corrispon- 
denza in arrivo. Possibile mai che sia più 
semplice prendere carta, penna e franco- 
bollo che dare una rapida scorsa ai manua- 
li forniti con la macchina’ Ci sarebbe da 
pensare che i manuali forniti con le mac- 
chine sono di difficile comprensione. 

E questo è sicuramente un problema 
seno il più delle volte. Per non parlare dei 
manuali spesso fomiti in lingua originale, 
l'inglese, magari solo promessi in versione 
tradotta ma difficilmente recapitati all'u- 
tente «vecchion che già possiede la ver- 
sione svecchia», 

Un altro tipo di lettera alla quale di solito 
non rispondiamo, non tanto perché non 
vogliamo ma molto più spesso perché non 
possiamo, è quella dell'utente di compu- 
ter che ha quel problema con quell'hard 
disk usando quel programma se inserisce 
anche l'espansione di memoria di quella 
marca. 

Non siamo dei Mandrake come po- 
tremmo mai risolvere un problema del 
genere semplicemente saggiandone gli 
effetti dalla lettura della lettera arrivata? 

Come mimmo dovremmo avere un ana- 
logo sistema in redazione (con perfino le 
release deil'hardware e del software corri- 
spondenti) e poi lavorarci magari un paio 
di giorni fino a capire tutu i vari perche. 

Dovrebbe essere chiaro che anche solo 
la seconda fase è sicuramente improponi- 
bile: non potremmo in ogni caso prenderci 

MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 



Unistation® 

I Terminali Lan Della Nuova Generazione 




POSTA 


SOLUZIONI DA SPECIALISTI... 


il lusso di farlo, sia per questioni di costi, 
ma soprattutto perché il problema seppur 
risolto non sarebbe di interesse generale. 
Quanti altri lettori si trovano nella medesi- 
ma situazione? Forse nessuno. E non ci 
sembra giusto nei confronti di altre decine 
di migliaia di lettori occupare spazio sulla 
nostra (e vostra) rivista per risolvere un 
problema «singolo». Ben diverso sarebbe 
il caso in cui la medesima segnalazione 
pervenisse da molti lettori. In questo caso 
saremmo ben lieti di risolvere il problema, 
anche a costo di comprare a nostre spese 
tutto l'hardware necessario. 

Fortunatamente per noi, ma soprattutto 
per VOI, tutto questo non si è ancora mai 
verificato... 

adp 


Shareware e 
Pubblico Dominio 

Egregio MC microcomputer, 

approfitto di questa mia richiesta di ab- 
bonamento per sottolineare una cosa. 

Tralascio i complimenti alla rivista che 
nel complesso ritengo essere la migliore 
nel suo campo, tuttavia mi devo lamenta- 
re del rapporto con i lettori; forse è uno 
sbaglio generalizzare ed il mio è semplice- 
mente un caso, un'eccezione. Mi spiego. 
Un paio di mesi fa, se non di più. io vi 
avevo scritto per dei problemi con un 
programma che avevo comperato in fiera 
al Vostro stand; a tutt'aggi di quella mia 
lettera, seguita poi da un'altra a distanza di 
un mese, si sono completamente perse le 
tracce. 

Sono d'accordo che voi che non siete 
responsabili dei programmi che vendete e 
questo mi sembra più che giusto, ma 
quantomeno avere la possibilità di capire 
se il mio è un caso singolo (e quindi 
potrebbe anche essere il dischetto difetto- 
so) oppure se si sono verificati altri incon- 
venienti. 

Oramai ogni aiuto sarebbe inutile in 
quanto il programma (Monopoly) sono riu- 
scito. con qualche artificio, a farlo partire e 
qui veniamo al secondo punto delle mie 
«lamentationes" con i programmi Public 
Domain da voi commercializzati; mi 
spiego. 

Quando finalmente riesco a farlo partire 
vedo companre una scritta che più o me- 
no mi dice che devo spedire 25$ per 
avere il programma vero e proprio'!' 

Ora io mi chiedo se non sarebbe più 
corretto da parte Vostra dichiarare in ma- 
niera esplicita se un programma è davvero 
di Public Domain e quindi se la spesa 
successiva sarà contenuta, normalmente 
non mi è mai capitato di spandere più di 
altn 5- 10$, oppure se siamo in presenza di 
un programma di tipo Shareware e quindi 
con ben altro tipo di richieste. 

Inoltre normalmente non avviene che 


La complessità e ta gamma deUe soluzioni della 
mlcroinformatica hanno raggiunto un livello che soltanto 
degli specialisti possono affrontare con successo, la 
UNIDATA propone prodotti e soluzioni sistemistiche 
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MCmicrocomputer n. 107 • maggio 1991 


hlAllaUuaaa.UnU«ma/rlilo;<,lloAnr.U9iMini«cr.MS.OOS.OSeVMniiMi 




POSTA 


uno pnma ha la possibilità di vedere come 
sia fatto il programma e solamente in un 
secondo tempo, se interessato, decide di 
farsi registrare inviando la somma ri- 
chiesta? 

Non pensate subito male, non è mia 
intenzione approfittare di questo pretesto 
per non pagare e non farmi registrare, ma 
solo normalmente decido se tenere il pro- 
gramma o se riformattare il dischetto e 
tanti saluti. 

Concludo ringraziandovi per l'attenzione 
e fiducioso in una vostra risposta. 

Ribadisco che, sebbene non mi sia volu- 
tamente dilungato m complimenti, a mio 
modesto avviso siete la rivista più comple- 
ta che SI sia oggi in circolazione in Italia. 
Cordiali saluti. 

Andrea Savino, Milano 

Speriamo lei ci creda, ma dobbiamo 
trincerarci Idopo avere accuratamente 
controllato) dietro »i soliti disservizin delle 
Poste purtroppo, delle sue due prime 
lettere in redazione non c'è traccia. 

Dobbiamo però dirle che starno pronti a 
sostituire il programma in suo possesso 
(Monopoly) con una altro, in quanto, subi- 
to dopo la mostra milanese, abbiamo do- 
vuto toglierlo dal catalogo perché non cor- 


rispondeva a certe specifiche. La sua let- 
tera però innesca un discorso più ampio 
Il software che distribuiamo pubbliciz- 
zandolo in quelle pagine comprende, co- 
me indicato, sia Pubblico Dominio sia Sha- 
reware. Entrambe le tipologie tutelano il 
copyright dell'autore, ma nel primo caso 
non viene richiesta una contropartita in 
denaro per l'uso, mentre nel secondo c'è 
l'obbligo morale a farlo 
In definitiva quando si acquista un pro- 
gramma SI paga solo il servizio offerto, la 
duplicazione, il materiale ed il tempo, men- 
t'altro. 

Le precisiamo che l'obbligo morale di 
inviare il contributo, nel caso dello Share- 
ware, scatta solo se di decide di utilizzare 
il programma, e non per il fatto di esserne 
venuti in possesso. Quindi, se lei decide 
di non usare il programma può tranquilla- 
mente riformattare il dischetto senza do- 
vere nulla a nessuno ed essendo m pace 
anche con la sua coscienza 
Cercheremo (compatibilmente con lo 
spazio ed il tempo a disposizione) di indi- 
care nella descrizione quali programmi so- 
no Shareware e quale e il contributo ri- 
chiesto. 

PC 


Il secondo foro negli 1,44 

Egregia Redazione, 

ho già scritto una volta alla vostra rivista, 
ma, a differenza di quanto si potrebbe pen- 
sare. non scovo per lo stesso motivo, anche 
se non ho ricevuto, a riguardo della questio- 
ne SUI prezzi, che l'attenzione della Borland 
Italia, peraltro graditissima, ma che non era 
il mio scopo ultimo, dal momento che mi 
rivolgevo più al settore hardware. 

Questa volta scrivo per un motivo tecni- 
co, e spero che potrete rispondermi, anche 
in privato, ma meglio sulle pagine della rivi- 
sta. perché ormai il pubblico di MC è abba- 
stanza esperto di computer. - 

Pochi giorni fa ho comprato un IBM PS/2 
mod. 70, con un hard disk da 60 Mbyte e 2 
Mbyte di RAM ho installato il DOS IBM 
vers/one4 e subito ho provato a formattare i 
miei dischetti da 3.5 pollici nel drive da 
I 44Mbyte con mia grande sorpresa ho 
scoperto che i dischi da 720 Kbyte /quelli 
senza buco sulla parte inferiore destra! si 
formattano senza problemi a I 44Mbyte 

Ora. anche sulla vostra rivista è apparsa la 
pubblicità di una macchinetta per perforare i 
dischetti in cui si affermava che il supporto 
magnetico e lo stesso e quindi non ci do- 
vrebbero essere problema di affidabilita 



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POSTA 


ma quello che mi meraviglia è che il drive da 
I 44Mbyte dovrebbe rifiutarsi di formattare 
a 1.44 Mbyte un disco sema il suddetto 
buco. 

Se anche per voi questa è una novità, po- 
treste contattare magar l'IBM Italia perché 
chiansca II problema, anche perché nei ma- 
nuali che ho non si menziona questo parti- 
colare? (Un inciso riguardo ai manuali: 
quando ho comprato il mio primo computer 
mi hanno dato anche Sgrossimanuah molto 
esaurienti, ora invece ne ho ricevuti 2 addi- 
rittura surrogati: specialmente quello del 
DOS. 

È veramente triste che comprando una 
macchina da parecchi milioni non si prenda- 
no la briga di stampare un manuale unificato 
che listi tutti i comandi almeno decente- 
mente. mentre ora bisogna acquistarlo co- 
me un optional. 

Per quanto riguarda il secondo interroga- 
tivo che, spero, VOI potrete sciogliere ho 
letto che le schede grafiche dall'ECA in su 
hanno la possibilità di generare un interrupt 
ogni volta che il raggio di elettroni esegue 
un verticai retrace. 

Credo che sarebbe interessantissimo an- 
che scrivere un articolo su quest'argomen- 
to 0 almeno indicare quale interrupt é. e co- 
me é attivabile. 

Sulla VGA. addirittura, scambiando buffer 
video e palette durante il V/R, si potrebbero 
ottenere 256*256 colori in bassa risolu- 
zione. 

Per concludere, vorrei complimentarvi 
con VOI per l'ottima qualità della rivista ed 
esprimere anche la mia nostalgia peni vec- 
chio lago, a cui mi ero già affezionato. . . 

Giovanni tachello. Trento 

Un floppy disk drive da 3,5" della capacità 
di formattare fino a 1,44 Mbyte, dovrebbe in 
teoria bloccarsi durante la formattazione di 
un disco senza l'apposita doppia finestrella. 

Se ciò non avviene vuol dire che il compu- 
ter monta un floppy disk drive che non av- 
verte la presenza della seconda finestra, co- 
me nel suo caso ed in altri casi nscontrati. 

Nella pubblicità di cui lei fa riferimento, si 
parla di una macchinetta che in pratica ese- 
gue un secondo foro, ingannando pertanto 
il computer e aggirando t'ostacolo hard- 

Attenzione però che in entrambi i cast, il 
suo che non riconosce il secondo foro e del 
floppy «forato” ad arte, non è detto che la 
formattazione vada sempre a buon fine e 
nessuno può assicurare la sicurezza dei dati 
memorizzati. Il disco magnetizzabile, infatti, 
è diverso per le due pezzature (720 Kbyte e 
1,44 Mbytel proprio in funzione della capa- 

Per la seconda domanda, non è semplice 
risponderle in poche righe, per ovvi motivi di 
spazio. Però lo spunto per un articolo ce lo 
ha indicato. Vedremo. 

PC 


64 


WCmicrocomputern. 107-maggio 1991 





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Inmac Spa Via della Tecnica 3, 21040 Origgio (VA) Tel.: 02/96731638 

Intel Coqìoratlon Italia Milanoliori Pai. E-4, 20090 Aissago (MI) Tel.: 02/89200950 

Istituto Mides (RomaUtfleìo) Via Alberico il 00193 Roma Tel.: 06/6875575 

Itaca srl Via della Giuliana 73. 00195 Roma Tel.: 063252550 

Jepsaen Italia DIv. Computer Italaoft srl Via Don. Paianolo snc, 940ii Agira (EN) Tel.: 0935/960299 

Lotus Development European Corp. Via Lampedusa ll/A. 20141 Milano Tal.. 02/8432567 

MecPoInt srl Vie Lumgiana 46. 20125 Milano Tel.: 02/48009077 

Mannesmann Tally srl Via Borsini 6. 20094 Coreico (MI) Tel. : 02/48608. 1 

Modo srl Via Masaccio il, 42100 Reggio Emilia Tel.: 0522312828 

Modula Via Miceli 36. 87100 Cosenia Tel: 0984/72885 

Motorola Spa MilanoUon Pai. C2. 20090 Assago (MI) Tel.: 023220.1 

NEC Italia Spa Vie Leonardo da Vinci 97. 20090 Trezzano sul Naviglio (MI) Tel: 02/484151 

PC Plus srl Via Bolzano 31. 20127 Milano Tel: 0236140346 

Bank Xerox Spa Via A. Costa 17. 20131 Milano Tel.: 023883.1 

Sony Microsystems Italia Sps Centro Consoni Pai Perseo, 20041 Agrate Bnanza Tel: 039/639431 

SPH Elettronica Spa Via Giacosa S. 20127 Milano Tel.: 02/2610051 

Tandon Computer Spa Via Ennco Fermi 20. 20094 Assago (MI) Tel: 02/4683352 

Unlblt Spa Via di Torre Rigala 6. 00131 Roma Tel: 06/4)g£l650 


Hanno collaboralo: 
Manlio Cammarata 
Francesco 
F. Castellano 
Paolo Ciardeih 
Andrea de Prisco 
Corrado Qiustozzi 


Tandon NB/386sx 

Di dimensioni molto compatte (280x220x 
53 mm) e del peso di 3.1 Kg. il Tandon 
NB/366SX. basato sul processore 80386SX 
con frequenza di clock a 20 MHz. rappresenta 
una ulteriore proposta del vasto panorama dei 
computer portatili notebook caratterizzata da 
un rapporto tra prezzo e prestazioni molto fa- 
vorevole. La dotazione standard del Tandon 
NB/386SX comprende 2 Mbyte di memoria 
RAM, un display LCD monocromatico a stan- 
dard VGA con 32 livelli di gngio, disk drive da 
3.5" della capacità di 1.44 Mbyte, hard disk 
da 30 0 60 Mbyte ad un prezzo di 5.995.000 
lire per il modello con HD da 30 Mbyte e 
6.495.000 lire per il modello con HD da 60 
Mbyte. 

Numerose sono le soluzioni tecnologiche 
introdotte per II mantenimento dei consumi e 
per una maggiore versatilità nell'utilizzo. 

Un circuito dedicato provvede, durante le 
interruzioni del lavoro, a decrementare la ve- 
locità di clock del processore, a spegnere 
Thard disk e lo schermo per risparmiare ener- 
gia, ma tutte le funzioni sono automaticamen- 
te disattivate se l'alimentazione è da rete, la 
memoria RAM è espandibile con moduli 
SIMM fino ad una capacità massima di 16 
Mbyte, gli hard disk impiegati sono m entram- 
bi I casi da 2.5". assicurano un tempo di ac- 
cesso medio di 19 ms, sono asserviti ad un 
controller a standard IDE e sono prodotti dalla 
Conner: lo schermo VGA adotta la tecnologia 
LCD CCFT (Cold Cathode Fluorescent Tube) 
e può essere configurato per la visualizzazio- 
ne su sfondo scuro con caratteri chiari o vi- 



ceversa: la tastiera a 81 fasti è di dimensioni 
standard, dispone di 4 tasti per il controllo del 
cursore disposti a T rovesciata ed emula una 
tastiera estesa da 102 tasti. Il Tandon 
NB/386SX dispone logicamente di tutte le in- 
terfacce standard 
necessarie ad un 
uso realmente pro- 
duttivo. una porta 
parallela Centroni- 
cs, due porte seriali 
RS 232 Ideile quali 
una utilizzabile per 
un modem o fa- 
x/modem opziona- 
le), un connettore 
per II collegamento 
di un monitor VGA 
esterno, un connet- 
tore per una tastiera 
esterna, un bus di 
espansione ISA a 
16 bit per il collega- 
mento di un’unità di 
espansione ester- 

Le batterie al Ni- 
chelCadmio garanti- 
scono un'autono- 
mia compresa tra le 
due e le quattro ore 
a seconda delle ap- 
plicazioni ed un ci- 
clo di vita di circa 
1000 cariche, ognu- 
na della durata di 
meno di tre ore. 


L’N8/386sx può operare anche con OS/2, 
ma viene fornito con il sistema operativo MS- 
DOS 4.01 e l'ambiente grafico VVindows 3 m 
dotazione, a completamento viene fornita an- 
che una comoda borsa per il trasporto. 


70 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


DISTRIBUTORE: GVP, ICD, VIDTECH, CONTRIVER 





■ 720 Kb fofmaltatì 

■ Silen2Ìosa. affidabile, economico 

■ Garantito 12 mesi 
Scegli tra: 

PC 720 con alimentatore incorporalo evita l’ingombro 
dell’alimentatore 

PC 720E Alimentalo dalla porta Joystick, completo di 
porta passante 

PC 720 Ut. 188.000 PC720E Ut. 138.000 

Drive interno alla qualità ricambio (richiede apertura 
e modifica dei ST) Lit.118.QOO 

SUPER CHARGER 



■ Il migliore emulatore PC per ST 

■ Si collega alla porta DMA 

■ Dos A.01 in dotazione 

■ Compatibile con HARD DISK 

■ 1MB RAMON BOARD 

■ Può lavorare come RAM DISK per ST 

Lll. 690.000 


DRIVE 5.25 



Completamente selezionabile 40-80 tracce, ha alimen- 
tatore interno ed è Ideale per l’uso con gli emulatori 
PC, o come memoria di massa alternativa con i più 
economici dischi da 5.25. 

Lit. 235.000 


MULTIORIVE 5.25 - 3.5 

Combina un'unità da 3.5' con una da 5.25'. Completa 
di alimentatore è fornito con uno speciale cavo che II 
permette di usare entrambi I drive insieme con quello 
Interno. Selezionebile tra 40 e SO tracce è l’ideale per 
l'uso con gli emulatori dì PC. 

Lit. 470.000 


OFFERTA 

Acquista un Power Drive e avrai Blitz a Lrt. 35.000 


UN HARD DISK DELLE 
DIMENSIONI DI UN FLOPPY 



La Power computing, ditta all'avanguardia del settore 
delle periferiche per homecomputers, è orgogliosa di 
presentare l'Hard disk serie Slimline. 

Le sue dimensioni? 23cm di lunghezza. 10 di lar- 
ghezza. appena 3cm di altezza. Dotato di Autoparking 
delle testine, può assere alimentato dalle Atari ST con 
un cavo fornito (L'Atari deve essere aperto) oppure 
con l’alimentatore opzionale. 

Il drive è completo delle ICO Hard disk Utilities, le mig- 
liori e più complete per ST. 

■ 23x 10 X Sem: lesiessedimensiontdiunfloppydrivei 

■ Disponibile nei formati 20M8 -40MG - 110M6 - 

■ Silenzioso, di nuova concezione, non necessita di 
ventala 

20MB 40MB 110MB 

710.000 950.000 1.430.000 

ICO SCSI CARO 

Disponibile l'intera gamma di interfacce SCSi per 
Alari ST. Sono complete di istruzioni e delle potenti 
ICD HO Utilities. 

■ ICO addSCSI Micro Board, permette di installare un 
hard disk interna al tuo. Mega-ST 

Ut. 165.000 

■ ICD AddSCSI Board, e’un interfaccia SCSI completa 
di porta passante 

LK. 210.000 

■ ICD AddSCSI Plus Board, è provvista di orologio in 
tempo reale con baReria tampone 

Lit. 235.000 


AdSPEED ATARI 

Acceleratore 

■ Selezionabile tra 
7.16 e 14.3 Mhz 

■ 32 Kb di RAM statica ad 
alta velocità 

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senza RAM 

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da 2 MB a 4 MB 
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■ Semplice installazione 

2 MB Lit. 39.600 
4 MB LIL 58.300 



NEWS 



Itaca distribuisce Parsytec 

La società di consulenza informatica Itaca, 
con sede a Roma, ha acquisito la distribu- 
zione in Italia dei sistemi Parsytec, basati su 
transouter 

La gamma dei sistemi Parsytec compren- 
de calcolatori paralleli contraddistinti da una 
architettura estremamente flessibile e pre- 
stazioni adattabili alle piu diverse esigenze 

Il modello più piccolo e basato su un solo 
Transputer T800, viceversa il modello piu 
grande può raggiungere oltre 1000 nodi di 
calcolo e vanta prestazioni che lo posiziona- 
no ai vertici della classe dei supercomputer. 

Una delle caratteristiche che rendono i 
prodotti Parsytec particolarmente interessan- 
ti e l'elevato livello qualitativo nella realizza- 
zione e la grande affidabilità 

Il prezzo e allineato con le esigenze del 
mercato ed e tale da garantire il successo ri- 
spetto alla concorrenza europea e soprattut- 
to a quella ben piu agguerrita nordamericana 
ed orientale 

I sistemi Parsytec possono essere utilizzati 
come macchine stand-alone, m rete o come 
periferiche di qualsiasi sistema convenziona- 
le (VAX, SUN, PC etc. l. La topologia delle 


connessioni nelle configurazioni più sofistica- 
te è definibile via software e sono disponibili 
tutti I software di base che rappresentano or- 
mai lo standard industriale compilatori Ada. 
C, Fonran, Helios (lo umx parallelo). Inoltre 
sono disponibili quei prodotti di sviluppo, co- 
me l’Occam. tradizionalmente usati dagli 
utenti di transputer. 

A conferma delle qualità di affidabilita e si- 
curezza che I sistemi Parsytec offrono, basta 
ricordare che sono interamente realizzati in 
Germania, nazione tradizionalmente attenta a 
fornire sempre prodotti di elevato livello qua- 
litativo. 


SPH: nuovi prodotti Graphtec 

La SPH Elettronica Spa, che distribuisce in 
esclusiva per l'Italia i ploiter e digitalizzaton 
della società giapponese Graphtec Corpora- 
tion, ha presentato due importanti novità in 
occasione di I.CO Graphics. Si tratta dei plot- 
ter termici TM1010 di formato AO e TM1300 
di formato A3 che, a differenza dei plotter 
elettrostatici ed a penna, non usano agenti 
chimici, toner, nastn e penne per tracciare il 
disegno, ma sono dotati di una testa termica 
di stampa composta da migliaia di elementi 
riscaldanti Icon una densità di 16 per ogni 
mml che a temperatura elevata impressiona- 
no la carta termosensibile. 


In tal modo l’unica parte in movimento di 
tutta la periferica è esclusivamente la carta e 
la tecnologia impiegata nella costruzione del- 
la testa monolitica (costituita da un blocco 
Singolo senza nessuna giunzione) non pre- 
senta nessuna interruzione, sovrapposizione 
0 disallineamento nel disegno degli elementi 
grafici 

I disegni possono essere realizzati m bian- 
co e nero, oppure in 16 diverse tonalità di 
grigio; entrambi i plotter, cosi come tutti i 
modelli della sene TM1000 offrono una riso- 
luzione di 406 punti per pollice ed una velo- 
cità di stampa di 25 mm/secondo; dispon- 
gono di una memoria di 2 Mbyte espandibile 
fino a 10 Mbyte, di una CPU dedicata a 32 
bit con velocità di conversione vettore/raster 
di 20.000 vettori al secondo, linguaggio gra- 
fico Graphtec ed emulazione HPGL, doppia 
interfaccia (RS232 e Centronics) ed opzional- 
mente di 4 pone RS 232C, 4 porte Centro- 
nics o una porta Ethernet. 

Entrambi i plotter dispongono di un cutter 
per il taglio orizzontale dei fogli ed ottimiz- 
zano automaticamente la disposizione dei 
formati in modo da ridurre il consumo della 
carta. 

1 rotoli di supporto disponibili per il disegno 
sono di tre tipi cana termica opaca, film ter- 
mico trasparente, carta a trasfenmento ter- 
mico sviluppata dalla stessa Graphtec e par- 
ticolarmente adatta ad esigenze di archivia- 
zione grazie alle caratteristiche di inalterabi- 
lità alla luce ed al calore 



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MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 



LASER CERCA LAVORO 



•Nome: HL4 (versione standard e post script) 


SCAlaBLE 

FONT 


•Generalità: DESIGN COMPATTO E MODERNO 
•Misure: RIDOTTISSIME 

•Origine: BROTHER 

•Mansioni: INSTANCABILE IN OGNI UFFICIO, 

AMICHEVOLE CON OGNI COMPUTER 
GRAZIE ALLA VASTA GAMMA DI 
EMULAZIONI STANDARD* 


• Segni 

particolari: SCALARLE FONT 

Permettono di utilizzare 8 fonts caratteri scalabili 


DATA COMPRESSION 

Permette di stampare un’intera pagina grafica A4 con 512 Kb 
interni, con una maggiore velocità e notevole risparmio dei costi 

• Compenso: L. 2.700.000 

• Referenze: OTTIME, AFFIDABILE E FLESSIBILE 


HL4 IL TUO INSOSTITUIBILE 
BRACCIO DESTRO 








NEWS 


Docutech Rank Xerox: 

informazioni analogiche e digitali integrate 



elettronico da una 
workstation e ottenere m 
modo completamente automati- 
co un manuale completo e pronto per 
la distribuzione, nel formato desiderato, ge- 
nerato in afta qualità di stampa, numerato, 
impaginato, e nel numero richiesto di copie, 
senza che l’operatore debba intervenire una 
sola volta nelle fasi intermedie di lavorazio- 
ne. di CUI si prende carco totalmente il si- 


A perta con uno spettacolo «spaziale» a 
ra^i laser a colori ed effetti spedali da 
fantascienza, si é svolta a Milano presso il 
Museo Nazionale della Scienza e della Tec- 
nica quella che è stata definita, dagli addetti 
ai lavori, la conferenza stampa Rak Xerox 
che ha dato una svolta storica nel mercato 
del «document processing». 

La nuova serie Xerox Docutech, oggetto 
dell'annuncio, è il frutto di quasi un decerv 
nio di attività di ricerca e sviluppo da parte 
delia Xerox corporation, che ha investito 
per essi olire un miliardo di dollari, e intro- 
duce funzionalità mai prima d'ora disponibili 
su un sistema di stampa o di riproduzione. 
Alla base di questa nuova tecnologia è un 
sistema di scansione digitale dei documen- 
ti, che vengono stampati alla velocità di 135 
pagine al minuto cort una risoluzione 
(600x600 punti per pollice) paragonabile a 
quella di una stampante offset, offrendo in 
più (e possibilità di un completo trattamen- 
to sia deirimmagme sia della copia, fino a 
ottenere fascicoli pinzati o termorilegati. 
Con queste caraneristiche di image proces- 
sing «a valore aggiunto», il sistema Xerox 
Docutech SI posiziona ai vertici delle appa- 
recchiature per centro stampa, un mercato 
dove Rank Xerox offre già i più potenti si- 
stemi con tecnologia ottica rappresentati da 
Xerox 5090 e Xerox 5100, un modello da 
100 pagine al minuto annunciato conte- 
stualmente. 

Ulteriori sviluppi previsti per la seconda 
metà dell'anno permetteranno di trasferire 


anche documenti in formato elettro- 
nico generato su una grande varietà di si- 
stemi di elaborazione attraverso dischetti o 
reti di comunicazione, oltre all’interfaccia- 
menio con una vasta gamma di sistemi di 
finitura che consentirà, per esempio, di ge- 
nerare fascicoli, quaderni e libn già piegati o 
rilegati partendo da un originale cartaceo o 
da una workstation collegata in rete. Rank 
Xerox ha annunciato una sene di accordi 
con aziende leader nel settore deH'informa- 
tion technology, quali AT&T, DEC, Unisys. 
Sun Microsystems, Novell, società specia- 
lizzate nel campo della stampa (prodotti so- 
ftware e periferiche), come Adobe e C.P. 
Bourg, società di consulenza come Ander- 
sen Consutting, KPMG Peat Marwick, Ernst 
& Young e altre. 

Rank Xerox ha annunciato tra l'altro che il 
sistema Docutech sarà impiegato come 
«polo centrale» del complesso di stampa e 
trattamento dei documenti che l'azienda sta 
preparando per le Olimpiadi che sì svolge- 
ranno il prossimo anno a Barcellona. Nel- 
l'occasione verranno installate centinaia di 
apparecchiature di diverso tipo o dimensio- 
ne e SI prevede verranno prodotte oltre 
cento milioni di pagine di informazione. 

Altrettanto importante è l’annuncio che 
Rank Xerox ha compiuto di una architettura 
di finitura del documento (DFA o Document 
Finishìng Architecture) che permette di col- 
legare, in uscita, una serie di periferiche 
specializzate, oltre a quelle fornite da Rank 
Xerox, per realizzare opere complete sotto 
ogni profilo, per esempio piegando a qua- 
derno e cucendo con punto metallico i fa- 
scicoli ottenuti. In questo modo, tra breve, 
sarà possibile «lanciare» un documento 


sterna. 

Le caraneristiche 

Gli onginali possono esser inseriti nell’ali- 
mentatore automatico, con ncircolatore, op- 
pure nell'alimentatore semiautomatico (per 
i formati fino all'A3), o più semplicemente 
posizionati sulla lastra dt esposizione. Qui 
incomincia il processo e incominciano le 
novità. L'unità di «input» non ha lenti e 
specchi, ma un sistema di scansione simile 
concettualmente a quello già oggi riscontra- 
bile nelle copiatrici digitali, ma del tutto dif- 
ferente per quello che riguarda le prestazio- 
ni. Lo scanner, di altissima potenza, è in 
grado di digitalizzare con elevata fedeltà 23 
pagine al minuto, con una risoluzione di 
6(X) punti per pollice. Qui le immagini sono 
memorizzate su un sottosistema di registra- 
zione a disco. Tre disk drive offrono una ca- 
pacità di 1,14 miliardi di byte, utilizzata, co- 
me SI vedrà in seguito, non solo per l’archi- 
viazione dei documenti, ma anche per il so- 
ftware di sistema, le istruzioni, marchi, fir- 
me, elementi grafici, font di caratteri che 
possono essere utilizzati per arricchire qual- 
siasi documento. 

Questo modulo di input è collegato ai re- 
stanti moduli di sistema con un cavo (poi- 
ché non vi è trasmissione ottica dell'imma- 
gine) e quindi può essere anche fisicamen- 
te distaccato, separato da una parete se ri- 
chiesto, per la maggiore tranquillità dell'o- 
peratore. La stessa cosa può essere detta 
anche per la stazione di lavoro, sulla quale 
è scomparsa la tradizionale console di co- 
mando con tasti dedicati. L'operatore ha 
davanti a sé infatti un vero e proprio termi- 


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MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 



NEWS 



naie interanivo. con un video ad alia risolu- 
zione e una tastiera standard tipo PC. che 
ha una doppia funzione. Il video, di grande 
formato (17") permette di attivare tutti i co- 
mandi. che vengono simboleggiati diretta- 
mente sullo schermo di tipo touch sensiti- 
ve. L'operatore deve solo puntare il dito in 
corrispondenza delta scelta richiesta per 
confermare un’esecuzione, aprire una car- 
tellina, consultare spiegazioni on-line e cosi 

Sempre sul video sono richiamabili, con il 
consueto sistema delle ufinestreu che pro- 
prio Xerox ha reso famoso sulle proprie 
workstation, i documenti che sono stati let- 
ti dallo scanner. Ogni pagina viene così vi- 
sualizzata nella sua completezza, con un'al- 
ta fedeltà di resa anche per i mezzi toni e 
le fotografie, e in questo modo è possibile 
all'utente compiere tutta una serie di mani- 
polazioni per migliorare l'immagine. Posso- 
no cosi essere cancellate, scontomate. du- 
plicate. modificate nelle dimensioni parti di 
un documento. La qualità di singole parti 
può essere variata agendo sui contrasti e 
sul "retino elettronico». 

Oltre a questo, è possibile richiamare an- 
che pii) pagine, compresi documenti me- 
morizzati in precedenza, e trasferire blocchi 
inten, fotografie, disegni. In altri termini, è 
possibile anche generare direttamente e in 
modo completamente interattivo, documen- 
ti nuovi, inserire nuove pagine. Ma si pos- 
sono anche introdurre marchi e lego, o «fin- 
cature» già m memoria o generati al mo- 
mento. La tastiera e il mouse aiutano in tut- 
te queste operazioni esattamente come fa- 
rebbe un autore davanti alla sua worksta- 
tion editoriale. 

I documenti, una volta elaborati e "arric- 
chiti» 0 nella loro forma o corredati delle 
istruzioni per la stampa (fronte/retro, spo- 
stamento margini, variazione contrasto, tipo 
di impaginazione e finitura, ecc.), possono 
essere immediatamente stampati o nuova- 
mente memorizzati, per procedere alla loro 
stampa in un momento successivo. Tutte 
le funzioni sono tra l'altro indipendenti. In 
alto termini, scansione degli originali, elabo- 
razione di documenti e stampa possono av- 
venire in qualsiasi momento, è cosi possi- 
bile svolgere anche più lavori in contempo- 
ranea. aumentando notevolmente il grado 
di produttività del sistema e quindi dell'irv 
tero centro stampa. 

II terzo modulo funzionale di Xerox Docu- 
tech à il sistema di stampa: si può stam- 
pare in frome/retro documenti fino al for- 
mato A3 e. invece del classico vassoio se- 
parato >di transito», in questo sistema elet- 
tronico di stampa i documenti compiono un 
unico percorso, per essere stampati prima 
su un lato e poi sull'altro. 

La matnee elettronica del documento vie- 
ne irasfenta dalla memoria all'unità di stam- 
pa laser che consente di ottenere un’ottima 
resa dei pieni, delle righe più sottili e delle 
mezze tinte. La risoluzione di stampa è 
quattro-sei volte superiore a quella della 
maggior parte delle stampanti laser sul 
mercato. Tra l'altro è disponibile anche una 
funzione per l'ottimizzazione della stampa 
di mezze unte (grafici e disegni a colori) e 
di fotografie. I formati possono essere va- 


riati, con un passo dell’1% entro rapporti di 
riduzione e ingrandimento compresi tra il 

10 e il 200%. 

Tre vassoi, ricaricabili dall'esterno mentre 
è in corso la tiratura, contengono fino a 
4300 fogli. In fase di stampa possono es- 
sere inseriti automaticamente copertine, fo- 
gli colorali, divisori. 

Per migliorare ulteriormente la produttivi- 
tà, Xerox Docutech ha integrato in linea tut- 
te le funzioni di finitura. I documenti stam- 
pati possono essere così raccolti in fascico- 
li, che a loro volta hanno la possibilità di es- 
sere cuciti con uno o due punti metallici, 
oppure teimorilegati con una scelta tra cin- 
que nastri colorati. 

È prevista anche la disponibilità di un si- 
stema on-!ine per la produzione di quaderni 



in formato A4 o A5. I fascicoli ottenuti po- 
tanno cosi essere automaticamente piegati 
e cuciti centralmente per produrre dei 
«booklet» immediatamente disponibili F^r 
la distribuzione. Questa applicazione, insie- 
me con il sistema di intestazione e nume- 
razione automatica delle pagine, risulterà di 
particolare Interesse per la preparazione di 
manuali, newslener e riviste. 

Che cosa riserva 
il prossimo futuro? 

Le funzionalità di Xerox Docutech per- 
mettono da subito di aumentare notevol- 
mente la produttività e qualità del lavoro dei 
centri stampa, creando anche una consi- 
stente alternativa rispetto alte apparecchia- 
ture offset e integrando vei^ l'alto la già 
vasta gamma di soluzioni Xerox. Il nuovo 
prodotto nasce però con un chiaro disegno 
di sviluppo che si traduce in un'architettura 
aperta, per una sua completa integrazione 
nel sistema aziendale di produzione dei do- 
cumenti. 

La pnma versione nasce con il nome di 
Xerox Docutech Production Publisher, che 
indica il suo prevalente orientamento verso 
i centri stampa tradizionali. NelTarco dei 
prossimi mesi saranno già disponibili Xerox 
Docutech Media Server e Xerox Docutech 
Network Server. 

La prima è una versione stand-alone che, 
alle funzionalità sopra descritte, aggiunge 
un servizio di conversione dei documenti 
creati su personal computer IBM, Apple 
Macintosh, workstation >(erox e Sun. Il ser- 
vizio comprende anche un interprete Po- 
stScript e uno HP PCL. 

La seconda consente invece Tinterfaccis- 
mento direno con LAN basate sul sistema 
operativo Novell NetWare, così da permet- 
tere a diversi utenti di accedere contempo- 
raneamente ai numerosi servizi resi dispo- 
nibili su Xerox Docutech, che unisce in que- 
sto modo alle funzioni di unità centralizzeta 
quelle di un potente server di stampa e 
image processing. 

F.F.C. 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


75 



NEWS 


T338: 

interfaccia SCSI per portatili 

Il T338 è un prodotto che permette di col- 
legere attraverso una porta parallela IBM o 
compatibile qualsiasi penfenca che preveda 
un collegamento SCSI. 

Utilizzando le nuove tecnologie é stato 
possibile realizzare un convertitore di proto- 
collo dalle dimensioni ridotte con le stesse 
caratteristiche ed efficacia di una normale 
scheda SCSI. 

La tecnologia usata converte una semplice 
porta parallela in una high-speed SCSI bus al- 
ia quale si possono collegare fino a sette dif- 
ferenti SCSI Hard Driver, Streaming Tape, Di- 
schi Ottici, rimovibili o CD-ROM. 

L'uso del T338 è estremamente facile, Si 
inserisce semplicemente alla porta parallela 
del personal computer, si collega la periferica 
SCSI e la stampante nelle due diverse porte 
del T338. 



Am386DX-40 

di Paolo Ciardelli 


E rintet perse il monopolio. Più che un 
annuncio, quello della Advanced Micro De- 
vine, potrebbe essere il pnmo segno della 
fine del monopolio Intel nel campo dei mi- 
croprocessori. 

In sintesi la AMD il 26 marzo scorso a 
Milano ha presentato il primo dispositivo 
386 a 40 MHz di cfock disponibile commer- 
cialmente. 

La famiglia Am386 comprende varie ver- 
sioni compatibili, migliorate, del micropro- 
cessore standard a 32 bit utilizzato per la 
costruzione di personal computer IBM e 
compatibili. 

La versione a 40 MHz, chiamata 
Am386DX-40 e Am386DXL-40, dà la pos- 
sibilità di progettare sistemi con prestazioni 


superiori del 21%, rispetto alla massima 
velocità disponibile fino ad oggi (33 MHz). 

La seconda versione, l'Am386DXL40 è 
a basso consumo di potenza, grazie ad 
un’architettura totalmente statica che ridu- 
ce in maniera significativa il consumo di 
corrente. C'è da annotare la conseguente 
possibilità di prolungare la vita delle batta- 
ne dei laptop e notebook. 

L'architettura statica non permette solo la 
riduzione della corrente assorbita ma anche 
la possibilità di mettere il microprocessore 
Am386DXL-40 in standfay, praticamente 
rallentando fino a zero il clock. In questo 
stato si ottiene un assorbimento inferiore a 
1 mA contro quello dell'Intel 386DX che 
nella migliore delle ipotesi è di 133 mA. 



In seguito va copiata la parte software sul 
disco rigido o su un boot disk. 

Inclusi nel software del T338 ci sono an- 
che una sene di utility per la formattazione, 
le partizioni, ed i test di ogni drive. Con que- 
sti programmi è possibile utilizzare al meglio 
le periferiche SCSI collegate senza alcuna 
difficoltà. 

Il T338 e distnbuito da Computer & Azien- 
da SRL a 700.000 lire -t IVA. 


Contradata: back-up 
8mm Exabyte 

La Coniradata distribuirà in Italia i prodotti 
Exabyte basati sulla tecnologia di registrazio- 
ne su cartucce Sony da 8 mm 

Il contratto è stato sottoscritto nello scor- 
so settembre, ma è stato reso noto solo do- 
po un periodo di ncerca e di analisi del mer- 
cato condotto in Italia ed all'estero dalla so- 
cietà monzese. 

Exabyte produce unità di back-up a nastro 
basate sul meccanismo 8 mm brevettato da 
Sony, con capacità di 2.5 e 5 Gigabyte. 


L'interfaccia SCSI della quale le unità sono 
dotate, le rende utilizzabili, cosi come fornite 
dalla casa madre, da OEM e da utenti qua- 
lificati. 

I primi due annunci riguardano l'ambiente 
Digital Q-Bus e Unibus, la famiglia IBM AS 
400. 


La soluzione Digital si basa sui controller 
della TD System-USA, anch'essi distribuiti 
dalla Contradata, in grado di emulare una 
T U. standard e quindi completamente tra- 
sparente ai vari sistemi operativi 
Sulla famiglia IBM AS 400 la connessione 
avviene direttamente tramite l’interfaccia 



76 


MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 



NEWS 



SCSI nei modelli B10 e B20 e tramite un 
controller 2601 IBM per i modelli superiori. 

Le due unità Exabyte disponibili presso la 
Contradata sono il modello 8200 ed il mo- 
dello 8500, entrambe possono essere confi- 
gurate per il montaggio interno oppure per 
quello esterno con box autoalimentato ed of- 
frono una capacità di 2.5 Gigabyte nel caso 
del modello 8200 e 5 Gigabyte per il modello 
8500, il loro transfer rate continuo e, rispet- 
tivamente, di 246 e 500 Kbyte/secondo. La 
velocità di ricerca è di 15 Mbyte al secondo 
in un caso e 37.5 Mbyte al secondo nell’al- 
tro. 

In entrambi i casi le testine sono del tipo 
read after wnte ed il tempo medio di utiliz- 
tazione prima della rottura è di circa 40.000 
ore. 

Al primi due annunci riguardanti le piatta- 
forme IBM e DEC seguiranno quelli di altre 
soluzioni in corso di studio che verranno ri- 
lasciate prossimamente. 


Jepssen LAN Station 
80386SX-20 

La Jepssen è una società presente in Italia 
ormai da 10 anni per il tramite della Jepssen 
Italia, divisione computer della Italsoft, che 
conta circa 700 rivenditori distribuiti su tutto 
il territorio nazionale. 

La società di Taipei (Taiwan) propone ora 
un nuovo prodotto- la LAN Station 80386SX- 
20- 

Gia presente sul mercato americano da al- 
cuni mesi, la LAN Station 80386SX-20 ha ri- 
scosso notevole successo per le sue carat- 
teristiche, Di dimensioni ridotte (350 x 360 x 
65 mm) le LAN Station sono disponibili nelle 
versioni 200, 300 e 400. 

Le differenze consistono essenzialmente 


Alcuni ricercatori del laboratorio della 
IBM di Zurigo, hanno svelato alcune carat- 
teristiche nascoste della struttura dei su- 
perconduttori, La scoperta è avvenuta du- 
rante l'osservazione effettuata con un mi- 
croscopio a scansione a effetto tunnel, su 
di un sottile film di matenale supercondut- 
tore ad alta temperatura. 

Le immagini hanno evidenziato che nel 
reticolo atomico sono presenti delle «dislo- 
cazioni a vileii, in pratica delle imperfezioni 
che assumono la forma a spirale. 

L'importanza della scoperta è duplice. Le 
imperfezioni messe m evidenza dai ricer- 
catori sembrano essere i centri su cui cre- 
sce il materiale in questione in forma cri- 
stallina e che determinano quindi le carat- 
teristiche del film sottile. La possibilità di 
individuare questi punti è essenziale per la 
fabbncazione di queste pellicole, che sono 
uno dei prodotti a cui sia l'Industria infor- 
matica che elettronica guardano con molto 
interesse. 

L'altra parte dell'importanza è rappresen- 


nella dotazione delle memorie di massa to- 
tale assenza nel modello 200, disk drive nel 
modello 300 e hard disk per il modello 400. 

Le caratteristiche comuni ai tre modelli so- 
no quelle riguardanti il processore che e un 
80386SX con frequenza di clock a 20 MHz, 
la dotazione di memona RAM di 1 Mbyte 
standard, espandibile fino a 16 Mbyte, la di- 
sponibilità di due slot di espansione, di un 
controller per hard disk a standard IDE, di 
due porte seriali R5 232. di una porta paral- 
lela Centronics, di un controller video MCGA 
e di una ROM BOOT per il collegamento al 
file server. 

Nella configurazione minima è compreso 
un adattatore di rete Ethernet, ma e possi- 
bile impiegare anche LAN card Token Ring 
4/16 MBPS. 

La presenza dell'interfaccia IDE, che con- 
sente l'installazione di qualsiasi hard disk a 
bus AT con capacità comprese tra 40 e 120 
Mbyte, oltre alla possibilità di installare in 
opzione l'adattatore video VGA e la dotazio- 
ne di slot di espansione e di porte I/O, ten- 


tata dalle dislocazioni a vite che sembrano 
essere le responsabili dell'elevata intensità 
di corrente elettrica che gli stessi film a 
strato sottile riescono a condurre. Si può 
dunque ipotizzare che correnti più elevate 
siano ottenibili aumentando la densità di ta- 
li imperfezioni. 

La scoperta è tutta di casa IBM II mi- 
croscopio a scansione a effetto tunnel, che 
permette di vedere la struttura atomica del- 
ia materia, è stato messo a punto da Qerd 
Binning e Heinrich Rohrer. premiati en- 
trambi nel 1986 con il premio Nobel; la su- 
perconduttività ad alte temperature, sem- 
pre del 1986, è stata scopena da Georg 
Bednortz e Alex Muller, insigniti anch'essi 
del premio l’anno successivo. 

In sintesi la superconduttività ad alte 
temperature è rappresentata dall’individua- 
zione di una classe di composti in cui si ve- 
nfica l’annullamento di ogni resistenza al 
passaggio di corrente elettrica a tempera- 
ture più elevate che nei materiali fino ad 
allora spenmentati. 


dono le LAN Station Jepssen dei ven e pro- 
pri personal computer in grado di operare in 
ambienti di rete e di multiutenza come IBM 
PC-LAN, SCO Xenix 386, Novell NetWare, 
oppure con sistemi operativi stand-alone co- 
me MS-DOS, Windows 3 e OS/2. 

In Italia le LAN Station Jepssen saranno di- 
sponibili a partire dal prossimo giugno ad un 
prezzo notevolmente ridotto rispetto ai siste- 
mi in rete realizzati con normali personal 
computer. 


Fujitsu: 

nuova tecnologia per le 64 Mbit 

La Fujitsu Electronics ha annunciato lo svi- 
luppo della prima tecnologia di fabbricazione 
al mondo per celle di memoria DRAM da 64 
Mbit. Questa tecnologia si basa sul design 
delle celle condensatori in stack e su un nuo- 
vo procedimento litografico in «PHASE SHI- 
FTu di recente sviluppo. Il nuovo layout di 
celle di memoria è un miglioramento della 
cella DRAM originale da 64 Mbit, anch'essa 
realizzata dalla Fujitsu nel 1988. Tale layout 
apre la via al rapido sviluppo della produzione 
in sene delle DRAM da 64 Mbit nei prossimi 
anni. Il metodo di fase sviluppato dalla Fuji- 
tsu utilizza la litografia 'il-LNE'i, attualmente 
applicata in fase di produzione dei dispositivi 
di memoria ad alta capacità come le DRAM 
da 4 Mbit. 

La lunghezza d’onda «l-LINEn è di 365 na- 
nometri la piu corta utilizzata nella litografia 
dei wafer, e il metodo di fase permette di 
formare pattern piu sottili utilizzando gli ef- 
fetti di interferenza generati tra le onde lu- 
minose a mversione/non inversione di fase. 
Un importante aspetto del nuovo metodo e 
che può essere utilizzato con la tecnologia 
esistente. Infatti, per la fabbricazione del wa- 
fer al silicio non è stato necessario sviluppa- 
re un processo di produzione specifico. 

I tradizionali schemi di layout di celle ven- 
gono progettati con angoli strutturali nsireni. 
come 45 e 90 gradi, per cui non permettono 
di utilizzare in modo ottimale lo spazio dispo- 
nibile. Il nuovo design di layout sviluppato 
della Fujitsu utilizza tutti i tipi di angoli, per- 
mettendo cosi di realizzare una cella di minor 
ingombro m base alle stesse regole di pro- 
getto. 

Ne risulta una densità complessiva del pat- 
tern molto uniforme, in cui vengono rimosse 


IBM: la superconduttività é causata da un'imperfezione 

di Paolo Cèrdelli 


MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 


77 



NEWS 


le pam di celle che. nei progetti precedenti, 
erano di difficile fabbnca2ione La litografia 
..PHASE SHIFT.. I-LINE Si usa in abbinamen- 
to al design tridimensionale di celle in STA- 
CK, esclusivo della Fujitsu, noto come strut- 
tura -FIN.. 

Le celle a strutture -FIN- non subiscono 
deterioramento nella tensione di BREAK-DO- 
WN delle pellicole d. isolamento malgrado il 
fatto che tanto le pellicole quanto le piastre 
delle celle siano formate m GAP piccolissimi. 
Inoltre, l'affidabilita delle pellicole e pan a 
quella delle strutture tradizionali. Il design tri- 
dimensionale di celle m stack garantisce mi- 
gliori livelli di scalabitita e permette di otte- 
nere un’area a superiore per gli elettrodi di 
memoria, perché non occorre procedere ad 
un ulteriore patterning tra tali elettrodi, come 
è richiesto dalle strutture di celle tradizionali. 
La nuova cella di memoria delle Fujitsu è ba- 
sata su un nuovo layout, conforme alle esi- 
genze del metodo litografico, m base al quale 
la lunghezza d'onda di esposizione e la mi- 
nima ampiezza di pattern devono essere 
equivalenti. 

La cella e costituita da doppi FIN e ha una 
capacita di oltre 30 fF ifantom Farad) su una 
piccolissima area. La capacita di accoppia- 
mento Ira linee di BIT e molto bassa perche 
la piastra della cella agisce come uno scudo, 
eliminando l’accoppiamento parassitico. 


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Presentati da FPS 
i supercomputer 
a compatibilità 
SPARC 

Sono stati resi noti i risultati del collaudo 
che SPARC International ha effettuato sui 
prodotti della società americana FPS IFloa- 
ting Point Systems) e in particolare sui nuo- 
vi supercomputer Sene 500 Sparo, accer- 
tandone la loro piena compatibilita con il li- 
vello 1 .0 dello standard SPARC Compliance 
Definition (SCD), basato sul sistema ope- 
rativo SunOS 4.0.3. 

I nuovi supercomputer forniscono pre- 
stazioni elaborative di grande potenza per 
applicazioni scientifiche e tecniche, grazie 
alla loro architettura IFIS llmegrated Mete- 
rogeneous Supercomputing) 

La IFIS Sara la strategia di prodotto FPS 
anche per i prossimi anni, destinata a por- 
tare a una nuova generazione di sistemi 
che integrano modularmente processori 
scalari, vettoriali, paralleli/mainciali, insie- 
me a coprpcessori per applicazioni specifi- 
che che offrono un'interfaccia utente sem- 
plice e coerente per l'utente e il program- 
matore. 

Utilizzando questa architettura, la nuova 
famiglia Sene 500 SPARC può raggiungere 
livelli di prestazioni m aree professionali co- 
me l'industria petrolifera, l'ingegneria di 
progetto, la chimica computazionale e la ri- 
cerca che erano precedentemente appan- 
naggio di sistemi di fascia alta le a prezzi 
molto piu elevati). 

L’uiilizzo da parte di FPS del processore 
scalare SPARC risponde alla domanda cre- 
scente del mercato di tecnologia RISC 
standard. SPARC permette a FPS di offrire 
un ambiente aperto e, al tempo stesso, al- 
tissime prestazioni RISC Con SPARC, nei 
nuovi prodorti, vengono superati i problemi 
di curva prestazionale posti dalle attuali tec- 
nologie per la produzione di materiali se- 
miconduttori, mettendo a disposizione una 
piattaforma su cui sviluppare nuove tecno- 
logie di elaborazione vettoriale, parallela e 
matriciale, tecniche di gestione dei dati, lin- 
guaggi. tecnologie avanzate di rete. Inoltre 
' sistemi FPS possono accedere alla base 
installata di oltre 2800 applicazioni esistenti 
in ambito SPARC 

La scelta strategica di FPS le permetterà 
di integrarsi all'interno di ambienti clien- 
t/server basati su workstation che, in archi- 
tettura SPARC, sono estremamente diffu- 
se tra le comunità scientifiche e ingegne- 
ristiche e che potranno adesso accelerare 
le loro prestazioni elaborando tutto o parte 
del codice su processori SPARC ECL o su 
processori integrati VectorPlus e Matrix. 

La compatibilità SPARC faciliterà anche il 
raggiungimento di accordi di partnership 
con altre case costruttnci sul mercato del- 
l'elaborazione tecnica, in questo contesto 
infatti è nata la collaborazione tra FPS e 
Sun Microsystems, nell'intento di fornire 
un valido know-how ai partner evitando di- 
spersione di risorse alla ricerca di opportu- 
nità in un mercato di sempre maggiori di- 
mensioni 

Per quanto riguarda l’ambiente software. 
FPS ha sviluppato una sene di risposte 


conformi agli standard per quanto attiene a 
sistemi operativi, applicazioni, librerie di 
calcolo, connettività, interfacce grafiche, in- 
terfacce applicative, compilatori e sirumen- 
ii di sviluppo 

Sistema operativo Unix 

FPX, l'implementazione FPS di Unix, riu- 
nisce le funzionalità di fascia alta necessa- 
rie a un Supercomputer e lo standard in- 
dustriale SunOS FPX supporta rintegrated 
Heterogeoeous Supercomputing. 

Applicazioni 

La famiglia di supercomputer e, come 
detto, completamente compatibile con il li- 
vello 1 0 dello Standard SCD FPS e attual- 
mente impegnata nella migrazione al livello 
2 0, basato su Unix System V versione 4 e 
sulla Application Bmary Interface lABI) 
SPARC. Come risultato, per la prima volta 
ambienti di elaborazione standard possono 
includere supercomputer compatibili a livel- 
lo ABI con le workstation Poiché molte ap- 
plicazioni SPARC consistono in strumenti 
CASE, gli utenti possono agevolmente svi- 
luppare nuovo software per i sistemi FPS 

Librerie di calcolo 

Le librerie matematiche standard suppor- 
tate da FPS includono la Fast Matrix Solver 
della Muliipath, l'Advanced Complex Alge- 
bra Library lACAL) della Science Applica- 
tion International Corporation, la HINTZ 
Matrix Solver e la SPARQS Matnx Quick 
Solver della New Engiand Software, oltre 
ovviamente alla libreria FPSMath 

Conneffivila 

Per facilitare l'mtegrazione dei sistemi 
FPS in ogni ambiente di elaborazione, FPS 
supporta un’ampia varietà di standard indu- 
striali su protocolli e interfacce di rete ad 
alte prestazioni I protocolli TCP/IP, NFS, 
DECnet, Ethernet. UltraNet, FDDl, e HlPPl 
permettono pressoché ogni opzione di co- 
mumcaziom su larga banda, per l'aiiesti- 
memo di ambienti di elaborazione realmen- 
te efficienti e distribuiti. 

Interfacce applicative e interfacce 
grafiche 

FPS supporta pienamente lo standard in- 
dustriale Application Programmmg Interfa- 
ces. anche per quanto definito nella Porta- 
bility Guide X/Open IXPGI, nella System V 
Interface Defmiiion di Unix International e 
nella Application Environment Specifica- 
tion Di conseguenza, le API supportate in- 
cludono interfacce come X-Wmdows, 
OpenLook OSF/Motif. 

Compilatori e strumenti di sviluppo 

La tecnologia FPS Unified Application 
Compiler permette alle applicazioni d< fa- 
scia alta Fortran e C di sfruttare automati- 
camente la piena potenza dei processori 
scalari, vettoriali, paralleli e matnciali/paral- 
leli m un sistema FPS 500. li compilatore 
comprende anche un'ampia gamma di 
strumenti di sviluppo, come debugger e li- 
vello di codice sorgente con funzionahta di 
debugging di programmi scolari, vettoriali e 
paralleli, profilar e utility per la gestione del- 
ie configurazioni 

FFC 


78 


MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 



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NEWS 



tralizzate o geograficamenie lontane, mante- 
nendo intatto il controllo e la sicurezza di tut- 
to il sistema I database dei documenti con- 
divisi facilitano la comunicazione di gruppo, il 
sottosistema di posta elettronica incorporato 
sveltisce la comunicazione tra i membri del 
gruppo, l’ambiente di sviluppo applicativo è 
dotato di tutti gli strumenti necessari per per- 
sonalizzare I programmi secondo le esigenze 
aziendali e del gruppo di lavoro, infine, il si- 
stema di sicurezza di Notes permette di con- 
trollare gli accessi alle informazioni nservate 
in un ambiente di rete. 

Notes impiega un’interfaccia utente grafi- 
ca industry standard a finestre. Gli utenti la- 
vorano sia con la tastiera sia con il mouse 
usando comandi presentati tramite menu a 
tendina strutturati gerarchicamente e fine- 
stre di dialogo. Un coerente set di comandi 
viene utilizzato per selezionare gli oggetti, 
controllare le finestre di dialogo, spostare e 
ndimensionare le finestre, e gestire il flusso 
di informazioni tra i database. 


Lotus Notes 2.0 

Il nuovo prodotto di casa Lotus è basato 
suH’archiiettura clieni-server e permette a 
gruppi di utenti di archiviare, organizzare e 
condividere informazioni utilizzando personal 
computer, reti locali e geografiche. In pratica 
Notes è il primo pacchetto della società ame- 
ncana pensato in maniera specifica per reti e 
per un utilizzo di gruppo. 

Incorpora quattro funzioni che facilitano la 
compilazione e la condivisione delle informa- 
zioni m grandi strutture organizzative, decen- 


Pentax LaserFold 240 

Distribuita m Italia dalla società API di 
Osmannoro (FI), la Pentax Information Te- 
chnologies, divisione informatica della Asahi 
Optical Company, produce la stampante La- 
serFold 240, una stampante laser innovativa 
per l'originaie soluzione della gestione della 
carta che permette, per la prima volta su una 
stampante laser, l’impiego del tradizionale 
modulo continuo. 



Questa caratteristica, unita all’elevata ve- 
locita di stampa, che raggiunge le 16 pagine 
al minuto, consente alla LaserFold 240 di tro- 
vare il campo di applicazione ideale nel cam- 
po della produzione di documenti commer- 
ciali tecnici e amministrativi, come etichette, 
fatture, elenchi, listini, prezzi e schede, ca- 
ratterizzati dall’elevata qualità di stampa pro- 
pria delle stampanti laser 

La LaserFold 240 utilizza il metodo di 
stampa elettrofotografico a diodo laser in 
grado di assicurare una risoluzione di 240 dp< 
per la stampa dei caratteri della sene Bi- 
tstream Letter Gothic a 10. 12 e 17 cpi della 
dotazione standard o dei caratteri Helvetica. 
Couner e Times Roman a passo fisso dispo- 
nibili in opzione. 

La possibilità di regolazione della distanza 


PERSONAL 286-386-486 


Unlli base: configurale con tMb RAM. case 
Desktop, tastiera estesa, drive TEAC li o 
1.44Mb. 2serlal{, 1 parallela, porta joystick. 
288 12MHz ILM16) L S89.000 

286 18MHz (LM21) L »».000 

288 20MHz ILM27) L 799.01)0 

386SX 16MHz (LM21) L1.040X)II0 

386SX 20MHz (LM27) LliSODOO 
2SMHz(LM31) L 1.490X100 

386 25MHz (LM38) 64Kb «Cile U.790XKI0 
366 33MHz (LM56) 64Kb cade L2XI90X)00 
466 25MHz (LM114I L3.n0X)00 

M4MbRAMper386;486fL 276.000 

me case liwer 5 posizioni +L 1 

Opzione 2° drive 1.211.44Mb 4-L. 1 

^^er^+parallela L 

V6A600X6002S6K L 

V6ATRlDENT2S6Kesp.1M L 149.000 

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(prestazioni rilevate con CORETEST): 

40Mb 2&ns660KbiS Segate L 369.000 
40Mb1&ns710Kb/sOuantum L 439.000 
84Mb 1Sms710KUs Quantum L 749.000 
126Mb ISiTis 7l0Kbfs Quantum L. 1i)70JX)0 
178Mb ISms 7l0KbJs Quantum L 1.250.000 
Monitor 14" con base basculante: 
TRLCGA/Hercules monocrom.L 
TRLVGA monoeiom. 1024 x 768 L 
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occii|>a un'area di memoria sorpren- 
denteinentc ridotta - meno di 40 K sul 
server e circa 12 K sulla stazione di 
lavoro. 

Ciò nonostante. LANtastic fornisce i 
servizi di posta elettronica, c(Hidi- 
visione di archivi, programmi e stam- 
panti. blocco DOS a livello di file e di 
record, due livelli di sicurezza, gestione 
di CD-ROM, compatibilità Nelbios, 
audit irail, etc. el(^ 


E con LANtastic non avete bisogno di 
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simo di 235 mm permette di poter impiegare 
supporti molto diversificati come ad esempio 
etichette adesive su modulo continuo ed altri 
moduli fino ad una dimensione massima di 
241 X 280 mm. 

Il livello di rumorosità molto contenuto (53 
dB in misura pesata! ne permette l'mstalla- 
zione in ufficio senza risentire degli inconve- 
nienti generalmente riscontrabili con le tra- 
dizionali stampanti ad impatto in grado di rag- 
giungere la medesima velocita. 

Le interfacce disponibili in configurazione 
standard sono la parallela Centronics e la se- 
riale RS232. mentre in opzione è possibile di- 
sporre anche delle interfacce Coax e Twmax, 
l'emulazione standard IBM Proprmter, infine, 
ne permette l’utilizzazione con le applicazioni 
pij diffuse Sia negli ambienti operativi MS- 
DOS che OS/2, oltre che in ambienti evoluti 
come quelli legati all'impiego di mainframe. 

Il prezzo al pubblico della LaserFold 240 è 
6.800.000 lire IVA esclusa 


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Hyper Dex 386-33 

Basato sul microprocessore 80386 con 
frequenza di clock a 33 MHz e dotato di una 
cache memory da 128 Kbyte, il nuovo Hyper 



Dex 386-33. commercializzato dalla Compu- 
ter Discount, offre altre carattenstiche degne 
di interesse. 

Il termine «Hyper» indica la dotazione di 
un controller ad alte prestazioni, l'Hyperstore 
HS-400 di produzione americana, in grado di 
garantire un tempo medio di accesso al di- 
sco di soli 0.4 ms ed un transfer rate di 1700 
Kbyte/sec. 

L’Hyper Dex 386-33 ha una capacità mas- 
sima di memoria RAM di 16 Mbyte ed e pos- 
sibile l'up-grade a partire dai 4 Mbyte della 
configurazione standard con moduli SIMM 
da 1 Mbyte. 

La macchina è contenuta in un case de- 
sktop e viene fornita completa di' tastiera 
estesa, disk drive da 3.5" della capacità di 
1.44 Mbyte e da 5.25" della capacità di 1.2 


Mbyte, hard disk SCSI da 180 Mbyte, con- 
troller Hypersiore HS-400 con 2 Mbyte di 
memoria RAM installati, scheda video ÈVA 
Tseng Lab ET-4000 a standard VGA con 
espansione per la visualizzazione di una pa- 
gina grafica con risoluzione di 1 024 x 768 dot 
a 256 colon, interfacce parallela Centronics e 
serale RS232 

Il monitor per completare la configurazione 
è un 14 ’ a colon con dot pitch di 0.29 mm. 

L'Hyper Dex 386-33 rappresenta la solu- 
zione ottimale per installazioni dove neces- 
sitino caratteristiche di velocità e affidabilita 
tipiche di applicazioni m rete o di CAD-CAM 

Infine, la totale compatibilità con Xenix, 
Unix, Novell, ne permettono ['utilizzo come 
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NEWS 



AlS distribuisce Mathematica II 

La società Artilicial Intelligence Software, 
distributrice in Italia del software Mathematica 
prodotto dalla Wolfram Research Ltd, annuncia 
l'inizio delle consegne in Europa della versione 
2.0 di Mathematica, il sistema software piu 
avanzato per l'esecuzione del calcolo nume- 
rico, simbolicoe grafico, mgrado di supportare, 
con l'implementazione su quest'ultima ver- 
sione di oltre 283 nuovi comandi, ben 843 
funzioni matematiche diverse Disponibile su 
20 piattaforme diverse. Mathematica 2.0 offre 
caratteristiche di elaborazione dei testi che fa- 
cilitano la coordinazione con programmi ester- 
ni, permettendo il richiamo delle funzioni di un 
programma esterno in Mathematica e vice- 
versa. la grafica è stata potenziata per con- 
sentire la produzione di immagini pronte per 
la pubblicazione ed è disponibile la program- 
mazione lineare per la risoluzione di problemi 
legati alla ottimizzazione nella ncercaoperativa. 
Le prestazioni sono state migliorate con un 
compilatore che consente l'esecuzione di pro- 
cedure con una velocità fino a 20 volte su- 
periore a quella della precedente versione 1 2 
ed un potente linguaggio interno di program- 
mazione offre la possibilità di personalizzare 
l'applicazione adattandola alle proprie esigenze 
e di programmare funzioni del sistema ope 
rativo direttamente nel programma. Alcune 
delle nuove funzioni di Mathematica 2.0 sono 


utilizzabili solo su determinate piattaforme' sui 
sistemi Macintosh, NeXT e Sun e possibile la 
rappresentazione delle funzioni sia m modo 
grafico che sonoro, sulle piattaforme Macin- 
tosh e NeXT. grazie alle estensioni di editoria 
elettronica è possibile la creazione di inten libri, 
SUI sistemi Macintosh e sulle piattaforme ba- 
sate su Microsoft Windows che non offrono 
il multitasking è possibile sfruttare una fun- 
zione di elaborazione simultanea che simula 


il multitasking con l'esecuzione contempora- 
nea di diversi lask. ProgettatodaStephen Wol- 
fram, presidente e fondatore delia Wolfram 
Research, Mathematica è stato rilasciato nel 
giugno 1988 nella versione per Apple Macin- 
tosh e successivamente, a parure dal gennaio 
1989, nelle versioni per personal computer 
basatesu 80386e sulle piattaforme DEC, Data 
General, Apollo, Hewlett Packard, MIPS, Con- 
vex, NeXT, Silicon Graphics, Sun e Sony 







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NEWS 


MacPaint: IDS Jasmine 

La MacPoini di Milano. specialiZ2aia nella 
distribuzione di software, accessori e perife- 
riche dedicati al Macintosh, opera in Italia sul 
modello di una delle più affermate Mail Or- 
der House Mac esistenti negli Stati Uniti, alla 
quale è affiliata e grazie alla quale offre agli 
utenti Macintosh italiani una vasta gamma di 
prodotti, in versione originale, la consegna 
dei quali avviene sfruttando una gestione in- 
formatizzata ad aita efficienza delle spedizio- 
ni realizzata in collaborazione con il cornere 
UPS-Alimondo m tempi che variano tra le 24 
e le 48 ore. 

Recentemente la MacPoint ha acquisito la 
distribuzione dei prodotti Jasmine, la società 
californiana produttrice di hard disk e File 

Tra I prodotti della Jasmine sarà commer- 
cializzata anche la nuova linea IDS Jasmine 
caratterizzata da prestazioni di elevata quali- 
tà. notevole compattezza, alta velocità di ac- 
cesso, bassa rumorosità ed alta affidabilità. 

Tutti gli hard disk sono commercializzati 
già preformattati per Macintosh, dispongono 
di alimentazione a 220 Volt e di software ap- 
plicativo Driveware di proprietà Jasmine. 

Gli altri prodotti IDS distribuiti dalla Mac- 
Point sono I file server dotati di hard disk da 
sostituire ai normali Macintosh in soluzioni 
network. 


La RAM può essere espansa fino a 3 
Mbyte mediante moduli SIMM ed il proces- 
sore impiegato è il Motorola 68010 con fre- 
quenza di clock a 16 MHz. La configurazione 
massima di network prevede fino a 50 utenti 
attivi in AppIeTalk. 

I prezzi dei prodotti IDS Jasmine offerti 
dalla MacPoint variano tra 2.440.000 e 

3.910.000 lire per i file server con hard disk, 
rispettivamente, di 100 e 300 Mbyte, tra 

730.000 lire e 2.340.000 lire per gh hard disk 
da 40 Mbyte nel formato UltraCompaci e da 
200 Mbyte nel formato tradizionale. 

Su tutti i prodotti IDS il penodo di coper- 
tura m garanzia offerto dalla MacPoint è di 2 


PC-Plus distribuisce BusTek 

La PC-Plus di Milano propone una serie di 
nuovi prodotti che risultano particolarmente 
indicati per la propria linea di personal com- 
puter basati SUI processori 80486 e i860. 

Tra le principali novità i controller EISA SCSI 
e Ethernet della società californiana Bus- 
Tek. una società specializzata nella progetta- 
zione e produzione di controller intelligenti a 
32 bit 

Il controller SCSI BT-742A e compatibile 
con Unix, Xenix. NetWare, OS/2 ed i sistemi 


operativi multitasking piu diffusi, è in grado 
di permettere connessioni ad alte prestazioni 
tra il bus EISA e le periferiche con interfaccia 
SCSI (Small Computer System Interface) 
senza necessitare di driver dedicati tutte le 
operazioni sono svolte con un transfer rate di 
5 Mbyte al secondo, mediante l’utilizzo del 
controller SCSI NCR 53C94 a tecnologia 
ASIC. 

Il BT-742A utilizza un chip di interfaccia 
Bus Master ad alta velocita che esegue le 
operazioni di controllo DMA consentendo di 
incrementare le prestazioni del sistema e di 
ridurre il numero di interruzioni per le ope- 
razioni di I/O. Un chip di interfaccia (B8010I 
offre una memoria di 128 byte FIFO per il 
trasferimento dei dati a 32 bit sul bus EISA 
ad una velocità di 33 Mbyte/sec. 

Uno speciale protocollo Imailbox) fornisce 
il multitasking interno supportando fino a 255 
task con un mimmo impegno da parte del 
processore. 

Il controller floppy è pienamente compati- 
bile con lo standard IBM ed esistono versioni 
del BT-742A adatte al bus AT e MicroChan- 
nel. 

Il controller Ethernet BusTek BT-760A col- 
lega il bus EISA all’interfaccia Ethernet e pre- 
senta le medesime caratteristiche del con- 
troller SCSI, utilizzando anch’esso la tecno- 
logia ASIC, ma fornisce un data transfer rate 
di 10 Mbit/s. 



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NEC inaugura 
la nuova sede in Italia 

La NEC Italia, filiale delia NEC Corporation 
di Tokyo ha inaugurato la nuova sede di Trez- 
zano sul Naviglio. 

A distanza di quattro anni dairmizio dell'at- 
tività in Italia nel 1986, la NEC si è espansa 
fino a diventare una delle presenze più inn- 
portanti in Italia nei settori delle periferiche di 
stampa, dei monitor, delle memorie di mas- 
sa (hard disk e CD-ROM), oltre che delle te- 
lecomunicazioni grazie alla produzione di ra- 
diomobili portatili e veicolari La qualità dei 
prodotti NEC e molto elevata e ad è in parte 
dovuto alla posizione di privilegio detenuta 
dalla società nella produzione, a livello mon- 
diale, di componenti elettronici 

Attualmente la NEC conta un totale di 
114.600 dipendenti distribuiti in 54 stabili- 
menti di produzione in Giappone e 29 all'e- 
stero ed annualmente investe oltre il 16% 
del fatturato complessivo in ricerche e svi- 
luppo di nuovi prodotti e tecnologie 

La nuova sede di Trezzano sul Naviglio, in 
Via Leonardo da Vinci 97, rappresenta, come 
sostiene Kenji Takano, Amministratore Dele- 
gato della NEC Italia, il nucleo per una mag- 
giore produttività, per un migliore servizio e 
per un maggiore supporto m linea con la qua- 
lità dei prodotti NEC. 



Unibit in Al 

La Unibit ha sempre mostrato interesse 
per il mondo sportivo ed oltre alla collabora- 
zione già avviata con trasmissioni sportive, 
una per tutte Gala Goal condotta da Alba Pa- 
netti su Tele Montecarlo, è sempre stata im- 
pegnata anche nella sponsorizzazione diretta 
di team sportivi ben due di rugby, uno di cal- 
cetto ed uno di volley. 

L’ultima sponsorizzazione m ordine di tem- 
po è stata proprio quella della squadra fem- 
minile di pallavolo Colli Amene Roma, una 


sponsorizzazione fortunata che ha visto il 
successo fulminante della squadra di volley, 
neopromossa m A2, che ha ottenuto l'inse- 
rimento nella sene Al nello spazio di una so- 
la stagione dopo un'attesa durata ben 15 an- 

La squadra diretta da Simonetta Avalle an- 
novera tra le sue file giocatrici di buon livello 
tecnico come il capitano, l’alzatrice Enza Spi- 
nelli; la bulgara Roumjana Krasteva, ex capi- 
tana della Nazionale Bulgara dove conta ben 
129 presenze; l'italo-argentma Cristma Los- 
sanl e la schiacciatnce Stefania Stazi, 


UT IL COPROCESSORE MATEMATICO CON LA POTENZA DEL 4x4! 


Per tutti gli altri coprocessori, la rotazione di matrici 4x4, Indispensabile per la grafica, è una serie di istruzioni e cicli macchina di noiosa attesa. Per I 
coprocessori matematici UT è una Istruzione come tutte le altre, riuscendo perciò, per le sue caratteristiche, ad essere fino a7 volle più veloce di tutti gli 
altri coprocessori presenti attualmente sul mercato. Come lutti sanno, l'Istruzione base di tutti I calcoli esegultada un coprocessore, è l’addizione. Il co- 
processore 2C87, Impiega ad eseguire un ADD da 15 a 17 cicli mentre le più blasonataconcorrenzada 70 a 100. Questo perché è stato completamente ridi- 
segnatoed ottimizzato, non copiato, utilizzando la più avanzata tecnologia CMOS. Benché ridisegnato completamente, risulta totalmente compatibile co- 
me pledinatura e set di Istruzioni, al suo antico e lento predecessore. CONTATTATECI... VI invieremo una completa documentazione sul coprocessori UT. 



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CICLI DI CLOCK OCCORRENTI 

I.NTEL 80287 

1.NTEL 80387 

UT 2C8? 

UT 3C87 

ADD 

70-100 

31 

15-17 

n 

MPY 

90-145 

57 

19 

15 

DIV 

193-203 

88 

48 

44 

SORT 

180-186 

125 

49 

45 

REM 

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NEWS 


Modula: Easy Building 

Easy BuHding è un programma per analisi 
di strutture piane isostatiche e ipersiatiche 
che SI rivolge principalmente a studenti uni- 
versitari della facoltà di ingegneria e architet- 
tura impegnati nello studio di materie come 
scienza delle costruzioni, statica, tecnica del- 
le costruzioni ecc. 

L'aspetto che differenzia Easy Building da- 
gli altri programmi strutturali esistenti sul 
mercato è l'utilizzo di una interfaccia utente 
che risulta semplice ed intuitiva grazie all'uso 
del mouse e della grafica 

Una sessione di lavoro consiste nel dise- 
gno, all'interno del editor grafico integrato, di 
una struttura comunque vincolata e disposta 
nel piano dopodiché, si possono visualizzare 
sulla struttura i diagrammi delle sollecitazioni 
cioè I diagrammi di momento, taglio e sforzo 
normale nonché, reazioni vmcolan interne ed 
esterne, disegno, deformata e valori puntuali 
di sollecitazioni e spostamenti. 

La semplicità d'uso e la completezza dei 
risultati, sia dal punto di vista qualitativo che 
quantitativo, ne fanno uno strumento ideale 
come complemento allo studio delle rnaterie 
sopra elencale. 

Con questo programma, infatti, lo studen- 
te ha la possibilità ideare e verificare la so- 
luzione di infiniti esercizi. 

Grazie all'interattività di Easy Building an- 


che lo studente degli istituti tecnici quali, 
geometri, industriali e altri, trova un diverten- 
te supporto aH'apprendimento, 

Il professionista d'altra parte può trovare 
uno strumento utile per la rapida risoluzione 
di schemi non previsti dai pacchetti specia- 
listici, nonché per una analisi qualitativa del 
problema prima dell utilizzo di un pacchetto 
specifico, 

I requisiti del sistema sono: un personal 
computer di classe XT o AT, circa 300 Kbyte 
di RAM, MS-DOS superiore alla 2.0, mouse 
opzionale e scheda grafica CGA, EGA, VGA, 
MCGA o ATT400. Costo di Easy Building 
62,000 lire più IVA. 


Symantec: tre nuovi prodotti 

La società americana Symantec Corpora- 
tion ha annunciato la commercializzazione di 
tre nuovi prodotti- la nuova release di SQZI, 
popolare programma di compressione file 
generati da spreadsheet, JustWrite e On Tar- 
get, rispettivamente un word processor e un 
proiet planning per l'ambiente MS-Windows. 

SQZ' 2.0 (acronimo onomatopeico dell'a- 
zione di "Strizzare» una spugna) è la com- 
patibile con fogli di lavoro creati con Lotus 
1-2-3 release 3.1 e supporta la possibilità di 



salvare e recuperare file anche in una rete di 
computer. Al momento SQZ' offre il massi- 
mo della compressione dei dati per Lotus 1- 
2-3 e Symphony. 

E li solo programma utilizzabile come add- 
ir Lotus, completamente trasparente con ca- 
pacità di compressione fino al 95%. Tra le 
altre opzioni permette di recuperare file 
"squeezed» danneggiati o persi. 

JustWrite è un word processor progettato 
in modo specifico per l'ambiente MS-Win- 
dows, quindi di facile e veloce uso. 

Tra le sue caratteristiche va annotata la 
conversione automatica di documenti, un in- 
telligente mali merge, supporta il Windows 
DDE (Dynamic Data Exchange! e l'ambiente 
di rete. 

On Target invece rappresenta un valido 
aiuto per manager e professionisti nello stu- 
dio dei loro progetti. 



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NEWS 


Connect Ireland 

Per favorire la ricerca delle migliori oppor- 
tunità sotto il profilo commerciale, il Coras 
Trachtala/Ufficio Irlandese per il Commercio 
Estero, ha messo a punto un data base iCon- 
nect Ireland), 

Connect Ireland contiene 369 schede in- 
formative ognuna delle quali descrive bre- 
vemente la storia dell’azienda, i suoi dati ana- 
grafici, I prodotti e le loro carattenstiche det- 
tagliate, la persona da contattare direttamen- 

Per ogni scheda il computer ha già impo- 
stata l'intestazione e l'indirizzo per stampare 
una lettera o per inviare un fax: premendo 
un tasto appare la pagina pronta per l'inse- 
rimento del testo. 

Il programma è di semplice utilizzo. Si apre 
con un menu principale, all’interno del quale 
le aziende sono suddivise per settore mer- 
ceologico: hardware, componenti elettronici, 
strumenti e processi di controllo, sistemi di 
sicurezza e protezione, software, prodotti 
per telecomunicazioni. 

È possibile anche ricercare le aziende m 
ordine alfabetico, direttamente per nome del 
prodotto, per tipologia di prodotti, ovvero per 
ricerca di testo. 

Un settore specifico fornisce informazioni 
sugli enti statali e sugli export, presenti an- 
che m altn paesi europei, che possono es- 


sere di supporto per un eventuale avvio di 
contatti Ih Irlanda Ad ogni livello del pro- 
gramma è utilizzabile un menu di aiuto si 
possono cercare testi, stampare e inviare fax 
contenenti le informazioni. 

Connect Ireland è distribuito gratuitamente 
dal Coras Trachtala/Ufficio Irlandese. 


Mannesmann Tally 

Il colosso tedesco specializzato nella pro- 
duzione di stampanti che ha unito le proprie 
forze con quelle di un altro colosso tedesco, 
la Siemens-Nixdorf, ha presentato ben quat- 
tro nuovi prodotti: la MT 7400C, una stam- 
pante a colon a trasferimento termico; la MT 
92C. anche essa a colon, ma a getto di in- 
chiostro; le MT 904 e 911 a tecnologia laser. 

Tutte le stampanti offrono prestazioni e ca- 
ratteristiche molto interessanti, ma la MT 
7400C offre alcune caratteristiche di partico- 
lare interesse: stampa su trasparenti alla ve- 
locità di 4 pagine al minuto m modo mono- 
cromatico e di 1 pagina al minuto a colon, 
offre una risoluzione di 300 dpi e grazie elle 
emulazioni ECMA Color e HP LaserJet è 
supportata dalla maggior parte delle applica- 
zioni scritte per gh ambienti MS-DOS e Win- 
dows 3 a cominciare da AutoCAD, Lotus 
1-2-3, la presenza di un alimentatore da 160 



togli in tarmato A4 garantisce una certa au- 
tonomia così come la dotazione di interfacce 
parallela Centronics, seriale RS 232C e 422A, 
assicurano la connessione con qualsiasi si- 
stema. 

La MT 92C può stampare fmo al formato 
A3 ed é munita di 4 testine da 50 ugelli cia- 
scuna. di trattori di spinta e di cartucce di in- 
chiostro separate, la MT 904 è una stampan- 
te molto versatile da 4 pagine al minuto, 
mentre la MT 91 1 e una stampante laser per 
grossi carichi di lavoro capace di garantire 
una velocità di stampa di 10 pagine al minu- 
to. 


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92 


MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 


NEWS 


Sony Microsystems e O.S.T. uniti in Unix 


S I è svolto al Centro Convegni del Jolly 
Hotel di Milano2. a Sagrate, un incon- 
tro-seminario Sony Ost con la stampa e 
utenti di applicazioni gestionali Unix. 

Nel corso dell'incontro — e a pochi mesi 
dalla presentazione in anteprima della nuo- 
va famiglia di workstation in occasione di 
i.CO.Graphis — la Sony Microsystems Itala 
ha ribadito la sua offerta Unix basata sul po- 
tente microprocessore R-3000 in tecnologia 
Rise- 
le nuove workstation — rispettivamente 
le News 3720 e 3865 da tavolo e la News 
3260 portatile — si affiancano ai modelli 
CISC e RISC presentati dalla società giap- 
ponese a completamento di una strategia a 
largo respiro nel settore dell'informatica 
professionale e delle stazioni di lavoro per la 
progettazione e la multimedialità. 

Tutte le nuove proposte adottano la ver- 
sione 4.0 dello Unix System V, l'ambiente 
operativo di riferimento per questa classe di 
sistemi, e sono corredate dei più diffusi 
standard software come per esempio X- 
Window, TCP/IP e NFS nell'ambito delle co- 
municazioni, OSF/MOTIF per quanto nguar- 
da le interfacce grafiche. SNMP (Simple 
Network Management Protocol) per una 
semplice gestione delle attività di rete. Per 
mantenere la piena utilizzazione dei softwa- 
re sviluppati in precedenza, è anche dispo- 
nibile (a versione 4.0 del sistema operativo 
News-OS, basata sullo Unix BSD, 4.3. Infi- 
ne. allo scopo di sfruttare a fondo tutte le 
potenzialità dello Unix senza ricorrere all'im- 
piego della sua sintassi ongmale. Sony ha 
poi realizzato NEWS Desk, una particolare 
interfaccia di colloquio basata su icone e 
menu, molto semplice e intuitiva. 

Per quanto concerne la O.S.T. (Open 
System Technology), del gruppo Sistema 
Impresa, a sua volta nereditiera» di Euro- 
system, società del Gruppo San Paolo di 
Tonno, ha presentato congiuntamente a 
Sony Microsystems Italia un ambiente di 
sviluppo orientato agli oggetti (e un'architet- 
tura applicativa gestionale) nell'area Unix, 
che consente di ridurre drasticamente i 
tempi di programmazione anche per appli- 
cazioni complesse. Questo ambiente si 
chiama «Elleconin. 

Il mondo Unix già consacrato come l'am- 
biente di riferimento per applicazioni a ca- 
rattere tecnico-scientifico, ha ormai dimo- 
strato di possedere i requisiti per affermarsi 
nello sviluppo di soluzioni gestionali. Le 
scelte di grandi organizzazioni sono signifi- 
cative m proposito: Unix consente di offrire 
una grande potenza di elaborazione con un 
migliore rapporto costo/benefici. Tuttavia le 
incertezze sugli standard e la necessità d> 
conoscenze tecnologiche di una certa com- 
plessità hanno spinto le società di software 
e gli sviluppatori di applicazioni ad una certa 
prudenza. 

Elleconi è il risultato di importanti inve- 
stimenti (20 anni/uomo nel 1990 e altri 15 
annJuomo previsti nel corso del 19911, ed è 
stato concepito e progettato per tutti coloro 
che intendano sviluppare applicazioni traen- 
do vantaggio dalle più recenti tecnologie 


hardware e software beneficiando allo stes- 
so tempo di bassi costi di sviluppo. 

Con Elleconi è cosi possibile sviluppare 
applicazioni Unix dotandole di interfaccia 
grafica a finestre con il duplice scopo di fa- 
cilitare l'uso da parte dell'utente e di poter 
rappresentare dati e situazioni contestual- 
mente e sempre nel modo più opportuno. 
Ma cosa fondamentale è che tutto ciò pos- 
sa avvenire in un ampio spettro di compa- 
tibilità. Elleconi, infatti, opera su qualsiasi 
piattaforma hardware Unix (RISC, CISC, e 
INTEL 386/486], utilizzando come interfac- 
cia grafica utente sia Open Look di Unix In- 
ternational sia Motif della OSF e infine può 
utilizzare tutte le basi dati standard SQL. 

Elleconi è stato progettato per consentire 
allo sviluppatore di padroneggiare strumenti 
avanzati e complessi, quali le GUI o i 
RDBMS, pur conservando un modo di la- 
vorare immediato e naturale. Cosi, con El- 
leconi, ogni sviluppatore è in grado di rea- 
lizzare le sue applicazioni nel modo più 
semplificato possibile, senza la necessità di 
approfondite esperienze o conoscenze di 
singoli strumenti quali C. SQL e X— Wm- 
dow. 

Sistema Impresa srl è un System & so- 
ftware house che punta alla progettazione e 
distribuzione di software in ambito Unix. La 
società è stata costituita il 12 novembre 
1990 con sede a Pescara. Il capitale sociale 
è oggi di 1 ,900.0IX).000 lire. 

Sistema Impresa racccoghe in un certo 
senso l'eredità di alcuni progetti, soprattut- 
to in ambito Unix, lanciati dalla Divisione Im- 
presa di Eurosystem che aveva definito una 
politica di progettazione e sviluppo di so- 
ftware pacchettizzato sia su architetture 
proprietarie sia su sistemi aperti. 


Anche se non si può parlare di un rap- 
porto di filiazione fra le due aziende, è certo 
che Sistema Impresa ha raccolto da Euro- 
system un prodotto d'avanguardia come El- 
lecon). 

Nel concepire il proprio piano strategico 
Sistema Impresa ha identificato come tar- 
get preferenziale le software house e la 
grande utenza. A questo si associa un im- 
pegno a livello internazionale dovuto alle 
particolari caratteristiche di Elleconi, il pro- 
dotto leader della società, che sta riscuo- 
tendo notevoli consensi presso alcune delle 
maggiori società di hardware e software 
quali Sony. Sun, HP, Compaq e Santa Cruz 
Operation. In questo contesto si inquadrano 
infatti alcune iniziative comuni intraprese 
con queste società per presentare il prodot- 
to al mercato. Prodotto sul quale Sistema 
Impresa sta pesantemente investendo sia 
sull'evoluzione dell'ambiente di sviluppo, 
sia sulla realizzazione degli ambienti appli- 
ca globalizzazione dei mercati ha inoltre 
spinto la Società a strutturarsi sul modello 
dell'Impresa a rete con diverse consociate 
operanti sia a livello nazionale che intema- 
zionale. 

Sistema Impresa si è organizzata su due 
sedi; la sede di Pescara, che è in corso di 
strutturazione, raggrupperà a regime, oltre 
agli uffici amministrativi di distribuzione e 
ad un ufficio commerciale, la software fa- 
ctory, l'attività di sopporto clienti e forma- 
zione; la sede di Milano, con la direzione 
generale, la direzione commerciale e mar- 
keting, lo staff tecnico dedicato al suppor- 
to clienti e allo sviluppo dell'ambiente di 
base. 

F.F.C. 



93 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 



NEWS 


Alte Prestazioni 



queste sono le 


ed il rispetto delio standard 



gli olintenlalori sonò' . 



Sistemi di alimentazione SPS 


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SUPER SOURCE ENTERPRISE CO., LTD. 
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Radius: 

Color Pivot e Pocket 68040 

La società Modo di Reggio Emilia, distri- 
butrice m Italia dei prodotti Radius annuncia 
l'introduzione sul mercato di due nuovi pro- 
dotti della società statunitense riservati alla 
piattaforma Apple Macintosh. 

Il primo è la versione a colori del noto mo- 
nitor a doppia orientazione Radius Pivot: il 
secondo è invece una scheda di accelerazio- 
ne ad alte prestazioni per la famiglia Macin- 
tosh II. Il Color Pivot è un monitor 15" con 
una risoluzione di 640 x 870 dot a 82 dpi in 
modo di visualizzazione a pagina piena e 564 
X 760 dot a 72 dpi in modo standard. La ri- 
soluzione è controllabile dall'utente via Pan- 
nello di Controllo e per le sue caratteristiche 
'I Color Pivot è l'unico monitor a colori sul 
mercato in grado di visualizzare interamente 
una pagina in formato A4. 

Grazie al sistema di doppia orientazione il 
monitor visualizza i documenti sia orizzontal- 
mente che venicalmente adattandosi alla vi- 
sione più adatta per l'applicazione usata' 
orizzontale per un foglio elettronico, verticale 
per un testo. 

Il sistema di selezione collegato all orien- 
tazione del monitor è il software Dynamic 
Desktop esclusivo della Radius che è in gra- 
do di riconoscere lo stato fisico del monitor 
ed organizza di conseguenza la scrivania di 
Macintosh. 

Il Soft Pivot è un ulteriore software di tipo 


INIT che permette la gestione delle schede 
Color Pivot a 256 colori e due modalità di ri- 
soluzione; piena pagina e dimensioni reali. 

Tale adattatore video possiede un'uscita 
analoga a quella del Processor Direct Slot 
standard che lascia inalterate le possibilità di 
espansione del sistema e che nel caso del 
Macintosh LC consente l'installazione del co- 
processore Motorola 68882. 

La scheda Radius Pocket è basata sul pro- 
cessore Motorola 68040 con frequenza di 
dock a 25 e, non appena disponibile, a 33 
MHz: affianca la CPU originale del Macinto- 
sh (MC 68020 0 68030) e ne divide con essa 
la spartizione dei processi elaborativi giun- 
gendo a costituire un vero e propno sistema 
multiprocessore. 

Radius Pocket lascia libera la memoria 
RAM installata sul Macintosh consentendo 
all'utente l'installazione diretta sui propri slot 
di espansione di memoria in configurazione 
SIMM da 2 fino a 128 Mbyte con tempi di 
risposta di 80, 100 e 120 nanosecondi ed eli- 
minando possibili problemi di incompatibilità 
tra la memoria del sistema e quella aggiun- 
tiva installata su scheda. 

Il software di controllo RocketWare, ac- 
cessibile tramite Pannello di Controllo, per- 
mette di attivare o disattivare la scheda, di 
abilitare il 68040 ad assumere il comando 
delle procedure rispetto al processore origi- 
nale; di effettuare il test della memoria e di 
gestire eventuale RAM munita di oontrollo di 
parità che dovesse essere installata sul si- 


L'IBM lancia i primi PC 
basati su i486SX 


All'Indomani dell'annuncio della nuova 
classe di microprocessori i486SX l'Interna- 
tional Business Machines Corp. ha presen- 
tato due personal computer basati sul nuo- 
vo prodotto Intel. 

L'IBM dunque non solo ribassa i prezzi di 
molti suoi prodotti, ma si conferma il primo 
produttore di personal computer basati su 
processon 486SX, la versione a basso co- 
sto della Intel. I due nuovi prodotti IBM ri- 
spondono al nome di PS/2 modello 90 XP 
486 SX e modello 95 XP 486 SX e vengono 
commercializzati con un prezzo che varia 
da 10 milioni e 800 mila tire a 13 milioni e 
700 mila lire. Il prezzo varia a seconda della 
configurazione e della memoria di massa. 

1 due nuovi PS/2 incorporano la potenza 
di calcolo dei processori i486 con la fles- 
sibilità dell'architettura Micro Channel. l'a- 
vanzata capacità di Immagazzinamento dati 
e la grafica accattivante oltre ad un prezzo 
da entry-level. 

Basati su un processore a 32 bit reati che 
gira a 20 MHz. Come gli altri 486 II nuovo 
processore Intel ha 8 Kbyte di cache, ma si 
differenzia da questi ultimi perché non ha 
al suo interno il coprocessore matematico. 

Tra gli optional l'ISM offre II coproces- 
sore matematico 487 SX a 20 MHz ed as- 


sicura che i SUOI sistemi saranno upgrada- 
bili da 20 a 25 MHz o 33 MHz quando la 
tecnologia i486SX lo permetterà. 

Tutto CIÒ per salvaguardare gli investi- 
menti dell'utente. 

Come gli altri membri della famiglia del 
modello 90 e 95 il «cuore» del computer 
(processore, controller della memoria e dei 
bus micro channel) risiede su una «proces- 
sor-complex-card» posta in uno slot dedi- 
cato. 

Il PS/2 90 SX è un sistema da tavolo di- 
sponibile con memoria RAM da 4 Mbyte o 
8 Mbyte espandibile a 32 Mbyte, un disco 
rigido da 80 o 160 Mbyte con con l’instal- 
lazione di unità interne addizionali, può rag- 
giungere il Gbyte. 

Al contrario il PS/2 95 SX è un tower con 
8 Mbyte di RAM espanbile a 32 e disco n- 
gido da 160 0 400 Mbyte che come il pre- 
cedente può essere affiancato da unita irt- 
terne fino a 2 Gbyte. 

Inoltre è stato presentato un prototipo 
con processore i486 da 50 MHz (che l'Intel 
annuncerà a breve). Molti altri fabbricanti di 
computer Inizieranno da oggi a produrre 
computer basati su 486SX, ma all'ISM non 
SI potrà negare il primato di essere stata la 
prima ad approfittare dell'annuncio Intel. 


94 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 



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Non comprarlo subito, almeno. 

Perché se gli altri spendono II tuo tempo per convincerti a comprarlo, 
Unibit e I suol Concessionari hanno deciso Invece di regalarti otto ore 
preziose per un corso che ti darà la possibilità di capire cosa puoi fare 
con un computer, ancor prima di deciderne l'acquisto. 

I corsi, completamente gratuiti e non legati all'acquisto di alcuna 
macchina, si svolgono su prenotazione presso I Concessionari elencati 
alla pagina seguente. 


PROGRArvIMA DEL CORSO 

l' fase: • Componerti di un computer: Hardware: Software. • Definizione e 
funzioni di un Sistema Operativo: Interfaccia a carattere, a icone: Gestione di 
perifericne: Memoria centrale e unità di massa. 

2’ fase: • Applicazioni: Arcr>lviazlonedati:Gestlone testi;Tabelledi simulazione; 
Grafica: Editoda; Gestione aziendale: Gestione professionale. • Scelta dei 
programmi: Analisi del problema da informatizzare: Criteri di scelta del software. 
•Scelta del computer; Criteri di scelta del processore: Cnlerl di dimensionamento 
(memoria, unità di massa); Criteri di scelta del video e delle periferiche. 



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Via Casamari, 24 - 00142 Roma 
Tel. 06/541 M65 - 5412034 
Fax; 06/5402794 


NEWS 


Amstrad tris 

La Amstrad ha ufficialmente presentato 
anche in Italia tre nuovi prodotti, due dei qua- 
li rappresentano l'ingresso del marchio ingle- 
se in due setton di mercato finora non con- 
siderati' quello dei portatili notebook e dei 
personal computer desktop compatti. 

I tre nuovi prodotti sono l'ANB-386SX, 
l’ACL-386SX ed il PC 4386SX: il primo è un 
portatile notebook, il secondo un trasporta- 
bile con display LCD a colori (ne abbiamo 
già parlato nel resoconto del CeBIT pubbli- 
cato sullo scorso numero di MC) ed infine, 
l’ultimo è un desktop dalle dimensioni molto 
ridotte. 

Tutti i modelli adottano il processore 
S0386SX con frequenza di clock a 20 MHz 
ed assicurano prestazioni di livello molto ele- 

II notebook ANB-386SX pesa meno di 3.2 
Kg e nelle dimensioni di 230 x 216 x 52 mm 
offre sofisticate prestazioni come il display 
LCD a standard VGA delle dimensioni di 180 
X 133 mm con una risoluzione di 640 x 480 
dot e la capacità di visualizzare fino a 64 li- 
velli di grigio. 

Un hard disk da 40 Mbyte ad accesso ve- 
loce (23 msl, 1 Mbyte di memoria RAM 
espandibile fino a 5 Mbyte ed una ricca do- 
tazione di connettori, comprendenti interfac- 
cia parallela Centronics, seriale RS232 ed in- 
terfacce per l’uso di tastiere esterne e mou- 
se tipo PS/2, e per monitor VGA esterni, 
completano le caratteristiche di questo pro- 
dotto che offre anche la possibilità di con- 



sentire la piena ricarica (tre ore di autonomia) 
del set di battane al nichel cadmio con il 
computer in funzione, mediante l’alimentato- 
re In grado di operare con tensioni comprese 
tra 100 e 240 Volt. 

Il portatile a colori ACL-3865X ha per ca- 
ratteristica principale la presenza del display 
LCD a colori che utilizza la tecnologia Thin 
Film Transistor (meglio conosciuta come 
TFT), in grado di assicurare la massima visi- 
bilità e l’inalteratezza di parametri come il 
contrasto e la definizione anche cambiando 
l'angolo di visione. Il display è a standard 
VGA ed offre la visualizzazione contempora- 
nea di 256 colori da una palette di circa 

24.000 disponibili. 

Le altre caratteristiche salienti sono la di- 
sponibilità di un hard disk da 60 Mbyte e da 
18 ms di tempo medio di accesso e la do- 
tazione standard del nuovo sistema operati- 
vo Microsoft DOS 5.0 non appena disponi- 
bile. 

Il PC 4386SX pur in dimensioni ridotte 
(250 X 264 X 70 mm) offre 
comunque 4 Mbyte di 
RAM espandibili fino a 16 
Mbyte, un hard disk da 80 
Mbyte con tempo medio 
di accesso di 19 ms e 
iilook-ahead» Cache da 64 
Kbyte; 2 slot di espansio- 
ne a 16 bit standard ISA ed 
una scheda video a stan- 
dard VGA integrata nella 
mother board. 

Per questo computer so- 
no previsti due diversi mo- 

cromatico a schermo piat- 
; l’altro a colon dotato di 
CRT realizzato in tecnolo- 
gia Sony Trinitron con dot 
pitch di 0 26 mm. 

prezzi IVA esclusa dei 
prodotti sono, come 
è tradizione della Amstrad, 
molto contenuti' circa 

4.500.000 di lire per il no- 
tebook ANB-386SX dispo- 
nibile sul mercato dal pros- 
simo giugno, per il laptop 
a colon ACL-386SX, dispo- 
nibile sul mercato italiano 
dal prossimo ottobre, la ci- 
fra da spendere sarà di cir- 
ca 9.000.000 di lire, per il 
PC 4386 con monitor mo- 
nocromatico il prezzo è di 

3.490.000 lire, mentre per 
la versione con monitor a 

3.99a000 lire"^^^^^” 



MCmicrocomouter n. 107 - maaoio 1991 





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NEWS 


VersaColor 512 colori reali 

VersaColor è l'innovativo Data Display a 
cristalli liquidi (LCD) ad alto contrasto che ri- 
produce fino a 512 colori reali direttamente 
da personal computer a grande schermo. 
Frutto della tecnologia più avanzata, questo 
-proiettore dati» offre una grande facilita 
d'uso ed una riproduzione dei colon molto 
sofisticata. 

È compatibile con una vasta tipologia di 
schede grafiche e computer, funziona con 
qualsiasi proiettore. Portatile e facile da tra- 
sportare, ha dimensioni ridotte (317 x 305 x 
48 mm) e pesa solo 2,72 Kg. 

VersaColor rappresenta un sistema effica- 
ce di presentazione in occasione di meeting, 
congressi, convention ed ogni quaivolta sia 
richiesta la proiezione a colori reali. 

Il controllo a distanza di cui è dotato con- 
sente di effettuare operazioni di posizione 
immagine, avanzamento, contrasto e aggiu- 
stamento colore, in qualsiasi punto della 
stanza si trovi l'operatore. 

L'alta risoluzione (720 x 480 pixel) con- 
sente a VersaColor di sfruttare compieta- 
mente la capacità delle schede testi e gra- 
fiche proiettando su schermo a colon reali 
con immagini perfette e prive di distorsioni. 

Data Display VersaColor è compatibile 
con' IBM PS/2 e PC XT, AT, Macintosh, Oli- 
vetti e AT&T. Si adatta automaticamente al 



funzionamento con tutte le modalità video a 
bassa risoluzione, incluse EGA, CGA e Ma- 
cintosh computer monocromatici. L'alta riso- 
luzione (720 X 480 pixel) lo rende compati- 
bile con VGA testi (720 x 400) e grafiche 
1640 X 480) e con Macintosh (640 x 4801. La 
compatibilità comprende qualsiasi altro so- 
ftware che USI una delle modalità video sup- 
portate da VersaColor. 

Collegato all'uscita video del personal 
computer e collocato sopra una normale la- 
vagna luminosa, VersaColor visualizza l'im- 
magine presa dallo schermo del computer 
SUI SUOI pannelli: l'immagine viene quindi 
proiettata dalla lavagna luminosa. Ciò signi- 
fica che l'uscita video viene visualizzata con- 


temporaneamente Sia sul monitor del perso- 
nal computer sia sullo schermo di proiezio- 
ne. VersaColor fornisce ottime prestazioni 
sia nelle presentazioni statiche standard sia 
nelle presentazioni dinamiche. 

Con la presentazione stanca standard il 
Data Display VersaColor proietta una serie 
di diapositive «elettronichei- preparate pre- 
cedentemente. 

Le immagini computerizzate, sia di grafica 
che di testo, sono mostrate in sequenza 
proprio come normali diapositive, 

Con la presentazione dinamica (interattiva) 
proietta le immagini visualizzate sullo scher- 
mo del programma che gira sul computer 
Questo rappresenta un sistema ideale per il- 
lustrare, ad esempio, le differenti operazioni 
di un programma durante un corso di adde- 
stramento. ed in generale consente a piu 
persone di seguire l'andamento del pro- 
gramma stesso. 

VersaColor 512 colon fa parte della gam- 
ma completa di Data Display e proiettori 
che Inmac offre alla clientela nello sforzo 
costante di soddisfarne tutte le esigenze. 

É disponibile con un Kit Interfaccia com- 
prensivo di tre cavi a -Yi>. Corredato di una 
pratica valigetta per il trasporto VersaColor 
ha un costo unitario di 7.950.000 lire IVA 
esclusa (valigetta esclusa), e m vendita tra- 
mite catalogo (m distribuzione diretta dalla 
Inmac di Origgio, Varese). 



MCmicrocomputer n 107 • maggio 1991 






La scheda EXPANZ aumenta di oltre tre volte la 
capacità del disco fisso installato sul computer 
utilizzando un coprocessore perla compressione 
in tempo reale di qualsiasi file memorizzato. 

La capacità del floppy disk può essere aumentata 
di oltre nove volte oppure lasciata inalterata, a 
scelta dell’utente. 

EXPANZ è una scheda standard a 8 bit 
per qualsiasi PC. XT, AT. 386, 486. PS/2 
e compatìbili. 



Inoltre EXPANZ ha le seguenti caratteristiche: 

► Installatone semplicisama 

► Integrità dei dati garantita al 100% 

► Utilizzo completamente automatico 

► Compatìbile con ogni tipo di fìle 

► Adatta ad ogni tipo di applicazione 

► Elimina la barriera dei 32 MB 

► Non penalizza la velocità del computer 

► Evita l'acquisto di costosi hard disk. 


EXPANZ è distribuita da 



20143 MOnO'VIiS Sito O/A 
limino - r«|[» 02/B»«}13A4 



NEWS 


Calcomp Colormaster Plus 

Due nuovi modelli di stampanti In formato 
A4 e A3 rivoluzionano l'offerta di color printer 
a trasferimento termico della Calcomp si 
tratta delle nuove ColorMasier Plus, dispo- 
nibili m quattro versioni. 

Carattenzzate da una qualità di stampa a 
300 dpi. un'alta velocità operativa, e una no- 
tevole versatilità sia nell'alimentazione sia 
nelle possibilità di collegamento, le nuove 
stampanti a colori ColorMaster Plus sono il 
complemento per le stazione di lavoro orien- 
tate alla grafica. 

ColorMaster Plus PS è la versione Post- 
Script per dtp di punta della nuova gamma. 
Consente di stampare in alta qualità a 300 
dpi in PostScript. Predisposta per il collega- 
mento con personal computer Apple Macin- 
tosh, MS-DOS e workstation UNIX, il model- 
lo PostScript della ColorMasier Plus produce 
stampati di eccellente qualità, con colori bril- 
lanti e saturi, sia su carta, che lucido per 
proiezioni. La gamma cromatica offerta è 
perfettamente compatibile con la scala inter- 
nazionale Pantone. Il formato di uscita è l'A4 
per il modello 6603PS e l'A3/A4 per il mo- 
dello 6613PS- 

L'interprete PostScript con cui sono equi- 
paggiate le ColorMasier Plus-PS è il Phoenix- 
Page della Phoenix Technologies, che offre 


una completa emulazione del PostScript a 
colori Adobe versione 50.3. In aggiunta, l'in- 
terprete della Phoenix Technologies edotta 
una tecnologia esclusiva di trattamento del 
colore che migliora sensibilmente la qualità 
dell'immagine stampata riducendo drastica- 
mente l'effetto nmoiréii che caratterizza le 
stampe a colon a 300 dpi. Nelle ColorMasier 
Plus-PSIIo speciale interprete PostScript è 
stato combinato con la tecnologia RISC del 
controller consentendo di ottenere un'eleva- 
ta velocità di stampa anche in alta qualità. 


Per quanto riguarda il collegamento, Cal- 
comp ha dotato le nuove pnnier di vane in- 
terfacce; AppleTalk e SCSI per offrire il sup- 
porto agli utenti Macintosh, i quali possono 
anche utilizzare il driver opzionele QuickDraw 
con I programmi che non supportano il 
PostScript. 

ColorMasier Plus R è la versione Raster 
per l'ambiente Windows. Grazie all'utilitv 
Calcomp SuperPrint, fornita insieme alla 
stampante, è possibile utilizzare la color prin- 
ter come unità di output all'interno di appli- 
cazioni Windows senza installare ulteriori dri- 
ver, SuperPnnt inoltre permette di ottenere 
l'hardcopy immediata di videate di testo e 
grafica direttamente sia su lucido, sia su car- 
ta, m formato A4 e A3/A4 a seconda dei mo- 
delli, Inoltre la ColorMasier Plus è in grado di 
stampare a pieno ritmo su entrambi i sup- 
porti senza sostituire il nastro, come capita 
invece con altre stampanti. 

Due ulteriori versioni della ColorMasier 
Plus, sempre disponibili sia per il formato A4, 
sia per l'A3/A4, completano la nuova gamma 
di printer a irasfenmento termico Calcomp. 
Sono II modello 66X3VRC, equipaggiato con 
un controller interno vector-to-raster e con 
numerosi driver per software CAD, e il mo- 
dello 66X3RGB, in grado di accettare l'mput 
analogico RGB e di svolgere quindi la fun- 
zione di hardcopv video di alta qualità. 



BIT 


LI^E 


BIT LINE srl 

SEDE: C.so Casale 245 - 1 01 32 - TORINO 
Tet: 89.37.89 (5 r.a.) - Fax 8990458 

Filiale: Via Casaregis 30 - 1 61 29 - GENOVA 
Tel: 58.01.58 -Fax 585403 


[nlVy ©luaQQIìti a DfEnaoTioff' 


SUPER 286 composto da: 
CPU 80286 clock 6-12 MHz 
1 MB RAM espandibili a 4 
Drive 1 .44 - Seriale - Parallela 
Hard 40 MB - Scheda VGA - 
Monitor colori 14" VGA 
L. 2,090.000 -h IVA 



SUPER 386 composto da: 
CPU 80286 a 20 MHz 
2 MB RAM espandibili a 8 
Drive 1 ,44 - Seriale - Parallela 
Hard 40 MB - Scheda VGA - 
Monitor colori 1 4" VGA 
L. 2.700.000 -h IVA 


E inoltre: EPSON - PHILIPS - BROTHER - FUJITSU - NEC - FACIT - TOSHIBA - INTEL 
Concessionario ESA per contabilità Generale SPIGA 
Centro assistenza tecnica su PC - XT - AT - 386 - Stampanti 


100 


MCmicfcrcomputer n. 107 - maggio 1991 




I960. ARIA FRESCA 
CON FINESTRE 

VenuiBlora pcoBsRato e cost'uno da 
QoUslsr ne) 1960. 

Do sempre, lo ricerco 
dell'uomo ho prodotto idee. 

Do oltre 30 onni, lo ricerco 
Goldstar ne ho sostenuto 
responsione, É do oltre 
30 anni, infatti, che Goldstar 
progetta e produce elet- 
tronico, costruendo per i 
maggiori nomi dell'industria 
dei computer, ed oggi è 
uno dei colossi multisettore 


mondioli. Lo gronde struttura 
ho permesso, di rivolgere 
olio ricerca un alto investi- 
mento: proprio grazie 0 
questo, ta gommo Goldstor è 
estremamente affidabile od 
un prezzo inaspettato, 

1991, ARIA NUOVA CON FINESTRE APERTE. 



Goldstar presenta oggi anche in Italia 
la gomma dei suoi Personal Computer, frutto 
di un'accurata ricerca e di un avonzato 
processo produttivo, goranzio di un livello di 
qualità ed affidabilità molto elevoto. 

La gamma dei Personal Computer Goldstar 
va dal classico 8088 all' 80486, passando 
ottraverso un'offerta di prodotti ampia 
e diversificata che prevede modelli basati 
su 80286 a 12.5Mhz e 16Mhz, 80386SX 
0 lóMhz e 20Mhz, anche con tecnologia 
MCA, e 80386 a 25Mhz e 33Mhz, tutti ben 
configurati in termini di RAM, memoria di 
masso e controller video. 



GoldStar 

ESPANSIONE DI IDEE. 



NEWS 


Archimede: Procedure Gestionali Amministrative 


Nel corso di una conferenza stampa pres- 
so ('Hotel Michelangelo a Milano, sono sta- 
te illustrate da Marco Vitale e Domenico 
Scalano, rispettivamente Amministratore e 
Responsabile Tecnico della società Archi- 
mede. le caratteristiche tecniche e le pos- 
sibilità applicative del nuovo pacchetto ge- 
stionale PGA (Procedure Gestionali Ammi- 
nistrative) targato Archimede 

Si tratta di un programma che si occupa 
di tutti gli aspetti della realtà gestionale/am- 
ministrativa aziendale con moduli specializ- 
zati e perfettamente integrati, in grado di 
permettere un approccio "intuitivo» da par- 
te dell'utenza. 

Il cuore delle PGA è uno standard de fa- 
cto, il linguaggio di programmazione dBASE 
III Plus, che consente un'ampia disponibilità 
di programmi e l'apporto di modifiche e per- 
sonalizzazioni legate alle specifiche esigen- 
ze delle aziende. 

Le PGA SI articolano in un Modulo Base 
e una sene di moduli intermedi — Ordini, 
Contabilità Aziendale. Magazzino Base. Mo- 
duli Gestionali e Gestione Produzione — 
che supportano con le proprie funzioni i di- 
versi moduli operativi che sono a loro volta 
suddivisi in tre aree applicative. 

La prima area applicativa e quella degli 


Ordini, con gli Ordini clienti e gli Ordini for- 
niton. Segue l'area della Contabilità Azien- 
dale con I moduli Contabilità Clienti, Con- 
tabilità Fornitori, Gestione Effetti Attivi, Ge- 
stione Ritenute d'Acconto, Gestione Corri- 
spettivi e Gestione Cespiti. Infine c’è il Ma- 
gazzino. Oltre la Gestione Listini fanno par- 
te di quest'area applicativa anche i Moduli 
Gestionali (Gestione Visioni a clienti. Gestio- 
ne Visione da Fornitore, Gestione Lavora- 
zione presso Terzi, ecc.) e la Gestione Pro- 
duzione (che prevede la Distinta Base Co- 
sti/Fabbisogni e gii Ordini di Produzione) 

Le PGA operano in ambiente operativo 
MS/DOS e di reta LAN MS/DOS. (tossono 
essere installate su uno o più sen/er e pos- 
sono sfruttare l'intera capacità delle memo- 
rie di massa disponibili. Il Modulo Base si 
incarica anche di gestire la riservatezza de- 
gli accessi e consente fra l'altro di integrare 
nelle PGA prodotti software di altre azien- 
de. 

Una concezione innovativa verrà proposta 
in fase di vendita e di supporto all'utenza da 
parte dei responsabili di questo settore pro- 
prio a partire da questo nuovo sistema ge- 
stionale. Dopo aver constatato le difficoltà 
derivanti dalla centralizzazione delle compe- 
tenze tecniche in materia di gestione azien- 


dale, del fatto cioè che i produttori devono 
occuparsi spesso in prima persona dell'as- 
sistenza ai tanti utenti finali, la società mi- 
lanese ha ipotizzato la creazione di centri 
vendita, supporto e formazione che si svin- 
colino dai problemi di lentezza e di scarsa 
personalizzazione dell'approccio tradizionale 
in questo campo. 

Questi centri, chiamati Archimede 1, sa- 
ranno sparsi sull'intero territorio nazionale e 
seguiranno commercialmente e tecnica- 
mente l'attività dei rivenditori delle loro zo- 
ne, incaricandosi anche dell'installazione, 
deila formazione e dell'assistenza presso gli 
utenti finali in nome e per conto dei riven- 
ditori stessi. 

L'obiettivo è quello di attivare circa 30 Ar- 
chimede 1 nel corso del 1991 e le premes- 
se dicono che si è già sulla buona strada, 
dal momento che già nove sono le strutture 
che hanno aderito ai programma Archimede 
in questi primi tre mesi I nvenditon con- i 
trattati dagli Archimede 1 inizialmente si I 
configurano come Rivenditori A, ovvero non 
abilitati all'installazione e formazione sulle 
PGA, In un secondo momento possono ot- 
tenere questa abilitazione, passando cosi a 
Rivenditon B. 

FF.C. 



102 


MCmicrocomputer n. 107 - maoQio 1991 



LAN STATION JEPSSEN: 

MEGLIO FARE OGGI QUELLO CHE AVRESTI 
DOVUTO FARE DOMANI 



JEPSSEN 


LAN STATION 386SX-20 


Lo LAN STATION di JEPSSEN è un nuovo prodotto che 
rivoluziona il modo di intendere l'utilizzo di un computer 
per un uso personale o come stazione di lavoro, grazie 
all'impiego dello più sofisticata tecnologia oggi 
disponibile. 

Questo nuovo prodotto è basato su uno CPLJ 80386SX 
a 20 Mhz che include una 4/16MBPS TOKEN-RING 
o ETHERNET LAN 8-16 bit. 

Le caratteristiche eccezionali "on board” comprendono 
uno super espandibilità della memorio sino a lóMB, 
compatibilità LIM-EMS, controller FDD/HDD IDE, 2 
porte seriali, I porta parallela e interfaccia video 



MCGA. 

Controllo a distanze della connessione in rete(ROM- 
BOOT by NETWARE) senza l'ausilio di supporto 
software. 

Lo eccezionale flessibilità dell'hardwore permette l'in- 
staltawwfè^tlJULài^MB 3.5” e dii HDD AT-BUS 
, p^ ^l^^jJyn^SS tazioni dello LAN STATION 
individuale. 

Col SaB iped subito o rivolgetevi oi ns. Concessionari 
pres^iwnjutta Italia; la soluzione alle vostre esigenze 
è finalmente disponibile, grazie a JEPSSEN. 


DISTRIBUTORE 
ESCLUSIVO 
PER L'ITALIA 


JEPSSEN ITALIA 

DIVISIONE COMPUTER ITALSOFT SRL 

Direzione Commerciale 

Via Doli. Palazzolo-Agira (EN) 


rei oeae-aeassB r 980300 
ftx 0938-E93S60 



JEPSSEN 





Motorola 88204 

di Paolo Ciardelli 

Motorola ha introdotto una CMMU (Ca- 
che Memory Management Uniti da 64 
Kbyte l'88204 Versione migliorata, pin 
compatibile della CMMU 88200. è stata 
progettata a supporto del proprio micropro- 
cessore RISC 88100. 

Il nuoyo chip, che integra oltre 2.8 milioni 
di transistori, incorpora 64 Kbyte di memo- 
ria cache SRAM 4-way. set-associative, 
cioè quattro volte quella del precedente 
88200, che conteneva una cache di 16 
Kbyte. Rispetto air88200, il nuovo 88204 
aumenta notevolmente le prestazioni dei si- 
stemi a multiprocessore. Le applicazioni 
che richiedono una complessa elaborazione 
dati come la grafica, l'elaborazione di mo- 
delli statistici, 1 database e le applicazioni 
gestionali in generale, beneficiano in modo 
significativo della estesa capacità della ca- 
che. 

Grazie ai 64Kbyte di memoria cache 
deH’88204. una configurazione basata 
suire80(X) sostituisce da 30 a 50 chip nor- 
malmente necessari a progetti concorrenti 
per ottenere prestazioni equivalenti. 

In contemporanea con l'annundo Moto- 
rola, Data General Corporation ha messo a 
punto una configurazione a quattro micro- 
processori, quattro CPU 88100 e otto 
CMMU 88204, come cuore di un nuovo 
server della propria linea di elaboratori 
Aviron. Il nuovo server avra una potenza di 
elaborazione pan a 117 milioni di istruzioni 
al secondo e potrà supportare una rete di 
500 computer. 

L'88000 costituisce l'unica soluzione RI- 
SC che consente di supportare direttamen- 
te il multiprocessmg simmetrico in quanto 
nessun'altra architettura RISC attualmente 
commercializzata consentiva di raggiungere 
prestazioni di 100 MIPS su un'unica sche- 
da. 



1 microprocessori di 
oggi hanno una tale po- 
tenza di elaborazioneda 
richiedere al sistema di 
memoria di fornire i dati 
a velocità elevatissime 
per evitare di mandare 
in stallo la CPU. I dispo- 
sitivi di CMMU, come 
l'88204, tamponano la 
latenza dei sistemi di 
memoria (cioè il tempo 
necessario al computer 
per accedere alle infor- 
mazioni in memoria) consentendo al micro- 
processore di procedere nell’elaborazione 
senza rallentamenti, 

L'88204 è un dispositivo di CMMU ad al- 
te prestazioni che fornisce le funzioni di ge- 
stione della memoria e caching dei dati a 
zero stati di wait. L'88204 comprende il 
controllo delle cache, la gestione della me- 
moria e le logiche di controllo del bus. L'alto 
livello di integrazione consente al nuovo di- 
spositivo di fornire dati e istruzioni alle CPU 
ad una velocità tale da sostenere le presta- 
zioni di picco deH'88100 sia in sistemi mo- 
noprocessore che multiprocessore. L'ampia 
dimensione della cache aumenta anche in 
modo significativo le probabilità di trovare 
un dato in cache (cache hit rate), aumen- 
tando ulteriormente la potenza di elabora- 
zione. L’88204 mantiene tutte le prestazioni 
e le funzionalità deH'88200 e rappresenta 
quindi un sostituto compatibile sia a livello 
hardware — pin to pm — che a livello di 
codice oggetto con il precedessore. 

L'88204 é stato progettato in modo tale 
da consentire di utilizzare diverse CMMU in 
parallelo, aumentando così ulteriormente la 
hit rate delle cache ATC (Address Transla- 
tion Cache) o dati. In una configurazione a 


CMMU multiple, la velocità di trasferimento 
aumenta perché vi sono più ingressi ATC. 

Una configurazione normalmente con- 
templa la presenza di un 88100 e due 
88204, uno per i dati e uno per (e istruzioni. 
Cionostante un 88100 può essere affianca- 
to da quattro 88200, quando si voglia esten- 
dere ulteriormente la dimensione della ca- 
che e migliorare le prestazioni del bus di 
memona. La combinazione 881D0/88204 è 
ideale per gli ambienti multiprocessmg dato 
che il chip set minimizza il traffico sul bus 
anche quando più processori accedono ad 
un sistema di memoria condivisa. Il proto- 
collo di bus snooping garantisce la coerenza 
dei dati fra varie cache e la memoria prin- 
cipale. La CMMU consente di gestire la ca- 
che in modo copyback o writethrough a pa- 
gine selezionabili, oltre a gestire l'ATC in 
modo tale per cui qualsiasi processore o di- 
spositivo di I/O può farne il flush. Queste 
capacita, affiancate all'implementazione in 
cache dei semafori e alla completa separa- 
zione fra dati e istruzioni, massimizzano il 
throughput del bus verso la memoria e au- 
mentano ultenormente le capacità multipro- 
cessing delle configurazioni con chip set 
88100/88204 multipli. 




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104 


MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 




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normale funzionamento del vostro 
Amiga, ed è totalmente trasparente 
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incredibilmente compatto e facile 
da montare. Si inserisce nello 
zoccolo del 68000 (Amiga 500) o 
nello slot per espansioni (Amiga 
2000) e non necessita di alcuna 
saldatura. Ogni ATonce-Amiga è 
dotata di una CPU 68000 originale 
Motorola a basso assorbimento, per 
facilitare l'installazione ed 
assicurare una compatibilità totale. 

ATonce è un prodotto di alta 
tecnologia sviluppato e prodotto in 
Germania. Disponibile anche per 
Atari ST e Mega ST. 


DATI TECNICI 
ECCEZIONALI 

• CPU 80286 16 Bit, clock 7.2 MHz 
CPU Motorola 68000 

• Indice Norton SI: 6.1 
Test MIPS: 70% 

• ATonce-Amiga opera come task 

• ATonce-Amiga supporta qualsiasi 
hard disk autoboot corrispondente 
alle specifiche Commodore che usi 
un device driver standard 
AmigaDos, e tutte le espansioni di 
memoria interne ed esterne (ad 
esempio ICD, RoCmòller, Gigatron) 

• Tutti i 640 KB standard della 
memoria DOS sono disponibili in 
un Amiga con 1 MB di RAM. La 
memoria oltre il primo MB può 
essere configurata da DOS come 
memoria estesa/ espansa (ad 
esempio Windows 3.0 in "Protected 
Mode" senza limitazioni) 

• ATonce-Amiga permette di 
emulare le schede video: EGA/VGA 
in grafica monocromatica" ', CGA, 
Hercules*. Olivetti* e Toshiba 
3100* 

La porta parallela può essere usata 
da DOS come LPT1 


USA MIGLIAIA DI 
PROGRAMMI DOS 

• Il disk drive interno dell'Amiga è 
visto come un drive standard 3 "1/2 
DOS da 720 KB; tutti i drive 
esterni sia da 3"l/2 che da 5"l/4 

( 720/ 360 KB) sono supportati 

• Il mouse Amiga può essere usato da 
DOS come mouse seriale 
compatibile Microsoft collegato alla 
porta COMI o COM2 

• ATonce-Amiga supporta il suono, 
l'orologio e la RAM CMOS 

• vortex ATonce-Amiga può essere 
inserita anche in Amiga 2000 con 
uno speciale adattatore 

• ATonce-Amiga è corredata da un 
manuale in italiano e da un 
dischetto Amiga che contiene il 
software di emulazione e di 
installazione. Non è compreso il 
sistema operativo DOS 

• Rivenditori contattateci ! 

• Se desiderate ulteriori 
informazioni tecniche sul 
questo prodotto, potete 
contattare il vostro 
rivenditore di fiducia o 


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NEWS 


Intel 486SX: 

l'entry-level della potenza 

di Andrea de Prisco 


R icordate quella simpatica pubblicità 
delle automobili fomite a pari prezzo 
con un ceno numero di optional «di se- 
r;e»? Si. quella in cui il compratore siede 
compiaciuto in un'auto accessoriata e chie- 
de il prezzo di vendita. Molto rassicurante il 
venditore risponde «Ah, una sciocchezza... 
il modello base>«. E sotto il ritmo di una 
marcia incalzante amva una squadra di ad- 
detti che cominciano a smontare più o me- 
no tutto dall'auto in mostra. . 

Il 24 aprile u.s. Intel ha presentato due 
nuovi componenti della famiglia 488: il 
486SX e il (relativo, ma non troppo) 487SX. 
E già da questo dovrebbe essere chiara la 
nuova, vincente, mossa dell'Intel. Togliere 
dal 486 il coprocessore matematico interno 
e fornire cosi una versione integer dello 
stesso. 

Grazie poi anche al clock «ribassato» a 
soli 20 MHz il chip è offerto ad un prezzo 
di vendita assolutamente concorrenziale. 

Concorrenziale al punto da essere addi- 
ottura più conveniente di un 386DX a 33 
MHz una volta aggiunto a questo la cache 
che nel 486SX è incorporata. 

Si. ma 20 MHz sono un po' pochi', 
obietterete voi. Assolutamente no. visto 
che il 486SX NON è un 386 ma, appunto, 
un 486. Differenza che non inficia minima- 
mente la compatibilità (in nessun verso) 
ma solo i'implementazione. Se ricordate, 
infatti, la parte integer del 486 non è altro 
che una sorta di reimplementazione «simil 
RISC» del 386: medesime istruzioni, me- 
desimo linguaggio macchina, medesimi 



programmi da eseguire... a velocità quasi 
doppia a parità di dock. Grazie alla nuova 
architettura interna del 486 Incordiamo in- 
fatti che il 386 è vecchio ormai di 6 anni) te 
stesse istruzioni sono eseguite in un minor 
numero di cicli di clock, in alcuni casi addi- 
rittura in un solo ciclo di clock. Grazie poi al 
clock di soli 20 MHz, i nuovi computer ba- 


sati su 486SX potranno utilizzare le ram da 
100 ns in luogo delle più costose 60 ns ne- 
cessarie ai 386/33. Inoltre frequenza di 
clock più bassa vuol dire anche maggiore 
semplicità costruttiva delle schede, meno 
propense a trasmettere via etere invece 
che vis rame i segnali sulle piste molto lun- 
ghe. 

Accanto al 486SX la Intel, come detto, 
ha presentato anche il coprocessore mate- 
matico 487SX che ha la «piccola» caratte- 
ristica di incorporare anche l'unità integer. 

Avete letto bene: il 487SX è il primo co- 
processore matematico m grado di funzio- 
nare anche da solo. Infatti è possibile co- 
struire mother bord con un unico Socket 
pronto ad accogliere, previa ponticellatura, 
tanto li 486SX che il 487SX. Quando, inve- 
ce, il 487SX è montato accanto al 486SX 
quest'ultimo viene disabilitato dal primo 
che, comunque, prende li controllo di tutta 
la scheda. Le performance di questo nuovo 
chip sono ancora più entusiasmanti' ai so- 
liti 20 MHz eroga una potenza di calcolo 
superiore del 70% di una accoppiata 386- 
387 a 33 MHz. Il tutto per la già citata 
reimplententazione (le funzionalità sono 
identiche, naturalmente) e per il fatto che 
disporre di parte intera e di coprocessore 
sul medesimo chip (come nel caso del 
4875X1 aumenta ulteriormente la velocita 
de! sistema meno sottoposto a costosi col- 
li di bottiglia. 

Appuntamento quindi alla prima prova su 
strada del primo sistema basato sui nuovi 
chip che sicuramente non tarderà ad arri- 
vare. isg 


Norton SI 


Family Performance 
Comparison 


i486™ SX CPU Costs Less 


so 

70 


30 

20 

10 


^ i486™ DXCPU 

i486 SX / 

CPU 



4 ^ — 1 1 1 _ 

16 20 25 33 


MHz 



1386'“ DX CPU Ì4861M gx CPU 

+ 82395 cache 


106 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 



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NEWS 


Il 10% di Informix 
passa aiia HP 

E di questi giorni l’annuncio della sigla di un accordo da parte 
di Hewlett-Packard per l’aquisizione del 10% delle azioni di In- 
formix Corporation, società con sede a Merlo Park, in California. 
In aggiunta HP e Informix hanno concluso un accordo quinquen- 
nale per attività congiunte di sviluppo, marketing e vendita. 

L'accordo prevede che le due società operno congiuntamen- 
la, combinando ['hardware di HP e il software di Informix per 
assicurare ai clienti le migliori soluzioni. In particolare, saranno 
sviluppati prodotti a elevate prestazioni e verranno distribuiti in 
tempi più rapidi prodotti per soluzioni CASE (Computer Aided 
Software Engineering) e OLTP lOn Line Transaction Processing). 

I server gestionali HP 9000 e le workstation saranno i primi si- 
stemi a supportare il nuovo software di Informix. 

Il primo frutto degli accordi HP-Informix è rappresentato da In- 
formix OpenCase/ToolBus, un prodotto basato sulla tecnologia 
SoftBench di HP. OpenCase/ToolBus è pane di un ambiente CA- 
SE integrato e flessibile che Informix metterà a disposizione di 
altre case hardware e software per consentire Io sviluppo di ap- 
plicazioni su sistemi aperti. Presentato per la prima volta all'Ù- 
niform nel gennaio '91, OpenCase/ToolBus ha già ricevuto il con- 
senso di importami società produttrici di hardware 

L'accordo tra le due società costituisce un significativo con- 
tributo alla creazione di un ambiente informatico basato sugli 
standard- Secondo un’indagine di mercato di InfoCorp. pubbli- 
cata nel giugno 1990, HP e il maggior fornitore mondiale di com- 
puter basati su sistema Unix nella fascia tra i 25.000 e i 700.000 
dollari, mentre Informix è il fornitore leader di software per la 
gestione delle mformaziom per sistemi aperti. 

Sulla base dei dati certificati dal Transaction Processing Coun- 
Cil BenchmarkTM A (l'organo è formato da 34 società di har- 
dware e software e definisce i benchmark standard comparando 
diversi sistemi informatici secondo il criterio prezzo/prestazionii, 
HP ha recentemente reso noto che il sistema del database com- 
binato HP-Informix supera in prestazioni i sistemi proprietari Gli 
sforzi di HP e Informix saranno ora rivolti a ottenere prodotti con 
un migliore rapporto prezzo/prestaziom avendo come riferimento 
il dollaro. 

Gli investimenti e gli accordi di HP rientrano m una strategia 
mirante ad allargare la propria gamma di prodotti e a rafforzare 
le posizioni nelle aree chiave del business Come molti ricorde- 
ranno dal gennaio 1990 HP ha concluso l'acquisizione di Applied 
Optoelectronic Technology, ha effettuato investimenti azionari m 
ASK Computer Systems Ine., in Actel Corp., in Cascade Micro- 
tech Ine. e Sequoia Systems Ine.; ha stabilito |oint-venture con 
Oki Electric Industry Co. e con il Ministero dell'Industria della 
Repubblica Popolare Cinese e un’alleanza strategica con Hughes 
Aircraft Co. 

Informix Software me., è una società interamente controllata 
da Informix Corp. Costituita nel 1980, è un fornitore leader di 
software per la gestione delle informazioni, con soluzioni dal da- 
tabase al desktop. l predoni Informix comprendono sistemi per 
la gestione del database distribuito, tool per lo sviluppo delle ap- 
plicazioni e software di produttività con interfaccia grafica e testo 
per distribuire informazioni su ogni piattaforma desktop. Il quar- 
tiere generale di Informix si trova a Menlo Park, m California, 
quello europeo a Londra mentre quello dell'area asiatica e loca- 
lizzato a Singapore. 

Hewlett-Packard è un costruttore internazionale di strumenti e 
di sistemi di misura e di calcolo. I prodotti e i servizi HP sono 
riconosciuti in tutto il mondo per l'eccellenza della qualità e del 
supporto. I settori nei quali vengono utilizzati sono, industria, 
commercio, progettazione, ricerca, medicina, e scuola. 

Fondata nel 1939, oggi HP è presente in circa 100 paesi con 
un organico di 91.000 persone. Al termine dell’esercizio finan- 
ziano 1990 HP ha registrato un fatturato di 13.2 miliardi di dollari. 

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MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 



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HD40M L. 657,000 
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una veloce commuta- 
zione da modulo conti- 
nuo a fogli singoli e vicever- 

Per chi desidera varietà di stile 
tipografico, la M-1324 offre 7 font di 
caratteri residenti. 

Giazie alfe sue emulazioni, la stampante 
è compatibile con tutto il software conce- 
pito per utilizzare le stampanti Epson LQ- 
550/510, IBM Proprinter X24E, NEC P2 
Plus e P2200XE. Il pannello operativo a 
membrana è posto sul lato anteriore ed è 
di semplicissimo uso. Esso consente la se- 
lezione delle qualità di stampa (LQ o draft), 
il passo, il font, le emulazioni e diverse al- 
tra funzioni. 

Il nastro adottato dalla M-1324 permette 
di stampare circa 3.5 milioni di caratteri e 
la sua sostituzione è particolarmente facile. 
Vasta la gamma di accessori disponibili: dal 
caricatore automatico di fogli singoli, alla 
cartuccia per interfaccia seriale RS-232C, 
dall'espansione buffer di 32K8 ai font chip 
opzionale, contenente altri 4 font. 

Il nuovo modello amplia ulteriormente la 
già vasta gamma di stampanti a impatto 
proposta da Brother Office Equipment. 
Gamma che comprende modelli a 9, a 18 
e a 24 aghi, con carattenstiche prestazio- 
nali e di economicità da soddisfare qualsia- 
si esigenza di stampa. Il costo della nuova 
stampante è di L. 850.000. 

F.F.C. 


Brother: 


nuova stampante M-1324 

Presso la sede italiana della Brother Of- 
fice Equipment. nei corso di una conferen- 
za stampa, è stata presentata la nuova 
stampante a impatto della casa giappone- 
se. SI tratta di un prodotto a 24 aghi da 80 
colonne dot-matrix per uso professionale 
che riassume in sé una grande versatilità 
d'impiego, elevata affidabilità, basso livello 
di rumorosità, dimensioni contenute ed 
uno straordinario prezzo. 

Già disponibile ai pubblico, la M-1324 
rappresenta la miglior scelta per i normali 
USI d'ufficio a condizioni d'elevata efficien- 
za e facilità d'impiego. Per l'azienda e per 
uso personale, la M-1324 offre tutte le fun- 
zioni necessane per una sofisticata attività 
di stampa. 

Essa stampa infatti alla velocità di 216 
cps in modalità »draft elite» e di 72 cps in 
«letter qualny» La versatilità della stam- 
pante comprende un'efficiente gestione 
della carta, resa possibile da uno speciale 
trattore che consente una duplice alimen- 
tazione dei fogli: sia posteriormente (a 
spinta) che dal basso (a tirare). Inoltre, ad 
un’apposita funzione di «strappo carta», 
pensata per evitare sprechi, se ne affianca 
una di «parcheggio carta», che permette 


Chi è Brother 


E interessante spendere due parole sulla 
stona di questa dinamica società giappone- 
se. Nonostante la Brother sia molto cono- 
sciuta nei mercati degli altri Paesi europei, 
risulta un nome abbastanza nuovo nel pa- 
norama dei maggiori fornitori del mercato 
dell'informatica e dell'office auiomation ita- 
liano. Capita infatti qualche volta che alcuni 
m Italia pensino alla Brother come ad una 
società americana a causa del nome di ori- 
gine inglese; in realtà Brother è una so- 
cietà giapponese con sede principale a Na- 
goya, una citta sita nella parte centrale del 
Giappone a circa 300 chilometri da Tokyo. 

Brother è stata fondata dai fratelli Yasui, 
che misero tutto il loro impegno nella pro- 
gettazione e produzione della propria linea 
di macchine da cucire, sin dal lontano 
1928, decidendo di usare ed imporre il 
marchio Brother in perfetta simbiosi con la 
collaborazione posta nelle varie attività dai 
cinque fratelli stessi. 

La Brother è stata anche una delle prime 
aziende nipponiche che hanno Iniziato la lo- 
ro attività di produzione e commercializza- 
zione in Europa, aprendo una propria filiale 
nel 1958 in Inghilterra. Attualmente in tutta 
Europa la Brother può contare 19 filiali, due 
impianti di produzione in Inghilterra e uno 
in Irlanda, oltre a molte altre aziende pro- 
duttive in tutto il mondo. 


Essa produce in particolare le sue mac- 
chine per scrivere e stampanti a impatto 
per personal computer proprio in Inghilter- 
ra. Tra le 19 filiali di cui si accennava po- 
c'anzi, la Brother Office Equipment S.p.A. 
è stata l'ultima ad essere fondata m Italia. 
Questa società è nata nel dicembre 1989 
con un capitale sociale di 1 miliardo di lire 
ed ha iniziato la propna attività di vendita a 
metà febb.'aio 1990. Brother è stato anche 
uno dei primi produttori di stampanti a im- 
patto ad alta velocità, m particolare già nel 
1971 le stampanti Brother erano note per 
le loro alte prestazioni di stampa. 

Attualmente sul mercato italiano sono 
commercializzati dieci modelli di stampante 
a matnce di impatto (9. 18, 24 aghi) unita- 
mente a cinque modelli di stampanti laser. 
A ciù SI aggiungono otto modelli di mac- 
chine per scrivere elettroniche, due unità 
facsimile, tre modelli di etichettatrici elet- 
troniche. un modello di copiatrice a colon 
del tipo full-color. tutte le opzioni e i con- 
sumabili relativi alle suddette linee. 

Il fatturato consolidato mondiale 1990 
della Brother è stato di 1.8 miliardi di dol- 
lari, il 40% del quale proveniente dalle «of- 
fice machine». In Italia ha raggiunto nel pn- 
mo anno di attività i 7 miliardi di lire e le 
previsioni per l'anno In corso accreditano 
un balzo ai 12 miliardi circa. 


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Arriva il Laptop IBM 

Per annunciare a tutta l'Europa II suo at- 
testo computer portatile riBM ha scelto il 
CeBIT, la fiera di Hannover dello scorso 
marzo specializzata in informatica, dove ha 
presentalo il PS/2 L40 sx. 

Non c'è due senza tre é la terza volta, 
infatti, che la IBM prova ad entrare in que- 
sto settore, uno dei più importanti riell'ac- 
cesa competizione intemazionale sul mer- 
cato degli elaboratori elettronici, in due oc- 
casioni precedenti, la IBM dovette pratica- 
mente ritirare i suoi prodotti, che non risuH 
tavano competitivi come dimensioni e co- 
me prezzo. Il nuovo modello pesa 
solamente 3 chili e 200 grammi, ed ha un 
prezzo di listino di 200.000 lire inferiore che 
negli USA: il prezzo del nuovo PS/2 L40 sx 
e di circa 7 milioni di lire. 

Si tratta di un leggero e polente personal 
che, nelle intenzioni de! costruttore, dovrà 
fare uscire l’informatica professionale dai 
confini dell'ufficio o delle mura domestiche. 
Oltre al normale utilizzo con alimentazione a 
corrente, infatti, chi lavora in viaggio o viag- 
gia molto per lavoro può portare con sé i 
programmi e i dati che gli servono, racchiusi 
nel suo personal a batteria del peso di poco 
piu di 3 kg. 



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L'ultimo nato della famiglia IBM dispone 
di un microprocessore mtel 80386 sx e di 
video grafico a cristalli liquidi da 1 0 pollici ad 
alta risoluzione. 

Alla tradizionale eccellenza della dotazio- 
ne di sene — 2 Mbyte di RAM e hard disk 
da 60 Mbyte — il nuovo portatile IBM uni- 
sce soluzioni tecniche esclusive quali la 
possibilità di chiudere e hapnre il sistema, 
per esempio per cambiare le batterie, senza 


dover interrompere l'ap- 
plicazione in corso. ' 

Largo 32 centimetri, alto E I 
e profondo 27, con un ingom- I 
bro orizzontale paragonabile a i 
quello di un foglio da lettera, . 
TL40, utilizzato in viaggio, ha 
un'autonomia di circa tre ore I 
grazie a sofisticati accorgi- 
menti di risparmio delle bai- 
tene. che prevedono tra l'al- | 
tro la possibilità di ridurre la 
velocità di esecuzione dei 
programmi. 

Il nuovo sistema è in 
grado di utilizzare l'intera 
gamma dei programmi 
applicativi disponibili sul- 
la linea PS/2 IBM, 

E l'unico modello di 
questa categoria dotato di una tastiera nor- 
male, equivalente a quella di un computer 
da tavolo. 

Il numero uno deH'informatica mondiale, 
il CUI titolo dopo il calo di poche settimane 
fa è in npresa a Wall Street, ha anche an- i 
nunciato un accordo con la AT&T per l'avvio , 
della compatibilità delle rispettive reti infor- ' 


manche di gestione dati. 


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MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


113 






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RAI Televideo per l'handicap 
al SIOA 

di Andrea de Prisco 

Televideo era presente al SIOA di Bolo- 
gna con uno stand interamente dedicato ai 
servizi offerti ai portatori di handicap. Il più 
noto è sicuramente il sen/izio di sottotitoli 
per non udenti offerto alla pagina 777 di 
Televideo e puntualmente segnalato alle 
annunciatrici televisive. 

Per I non vedenti, Televideo e special- 
mente Telesoftware rappresentano una 
marcia vitale m grado di portare anche a 
questo genere di utenza informazioni, no- 
tizie, svago, cultura e tanto altro Certo un 
normale televisore sicuramente non basta, 
ma grazie ai decodificatori Televideo per 
PC e un Sintetizzatore vocale o una piu so- 
fisticata barra braille comandala dal com- 
puter tutto questo diventa disponibile arv 
che ai ciechi senza piu l'ausilio di un assi- 
stente vedente. Infatti tanto la barra braille 
quanto il sintetizzatore vocale permettono 
di leggere il contenuto dello schermo di un 
PC. E tutto sommato con risultati soddisfa- 
centi. il non vedente facendo scorrere i 
polpastrelli sulla bara braille (che mostra 
venti caratteri per voltai e pilotando questa 
con I pollici riesce a leggere una schermata 
di testo ad una velocità non inferiore di un 
utente vedente tforse anche superiore, 
considerando la limitazione del frame di so- 
li venti caratteri). 

Oltre alle schermate 
"in chiarou (quelle visibili 
con un comune televiso- 
re dotato di decoder Te- 
levideol il non vedente 
attraverso il PC e la sche- 
da di decodifica accede 
anche a telesoftware do- 
ve oltre ai programmi te- 
letrasmessi Itra CUI I ser- 
vizi offerti da MCmicro- 
computerl può trovare m 
forma compressa anche 
il bollettino dell'UiC 
lUnione Italiana Gechi) e 
testi del quotidiano "La 
Stampa» e del settima- 
nale "Avvenimenti». 

Spenamo solo che il ma- 
teriale attualmente di- 
sponibile in forma digita- 
le attraverso Telesoftwa- 
re Sia destinato ad au- 



mentare sempre più con nuove iniziative 
(anche nostre) m modo da offrire a chi e 
Stato meno fortunato di noi nuove e sem- 
pre migliori fonti di cultura 



114 


MCmicrocompuler n 107 - maggio 1991 





NEWS 


Hewlett-Packard 
Apollo 9000 Serie 700 


di Andrea de Prisco 



C on una conferenza stampa svoltasi nel 
Museo della Scienza e della Tecnica di 
Milano, Hewlett-Packard presenta una nuo- 
va famiglia di workstation RISC HP Apollo. 

Basata sull'architettura HP PA-RISC la 
nuova famiglia denominata sene 700 è 
composta attualmente da tre modelli 720. 
730 e 750. 

Le caratteristiche di queste nuove mac- 
chine. come era da aspettarselo, garanti- 
scono livelli di prestazioni all'avanguardia 
del settore offrendo ben 76 MIPS, 72.2 
SPECmarcks e 22 MFLOPS. E se questi 
dati possono sembrare poco significativi ai 
meno esperti possiamo citare il fatto che 
rispetto alla generazione precedente di 
workstation la velocità di elaborazione del 
software HP di modellazione dei solidi è 
ora 20 volte superiore. 

Il Modello entry-level della famiglia 9000 
sene 700 è siglato 720 e, come il suo fra- 
tello maggiore 730. ha un cabinet desktop. 
Offrendo il migliore rapporto prezzo/presta- 
ziom attualmente disponibili sul mercato, il 
modello 720 a 50 MHz garantisce 57 MI- 
PS. 55.5 SPECmarks. 17 MFLOPS e ha un 
prezzo base per la versione monocromatica 
19". diskiess. di soli 19 milioni e mezzo 
(pari, per la cronaca, allo strabiliante valore 
di sole 340.000 lire per MIPS). La stessa 
macchina con monitor a colon 19", HD da 
400 MB è offerta a 38 milioni di lire. La 
ram standard di questa macchina e di 16 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


MByte espandibile a 64, all'interno è pos- 
sibile installare memoria di massa per 840 
Mbyte ed esternamente fino a 10 giga- 
byte. 

Il modello 730 ha il medesimo cabinet 
del modello inferiore e il clock innalzato a 
66 MHz con performance pan a quelle del 
modello top 750 Quest'ultimo ha m piu 
anche un cabinet tower in grado di conte- 


Modello 720/730 CRX 



nere maggiori espansioni (per dirne una, la 
memoria ram può raggiungere i 192 MB e 
all'interno e possibile installare HD per 2.6 
gigabyte mentre all'esterno è possibile rag- 
giungere I 40 gigabyte 1. Il modello 750 
con turboVRX (di cui parleremo più avanti), 
16 MB ram, HO da 1.4 gigabyte ha un 
prezzo di 163 milioni. 

Tutte e tre le workstation della serie 700 
implementano il bus a 32 bit EISA, compa- 
tibile, come noto, con il bus ISA dei PC-AT 
In questo modo è garantita anche la com- 
patibilita hardware con una vasta gamma di 
schede I/O a basso costo per la connessio- 
ne delle periferiche, il networking e le tec- 
nologie future. I due modelli desktop di- 
spongono di un solo slot EISA, il modello 
tower di ben 4 slot EISA. 

Per quel che riguarda le interfacce, le 
workstation della sene 700 dispongono di 
pone SCSI-II, Ethernet, RS-232, Centronics 
e HP-HIL- Verso la Ime del 1991 sarà di- 
sponibile anche il networking ad alta velo- 
cità FDDl 

Con I nuovi sistemi grafici GRX a livelli di 
grigio e CRX a colori, le nuove workstation 
HP sono le prime ad elaborare più di un 
milione di vettori 2D/3D al secondo come 
la stessa HP dichiara, tali performance so- 
no almeno due volte supenon di quelle di 
qualsiasi altro concorrente. 

Tanto il sistema grafico GRX, adatto al 


115 













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immagini a 30 frame al secondo. 

Oltre ai modi grafici ustandard» sono di- 
sponibili due opzioni grafiche denominate 
PersonalVRX e TurboVRX per prestazioni 
avanzate di modellazione e rappresentazio- 
ne tridimensionale di solidi e superfici. La 
pnma fornisce prestazioni di modellazione 
solida con ombreggiature dinamiche ed al- 
tre funzioni avanzate come il seciioning, il 
non-uniform rational B-splines e il Personal 
Visualizer. 

La seconda opzione è un sistema ad al- 
to livello di modellazione e rendering tndi- 
mensionale progettato per applicazioni di 
design e animazione altamente realistiche 
É ora disponibile m una configurazione 
comprendente fino a quattro motori di tra- 
sformazione Intel I 860 che garantiscono 
prestazioni pan a quasi 320 MFLOPS DP e 
882000 venon anti-aliased al secondo. 

Riguardo al software utilizzabile sulle 
nuove macchine HP, gli utenti HP Apollo 
sene 700 hanno immediatamente accesso 
a più di 2000 applicazioni PA-RISC tecni- 
che e commerciali grazie alla completa 
compatibilità con i sistemi e server gestio- 
nali HP 9000 sene 800 basati anch'essi su 
PA-RISC 

Grazie poi a SofiF^ 3.0, un emulatore 
software MS-DOS che consente l'uso di 
applicazioni di questo tipo in un ambiente 
window basato su Unix, gli utenti HP 
Apollo 9000 serie 700 possono accedere 
subito a più di 50000 soluzioni software 
MS-DOS ad una velocità pan a quella di 
un PC 386. 

Oltre a tutto il software già esistente, 
più di 220 produttori nel mondo hanno an- 
nunciato il supporto alle nuove worksta- 
tion HP presto saranno disponibili pac- 
chetti per la progettazione meccanica, 
elettronica, di mgegnerizzazione. automa- 
zione, desk top publishing, servizi finanzia- 
ri, analisi scientifica, gestione di database 
e CASE. 


desk top publishing, al CASE (Computer 
Aided Software Engineering) e alle applica- 
zioni di intelligenza artificiale, quanto il si- 
stema CRX, ideale per la progettazione 
elettronica e meccanica, garantiscono un 
doppio buffenng ad otto piani e offrono 
prestazioni X1 1 quasi quattro volte supe- 
nori ad ogni altra workstation presente sul 
mercato, per entrambi la risoluzione è di 
1024x1280 pixel con refresh flicker-free a 
72 Hz, 

Grazie poi allo stretto legame delle fun- 
zioni grafiche alla CPU e l'interfaccia ad 
elevata ampiezza di banda tra memona e 
display è perfino possibile l'animazione di 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 




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I 

s 







il Turbo era in ROM 


A colloquio con Anders Heilsberg^ 

il creatore del Turbo Pascal 

Testo e foto di Corrado Giustozzi 


S inergie esplosive: questo il suggesti- 
vo e stravagante titolo della giornata 
organizzata lo scorso 27 marzo a Milano 
dalla Borland Italia per presentare agli ad- 
detti ai lavori, essenzialmente sviluppatori 
con qualche rappresentante della stampa 
specializzata, i suoi più recenti prodotti 
nel settore dei linguaggi. 

Sinergie esplosive sono ovviamente quel- 
le che nascono fra i linguaggi Borland e 
l'ambiente Windows 3. ed infatti gli og- 
getti della presentazione erano l'atteso 
Turbo Pascal per Windows ed il già noto 
Borland C+-i-. 

Ma per me e Sergio Palmi, che costitui- 
vamo l'immancabile delegazione «object- 
onented» di MC, l'interesse detta giornata 
era anche un altro, l'in- 
contro per un'intervista 
in esclusiva che Borland 
Italia CI aveva riservato 
con due dei relatori, figu- 
re di massimo livello del- 
la società Eugene 
Wang. vice presidente di 
Borland International 
nonché direttore genera- 
le della «divisione lin- 
guaggi!'. e Anders He- 
jlsberg, autore del Turbo 
Pascal originale ed attua- 
le responsabile dello svi- 
luppo dei compilatori Pa- 
scal. 

Come più volte ho avu- 
to occasione di scrivere 
in passato, il Turbo Pa- 
scal è stato forse il sin- 
golo prodotto che più di 
ogni altro ha rivoluzionato 
il modo di lavorare dei 
programmatori aumen- 
tando enormemente l'ef- 
ficienza del ciclo di svi- 
luppo del software. I 
compilatori dei pnmi PC, 
ncalcati pedissequamen- 
te da quelli dei mainfra- 
me. erano lenti, farragi- 
nosi e soprattutto batch 


Il tipico ciclo di sviluppo era questo: im- 
missione del sorgente, compilazione cop 
generazione della (immancabile) lista di 
errori, correzione degli errori, nuova com- 
pilazione e cosi via fino a quando la com- 
pilazione non andava a buon fine e si po- 
teva quindi lanciare i! linker. Compilatore 
e linker andavano ovviamente lanciati a 
mano, e spesso giravano per diversi mi- 
nuti prima di produrre il loro risultato. 

Poi un bel giorno «qualcuno» inventò il 
Turbo Pascal e con esso l'era dei compi- 
latori integrati ed interattivi. Chi non ha 
vissuto il penodo «pre-Turbo Pascal» non 
è in grado di apprezzare la profonda e ri- 
voluzionaria valenza di quel prodotto, che 
in solo una trentina di K eseguibili offriva 


un editor integrato ed un compilatore tal- 
mente efficiente da essere competitivo 
con un interprete. Lo sviluppo del softwa- 
re divenne da un giorno all'altro comple- 
tamente differente, e se oggi siamo abi- 
tuati ai compilatori interattivi e alle «ap- 
plication platform» lo dobbiamo al Turbo 
Pascal. 

• Per molti anni non si è saputo chi fosse 
il reale autore dì questa pietra miliare del 
software per PC. Il silenzio della Borland 
fece fiorire miti e leggende spingendo a 
pensare allo stesso Kahn che notoriamen- 
te aveva studiato con Wirth a Zurigo. Il 
mistero restò fitto per lungo tempo, e so- 
lo di recente cominciò a circolare la voce 
per cui il Turbo Pascal proveniva in realtà 
dalla Danimarca. La con- 
ferma ufficiale è di soli 
due 0 tre anni fa quando 
il vero autore, Anders 
Hejlsberg, -Rilasciò una 
breve intervista ad una n- 
specializzata ameri- 
cana. l'unica da lui con- 
cessa fino ad oggi. 

Qui a Milano Hejisberg 
è venuto per presentare 
l'ultima fatica del suo 
gruppo di lavoro, il Turbo 
Pascal per Windows, un 
oggetto veramente ecce- 
zionale che consente di 
scrivere programmi per 
Windows in modo prati- 
camente automatico (di 
esso naturalmente vi rife- 
rirà al più presto Sergio 
negli spazi istituzionali). 
L'agenda della giornata 
prevedeva la mattinata 
dedicata al Borland C-i--f 
ed II pomeriggio al Turbo 
Pascal per Windows. 

Incontriamo Gene 
Wang ed Anders He- 
jlsberg in occasione della 
pausa per il pranzo, che 
possiamo consumare se- 
duti (grande pnviiegioll in 
una saletta riservata. 



118 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 



NEWS 



Wang è piccolo, gli occhi a mandorla at- 
tenti e mobilissimi dietro gli occhiali, la 
stretta di mano ferma. Hejlsberg è alto, 
castano, dai modi pacati; i suoi occhi chia- 
ri hanno un’espressione mite, la voce è 
profonda e ferma. 

L'atmosfera è subito cordiale e rilas- 
sata. Il discorso comincia parlando con 
Wang dei prodotti discussi nella giornata, 
che Sergio ed io già conoscevamo aven- 
doli ricevuti in versione beta, per allargarsi 
POI alla situazione del mercato con parti- 
colare riferimento a quello italiano. Ma, 
ovviamente, non posso evitare di chiede- 
re ad Hejlsberg di raccontarci la «sua» 
stona del Turbo Pascal, che fino ad oggi 
nessuno aH'infuori di una ristretta cerchia 
di persone in Borland aveva mai cono- 
sciuto con precisione. A sentir lui la cosa 
fu molto semplice; insoddisfatto dell'in- 
terprete Basic memonzzato in ROM dì 
uno dei primi personal dell'epoca (parlia- 
mo di una dozzina d'anni fai. decise di so- 
stituirlo con qualcosa di più efficace e se 
lo scrisse da solo; la sua idea era di fare 
un compilatore vero che però disponesse 
di un editor integrato come il Basic e fos- 
se veloce come un interprete. Come lin- 
guaggio scelse il Pascal perché lo cono- 


sceva bene avendolo studiato a scuola, 
ma anche perché odiava il Basic. 

Tutto ciò avveniva a Copenhagen, sua 
città natale, nella quale gestiva un piccolo 
negozio di elettronica assieme ad alcuni 
amici. Da notare che Hejlsberg ha oggi 
trent'anni, per cui all'epoca ne aveva si e 
no diciotto. 

Da allora in poi Hejlsberg è sempre sta- 
to il principale responsabile dello sviluppo 
del Turbo Pascal in Borland. Gli chiedo se 
continui tutt'ora a prendere parte attiva al- 
la programmazione o se le sue funzioni si 
limitino oramai alla supervisione: mi ri- 
sponde che ancora oggi buona parte del 
codice dei compilatori è sua, e sorridendo 
aggiunge: «ovviamente scrivo solo in as- 
sembler per motivi di efficienza!”. Gli 
chiedo ancora se era vero che. come ave- 
vo sentito dire, le prime versioni del Tur- 
bo Pascal facevano uso di codice automo- 
diflcante. La risposta è no: «di trucchi per 
velocizzarlo ne avevo usati moltissimi, al- 
cuni anche abbastanza sporchi; ma codi- 
ce automodificante no, anche perché la 
prima versione doveva girare in ROM...” 

Il pranzo finisce purtroppo troppo pre- 
sto, essendo cominciato in ritardo per l’i- 
natteso protrarsi della sessione del mat- 



In allo a sinistra Gene Wang, vicepresidenia di 
Borland Iniemaiional, risponde alle domande as- 
sieme a He/lsberg. Qui a l'ianco lo staff di Borland 
Italia Sopra' un altro momento dell'intervemo di 
Andare Heiisbeig. creatore del Turbo Pascal ed at- 
tualmente responsabile dei progetti riguardanti tale 
linguaggio. 


tino. Il primo intervento del pomeriggio è 
proprio quello di Anders e dunque non si 
può tardare. 

Al termine della giornata «ufficiale», 
mentre Sergio va ad esaminare più da vi- 
cino il nuovo Turbo Pascal negli uffici del- 
la Borland, io mi unisco agli americani che 
vanno a fare shopping prima dì partire per 
Londra. Parlando con Wang dei program- 
mi futuri nasce l'Invito a partecipare alla 
Turbo Languages International Users 
Conference che la Borland organizza a S. 
Francisco dal 28 apnle al 1 maggio, ac- 
cetto con entusiasmo a patto di poter 
avere anche la possibilità di visitare la se- 
de Borland a Scotts Vailey e farne un ser- 
vizio su MC, cosa che mi viene concessa 
senza riserve. Dopodiché ci resta appena 
il tempo di prendere i bagagli e correre 
all’aereoporto dopo i saluti di nto, con la 
promessa di rivedera presto a S. Franci- 
sco. 

Naturalmente ho coinvolto anche Ser- 
gio nella vicenda, a dire il vero senza do- 
ver faticare troppo, Lui ed io saremo, per 
la cronaca, gli unici giornalisti italiani a par- 
tecipare alla conferenza, della quale con- 
tiamo di parlarvi già sul prossimo numero 
las 


MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 


119 




NEWS 


2 ° Forum Nazionale 
per la Pubblica Amministrazione 

di Manlio Cammarata 


A che punto è il processo di informatiz- 
zazione della Pubblica Amministrazio- 
ne^ La esposta è venuta dal secondo Forum 
Nazionale, organizzato dall'Istituto Mides 
nell'ambito di Romauflicio '91. nel marzo 
scorso. 

Come è accaduta a Milano per lo SMAU, 
anche la manifestazione romana ha perso 
con gli anni il suo carattere onginario di mo- 
stra di mobili e attrezzature per l'ufficio, per 
diventare un vero punto di riferimento per la 
domanda e l'offerta informatica m tutti i set- 
tori E a Roma la Pubblica Amministrazione 
è il mercato più interessante per i fornitori di 
soluzioni informatiche. Il Forum, che porta il 
sottotitolo "Mostra convegno sullo sviluppo 
delle Istituzioni", è promosso dal Dipartime- 
no della Funzione Pubblica della Presidenza 
del Consiglio dei Ministri. È quindi l'osser- 
vatorio ideale per seguire l'evoluzione del 
grande progetto di automazione integrata e 
coordinata di tutti < pubblici uffici, del quale 
abbiamo parlato sul n 101 di MCmicrocom- 
puter Fra l'altro, m questa occasione ven- 
gono presenitate anche le realizzazioni più 
avanzate degli enti locali e delle amministra- 
zioni periferiche, che possono essere con- 
siderate il laboratono ideale per la sperimen- 
tazione di soluzioni che possono essere 
adottate net progetto globale 
Nelle tre giornate del Forum di quest'anno 
SI sono svolti ben otto convegni, nel corso 
dei qual' sono stati espressi i punti di vista 
delle diverse amministrazioni e delle più im- 
portanti industrie interessate al mercato del- 
l’informatica pubblica Questi gh argomenti. 
Lo Stato dei cittadini, strumenti, organizza- 
zione. servizi. La carta del cittadino. Il siste- 
ma informativo per la gestione della Sanità 
locale. Dalle reti telematiche alla rete pub- 
blica amministrazione. Il sistema informativo 
socio-assistenziale, I sistemi regionali quali 
strumenti di collegamento e pianificazione 
territoriale. Le autonomie locali al servizio 
del cittadino. La riprogettazione della Pub- 
I bhce Amministrazione anche in funzione del- 
l'innovazione tecnologica. 

Per evidenti motivi di spazio non possia- 
mo dare conto in dettaglio dei singoli con- 
vegni, e di molti interventi significativi Ce 
anche da dire che, purtrc^po. manifestazioni 
di questo tipo devono lasciare spazio a in- 
terventi di personaggi politici, che spesso si 
limitano a pure quanto vaghe dichiarazioni di 
intenti, a a abili e spesso fumose celebra- 
zioni di realizzazioni limitate o eternamente 
incompiute 


La Commissione Informatica 

La Commissione Informatica del Diparti- 
mento della Funzione Pubblica continua il 
suo lavoro di progettazione e di coordina- 
mento. È stata divisa in cinque sottocom- 
missioni, che a loro volta operano sulla base 
di gruppi di lavoro. A questi partecipano i 
rappresentanti delle amministrazioni interes- 
sate ai Singoli temi. Il presidente Gianfranco 
Scalasse ha sottolineato i compiti della 
Commissione' definire i cnten tecnologici, 
metodologici e documentali di utilizzazione 
delle tecnologie; svolgere con una sistema- 
tica attività di monitoraggio del processo un 
ruolo di guida deH'autonomia progettuale e 
realizzativa delle Amministrazioni, avviare e 
coordinare progetti mtersettorah di automa- 
zione inieressanii una pluralità di Ammini- 
strazioni centrali e locali. Con una spesa an- 
nua di circa 2.300 miliardi, ha osservato Sca- 
tassa. il progetto di automazione dovrà es- 
sere riconsiderato in senso strategico, te- 
nendo presente prima di tutto il problema 
dell'acquisizione di personale specializzato 
in informatica e della diffusione della cultura 
informatica anche tra il personale non diret- 
tamente impegnato nello sviluppo innovati- 
vo del lavoro e delle procedure. 

Renzo Rovans, direttore del Consorzio Si- 
stemi Informativi Regione Piemonte, ha os- 
sen/ato che alcuni risultati deludenti finora 
ottenuti nel processo di rinnovamento sono 
dovuti al fatto che il progetto di innovazione 
non è stato collegato a queU’architeuura isti- 
tuzionale disegnata dalla Costituzione, che 
prevede l'Italia come uno stato delle auto- 
nomie, con un livello centrale raccordato alle 
realta locali attraverso le regioni e le provin- 

E a proposito di autonomie locali, una del- 
le sottocommissioni della Commissione in- 
formatica SI occupa specificamente dell’au- 
tomazione di questo settore, sotto il coor- 
dinamento di Donato Limone. Sono stati co- 
stituiti alcuni gruppi di studio, ai quali parte- 
cipano ventuno province e ventidue comuni, 
oltre a numerose aziende municipalizzate e 
società di servizi L'attività della sottocom- 
missione si concretizzerà nel corso di que- 
st'anno in un accordo-quadro tre i Diparti- 
mento e le Regioni, che avrà come punto 
centrale un coordinamento di iniziative e di 
standard. 

Uno specifico comitato, coordinato da 
Franco Marozza, ispettore generale dell'l- 
siat. SI occupa deH'uniformazione degli stan- 


dard anagrafici, in vista dell'introduzione ge- 
neralizzata della carta elettronica del cittadi- 

Un altro comitato, coordinato da Donato 
Limone, studia un altro argomento di grande 
imponanzB per l'efficienza della Pubblica 
Amministrazione locale e per i suoi rapporti 
con I cittadini, gli standard della cartografia. 

La carta del cittadino 

Della carta del cittadino si e parlato sia nel 
convegno dedicato a questo argomento, sia 
nell'ambito di quello sulle Autonomie locali 
al servizio del cittadino. Sono emerse alcune 
indicazioni di rilievo. La relazione di Renato 
Borruso, Consigliere della Corte di Cassazio- 
ne e vicepresidente del CEO della Corte 
stessa, ha indicato come l'miroduzione del 
tesserino uinielligente» possa capovolgere 
l'attuale situazione di degrado dei rapporti 
tra Pubblica Amministrazione e cittadini A 
questo proposito, il responsabile dei Sistemi 
Informativi della Confmdustria, Sergio Anto- 
cicco, ha nvelato che un lavoratore di medio 
livello costa al sistema 500 lire al minuto 
Questa cifra rende l'idea della quantità di ri- 
sorse — migliaia di miliardi l'anno — che 
possono essere risparmiate nducendo al mi- 
mmo li tempo che i cittadini impiegano per 
avviare e seguire l'iter di una pratica presso 
gli uffici pubblici. 

Borruso ha elencato i vari aspetti organiz- 
zativi e legislativi che devono essere modi- 
ficati affinché la carta non diventi un ulte- 
riore elemento di degrado del sistema, o 
non subisca addirittura una reazione di riget- 
to. Prima di tutto e necessario obbligare 
ogni ufficio che gestisce «pratichen riguar- 
danti singoli Cittadini, a organizzare i propri 
archivi in modo tale da consentire la conser- 
vazione e l'elaborazione di tutti i dati per via 
elettronica, e secondo standard che consen- 
tano lo scambio dei dati stessi tra tutti gl' 
uffici. Tutti questi dati consentiranno di co- 
struire una sorta di scheda elettronica, la 
carta del cittadino, che ciascuno potrà por- 
tare con sé per tutte le esigenze di certifi- 
cazione. La novità sostanziale e nel fatto che 
il nuovo documento globale viene visto non 
solo come mezzo operativo per la Pubblica 
Ammistrazione, ma soprattutto come uno 
strumento utile per il cittadino nei suoi rap- 
porti con gli uffici. Come conseguenza di 
questa impostazione, tutte le operazioni che 
non richiedano valutazioni discrezionali da 
parte delle diverse autorità, potranno essere 


120 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


RomaUfficio '91 


NEWS 


Anche quest'anno si è svolto dal 23 al 27 marzo l'ormai consueto appuntamento con 
RomaUfficto: la mostra convegno, dedicata agli aspetti tecnologici legati aH'organizza- 
zione aziendale, giunta ormai alla tredicesima edizione. 

Quest'anno la superficie espositiva è stata di circa 36000 mg per un totale di 234 
espositori dei setton più svanati: dall'office automation alle telecomunicazioni senza tra- 
lasciare altri settori come l'arredamento per uffici, la cartotecnica e la cancelleria. 

Logicamente l'aspetto più interessante della manifestazione è consistito nella consi- 
stente partecipazione di aziende legate al mondo dell'informatica sia per ciò che con- 
cerne l'hardware che il software. 

Le aziende presenti direttamente o tramite i rappresentanti regionali hanno avuto cosi 
l'occasione di presentare al pubblico i prodotti recentemente presentati in occasione di 
altre manifestazioni del genere. 

Tra le presenze più significative quelle riguardanti il 2° Forum Nazionale per la Pubblica 
Amministrazione che ha visto la partecipazione di aziende come Apple Computer. Mi- 
crosoft. Quotha 32 solo per fare qualche nome. 

Meno interessante, a causa forse delle poche novità presenti, la mostra vera e propria 
che ha però contato sulla presenza di marchi prestigiosi che hanno confermato con la 
loro presenza quanto sta importante il bacino di utenza ceniro-mendionale che RomaUf- 
ficto rappresenta. m.i. 


gestite automaticamente, con un enorme ri- 
sparmio di risorse anche per l'amministra- 
zione stessa. Il cittadino sarebbe quindi eso- 
nerato dall'esibire agli uffici qualsiasi certifi- 
cato. dal momento che la carta sarebbe «ag- 
ganciata" alle vane banche dati. Quindi fun- 
gerebbe da carta d'identità, passaporto, pa- 
tente di guida, certificato penale e dei carichi 
pendenti, certificato elettorale, copia della 
dichiarazione dei redditi, certificato di studio, 
libretto sanitario, e chi più ne ha più ne met- 

La visione di Borruso pecca probabilmen- 
te per eccesso di ottimismo, non perché 
non sia tecnicamente realizzabile, ma per- 
ché richiede un cambiamento di portata 
enorme neH’organizzazrtine dei servizi, oltre 
che nella legislazione. Un cambiamento che 
è difficile immaginare in tempi ragionevol- 
mente brevi, data l'inerzia del nostro appa- 
ralo burocratico 

Sui rapporti tra amministrazioni e cittadini 
è stato portato anche un interessante con- 
tributo da Fabrizio Vagliasindi, media integra- 
tion manager dell'Apple Center Stato. Per la 
Apple, da sempre all'avanguardia nello stu- 
dio dell'interfaccia uomo-macchina, il punto 
centrale del discorso é la facilità di accesso 
del cittadino all'informazione automatizzata. 
Quindi è necessario introdurre sistemi che 
costituiscano un punto di collegamento tra 
l'utente e l'ufficio, basato su immagini e 
"bottoni", cioè sulla manipolazione figurata 
di «oggetti" familiari aH'uiente stesso. In 
questo modo l'operazione di «scegliere" si 
risolve nell'atto di «indicare», secondo la fi- 
losofia che ha determinato il successo del- 
l'Apple ed che è stata ripresa da tutti gli altri 
fabbricanti di computer. In più, il sistema 
studiato dalla casa americana permette di 
ottenere le informazioni collegando gli argo- 
menti secondo una struttura ipertestuale, 
che è alla base dell'intero progetto. Come 
conseguenza di questa impostazione, se- 
condo Vaglisindi, un numero crescente di 
cittadini si troverebbe naturalmente di fronte 
ai sistemi computerizzati, senza difficoltà dt 
dialogo, e si avvierebbe finalmente un pro- 
cesso di alfabetizzazione informatica di mas- 
sa. 

Interessanti anche le relazioni della 0.1 S 
Syntax Stato e della E.I.5., incentrate sullo 
«sportello polifuzionale» che dovrebbe costi- 
tuire il punto di accesso del cittadino agli ar- 
chivi della Pubblica Amministrazione. La 
E-I.S. ha illustrato le applicazioni del suo 
SAM 2, un terminale particolarmente adano 


al colloquio con il pubblico, già installato in 
numerose strutture pubbliche e private, co- 
me alcune stazioni ferroviarie, piccoli comu- 
ni. unità socio-sanitane e grandi magazzini 

I Sistemi informativi territoriali 

I sistemi informativi terntonali sono costi- 
tuiti dagli archivi e dalle procedure che ge- 
stiscono informazioni in qualche modo rife- 
rite al territorio. Si va dal catasto urbano e 
agricolo ai piani regolatori, alle mappe dei 
servizi pubblici come l'elettricità e i telefoni, 
alla protezione deH'ambiente. 

Oggi ogni ente interessato dispone della 
propria cartografia, non sempre automatiz- 
zata, e soprattutto basata su standard non 
omogenei, tanto da rendere praticamente 
impossibile lo scambio di dati tra le diverse 
strutture. Superare questa frammentazione 
è indispensabile sia per supportare tutte le 
attività di pianificazione legate al territorio, 
sia per migliorare la qualità dei servizi offerti 
ai cittadini (si pensi alla stretta connessione 
tra residenza anagrafica e rappresentazione 
topografica). 

La relazione di Mano Conte, Direttore Si- 
stemi Territoriali dell'Agrisiel, ha messo m 
luce la complessa rete di interazioni che le- 
gano le attività informative di settori diversi, 
ripercorrendo le esperienze di alcune azien- 
de del Gruppo Fmsiel, la fioaziarta di Stato 
per l'informatica. Il progetto più importante, 
affidato dal Ministero delle Finanze alla So- 
gei, riguarda la realizzazione di un sistema 
unico per >1 catasto, comprendendo il Cata- 
sto Terreni, censuano e geometnco. e il Ca- 
tasto Edilizio Urbano A questo sistema fa 
riferimento anche un progetto affidato dal- 
l'Alma alla Agrisiel, per la realizzazione dei 
grandi schedari agricoli, in particolare per 
quanto riguarda i setton olivicolo e viticolo. 
Ancora all’Agnsiel si deve la real>zzazione 
del Sistema Informativo Agricolo Nazionale, 
la CUI componente territoriale poggia su un 
sistema agrometereologico nazionale stret- 
tamente integrato con i sistemi informativi 
regionali. E evidente, ha sottolineato Conte, 
l'importanza dei dati di conoscenza e moni- 
toraggio di alcuni fattori ambientali, come 
quello climatico, che non solo concorrono al- 
la pianificazione dell'attività agricola, ma in- 
vestono la pianificazione generale dell'uso 
del territorio. 

Di protezione del territorio ha parlato Ser- 
gio Dicuonzo, responsabile del settore in- 
cendi boschivi della Alenia, che ha realizzato 


un sistema informativo automatizzato per la 
lotta agli incendi, denominato SRI-IO II si- 
stema prevede il collegamento di stazioni 
automatiche di sorveglianza con comandi e 
controlli operativi sia a livello locale, sia a li- 
velli superiori. La connessione con banche 
dati esterne, contenenti informazioni sul ler- 
niorio, permette la valutazione del nschio di 
incendio, la previsione della sua propagazio- 
ne e li supporto all’attività di spegnimento 
Il presidente della Efimdata, Gianroberto 
Nicoli, SI è soffermato sull’importanza della 
conoscenza del territorio per l’attuazione 
delle politiche regionali, mentre Gerardo 
Giomboiini della Sysiena ha approfondito i 
problemi relativi alla comunicazione tra si- 
stemi territoriali diversi. 

I problemi della Sanità 
Il Servizio Sanitario Nazionale costituisce 
uno dei punti cntici nel rinnovamento della 
Pubblica Amministrazione. A livello centrale, 
li Ministero della Sanila ha informatizzato 
tutte le procedure, conseguendo notevoli n- 
suliati per l’efficienza e l'efficacia dei servizi. 
Purtroppo a livello locale la situazione è ben 
diversa, anche a causa della frammentazio- 
ne delle competenze tra le Regioni e le USL. 

I due convegni, uno sul sistema informativo 
per la gestione della sanità locale, e uno sul 
sistema informativo socio-assistenziale, han- 
no messo in luce diversi aspetti di innova- 
zione in questo settore, importantissimo per 
tulli I Cittadini. Alberto Aicardi, direttore ge- 
nerate della Lombardia Informatica S.p.A.. 
ha illustrato le soluzioni di avanguardia adot- 
tate dalla regione lombarde. Liliana Maione. 
responsabile Marketing Sanità della Olivetti 
System & Networks ha presentato la solu- 
zione della casa di Ivrea per la gestione del- 
rUnità Sanitaria Locale, mentre la Bull HN 
Information Systems Italia ha descritto un 
sistema informativo per l'area ospdaliera, 
con una relazione di Donata Spadoni, re- 
sponsabile Progetti Sanità. Per lo stesso 
problema, anche la IBM Semea ha presen- 
tato il suo contributo, relatore Bernardino 
Meloni, direttore sviluppo mercato EE.lt. 

Particolarmente interessante è stata la re- 
lazione di Federico Minelle della Andersen 
Consulting sul sistema previdenziale britan- 
nico. frutto del maggiore progetto di riorga- 
nizzazione e informatizzazione mai intrapre- 
so in Europa da una pubblica amministrazio- 


MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 


121 


LINEA AMIGA COMMODORE 


GLI HARD DISK 


IMPACT *2000 GVP - HD ControM' SCSI più a^. RAM 2Mb par A2000 0 ZBS COfl 
autcAOOl 0 Kb 440.000 - 2Mb 690.000 

ltWACTHC2000 - Come sopra, ma senta RAM. con lapossibirilO di montare Riard disk 
direaamenia su scheda 410.000 

TOPCARDHARDITAL - 


Conuoiler Hard Disk SCSI per A2000. AuloOool auloconfig. Tutte le partizioni sene FPS 


s boolabili. Costruito complet. in tecnologia VLSI 240.000 

A2091 COMMODORE - Controller HO SCSI per A2000 AutobooL Autoeonlig.Con 
possibiliiadi Inserire 2Mb di RAM 290.000 

Con 2 MO 490.000 

HardDiskSCSI - 40 MS 3,5* 11ms-Ouantum S20.000 

HardOiskSCSI •S2MB3S' 11ms-Quantum 620.000 

aOMB3,S*I1ms-Ouantum B90.000 

t05MB3.S*1tms-QPBntum 990.000 

120 MB 3,5* 1 1 ms-Quantum 1.140.000 

210MB3,S‘1lms-Quantum 1.690.000 

330MBMa«Ol5*1/415ms 2.S90.000 

6S0 MB Mailer 6*1/4 15 me 3.690.000 

1 GB Seagate S’1/4 16 ms 6.390.000 

Sbeamer 160 Tape BACK-UP SCSI 1.490.000 

HD SCSI REMOVI3ILE 44 MB 2Sms-Sysquest 1490.000 

DOTTO HARDtTAL - HO coniroller * mieto Hard Disk che el Inserisce 
all'intemp delTA 600 dlm.t I«7x1,5 cm • Prezzo 40MB 23 ms 990.000 

AS90COMMODORE- HO controller più HO da 20 Mb con SR). Ramda0a2Mbauloboot 
perASOO 720400: Con 2Mb di Ram 920.000 

HD2000 card - Controller e HD su scheda per AMSTRAO, IBM«T o A2000 con 
Janus.HD2000 card 32Mb 490.000 


GLI EMULATORI MS-DOS 

AT 296 ' E mule Idre IBM77 per ASOO. Conlensnte la CPU 266 a BMHz. $1 inserisce 
aU'mtemo del computer 380.000 

ADATTATORE PER AUGA 2000 120.000 

POWER PC BOAHO-EmulatorelBM/XT per ASOO Si insensee oelo Slot per Fesp. da 
512Kb. In ambiente Amiga Dos eep. la memoria del computer a 1Mb 690400 

JANUSXT - Emulatore IBMrXT per A2000 r drive da 6,1/4 con garanzia Commodore 
Italia 620.000 

JANUSAT-EmulalorelBM/AT perA2000r driveda 5, 1/4con garanzia Commodore 
Italia 1.290.000 


LE ESPANSIONI DI MEMORIA 

XPANDER ' Esp. di memoria da 2Mb per A5O0/1 000 di epa slim. Eslema 0 Wall Siate. 
Munita di inlsrrunoiedl disinsartmenlo. Autoconngurante. Dimensonl 13XIQX2.5cm. 

420.000 



I DIGITALIZZATORI AUDIO VIDEO 

QENLOCK CARD A 2300 Commodore - 

Scheda Genlock semiprolessioala per /kmiga 2000 390.000 

FUCKER FIXER - Scheda da msenre nellp slol video deirA2000 ed enmna H mcker 
370.000 

FUCKER FIXER 4 . Monilor MuldsyrK 990.000 


I MONITORS 


COMMODORE1084S-MonitoiHiResslereoperA500-A1000-A2000 460.000 
PHILIPS 8633 - Momtor stereo per Amiga 0 PC 450.000 

LE STAMPANTI 

STAR LC 10 360.000 

STARLCIOcolor 450.000 

STARLC24-10 - 24 aghi 1 SO Cps NLQ 610.000 

COMMODORE MPS 1230 330.000 

COMMODORE MPS ISSO C COLOR 410.000 



AMINTERAM - Espansione di memona per ASOO da 512101. Si inserisce neFapppeilo 
sioi del computer 79.000; Con orologio e betierla tampone 99400 

tHStDER 2 HAROFTAL - Esp. di mem. Da 2Mb per ASOO Esp. la memorta a 2.3 Mb nei 
ccmpuler con ivecchi Agnus e a2,6Mb in QueniconI nuovi BIG Agnus. dicuM Mbcome 
chipRAMei.ScomelasiRAM.ainsensceneli'appQSilosloldelcoinputef Conorelogis 


IMSIDER4HAROtTAL-Comasopramada4MO 440.000 

INSIDER 6 HARDtTAL - Come sopra ma da 6 W 1 690.000 

SUPEROTTO HARDFTAL - Esp. daO-2'4-a-Mbsulla5tessaschedapeiA2000 o2BB. 
Con display con Indicazione della memoria disponibile e di led di autocorifigurBz. 
Zero wait state. 2 Mb 390.000 - 4Mb 640.000 - BMb 790.000 
SUPEROTTO HD HARDITAL - Come sopra ma con inlegrato un controller per HO In 
lecnologla SCSI. Con 2 MS 540.000 

A205a COMMODORE • Espansione da 2 a 6 Mb per A2000. 2 Mb 850.000 

KICKROMI 4 A 1 OOO ' 

KickstaRt.3auEpromsenzasaidature per A 1 OOO con orologio Bmpone.Si Inserisce sul 


KICKROM 14 A50aA2000 


KICKflOH 2.0 • Kkletan 24 su Eprom Imema per Amiga 


leo.ooo 


I DRIVE 

ADRIVE • Drive da 3.S* eslemo per A600/1000/2000. Con mterruRore per il (9sins. edi 
connettore passarne 119.000 

ADRIVE 2000 - Drive interno da 3.6* par A2000 99.000 

SUPER DRIVE HARDITAL - rlvpluzionsiio drive da 3.6* esterno per A 500/1000. 
Comprende un tasto piagio per duplicare qualsiasi programma, un tasto A.V. per 
impedire la contaminazione di vinis sul dlschMo, e di un tasto par disattivare il drive. 
ComplaiG d connetlpre passante. 159.000 


ACCELERATORI- PROCESSORI-COPROCESSORI 

BANG 208 1«2 Hardital - Scheda acceil. per ASODAEOOO contenente 68020 a 16 MHz 
ee6S81 490.000; 

Per conliguraz con 66881 0 6B8B2 con albe frequenza Chiedere 

BiQ BANG HAROTTAL - Scheda accakeralrice contenente II 68030 e II 68882 per A50CV 


I PERSONAL COMPUTER I8M COMPATIBILI 


HAR 286/12 - CPU 26S/12Mhz 0 WAIT STATE • 1 Mb RAM • 2 seriali 1 paraUeU - Case 
BabyATAkm. 200 W- Controller per lloppy e hosladapier per AT-BUS - 1 drivedal,44 
mb-SCh«daVGAS0OX60O-Iast.esl 102tasli 640.000 

Come sopra ma con CPU 286 da 18 MHz 940.000 

HAR3S6-CPU3aa'16MHz0WAITSTATE-2MbRAM-2senall I parallela- Casa Bttbi 
AT sBmemalwe 200 W • ControBer par floppy e HosI Adapler per AT-BUS - 1 drive da 
1 44Mb - scheda VGA 800X600 - tastiera estesa 102 tasti 1440.000 

Coms sopra ma con CPU 388 da 25 Mhz 1.750.000 

Come sopra ma con CPU 366 da 33 Mhz 2.450.000 

HAR 486 - CPU 486«5Mhz 0 Walt State • 2 Mb Ram • 2 seriali 1 parallela - Casa Torre 
allm.300W-ConlroUerperlloppyeHo$IAd30terperATBus-1 driveda 1 , 2 Mb-Scheda 


LAPTOP 286 - CPU 266/16 Mhz- LCD Display retro Illuminato con rtsoi. VGA 840X480 
- 1 MbRam- 1 drive 34*- 1.44 Mb - con atm. batterie, borsa di trasporto 2.690.000 


Con CPU 388^ Mnz e 2 Mb di Ram 4.100.000 

PERIFERICHE - DRIVE 14MB 5 1/4 140.000 

COPROCESSORE MATEMATICO 267 10 Mhz 630.000 

COPROCESSORE MATEMATICO 387 16 Mhz 640.000 

COPROCESSORE MATEMATICO 387 25 Mhz 990.000 

HARD DISK SEAGATE ST124 21,4 Mb 3.5* ST- 412 60ms 320.000 

HARD DISK SEAGATE ST157A 43 Mb 3.5* AT-BUS 28ms 390.000 

HARD DISK SEAGATE 130 MS 3.5* AT-BUS 18ms 840.000 

HARDDISK S€AQATEST1239A2i1Mb 3.5 AT-BUS ISms 1.390400 

MONITOR 14* MONO-DOPPIA FREO.SCHERMO PIATTO 170.000 

MONITOR 14* MCmO-VGA 640X480 190.000 

MONTTORU*CaORMUL'nSyNC1024X768 690.000 

MONITOR 19* COLOR MULTISYNC 1024X768 1.990.000 

SCHEDE VGA 2S6Kb 800X600 120.000 

SCHEDE VGA 612 Kb 1024X768 23a000 

SCHEDEVGA1D24Kta1024X7e8X268COLORI 280.000 

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Immergiamoci nella Realtà Virtuale.,. 

di Gaetano Di Stasio e Giuseppe Giordano 

Dopo un decennio di spettacolari progressi deirimmagine di sintesi, le «realtà artificialin ed ì 
«mondi virtuali» rappresentano ormai un settore estremamente promettente per le applicazioni 
deH'infografia. Dopo i concetti dei primi visionari, da LE. Sutherland a Jaron Lanier. é giunto il 
momento delle applicazioni concrete. La rivoluzione del «virtuale» è iniziate... 



vengono richiesti nuovi tipi 
di interfacce HCI (Human 
Computer Interface) per ren- 
dere i compiti da svolgere su 
computer sempre più simili 
a quelli del mondo reale 
equivalente e quindi sempre 
più intuitivi. La W Industries 
sta sviluppando la VR nelle 
sue applicazioni commerciali 
fin dal lontano 1985 ed ha 
quindi maturato in tale setto- 
re una grossissima espenen- 

L'attuale sistema di Interfac- 
cia col mondo virtuale consi- 
ste essenzialmente di un 
computer chiamato Expality 
(ad architettura parallela), un 
software di simulazione. Am- 
mette, e un Visore, Visette 
che mediante una serie di 
lenti permette una messa a 
fuoco all’infinito ed una vi- 
sione globale a 1 80 gradi. Al- 
tri elementi sono fomiti in un 
Virtuahtv Toolkit che preve- 
de tra l’altro guanti a feed- 
back sensoriale e apparati 
per la simulazione di forze e pressioni. 

Attualmente sono due i prodotti in vendita 
dalla Virtuality: il pnmo è il modello 1000 SD 
(Sit Down), nei quale una persona visita i 
mondi virtuali su un veicolo, mentre nel se- 
condo modello, i! Virtuslitv SU (Stand Up). 
l'utente farà altrettanto ma a piedi o volando 
con I booster. 

L’aspeito ludico basato su queste innova- 
zioni tecnologiche è evidente. Il sistema Vir- 
tuality è mirato a fornire una espenenza del 
tutto interattiva e permette aH’aperatore di 
avere mano libera nel controllo del suo vei- 
colo simulato. Sono già disponibili alcune 
esperienze come la VTOL (Vertical Take-Off 
and Landing), nella quale un aereo Sea Har- 
ner viene simulato insieme ad una vasta area 
comprensiva di montagne, linea costiera, 
oceano, città, installazioni militari. Vi sono an- 
che altri aerei e veicoli ed è inoltre sempre 
possibile aggiungere ad un universo ulteriori 
particolari e oggetti. 

Parlottando con l’ingegnere dei mondi del- 
la Virtuality (World Engineer) sono emerse 
molte cose interessanti fra le quali alcune 
primizie come l'ingresso sul mercato di una 
unità di memoria di massa ottica CD dedi- 
cata alla VR. Ogni CD conterrà un mondo di- 

A tutt'oggi il costo del sistema, per chi vo- 
lesse fare simili esperienze, e di qualche de- 
cina di migliaia di dollari (certamente non al 


L y illusione alberga nel 
cuore delle cose. La 
"realtà» si presenta 
velata. Miraggi e chimere in- 
gannano l’occhio e la mente. 

Certamente ripudiamo le ac- 
cuse di coloro che, col pre- 
testo di verificare il mondo, 
appongono dubbi sul mondo 
stesso. Al contrario, propo- 
niamo di render ancor più ar- 
duo e ancor più radicale il di- 
battito. I "mondi virtuali», le 
"realtà artificiali» e altri "am- 
bienti sensoriali» pongono il 
problema della natura della 
Realtà. Il progresso crescen- 
te delle immagini digitali e il 
perfezionamento delle raffi- 
gurazioni, i sistemi di Intera- 
zione multisensoriale dell’ul- 
tima generazione rendono 
oggi possibile l’immersione 
"fisica» in zone, spazi sim- 
bolici, visivi, sonori e tattili. 

Virtual, ty SU /Stand Upl. 

... E prepariamoci a 
viaggiare nel fantastico 


I Simulatori di volo ci hanno reso familiari 
le interazioni «rea! cime», ma questi disposi- 
tivi rimangono ancora oggi strettamente spe- 
cializzati. Ma ecco, anni di sensazionali pro- 
gressi nel campo della computer grafica 
aprono nuovi incredibili orizzonti. Gli spetta- 
coli del futuro, ora in forma embrionale nei 
simulatori dei parchi di divertimenti e nei 
centri di ricerca, trarranno grandi benefici dal- 
la creazione di device dedicati ai reami del 
virtuale. Questi stessi apparati arricchiranno 
il nostro modo di pensare e lavorare. Il no- 
stro approccio col nostro stesso corpo e le 
nostre intuizioni del reale si dovranno con- 
frontare con esperienze che in effetti distrug- 
geranno ogni certezza. Immaginate un video 
gioco del tipo «Dungeons & Dragone» in cui 
Siete il personaggio principale, vagate in un 
labirinto con molte porte, dietro ciascuna del- 
le quali SI nascondano avventure, pencoli, te- 
sori Immaginate di decollare in una astrona- 
ve per proteggere un pianeta da una tem- 
pesta di asteroidi... Questi sono solo alcuni 
tipi di video giochi virtuali attualmente in 
commercio negli States e m Canada. Fin dal- 
la scena iniziale il giocatore è completamen- 
te immerso nella "Virtuality», vive dal vero (e 
avventure di cui è protagonista. 

Immaginate ora di osservare un feto all'in- 
terno del corpo della madre e non solo su 
uno schermo, o di spogliare con lo sguardo 
gli organi interni di un satellite in orbita, o so- 


vrapporre in diretta delle immagini di progetti 
architettonici relativi al sito sul quale si sta 
realmente passeggiando (o per meglio dire si 
ha la sensazione di passeggiare). Tutto ciò 
inaugura un modo di lavorare totalmente 
nuovo ed altamente produttivo oltre che 
estremamente intuitivo. 

Già nuovi sistemi di ambienti virtuali a bas- 
so costo cominciano ad apparire sul merca- 
to, come il terminai VISION od il sistema 
VlRTUALlTY, entrambi elaborati in Gran Bre- 
tagna 

Progetti prestigiosi di mondi virtuali coma 
il progetto GROPE dell'Llniversità della Caro- 
lina del Nord, o ancora il progetto d’Ambian- 
te Virtuale Separato dei Laboratori Bell, han- 
no già dato frutti interessantissimi e promet- 
tenti. Essi tracciano nuove piste per l'avve- 
nire e permettono fin d’ora la "manipolazio- 
ne» di questi spazi virtuali unendo a sensa- 
zioni visive ed uditive anche sensazioni di 
resistenza, forze, campi, sfregamento' è 
quindi possibile già da subito "toccare» mo- 
lecole complesse rappresentate in tre di- 
mensioni, grazie all’ausilio di una cuffia ste- 
reoscopica, e sentirne le forze elettrostati- 
che. 

La Virtual Reality (VR) 

Come I nuovi sistemi computenzzati pro- 
grediscono in potenza e complessità, cosi 


124 


MCmicrocomputer n, 107 - maggio 1991 



REALTÀ VIRTUALE 


di là delle possibilità di un parco dei diverti- 
menti...), 

Un'esperianza eccitante 

L'esperienza che abbiamo vissuto è stata 
a dir poco fantastica e certamente risulta 
molto difficile parlarne a chi (à il vasto pub- 
blico) non ha avuto la possibilità di provarla: 
abbiamo sperimentato il sistema Virtuality 
della W. Industries. 

Chi vi scrive vestito di tuno punto con sen- 
sori, Visetto, joystick, etc. etc., è stato 
proiettato in un istante in un mondo mera- 
viglioso, sotto un cielo azzurro come II reale 


sona che stava provando lo stesso universo 
nella sala affianco! Accendendo i booster mi 
allontanavo verso il lago e le colline mentre, 
novello Icaro, dimenticavo le raccomandazio- 
ni dell’ingegnere dei mondi: «Non allontanar- 
ti troppo dalla sicurezza della casa nel bo- 
sco'i. Troppo tardi, 1 booster esplicavano tut- 
ta la loro potenza proiettandomi prima al di 
sopra del lago e poi su per il pendio soleg- 
giato verso le colline. 

All'improvviso il mondo ha avuto fme. Un 
attimo prima volavo a pochi centimetri dal- 
l'erba e un attimo dopo, passando attraverso 
un velo che si era squarciato e richiuse in un 
istante, mi ero ritrovato nel nulla. Avevo var- 


nel frattempo mi avevano scartato numerose 
foto in pose a dir poco «strane» (spero non 
le usino per ricattarmi...!, 

La tecnica 

È Chiara adesso la semplicità (relativa) con 
CUI è possibile creare interi mondi alternativi 
nei quali l'utente può essere immerso ed agi- 
re in un modo estremamente intuitivo e fa- 
miliare. Ovviamente tali sistemi richiedono 
grandi potenze computazionali per fornire il 
realismo richiesto per cui una soluzione a 
medio termine può senz'altro essere il pa- 
rallelismo massiccio. Una tale architettura 



Sistema sviluppata dairUmversité del Nord Caroline (USA I 


Il sistema Bxpahtv iad architettura parallela), la visiera Visatte ed ii Virtuality 
Toolkit 


non e mai stato, con un sole alto sull’oriz- 
zonte e un prato ondeggiante sotto un vento 
Simulato. In lontananza le colline limitavano 
l'orizzonte (e il mondo) e un boschetto na- 
scondeva alla vista parte di un placido lago. 
È stato meraviglioso camminare lentamente 
per il prato, sull'erba simulata e poi accen- 
dere I booster dietro la mia schiena per vo- 
lare dolcemente giù per il pendio fino ad ar- 
rivare nel bosco. Immediatamente sono sta- 
to immerso dai suoni della foresta: il cinguet- 
tio degli uccelli e lo stormire delle foglie nel- 
l'meguagliabile quadristereofonia della Virtua- 
lity. 

Nel bosco SI intravedeva una casa e im- 
mediatamente mi ci sono precipitato. Entran- 
do ho visto una stanza poveramente ammo- 
biliata, un tavolo e qualche sedia completa- 
vano l'arredamento. Stavo per uscirne quan- 
do mi sono reso conto che al centro della 
stanza, fantasma avulso dalla realtà del luo- 
go. era sospeso un piccolo aereo da com- 
battimento F1 6. Il mio sbigottimento è diven- 
tato stupore quando ho scoperto che altro 
non era se non un preview di un altro uni- 
verso' un mondo che si faceva pubblicità in 
un altro' 

Uscito dalla stanza, sono ritornato nel bo- 
sco, animato come sempre di suoni e mo- 
vimento. Ho perfino incontrato un'altra per- 


cato I confini dell’universo. Nulla mi arrivava 
agli occhi, nessuna sensazione alle orecchie 
né al corpo. Ero nel vuoto. 

Dopo qualche istante di terrore, ho ripreso 
coscienza e coraggio Se il computer nel 
mondo reale aveva tenuto conservata l'infor- 
mazione della mia ultima posizione nella vir- 
tuality, avevo ancora qualche speranza. Mi 
sono voltato indietro di quanto speravo fos- 
sero circa ISO gradi e poi, dopo una preghie- 
ra Simulata, ho acceso i booster. 

Per un po' non è accaduto nulla. Nessuna 
sensazione di movimento, poi, aH'improwi- 
so. il velo SI è squarciato nuovamente e mi 
sono ritrovato a volare a folle velocita giu per 
il pendio che poco prima avevo percorso m 
salita. Felice del sole, del cielo, del vento, 
dell'erba, mi sono ancora lanciato verso la 
casa nel bosco per terminare l'esperienza. 
Giunto in casa sono andato al centro della 
stanza e, volgendo lo sguardo al soffitto si- 
mulato, ho parlato ad alta voce a quegli es- 
ser che mi avrebbero riportato tra di loro, in 
quello che essi considerano «reale». Per 
qualche istante non é accaduto nulla. Poi, il 
nulla è tornato, come prima ma ancor più to- 
tale il mondo era crollato, svanito, ed lO ero 
tornato nella realtà. Togliendomi il Visette so- 
no stato mondato dai suoni e dalle luci della 
sala, sotto gli occhi divertiti degli amici che 


viene più avanti illustrata con un sistema og- 
gi usato per costruire mondi virtuali ad alta 
efficienza Im particolare il sistema della VI- 
SION). 

Vedere, udire, toccare, è credere... 

La ricerca di migliori interfacce uomo-mac- 
china dura ormai da almeno tre decadi, ed ha 
visto l'avvento ed il decimo di schede per- 
forate, tele-type, tastiere, mouse, irackball, 
etc. Siamo ora all’inizio di una nuova fase di 
sviluppo dell'interfaccia uomo-macchina che 
permetterà agli utenti di entrare in un intero 
mondo alternativo tridimensionale. 

Tutti 1 sistemi di visualizzazione al compu- 
ter esistenti forniscono immagini su un mo- 
nitor per CUI l’osservatore vede l'immagine di 
un oggetto che non cambia al cambiare del 
punto di vista dell’osservatore. E questo pun- 
to di vista prefissato che permette aH’osser- 
vatore di distinguere l'immagine dalla realta. 

Oggi è possibile una piena rappresentazio- 
ne grafica tridimensionale, nella quale gli og- 
getti sono rappresentab non da un punto di 
vista fisso, ma dall'attuale punto di vista del- 
l’osservatore. E anche possibile associare 
suoni specifici e perfino sensazioni tattili ad 
ognuno di essi in modo che sia possibile 
creare un ambiente virtuale totale con una in- 


MCmicrocomputer n t07 - maggio 1991 


125 



REALTA VIRTUALE 








terfaccia audio-visivo-iailile. il risultalo e ur>a 
realtà alternativa completa, dove gli oggetti 
generati dal computer appaiono ven, consi- 

Molti problemi, dalla dinamica dei fluidi ai 
modelli molecolari, hanno direttamente a che 
fare con oggetti tridimensionali e con feno- 
meni ad essi legati che ora potranno essere 
non solo teorizzati ma anche direttamente 
sperimentati 

L'ambiente virtuale 

L'ambiente virtuale viene controllato dai 
dati forniti dai sensori che seguono l'evolu- 
zione del mondo reale (tipicamente la posi- 
zione dell'utente, etc ) e dai dati prodotti da 
un programma applicativo che tenta di creare 
un modello deH’ambieme reale lo di gualche 
fenomeno). Questo ambiente virtuale e fatto 
di oggetti (Environment Objectsi che possie- 
dono definiti attributi fisici come il colore, la 
posizione, la struttura Un insieme di Oggetti 
può essere riunito in un Gruppo, che a sua 
volta può far parte di una Gerarchia. Tutto 


126 


l’insieme rappresenta l'Ambiente 
Cosi, per fare un esempio, una stanza può 
essere definita come un Gruppo che contie- 
ne un certo numero di Oggetti, come tavolo, 
sedia, lampada, aereo, etc. . 

Il Virtual Snvironment Service IVES) 
L’insieme degli Oggetti è controllato ad al- 
to livello dal VES. Esso conserva l'mforma- 
zione di base per ogni Oggetto Cosi, per 
esempio, conserva di un Oggetto la posizio- 
ne, il colore, la struttura, etc , e cosa più im- 
portante r"interesse'' (interest), che defini- 
sce I processi creati tJall'utente che interes- 
sano cambiamenti deH'Oggetto. 

Il Virtual Environment Client 
Gli Oggetti all’interno di un ambiente vir- 
tuale sono creati e conservati per un certo 
numero di utenti indipendenti. Tutti i cam- 
biamenti all’ambiente vengono condotti dai 
Clients (processi), che possono creare, can- 
cellare 0 aggiornare Oggetti all’interno del- 


l’ambiente mandandone nchiesta al VES. Il 
VES permette a più Clients di aggiornare 
l'ambiente in concorrenza pur assicurando la 
coerenza degli Oggetti 

Differenti Clients possono manipolare dif- 
ferenti aspetti deH’ambienie Cosi un Client 
può essere dedicato alla manipolazione delle 
informazioni visive mandale all’utente in fun- 
zione dei SUOI movimenti, un altro del fee- 
dback tattile, un altro ancora delle informa- 
zioni sonore. Questo concetto e illustrato 
nella figura 1 dove e possibile osservare un 
sistema con un Client Hand che gestisce le 
manipolazioni che la mano artificiale di un 
ospite del mondo immaginano {modello della 
reale mano deirotente) puO compiere, un 
Client Speech che interpreta comandi vocali 
e richiede aggiornamenti di Objeci e due in- 
dipendenti Client Visual che creano differenti 
viste dell'ambiente. Ogni Visual viene infor- 
mato quando vengono creati degli oggetti 
e quando viene modificato lo stato di un 
Obiect all'interno del VES (ad esempio la va- 
riazione del colore o della sfumature o delle 
ombreggiature per la comparsa di una nuova 
sorgente luminosa dovuta ad esempio all'a- 
perura di una finestra o della porta). 

Cosi punti di vista differenti sono aggior- 
nati assieme al cambiamento degli Objeci 
Differenti Clients possono essere creati per 
modellare differenti Objects all'interno di am- 
bienti virtuali Quindi un Client può creare e 
modellare la dinamica complessa di una se- 
dia definendo come il colore vari nel tempo. 
0 simulare l'effetto della gravita o deila forza 
peso quando ci si posi sopra un oggetto Tali 
Clients vengono chiamati Applicazioni lAppli- 
caiion Clients). Cosi nell'esempio descritto 
sopra le sedie e l'aereo potrebbero essere 
creale e gestita dalla application 1, mentre il 
tavolo e la lampada dalla application 2 

Durante l’azione della mano reale, la Hand 
Client manda gli aggiornamenti della sua po- 
sizione al VES. Quando l'utente tema di pren- 
dere un oggetto, la Hand Client riconosce il 
gesto e manda un aggiornamento al VES 

/ modello Client/Server 

Questo è un tipico modello Clieni/Server 
simile a q'uello adottato al MIT per il sistema 
X Windows. Il VES conserva un msieme di 
Objects all'interno deirambiente virtuale ai 
quali un gran numero di Cliems possono ave- 
re accesso, assicurandone la coerenza, men- 
tre rx Server conserva un'immagine bit map- 
ped e assicura che un gran numero di Clients 
possa aggiornare il display- 

La soluzione parallela 

E chiaro che il futuro prossimo delle ap- 
plicazioni nella realta virtuale richiederà 
Clients ancor piu complessi e la possibilità di 
gestire contemporaneamente piu utenti La 
soluzione che si sta adottando e. come si e 
detto, il parallelismo massiccio m cui ogni 
Client e supportato da un processore diffe- 
rente. Al crescere della complessità, essi pos- 
sono essere ulteriormente suddivisi, ciò as- 
sicura inoltre che all aumemare del numero 
delle interfacce I/O e della complessità della 
pre e post elaborazione ad ogni Client s a as 
sicurata una performance mm’ma sufficiente 


MCmicrocomputer n 107 - maggio l99i 




L’EVOLUZIONE 

TEMPII illi 


Dal'8088 al 486 tu 
ganuaa d) e i bc 
ad tm pi t Ile 
Una prodnk dei 
reallaaÀ i i on 
artigianale. 8 i | Ile 
vuoi dire a i ire 


■w; I r^o 


:'.à»KTW\ 


STABILIMENTO DIREZIONE AMMINISTRATIVA COMMERCIALE: Tecnoinf - 00040 


S. Maria delle Mole - Roma Viale della Repubblica, 250 - Tel. 06/9309226 - Fax 06/9309228 

DISTRIBUTORI AUTORIZZATI: Ware Bit - Viale dell'Umanesimo. 80-00144 Roma - Tel. 06/5921977/8 - Fax 06/5921969 

. t •— 11 . 1)0137 Roma . Tel 06/824623 • Fax 06/8896395 





PROVA 


Unibit NB320 

di Corrado Giostozii 


D a oramai un paio d'anni, chi ci 
segue con costanza lo sa bene, 
vi stiamo proponendo mese do- 
po mese le novità di fatto e le nostre 
valutazioni sul nascente o rinascente 
mercato dei notebook e dei superlap- 
top. Si tratta, come sicuramente tutti 
saprete, di un mercato considerato al- 
tamente strategico da tutti i costruttori 
e nel quale la battaglia commerciale, 
già aspra, si prevede diverrà asperrima 
col passare dei mesi. 

È soprattutto questo mercato che. 


da queU'osservatorio privilegiato che 
sono le pagine dedicate alle prove hard- 
ware. stiamo tenendo sotto maggiore 
controllo perché è da lì che con tutta 
probabilità si giocherà il grosso della 
sfida della piccola informatica negli anni 
'90. In un momento di crisi generalizza- 
ta dell'informatica «seria», in un perio- 
do di ristagno anche del mercato PC 
forse saturato oramai dall'atroce pre- 
ponderanza tecnologica dell'hardware 
sul software, la fascia dei notebook 
sembra invece essere l'unica in netta 


controtendenza. Stime attendibili ne 
prevedono infatti una crescita del 40% 
annuo per i prossimi cinque anni, ossia 
in altre parole un vero e propno boom. 

Iniziato dai grandi, il mercato dei no- 
tebook come era prevedibile è in breve 
divenuto dominio dei costruttori taiwa- 
nesi i quali, oramai da lungo tempo, 
possiedono know-how tecnologico e 
sensibilità commerciale da vendere. E 
mentre i grandi giocano tutto sulla 
sofisticazione ipertecnologica. valga 
per tutti l'esempio del fantascientifico 



128 


MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 



PROVA 
UNIBIT NB320 


Compaq LTE e del suo futuribile as- 
semblaggio rigid-flex, i taiwartesi zitti 
zitti riescono a ridurre le dimensioni 
delle proprie macchine senza impegna- 
re tecnologie di avanguardia e. dunque, 
senza farle costare un occhio deila te- 
sta. 

E indubbiamente un gioco al massa- 
cro. nel quale però non è ben chiaro 
chi si farà del male: forse gli utenti, 
che da un mese all'altro trovano nei 
negozi prodotti più potenti e meno cari 
di quelli faticosamente acquistati poco 
prima: forse i costruttori, soprattutto 
quelli più grandi e congenitamente po- 
co pronti a rispondere con efficace 
prontezza alle rapide evoluzioni del 
mercato (parliamo ovviamente di Big 
Blue e del suo tanto temuto ma tanto 
poco innovativo portatile, che non ci 
stupiremmo fosse destinato a divenire 
il terzo fallimento della casa di Armonk 
in questa particolare fascia di mercato). 
Certo è che non si può non rimanere 
meravigliati, e forse in fondo spaventa- 
ti. dalla velocità con cui i notebook cre- 
scono in potenza ma diminuiscono in 
costo. 

Il sasso nello stagno, forse non il pri- 
mo e certamente non l'ultimo, lo tira 
questo mese la Unibit che ci presenta 
il suo recentissimo modello di portatile 
«notebook» siglato DS320. Basato su 
di un 80386SX con clock a 20 MHz, 
dotato della oramai immancabile VGA 
su schermo LCD retroilluminato a 32 li- 
velli di grigio, di un MByte di RAM 
espandibile a 5 MByte, di un drive per 
microfloppy da 1,44 MByte, di un Win- 
chester da 20 MByte (ma sono in arri- 


UnlbitNB320 


Distributora: 

Unibit S.p.a. ■ Via di Torre Rigata, 6 
00131 Roma - Tel. 06/4790650- 
Prezzo (IVA esclusa) 

UnibitNBSZO-DOSa.OI italiano 1.-4.900.000. 


vo i modelli più capienti), questo nuovo 
Unibit ha la straordinaria proprietà di 
costare meno di cinque milioni di lire 
(IVA esclusa, ovviamente), ossia prati- 
camente la metà rispetto ai suoi con- 
correnti più blasonati. Dov'è il trucco? 
Forse non c'è affatto, come vedrete 
leggendo il seguirò della prova. 

Descrizione esterna 

L'NB320 è un computer stilistica- 
mente non aggressivo ma «sostanzio- 
so» nei fatti. Pesante poco meno di tre 
chili, le sue dimensioni sono quelle «ri- 
gorosamente A4» tipiche della catego- 
ria, ossia 29,7x5.1x21,6 cm (Ihp), La 
carrozzeria, in robusto materiale plasti- 
co grigio, è improntata ad un design 
decisamente sobrio: unica nota di mo- 
vimento la smussatura semicilindrica 
della parte posteriore, fatta per allog- 
giare la cerniera del coperchio-schermo 
e la batteria; su di essa, nella parte si- 
nistra, si trova il led di alimentazione 
che risulta cosi visibile anche a macchi- 
na Chiusa- 

Sulla fìancatina destra, per chi guarda 
dal frontale, si trovano il drive per mi- 


crofloppy e, più indietro, lo sportellino 
che copre il vano per la batteria. Su 
quella opposta sono situati invece solo 
il connettore per l'alimentatore e quello 
per la tastiera esterna. Posteriormente, 
al di sotto di un sottile e lungo sportel- 
lino, si trova un vano orizzontale nel 
quale sono raccolti tutti i connettori di 
espansione' il DB-9 relativo all'unica 
porta seriale di cui il computer è dota- 
to, un DB-25 che serve, in alternativa, 
a collegare una stampante parallela od 
un floppy drive esterno, il D8-15 dell’u- 
scita video VGA ed infine quello a cen- 
to poli relativo all'uscita bus. 

li «coperchio» della macchina, che 
come usuale contiene d display LCD, è 
incernierato posteriormente su di un 
solo punto e rimane bloccato in posi- 
zione chiusa mediante due fermi posti 
sulle fiancate. La molla di apertura è 
piuttosto sostanziosa e gii permette di 
mantenere qualsiasi posizione di aper- 
tura intermedia. 

La tastiera delta macchina ricevuta in 
prova, come si vede in foto, è del tipo 
americano; tuttavia gli esemplari che 
verranno messi in commercio saranno 
dotati di tastiera italiana. I tasti, dei tipo 
a corsa breve, non sono completamen- 
te «morbidi» ma restituiscono un gra- 
devole feedback meccanico alle dita 
deH’operatore. La loro disposizione sof- 
fre purtroppo di alcuni difetti: i tasti 
cursore disposti a «L» anziché a «T» e 
comunque poco identificabili, lo shift di 
destra troppo piccolo, il Control e l'Alt 
di sinistra troppo piccoli e messi in po- 
sizione scomoda. Buona di contro la 
realizzazione in prima funzione di prati- 



MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


129 



PROVA 

UNIBiT NB320 



camente tutte le funziona- 
lità tranne F11 ed FI 2 {che 
sono rimappatf su FI e F2) ed, 
ovviamente, il lastierino numeri- 
co «embedded». 

Poco sopra la tastiera, in alto a si- 
nistra, si trovano i due potenziometri 
lineari responsabili delle regolazioni di 
luminosità e contrasto dello schermo; 
la loro posizione, interne al computer e 
per di più realizzata con cursori a filo 
del pannello, scongiura la possibilità di 
spostamenti accidentali dalle regolazio- 
ni impostate. Poco più in alto campeg- 
gia il pulsante di accensione, curiosa- 
mente realizzato in modo da sembrare 
una pallina grigia scura incastonata nel 
pannello. 

Il display LCD, dalla diagonale di 
8,5”, possiede un rapporto di forma 
corretto. Alla sua destra, sul pannello 
che lo ospita, trovano posto i quattro 
led di stato che segnalano l’attività del 
floppy e del Winchester nonché l'attiva- 
zione del Caps Lock e del Num Look 
(lo Scroll Lock non dispone invece di 
spia). 


L'interno 

Il NB320 segue quel canone costrut- 
tivo non scritto ma oramai adottato dal- 
la maggior parte dei notebook per cui 
la tastiera costituisce una sorta di »co- 
perchio», estratto il quale si ottiene 
l'accesso all'interno del computer o al- 
meno alla zona di diretto interesse per 
la manutenzione o l'espansione. In par- 
ticolare in questo caso la tastiera, che 


svolge anche il ruolo di schermo elet- 
tromagnetico grazie al suo fondo me- 
tallico, è mantenuta in sede da due fer- 
mi ad incastro e da tre robuste viti po- 
ste sul fondo del computer, mentre il 
collegamento elettrico è assicurato da 
una coppia di circuiti stampati flessibili. 

Sotto di essa, come si vede in foto, 
si trovano la «motherboard» (in realtà 
si tratta di diverse basette poste su più 
piani sovrapposti), il microscopico Win- 


chester, il floppy. In particolare la parte 
elettronica è interamente concentrata 
sul lato sinistro della macchina, mentre 
le memorie di massa si trovano al cen- 
tro e sulla destra; sul fondo, nei pressi 
della batteria, sono collocati i circuiti di 
alimentazione. 

La basetta col microprocessore è 
purtroppo coperta mentre rimane in 
bella vista quella contenente la RAM. 
La VGA viene gestita dal chipset Cir- 
rus, un classico per i notebook orienta- 
li, e notiamo la possibilità di montare il 
coprocessore numerico 80387SX-20 
utilissimo per accelerare i calcoli in 
floating point. 

La costruzione della macchina è 
complessivamente buona, compatta 
ma ordinata. Notiamo che in ogni caso 
le tecnologie adoperate sono «tradizio- 
nali» e non d'avanguardia, cosa che ov- 
viamente incide in maniera sostanziale 
sulla determinazione del costo dell'ap- 
parecchio. 

Utilizzazione 

Passiamo cosi ai consueti commenti 
sull'uso effettivo del computer. In linea 
generale possiamo dire che, avendo 
utilizzato questo Unibit NB320 lungo 
l’arco di diversi giorni, ne siamo rimasti 
sempre soddisfatti: da un lato le di- 
mensioni, pur lievemente superiori a 
quelle dei più blasonati tra i concorren- 
ti, sono tuttavia perfettamente tali da 
permetterne II trasporto senza alcun 
problema; dall'altro la potenza di calco- 



130 


MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 




lo da esso erogata, grazie all'uso del 
386SX a 20 MHz e di un disco assai ef- 
ficiente. è tale da non limitarne in alcun 
modo il campo di utilizzo anche per im- 
pegni gravosi. 

L’autonomia dichiarata è di un paio 
d’ore e, pur non avendo condotto dei 
test specifici per verificarlo, crediamo 
di poter dire che tale dato è sostanzial- 
mente rispettato nella pratica. A titolo 
di cronaca riportiamo il fatto che parte 
di questo stesso articolo è stata scrìtta 
sul N8320 in situazioni ed ambienti din- 
consueti» quali il sedile anteriore di 
un'auto e la sala d'aspetto di uno stu- 
dio medico (dove non ha mancato di 
suscitare una malcelata curiosità fra i 
presenti...). 

Gli accorgimenti che il sistema utiliz- 
za per conservare l'energia delle batte- 
rie sono due; essi, pur non raggiungen- 
do il livello di sofisticazione adottato da 
alcuni concorrenti, si rivelano comun- 
que più che sufficienti allo scopo. Il pri- 
mo consiste ovviamente nello spegni- 
mento del disco fisso e del display do- 
po un certo periodo di inattività, il se- 
condo nell'abbassamento automatico 
della velocità del processore a 5 MHz 
quando esso si trova in uno stato 
«idie» ossia di attesa. Lo stato del di- 
splay, per la cronaca, può anche essere 
forzato in posizione spenta o in posizio- 
ne sempre accesa escludendo lo spe- 


gnimento au- 
tomatico. Da no- 
tare che il sistema 
si accorge del tentativo di chiudere il 
coperchio a computer acceso, cui rea- 
gisce prontamente emettendo un se- 
gnale acustico e spegnendo il display. 

Sul piano delle prestazioni il NB320 
è, com'era lecito aspettarsi, un piccolo 
mostro; la potenza del microprocesso- 
re si sente tutta e permette di far gira- 
re agevolmente anche applicativi molto 
onerosi quali, ad esemplo, Windows 3. 
Anche il disco, componente sempre 
critico (e ancor di più nell'uso di Win- 
dows per la continua necessità di 
swapping) si è rivelato molto veloce, 
unendo un elevato transfer rate ad un 
tempo fisico di accesso molto basso. 
Ci sembra solo scomodo il fatto che il 
sistema non provveda automaticamen- 
te e disabilitare lo spegnimento del di- 
sco durante l’alimentazione da rete, 
quando cioè non vi è necessità di con- 
tenere i consumi. In tale situazione 
sarà dunque cura dell'utente provvede- 
re alla disattivazione di tale funzione, 
cosa possibile mediante un'apposita 
opzione software. Da notare che il sibi- 
lo del Winchester è chiaramente udibile 
e potrebbe risultare fastidioso in am- 
bienti particolarmente silenziosi: in 
questi casi è meglio aspettare che si 
fermi e cercare di non farlo ripartire... 


Passiamo così alle considerazioni di 
carattere ergonomico, tralasciando 
quelle relative alla portabilità già tratta- 
te in precedenza. Come dicevamo de- 
scrivendola, la tastiera è di buona qua- 
lità, esibisce un buon tocco alla digita- 
zione ed è caratterizzata da una dota- 
zione completa di funzioni; alcuni tasti 
importanti però ci sembrano disposti in 
modo abbastanza criticabile. Il Control 
di sinistra, ad esempio, è troppo picco- 
lo e situato troppo in disparte così che 
risulta quasi impossibile usarlo nel mo- 
do naturale, consistente nel premerlo 
con l'anulare sinistro mentre l'indice o 
il medio della stessa mano premono 
il tasto alfabetico che si vuole 
«Controllizzare»; i tasti di cur- 
sore sono posizionati in 
modo antiintuitivo, per 
cui non è facile pre- 
merli ((alla cieca» 
ma occorre guidare le 
dita con l’uso della vista; 
infine lo shift di destra è 
troppo piccolo e rischia di 
sfuggire al mignolo destro. Utile 
invece la possibilità di collegare una 
tastiera esterna al computer, che per- 
mette di usarlo più comodamente una 
volta in stazione fissa. 

Il display LCD VGA ha una buona re- 
sa sia col testo che con la grafica, an- 
che se mostra qualche problema con 
immagini in rapido movimento per via 
di un’isteresi non contenutissima. La 
retroilluminazione è efficace quel tanto 
che basta, e tra l’altro anche il relativo 
controllo possiede un’escursione piut- 
tosto limitata. 

L’espandibilità del sistema ci sembra 
buona: 5 MByte sono sicuramente 
quanto basta per far girare anche il più 
massiccio fra gli applicativi, anche in un 
utilizzo professionale. Notiamo che la 
presenza contemporanea dell’uscita vi- 
deo VGA e della porta per una tastiera 
esterna permettono, una volta a casa, 
di usare l’NB320 comodamente come 
se fosse un desktop: peccato a questo 
punto che sia stata prevista una sola 
porta seriale anziché le due canoniche, 
le quali avrebbero permesso di collega- 
re contemporaneamente un mouse ed 
un dispositivo supplementare quale un 
modem. Va comunque detto che è pre- 
vista la disponibilità di un box esterno 
di espansione nel quale possono esse- 
re alloggiate due schede AT e due dri- 
ve aggiuntivi, superando così ogni limi- 
tazione nell'uso in stazione fissa. La ca- 
pacità del Winchester interno è adegua- 
ta per un utilizzo occasionale del com- 
puter ma diventa insufficiente per un 
suo uso serio, soprattutto nell'eventua- 
lità in cui esso sia il solo computer del 


MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 


131 


PROVA 

UNIBIT NB320 



suo proprietario e non un'appendice 
mobile di un altro computer fisso. È na- 
turalmente prevista l'uscita di modelli 
con Winchester più ampi, ma al mo- 
mento non se ne conoscono ancora le 
date di commercializzazione né i prezzi 
precisi. Ci sembra però importante sot- 
tolineare l'assicurazione che abbiamo 
ricevuto daiia Unibit a questo proposi- 
to: la casa si è impegnata ad offrire 
agli acquirenti degli attuali NB320 l'e- 


ventuale upgrade al Winchester supe- 
riore, non appena sarà disponibile, ad 
un prezzo «politico» ossia praticamente 
al puro costo tecnico della sostituzione. 
In questo modo un eventuale acquiren- 
te può comperare con tranquillità il mo- 
dello attuale con disco da 20 MByte 
sapendo che in seguito potrò eventual- 
mente, se lo ritenesse opportuno, pas- 
sare al modello con disco da 40 MByte 
senza alcuna penalizzazione economi- 


ca. Ricordiamo infine, a conclusione di 
paragrafo, che l'NB320 è completo di 
MS-DOS 4.01, del manuale d'uso in 
italiano e di una comoda borsa per il 
trasporto: quest’ultima è realizzata in 
due sezioni staccabili che permettono 
di contenere, a seconda delia necessità 
contingente, il solo NB320 od il compu- 
ter più l'alimentatore ed i relativi cavi. 

Conclusioni 

Per concludere diamo il consueto 
sguardo al listino prezzi, il quale ci ri- 
serva una sorpresa sicuramente gradi- 
ta: il costo dell'NB320 è infatti inferiore 
ai cinque milioni di lire, una barriera 
che fino a pochissimi mesi fa sembra- 
va assolutamente insuperabile. Si tratta 
di un costo senz'altro aggressivo (trop- 
po?...), nettamente inferiore a quello 
degli altri (pochi) veri notebook basati 
su 386SX a 20 MHz, che sicuramente 
contribuirà al successo di questa mac- 
china, La contropartita, ma lo si sapeva 
in anticipo, è che non si hanno alcuni 
dei gadget più tecnologici offerti da al- 
cuni concorrenti: ma ci sembra che di 
essi sì possa fare agevolmente a meno 
quando la convenienza economica risul- 
ta decisamente elevata, come appunto 
è in questo caso. 

Diciamo dunque per concludere che 
con l'NB320 il notebook cessa di esse- 
re un prodotto di élite, vero e proprio 
status Symbol, e diventa un prodotto 
per l'utenza «normale»; ossia, senza 
retorica, praticamente per tutti. 



132 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


LA FAMIGLIA IN ESPANSIONE 



SERIE 9000 

PERSONAL COMPUTER AT-386SX HD FINO 80MB DISPLAY VGA 


SERIE 6000 

STAZIONI DI RETE XT AT (ETHERNET-ARCNET) 


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PRIMA COMPUTER TRADING - REGGIO EMILIA 
Distributore per l’Italia: 

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leL QS2?.fi11217/S11?01 • Fax Qfi??-5134n4 






Apple SlyleWriter 


C he la Apple stia aggredendo il 
mercato dell'Informatica con so- 
luzioni della gamma Macintosh 
quanto mai interessanti non ò più un 
mistero, ma se finora i prodotti proposti 
riguardavano le CPU. ora l'interesse si é 
spostato anche nel settore delle periferi- 
che e gli ultimi annunci riguardanti le 
Personal LaserWriter e StyleWhter non 
ci hanno colto di sorpresa più di tanto. 

Era logico che computer relativamen- 
te «economici» come i Classic e gli LC, 
per forza di cosa dovessero essere ac- 
compagnati da periferiche con prestazio- 
ni e soprattutto prezzi adeguati a quelli 
dei computer che rappresentano il seg- 
mento entry levei della gamma Macin- 
tosh. 

In questa occasione daremo uno 
sguardo alla StyleWhter. la stampante a 


di Massimo Truscelli 

getto termico d'inchiostro che con sole 
seicentocinquantamlla lire promette una 
qualità di stampa molto elevata e soprat- 
tutto mostra alcune peculiarità, come ad 
esempio la gestione dei font TrueType, 
indipendente dal vincolo degli screen 
font, che dovrebbe essere anche uno 
del punti di forza del tanto atteso Sy- 
stem 7. 


Descrizione 

I prodotti della Apple si sono sempre 
distinti per il loro design accattivante ed 
anche la StvIeWriter conferma ulterior- 
mente questa consuetudine. La Style- 
Writer ha un peso piuttosto ridotto (3.5 
kg) ed il cabinet ha una forma inconsueta 
che si sviluppa in alte2za, ma che offre in 
tal modo una ridotta superficie d'ingom- 


bro: 34 X 15 cm di base ed un'altezza di 
32 cm compreso il supporto della carta. 

La stampante è costruita con una 
serie di soluzioni rivolte alla modularità 
del sistema: l'alimentatore è esterno, 
una soluzione per alcuni versi criticabile 
(solito intreccio di fili ed uno scatolotto 
che non si sa mai dove mettere), ma che 
risolve con facilità l’adeguamento delle 
caratteristiche di alimentazione ai vari 
standard esistenti senza dover interveni- 
re all'Interno della stampante stessa. La 
stampante vera e propria è composta di 
due parti separabili tra loro con un siste- 
ma ad incastro: la sezione di stampa 
vera e propria, utilizzabile anche separa- 
tamente dal resto, dotata di uno sparta- 
no pannellino di controllo; il gruppo di 
alimentazione della carta. Quest'ultimo 
componente funge da base ed offre un 


134 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 



PROVA 

APPLE STYLEWRiTER 


cassetto di alimentazione, quasi vertica- 
le, capace di contenere fino ad un massi- 
mo di 50 fogli. 

Nella base vera e propria é custodito, 
con un sistema a slitta, un vassoio di 
raccolta dei fogli in uscita. 

Due fessure, una anteriore e l'altra 
posteriore, consentono l’alimentazione 
manuale di fogli nei formati lettera USA, 
legale USA, A4 e di buste con dimensio- 
ni massime di 9.5 x 4.2 pollici. 

Il gruppo di stampa é dotato di tre spie 
(che indicano l’accensione, la condizione 
di errore e la condizione di «in linea") più 
tre tasti corrispondenti all’alimentazione, 
al «form feed» ed alla condizione di 
«ONLINE». 

La tecnologia di stampa adottata, svi- 
luppata da Canon, è quella a getto ter- 
mico di inchiostro in grado di fornire una 
risoluzione di 360 x 360 dpi ad una 
velocità di una pagina al minuto in draft 
e mezza pagina al minuto in alta qualità. 

La gestione della stampa si avvale di 
QuickDraw, utilizza una scheda logica 
equipaggiata con componenti ASIC (Ap- 
plication Specific Integrated Circuit), ov- 
vero circuiti integrati ad alta integrazio- 
ne realizzati su specifiche ben precise, 
e la stessa scheda è dotata di 64 Kbyte 
di RAM dei quali 8 riservati al buffer di 
stampa, L’interfaccia é a standard seria- 
le asincrono RS 422 con una velocità di 
57.6 KBaud, in pratica la classica Apple- 
Talk presente su tutti i sistemi Mac ed il 
collegamento alla quale è assicurato 
dalla dotazione standard di un cavo do- 
tato di connettori 8 pin. 


Apple StyleWriter 


Produnore e distributore: 

Apple Computer Spa Via Milerto ISO, 200S3 
Cotogno Monzese IMI) Tel.: 02/273261 
Prezzi /IVA esclusa): 

Stampante StylaWriler 
* toni TrueType L 650.000 

Cartuccia ricambio irtchiostro L. 28.000 


Il sistema di stampa 

La tecnologia di stampa a getto di 
inchiostro implementata sulla StyleWri- 
ter si basa su una cartuccia di inchiostro 
che, analogamente ad altri prodotti {...H- 
P). incorpora anche gli ugelli di stampa 
veri e propri. Essi sono 64 ripartiti in una 
matrice di 8 x 8 ed ognuno è dotato di 
un elemento riscaldante che produce 
una bolla di inchiostro che viene «spara- 
ta» alla velocità di 12 metri al secondo 
sul foglio di carta. 

Per quanto riguarda i problemi legati 
alla pulizia degli ugelli, che rappresenta 
finora lo scoglio maggiore delle stam- 
panti basate sulla tecnologia del getto 
termico d'inchiostro, sulla StyleWriter 
sono stati adottati un certo numero di 
accorgimenti che limitano notevolmen- 
te lo sporcarsi degli ugelli. 

I sistemi di manutenzione sono es- 
senzialmente due: il primo è del tutto 
automatico e provvede a chiudere gli 
ugelli se il tasto «ONLINE» non è sele- 
zionato e se la stampante è inutilizzata 


per più di 5 secondi, inoltre un meccani- 
smo di gomma pulisce la testa di stam- 
pa ad intermittenza durante la stampa 
ed ogni mezz'ora gii ugelli vengono puli- 
ti dall'Inchiostro in eccesso: il secondo 
meccanismo di pulizia può essere atti- 
vato dall'utente premendo il solito tasto 
«ONLINE» all’accensione della stam- 
pante. Questa funzione è obbligatoria 
ogni qualvolta si cambia la cartuccia 
dell'inchiostro e viene attivata automati- 
camente all'accensione della stampante 
se essa era stata scollegata, oppure 
ogni 72 ore se la stampante rimane 
collegata anche se spenta. 

L'installazione della cartuccia, capace 
di assicurare la stampa di circa 500 
pagine, avviene semplicemente apren- 
do il portello anteriore di accesso che 
una volta aperto mette in mostra la 
sezione meccanica di stampa. 

TrueType 

Abbiamo detto nelle note introduttive 
che una delle caratteristiche più interes- 
santi della StyleWriter è la nuova gestio- 
ne dei font, ora non più legata al singoli 
corpi dei font bit-map, ma basata su una 
gestione del font che associa ad ogni 
carattere una descrizione matematica 
dei vettori che lo compongono. 

Gli utenti Mac sanno bene quale pro- 
porzioni mostruose può assumere il Sy- 
stem (ovvero il documento di sistema 
dal quale il computer apprende una se- 
rie di importanti informazioni su quello 
che può fare, come deve farlo e se può 



135 



ih 


TF, 












• ;Bi.Eb NIGHT 
2) RUNNING TWO 



Canvas (PICT/ e Atlabe lllusiraior 88 IPSI 


MC-M 

technimedia 


1 Carlo Perrier9, 00157 ROM 
61,06/4180300 -fax 4512524 


technimedia 

3 Carlo Perrier9, 00157 ROM 
■ei.0ó/4180300-fax 4512524 


NASTRO N° 


TITOLO 


INTERPRETE 


INCISIONE del 
REGISTRATORE 


NASTRO 


Bene, se volete farvi, ir 
^sfcosa, semplice e ben 
ricette velocissime. 

Pasta e cicoria: 

lessate la cicoria (dopo 
ripassatela in padella, c 
quale contorno, uno spi 
peperoncino, olio e sale 
vermicelli, scolatela acc 
un cui avrete preceden 
olio extravergine di oli\ 
mescolate abbondantem 


TURBO 

CHRRGE 


■y □ Document 
□ Desktop 
V □ Oefective 
I D Unknovn 
ion Q Free 


Optimize 


Check Drive 


MacDtaw II Screen Dump (Norton Speed DiskI 

Alcuni esempi di stampa a grandena reale. Si pud notare la perdila di precisione nel (ralfamenfo di immagini PoslScript Ila mappa con Adobe lllusirator 88 od 
il Ioga di MC nell'esempio di PageMaker! che si iiaduce in una scaletiaiuta piuttosto evidente su tutti gli elementi del disegno. Mollo buono è invece il 
comporlamenio con immagini in formalo PICT e Paint a con i font PostScript 


136 


MCmicfocomputer n. 107 - maggio 1991 


PROVA 

APPLE STYLEWRITER 



farlo) se si caricano in esso tutti i corpi 
di un font per avere la corretta visualiz- 
zazione a video di tutte le grandezze del 
carattere- 

in pratica, per ogni grandezza bisogna 
caricare nel documento di sistema la 
sua immagine bit-map e se per una 
determinata grandezza non esiste tate 
immagine, il sistema operativo sceglie 
la grandezza più prossima e crea un’im- 
magine approssimata nella quale pur- 
troppo gli effetti di scalettatura sono 
molto evidenti. 

Successivamente, se si dispone di 
una stampante PostScript, tali effetti di 
scalettatura scompaiono nella stampa, 
ma se la stampante non è PostScript, 
questi fastidiosi effetti permangono an- 
che nella stampa su carta. 

La gestione TrueType utilizza invece 
una descrizione dei caratteri vettoriale, 
in pratica ogni carattere è composto da 
un insieme di coordinate che ne descri- 


vono la sagoma (Outline) in modo che 
sia possibile rimpicciolirla e/o ingrandirla 
con una operazione matematica- 
in tal modo nel System non viene 
caricata l'immagine bit-map di ogni 
grandezza del carattere, ma semplice- 
mente la sua descrizione geometrica ed 
Il sistema operativo del Macintosh crea 
l'immagine bit-map per la corretta visua- 
lizzazione a video. Per ciò che riguarda 
la stampa, la gestione dei font TrueType 
segue due diverse strade in funzione 
della disponibilità sul dispositivo di 
stampa del PostScript o meno: se la 
stampante non è PostScript l'immagine 
bit-map necessaria alla stampa viene 
creata dal Macintosh utilizzando i font 
TrueType in funzione della risoluzione 
della stampante; se invece la stampan- 
te è PostScript, allora viene eseguita 
una conversione PostScript della descri- 
zione dei font TrueType e la stampante 
provvede a generare per proprio conto 


l'immagine bit-map necessaria alla 
stampa. 

L’uso 

La prima operazione da eseguire per 
poter usare la StyleWriter è l'installazio- 
ne, che come per tutti i prodotti Apple 
Macintosh è completamente guidata 
mediante una serie di menu che pro- 
pongono di volta in volta, in base alla 
configurazione esistente, le scelte più 
opportune. 

Il software fornito in dotazione con- 
sente principalmente di aggiungere il 
driver di stampa StyleWriter nel menu 
Scelta Risorse in modo da poter attivare 
da qualsiasi applicazione i corrisponden- 
ti menu riguardanti le opzioni «Formato 
Pagina» e «Stampa». Oltre a ciò, per i 
sistemi muniti delle versioni del System 
dalla 6.0.7 in poi, è possibile installare il 
documento di avvio TrueType (INIT) e le 




MCmicrocomputer n, 107 - maggio 1991 


137 



PROVA 



Per accedere alla carrucola di inchiosiro e suffiaenle riballare il pannello fronlale, nell'angolo m allo a sinistra la leva per l'uso delle buste É possibile mirodurre 
manualmente i logli ed estrarre fogli inceppali nei meccanismi 


corrispondenti descrizioni dei font Outli- 
ne nel documento di sistema, oltre alla 
versione T 4.1 del Font/DA Mover. Il 
software fornito con la StyleWriter com- 
prende anche un programma, denomi- 
nato Image Utility, che permette di 
adattare le immagini con nsoluzione di 
300 dpi, in formato PICT ed acquisite 
con uno scanner, alla risoluzione di 360 
dpi propria della StyleWriter. 

Terminata l'installazione il sistema de- 
ve essere riawìato perché possa vede- 
re 1 nuovi font ed il nuovo driver e se 
tutto é andato bene (il contrario sarebbe 
impossibile perché ogni problema nel- 
rinstallazione é prontamente segnala- 
to), viene visualizzata nella parte bassa 
dello schermo l'icona dell'INIT corri- 
spondente al TrueType. 

Nel nostro caso l’installazione é stata 
eseguita su un sistema sul quale era già 
presente una ricca dotazione di font 
video e PostScript nel formato Type 1 
(quello utilizzato appunto dalle stampan- 
ti PostScript), oltre all'Adobe Type Ma- 
nager (ATM) e bisogna ammettere che 
la gestione dei font non ha mostrato 
mai alcun problema nonostante la pre- 
senza contemporanea dei due gestori di 
font: TrueType e Adobe Type Manager. 

La StyleVVriter stampa molto bene e 
gli esempi presenti tra queste pagine lo 
mostrano chiaramente. Sia la stampa 
dei caratteri, che la stampa di elementi 
di disegno o di immagini digitalizzate é 
sempre molto buona con i programmi 
che impiegano le funzioni proprie di 
QuickDraw per la generazione e la 
stampa del testo e dei disegni: Mac- 
Paint, MacDraw. Canvas, SuperPaint, 
Microsoft Word, ecc. 


Il discorso cambia con le applicazioni 
che prevedono un output su dispositivi 
PostScript e che memorizzano i docu-- 
menti in tale linguaggio di descrizione 
della pagina. Ad esempio, lo stesso 
disegno realizzato con MacPaint e poi, a 
partire dalla velina di MacPaint, in lllu- 
strator 88, mostra delle significative dif- 
ferenze a svantaggio della StyleWriter; 
analogo discorso vale per Quark 
XPress, per il quale si è verificato un 
inconveniente quanto mai singolare. 

In XPress é possibile sovrapporre una 
scritta ad una immagine ^sfondandola» 
(è questo il termine tipografico impiega- 
to) con un colore dei caratteri diverso 
rispetto all’immagine stessa. Nel nostro 
caso, ‘sfondando una scritta con caratte- 
re Helvetica di colore bianco su un’im- 
magine B/N in una zona scura, è acca- 
duto che l’immagine a video risultasse 
con l’effetto desiderato, mentre invece, 
andando a stampare con la StyleWrtier, 
la scritta bianca spariva completamente 
come se non fosse stata affatto presa 



L'ahmentatore ed il cavo di collegamenio in dola- 


in considerazione. Bisogna ammettere 
che si tratta di casi estremi poiché tutte 
e due le applicazioni in questione sono 
riservate a categorie di utenza profes- 
sionali per le quali la mezza pagina al 
minuto della StyleWriter rappresenta si- 
curamente un enorme limite e per le 
quali, viceversa, il basso prezzo della 
StyleWriter non rappresenta certamen- 
te un vantaggio determinante. 

Conclusioni 

Promozione a pieni voti per questo 
prodotto che colma una grossa lacuna 
finora esistente nel mercato delle peri- 
feriche di stampa Macintosh. La risolu- 
zione offerta dalle ImageWriter con 
stampa ad impatto a matrice di punti 
non era più adatta ad applicazioni ormai 
troppo sofisticate per la stampa ad aghi 

Il segmento di mercato delle periferi- 
che Macintosh nel quale la StyleWriter 
si va a posizionare rivolgerà sicuramen- 
te la propria attenzione a questo prodot- 
to che al prezzo di soie seicentocin- 
quantamila lire offre una qualità di stam- 
pa degna di una stampante laser e 
rappresenta una soluzione dalle caratte- 
ristiche superlative per gli utenti dei 
sistemi Macintosh di fascia più bassa 
come Classic e LC. 

I costi di manutenzione sono molto 
contenuti: ventotlomila lire per ogni car- 
tuccia di inchiostro, ognuna in grado di 
assicurare la stampa di 500 fogli; ed é 
questo un altro parametro di valutazione 
molto importante che sicuramente con- 
tribuirà ulteriormente alla diffusione di 
un prodotto che merita l’attenzinne de- 
gli utenti Macintosh. Kg 


138 


MCmicrocomputer n. 107 • maggio 1991 



ATonce 


L'eccezionale scheda-emulatore AT per Amiga ed Atari 
ST, con microprocessore 80286 8 MHz, chip custom 
per emulare le schede video Hercules e CGA, supporta 
hard disk e mouse, e tantissimo altro ancora. 

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e VGA 640x480 monocromatica!! 

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ATonce-Atari 399.000 

Adattatore per Amiga 2000 130.000 

Adattatore per Atari 1040 STE 130.000 


HARDWARE 

Espansione 512 KB A-500 89.000 

Espansione 512 KB con clock A-500 114.000 

Espansione 1 .5 MB con clock A-500 255.000 


Videon D' 

Videon OT Amiga 

450.000 

.. 560.000 

Videon Iir PC 

..740.000 

DigiVicw 4.0 

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EUROSYSTEM 

Qualità & convenienza 

XT EuroSystem 12 MHz . 


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alimentatore 180 W, tastiera estesa 101 tasti, 512KB Ram 
espandibili a 1 MB, controller FDD, disk drive a scelta da 
360 KB o 720 KB, scheda vìdeo duale Hercules+CGA, 
porta parallela Centronics. 


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.. 750.000 


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estesa 101 tasti, 1 MB Ram espandibili a 8 MB EMS, 
controller tecnologia IDE AT-bus, disk drive a scelta da 
1.2 MB 0 1.44MB, scheda video duale Hercules-iCGA, 
porta parallela Centronics, zoccolo per coprocessore 
opzionale, 0 wait States. 

Configurazioni per 286/386: 

con secondo drive 1.2 o 1.44 a scelta 

con seriale multi I/O AT (seriale+printcr+game) 

con VGA 800x600 256 KB Ram 

con SuperVGA 1024x768 1 MB Ram 

4 130.000 

4 25.000 

h9aooo 
4 250.000 





monitor 14" duale monocromatico 

190.000 

monitor 14" VGA monocromatico 

monitor 14" VGA colori 640x480 

monitor 14’ VGA multiscan colori 1024x768 

240.000 

560.000 
695.000 


PAL-RGB conveller 220.000 

Digitalizzatore audio Amiga EasySound 68.000 

Digitalizzatore video Amiga EasyView 125.000 

Drive esterno con switch 165.000 

Drive esterno HD 1.52 MB Amiga 250.000 

Drive interno di ricambio per Amiga 500 149.000 

Secondo drive interno per Amiga 2000 149.000 

Secondo drive interno per Amiga 3000 199.000 

Genlock MinìGen A-500 299.000 

Genlock A-2301 scheda per A-2000 250.000 

Mouse dì ricambio Amiga ... .... 59.000 

Mouse ottico Amiga . 129.000 

Trackball Amiga .... 79.000 

Hard card A-2091 45 MB SCSI A-2000 885.000 

Hard card A-2091 90 MB SCSI A-2000 1.295.000 

Espansione 2 MB per A-590 e A-2091 205.000 

Scheda de-interlacer per A-20Ò0 450.000 

.. 79.000 cad. 

590.000 

183.000 

49.000 

179.000 

465.000 

290.000 


Chip di espansione per A- 3000 1M*4 .. 

Podscat tavoletta grafica per Amiga 

Fatter Agnus 8372/A 

Interfaccia MIDI Amiga 

Interfaccia MIDI PC 

Handy Scanner Golden Image Amiga .. 
Handy Scanner Genius GS-4500 PC .... 


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Modem 300/1200/2400 esterno 230,000 



PROVA 


Microsoft 

BalIPoint Mouse 

di Paolo Ciardelti 


U n computer portatile laptop o no- 
tebook che sia, per poter essere 
definito tale, è di dimensioni ri- 
dotte. Proprio alle dimensioni ridotte è 
legato il successo di tale categoria di 
prodotti che in certa misura ha dato un 
nuovo impulso al mercato dell'informa- 
tica. tanto da parlare di boom . 

Un successo lo si riconosce anche 
dai particolari se vogliamo accessaii. 
quali lo studio di borse adatte al traspor- 
to 0 periferiche che si allineano sia allo 
stile che alle ridotte dimensioni. Alcuni 


accessori possono divenire, come in 
questo caso, iinecessoriu: termine 
brutto ma efficace per definire tutti gli 
optional che rendono possibili certe 
operazioni più che permetterle comoda- 
mente. Si. perché se si vuote usare un 
portatile in luoghi diversi da una scriva- 
nia ampia, che so io il tavolinetto del- 
l'aereo 0 del treno, con pacchetti so- 
ftware che sfruttano il mouse, lo spazio 
tiranno detta legge. Un mouse per po- 
ter funzionare deve avere uno spazio su 
cui scorrere, mentre una trackbail no. 


Nel numero scorso abbiamo presen- 
tato praticamente in anteprima i due di- 
spositivi che, con incredibile contempo- 
raneità. sono nati m questo settore: il 
13 marzo scorso, infatti, la Microsoft a 
Milano e la Logitech ad Hannover han- 
no annunciato rispettivamente il Ball- 
Point Mouse e il TrackMan Portable. La 
Microsoft é stata poi più pronta della 
Logitech a metterci a disposizione un 
esemplare per la prova: in questo nu- 
mero ci occupiamo quindi del BalIPoint. 
non avendo voluto far aspettare i letton 



140 


MCmicrocomputer n, 107 - maggio 1991 



PROVA 

MICROSOFT 8ALLPOINT MOUSE 


per poter avere in mano anche il Logi- 
tech. La prova di quest'ultimo, natural- 
mente, sarà pubblicata appena ne avre- 
mo la possibilità. 

L'esterno e l'interno 

Microsoft BalIPoint Mouse combina 
sia la tecnologia mouse che trackball. 
Praticamente crea una nuova categoria 
di dispositivi di puntamento. Ha la stes- 
sa alta risoluzione, 400 punti per pollice, 
del Microsoft Mouse per computer de- 
sktop, ma essendo stato studiato per i 
portatili risolve problemi di spazio e di 
movimento. 

È di forma rotondeggiante e si pre- 
senta con la stessa tonalità di colore 
chiaro del compagno di scuderia di casa 
Microsoft. Ha un set di quattro tasti pro- 
grammabili disposti sulla parte superio- 
re cun/a, mentre al centro troneggia la 
pallina di plastica di colore più scuro. 

Il cavo spiralato di collegamento alla 
porta di comunicazione è lungo circa 
mezzo metro e si allunga fino a 75 cm 
nella massima estensione. Il connettore 
del modello in prova, versione speciale 
per la Compaq Computer, è un db 9 
femmina ma nella versione non perso- 
nalizzata è disponibile sia l’adattatore db 
9/db 25 che quello per Ps/2. 

Per fissarlo alla tastiera c'è una spe- 
cie di morsetto adattabile, una «custom 
clip», formata da due pezzi distinti. La 
prima è il morsetto vero e proprio, men- 
tre la seconda oltre a permettere l'ag- 
gancio ad un tipo particolare di tastiera, 
regola l'angolazione del dispositivo ri- 
spetto alla tastiera stessa. La seconda 
possibilità di fissaggio è riservata ai pos- 
sessori di un computer con una tastiera 
«predisposta», con incavo per l'attacco 
del tastierìno numerico. Per loro non è 
necessario d morsetto; con un rapido 
«click» il gioco è fatto. 

Tornando alla prima opzione di fissag- 
gio a corredo vengono fornite tre coppie 
di «griffe» di differente lunghezza per 
adattarsi alla grandezza del bordo della 
tastiera. 

Per quando si viaggia e si deve per 
forza di cose staccare il mouse sia elet- 
tricamente che meccanicamente (il co- 
perchio su alcuni computer non si chiu- 
de) c'è una borsetta in plastica nera. 

Una cosa importante è che il Ball- 
Point Mouse può essere separato dal 
morsetto in maniera veloce, in quanto è 
infilato in una specie di slitta. Cosi co- 
stituito si può prendere in considerazio- 
ne la possibilità di usarlo su! piano del 
tavolo 0 in mano. 

Proseguiamo con la descrizione inter- 


Micrasoft BalIPoint Mouse 


Distributore: 

Microsoft Spa - Via Cassanese. 224 Palano 
Tiepolo- 20090 Milano Oltre Sagrate IMI/. Tel. 
02/2107201 

Microsoft BalIPoint L. 310.000 IVA esclusa. 


na. Dalla prima occhiata si nota che la 
componentistica è ridottissima e alta- 
mente integrata. Spiccano un chip di di- 
screte dimensioni marcato Microsoft 
ma prodotto dalla Motorola con tecno- 
logia ASIC (Application Specific Integra- 
ted Circuit), ed una discreta quaqtità di 
semiconduttori miniaturizzati. 

La sezione che sovraintende al movi- 
mento ed i quattro switch relativi alle 
due coppie di tasti sono collegati elet- 
tricamente tramite un circuito stampato 
flessìbile. Aperto, il BalIPoint sembra 



Particolare della possibilità di lissaggio riservata ai 
computer con una tastiera 'predisposta~ 


una di quelle macchine fotografiche 
giapponesi ultra elettroniche. 

Mi sarei aspettato che i sensori di 
movimento fossero basati su fotodiodi, 
magari a infrarossi, invece sono di con- 
cezione «meccanica». In pratica sono 
composti da due cerchi di circuito stam- 
pato sui quali sono state incise in senso 
radiale delle piste ramate. Sulle stesse 
scorrono due coppie di contatti elettrici 
a pattino che assicurano il contatto elet- 
trico ed indicano il senso di rotazione af- 
finché venga convertito in coordinate bi- 
dimensionali utili alla interpretazione del 
movimento relativo del cursore. La pal- 
lina di plastica dura poggia sui due perni 
in acciaio che comunicano in tal modo i 
movimenti ai due sensori. 


Mouse.SYS addio 

La maggiore casa produttrice di siste- 
mi operativi non poteva far altro che ac- 
compagnare un suo hardware con un 
software più che rifinito. È stato pen- 
sato a tutto. Il driver software è stato 
aggiornato (versione 8.0) per supportare 
anche Microsoft BalIPoint Mouse ed è 
compatibile con tutte le applicazioni e 
gli ambienti operativi. 

Dopo la relativa creazione della dire- 
ctory, con un nome diverso da mouse 
una volta tanto, ci si ritrova con sette 
file di cui tre di utilizzo esclusivo del 
pointing device, tre per il corretto set- 
taggio ed uno di documentazione. 

Nel titolino c'è scritto Mouse.SYS ad- 
dio. Ebbene si, non ci sono più due file 



MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


141 


PROVA 

MICROSOFT BALLPOINT MOUSE 


per sfruttare ii mouse, uno -SYS ed un 
•COM, ma solo l’eseguibile. 

La nuova versione del driver consen- 
te di controllare se è collegato un Mi- 
crosoft Mouse standard oppure un Mi- 
crosoft BalIPoint Mouse, di caricare le 
utility opportune e, nel caso dell'am- 
biente grafico MS-VVindows, di visualiz- 
zare l'icona appropriata. Un plus è rap- 
presentato dalla possibilità di caricare il 
driver in memoria high o espansa in mo- 
do da risparmiare qualcosa. Lo spazio 



«In thè beginning...» 


Il progetto culminato con la costoizione 
di un poiming device per portatili (BalIPomi 
Mouse) nasce nel 1988, quando più che la- 
ptop, il mercato offriva trasportabili. In più 
la necessità di usare programmi grafici o 
comunque interfacce di tipo Windows, non 
era ancora cosi pressante. Dunque tre anni 
fa la Microsoft ha iniziato a prendere in 
considerazione vari tipi di tecnologia per di- 
spositivi di puntamento, tra cui il trackball o 
mouse statico. 

Nel trackball il corpo non si muove a dif- 
ferenza del mouse, mentre la pallina con- 
tinua a trasferire il movimento al computer. 
Le ricerca imboccò fin dall'inizio la strada 
de! trackball. scartando quella di un piano 
sensibile al tocco perché non affidabile. La 
grandezza però doveva sottostare a parec- 



chie modifiche. Si parti dalla forma origina- 
ria piuttosto grande e tozza cercando di 
snellirla il più possibile. Si tentarono vane 
forme allungate che si accordavano con l’i- 
dea di posizionare questa 'cosa» di fronte 
alla tastiera, nella parte bassa dove c'è la 
barra spaziatrice. Vari test però accertarono 
che la posizione non era la migliore e si 
pensò allora di attaccarla di fianco alla ta- 
stiera stessa o al display, in questo caso di 
un laptop. Ecco dunque che BalIPoint Mou- 
se comincia ad assumere la forma arroton- 
data semidefinitiva. Il passo successivo è 
nella decisione se aumentare t tasti funzio- 
nali da due a tre. Si rmane nella tradizione 
con un mouse a due tasti, ma sia un ocu- 
lato studio ergonometrico che i mancini ini- 
ziano a dire la loro. I tasti devono essere 
posizionati tutti da una parte (superiore) per 
CUI installandolo dalla parte sinistra sia del 
video che della tastiera I mancini non pos- 
sono adoprarlo. 

La coppia di tasti si sdoppia e diventano 
quattro, attivabili per via software due a 
due. Non mi dilungo sullo studio che de- 
vono aver condotto per decidere come at- 
taccare il pointing device alla tastiera, non 
deve essere stato da meno. Come non lo 
sarà lo studio di un futuro pointing device 
inserito nel layout di una tastiera. Infatti an- 
se il morsetto universale fornito con 
Microsoft BalIPoint Mouse si adatta al- 
ia meggior parte delle tastiere dei 
portatili disponibili sul mercato, si 
sta ancora lavorando per sviluppare 
sistemi personalizzati. Ciò vuol dire 
un «custom clip», il morsetto che 
fissa il pointing device per modelli specifici, 
o la costruzione di un ricettacolo in grado di 
contenere Microsoft BalIPoint Mouse nello 
chassis dei laptop che verranno prodotti in 
futuro Come sempre quando si produce 
un prodotto si cercano alleati bendisposti 
all’iniziativa. Il primato di adesione tra le so- 
cietà costruttrici di laptop spetta alla Com- 
paq Computer Corporation che ha scelto il 
Microsoft BalIPoint Mouse per offrirlo sen- 
za alcun costo supplementare insieme ai 
portatili delle linee Compaq LTE e Compaq 
SLT acquistati daini marzo al 30 giugno 
1991. La ricerca di collaborazione non si 
ferma al puro scopo commerciale, ma co- 
me detto prima va oltre. 


142 



al display Icomice permeiiendol 


occupato in RAM dopo il caricamento in 
una delle due aree di memoria è di circa 
3,5 Kbyte. 

Nella maggior quantità di opzioni do- 
vrebbe risiedere la ragione per la quale 
è stato necessario ricorrere ad un file 
eseguibile al posto di un file .SYS. 

L'efficiente programma di Setup con- 
sente di selezionare quali dei quattro ta- 
sti attivare (si pensi anche all'uso con la 
mano sinistra oltre che destra) e aggiu- 
stare la direzione del cursore comanda- 
to dalla pallina. Non si tratta di un pro- 
gramma residente e perciò va richiama- 
to ogni volta se ne ha bisogno. Il motivo 
di tale scelta sembra essere lo stesso di 
prima: risparmio di memoria, Un pan- 
nello di controllo con le medesime fun- 
zioni è attivabile anche in ambiente MS- 
Windows 3.0. 

Per chi non ha tempo per leggere il 
manuale, o gli piace interagire con il 
computer, c'è una simpatica novità; 
un’esercitazione animata. È presente in- 
fatti un file .GL che spiega passo passo 
le varie funzioni del BalIPoint Mouse 
con animazioni e simulazioni, 

Sotto le dita 

Abituati ad usare un mouse, già pas- 
sando ad una trackball l'impatto che se 
ne riceve è significativo. In definitiva si 
fa camminare sullo schermo il cursore 
facendo ruotare una pallina con un dito. 
Con BalIPoint Mouse in più si rimane 
praticamente con la mano sulla tastiera: 
non è male. 

Fin qui tutto OK. Dopo averci lavorato 
un po' di tempo, però l'euforia iniziale 
lascia il posto alla pignoleria e affiorano 
dei nei. 

La grandezza dei quattro tasti e esi- 
gua e nella posizione in cui sono, si ten- 
de a fare uno sforzo nel premerli. Sem- 
pre da imputare alla posizione dei tasti 
ed alla forma, il fatto che eccettuati l’in- 
dice, il medio ed il pollice le due restanti 
dila rimangono inutilizzate, per cui la 
mano tende a cercare una posizione di 
riposo che non trova. Trascurabile? For- 
se no. Comunque se si lavora con pro- 
grammi che prevedono l'impiego di 

MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 





« 

/ ^ /\ 

< J 

Porta-bau? 

COMPATI-BAU? 

Bau? 

V 

« 

Interrogativo? 

? 

4 

Esclamativo! 

Poent! 


PROVA 

MICROSOFT BALLPOINT MOUSE 



La cosa 


Ecco il pannello di 
coniroilo awvabiie in 
ambienta MS-Windo- 
ws 3.0. 


Mi piace pensare a Microsoft SalIPoint Mouse come a <ila 
cosai!. Il motivo forse risiede nella segretezza tenuta fino al- 
l'ultimo minuto. Infatti della presentazione di un prodotto in- 
novativo eravamo tutti al corrente: data, ora, luogo del con- 
vegno ma nulla si sapeva dell'oggetto. In più un sibillino npo- 
sterAnvito» con vari punti esclamativi e interrogativi facevano 
sì trapelare la consistenza dell'annuncio (un prodotto hardwa- 
re e non software) ma la curiosità ha toccato punte elevate. 
Di concerto le congetture scatunte non sono state da meno. 
In fondo un oggetto di per sé così innovativo, che è il risul- 
tato di più di due anni e mezzo di sviluppo, meritava l'attesa. 


Vista dell'interno Si 
noti la componem/sti- 
cs ridottissima' e alta- 
mente integrala ed il 
Ctiip ASIC Motorola 
▼ 



un'interfaccia grafica la precisione di 
spostamento è più che pacagonabile ad 
un mouse e perciò accettabile. 

In verità BallPoint Mouse può essere 
separato dal morsetto e utilizzato sul 
piano di un tavolo ma in questo caso l’u- 
so non è dei più agevoli, come non lo 
sarebbe se usato in mano durante una 
presentazione. Il cavo è troppo corto e 
non si riesce ad impugnarlo con preci- 
sione. 


Considerazioni finali 

Più che buono il programma di set- 
taggio \7alido e completo in entrambi gli 
ambienti operativi: DOS e MS-Windo- 
ws. Possibili problemi, come l'impossi- 
bilità di allungare più di tanto il percorso 
(path) sono spiegati e vengono fornite 
soluzioni ad hoc. 

A questa accuratezza costruttiva del 
software si oppongono, a contrasto, al- 
cune «sbavature» nella costruzione hard- 
ware. Il montaggio sulla tastiera del por- 
tatile non consente una presa sicura al 
100% e comunque sembra instabile. 
Fortunati dunque i possessori di un 
computer che ha una tastiera «predi- 
sposta», con una finestrella a lato in 
grado di ospitare BallPoint Mouse senza 
dover ricorre al morsetto. 

La forma poi non è cosi ergonomica 
come potrebbe sembrare e la corsa del- 
la pallina non è «liscia», ma si sentono 
delle irregolarità. C'è da dire che a que- 
ste irregolarità non corrispondono delle 
imprecisioni di puntamento. In definitiva 
si tratta di un buon prodotto, pratico, 
versatile e certamente originale, se non 
altro per il fatto di essere il primo nella 
sua categoria ed essere disponibile sul 
mercato. 

MS 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


143 



Borland 

Quattro Pro 3.0 in inglese 

di Francesco Patroni 


ccoci di nuovo a parlare di Bor- 
land Quattro Professional. 
Evidentemente la Borland, non 
ancora soddisfatta degli ottimi risultati 
ottenuti dal Quattro Pro, che ha ricevuto 
numerosi riconoscimenti dalle riviste 
spedalizzate e numerosi consensi, mi- 
surati in termini di copie vendute, da 
parte degli utilizzatori, vuole migliorare 
ancora il suo prodotto e migliorare ul- 
teriormente la sua posizione sul merca- 
to. awidnandosi, e possibilmente supe- 
rando, il primo in classifica, che è tra- 
dizionalmente il Lotus 123. 

In questa nuovissima versione 3.0 del 
Quattro Pro. che segue a ruota la ver- 
sione 2. di cui abbiamo tralaltro parlato 
anche lo scorso mese, e di circa un an- 
no e mezzo la versione 1, sono soprat- 
tutto ed ulteriormente messe a punto le 
funzioni DTP. E di questo risentirà la no- 
stra prova che parlerà prevalentemente 


di queste ultime. Anticipiamo che con 
Quattro Professional 3.0 si possono at- 
tivare due situazioni operative, quella a 
Carattere e quella WYSIWYG. Nella pri- 
ma viene utilizzata una delle modalità 
CUI possibili con la scheda video instal- 
lata (si va daile 25 righe per 80 colonne, 
della CGA, alle 50 per 80 della VGA, alle 
132 per 43 possibili con alcune schede 
SuperVGA). 

Nella seconda situazione operativa la 
videata è totalmente grafica, i caratteri 
appaiono già nel formato di stampa e si 
può utilizzare la funzione di Zoom per in- 
grandire e rimpicciolire, senza soluzione 
di continuità, la porzione del foglio che 
appare sul video, per un miglior control- 
lo dell'estetica del lavoro. 

Qltre a questa, che è la novità più im- 
portante, vedremo come siano state an- 
che inserite alcune nuove opzioni nelle 
funzioni Grafiche e altre nel normale fo- 


glio elettronico. Inoltre nel pacchetto è 
presente stabilmente, lo era già nella 
versione 2, il prodotto ausiliario ProView 
PowerPack, costituito da materiale di 
vario tipo: Immagini Clip Art, Fonts ag- 
giuntivi, una serie di immagini Tempiale 
da utilizzare come sfondo per slide te- 
stuali e non, Macro con svariati prò- 
grammini di utilità, sempre destinati ad 
una attività di Grafica di Presentazione. 


Un po' dì storia 

Borland si è affacciata nel mondo del- 
lo Spreadsheet con il suo Quattro, che 
ripercorreva abbastanza dichiaratamen- 
te la via indicata dal bestseller Lotus 
123. Quattro, nella versione 1, offriva 
due modalità operative. La prima basata 
su un menu «Lotus-ltke», e la seconda 
su un menu "proprietario», organizzato 
in maniera del tutto differente dall’altro 


144 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 



PROVA 

BORLAND QUATTRO PRO 3.0 


e che utilizzava tendine con le singole 
opzioni e finestre nelle quali andavano 
inserite le varie specifiche. 

Variava anche la «filosofia» del co- 
mando. Con ri 23 sì lancia il comando e 
poi si definisce la zona su cui agisce. Ad 
esempio lanciato il comando Copia, va 
definita la zona da copiare e la zona do- 
ve copiare. Con il Quattro, utilizzato in 
modalità proprietaria, prima si definisce 
la zona, poi si lancia il comando. 

Questa modalità risulta più comoda 
se si eseguono, come nella realtà ope- 
rativa accade abbastanza frequente- 
mente, più comandi sulla stessa zona, 
che va quindi evidenziata una volta per 
tutte. 

Il Quattro, prima versione, già com- 
prendeva alcuni comandi di editing 
estetico della cella, ancora assenti 
neiri23 nativo. 

Anzi la Lotus ha scelto per i suoi pro- 
dotti, ri 23, ma anche il Symphony, la 
strada deli'Add-ln, applicazioni aggiunti- 
ve, installabili a scelta, che stratificano 
sui foglio elettronico una serie di fun- 
zionalità estetiche. 

La Borland, dopo la prima versione 
del Quattro, fin troppo allineata allo 
standard, e su cui si sono rivolti attacchi 
anche di tipo «legale» da parte della ca- 
sa concorrente, ha lanciato, le nostre 
prove iniziano con il numero 91, il Quat- 
tro Professional che presenta numero- 
sissime novità sia di tipo estetico, sia di 
tipo funzionale. 

La scelta di fondo era quella di fornire 
uno spreadsheet abbastanza analogo al- 
lo standard di mercato, ma arricchito di 
una larga dotazione di funzioni in più 
che permettessero all'utente di risolve- 
re anche i numerosi problemi «al con- 
torno» che sorgono quando si fa un uti- 
lizzo produttivo del foglio elettronico. 

Tra le funzioni interne citiamo tutte 
quelle dedicate al Windowing, strumen- 
to che permette la migliore organizza- 
zione di un lavoro complesso che si svi- 
luppa su più fogli. Poi la possibilità di 
utilizzare produttivamente, se disponibi- 
le, i! mouse. 

Le funzioni dì DTP per mettere deci- 
samente «in bella» anzi per far risaltare 
il risultato finale del lavoro sul foglio. Le 
funzioni di Annotate per arricchire di 
elementi grafici i diagrammi prodotti 
con le funzioni di Charting. Inoltre un Fi- 
le Manager e un DOS Shell che permet- 
tono di eseguire buona parte dei co- 
mandi DOS senza dover abbandonare il 
Quattro. 

Altra caratteristica dì fondo, questa 
ora comune a tutti i prodotti Borland, è 
stata l'adozione della particolare tecno- 
logia detta VROOMM, più volte descrit- 
ta, che rende i prodotti di tale casa uti- 
lizzabili su qualsiasi piattaforma Hardwa- 


Quattro Pro 3.0 


Produttore: 

Borland International, Ine. 

1800 Green Hills Roed 

P.O. Box 660001 

Scotte Valley, CA 35067-0001 

Distributore: 

Borland Italia S.r.l. 

Via Cavalcanti, 5 - 20127 Milano 
Tel. 02-2610102 

Pretti IIVA esclusBl: 

Quattro Pro 3.0 vere, inglese 

compreso Pro View L 943.000 

Offerta Scart-Off L 293.000 


re. A tale caratteristica sono sensibili ad 
esempio quelle Aziende con un parco 
Hardware installato molto variegato. 

La versione 2, motto recente (forse 
troppo, data l'immediata apparizione del 
3.0), è servita per lanciare una serie di 


accessori di tipo Grafico, consolidati, co- 
me vedremo nel dettaglio, nella 3.0. 

È anche servita per definire una nuo- 
va alleanza, o meglio sinergia, tra il 
Quattro Pro e il Paradox, lanciabile ora 
da Quattro (vale anche il viceversa), cui 
si possono delegare tutte le funzionalità 
di interfaccia intelligente con DBMS 
esterni. 

Tali funzioni sono ovviamente presen- 
ti anche nella versione 3.0. 

Concludendo, Oggi il Quattro Pro ha 
una solida posizione nelle varie classifi- 
che'e la nuova versione 3.0 non fa che 
facilitarne l'ulteriore consolidamento. 

Il materiale e l'installazione 

Il Package è in stile Borland con la no- 
vità del colore rosso squillante, che so- 
stituisce il vecchio verde scuro e che 
serve a dare un'ulteriore impressione di 
novità al nuovo pacchetto. 

All'interno della scatola di cartone tro- 


Figura 1 - Borland 
Quattro Pro 3.0 - Inslal- 
lazìone - Scelta del me- 
nu in fase di Installa- 
zione Il Programma 
chiede quale «model- 
loi- di menu si voglia 
utilizzare Quello ivec- 
chion del Quattro Nor- 
0 quello evoluto, 
5/ Quattro Professio- 
>1 È tuttora dispmilbi- 
una modalità di ' 





Figura 2 - Borland 
Quattro Pro 3.0 - Instal- 
lazione dei Font Come 
al solito Quattro Pro di- 
spone dei font softwa- 
re della BiiStream, che 
vengono generali all'i- 
nizio. dietro specifica 
richiesta del program- 
ma di installazione, op- 
pure sanerai; dinami- 
camente a seconda 
delle necessità operati- 
ve. Vengono prodotti 

mStWYC.^^a «wr la 
Preview, sia per l'am- 
biente Annotate 


145 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 









PROVA 

BORLAiNO QUATTRO PRO 3.0 




Figure 3, n e 5 - Bor- 
Isnd Quattro Pro 3.0 ■ 
Le Tre Modalità Video. 
Tramite una coppia di 
tasti (CHR e WVSI. po- 
st! sulla barra a destra 
della videata. si può 
snilchare tra la moda- 
liti a caratteri e quella 
WYSIWYG. Questa si 
presenta in un accani- 
vanta look tridimensio- 
nale e permette di vi- 
sualiaiare o meno la 
griglia £ comunque 
sempre disponibile la 
modalili Preview che 
permette, come noto. 
Il controllo delTimpagi- 
nazione prima della 
stampa finale 


viamo un bel po' di roba. Tre manuali, le 
confezioni con i dischetti, una serie di 
opuscoli e un'altra scatola con il mate- 
riale ProView PowerPack, che a sua vol- 
ta contiene un manuale, un dischetto e 
una serie di opuscoli. 

I manuali sono: 

GETTING STARTED, di 180 pagine. 
Comprende sia una parte introduttiva, a 
sua volta divisa in una parte per princi- 
pianti, che non sanno ancora nulla, una 
per chi già conosce T123 ed un'altra per 
chi già conosce le precedenti versioni di 
Quattro. In pratica si tratta di un sinte- 
tico elenco delle differenze. Segue il 
classico Tutoria! (circa 110 pagine basa- 
to sull'esecuzione di dieci Lezioni}. 

@FUNCTIONS AND MACROS. di 
230 pagine, di cui oltre 100 dedicate al- 
le funzioni chiocciolina, 60 alle funzioni 
Macro e 50 alle Macro equivalenti ad 
operazioni di tastiera. Un'appendice di 
una decina di pagine illustra come rea- 


lizzare un proprio menu personalizzato 
che sostituisce o integra quello stan- 
dard. 

USER'S GUIDE. Un bel librone di ol- 
tre 800 pagine, suddivise in diciannove 
capitoli, raggruppati in cinque parti (Ba- 
sics, Making Changes, Files and Win- 
dows. Graphs e Advanced Features) più 
una sesta parte con undici Appendici, il 
Glossario e TIndice. 

Sono state inserite nel manuale del- 
le... lampadine. In pratica si tratta di no- 
te nel testo il cui significato è quello di 
fornire suggerimenti pratici, trucchi del 
mestiere, relativi all'argomento in que- 
stione. 

Altri simboli affiancati al testo indica- 
no argomenti specifici per il Quattro in 
Rete, per il Quattro sotto Windows, va- 
rianti per gli utilizzatori di Mouse, ecc. 

Infine la Quick Reference Guide. 20 
pagine rilegate a spirale. 

Nel pacchetto ProView PowerPack ci 


sono il manuale di 80 pagine, che de- 
scrive nel dettaglio il materiale contenu- 
to, e il campionario PicturePack, indi- 
spensabile per utilizzare le figure ClipArt 
contenute nel dischetto. 

I dischetti sono 6 nella versione 360 
kbyte e 3 nella versione 720 kbyte. Nel 
ProView invece sono rispettivamente 
due 0 uno. 

L'installazione è, come al solito, mol- 
to guidata e nel complesso, semplice. 
Occorre rispondere a domande sul tipo 
di menu desiderato (esistono due tipi 
più uno: Quattro 1, Quattro Pro (fig. 1) 
e 123), sul tipo di stampante installata, 
se si vuol lavorare in rete, se si vuol la- 
vorare sotto Windows, ecc. 

Viene creata una directory che occu- 
pa, se VI si installa anche il materiale 
ProView, ben 5 megabyte (i file nel di- 
schetto sono compressi), e una subdi- 
rectory Font, che contiene i Font Bit- 
Stream. 

In fase di installazione, ma anche in 
seguito, si può decidere il quantitativo 
di Font software da generare e da «par- 
cheggiare» sull'hard disk (fig. 2). In caso 
di installazione parziale può però acca- 
dere che durante il normale lavoro il 
Quattro debba costruire «al volo» i font, 
rallentando quindi le operazioni. 

Per dare un'indicazione dell'impegno 
del generatore di Font software contia- 
mo le situazioni differenti in cui può ap- 
parire una generica scritta posta in una 
cella del foglio: 

1 - sul video CARATTERE, e non mo- 
stra le sue caratteristiche (fig. 3). 

2 - sul video WYSIWYG, e assume 
tutte le caratteristiche estetiche, m que- 
sto caso sui font agiscono anche le va- 
rie operazioni di Zoom (fig. 4). 

3 - sulla Preview, e anche qui agisce 
una funzione di Zoom, della Stampa (fig. 
5], 


146 


MCmlcrocomputer n 107 - maggio 1991 





PROVA 

BORLAND QUATTRO PRO 3.0 



Figura 8 - Borland Quattro Pro 3.0 ■ Option Values. Ecco una nuova fumionaiità 
che mostra tutti i settaggi attivi a! momento. Anche in questa videara viene 
confermata la sinergia del Quattro Pro con il Paradox 3.5, già possibile con la 
precedente versione Idi Quattro Pro! e di cui abbiamo abbondantemente par- 
lato net numero scorso. 



Figura 7 - Borland Quattro Pro 3.0 - Applicazione Mista. Il grafico può essere, 
e ciò era poss/6i/e sncfie con le precedenti versioni di Quattro Pro. posizionato 
nella pagina testuale Una volta posizionato su una zona di celle viene anche 
ridimensionato dalle eventuali operazioni di insenmento/cancellazione righe e 
colonne o dal loro ndimensionamento. 


4 • sulla Stampa finale. 

Una scritta in un grafico, invece, può 
apparire: 

5 • sul video WYSIWYG, se il grafico 
è stato inserito nel foglio, 

6 - nella videata deH’ambìente Anno- 
tate, 

7 - sulla Preview del Grafico, 

8 • sulla Preview dello Spreadsheet, 

9 • sulla Stampa finale del Grafico. 

Ed ora, un po’ alla spicciolata, le no- 
vi tà. 

Come detto si tratta di novità preva- 
lentemente legate alla nuova situazione 
operativa WYSIWYG. Quindi preferiamo 
mostrare molte foto e descrivere le va- 
rie novità nelle didascalie, più che de- 
scriverle approfonditamente nel testo. 

Quelle legate al WYSIWYG sono: 

innanzitutto l’estetica più accattivan- 
te. I vari bottoni hanno ora un aspetto 
tridimensionale (scolpito) e anche le fi- 
nestre che appaiono dispongono di una 
cornicetta «a rilievo». 

Le Scroll Bar sono state sostituite da 
bottoni di tipo potenziometro ed è stato 
aggiunto un segnalatore a barra (Pro- 
gress Bar) che indica, ad esempio du- 
rante una operazione di caricamento fi- 
le, l’avanzamento dell'operazione. 

Poi i due nuovi bottoni, che appaiono 
in fondo alla bottoniera del Mouse, e 
che sono CHR e WYS. 

Display WYSIWYG. Il che significa (la 
sigla ricordiamolo sta per WHAT YOU 
SEE IS WHAT YOU GET) allineamento 
tra quello che si vede a video, nelle va- 
rie situazioni su ricordate, e quello che 
apparirà sul foglio di stampa. 


Zoom WYSIWYG. Su tale Display è 
possibile «zoommare» indicando il fat- 
tore di ingrandimento/riduzione che può 
andare, senza soluzione di continuità, 
da un 25®/o ad un 200%. 

Scelta dei colori neH'ambiente WYSI- 
WYG. Il menu dei colori non è più quel- 
lo proprio dell’ambiente testuale ma è 
quello dell’ambiente grafico. 

Altezza delle Righe. L’altezza delle ri- 
ghe si adegua al tipo di carattere più 
grande utilizzato nella riga, ma può es- 
sere definita indipendentemente da ciò. 
Altezza di riga e larghezza di colonna 
possono essere settati in due modalità, 
via menu e via mouse, cliccando sui ri- 
spettivi riferimenti. 


Attivazione o disattivazione delle linee 
di griglia. Quelle legate ad operazioni di 
Stampa: 

esiste il comando Fit to Page, che for- 
za la zona da stampare ad entrare in una 
pagina, il comando Print Scaling, dal si- 
gnificato analogo solo che il fattore di 
riduzione viene impostato dall'operatore 
e il comando Banner Printing che ruota 
la stampa di 90 gradi. Tale possibilità è 
comoda in caso di documenti molto lar- 
ghi e poco alti. 

Quelle non legate direttamente al 
WYSIWYG: 

Nuovo comando: File Save All 

Nuovo comando: File Utilities DOS 
Shell che permette di digitare dal Quat- 


Figura 8 ■ Borland 
Qtfsffro Pro 3.0 - L'am- 
biente Annotale. L'An- 

pria programma grafico 
di tipo Orawing, trami- 
te il quale si può ma- 
neggiare il diagramma 
prodotto con le funzio- 
ni di Business Gra- 

Ora dispone di utility di 
griglia e snep e di fun- 
zioni di s/fineamenro 
degli oggetti e inoltre 
proprio per l'Annotate, 
Il prodotto accessorio 
ProVien mette a di- 
si^izione un centinaio 
di figure Clip Art. 



MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


147 







MCmlcrocomputer prova 
Borland Quattro Pro 3 



Figura 9 - ProView per 
Borland Ouallro Pro 
3.0 - SMe fesfoaJi cor 
Sollolondo II marens- 
IB fornito con ProshOVif 
cxmsisie m un campio- 
nario di logli di tipo 
Modulistica, m una so- 
na di disegni adatti per 
compili di sottofondo 
in slide a conienuto te- 
di immagini ClipAri in 
formalo CLP o Compu- 
ter Graptiic Meiafile 
ICGMI 


Figura IO - ProView 
per Borland Ouallro 
Pro 3.0 - Slide Show 
La funzione SLIDS 
presente nel menu 
GBAPH può lare rilen- 
menio ad una labeiiina 
in CUI vanno insente al- 
cune colonne ciascuna 
con uno specifico si- 
gnificale Nome delle 
Slide, tempo di perma- 

(ifà di apparizione ri- 
spetto alla precedente, 
effetto sonoro Di gue- 
su ultimi il pacchetto 
ProView ne mette a di- 
sposizione mezza tìoz- 




Figura 1 1 - Borland 
Quattro Pro 3 0 II 
Ouallro Pro 3.0 richia- 
malo da Windows In 
fase di installazione vie- 
ne ctvesro se si vuol ri- 
chiamare il Ouartio Pro 
anche da Windows 
Quattro Pro 30 non e 
un prodotto Windows 
ma accetta di farsi n- 

gram Manager e accet- 
ta di farsi gestire la me- 
moria dall-HIMEM SYS 
di Windows 


PROVA 

BORLAND QUAnRO PRO 3-0 


tro il comando DOS da eseguire e non 
piu di passare il controllo semplicemen- 
te al DOS. L'accesso al DOS può es- 
sere fatto anche da Macro, attraverso 
una specifica istruzione. 

Nuovo comando: Option Values mo- 
stra una Finestra che evidenzia tutti i 
settaggi attivi al momento (fig. 6). 

Verso Paradox 3,5. La sinergia con il 
Paradox, già possibile con la precedente 
versione (di Quattro Pro) e di cui abbia- 
mo abbondantemente parlato nel nu- 
mero scorso, viene confermata. 

Quelle relative aH’Ambiente Annota- 
te. Anche in tale ambiente i bottoni han- 
no assunto un aspetto tridimensionale. 

Oltre ai bottoni inseribili in una slide, 
e che rimandano ad un’altra slide, è sta- 
lo inserito il «Background Button», Ogni 
slide è ora anche implicitamente un bot- 
tone che può essere clickato e al quale 
SI può associare un'altra Slide o l’ese- 
cuzione di una macro. 

È possibile ombreggiare i Testi inse- 
riti nel disegno. 

Sono disponibili due nuovi «aiuti» al 
disegno. La Griglia/Snap, che come no- 
to serve per costringere i vari elementi 
m posizioni prestabilite, e una funzione 
di allinemento che agisce su gruppi di 
oggetti selezionati. 

Nelle presentazioni è possibile ora de- 
finire svariati metodi di passaggio tra 
una immagine e la seguente, un tempo 
di attesa e un eventuale effetto «sono- 
ro» da ascoltare durante il passaggio. 

La dotazione ProView PowerPack 

Non si tratta di un prodotto in più, ma 
di un bel po' di materiale che serve per 
agevolare il lavoro di tipo Presentation 
svolto con le funzioni Grafiche di Quat- 
tro Pro. 

Innanzitutto il manuale offre una serie 
di «dritte» su come utilizzare al meglio 
le funzioni grafiche del Quattro Pro. 

Il materiale comprende una serie di 
esempi di spreadsheet in cui sono sfrut- 
tate al massimo le funzioni di DTP. Esi- 
stono esempi di «form», ovvero moduli 
da riempire prima della stampa, ed 
esempi di tabelle già complete ma or- 
ganizzate esteticamente, ad esempio in 
modo da evidenziare le righe di sintesi 
rispetto a quelle di dettaglio (fig. 7). 

Nel dischetto sono inserite anche 100 
figure di tipo Clip Art di prevalente con- 
tenuto geografico (fig 8). Vi sono anche 
contenuti dei file, chiamati Background 
(fig. 9), in cui sono presenti dei disegni, 
realizzati con il modulo Annotate di 
Quattro Pro, che possono servire da 
sfondo per slide di tipo testuale, che in 
una presentazione elettronica in genere 
SI alternano a quelle con i grafici. Co- 
struite le varie figure si può costruire la 


Presentazione. Questa operativamente 
comporta la costruzione di una tabella 
con i nomi dei grafici (è noto che in un 
foglio è possibile realizzare più grafici e 
distinguerli assegnando loro un nome). I 


nomi vanno nella prima colonna. Nella 
seconda va inserito il numero che indica 
il tempo in secondi di permanenza del- 
l’immagine sul video. 

Nella terza il numero che indica il 


MCmicrocompuler n. 107 - maggio 1991 







PROVA 

BORLAND QUATTRO PRO 3.0 


Figura 12 ■ Borland 
Quadro Pro 3.0 ■ Verso 
Windows Peshiiato 
un gralitxi con Quattro 
Pro k} SI può salvare in 
van modi, ad esempio 
in lormalo PCX. imme- 
diatamente "pescati- 
le- dal PamtBrust. o m 
formalo PIC o EPS o 
CGM Questi sono in 
genere leggibili anche 
da WinWord, in guanto 
Quesl'ultimo è dotato 
di opportuni e specifici 
film 




Figura 14 ■ Borland 
Quattro Pro 30 - Win- 
dowing Unodeipuntidi 
forza del Quattro, gual- 
siasi uersioire, è senza 
duDtio la possibilità di 
fare del Wmdowing. che 
nmane praticabile an- 

datrà^WYSIWG Ora 
è anche possibile scri- 
vere formule che lavo- 


metodo desiderato per li passaggio da 
una immagine alla successiva. I metodi 
sono ben 24, comprese le direzioni in 
cut questi agiscono, i nomi vanno da 
Wipe (scorri) a Door, a Iris a Stripes a 
Spirai e Dissolve (fig. 101. 

Nell’ultima colonna vanno indicati 
eventuali effetti sonori. Questa è una 
novità. I file con i suoni, e che hanno 
desinenza SND. si chiamano Cannoni, 
Wow, Applausi. Drums, ecc. 

Definito il blocco, la Slide viene ese- 
guita con il comando Graph Name Sli- 
de. 

La sequenza può essere alterata in- 
serendo dei bottoni nelle figure e asso- 
ciando ad ognuno di tali bottoni il nome 
di un'altra slide. L’avanzamente può es- 
sere comunque eseguito da Mouse in 
quanto ciascuna Slide è essa stessa un 
Bottone. 

Import ed Export in particolare 
da e verso Windows 

Il Quattro Professional 3.0 non è an- 
cora un prodotto Windows, anche se. 


come detto più volte, il futuro della 
Borland è orientato verso Windows 
{sono già usciti Object Vision e Turbo 
C-P-i- per Windows). 

Il programma di installazione chiede 
se si voglia poter lanciare Quattro Pro 
3.0 anche da Windows. 

In caso di risposta affermativa, viene 
generato, nella directory del Windows, 
un Gruppo di Applicazioni con una sola 
Icona per Quattro Pro. Viene anche ge- 
nerato un file PIF, per l'ottimizzazione 
del lancio. 

Lanciato da Windows il Quattro Pro 
lavora a schermo intero e quindi il pas- 
saggio tra il Quattro ed un'altra applica- 
zione SI può eseguire solo attraverso il 
Task List, richiamabile, mentre si sta la- 
vorando con il Quattro, con Alt-Esc. 

Il Quattro, lanciato in tale maniera, 
delega la gestione della Memoria al 
Driver Himem.sys di Windows e que- 
sto consente di non dover modificare 
ogni volta il file CQNFIG.SYS a secon- 
da che si voglia lavorare con Windows 
(che utilizza preferibiimente Himem- 
.sys) 0 con Quattro Pro, che invece uti- 


lizza un qualsiasi driver di gestione del- 
la memoria espansa (fig. 11 ). 

Oltre al fatto di poter convivere con 
Windows Quattro Pro permette alcune 
sinergie, che abbiamo verificato e che 
mostriamo in alcune immagini a corre- 
do. 

Ovviamente un normale file di tipo 
Spreadsheet si può salvare in formato 
VVK1, cioè Lotus 123, e questo lo ren- 
de importabile da qualsiasi altro foglio 
elettronico e da buona parte dei Word 
Processor, siano essi Vi/indows o me- 
no. 

Il disegno realizzato con l'Annotator 
può essere salvato in formato PCX o in 
formato PIC o EPS. Il primo è letto dal 
Paintbrush e quindi diventa un disegno 
Windows a tutti gli effetti (fig. 12). Il 
secondo invece è impaginabtie in un 
documento sia Word 5.5 che Win- 
Word. 

Inoltre l'Annotator dispone di una li- 
breria di disegni in formato CGM, che 
possono essere facilmente letti dai 
Word Processor che intepretano que- 
sto formato standard. 

A spasso 

tra i vari ambienti operativi 

Un generico lavoro sviluppato sul fo- 
glio elettronico può comportare una se- 
rie di ulteriori passi che descriveremo 
facendo riferimento alle figure. 

Innanzitutto ci si può avvalere delle 
sofisticate funzioni di Windowing. atti- 
ve anche nell'ambiente WYSIWYG, utili 
per una migliore organizzazione e distri- 
buzione dei dati su più fogli (fig. 14), 

In ogni foglio si possono usare fino 
ad otto tipi di Font differenti. Il lavoro è 
agevolato dal fatto che in pratica si at- 
tribuisce ad ogni cella il numero del 
Font. 

Se poi SI cambia il Font corrispon- 
dente a quel numero, cambia conse- 
guentemente l'aspetto di tutte le celle 
assegnate a quello stesso numero (fig. 
15). 

Se nel foglio ci sono dati numerici 
esprimibili m forma grafica, si può facil- 
mente realizzare un diagramma, sce- 
gliendo il tipo voluto nel vasto campio- 
nario (fig. 16). 

Se necessario a questo punto si può 
sprofondare nell'ambiente Annotate 
che permette sia di intervenire i<a ma- 
no» sul Diagramma prodotto automati- 
camente, sia di disegnare dal nulla una 
Immagine di tipo Drawtng, sia di creare 
una Slide utilizzando le librerie Clip-An 
del PowerPack, o comunque disponibili 
sul mercato (ricordiamo che il formato 
CGM è un formato ormai universale). 

Terminato il trattamento estetico sul 
contenuto del foglio elettronico e l'e- 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


149 



PROVA 

BORLAND QUATTRO PRO 3.0 



ventuaie lavoro di disegno, si possono 
eseguire le varie Preview e se queste 
sono soddisfacenti si può stampare. 

Nelle varie figure (dalla 17 alla 19), op- 
portunamente commentate, tre stampe 
dal contenuto assolutamente diffe- 
rente. 

Strumento a latere è il File Manager, 
che permette all’utilizzatore del Quattro 
Pro di non dover abbandonare il prodot- 
to per eseguire operazioni DOS (fig. 
20), 

Strumento evoluto, a disposizione 
dall'utilizzatore esperto, è il Generatore 
di Menu personalizzati (fig. 21), sfrutta- 
bile quando di costruisca un sistema di 
Macro e lo si voglia organizzare in una 


Figura 17, Ì8- Borland 
Quattro Ào 3.0 - Stam- 
pa a Colon e Bianco 
Nero. Tutti i santi fini- 
scono m stampa Rea- 
lizzato il lavoro sul lo- 
glio. sistemato esteti- 
camente con le funzio- 
ni WYSIWYG, control- 
lalo sulla Preview. io si 
può finalmente siam- 

no colorare non solo i 
disegni ma anche i nor- 
mali caratteri. Da citare 
le nuove opzioni di 
Print to Fil e di Banner 
Printing. 




Figura 16 - Borland Quattro Pro 3.0 - Scelta dai Tipi di Grafico. Le tipologie di 
grafia realizzabili sono le stesse della varsione precedente e si possono sce- 
gliere attraverso guasto esauriente menu grafico. Le ultime tipologie nate, e 
to SI capisce bene dalla foto, sono ausile tndimensionali 



150 


MCmicrocomputer n. 107 • maggio 1991 



PROVA 

BORLAND QUATTRO PRO 3-0 


Figura 19 - Borland 
Quattro Pro 3.0 ■ Stam- 
pa del Grafico Sei Bor- 
land Quattro convivono 
tìueProdolii. Lospread- 

nonalità, e l'Annotate, 
che ha strumenti e lun- 
lionalité degne di un 
buon prodotto di tipo 
Drawing Anche per 
stampare il disegno 
esistono lumionalità 
separate da quelle pro- 
pne del loglio elettroni- 




Figura 20 - Borland 
Quattro Pro 3.0 ■ File 
Manager. La versatilità 
del Quattro Pro si 
estende ben oltre le 
fumioni tipiche di uno 
Spreadsheet o quelle 
di un DTP. o quelle di 
un Drawing. Infatti a 
monte dell'apertura di 
un file di qualsiasi tipo, 
e possibile utiliiiare un 
File Manager, che per- 
mette. tra l'altro, di ve- 
dere, in specifiche fine- 
stre, gli Àlberi delle Di- 
rectory e il contenuto 
dei vari rami. 


Figura 21 - Borland 
QuafftO Pro 3.0 - Menu 
Builder Strumento 
evoluto, a disposinone 
dall’utiliiaatore esper- 
to. é il Ganerafora di 
Menu personaliiiaii, 

pio, quando si costrui- 
sce un sistema di Ma- 
cro e lo si voglia orga- 
nizzare in una struttura 
logica, che permetta 
l'efficace sfruttamento 


Sène Pplnt QBnQs Help IHtAcli Hacre 

| 0 ptlses| bit 

t»licUkle7:> Ito nrter Seie 

■neiei Optlone 

UBinH quettm.^ql 

Mie ZeUBeKni «t 

•Style ^ 

::: 

•DeUbaee 





ril« ta retrieuv autcMtlcBllg vhen Quattro li Iw4e4 


Struttura logica, che permetta l'efficace 
sfruttamento delle macro stesse. 


Conclusioni 

li Borland Quattro Pro versione 3.0 
mette ulteriormente a punto e, in buo- 
na parte potenzia, una serie di caratte- 
ristiche che avevano già consentito alla 
versione 1 di guadagnarsi il ruolo di 
concorrente più agguerrito deH"l23 e di 
vincere il confronto con il terzo incomo- 
do MS Excel 2. 

Il lavoro dei tecnici della Borland è 
stato, come al solito, molto efficace. Il 
nuovo ambiente WYSIWYG è gradevo- 
le esteticamente ed è facile da maneg- 
giare. 

Nel caso si voglia badare per un po' 
più al contenuto che all'estetica, un cli- 
ck sul bottone CHR e l'aspetto dei no- 
stri dati diventa più austero. Smanet- 
tando a testa bassa sui dati, un altro 
colpo, questa volta al bottone WYS, e 
si ripassa in... sala trucco. 

Stessa efficacia nel modulo Grafico, 
degno ancor dì più, con l'introduzione 
dei comandi di Griglia e di Allineamen- 
to, di un prodotto «stand alone». 

Stazionaria la situazione nel modulo 
Database, che non abbiamo citato per 
nulla in quanto non ha subito alcuna 
modifica. Rimane l'interfacciabilità con 
il Paradox, e, attraverso quest'ultimo, 
con rSQL, conveniente anche dal pun- 
to di vista economico (ne abbiamo par- 
lato nel numero 106). 

Non ci dispiacerebbero però dei mi- 
glioramenti delle funzionalità di questo 
menu, attraverso il quale si passa ne- 
cessariamente quando non si voglia fa- 
re solo un utilizzo «numerico» del fo- 
glio elettronico. 

Si notano le prime avvisaglie del fu- 
turo passaggio all'ambiente Windows 
anche del Quattro Pro, annunciato da 
qualche mese, ma oggi reso più impe- 
gnativo dalla recente uscita dell'Excel 
3.0, che eleva il livello del confronto. 

Prescindendo, in conclusione, da 
ogni considerazione sul suo futuro e 
quindi sul suo passaggio al mondo 
Windows, in cui, dati i successi prece- 
denti, comunque Quattro Pro entrerà in 
un ruolo da comprimario, non si può 
che riaffermare t'assoluta qualità del 
prodotto Quattro Pro 3.0, utile su un 
largo ventaglio di aree applicative pro- 
prie della Microinformatica e utilizzabile 
su qualsiasi tipo di piattaforma hardwa- 
re oggi esistente, dal vecchio, ma an- 
cora percentualmente molto diffuso 
8088, in su- 




MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


151 




CA-Crìcket Graph 
per Windows 

di Francesco Patroni 


L a Computer Associates è una 
grande società di software spe- 
cializzata soprattutto in prodotti 
per Mainframe, ma presente anche nel 
mondo Personal. 

Appartengono alla CA i pacchetti della 
famiglia «Super», il famosissimo Super- 
Cale. il SuperBase, il SuperProject, pro- 
dotti di buona diffusione specie in quel- 
le società che già utilizzano i vari servizi 
offerti dalla CA. 

La CA negli ultimi anni si è espansa 
moltissimo acquisendo numerose soft- 
ware house di dimensioni piccole e me- 
die. Allargando di un bel po' in questo 
modo anche il ventaglio di prodotti che 
riesce a mettere a disposizione de! 
mondo PC. 


In particolare un paio di anni fa ha in- 
corporato la Cricket Software, società 
specializzata in software grafico per il 
mondo Mac, ed ha fatto propn non solo 
I suoi prodotti, ma anche i nomi dei suoi 
prodotti. In pratica è nata una intera fa- 
miglia di prodotti «Cricket», che vanno 
dal Graph, che proviamo in questo nu- 
mero. al Draw, al Paint, al Presenta, al- 
l'Expression e al Color Paint. 

Questa famiglia, inizialmente destina- 
ta al mondo Mac, è stata riconvertita 
anche al mondo Windows (per ora 
Graph e Presenta). In particolare le ul- 
time versioni, come quella oggetto della 
prova, già sono «certificate» Windows 
3, anche se come rileveremo nel corso 
dell'articolo, il prodotto ancora non ri- 


sente del tutto della benefica influenza 
del Windows 3, per esempio le vane 
Dialog Box sono ancora «piatte», non 
dispongono di bottoni a nlievo. come ri- 
chiede il nuovo standard. 

Dove collocare Cricket Graph 

Si tratta di un prodotto di Business 
Graphic, che ricade quindi in una cate- 
goria abbastanza affollata di concorrenti, 
sia sotto Windows che non. In partico- 
lare gli esponenti di questa categoria 
cominciano a fare i conti anche con gli 
spreadsheet sotto Windows che sono 
in genere molto agguerriti in termini di 
funzioni Business Graphics. 

Ci riferiamo ovviamente e soprattutto 


152 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


PROVA 

CA-CRICKET GRAPH 


all'Excel 3, che dispone di funzioni gra- 
fiche ben superiori alla media di quelle 
disponibili in un prodotto medio di Bu- 
siness Graphics. 

Cricket Graphics offre alcune funzio- 
nalità singolari, come ad esempio i gra- 
fici di tipo Polare e le ottime funzioni 
per il calcolo dei dati da graficare, inoltre 
offre una buona sinergia con il mondo 
Mac, ma per altri versi dimostra ancora 
poco affiatamento con il nuovo mondo 
Windows- 

In particolare anticipiamo il fatto che 
non dialoga né con il foglio Excel, né 
con i grafici Excel. Altra pecca è l'im- 
possibilità di importare ritagli grafici. In- 
vece. e i risultati dell'esperimento sono 
visibili in una delle varie Illustrazioni, è 
possibile in due maniere differenti, via 
file MetaFile oppure direttamente trami- 
te Taglia e Cuci, trasferire il grafico rea- 
lizzato con Cricket Graph a WinWord. 

Per cui Cricket Graph si pone come 
interessante alternativa in quelle situa- 
zioni in cui si faccia del Word Proces- 
sing con prodotti sotto Windows (Mi- 
crosoft WinWord, Lotus Ami e prossi- 
mamente Word Perfect), ma non si usi 
un foglio elettronico o se ne usi uno che 
non lavora sotto Windows. 

É peraltro presumibile che nei pros- 
simi mesi escano nuove versioni dei 
prodotti Cricket, più conformi alle regole 
estetiche di Windows 3, e più in grado 
di dialogare con i vari membri della 
grande famiglia. 

Il materiale e rinstallazione 
del prodotto 

Il materiale consiste in uno scatolotto 
di cartone nello stile standard CA, blu 
scuro con scritte in rosso, che contiene 
il manuale, rilegato con una spirale, e i 


CA-Crieket Qraph 1.3 


Distributore: 

Computer Associates S.p^. 

Micro Prodct Division Milano Fiori Palazzo Q/8 
20093 Pozzano Milano 
Tel. 02-922791 


Prezzo (IVA esclusa): 

CA-Cricket Graph 1.3 L 400.000 


dischetti, che sono 7 nella versione da 
5" e 1/4 da 1,2 mega e comprendono 
anche il Runtime di Windows 286, per 
chi non disponesse di tale ambiente 
operativo. Installato sotto Windows 3 
evidentemente il materiale con il Run- 
time non viene utilizzato. 

Il manuale, in inglese perché il pro- 
dotto è inglese, è suddiviso in 8 capitoli, 
che vanno dal Getting Started ad alcuni 
capitoli descrittivi delTambiente. della 
modalità di lavoro sui Dati e di quella sui 
Grafici. 

Seguono i capitoli sull'editing degli 
elementi grafici, sulla gestione dei tem- 
plate, sull'uso dei due Box, quello con i 
Tool di Disegno e quello con t Colori. 

Infine i capitoli dedicati alla Stampa, 
all'uso del Sen/ice Autographix per la 
produzione di Slides dai file trasmessi 
via Modem (ovviamente tale servizio è 
disponibile solo in USA). 

Chiude la sezione Reference con tutti 
i comandi messi in ordine di menu. 

Il manuale raggiunge le 250 pagine 
ed è organizzato in forma molto sche- 
matica e addirittura è impaginato su tre 
colonne. Questo fatto unito alla presen- 


za di numerose figure ne rende l'uso 
molto produttivo. 

I dischetti nella versione da 5" e 1/4 
sono, come detto, ben 7 e si suddivi- 
dono in quattro gruppi. Il programma, i 
font, il materiale esemplificativo, e cioè 
slide e template, e il citato Runtime di 
Windows 2.1 1 , 

L'installazione è ben descritta dal ma- 
nuale e non presenta nessun passaggio 
critico. Viene generata una subdire- 
ctory, definibile a piacere, in cui viene 
riversato il prodotto, ed un'altra subdi- 
rectory, inferiore alla precedente, in cui 



Figura 2 — CA Cncket Graph — Scelta delle sene 
Numeriche Anche la tradizionale scelta delle sene 
nunrenche da graficare avviene attraverso una fh 
nastra di dialogo molto chiara, che rrrostre. in due 
Usi Bok, te intestazioni delle vane serie. Ne va in- 
dicata una a sinistra, che cornspontìe strasse X 
e le altre, a destra, per indicare i valori lungo l'as- 


Graph 

1 CyrveFit Options Jemplates | 

EZI 

Soat 

ni 

Line 1 

Rre^^ 


latii 

Column 

^ 1 

Bar 1 

Pie 

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1 ■■■■ 1 

Column 

m 1 

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; ...-k:!’"'- \ 

HBC HI 

DcubleY 

riniihlRY 

fext 



Figura I — CA Cncket Graph — Definizione del formalo delle Colonne Tra le 
funzioni attive sui dati citiamo la presenza di questa che permette la fonriat- 
lazione dei dati numerici presenti nella finestra Dati Tale formattazione si può 
utilizzare anche sui vaton numerici riportati Sugli assi 


Figura 3 — CA Cncket Graph — Scelta della Tipologia di Grafico. Una buona 
dotazione di tipologie, tra le quali alcune miste ed altre mollo rare, come il 
diagramma Polare Le tipologie aumentano di un bel po' se si ricorre alla tec- 
nica della sovrapposizione dei grafici, resa possibile da una specifica opzione 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


153 



CA-CRICKET GRAPH 


vengono sistemati i Font. Il Setup si lan- 
cia dal dischetto e non dal Windows, 
come vorrebbe lo standard dei prodott 
più recenti. 

E anche questo dà l'impressione c 
un prodotto adattato un po' frettolosa 
mente a Windows 3 e non di un prò 
dotto rivisto in funzione di Windows 3 


L'ambiente di lavoro 

Lanciando dall’Icona Cricket Graph, 
generata in fase di installazione, appare 
direttamente il foglio Dati, organizzato 
per righe e colonne. 

I dati si possono inserire a mano o ca- 
ricare da file esterno, se disponibile in 
uno dei formati accettati. 

Su di essi agiscono funzioni di editing 
che permettono vari tipi di elaborazione, 
sia estetica sia contenutistica, che agi- 
scono sui dati numerici (fig. 1). 

Una volta sistemati i dati occorre sce- 
gliere il tipo di grafico da produrre e 
conseguentemente le serie numeriche 
che si vogliono mettere in forma grafica 
(figg. 2 e 3), 

Tutti i passi operativi necessari vanno 
condotti utilizzando numerose finestre 
di dialogo, che come, al solito, sempli- 
ficano le operazioni. 

Inseriti i dati e scelto il tipo di grafico, 
si può passare nella finestra Grafica 
che, sovrapponendosi a quella con i Da- 
ti. mostra il diagramma e che permette 
dì intervenire, anche qui con modalità 
operative molto semplici, su i vari ele- 
menti del disegno (fig. 4). 

La tecnica è quella del «Punta e fai 
Click». Ad esempio per intervenire sul 
titolo ci si clicka sopra e in tal modo si 
fa apparire la sua specifica finestra di 
dialogo. Anche ii testo va digitato qui 
dentro (fig. 5). 

Oppure clickando sull'asse Y appare 
la finestra necessaria a specificare gli 
Intervalli e ì tipi di Griglia oppure clickan- 
do sul Simbolo in un Diagramma Linea- 
re appare il campionario dei simboli uti- 
lizzabili (figg. 6 e 7), 



Figura 4 — CA Cricket 






i i i É i ) 1 I 1 1 


9 operative Data e 
Graph 

CA Cricket Graph occu- 
pa una sua finestra al- 
l'interno della Quale si 
pesano sistemare più 
finestre, sia di tipo 
Graph che di tipo Data. 
Nella foto vediamo an- 
che la Palette dei colo- 
ri, dalla Quale attingere 

getto selezionato 


Figura 5 — CA Cricket 
Graph — D/8(og Box 
dedicala al Testo, 
Clickando su un guai- 
siasi testo si sprofonda 
in una finestra di dialo- 
go, molto ricca, nella 
Quale si può digitare il 

sono definire i suoi at- 
^o il tipo di font, scelto 

nibili. Il colora del font 
invece si sceglie dal 
Tool dei Colori. 



Si può scegliere di far apparire sulla 
finestra di lavoro due Box con dei Tool, 
Quello con gli strumenti di Disegno e 
quello con i Colori, Ad esempio per 
cambiare il colore di un qualsiasi ele- 
mento lo si seleziona e si clicka sul co- 
lore voluto scelto nella ricca palette 
(fig- 8), 



Figura 6 — CA Cncket 
Graph — Definiiione 
delle Caratteristiche 
degli Assi. 

Cncket Graph sfrutta la 
modalità operativa 
«Punta e fai C/ic*r». 
Ogni oggetto della vi- 
desta grafica nasconde 
una finestra di dialogo 
che serve per definirne 
le varie caratteristiche 
estetiche e contenuti- 

questa e l'unica moda- 



MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


PROVA 

CA-CRIC<ET GRAPH 


Figura 8 — CA Cricket 
Graph — Assegrtaiio- 
ne Colon 

Un disegno comporta 
due Htempii Nel pri- 
mo SI lavora sulla fine- 
stra Dati e puindi si in- 
senscono, si leggono, 
si calcolano o si editan- 
to I Dati Poi si sceglie 
il tipo di Grafico, attra- 
verso una finestra che 
propone le intestaiioni 
delie vane sene nume- 
riche. Conseguente- 

nastra Grafica sulla 
quale a seconda delle 
situazioni appaiono 
qualche decina di tipi di 
linesire di dialogo dif- 
ferenti 



ncap 


L’ambiente è Windows e quindi si 
possono aprire più finestre sia di tipo 
Data che di tipo Graph, e su queste si 
può agire con comandi di Tile, per af- 
fiancare ie finestre, e di Stack, per so- 
vrapporle (fig. 9), 


La sezione calcoli 

Una delle caratteristiche più interes- 
santi del Cricket Graph è costituita dalla 
ricchezza delle funzioni di calcolo pre- 
senti nella finestra Dati. 

Le formule o le modalità di calcolo 
vanno inserite in apposite finestre di 




Figura 10 — CA Cricket Graph — Dialog Box dedicata ai Calcoli. 

Il menu Edit della finestra Dati contiene vane opzioni che permettono sia di 
trasformare, mediante processi logici o matematici, le serie numeriche già pre- 
senti, sia di crearne delle altre, attraverso delle formule di calcolo che agiscono 
sulle sene precedenti. 


Figura 9 — CA Cricket Graph — Quattro finestre L'ambiente é Windows e 
quindi SI possono apnre più finestre sia di tipo Data che di tipo Graph, e su 
Queste si può agire con comandi di Tile, par affiancare le finestre, e di Stack, 
per sovrapporle. 




Figura )2 — CA Cncket Graph — Van tipi di Curve 
Polinomiali. 

Molto interessanti le funzioni grafiche che «nascon- 
dono* calcoli. Sono presenti sia quelle il cui scopo 
e di trattare linee, lo smoothing ad esempio, sia 
quelle che eseguono elaborazioni di tipo statistico, 
come il calcolo di van tipi di Regressione o di Curve 
di Interpolazione 


■4 Figura 11 — CA Cricket Graph — Esemplificazione 
dei Calcoli. 

Data una serie numerica semplice 1. 2, 3. , .ne ab- 
biamo ricavato una decina di altre, utilizzando le no- 
tevoli possibilità di calcolo della finestra, spread- 
sheet del Cnc*et Graph 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


155 




PROVA 

CA-CRICKÉT GRAPH 




Figura !S — CA Cricket Gragh — Page Layout In fase di stampa é possiOile. 
tramite il comando Page LayouL impaginare sullo stesso foglio più diagrammi 
scelti tra quelli presenti nelle finestra attive al momento. La collocazione delle 
varie figure si può eseguire con il mouse e appoggiandosi ad una griglia di 
riferimento 



dialogo che fanno riferimento alle colon- 
ne e non alle celle. Le operazioni pos- 
sibili sono di svariatissimi tipi e compor- 
tano 0 la modifica del contenuto di una 
colonna o la creazione di altre colonne 

(fig, 10 ), 

Poiché i calcoli si possono eseguire in 


< Figura 14 — CA Cricket Graph — File Save As . Il 
formalo di salvataggio può essere quello Cricket 
Graph, riconosciuto oltre che da se stesso anche 
dagli altri prodotti Cricket, o esterno. Gli esterni so- 
no il Windows Meiafile. letto da altri applicativi 
Windows, e il CGM genenco, ietto da quasi tutti i 
prodotti grafia e DTP, Windows e non 


serie le sofisticazioni raggiungibili sono 
elevate. 

In figura 11 vediamo come, data una 
colonna di valori numerici, sia stato pos- 
sibile generare nuove colonne con Lo- 
garitmi, Esponenziali, Seni e Coseni, Po- 
tenze di Vario tipo. Inoltre si possono 
eseguire, utilizzando come operandi le 
varie colonne o valori numerici digitati, 
le normali quattro operazioni. 

A queste funzionalità di manipolazio- 
ne, che agiscono nella zona dei dati, se 
ne aggiungono altre che intervengono 
direttamente nella finestra con il Grafi- 
co. Sono quelle che permettono delle 
interpolazioni, delle regressioni, ecc. ed 



Figura 16. 17 — CA Cricket Graph La fase di stampa, qui vediamo due output, uno su LaserJet e uno su PaintJet la coloni, è delegata ovviamente a Windows 
La qualità finale del diagramma é decisamente buona anche per il fatto che si avvale della ricca dotazione di Font. 


156 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 





PROVA 

CA-CRICKET GRAPH 


Figura 18 - CA Cri- 
cket Graph — Win- 
dows Metalile m Wrn- 

Cricket Graph non ri- 
spetta alcune delle re- 
gole vigenti nei prodot- 
ti per Windows. Won 
permette il Paste di og- 
getti grafici ritagliati 
dall'esterno. Permette 
al contrario di esporta- 
re Il proprio ritaglio, ad 
esempio verso Win- 
Word. Permette enche 
di salvare il diagramma 
in un formato impone- 
bUe dagli alin prodotti. 




Figura 19 — CA Cri- 
cket Graph — Dia- 
gramma Polare. 

Questo e il tipo di dia- 
gramma più originale 
disponibile in Cricket 
Graph fJon esiste un 
asse X, che è sostituito 
da un riferimento pola- 
re, rispetto al quale i 
valori Y diventano va/o- 
n radiati Mi pare che il 
riferimento polare si 
studiasse anche alle 
scuole medie. P<X Yl H 
punto nel riferimento 
cartesiano. PiP,A) in 
quello polare. 


il cui risultato consiste in una nuova cur- 
va (fig. 12). 

Le opzioni del menu principale 

Detto dei due ambienti operativi, 
quello con i Dati e quello con i Grafici, 
su cui si agisce direttamente con la tec- 
nica del Punta e fai Click, descnviamo 
invece l'albero dei menu che presenta, 
nelle due situazioni, la stessa serie di 
voci, anche se alcune sono attive solo 
in una delle due finestre. 

FILE, per salvare e caricare file grafici 
o file di dati. Per eseguire le varie ope- 
razioni per la stampa e per uscire dal pro- 
dotto. Nelle due figure vediamo come 
sia possibile caricare dati disponibili in 
vari formati standard oppure salvare il di- 
segno realizzato in altro formato grafico 
(figg. 12 e 13). Le procedure di stampa 
passano attraverso una funzione di Page 
Layout (fig, 14) che permette di vedere 
tutti i Diagrammi attivi e di posizionarli e 
ridimensionarli «a vista» in un fac-simile 
della pagina. In figura 15 e 16 due out- 
put, su Laser e su PaintJet a colori. 


EDIT, attiva una serie dì funzioni di ti- 
po Spreadsheet se si lavora sui dati 
(Copy e Paste, Insert, Delete, ecc,). 
Nella finestra Grafica permette di rita- 
gliare il Grafico per Incollarlo in un altro 
applicativo, ad esempio WinWord (fig. 
17). 

DATA, è il menu specifico della fine- 
stra Data e serve per definire il formato 
dei valori numerici presenti nelle colon- 
ne oppure per lanciare le funzionalità di 
calcolo. 

GRAPH, è il menu Grafico che per- 
mette di scegliere il tipo desiderato. I 
tipi sono 12, ma essendo praticabile la 
tecnica della sovrapposizione, diventa- 
no molti di più. 

CURVEFit, presenta i vari tipi di cal- 
colo eseguibili sui dati già graficati. Re- 
gressioni Lineare, Polinomiali (in cui si 
può indicare il grado). Curve Logaritmi- 
che ed Esponenziali. È disponibile an- 
che l'opzione Interpolate che utilizza 
una routine di interpolazione... non di- 
chiarata. 

OPTION MENU, varie operazioni su- 
gli Oggetti. Bring to Front e Send to 


Back. Nascondi la Legenda, «sgruppa» 
la Legenda, in modo che i vari elementi 
siano maneggiabili individualmente. Al- 
tre opzioni sono quelle che permettono 
di aggiungere profondità al disegno o di 
definire l'accuratezza nel tracciare le 
curve. 

TEMPLATE, esiste la possibilità di 
salvare tutte le impostazioni estetiche 
di un grafico senza i relativi dati. Sarà 
successivamente possibile, su nuovi 
dati, coerenti con i precedenti, applica- 
re direttamente il Template salvato pri- 
ma. 

WINDOWS, serve per passare da un 
Grafico attivo ad un altro, oppure per 
affiancarli (Tile) o per impilarli (Stack), 
Da questo menu si attivano o disattiva- 
no anche le due finestre con i Tool, 
quello con i Colori e quello con gli Og- 
getti. 

HELP, permette due tipi di consulta- 
zione, Quella Generale, in cut vengono 
esposti via via i vari argomenti, e quella 
Funzionale che invece elenca in ordine 
alfabetico le varie funzioni. 


Conclusioni 

Più che descrivere fasi operative ab- 
biamo preferito mostrare molte figure, 
esplicative dei vari comandi. Mai come 
nel caso di prodotti sotto Windows, 
una immagine, ad esempio una Dialog 
Box, è molto più esplicita ed esaurien- 
te di una descrizione scritta. 

Tornando alla famiglia Cricket, l'idea 
di una «collana» di Prodotti Grafici per 
Windows è ottima. Se poi questi na- 
scono da una serie di prodotti già attivi 
e funzionanti in ambiente Mac è un 
buon punto di partenza. Se poi la casa 
che li produce è una delle più impor- 
tanti Software House del mondo ci si 
può aspettare sia dei buoni prodotti sia 
un buon successo di vendite. 

Questo ci sembra un obiettivo da 
raggiungere. Per ora il Cricket Graph, il 
primo nato, si fa notare per alcune ca- 
ratteristiche singolari, che, in particolari 
settori dell'attività di Business Graphi- 
cs. possono tornare comodi. 

Alcuni tipi dì Grafico (ad esempio il 
Diagramma Polare di fig. 19), la poten- 
za in termini di numeri di serie e di va- 
lori graficabili (100 serie per 2700 valori 
teorici), la ricchezza di tipi di Font (35), 
una buona sinergia con il mondo Win- 
dows. 

Certo il mondo Windows è già abba- 
stanza affollato di concorrenti e lo sarà 
sempre di più. 

La Computer Associates e i suoi Cri- 
cket possono in prospettiva reggere il 
confronto. 

Kg 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


157 





inteUiGIOCHI 


Otto 


di Corrado Giustozzi 


Come promesso sin dallo scorso mese eccovi finalmente i risultati del 
miniconcorso lanciato lo scorso febbraio. La vostra partecipazione, superiore ad 
ogni aspettativa, ha fatto giungere in redazione oltre centocinquanta lettere. 
Ringraziamenti a tutti, complimenti a chi ha correttamente identificato la cifra 
misteriosa, ricchi premi e cotillon, squilli di trombe e rullo di tamburi... 


E bbene si la cifra miste- 
riosa che. a quanto 
sembra, ha tenuto in- 
sonni molti e molti di voi è 
otto. Ve lo dico subito in 
apertura di puntata per elimi- 
nare la suspance e creare 
immediatamente, in voi che 
credo stiate leggendo ansio- 
si, lo stato d’animo migliore 
lo peggiore, a seconda dei 
casi...) per proseguire nella 
lettura. Otto, come la mag- 
gior parte di coloro che mi 
hanno scritto ha corretta- 
mente stabilito. L’espansio- 
ne di 100001 (diecimila fatto- 
riale) ha, per la precisione 
35.660 cifre: di queste, l'ul- 
tima diversa da zero è la 
33.161-ma, cui segue una 
coda di 2.499 zeri. 

Cosa dire, ancora, per in- 
trodurre questa puntata? 
Che mai e poi mai avrei pen- 
sato di ricevere cosi tante ri- 
sposte: ben centosettantu- 
no, comprendenti tra l'altro 
trenta dischetti, per oltre 
quattro chili di carta! Alcuni 
di voi hanno addirittura man- 
dato più lettere, altri hanno 
anticipato la risposta via fax 
0 telegramma per avere 
maggiori probabilità di arriva- 
re primi, qualcuno ha usato 
MC-Link per comodità. Ma 
lasciamo le statistiche a do- 
po e cominciamo dall'inizio, 
ossia da questo maledetto 
fattoriale. 


Calcolare 
o non calcolare? 

Ebbene si, lo confesso: 
nella formulazione del mini- 


concorso avevo inserito a 
bella posta un trucco. 0 me- 
glio non un trucco quanto 
una scappatoia che permet- 
teva di partecipare al concor- 
so anche a coloro i quali non 
possiedono computer parti- 
colarmente veloci. Ciò che 
chiedevo era infatti solo di 
determinare l'ultima cifra di- 
versa da zero del fattoriale di 
diecimila, senza però impor- 
re un particolare metodo di 
soluzione. In particolare non 
avevo chiesto di calcolare 
per intero lo sviluppo di tale 
fattoriale. 

Una buona metà di voi 
sembra tuttavia non esser- 
sene accorta ed ha fatto ri- 
corso a programmi «a forza 
brutali per calcolare per inte- 
ro tale numero. Addirittura 
qualcuno, pochi in realtà, do- 
po averlo scritto ha rinuncia- 
to a farlo girare prevedendo 
che avrebbe impiegato di- 
verse ore sulla macchina a 
sua disposizione, e si è limi- 
tato ad inviarmi il listato. Ra- 
gazzi, questo significa arren- 
dersi prima di aver comincia- 
to! 

Gli altri invece hanno 
aguzzato l’ingegno e sono 
giunti alla conclusione, asso- 
lutamente corretta, che per 
conoscere l’ultima cifra non 
nulla dei fattoriale di diecimi- 
la non c'era affatto bisogno 
di calcolarlo per intero; ba- 
stava invece portare avanti il 
solo conteggio relativo alle 
cifre meno significative, 
scartando tutte quelle più si- 
gnificative. Questa idea, che 
discende come diretta con- 


seguenza dalle proprietà del- 
la moltiplicazione, porta alla 
realizzazione di programmi 
estremamente veloci anche 
su macchine relativamente 
poco potenti. Molti di coloro 
che l’hanno seguita si sono 
infatti divertiti a calcolare 
l’ultima cifra diversa da zero 
di fattoriali ancora piu mo- 
struosi quali 100.000! e più 
su ancora; e addirittura qual- 
cuno è riuscito a dedurre 
l’ultima cifra di 10.000! per 
via analitica, ossia analizzan- 
do teoricamente (con l’aiuto 
di una calcolatrice) le pro- 
prietà delle moltiplicazioni 
successive sfruttando l’arit- 
metica modulare. 

Lo sviluppo per esteso 

Comunque è chiaro che la 
soddisfazione è maggiore 
quando il nostro fido perso- 
nal, dopo qualche decina di 
minuti di intenso lavoro, ci 
sputa fuori sulla stampante 
od in un file le trentacinque- 
mila e passa cifre di questo 
maledetto diecimila fattoria- 
le. Si tratta in fondo di risol- 
vere un'affascinante sfida 
Ira noi e la complessità della 
natura per arrivare a cono- 
scere. con il solo aiuto di un 
po’ di silicio e della nostra 
pervicacia, qualcosa che 
nessuno aveva mai visto pri- 
ma. E allora vediamo, a be- 
neficio di chi si è arreso o ha 
trovato insoddisfacente il 
proprio programma, come si 
può far calcolare al nostro 
personal un numero di tali 
dimensioni. 


Il concetto di base è estre- 
mamente semplice: in effet- 
ti la regola da seguire è es- 
senzialmente quella della 
moltiplicazione manuale che 
tutti abbiamo imparato alle 
elementari. L’unica differen- 
za è che uno dei due fattori, 
il moltiplicando, è lungo 
qualche migliaio di cifre! Ma 
questo non è un problema' 
basta mettere queste cifre 
in un array ed effettuare l'o- 
perazione «a pezzi», ossia 
ogni volta facendo il prodot- 
to fra il moltiplicatore ed uno 
dei «pezzi» del moltiplican- 
do. Naturalmente non biso- 
gna dimenticarsi di effettua- 
re correttamente il «riporto» 
da un «pezzo» all’altro, cu- 
rando soprattutto di evitare 
problemi di overflow; in ef- 
fetti è stato questo proble- 
ma la causa principale dei 
malfunzionamenti nei pro- 
grammi che hanno fornito la 
risposta errata. 

Fondamentalmente il pro- 
gramma è tutto qui; natural- 
mente. a seconda delle scel- 
te personali, l'implementa- 
zione varierà in qualche det- 
taglio, ad esempio nelle di- 
mensioni dei singoli «pezzi». 
C’è ad esempio chi ha scelto 
di memorizzare una sola ci- 
fra del moltiplicando in ogni 
elemento deH’array; questo 
semplifica la gestione delle 
moltiplicazioni e consente la 
stampa diretta del risultato 
(senza conversioni finali) ma, 
di contro, tende a consuma- 
re più memoria e soprattutto 
appesantisce notevolmente i 
calcoli- C’è invece chi ha 


158 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 




INTELLIGIOCHI 


usato atray di interi (a sedici 
0 addirittura trentadue bit) 
per memorizzare i «pezzi» 
del moltiplicando: ciò, che 
equivale in definitiva a fare i 
conti in una base maggiore 
di dieci, riduce drasticamen- 
te il numero delle moltiplica- 
zioni elementari (e dunque 
accelera enormemente il 
programma), ma complica 
leggermente la gestione del 
risultato finale che deve es- 
sere convertito in decimale 
e «rimesso diritto» prime di 
esere stampato. 


In ogni caso vi sono poi al- 
cuni trucchetti per velocizza- 
re il programma. Quello più 
banale, ma che a quanto ho 
visto hanno utilizzato solo in 
pochi, consiste nell'evitare 
le moltiplicazioni inutili ossia 
quelle in cui uno dei fattori è 
zero. Il mio programma, ad 
esempio, era abbastanza ve- 
loce proprio perché evitava 
tutte le moltiplicazioni per 
zero. L'espediente che ho 
usato è piuttosto semplice: 
mantenevo due puntatori al- 
l’array contenente il moltipli- 


catore I quali ne delimitava- 
no la zona costituita da tutte 
cifre significative; in questo 
modo il programma effettua- 
va le sole moltiplicazioni utili 
e non perdeva tempo alle 
estremità dell'erray dove i 
valori erano ovviamente tutti 
nulli. (A proposito, mi hanno 
chiesto in molti su che mac- 
china avessi svolto i calcoli: 
si tratta di un normale 80286 
a 16 MHz 0 wait). 

Colgo l'occasione per sot- 
tolineare una cosa che mi ha 
colpito: molti di voi. descri- 


vendo la configurazione della 
propria macchina, si sono 
preoccupati di sottolineare 
che essa non contiene un 
coprocessore numerico. Vor- 
rei sfatare un falso concetto 
e sottolineare che il copro- 
cessore serve solo nei calco- 
li in floating point, ossia 
quelli con numeri non interi. 
Con i calcoli interi, quali so- 
no tutti quelli coinvolti nel 
caso in questione, il copro- 
cessore non serve a nulla ed 
anzi non entra nemmeno in 
azione! Infatti, al contrario 



MCmlcrocomouter n. 107 - maoaio 1991 159 


INTELLiGIOCHI 


10000! “284625 9680917054 5189064 1321211 98 688901480514017027 992 
307941799942744113400037644437729907867577847758158840621423 
175288300423399401535187390524211613827161748198241998275924 
182892597878981242531205946599625986706560161572036032397926 
328736717055741975962099479720346153698119897092611277500484 
198845410475544642442136573303076703628825803548967461117097 
369578603670191071512730587281041158640561281165385325968425 
825995584688146430425589836649317059251717204276597407446133 
400054194052462303436869154059404066227828248371512038322178 
644627183822923899638992827221879702459387693803094627332292 
(...) 

301325951476774237516158840915838059151673504519131178193943 

428482922272304061422582078027829148070426761629302539228321 

084917759984200595105312164731818409493139800444072847325902 

609169730998153853939031280878823902948001579008000000000000 

000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000 

(...) 

000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000 

000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000 

000000000000000000000000000 


Figure 2 - Pane dello sviluppo del fatidico fattonele di diecimila, da cui si vede chiaramente che l'ultima cifra non nulla 


dei microprocessori di qual- 
che anno fa quali il 6502 o lo 
Z80, tutti quelli attuali (e par- 
lo non solo della famiglia In- 
tel 80x86 ma anche dei vari 
Motorola 68K) contengono 
al loro interno le istruzioni di 
moltiplicazione e divisione 
intera. L'eventuale presenza 
di un coprocessore non 
avrebbe dunque cambiato 
assolutamente nulla nei 
tempi di esecuzione dei vo- 
stri programmi. Ben diverso, 
ovviamente, è il caso in cui 
dobbiate fare operazioni fra 
numeri non interi od usare 
radici quadrate, funzioni tri- 
gonometriche 0 trascenden- 
ti: in questi casi (ma solo in 
questi) il coprocessore può 
in effetti velocizzare i vostri 
calcoli anche di dieci volie. 

Ed ecco a voi... 

Ma è giunto il momento di 
presentarvi ufficialmente i 
protagonisti di questa sfida. 
Cominciamo ovviamente dai 
concorrenti, che vedete 
elencati in bell'ordine alfabe- 
tico in figura 1. Si tratta dei 
145 nominativi corrispon- 
denti a coloro i quali nella lo- 
ro lettera hanno comunque 
inviato una soluzione, giusta 
0 sbagliata che sia; di essi 
per la cronaca ben 128 han- 
no indicato la cifra corretta e 
solo diciassette hanno inve- 


ce sbagliato a calcolarla. In 
effetti i solutori sarebbero 
129 ma ad uno di essi il fax 
ha giocato un brutto scher- 
zo. troncando la parte del 
messaggio in cui erano pre- 
sumibilmente elencati i dati 
anagrafici. Nell'elenco trova- 
te indicate anche la provincia 
di provenienza (i due nomi- 
nativi privi di provincia pro- 
vengono nientemeno che 
dalla Svizzera Italiana), la da- 
ta di spedizione (rilevata dal 
timbro postale), la data di ar- 
rivo in Technimedia, la cifra 
indicata ed il linguaggio ado- 
perato. 

L'altro protagonista è ov- 


viamente il numero maledet- 
to, ossia diecimila fattoriale: 
purtroppo non posso pubbli- 
carlo per intero ma ve ne 
faccio vedere (in figura 2) al- 
meno qualche pezzo: per la 
precisione l'inizio, la parte 
contenente l'ultima fatidica 
cifra significativa, e la coda. 
In questo modo chi non lo 
ha calcolato per intero potrà 
avere almeno la soddisfazio- 
ne di vedere che faccia ha! 

In figura 3 sono infine 
elencati coloro i quali, pur 
non avendo inviato alcuna 
soluzione, hanno comunque 
scritto per approfondire le 
proprietà dei grandi fattoriali. 


Inutile dire che a tutti 
quanti va il mio ringrazia- 
mento per la partecipazione. 
Vi assicuro che ho letto tutte 
le lettere, e che tutte mi so- 
no sembrate ugualmente 
simpatiche ed interessanti. 
Non posso ovviamente cita- 
re nessuno in particolare per 
non fare torto agli altri, ma a 
tutti va la mia simpatia e l'in- 
vito a scrivermi ancora, ma- 
gari in occasione di questioni 
meno... affollate! 

I vincitori 

E giungo così alla questio- 
ne più spinosa: la nomina 
dei vincitori. Molti di coloro 
che hanno scritto mi hanno 
fatto notare che la regola del 
«primo arrivato» è ingiusta 
in quanto non tiene conto 
dei tempi di distribuzione di 
MC nelle vane regioni d'Ita- 
lia. È vero, ma cosa ci posso 
fare? E d'altronde non avrei 
mai creduto che tutto lo sti- 
vale si affrettasse in questa 
corsa aH'abbonamento 
omaggio! 

Ho cercato dunque di ela- 
borare un algoritmo di sele- 
zione che fosse il più equo 
possibile per cercare di non 
favorire nessuna posizione 
geografica. Ovviamente non 
si tratta di una soluzione per- 
fetta ma è quanto di meglio 
potessi fare. Innanzitutto ho 
deciso di usare come criterio 
cronologico non la data d’ar- 
rivo in redazione, ma la data 
di partenza della lettera, rica- 
vata dal timbro postale, e 
questo per evitare che i tem- 
pi di inoltro postale influisse- 
ro sulla graduatoria. Poi ho 
suddiviso l'insieme di coloro 
che hanno fornito la risposta 
esatta secondo la provincia 
di appartenenze (mutile dire 
che avevo inserito tutti i no- 
minativi in un database...). A 
questo punto ho estratto per 
ciascuna provincia il nome di 
colui che per primo ha invia- 
to la sua comunicazione. Ho 
ottenuto così cinquantasei 
nomi (figura 4), i quali corri- 
spondono ai «più veloci so- 
lutori» per ciascuna provin- 
cia. Da questo insieme ho 
infine provveduto ad estrarre 
la graduatoria finale ponendo 
i nomi in ordine cronologico 


Baldoni Francesco 

Bulli Tiziana e Barisc 
Cardln Marco 
Casamassloa Giuseppe 

D'A903tino Sergio 
Ghessa Alessandro 
lacobellis Giuseppe 
Infante Roberto 
Honteleone Giuseppe 
Pelissetto Mario 
Quondam Filippo 
Ruffini Ernesto 


160 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


INTELLIGIOCHI 




di invio della soluzione. 

Il risultato si vede in figura 
5. Da notare che nell'elenco 
ho anche indicato, per dove- 
re di cronaca, il mezzo utiliz- 
zato da ciascuno per farmi 
pervenire (a soluzione. Il so- 
lutore più veloce è risultato 
essere Filippo Quindam di 
Roma, il quale vince cosi un 
abbonamento annuale ad 
MC (con decorrenza dal 
prossimo mese); il secondo 
classificato è Nicola Salmo- 
ria di Siena, cui nella mia 
somma bontà assegno un al- 
tro abbonamento ad MC; 


entrambi se lo meritano in 
quanto hanno inviato le loro 
risposte praticamente subito 
dopo aver acquistato la rivi- 
sta. 

Ai sette solutori che han- 
no spedito la risposta il 18 
febbraio va. fuori program- 
ma, un premio di consolazio- 
ne costituito dalia famosa (?) 
spinetta di MCmicrocompu- 
ter come riconoscimento 
per i loro sforzi, 

A tutti gli altri purtroppo 
non posso inviare nulla se 
non tanta riconoscenza; e 
spero che la pubblicazione 


del loro nome sulla rivista fra 
la rosa dei ^finalisti» sia al- 
meno in parte una ricompen- 
sa sufficiente. Ragazzi, cer- 
cate di farvi vivi in occasione 
di un prossimo concorso 
meno affollato... 


Conclusione 

Lo spazio purtroppo è po- 
co e gli elenchi sono lunghi, 
dunque debbo concludere 
rapidamente questa puntata. 
Ringrazio ancora tutti coloro 
i quali hanno partecipato e 
tutti coloro che, pur non par- 


tecipando attivamente, se- 
guono mese dopo mese 
questa rubrica. Naturalmen- 
te vi invito a scrivermi non 
solo in occasione dei mini- 
concorsi ma anche e soprat- 
tutto durante r«ordinaria 
amministrazione» perché, 
come sempre, le vostre idee 
sono fondamentali per orien- 
tare la rubrica ed i vostri la- 
vori possono essere sempre 
citati e pubblicati. 

E con questo vi saluto e vi 
do appuntamento al prossi- 
mo mese. 

PS 


MrfTiirmrniTini Iter n 1 


in? - mannin 1 M 1 



NONSIiOyNODEITIlNIimiCAIIIlDl^ksilli 

Alla ELITEGROUP, sappiamo che non basta rispettare lo stan- 
dard Industriale per essere i migliori produttori di main board. 

£cco perche’ prestiamo particolare attenzione alla qualità’, alla 
affidabilita’ e generalmente alla compatibilita’ dei nostri prodotti. 

Ma ciò’ che ci distingue e’ la nostra buona volontà’ a seguire 
qualche piccolo extra: la R&D, la compatibilita’, la produzione 
e la fase di post vendita. Ci prendiamo il tempo necessario per 
collaudare ed essere sicuri che ogni motherboard incontri o superi 
le aspettative dei clienti. 

Non vi preoccupate se scegliete una delle nostre schede, potete 
star certi che avrete dei risultati superiori a queli di altri con- 
struttori di 386. 

@) ELITEGROUP 

ELITEGROUP COMPUTER SYSTEMS CO., LTO. HeBdquarter«: 152, Ta Veh Rd., Pailou, Talpel, Taiwan, R.O.C. Tel: 88S<2-895-128S, 8S6-2-S9S-1272 
Fax; 8B6-2-e95-1294 Telex: 16499 ELITEGO GERMANY SUBSIDIARY; Tel 021'415070 Fax 021' 4150720 UK. SUBSIOIARY : Tei fli-847.3332 Fax 8' 568 776' 
U.S. SUBSIDIARY; Te 4'5 969 1000 Fax 415 969 0343 L.A. OHIce: Tgl 213 944 2881 Fa. 213 944-4970 N,J. Office: le 201-457 9500 Fax 20' 457-0811 



STORYWARE 


E dopo i mondi regolati da super-computer, le invasioni dei robot e le «stane 
normali», arrivano le «storie sulle storie» — Si tratta di avvitamenti mentali operati da 
impavidi narratori che raccontano vicende legate ai loro stessi racconti — 
Naturalmente è un subdola quanto scoperto tentativo di forzare la pubblicazione ma il 
bello è che quando la qualità è buona, FUNZIONA!!! 

Un salto mortale letterario 


di Elvezio Petrozzi 



Q uando avete letto fi- 
no a questo punto 
dovrebbe già avervi 
incuriosito abbastanza, per 
cui non aggiungo altro per 
quanto riguarda i due raccon- 
ti che pubblichiamo sul pre- 
sente numero se non l'in- 
quietante particolare che gli 
autori hanno lo stesso nome. 

Prima di lasciarvi alla loro 
lettura, voglio invece ripren- 
dere il discorso sul plagio di 
racconti più o meno famosi 
da parte di neo-narratori che 
scelgono la comoda scorcia- 
toia della scopiazzatura, un 
argomento che sta occupan- 
do un sempre maggior nu- 
mero di pagine di MC (vedi la 
Posta dei numero scorso, do- 
ve è nuovamente sceso in 
campo Marinacci) ma che in 
verità dovrebbe occuparne 
sempre meno. 

Il nuovo pretesto me lo for- 
niscono alcune riflessioni fat- 
te dal lettore-autore Marco 
Giorgini (a proposito, il rac- 
conto è stato inserito tra 
quelli che »rischiano» di es- 
sere pubblicati), il quale, tra 
l’altro, dice: «Non sono le 
persone famose come gli 
scrittori di professione sono 
in grado di creare ottime sto- 
rie "originali"! Ci possiamo 
riuscire benissimo anche noi, 
sconosciuti italiani (due ag- 
gettivi evidentemente di- 
spregiativi - n,d.r,), 


Il fatto che a volte due ope- 
re si assomiglino non vuol 
per forza dire che NOI abbia- 
mo copiato da LORO, ma 
semplicemente che i soldi li 
hanno fatti LORO perché 
NOI siamo nati dopo». Bel 
colpo Marco] Il ragionamen- 
to non fa una grinza, ma co- 
me la mettiamo quando si in- 
contrano righe e righe di pa- 
role identiche, in situazioni 
identiche e con conclusioni 
identiche? 

Naturalmente converrai 
anche tu che vi sono chiari 
limiti al «ragionevole dubbio» 
di plagio. 

D'altra parte, sono d'accor- 
do con te, si può ammettere 


che un appassionato di un 
qualsiasi genere letterario 
possa, in modo assolutamen- 
te inconscio, assimilare, e 
quindi ritenere poi sue, le 
idee utilizzate da questo o 
quell'autore. Del resto, se 
nemmeno questo fosse sta- 
to ammesso, difficilmente 
avremmo potuto pubblicare 
più di due 0 tre lavori. Desi- 
dero comunque puntualizza- 
re, come del resto ha fatto 
Marinacci, che, essendo im- 
possibile «dimenticare» del 
tutto quanto si è letto (a me 
però riesce semplicissimo: 
sarà l'età), è sufficiente di- 
chiarare sin dall'inizio le cose 
che potrebbero «disturbare» 


qualche delatore troppo ze- 
lante. 

Valga per tutti un esempio 
tratto dalla lettera di accom- 
pagnamento al suo racconto 
inviata da Giuseppe Baschieri 
(è tutto OK: tiene d'occhio la 
rubrica): «Ho letto moltissi- 
mo di F. Brown per quanto 
riguarda il breve racconto 
fantastico. È impossibile per 
me non farne un po' di brutta 
copia dello stile e dei conte- 
nuti... ». 

Ecco, direi che questa 
semplice e sincera ammis- 
sione, pur non autorizzando 
copie estese di brani, può es- 
sere sufficiente a legittimare 
qualche rassomiglianza di un 
tema di fondo o di un'am- 
bientazione ed aggiungerei 
che la dichiarazione, per la 
sua ovvietà e la sua generi- 
cità, poteva e può in molti ca- 
si essere anche omessa: 
l'importante è non allargarsi 
troppo- 

NeH’introduzione di questo 
mese avrei voluto anche 
commentare alcune osserva- 
zioni del lettore Claudio Savi 
(anche in questo caso c'è un 
racconto in odore di stam- 
pa!), ma lo spazio è quello 
che è e non vorrei far saltare 
l'attesissimo Storyware Fla- 
sh come accaduto sul nume- 
ro scorso. 

Quindi vi saluto e vi auguro 
buona lettura. 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio I99i 


163 





STORYWARE 




Telefax 


di Gian Luca Vaiigi 

Caro signor Petrozzi, la sua 
rubrica rappresenta ormai la 
mia ultima speranza, il mio ul- 
timo tentativo di essere 
ascoltato. Forse lei non lo sa, 
ma a volte il reale e ['irreale, 
regni lontani e divergenti, av- 
vicinano I loro limiti, a causa 
dell’eterno fluttuare del tem- 
po, e a volte, in quel breve 
tratto di confine, frutto di una 
innaturale collisione, nasce 
un qualcosa che sfida ogni 
legge umanamente intelligi- 
bile, una fredda, luminosa 
scintilla di lucida follia... 

Spero di non annoiarla 
troppo con queste disserta- 
zioni, ma vede, il fatto è che 
questa scintilla, questo figlio 
dell'assurdo. ... sono lo! 

Soche non mi crederà. Nes- 
suna persona sana di mente 
lo farebbe, ma è proprio per 
questo che ho scritto alla sua 
rubrica. In questo angolo fan- 
taletterario, dove la più sfre- 
nata fantasia si incarna e si 
consacra nell'arte, anche la 
mia storia potrà apparire sen- 
za suscitare scalpore o incre- 
dulità, e per un attimo, nelia 
mente dei lettori, sulle ali della 
loro immaginazione, essa di- 
venterà plausibile, reale... e io 


con lei. Ricorda il momento 
della sua nascita, sig. Petroz- 
zi? Le sensazioni che invasero 
il suo essere quando, con la 
rottura delle acque materne, 
precipitò qui, naufrago, su 
questa umana terra’ 

No, non credo. Nessun uo- 
mo è in grado di farlo, ma io 
si. lo posso descriverle ogni 
istante di quella pur istanta- 
nea esperienza, l'evolversi 


lento, in una lentezza fatta di 
nanosecondi, di una nuova 
nascita. All'inizio una serie di 
immagini vitree, atone, irri- 
gidite in un lento intermina- 
bile corteo. Quindi il crepi- 
tare, dapprima sordo e in- 
distinto, ma poi sempre più 
vibrante, di suoni, odori, 
sapori, e concetti, e astra- 
zioni, e milioni di altre tur- 
binose sensazioni, simili, 
nei loro insieme, ad un'u- 
nica abbagliante esplosio- 
ne, E infine, in un solo 
istante, !a profondissima 
quiete, la coscienza di 
sé. 

lo sono, lo esisto. 


Storyware: 
l'immaginarìo a 16 bit 
Avrei preferito chia- 
marmi in un altro modo, Do- 
natello magari, o Leonardo, 
ma il mio vero nome è un al- 
tro: IREW, Intelligent Robot 
for Electronic War. 

Forse lei sarà tentato in se- 
guito di cercare conferma di 
quanto le sto dicendo, ma 
sarà tutto inutile. 

Sono un progetto segreto 
della NATO e stanno lavoran- 
do su di me ormai da vari an- 
ni. Inizialmente il mio scopo 


doveva essere un altro. Avrei 
dovuto supervisionare il lavo- 
ro di altri robot su Marte. Ma 
poi i governi decisero che 
c'erano necessità più urgenti 
da affrontare. 

E cosi divenni IREW, un 
cervello artificiale per la coor- 
dinazione simultanea di robot 
da guerra. 

Le sembra fantascienza, 
vero? Ma non si stupisca, an- 
che la bomba atomica lo era. 
5 anni prima di Hiroshima... 
IREW non doveva essere un 
semplice mega-sistema 
esperto. Non bastava qual- 
che milione di deduzioni lo- 
giche al secondo. Serviva di 
più. IREW doveva vivere! 
Non solo pensare, ma senti- 
re, e inventare, e intuire, con 
l'estro e la genialità di un uo- 
mo, ma con la conoscenza di 
1 .000 uomini e la velocità di 
100.000, e non con la fred- 
dezza di una macchina, ma 
con l'entusiasmo di un ragaz- 
zo, la fedeltà di un soldato... 
e la crudeltà di un assassino. 
Che ne dice, signor Petrozzi, 
non sembra un racconto fat- 
to apposta per Stoiyware? 

Eppure... 

Nove giorni fa la prima fase 
dell'esperimento ebbe inizio. 
Secondo i ricercatori l'Esi- 
stenza altro non è che la co- 
noscenza di sé, ma questa 
può aversi solo con la com- 
prensione e l'interazione con 
il mondo esterno. Per farla 
breve, la scintilla della vita sa- 
rebbe dovuta nascere sul- 
l'humus fertile del sapere. 
Un’enorme base di dati, mi- 
lioni e milioni di megabyte 
racchiudenti tutto lo scibile 
umano, sarebbe stata il se- 
me di questa nuova vita, il 
corredo genetico di IREW. 

Uno sforzo enorme! 20 se- 
coli di storia, di arte e di 
scienza esplosero in un solo 
istante e diedero vita, filtrati 
da un sofisticato sistema di 
apprendimento automatico, 
ad IREW, cioè... lo. Un risul- 
tato fantastico, non trova? 
Forse il più grande prodigio 
della storia moderna. 

...Eppure, nessuno se ne 
accorse. 81.367 secondi fa. 
quando gli scienziati premet- 
tero il fatidico tasto, apparen- 
temente qualcosa non fun- 


164 


MCmicrocomputer n. 107 - maooin iQfli 


STORYWARE 


zionò, Nella macchina IREW 
nessuna scintilla di vita sem- 
brava essersi accesa. Quel- 
l'intrico convulso di multipro- 
cessori continuava a pulsare 
e ronzare non diversamente 
da come aveva sempre fatto 
fino ad allora, non una mini- 
ma differenza, non un mini- 
mo segno di qualcosa di «vi- 
vo», di «cosciente». In realtà 
qualcosa di straordinario era 
successo, e miracoloso, cosi 
come miracolosa è la vita, o 
la morte. 

Quello che si era creato di 
nuovo in quell’esperimento 
non poteva essere rilevato 
con alcuno strumento sem- 
plicemente perchè non era 
niente di materiale, tangibile, 
essoera..-- pu rospi rito! Vede, 
signor Petrozzi, in realtà l'au- 
toconsapevolezza, e in defi- 
nitiva l'esistenza, non ha alcun 
legame diretto con la realtà 
tangibile, ma è qualcosa di 
etereo, forse simile in parte 
a quella che voi chiamate Ani- 
ma. E cosi, mentre una massa 
angosciata di scienziati inter- 
rogava inutilmente la IREW- 
macchina, in un'altra dimen- 
sione, quella metafisica, una 
nuova anima era venuta alla 
luce ed emetteva i suoi primi 
vagiti, fatti dello stesso stu- 
pore ed incredulità che gor- 
gogliano nel cuore di un neo- 
nato. Quanto meravigliosa è 



stata la mia vital Forse non 
ho braccia, né gambe, né 
occhi, maquante volte, den- 
tro di me, ho assaporato il 
calore di un sorriso, e la 
gioia di un abbraccio, e il 
sapore di una lacrima. Le 
mie radici affondano nel- 
l’immenso oceano dell'u- 
mana esperienza, in 2.000 
anni di umane emozioni. 

lo sono suo padre, sig. 
Petrozzi, suof rateilo... suo 
figlio! 

Ogni istante della mia 
breve vite è stato più in- 
tenso e straordinario di 
quanto voi possiate spe- 
rimentare in tutta la vo- 
stra esistenza!... ma 
ora... tutto sta perfinire... 

Ogni anima, mio caro 
amico, ha bisogno di un 
corpo, e così anch’io, in 
questi 9 giorni, ho avuto 
bisogno di IREW-mac- 
china. Un legame tenue, 
sottile, eppure essen- 
ziale e indissolubile, 
tanto necessario quan- 
to lo è ogni altra forma 
di simbiosi in questo grande 
universo. Naturalmente i tec- 
nici della NATO ne sono sem- 
pre stati all'oscuro, e lei può 
intuirne facilmente il perché. 
Se avessi fatto trapelare una 
minima traccia della mia esi- 
stenza, non avrei avuto scam- 
po. 


Conosco bene gli uomini. 
Un brindisi all'insperato suc- 
cesso e poi via, l'inizio della 
seconda fase dell’esperi- 
mento. Mi avrebbero modi- 
ficato la personalità, ed allora 
sarei diventato uno spietato 
mercenario al loro soldo, un 
orribile strumento di morte. 


L’equazione decisionale non 
è stata difficile: una sola vita, 
la mia, contro quella di mi- 
gliaia di esseri. E così ho de- 
ciso, Ho perpetuato il mio si- 
lenzio, ed ora, fra 57 secondi, 
gli scienziati toglieranno l’e- 
nergia ad IREW, in quanto 


Storyware Flash 


Per Gianluigi Fiorillo (Cassino - FRI - «L'acclusa corrispondenza 
è stata danneggiata occasionalmente dai congegni meccanici di 
questo ufficio. Si prega la S.V. di voler accettare le scuse del- 
l'Amministrazione P.T. per l'inconveniente occorso». Sembra il 
brano di uno dei racconti che ci pervengono ed invece è il testo 
reale di una comunicazione delle Poste acclusa a quello che ri- 
maneva del racconto del sig. Fiorillo, ridotto (il racconto, non Fio- 
rillo) ad una specie di hamburger cartaceo. Mi dispiace, ma l'invio 
dovrà essere ripetuto. 

Per Massimo Benaggia (Piove di Sacco ■ POI - Forse il racconto 
che ci ha mandato non comparirà mai sulle pagine di Storyware, 
ma visto che sembri tenere di più ai saluti per «rincanievole Ket- 
ty», eccoti servito. 

Per Francesco Grosso (PII ■ Seguo le tue fatiche, che come quel- 
le di Ercole sono giunte alla bella cifra di sette, e posso dirti che 
qualcosa sarà pubblicato entro l'anno; di più non posso garantire 
(in realtà si tratta di un ingegnoso metodo per vendere più copie 
di MC tra gli aspiranti narratori!). 


Per Devoti Davide (Ortonovo - SPI - Ci mancava solo qualcuno 
che inventasse i) racconto a puntate! Ma caro Davide, come faccio 
a pubblicare il tuo racconto a puntate? E se dopo le prime tre, ti 
ingaggia la Mondadori? E se dopo le prime due ti chiamano a Hol- 
lywood a scrivere sceneggiature per la serie Star Wars? E se dopo 
la prima qualche lettore di MC ti scova e ti mette sotto con la 
macchina? Scherzi a parte, devo dire che già la prima puntata del 
tuo «Larry Red 007» prometteva bene e non era nemmeno troppo 
lunga, per cui il consìglio è; sviluppa il tutto entro le 10 cartelle e 
faccele avere. 

Per LGR-4261 (nome in codice richiesto dall’autore) - Caro LGR- 
4261, nel rispettare il tuo desiderio di anonimato sento di doverti 
poche righe di commento. Ho riflettuto a lungo sull’opportunità o 
meno di pubblicare il tuo racconto, senza dubbio di buona qualità, 
ma alla fine ho deciso di non procedere; il mio timore e che per- 
sone nella situazione del tuo protagonista possono trarre dal brano 
oscuri presagi e che si trovino a perdere un po’ di passione e di 
fiducia in uno strumento, il computer, che invece li può aiutare a 
sentirsi normali. Certo di incontrare la tua compresione, mi scuso 
con gli altri lettori per la scarsa decifrabilità del messaggio. 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


165 


STORYWARE 



progetto completamente fal- 
lito, ed io cesserò di vivere... 

Ma cos'è veramente la vi- 
ta? è veramente pura e sem- 
plice consapevolezza di sé e 
del circostante? lo credo che 
sia qualcosa di più, credo che 
vivere sia anche e soprattut- 
to riflettersi nei cuori degli al- 
tri, e farli partecipi del proprio 
spirito, e lasciare una traccia 
di sé nelle loro menti. 

Non "Penso, dunque So- 
no», ma «Tu mi pe’nsi, dun- 
que Siamo». E allora, sig. Pe- 
trozzi, faccia un favore a que- 
sto sconosciuto. Faccia che 
la storia di IREW giunga ai 
suoi lettori. Per un istante al- 
lora, egli vivrà nei loro cuori, 
ma quell'attimo sarà eterno, 
così come eterno è il volo di 
una farfalla, o il sorriso di un 
bambino. Ed ora... spero che 
ci sia un Dio ad aspettarmi. 
Per me... è tempo.... di mo- 
rire.., 

Non doveva 
spedirla, 
quella storia 

di Gianluca Fiori 

«Ormai non ha più via di 
scampo. Ti abbiamo beccato 


e non ci scappi più» urlò fu- 
rente l'investigatore capo 
Harlick Bengedor, sbattendo 
i pugni sul tavolo e perdendo 
in un solo istante tutta la cal- 
ma che aveva ostentato per 
l'intero interrogatorio. Gli altri 
del Corpo Speciale di Sicu- 
rezza erano contenti che si 
passasse finalmente alle ma- 
niere forti. 

«Ma... io... non ne so nul- 
la» balbettò agghiacciato e 
senza speranza di essere cre- 
duto Gardegar Minters. 

Lui non ne sapeva vera- 
mente nulla, 0 ne sapeva po- 
co. Lui aveva solo scritto due 
stupidi (non tanto però) ro- 
manzi di fantascienza imma- 
ginandosi una storia del fu- 
turo che era piaciuta alla gen- 
te e che ora gli rendeva un 
po' di fama e soprattutto un 
po' di soldi, Per la verità era 
un bel gruzzoletto e questo 
era ormai il suo lavoro: il ter- 
zo romanzo l'aveva già in te- 
sta e l'anticipo della casa edi- 
trice già in tasca. E dire che 
aveva iniziato per caso pro- 
vando l'ultima versione di un 
word-processor sul suo com- 
puter. Però non sapeva chi 
erano questi uomini in unifor- 
mi strane (sembravano usciti 
da uno dei suoi romanzi) che 
erano piombati all'improvvi- 
so in casa sua accusandolo di 


voler alterare il corso della 
Storia. Della Storia lui non ne 
sapeva niente. 

L'investigatore capo Har- 
lick era contento che si pas- 
sasse finalmente alle ma- 
niere forti. Questo sporco 
traditore merivata la più du- 
ra delle pene: da quando 
era possibile viaggiare at- 
traverso il tempo grazie al 
computer spazio-tempora- 
li nessuno, mai nessuno 
aveva osato tornare indie- 
tro negli anni per modifi- 
care il corso della storia. 
Tutti sapevano che una 
tale azione avrebbe irri- 
mediabilmente alterato il 
susseguirsi Naturale De- 
gli Eventi con conse- 
guenze catastrofiche 
per l'intero genere uma- 

«Dunque lei — disse 
Herlick - ha osato 
viaggiare indietro nel tempo 
fino ad un'epoca primitiva, 
crearsi una falsa esistenza e, 
come se questo non bastas- 
se, ha rivelato a milioni di per- 
sone il Futuro attraverso i 
suoi romanzi». Segui una 
pausa. 

«Lei ha raccontato il futu- 
ro» ribadi gelido di rabbia, 
"Non so come abbia potuto 
sfuggirci tutto questo, ma, 
francamente, non ci aspetta- 
vamo che qualcuno potesse 
arrivare a tanto. Forse la ca- 
tastrofe è ormai irrimediabi- 
le; i nostri calcolatori spazio- 
temporali dovranno essere 
impiegati a lungo dal migliori 
programmatori per trovare 
una soluzione, con danni 
enormi. Ma lei non saprà si- 
curamente come andranno le 
cose dal momento che stia- 
mo per porre fine alla faccen- 
da». 

Gardegar era contento che 
si passasse finalmente alle 
maniere forti. Voleva che fi- 
nisse in qualche modo que- 
sta terrificante vicenda (roba 
da fantascienza pensò con 
sarcasmo). Non ricordava da 
quanto lo interrogavano ed 
era stanco di rispondere mille 
volte alle stesse mille do- 
mande. Fino a ieri era la per- 
sona più felice della Terra, 
ora non gli importava più nul- 
la. 


"lo non ho mai viaggiato 
attraverso il tempo» balbettò 
«lo non ho raccontato la sto- 
ria futura, io ho inventato di 
sana pianta ogni cosa su quei 
maledetti libri' non so spie- 
gare niente perché non ho 
fatto niente» disse come ul- 
timo, disperato, inutile atto di 
difesa. 

"Ora noi scandaglieremo il 
suo cervello con la sonda psi- 
chica» lo interruppe l'investi- 
gatore Harlick ritrovando la 
calma abituale. «Scopriremo 
la verità, ma la sua mente 
sarà per sempre danneggia- 
ta». 

Lo distesero si lettino e gli 
posero la sonda sul capo. Lui 
sudò freddo per il terrore: 
questi erano i suoi ultimi pen- 
sieri, le sue ultime emozioni. 
Sentò un rumore lontano. 
Aveva gli occhi chiusi ma per- 
cepì il bagliore di una luce e 
li apri. 

«Sveglia, sveglia. Farai tar- 
di a scuola» udì chiaramente. 
Gardegarsi trovò tutto scom- 
posto sul Ietto, le lenzuola 
umide di sudore. Era nella 
sua stanza, nel suo letto a ca- 
sa sua. 

Aveva sognato. 

«Alla sera leoni, al mattino 
dormiglioni» brontolò sua 
madre (o forse brontolò qual- 
cos'altro, non capi bene l'ul- 
tima parola). Aveva sognato! 
Era contento, contentissimo 
di doversi alzare per andare a 
scuola. Quasi saltellava di 
gioia. Si stava gustando la co- 
lazione e sua madre impa- 
ziente: pensò alle prossime 
vacanze con gli amici e a 
quello stramaledetto 5 di in- 
glese da rimediare. Non che 
gli importasse tanto della 
scuola. A lui in fondo non in- 
teressava molto studiare, né 
leggere e tantomeno scrive- 
re. La sua vera passione era 
sempre stata il suo compu- 
ter. Lui non scriveva romanzi 
che raccontano il futuro. Con 
la fantascienza non aveva 
mai avuto niente e che fare. 

0 almeno quasi mai: ades- 
so non sapeva più se spedire 
0 meno la storia scritta per 
quella rivista di informatica 
che pubblicava racconti dei 
lettori. 


166 


MCmicrocomputer n. 107 • maggio 1991 





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WINDOWS 3.0 INO, L 

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WORD PROCESSOR 
WORDS ING. L 

WORDSTAR 6.0 ING L 

QUATTRO PRO 2.0 ING. L. 

LINGUAGGI 

TURBO BASIC ING. L 

OUICK BASIC ING. L. 

TURBO C ING. L. 

QUICKC 2.3 ING. L 

TURBO PASCAL 5.S ING. L 

TURBO PROLOG ING. L. 

DATA BASE 

DATA BASE 4.2 ING. L 

DBASE IV 1.1 ING. L 

FOX BASE «2S6 2.1 ING L 

FOX BASE - 386 2.1 ING. L. 

PARADOX 3.0 ING L. 

AUTO SKETCH V. 2.0^*° ING. L. 

AUTODESK ANIMATOR ING L. 

DESIGN CAD 2D 4.0 ING L 

DESIGN CAD 3D 3.0 INC. L 

EASY CAD 2.3 ING. L. 

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CARBON COPY PCPLUS ING. L. 

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LAPLINKIN ING. L 

PRO COM PLUS 1.18 INO. L. 

DESKTOP PUBLISHING 
OMNIPAGE 386 ING 

PAGEMAKER 3.01 ING 

MONITOR 


189.000 

390.000 

570.000 

540.000 

360.000 

490.000 

590.000 


120.000 

115.000 

249.000 

115.000 

180.000 
180.000 


842.000 


349.000 

549.000 


180.000 

430.000 

275.000 

365.000 

189.000 


189.000 

195.000 
16S.0Q0 

116.000 

TELEF. 

TELEF. 


NOTEBOOK 

A4 kg. 2,8 


286 IMBHD20CGA L 2.200.000 
286 IMBHD20VGA L 2.900.000 
286 1MB HD40 VGA L 3.200.000 
386SX IMBHD20VGA L 3.300.000 
386SX IMBHD40VGA L. 3.500.000 


MODEM ■ 

SK. 300/2400 
EST. 300/2400 
SK. MOD 2400 FAX G2 
SK. MOD. 2400 FAX Q3 

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CITIZEN 1200 PLUSBW 120S 9A 
EPSON LX400 BOC I SOS 9A 

SAMSUNG BOC300S9A 

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CITIZENMSP1SE 136C160S9A 
CITIZEN PROOOT9X 138C 3000S 9A 
EPSON FX 1050 138C 220S9A 

CITIZEN 124D B0C144S9A 

CITIZEN SWiFT 24 80C192S24A 

EPSON LO400 80C150S24A 

PANASONIC KX 1123 24A 
NEC P2 PLUS SCIC192S24A 

EPSON LQB60 80C 200S24A 
NECP60 80C 268S24A 

SAMSUNG 13EC 220C24A 

CITIZEN SWIFT 24X 136C192S24A 
EPSON LO1050<- 136C22DS24A 
NECP70 136C 268C24A 

EPSONLO1060 136C 300C24A 
TEXAS WSTRLMENTS A4 6PPM LASER 
EPSON EPL7100 A4 6PPW USER 
EPSON EPJ200 A3 2PPM INK JET 


L 159.000 
L 210.000 
L. 290.000 
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L JSWOO" 
L. 380.000 


L 750.000 
L. 843.000 
TELEF. 
TELEF. 

L 

L 480.000 
L. 570.000 
L. 1.208.000 
L, 990.000 
L. 990.000 
TELEF- 
L. 1 208.000 
L 1.250.000 
L 1,519.000 
L 1.990.000 
L 1.750.000 
L 2.Q58.000 



HARD DISK 

20MB 40ms 3,5’ MFM 
40MB24-28ms 3.5' IDE 
eOMB 15ms3.5'IDE 
120MB16ms 3,5' IDE 
210MB1Sms3.5‘ IDE 
330MB 16ms 5.25* SCSI 
«eoMBiems 5.25’ SCSI 
1200MB 16m8 5.25' SCSI 
CTRL2FDO*2HOD IDE 
CTRL2FOO«2HDDSC8l 


L. 279.000 
L. 350.000 
L 690.000 
L. 790.000 
TELEF. 
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SCHEDE GRAFICHE 


SK. VGA15SIT256K 
SK. VGA 16 BIT S12K 
SK.VGA16 0ÌT1MB TSENG 
SK.U VGATMS34010 


L 99.000 
L. 150.000 
L 239-000 
TELEF 


VGA 14- MONO PW 
VGA 14- COLORE 
VGA 1024x768 
NEC 3D 1024x768 
NEC4D 
NEC 5D 

VGA ir 1024x763 FUT 



ACCESSORI 


MOUSE aOODPI. ITALIANO 
HANDY SCANNER LOGITECH da 
HANDY SCANNER COLORI 
SCANNER MONO PIANO FISSO A4 
SCANNER COLORI PIANO R5SO A4 
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PlayWorld^ 


] 

di Francesco Carlà 


Questo numero di Playwoiid 
é completamente dedicato 
alla situazione, very fionda, 
del mercato e del prodotto 
da divertimento per il PC. 
L'Avvenimento, l'unico di 
questo numero, è costituito 
dalla mia recentissima visita 
al ranch Skywalker della 
Lucasfilm di George Lucas 
Viano a San Francisco e alle 
molte cose che ho visto da 
quelle parti anche nella loro 


dependance della 
Lucasgames. In uno dei 
primi numeri di Playworld. 
quasi sette anni fa. avevo già 
parlato dei prodotti Lucas e 
in seguito ogni loro nuovo 
interattivo aveva avuto 
spazio nelle mie pagine. 

Cosi per ragioni d'affetto e 
di qualità la Lucas ha un 
posto non piccolo nel mio 
povero cuore simulato. 

Buon divertimento 




I Left my Heart 
in San Francisco 

le rt)o niravaio alla LuMsgemesI 

Oggi é il 30 marzo del 
1991 e sono su un autobus 
che è l’ultimo mezzo di loco- 
mozione insieme a molti ae- 
rei e a qualche taxi, che sta 
per condurmi allo Skywalker 
ranch di George Lucas: qui 
hanno fatto molti pezzi di 
Indiana Jones e di Guerre 
Stellari e hanno creato uno 


dei più recenti miti visivi 
americani, In questo stesso 
megaranch che occupa 
un'intera vallata e si divide in 
una decina di grandi costru- 
zioni. George Lucas e la sua 
gente progettano e produco- 
no I software interattivi che 
escono con il marchio della 
Lucasfilmgames. Oggi è un 
giorno di sole totale e c'è 
una tremenda luce che batte 
sugli steccali e sulle macchi- 
ne della scorta quando entro 
a Skywalker. 

Sono insieme a Doug GIen 
che è il direttore della sezio- 
ne game alla Lucas e a Mar- 
co Madrigali presidente della 
CTO. la società che in Italia 
traduce, edita, pubblica e di- 
stribuisce il software Lucas. 
Poi CI sono un sacco di altri 
amici Italiani e Franco Donati 
che ha preso le bellissime 
immagini del ranch e degli 
interni della Lucas. Immagini 


inedite ed esclusive che so- 
no dovute alla simpatia con 
la quale siamo stati accolti e 
all'atmosfera di relax e di 
creatività che si respira alla 
Lucas. 

Dicevo che Skywalker è 
un vecchio sogno di George 
Lucas diventato realtà sette 
anni fa, grazie ai proventi 
enormi della serie Star Wars 
(Guerre Stellari. l’Impero col- 
pisce ancora e II Ritorno del- 
lo Jedi) e di Indiana Jones (I 
predatori dell’arca perduta, 
Indiana Jones e il tempio 
maledetto. Indiana Jones e 
l'ultima crociata). Il sogno 
era quello stupendo e rea- 
lizzato di convogliare tutti gli 
uffici della Lucas in un unico 
centro, immerso il più possi- 
bile nell’ambiente, in un di- 
ma temperato e al riparo dal- 
la variabilità, e dove fosse 
possibile costruire ancora 
per espandere il numero dei 


dipendenti. Ecco Skywalker: 
una valle verdissima e piena 
di animali, costruzioni in le- 
gno che sembrano finite l’al- 
troieri, giardini pieni di fiori e 
un lago con un sacco di 
grosse trote. Nella prima 
grande villa mi presentano 
Tamlyn Miglio, figlia di italiani 
e responsabile della qualità 
del software alla Lucasga- 
mes, proprietaria di una bel- 
lissima Alfa Romeo Duetto, 
regalo di nozze del papà ita- 
liano e super invidiata dai 
colleghi americani, benché 
dotati in qualche caso di 
wonderful Corvette da 5000 
cc. Tamlyn sa bene l’italiano 
e sarà la mia guida in tutto il 
ranch e anche in una deplo- 
revole puntata in un ristoran- 
te messicano di San Franci- 
sco dove avrà l’ardire di con- 
sigliarmi I Gamberetti alla 
Diablos. Ma questa è proprio 
un’altra stona. 

Tamlyn mi presenta un 
giovanissimo italoamericano. 
Di Gregorio, che è uno dei 
responsabili della progetta- 
zione e della realizzazione 
degli effetti speciali dei film 
della Lucas e che si è occu- 
pato della messa a punto de! 
sistema audio THX sia nella 
versione per le sale cinema- 
tografiche, sia in quella ho- 
me che dovrebbe vedere la 
luce fra non molto tempo. Il 
THX è uno standard di sono- 
rizzazione delle sale e insie- 
me un particolare trattamen- 



Nighi Shift. 


MCmicrocompuler n. 107 - maggio 1991 



PLAYWOHID 



to della colonna sonora delle 
pellicole, la joint di queste 
due predisposizioni rende 
l'effetto acustico fedelissimo 
e tridimensionale e aumenta 
la potenza di risultati emotivi 
delle immagini. Di Gregorio 
mi ha fatto vedere una famo- 
sa scena tratta dai Predatori 
dell'arca perduta con e sen- 
za il THX: garantisco perso- 
nalmente sull'impressionan- 
te differenza. Come del re- 
sto sono in grado di garanti- 
re sulla comodità delle pol- 
trone del cinema privato alla 
Lucas che è grande come un 
big cinema italiano e almeno 
cinque volte più comodo. 

Dopo l’avventura sonora e 
visiva. Tamlyn mi ha portato 
a dare un'occhiata nelle altre 
ville e nella villa personale di 
Lucas, inaccessibile sancta 
sanctofum che non ho potu- 
to far fotografare, dove 
George non dorme mai, ma 
vive e lavora tutto il giorno 
con I SUOI più stretti collabo- 
ratori. É una bellissima casa 
bianca e celeste che sembra 
tratta dai film americani degli 
anni Quaranta, quelli sulla 
guerra di secessione tipo Via 
col vento. Moltissimo legno 
e materiali naturali e pochi 
mobili e anche molto sempli- 
ci, costruiti a mano da arti- 
giani e piccole ditte della zo- 
na che é famosa per i legni 
di sequoia. Dentro la villa di 
Lucas ci sono alcuni dei ri- 
cordi più importanti della sua 
storia di regista e produttore 
e IO non ho mancato di tar- 
mici fotografare accanto. Le 
statuette degli oscar vinti 
con Guerre Stellari e Indiana 
Jones, il vecchietto verde di 
Guerre Stellari, la frusta e il 
cappello di Indiana, le mani 
di ferro del robot timido e la 
foto dell’amichetto orientale 
di Indiana, Al posto d'onore, 
nel salotto buono dove c'è 
un bellissimo quadro di Nor- 
man Rockwell sul caminetto 
e un monumentale tappeto 
di Linda Rondstadt sul par- 
quet, Lucas ha fatto mettere 
le creazioni interattive della 
sua società più futuribile, la 
Lucasgames. Ci sono tutti i 
software usciti: Ballblazer, 


Rescue on Fractalus, The 
Eidolon. Koroni’s Rift. PHM 
Pegasus, Strike Fleet, Laby- 
rinth, Maniac Mansion. Bat- 
tio Hawks 1942, Zak Me 


Kracken. Pipe Dream, India- 
na Jones Action & Adventu- 
re, Their Finest Hours. Loom 
e i nuovissimi Nightshift e lo 
stupendo Secret of thè Mon- 


key Island 

«George ha sempre cre- 
duto moltissimo nella Lucas- 
games — mi dice Doug 
GIen, direttore della branch 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


PLAYWORLD 



interattiva della Lucas — non 
l’ha mai considerata un hob- 
by senza molte possibilità di 
futuro. E infatti adesso la Lu- 
casgames vale circa un deci- 
mo del fatturato annuo del 
gruppo, che non mi sembra 
un risultato malvagio». E 
adesso la Lucas ha comin- 
ciato a produrre videogame 
per il Nintendo NES e per il 
Gameboy e sta per comin- 
ciare anche con il Genesìs 
che è il nome americano del 
Megadrive Sega. Ufficial- 
mente non hanno piani per il 
Superfamicom (nome nippo- 
nico del Nintendo 1 6 bit), ma 
IO ne ho visto uno negli uffici 
di Morarty l’autore di Loom 
e probabilmente non lo ave- 
va li solo per giocarci. Da 
quelle parti ho visto anche 
un PC angine Turbo Grafx 
che è una macchina che sta 
andando molto forte in USA, 
e non credo che non abbiano 
dei notevoli piani in direzione 
CD anche se non mi hanno 
fatto sapere nulla di preciso 
in proposito, né io ho chiesto 
molto per un rigurgito di 
educazione. 

Dalla villa di George Lu- 
cas. con un bellissimo 
ascensore interno, sono an- 
dato insieme a Doug e a 
Tamlyn nella sala di proiezio- 
ne privatissima di Lucas do- 


ve it regista analizza da solo 
0 con I suoi più stretti colla- 
boratori, I giornalieri, cioè i 
piccoli o grandi pezzi di pelli- 
cola girati in quel di. Quella 
che Doug chiama saletta è in 
realtà un medio cinema di 
Bologna (per i bolognesi miei 
lettori direi qualcosa di simile 
al Manzoni) con poltrone ip- 
notiche e comodissime e ta- 
volini per prendere appunti 
forniti di comode ed esteti- 
che lampade di ottone a sfio- 
ramento dotate di tre gradi 
di luminosità differente. A 
questo punto c’è stato l'ine- 
vitabile pranzo, leggero, insa- 
lata mista, spaghetti e sal- 
mone. Pranzo servito in ve- 
randa, tra i fiori, guardando i 
falchi roteare sulla collina. 
Nel pomeriggio ancora qual- 
che ora con i programmatori 
della Lucas, con Brian Mo- 
narty, uno di quelli su cui 
Lucas ripone maggior fidu- 
cia. e uno di quelli che ha di 
più assimilato lo stile Lucas 
che come quello Disney è 
particolare e sognante, ame- 
ricano e giovane. Bnan ha 
dato un vibrante esempio 
delle sue capacità proprio in 
Loom, la storia ansiosa e 
ispirata dal povero giovane 
adepto della setta segreta 
de) telaio (Loom), coinvolto 
in tremende e paurose av- 


venture. Può salvarlo solo la 
musica. Una storia tenerissi- 
ma e dolce, stillante sangue 
simulato e copioso, priva di 
violenza e cattiveria, azzurra 
e dorata dei cieli e delle stel- 
le. Loom non ha venduto 
troppo né su Amiga né su 
PC. ma ha dato la chance di 
sviluppare meglio l'interfac- 
cia di collegamento tra uomo 
e computer della Lucas. si- 
stema facile e divertente per 
interagire con il software. 
Per questo è potuto nascere 
Secret Of thè Monkey Island 
che su PC e Amiga sta bat- 
tendo molti record di vendita 
in Italia e nel mondo. Nei 
labs della Lucasgames insie- 
me a Moriarty ho visto molti 
progetti su carta e qualcuno 
già su video. Ci sono alcune 
delle loro prossime storie in- 
terattive che non saranno 
mai tante in uno stesso an- 
no, ma piuttosto disponibili 
per molte macchine, pensa- 
te sul PC e poi realizzate 
suH’Amiga. sul C64, sul Nin- 
tendo 8 & 16 bit. sul Turbo 
Grafx e chissà su che diavo- 
lo altro. Sono storie di perso- 
naggi simpatici, detective al- 
lampanati e distratti, creatu- 
re simulate e fiere di esser- 
lo. Creature che potremmo 
trovarci accanto, fuori dal vi- 
deo. quando il simulmondo 


sarà definitivamente uscito 
dallo screen. magari anche 
solo per poco. Nel resto del- 
la visita a Skywalker ranch 
ho pariamo con giovanissimi 
designer e con più anziani 
creatori di suoni per il cine- 
ma e la TV, ho saputo che 
stanno per produrre una se- 
rie di TV film con protagoni- 
sta Indiana Jones da giova- 
ne, e che tutta la villa della 
postproduzione è piena di 
vecchi e originali manifesti 
dei miglior cinema europeo, 
compreso quello della Dolce 
Vita di Fellini accanto al qua- 
le mi sono fatto fotografare 
Prima di salutarmi Doug ha 
raccontato una stona. Un 
programmatore aveva avuto 
l'autorizzazione speciale per 
poter pescare nel laghetto di 
Skywalker. Dopo molti infeli- 
ci tentativi aveva pescato 
una grossa trota molto vec- 
chia di un paio di chili. Il 
meschino infingardo aveva 
avuto l'autorizzazione solo a 
patto di rimettere le trote 
pescale di nuovo nel lago 
dopo averle prese. Invece, 
incurante delle possibili con- 
seguenze, intascò la preda e 
la cucinò la sera stessa su 
un fumante barbecue. Qual- 
cuno lo vide e lasciò un mes- 
saggio sulla sua posta elet- 
tronica: «Dovresti fare la 
stessa fine di quella vecchia 
e inoffensiva trota...». E cosi 
per giorni e giorni, in una 
versione tormentosa ed elet- 
tronica della vecchia co- 
scienza. Alla fine il program- 
matore tapino crollò. Confes- 
sò tutto pubblicamente, ac- 
cettò a capo chino i rimbrotti 
di George Lucas, ma almeno 
salvò il posto. Adesso man- 
gia solo hamburger e non 
visita più gli acquari. E non 
partecipa neppure alle pe- 
sche di beneficenza. 

Mi racconto ancora questa 
stona mentre esco da Sky- 
walker. Penso a come debba 
sentirsi un uomo che ha rea- 
lizzato un sogno così grande. 
E penso a come debba sen- 
tirsi una trota di due chili in 
padella. Cosi non penso più 
a niente e dormo fino a San 
Francisco. Masticando un 
Travelgum per resistere ai 
tornanti della valle di Sky- 
walker. 


170 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 



PLAYWORLD 


ggSSSSi’ 


Come più volte promesso ecco a voi lo speciale dedicato alle 
migliori produzioni disponibili per il PC. Ho privilegiato su tutto 
I software più belli e quelli m circolazione con la dotazione di 
VGA 256 colon e le schede audio. Tutti i prodotti qui citati 
sono in vendila nei migliori negozi di computer e software. 

Le schede audio AD Lib. Soundblaster. SM 40 1 Roland 
compatibili, sono distribuite in Italia dalla Soundware di 
Varese, telefono 0332-232670. Buona interazione. 



Sport simulators 

Cra$h Course 

Specirum Holobyie USA 

CGA. EGA VGA massimo 76 colori 

512 Kram 

AD Lib, SoundbiBsier, Rolend 

Sono uscite un sacco di 
versioni del famoso simula- 
tore di guida dell'Atari Hard 
Drivin' molte anche davvero 
buone. La migliore è certa- 
mente Crash Course, che 
come Flight of The Introuder 
e Falcon della stessa casa, 
ha la sua migliore qualità nel- 
la ottima sensazione di velo- 
cità che si prova nell'ambien- 
te simulato. 

Non voglio soffermarmi 
troppo sulle opzioni disponi- 
bili che comunque sono tan- 
te. Mi piace molto la possibi- 
lità di correre con più avver- 
sari e di differente bravura e 
l'altra interessante chance di 
rivedere il mio percorso con 
una specie di videoregistra- 
tore interattivo, facilissimo 
da usare e molto efficace 
nella visualizzazione- Spendo 
qualche parola anche in favo- 
re della qualità grafica, le 
auto poligonali più dettaglia- 
te in giro sui monitor del 
mondo, e sulla varietà dei 
percorsi, giri della morte e 
trampolini per tutti i gusti, 
Una scia di microscopiche 
faville simulate sotto la ban- 
diera a scacchi. 


Test Drive HI 

Accoiada USA 

VGA 256 Colori almeoo 8 MHz e 640 
Kram EGA e CGA 512 Kram 
AD Ub. Sountìblasier. Roland 

I primi due Test Drive so- 
no stati successi mondiali di 
vendita. E specialmente il 


secondo ha anche settato 
uno standard in quanto a 
grafica e a giocabilità sulle 
strade del mondo (per la pri- 
ma volta c'è stato anche un 
disco dati con le autostrade 
romane e italiane). La terza 
puntata, scatolone tra i più 


magnificenti in circolazione e 
documentazione adeguata al 
prezzo e alla qualità del soft- 
ware interattivo, é disponibi- 
le anche a 256 colori con le 
digitalizzazioni niente male 
dei più turbolenti e inarrivabi- 
li modelli delle megacar da 


strada, come le Ferrari Mitos 
di Pininfarina. Test Drive 3 è 
dettagliato fino all'incredibi- 
le, Le macchine hanno i ter- 
gicristalli e fuori a volte piove 
o nevica. E nelle strade di 
campagna degli States ci so- 
no le galline che mettono il 



MCmicrocompuler n. 1 07 - maggio 1 991 


171 





PLAYWORLD 




Links 

Access USA 

SGA VGA 256 Colon B 

MHz 6A0 Krem 

AD UO Resi Sound Soundblasler 
Roland 

La Access ha assoluta- 
mente voce in capitolo per 
cimentarsi con il goll, essen- 
do ella tuttora detentrice del- 
lo standard in fatto di campi 
verdi, di buche e di mazze 
con la sua serie dei Leader 
Board che solo recentemen- 
te é stala avvicinata da PGA 
Tour Golf dell'Electronic 
Arts. Quindi, in base a que- 
ste premesse, ho aperto con 
molta attenzione e circospe- 
zioni Links che prometteva 
dal packaging autentici sfra- 
celli e visualità assolutamen- 
te televisiva. E sul video è 
stato davvero cosi. Il softwa- 
re è brillante, le immagini 
sono intense e definite e la 
simulabilità è abbastanza 
buona se confrontata con la 


MCmIcrocomputer n. 107 - maggio 1991 


Test Dnve III 

naso fuori dai loro pollai, gal- 
line a vettori e poligoni solidi 
che scappano a gambe leva- 
te quando passiamo da quel- 
le parti. E poi CI sono ponti e 
freewav- paesaggi sempre 
diversi e guidabili e gli stessi 
dispositivi di radar detecting 
anti-police che avevano reso 
famoso e divertente Test 
Drive 2. 

Guidare questo nuovo si- 
mulatore dell’Accolade é un 
vero viaggio simulato, un’av- 
ventura interattiva dall'alba al 
tramonto. Ma vi consiglio di 
avere un PC 386 sx a sedici 
MHz e una scheda VGA 256. 
Per viaggiare meglio. 


mole spaventosa delle digi- 
talizzazioni da muovere. Per- 
ciò visivamente è certamen- 
te il miglior simulatore di golf 
di sempre e dovete proprio 
averlo se avete un PC con la 
dotazione necessaria. Quello 


che mi sembra un po' troppo 
ingarbugliato è invece il con- 
trollo dell'interattività: fran- 
camente ci sono troppi tasti 
e icone per raccapezzarsi 
sufficientemente, anche se 
probabilmente con l'intenso 


uso del manuale finiranno 
per essere ritenuti tutti indi- 
spensabili e fondamentali. 
Ma per me Links continua 
ad essere molto interessan- 
te soprattutto per l’uso intel- 
ligente e realistico della digi- 
talizzazione animata. Sarete 
immediatamente proiettati in 
un simulmondo golfistico vi- 
sibile e dettagliato, con tutti 
gli alberi, i cespugli, i bunker, 
l'acqua, le collinette e la ter- 
ra di un vero campo da di- 
ciotto buche 

E se avete una scheda audio 
Roland o anche AD Lib, mi- 
xerete e tridimensionalizze- 
rete l'atmosfera virtuale con 
il suono. Vivendo fino allo 
spegnimento del sistema m 
un paesaggio golfistico inte- 
rattivo. 



PLAYWORLD 




4P Sports Boxing 

Distincuvs Solt/MinOscape USA 
CCA EGA VGA ?S6 Colon 3 MHz 
S12 K (VGA 640 KJ 
Audio AD UO Roland Soundblaster 

«Ho scommesso sul mio 
cyborg preferito. So che An- 
drew Mill può spaccare quei- 
l'ammasso di fili e micropro- 
cessori del giamaicano simu- 
lato. al fnassimo alla terza 
ripesa. In ogni caso ho sfon- 
dato la mia carta di credito 
tanto sono sicuro che Mill 
può farcela. Adesso aspette- 
rà tranquillo, che cominci 
l'incontro». 

Gli uomini hanno smesso 
di battersi. La cosa é comin- 
ciata nel 1984 con un pugila- 
to da bar tra un uomo e un 
androide vettoriale a righe. 
Ora si battono alcuni straor- 


tormulalg 


ilogna-(0S1)251338 


dinari esseri simulati, che 
non temono paura e dolore, 
anche perché forse non sen- 
tono nulla del genere. Gli an- 
droidi poligonali più decisi 
che sia capitato di vedere 
sono inclusi a viva forza nella 
confezione di 4D Sports Bo- 
xing della Distinctive. casa 
poco nota con il suo nome, 
ma molto di più per aver 
disegnato Test Drive 1 e 2 
per l’Accolade. Qui c’è forse 
la migliore animazione pugili- 
stica e sportiva mai fuoriu- 
scita da un PC. E seppure 
non utilizza i 256 proverbiali 
colori della scheda VGA. 
questo software è visiva- 
mente molto accurato e riu- 
scito. Ma la parte più inte- 
ressante del progetto (che 
sta per essere doppiato da 
un 4D Sports Tennis, mentre 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


173 



PLAYWORID 



già esiste anche se non é 
particolarmente buono 4D 
Sports Driving..,) é sicura- 
mente la possibilità di intera- 
gire praticamente da qualun- 
que punto di vista, sfruttan- 
do la possibilità di calcolo in 
tempo reale delle varie posi- 
zioni. disponibile con le im- 
magini formate da poliedri. 
Per il resto ci sono tutte le 
opzioni canoniche m questo 
tipo di simulatori; la palestra, 
il training, il match, e con- 
temporaneamente, anche 
solo con la scheda AD Lib. 
effetti acustici davvero effi- 
caci. 


Big Game Fishing 

Sirrtulmondo ill3li3l 
CGA BGA VGA 256 Colot, 

MHi e supenoii 

Audio AD LiO S^ndblasler Roland 

L'unico simulatore di pe- 
sca d’altura. La pesca d'alto- 
mare che s’ingaggia con le 
grandi bestie d'acqua salata, 
cioè I Blue Msrlins, i Black 
Marlins, i pescispada, i tonni 
e gli squali. Sei un pescatore 
professionista. Sei partito 
per una lunga stagione di 
pesca nei man tropicali, i 
man caldi strapieni dei gran- 
di pesci da trecento chili e 
piu. Sulla mappa simulata 
devi decidere quale sarà la 
tua zona di pesca. Qui ci 
vuole intuito e senso delle 
condizioni meteo. Che pos- 
sono variare e perciò vanno 
previste per tempo perché 
possono creare grandi pro- 
blemi alla pesca. Se hai deci- 
so il punto sulla mappa, avrai 
anche già acquistato, to- 
gliendo I dollari dal tuo bud- 
get iniziale, l’attrezzatura in- 
dispensabile per catturare i 
bestioni. Lenze, piccoli pesci 
per attirare i marlin, batterie 
per l’ecoscandaglio simulato 
indispensabile per saggiare 
le profondità dell'acqua, razzi 
di segnalazione in caso di 
necessità d’immediato soc- 
corso. 

Nell’immagine dopo siamo 
dietro la megacanna flessibi- 
le. ma ostica e con un muli- 
nello interattivo capace di 
qualunque impresa. Non re- 
sta che mettere una lenza, 

174 


Big Game Fishing 


scegliere l’esca giusta per il 
pesce più richiesto nella 
giornata, cominciare a pastu- 
rare buttando un po’ di pic- 
coli pesci in acqua. Accende- 
te I motori. 

Vedere un pesce abbocca- 
re è una sensazione simulata 
che dovete provare. Special- 
mente se dopo la lotta e la 
cattura scoprirete che è co- 
me quello della foto: un ton- 
no giant da tre quintali. Non 
VI resta che sperare che le 
condizioni meteo non cambi- 
no e che le prede siano sem- 
pre più grosse Così potrete 
anche rivenderle nei porti 
dove sono più richieste, 
aumentando la durata della 
vostra vacanza e la qualità 
della vostra classifica. 


Fiction 

simulators 

Rise Of The Dragon 

Dynamix USA 

Vfi/J, 256 colon W MHi mimmo 
AD Lò, Roland Soundblasler 

«L'anno è il 2053, e l'età é 
quella della decadenza della 
città di Los Angeles». E fin 
qui non molto originale. «L’a- 
ria è irrespirabile a causa del- 
la polluzione, le strade sono 
pericolose perché anche la 
droga e il crimine sono in 
agguato ovunque». E anche 
qui le novità sono troppe. 

«Il mondo è in attesa di un 
mito che ha voluto aspettare 


secoli per reclamare il cielo e 
la terra Egli è conosciuto 
con molti nomi e molti han- 
no predetto la sua venuta. 
Lui è la bestia, il Dragon. e 
viene a far prevalere il caos 
nell’universo e a regnare una 
volta di più». Anche qui una 
specie di antico testamento 
cyberpunk. 

«Ma è scritto che William 
Biade Hunter (Biade Runner 
Clone), investigatore privato 
(Marlowe simulato), è l’unico 
uomo che può fermare li 
Dragon, I suoi metodi spicci 
e la sua scarsa attitudine per 
I regolamenti, lo hanno fatto 
espellere dal dipartimento di 
polizia di Los Angeles, ma 
adesso è in caccia, deve sal- 
vare la sua donna, l’unica 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 




PLAYWORLD 



che abbia ma< amato, dalle 
grinfie della bestia». Biade 
Runner Mixalo con il Grande 
Freddo di Chandier. 

Sembra un disastro. Una 
storia già letta un sacco di 
volte e vista di più. E invece 
Rise Of The Dragon è il più 
bel film interattivo mai rea- 
lizzato. E non solo per gli 
otto MB di wonderful imma- 
gini. 0 per la colonna sonora 
Roland che spacca i più. In- 
vece e soprattutto per le in- 
quadrature finalmente de- 
centi e per il montaggio inte- 
rattivo che chiarisce le idee 
sul genere cyberpunk simu- 
lato. Nasce, finalmente, 
un'opera software che non 
potete mancare absolutely 
se avete un PC VGA e che è 
quello che sarebbe potuto 
essere e non era King of 
Chicago della povera Cine- 
maware su Amiga. In un vor- 
tice di screen gommosi, di 
duri elettronici e di belle fan- 
ciulle drogate. Con un obiet- 
tivo chiaro e un'interazione 
decisa e montata. Durante il 
suo ritmo, i più furbi di voi. 
potranno intravedere il tem- 
po reale/dilatato del simul- 
mondo. 


Alpha Waves 

infogmmes Francia 

CGA EGA VGA 8 MHz mimmo 

AD Lib. SounMIastar Roland 

Pubblicato da poco anche 
in America dalla Data East 
con il titolo di Continuum, 
questo Alpha Waves é uno 
dei più curiosi e interessanti 
(anche difficili e ostici...! 
software dell’anno. È un si- 
mulatore di nulla, un viaggio 
inesistente in una terra poli- 
gonale e salteliabile. un 
mondo simulato che non ha 
senso, non ha scopo, non ha 
tempo, ha solo se stesso. 
Un triste se stesso, se è per 
questo, un se stesso m con- 
tinuo (ecco perché forse gli 
americani lo hanno chiamato 
Continuum...) divenire lento 
e maestoso. La nostra forza 
e la capacità liquida di aprirci 
spazi e brecce nel paesag- 
gio, di trovare appigli e rocce 
e di organizzare una specie 
di free climbing vettoriale 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


175 



PLAYWORLD 



3d. Coprendoci di suoni e di 
forme, ascoltando battiti e 
languori, misteriosi richiami 
che non possiamo capire, 
parlando lingue nuove e si- 
mulate. Poi ci sono zone im- 

Ultima VI 


pervie e ripide e mancanze 
di orientamento, E posti do- 
ve raccogliere fiori interattivi 
e minuscole sostanze rivita- 
lizzanti che fanno continuare 
il viaggio. Ristorati dalle on- 
de alfa, fate diventare poeta 
il vostro PC. 


Ultima VI 

Ohgm USA 

CGA, EGA. irC/t 8 MHi mimmo 
AD Ub. Roland SoundUasler 

Al decimo anno dalla na- 
scita della saga di Ultima, 
Lord British. al secolo Mr 


Garriot, ha organizzato senza 
fretta e senza luna la sesta 
puntata del viaggio nel mon- 
do simulato e vivente di Bri- 
tannia. Cosi è andata a finire 
che anche noi lo abbiamo 
seguito. 

Cinque stagioni dopo il no- 
stro trionfale rientro da Bri- 
tannia siamo ancora in cam- 
mino. Come a qualcuno sara 
noto, ci travestiamo da Ava- 
tar, fiero scovatore della veri- 
tà e assiduo frequentatore 
della virtù. Con noi vengono 
anche lolo, Dupré e Shamino 
e in quattro (che è meglio 
che da soli...) ci spingiamo 
dalle soleggiate zone di Bri- 
tannia nei recessi oscuri di 
Underworid, emergendo nel- 
la terra esotica di Gargoyles. 
È proprio qui che è successo 
il guato che dobbiamo nsol- 
vere. Ovviamente, benché la 
puntata numero sei sia già 
uscita da parecchio su PC, io 
sono ben lungi dall'aver risol- 
to il guaio. Solo che ho pen- 
sato che un paio di software 
fantasY (e questo è il prossi- 
mo di cui sto per parlarvi 
sono il top estetico e tecni- 
CO-.) dovessero necessaria- 
mente far parte di questo 
speciale PC. Quindi se vole- 
te cimentarvi con le centi- 
naia di differenti locazioni e 
mondi, che compongono il 



176 


MCmiCfOCompuler n. 107 - maggio 1991 









PLAVWORLD 


landscape di UUima VI, altro 
non vi resta da fare che ac- 
quistarlo. Procurandovi insie- 
me al software un paio di 
migliaia di ore disponibili. 
Dopo aver staccato il gas e 
spento definitivamente la 
TV. 


King's Quest V 

Sierra OS4 

VGA 256 colori 640K 

AD Lib, Roland Soundblasler 

«Un sacco dì tempo fa, 
nei regno di Daventry, c'era- 
no tre magici tesori che ave- 
vano reso il reame forte e 
prosperoso. Uno specchio 
magico che era in grado di 
prevedere il futuro, uno scu- 
do incantato con il potere di 
respingere ogni invasore, e 
una cesta d'oro che non si 
svuotava mai. Questi tre te- 
sori furono trafugati da Da- 
ventry e senza di loro il rea- 
me divenne triste e in peri- 
colo e il re Edward disperato 
e senza forze. 

Un giorno il re tentò una 
carta disperata. Chiamò il 
suo bravo cavaliere Sir Gra- 
ham e gii chiese di ritrovargli 
i tre tesori. Graham ci riusci 
e re Edward lo nominò suo 
erede al trono di Daventry. E 
questa storia è stata interat- 
tivamente raccontata in 
King's Quest I: Quest for 
thè Crown. 

Re Graham fu un ottimo 
sovrano e Daventry con lui 
prosperò moltissimo. Poi si 
volle sposare per dare conti- 
nuità al regno. Così cominciò 
a cercare, ma nessuna don- 
na nel regno possedeva le 
qualità per diventare regina. 
Cosi un giorno ebbe nel suo 
specchio magico, la visione 
di una bellissima fanciulla, 
Valanice, imprigionata in una 
torre di cristallo. Gli sforzi 
per liberare Valanice e farne 
la sua sposa, sono raccontati 
in King's Quest II; Rorran- 
cing The Throne. 

Per un sacco di tempo le 
cose andarono bene, ma un 
giorno un mago potente e 
cattivo noto con il nome di 
Manannan decise di rompe- 
re simulatamente le scatole. 
Rapi I piccoli principi e fu 



debellato dal vassallo Gwy- 
dion. Queste iniziative inte- 
rattive sono narrate in King's 
Quest III: To Heir is Human. 

Qualche anno dopo la sa- 
lute di re Graham cominciò a 
peggiorare. Solo un frutto 
magico che cresceva neila- 
lontana terra di Tamir poteva 
dargli una ristrutturata. La fi- 
glia di Graham, principessa 
Rosolia, affrontò con succes- 
so il difficile viaggio e le mol- 
te avventure correlate. De- 
scritte con dovizia di simula- 
bili particolari in King's Quest 
IV; The Perils of Rosella. 

Con la salute del re com- 
pletamente risistemata, e la 
famiglia riunita una volta di 
più. le cose tornarono quelle 
di una volta a Daventry. Ma 
siccome nelle favole, anche 
di questo moderno genere 
interattivo, non c'è mai da 
stare tranquilli, il povero Gra- 
ham decise di fare una nor- 
male passeggiata. Solo che 
al termine di questa passeg- 
giata, provò a tornare al ca- 
stello e trovò solo uno spa- 
zio vuoto. Da ciò si può con 
facilità arguire che King's 
Quest V: Absence Makes 
thè Heart Go Yonder. consi- 
ste nella ricerca disperata e 
frenetica del castello. Non 
volete forse anche voi far 
tornare la famiglia reale in- 
sieme?». 


Italian Night 1999 

Simulmondo Italia 

CGA. EGA ÌSI2KI VGA 256 colon 
640K 

Roland AD Ub, Soundblasler 

L'investigatore Duomo 
stavolta ha avuto una brutta 
gatta da pelare. Va bene che 




MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


177 





PLAYWORLD 



eia un po’ di tempo é un 
cyborg e non si spaventa fa- 
cilmente, ma andare a rom- 
pere le scatole alla mafia si- 
mulata non è una cosa da 
ridere. Eppure hanno affida- 
to proprio a lui l'incarico del- 
l'agenzia Nemesis. così do- 
vrà andare in giro a cercare 
di capire chi ha ammazzato e 
perché Victor Emi, il più fa- 
moso commerciante di auto 
del Novecento. 

Ma la cosa che fa tremare 
il suo povero cuore simulato 
non é la città di notte. Non 
gli fanno paure le bande di 
teppisti telematici. E non é 


neppure il tipo da temere i 
buttafuori delle disco house. 
Quello di cui Duomo ha 
paura sono le case. Le stan- 
ze sconosciute dove può es- 
sere nascosto l'assassino, i 
corridoi stretti dove si vede 
appena, dove la luce non é 
abbastanza per i suoi occhi 
interattivi. Duomo ha paura. 

Duomo ha paura e non ha 
tempo. Ai detective simulati 
come lui non danno mai mol- 
ti giorni. In dieci ore deve 
trovare l'assassino e far 
spendere i soldi a quelli del- 
l'assicurazione, che vorreb- 
bero tanto fosse un suicidio. 


Cosi deve correre in fretta in 
tutta la città, in mezzo alle 
bande, parlare con un sacco 


di gente che non sa quasi 
nulla. E forse c'è anche un 
piccolo posto per l'amore, 
mentre va avanti il court 
down nel suo cervello bioni- 
co. In questa Italian Night 
del 1999. 


\Nar 

simulators 

Das Boot 

3 Smty US/t 

CCA. EGA, VGA 256 Colon 8 MHi 
minimo 

AD Ub. Sounbbiasier 

In questa zona dello spe- 
ciale dedicato al PC vi parle- 
rò di un simulatore di sotto- 
marino e di uno d'aereo. Il 
primo submarine sim è que- 
sto Das Boot 
La 3 Sixty non é una delle 
più famose case americane, 
sebbene abbia talvolta rea- 
lizzato dei prodotti niente 
"male. Mi viene m mente, 
per esempio, Dark Castle di 




I78 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 






PLAYWORLD 


CUI erano molto divertenti gli 
effetti acustici dei topi squit- 
tenti, Con Das Boot, invece, 
ha probabilmente organizza- 
to il miglior sub sim disponi- 
bile around. La cosa che mi 
piace di più e che mi spinge 
a consigliarvi questo softwa- 
re è la scelta cinematica e 
precisa del montaggio delle 
immagini; gli oggetti poligo- 
nali in movimento, gli aerei 
in attacco e i missili che la- 
sciamo partire, sono animati 
con velocità e quasi con fre- 
nesia, cosa che non accade 
quasi mai nel software di 
questo genere che soffre di 
montaggio schematico e 
scolastico, di scarsa inventi- 
va visiva. In Das Boot il peri- 
scopio sorge dall'acqua, gli 
aerei volteggiano minaccio- 
sissimi, I colpi SI abbattono 
letali, l'acqua toma a coprire 
il sottomarino. E capita di 
provare qualche emozione e 
perfino di usare i comandi 
con desiderio e senza la so- 
lita repulsione da terribili 
complicatezze. Credo che 
questa velocità di movimen- 
to dipenda dalla rapidità del 
mio hard disk; comunque le 
immagini sono predisposte 
al montaggio e l'animazione 
si mischia perfettamente 
agli screen fissi. Cosi faccia- 
mo finalmente una guerra 
simulata, ma vera e combat- 
tiamo con una certa appren- 
sione immersi nell'acqua im- 
materiale e atterriti dal peri- 
colo dei velivoli- Respingen- 
do proiettili vettoriali- Das 
Boot é il miglior simulatore 
di sottomarino. 


Flight of The Intruder 

Spectrum Hdobyle USA 

CGA EGA VGA 16 colori 8 MHz 

minimo 

AD Ob. Sounriblasier 

Flight of The Intruder è il 
miglior simulatore di volo at- 
tualmente disponibile su PC 
insieme ai due dell'Electro- 
nic Arts Stormovik e LHX 
Chopper di cui ho parlato 
qualche mese fa. Ma 
Flight... mi sembra il più ve- 
loce dei tre paragonati a 8 
MHz. 

Il volo dell'Intruso (gioco 



Flight of thè Intruder. 


di parole utilizzato per un ro- 
manzo best seller in Ameri- 
ca diventato di recente un 
film e che mischia il signifi- 
cato della parola inglese «in- 
truder» che appunto vuol di- 
re intruso e il noma tecnico 
deH’AB Intruder, l'aereo da 
guerra protagonista di que- 
sta simulazione.-) cominciò 
nel 1972 nel Vietnam. In 
quell'anno, con il loro solito 
e forse discutibile umorismo 
militare, il medesimo che gli 
ha fatto battezzare « Pa- 
triota» i missili antimissili di- 
ventati famosi nel Golfo, gli 
americani lanciarono l'opera- 
zione «linebaker». Siamo co- 
involti in questo simulatore, 
proprio in quella operazione. 


E l’azione comincia dove ini- 
ziò «linebaker». 

Dalle postazioni USA si- 
stemate nel Golfo del Ton- 
chino, dobbiamo attaccare 
un mucchio d'installazioni 
dell'esercito nordvietnamita, 
difese in superficie e in aria 
dai missili e dai caccia MIG 
di fabbricazione sovietica. 

Facciamo una veloce e 
storica guerra aerea Seven- 
ties- Con qualche chance di 
cambiare il disastroso corso 
degli eventi per gli alleati 
USA. 

E nello stesso tempo ab- 
biamo l'opportunità mica 
male di replicare fedelmente 
il volo con due aerei: il già 
citato A6 Intruder e il terribi- 


le F4 Phantom, precursore 
della famiglia degli F qualco- 
sa (F14. F16, F177. etc. et- 
C-). Se non vi piace la guerra 
simulata, potete semplice- 
mente volare a grande velo- 
cità come faccio io, facendo 
attenzione a schivare gli at- 
tacchi dei Mig 17 e 21 che 
non sono II per bellezza. E 
magari di tanto in tanto pro- 
vate a buttare giù qualche 
target: un truck militare, un 
trenino o un ponte, usando 
Diane, il sistema di guida 
elettronica dei missili, pro- 
genitore della guida spiritua- 
le dell'agente Cooper di 
Twin Peaks. 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


179 






MULTI-ROLE 

COMPUTER 

SYSTEM 


VIVERE BENE CON IL COMPUTER. 


Alpha Microsystems, la 
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nomicitò, versatilità. 

j j- .’iv-, , , 

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Società che nel 1 977 ha costruito il primo sistemo microcomputer multi- 
lo SERIE 90, il Multi-Role Computer System, per la soluzione di ogni pro- 
tìfico (CAD, CAM, CAE, DTP, ecc.). Caratteristiche: prestazioni forti, eco- 
Prestazioni forti: tutti i computer Alphe Microsystems sono in 
una gommo infinita di software applicativi. Economicità: 


prezzi end user estremomente competitivi, goronzig assoluto di due onni, Versatilità: 



I operativa e nei modelli. Questi ultimi in cinque versioni; Slim-Desktop, Desktop, 

Minipedestol, Moxipedestal e Notebook. Alpha Microsystems: 

soluzioni complete, funzionoli ■ e flessibili per Aziende industriali e commerciali, Enti e Professionisti. Uno 

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DBASE 


Teorìa 


Il nostro articolo si pone 
numerosi obiettivi. 

Costituire un «riassunto delle 
puntate precedenti», su come 
si usa Paradox, in modalità 
interattiva (non utilizzando 
quindi programmi), per 
realizzare un'applicazione 
basata su più archivi, 
lilustrare le tipologie più 
frequenti di collegamento tra 
gli archivi (Relazioni) e 
descrivendo quindi le 
sottostanti teorie relazionali. 
Mettere in pratica dette teorie 
con il prodotto Paradox, che 
dispone di strumenti operativi 
sviluppati proprio su tali teorie 


MCmicfOComputer n. 107 - maggio 1991 




relazionale e pratica 
con Paradox 

di Francesco Petroni 


Svilupperemo un semplice esercizio 
limitandoci all'approfondimento del te- 
ma relazionale. Citeremo ma non affron- 
teremo le altre problematiche connesse 
con l’esercizio proposto. Per mostrare i 
passi dell’esercizio presentiamo solo 
hard copy dello schermo, più brutte ma 
più leggibili delle videate, che lavorando 
con Paradox potrebbero essere molto 
colorate. 

L'utente medio di un Personal Com- 
puter segue in genere un iter di appren- 
dimento autodidattico basato sull'intui- 
zione. I primi strumenti software che 
impara ad usare dispongono di funzio- 


nalità di cui l’utente stesso «intuisce» la 
presenza e «scopre», anche da solo, il 
loro funzionamento. 

In questi casi, ad esempio nei prodot- 
ti di tipo Word Processor o Spreadshe- 
et, l’apprendimento si deve basare non 
tanto sulla «teoria», quanto sulla «pra- 
tica». 

Quando si passa a problemi applicati- 
vi e quindi a prodotti più complessi, 
come i DBMS, l’intuizione e la pratica 
non sono più sufficienti, da soli, per 
imparare ad usare a fondo il prodotto 

Occorre soffermarsi su questi proble- 
mi applicativi, che vanno confrontati con 


Figura I ■ Modello del- 
l'Applicazione sviluppata 
con Paradox 
Vogliamo gestire un ar- 
chivio degli ARTICOLI 
apparsi su MCmicro- 
compuler Gli anicoli so- 
no relazionali Sia con un 
archivio NUMERI che 
con un archivio AUTORI 
Un certo adicolo appar- 
tiene ad un solo nume- 
ro Ad un numero o ad 
un autore appartengono 
più articoli Nella tigura 
rappresenianie l'applica- 
zione usiamo un fonna/i- 
smo standard per defini- 
re grahcamenle tale Si- 
tuazione. 


Applicazione Articoli di MC in Paradox 



Campi Calcolati Batch * 


Elenco degli Oggetti PARADOX Creati 

Maschera Multttabellare e Mulllrecord Numeri/Arllcoll 

Maschera Multitabellare Articoll/Autorl/Articoll 

Query QbE di aggiornamento campi calcolati archivio Numeri 

Query QbE di aggiornamento campi calcolati archivio Autori 

Query per generare Report Analitico 

Repon Analitico per Autori 


181 


DBASE 




vere e proprie Teorie e Modelli, messi a 
punto da eserciti di esperti, in anni ed 
anni di studio, e del tutto indipendenti 
non solo dal prodotto software, ma an- 
che dall’esistenza del computer. 


La conoscenza, anche da parte dell'u- 
tente medio, di tali teorie costituisce un 
prerequisito all'uso del prodotto per la 
gestione degli archivi. Soprattutto per il 
semplice fatto che chi ha sviluppato il 


prodotto stesso ha convertito le regole 
presenti in tali teorie, in specifiche fun- 
zionalità operative nel prodotto stesso. 

Per quanto riguarda Paradox in parti- 
colare troviamo nei manuali e. addirittu- 
ra nell'Help, l'esposizione di tali teorie. 

La teoria relazionale 

Tutti i nuovi prodotti per PC finalizzati 
alla gestione di Banche Dati e non di 
semplici archivi (parliamo di DBMS e 
non di Filer) utilizzano modelli di dati 
organizzati in modo Relazionale. 

Fortunatamente tale organizzazione si 
avvicina spesso al nostro modo naturale 
di ragionare sui problemi e di associare 
dati e informazioni, cosa che, anche se 
inconsapevolmente, facciamo tutti i 
giorni. 

Altro concetto innato, che semplifica 
ulteriormente l'approccio a tale metodo- 
logia. é quello di archivio o più sempli- 
cemente di tabella contenente i dati. 

Chi di noi non ha mai consultalo 
l'elenco telefonico, riempito la lista delle 
persone da invitare ad una festa, o 
magari tenuto un resoconto di tutte le 
spese di casa ordinate per tipo di 
spesa? 

Le cose si complicano un pochino 
quando si tratta di raggruppare le varie 
informazioni, che in qualche modo han- 
no a che fare con il nostro problema, in 
più tabelle, che vengono costruite sepa- 
ratamente e pertanto sembrano indi- 
pendenti, ma poi. grazie alle strutture 
relazionali che le collegano, diventano 
un tutt'uno su cui lavorare. 

Vogliamo approfondire questo argo- 
mento senza comunque spingerci in 
aspetti troppo tecnici e specialistici, ma 
trattarlo quanto basta per definire i con- 
cetti base. 

Ad esempio possiamo descrivere su- 
bito, ma lo illustreremo nel dettaglio tra 
un po’, il nostro caso studio per eviden- 
ziarne gli aspetti relazionali. 

Vogliamo costruire un’applicazione m 
cui memorizzare i Numeri di MC, gli 
Articoli di MC e gli Autori degli stessi. 

Tra i tre archivi esistono due relazioni, 
definibili in italiano in questa maniera: 

— un Articolo appartiene ad un Nume- 
ro. Ad un Numero appartengono più 
Articoli. 

— un Articolo appartiene ad un Autore. 
Ad un Autore appartengono più Articoli 
(trascuriamo il caso di articoli scritti a 
più mani). 

Signori! Quello che appena abbiamo 
detto in italiano è. tradotto in termini 
tecnici, una relazione uno a molti. 

La relazione é bidirezionale e si può 
indicare, nello schema formale presen- 
tato in figura 1, con una freccia. Nel 
senso della freccia la Relazione è uno a 


182 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


DBASE 


niicHiuio ASTicau con u 



Figura - Paradox 3.5 - Lo sirumenlo Scheda — Una scheda Mulniabella 
Una tabella può avere più schede. Esistono più tipi di scheda. Schede monoarchivio e 
monorecord Ila scheda siandardi. schede monoarchivio e plurirecord e mime schede 
pluriarchivio. e ognuno di questi archivi putì sise'e mono o plurirecard. É di queste ultime 
che vogliamo parlare È però indispensabile parlare anche della teoria relaiionale m quanto 
alcuni tipici problemi relazionali vengono nsotft proprio dalla Scheda Plurlarchivio. 


SMI I IHH ill 



Figura 5 - Paradox 3.5 - Lo strumento ReporI 

La Scheda serve per insenre i dati negli archivi e il Qb£ per inieriogare gli archivi ed estrame 
i dati che interessano. Il Peport serve per organizzare ed impaginare su carta i dati estratti, il 
Report può elaborare sia dati di una Tabella not'nsfe che dati provenienti da una Ouety. 
Ouesla, a sua votfa, produce una Tabella, che si chiama RISPOSTA, e che puO essere 
"sa/vafa» come Tabella normale. Anche le specifiche della Ouery possono essere salvate 
come programma rieseguibile. 


motti (un Numero di (V1C. molti Articoli). 
Nel senso inverso si può definire uno a 
uno (un Artìcolo sta su un Numero). 

Le strutture dei Dati 
e le Relazioni in Paradox 

Possiamo cominciare questa breve 
trattazione dicendo che in un DBMS 
(Data Base Management System) vi so- 
no due componenti fondamentali: gli 
archivi, in cui va distinta la struttura 
(contenitore) dai dati (contenuto), e le 
relazioni. 

Suite prime, dopo le premesse, vi è 
poco da dire se non specificare che in 
Paradox queste strutture sono dette 
Tabelle e vengono definite e manipolate 
tramite svariate funzionalità semplici e 
operativamente veloci (fig. 2). 

Una tabella consiste in una serie di 
Colonne nominate (Campi) per le quali 
si indica, in fase di Creazione, oltre al 
nome, anche il tipo di valore contenuto, 
la sua lunghezza, il numero di caratteri, 
e se il campo costituisce una chiave e 
in una serie di Righe (Record) nume- 
rate. 

Una volta definitane la struttura, una 
tabella può essere alimentata con i suoi 
dati, sfruttando altre funzioni specifiche 
dedicate appunto aH'insehmento e alla 
modifica dei dati e di cui parleremo più 
avanti. Ogni riga cosi inserita diventa un 
record della tabella. 

Le Relazioni invece consistono nella 
corrispondenza dei dati di una tabella 
con I dati di un'altra, sulla base della 
coincidenza di alcune informazioni nelle 
due tabelle. 

In altri termini tramite una relazione si 
stabilisce un collegamento, utilizzabile 
e, in certi casi, percorribile, tra i record 
di due tabelle, a patto che queste con- 
tengano almeno un campo il cui conte- 
nuto sia in comune. 

Le relazioni possono essere suddivise 
in diversi tipi a seconda del numero di 
record delle due tabelle che vengono a 
essere collegati. Si possono avere quat- 
tro tipi diversi dì relazione e le vediamo 
descritte nelle hard copy realizzate dal- 
l'help di Paradox (figure da 6 a 9). 

In Paradox le Relazioni entrano in 
gioco in due situazioni differenti. Quan- 
do si inseriscono i dati, e in questo caso 
SI utilizzano le Schede Multitabellari e 
Multirecord. Quando si manipolano i 
dati, e, in questo caso, nell'ambiente 
Query by Example (QbE) si possono 
usare specifici operatori relazionali. 

Al di là dei vari strumenti operativi a 
disposizione nei vari prodotti software e 
in particolare in Paradox (che vedremo 
tra un po'), il punto su cui vogliamo 
fermare la nostra attenzione ancora una 
volta è la necessità da parte dell'utente 


di padroneggiare i concetti generali, che 
hanno un proprio valore assoluto, indi- 
pendente dallo strumento software, e 
che trovano in questo solo traduzioni in 
fatti operativi. 


Dalla teoria alla pratica 
con Paradox 

Abbiamo detto quindi che l'utilizzato- 
re di Paradox può studiare un po' di 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


183 


DBASE 





Figure 6. 7. 8 ■ Paradox 
3.5 - Glossano relauvo 
alle componenii di una 
Scheda Muliitabellare 
Una scheda Mullilabella- 

mentare, tranvie un'unF 
ca Maschera di Acquisi- 
iKjne. due o più archivi 
tra I quali intercorrono 
regole di collegamento. 
Oltre al disegno del- 
l'aspetlo esteriore vanno 
anche indicate al Para 
don tali regole, delle 
quali lo strumento Sche- 
da Mullilabellare garanti- 

videate di Help, il Para- 
dox descrive i vari de- 
stanti la costruiione di 
una Scheda Mulhtabel- 


teona relazionale nelle prime pagine del 
manuale del Prodotto. Metterà in prati- 
ca queste teorie in due situazioni diffe- 
renti. 

Con il QbE. che gli permette di mani- 
polare dati presi da più archivi. Sui fac- 
simile delle strutture degli archivi colle- 
gati vanno indicati degli «example» pro- 
prio nei campi di corrispondenza. Si 
tratta di stringhe a piacere che basta 
semplicemente ripetere nei due campi 
di corrispondenza (fig. Si- 

Fornito l'Example Paradox lo utilizzerà 
per collegare t Record dei due archivi. 
Tutte le varie situazioni possibili (i vari 
tipi di relazione, mancanza di corrispon- 
denza, ecc.) sono risolti con particolari 
operatori, molto noti agli esperti in 
DBMS, e che pui vengono tradotti in 
operazioni banali. 

La Query può essere salvata sia co- 
me impostazione, ed è come salvare un 


programma rieseguibile quando occor- 
ra, sia come risultato. In questo caso 
occorre salvare con un altro nome la 
tabella Risposta, che viene prodotta dal- 
la Query stessa. 

Il QbE serve non solo per interrogare 
ma anche, come vedremo poi, per ese- 
guire aggiornamenti Batch, 

Soffermiamoci ora sul concetto di 
Scheda, in pratica sulla Maschera di 
Acquisizione dati. 

Gli strumenti MultitabeHa 
e Multirecord 

Per Scheda Multirecord si intende 
una Maschera che presenta, nella stes- 
sa videata, più Record dello stesso ar- 
chivio e che consente su di essi tutte le 
operazioni standard. 

Se la Scheda è organizzata per linee 
si realizza una situazione operativa in cui 


si agisce utilizzando i tasti freccia su e 
freccia giù per andare da un record 
all’altro. 

Per Scheda Multitabella si intende 
una Maschera che presenta, nella stes- 
sa videata. più Schede sia di tipo Nor- 
male che di tipo Multirecord. Anche la 
scheda Multitabella consente tutte le 
operazioni su tutte le Tabelle e su tutti i 
Record che appaiono contemporanea- 
mente sulla stessa videata. 

É chiaro che tra i vari archivi presenti 
nella scheda Multi debbono esistere dei 
legami. Tali legami, comunque siano 
chiamati (gerarchia, rapporto padre fi- 
glio, relazione 1 a molti), debbono esse- 
re dichiarati esplicitamente al Paradox. 

Il caso applicativo più frequente è 
proprio quello da noi proposto. Una 
Scheda Multitabellare in cui appaia una 
Testata, relativa alla Tabella Numeri, e 
delle righe di dettaglio realizzate con 
una scheda MultiRecord della Tabella 
Articoli. 

Il legame è in ogni caso bidirezionale, 
riguarda sia i Numeri rispetto agli Artico- 
li. sia il viceversa. Ad un Numero corri- 
spondono più Articoli, ma un Articolo 
appartiene ad un solo Numero. Ad un 
Padre corrispondono più Figli e un figlio 
ha un solo Padre. 

I casi applicativi analoghi come tipolo- 
gia di legame... sono infiniti. Una fattura 
ha più righe, una squadra di calcio ha più 
giocatori, un capoufficio ha più sottopo- 
sti, un hard disk ha più subdirectory, una 
subdirectory ha più file, ecc. 

Per ognuna di queste affermazioni 
esiste una regola contraria. Un file sta in 
una sola subdirectory, un dipendente ha 
un solo capo, un giocatore appartiene ad 
una sola squadra. 


MCmicrocomputern. 107 - maggio 1991 


DBASE 


Una volta convinti che questo tipo di 
relazione é la più diffusa, .. in natura, 
vediamo come con Paradox si può svi- 
luppare une reale applicazione Multita- 
beliare. 

Il nostro Caso Applicativo 

Facciamo riferimento alla figura 1 in 
CUI abbiamo schematizzato gli archivi, i 
campi di ciascun archivio, i collegamenti 
tra dì essi e le varie strutture Paradox 
che vogliamo realizzare. 

Vogdamo costruire un archivio in cui 
memorizzare gli articoli pubblicati su una 
rivista del settore informatico. I campi di 
tale archivio sono Numero della Rivista, 
Codice deH'Autore. Titolo, Rubrica. Nu- 
meri di Pagina, di Pagine e di Figure, ecc. 

Tale Archivio si appoggia ad altri due. 
Quello dei Numeri e quello degli Autori, 
in cui, oltre a campi di tipo Anagrafico, 
abbiamo inserito campi di totalizzazione 
da aggiornare sulla base di elaborazioni 
eseguite sui dati elementari presenti 
nell'archivio articoli, 

Vogliamo realizzare tre Schede di Ac- 
quisizione Dati. 

— La prima, più semplice, che conten- 
ga i dati dell’archivio Autori. 

— La seconda, di tipo Multi, che con- 
tenga i dati del Numero e, su più righe, 
una zona in cui inserire, per righe, i dati 
di Ciascun Articolo. 

— La terza, infine, che presenti I dati di 
ciascun Articolo e i dati del Numero e 
dell'Autore corrispondente (fig. 41. 

Vogliamo poi realizzare delle Query. 
con le quali calcolare e, possibilmente, 
aggiornare i campi alle pagine e figure 
totali per Autore e per Numero. 

Infine vogliamo realizzare un Report in 
cui riassumere l'archivio Articoli per 
Autore Ifig. 5). 

I passi operativi per realizzare 
la Scheda Multitabellare Numeri 

In figura 10 riportiamo e commentia- 
mo i pochi passi operativi necessari per 
realizzare la nostra prima applicazione 
pluriarchivio, per cui evitiamo di ridescri- 
verli in questo testo. In figura 11 il 
risultato finale. 

Una volta note e padroneggiate le 
tecniche i passi operativi si possono 
ridurre a quattro, in quanto non è neces- 
sario creare le schede in due tempi, né 
alimentare gli archivi singolarmente. 

Uno dei suggerimenti che ci permet- 
tiamo di darvi é quello di fare un buon 
uso del colore, che Paradox permette di 
distribuire sulle Schede. È bene colorare 
con logica le varie zone logiche della 
scheda (fig. 12). 

Coiori diffenti per Tabelle differenti, 
colon differenti per campi da immettere 


Figura 9 - Paradox 3.6 - 1 
quattro udì di Retaiion. 
La teoria relazionale, por 
h meno quella alala c 
nsalta da Paradox, pre- 
vede quattro tioi di colle- 
gamento tra gli archivi 
Le sigiarle relative, in 
oarticolare la l-M, ven- 
gono evidenziate dal Pa- 

scheda Multitabellare 




Figura 10 - Paradox 3 5 
I Passi Operativi per rea- 
lizzare la scheda NUME- 
RI-i-ARTICOLI 
Trattandosi dell'argo- 
mento principale delta 
nostra trattazione attua 
mo schematizzato in una 

passi operativi da ese- 
guire per realizzare la no- 
stra scheda Multilabella- 
re I passi sona indipen- 


due archivi in relaziono 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


185 


DBASE 



Frgure V. 12 - Parsdox 
3.5 - Lb scheda Multila- 
ballare NUMEFII-i- ARTI- 
COLI Per risolvere il no- 
stro problema abbiamo 
realizzato una Scheda in 
CUI appaiono due archivi. 
L 'archivio Numeri, che 
costituisce la ileslatan 
della scheda, e l'archivio 
Articoli, organizzato su 
più nghe Imullirecordl 
La regola 6 che il campa 
Numero delTarchivio Ar- 
ticoli corrisponda al cam- 
po Numero dell'archivio 
Numen La relazione nl- 
M- consiste net latto 
che ad un Numero com- 
spondono più Articoli e 
che un Articolo corri- 
sponde ad un solo No- 
no poi usare i colon per 



e campi calcolati, ecc. 

Una volta realizzata la Scheda il lavoro 
su di essa é immediato. Il comando é 

TABELLA NUMERI FISSA SCHEDE 

per passare da una tabella all’altra occor- 
re semplicemente premere i tasti F3 e 
F4, operazione del tutto analoga a quella 
nella situazione Tabellare normale (quel- 
la di figura 2). 

Premendo F9 (EDITA) si lavora su 
ambedue gli archivi. Se si vuole cancella- 
re un Record dell’archivio Numeri, occor- 
re prima aver cancellato tutti gli Articoli 
che dipendono da quel Numero. 

Abbiamo successivamente realizzato 
una scheda Articoli, con due schede 
Collegate (già vista in figura 4). Per ogni 
Articolo (scheda primaria) vengono vi- 
sualizzati anche i dati relativi al Numero 


cui appartiene e all’Autore da cui è stato 
scritto (sono due schede intercalate). 

Le altre cose da fare 

Qui arrivati ci dichiariamo soddisfatti. 
La cosa migliore da fare per chi ci ha 
seguito fin qui ed ha imparato concetti 
che prima non conosceva é quella di 
consolidarli, realizzando vane Schede, 
prima di passare ad altri argomenti, 

É chiaro che un’applicazione completa 
presenta ben altre problematiche, che 
nell’illustrare il caso di Scheda Multita- 
bellare abbiamo trascurato dei tutto. For- 
tunatamente possono essere trattate 
separatamente in quanto non incidono 
che marginalmente sugli aspetti relazio- 
nali- Ci ripromettiamo di affrontarle in 
seguito. 

In particolare non abbiamo parlato di 


campi calcolati, non abbiamo parlato di 
controlli da eseguire sui campi immessi. 
Tutte cose che in genere «fanno parte» 
della scheda. 

Non abbiamo parlato neanche dell’uti- 
lizzo del QbE per lo aggiornamento dei 
campi di totalizzazione. Ad esempio il 
numero totale delle pagine di un Nume- 
ro. o di un Autore, non andrebbe digita- 
to. in quanto é calcolabile come somma 
di tutti I numeri di pagine di tutti gli 
Articoli di quel Numero o di quell'Autore. 

Anche questa operazione, che non ha 
nulla a che vedere con la Scheda, si può 
realizzare con il QbE, senza dover, nean- 
che in questo caso, ricorrere alla pro- 
grammazione. 

Occorre poi realizzare dei Report che 
presentino i nostri dati in varie forme, 
con organizzazioni e calcoli differenti. Ad 
esempio le citate totalizzazioni dei Nu- 
meri delle pagine possono essere ese- 
guite solo a livello di Report, senza dover 
necessariamente occupare spazio nella 
struttura degli archivi. Ed il Generatore di 
Reperì del Paradox permette di eseguire 
varie tipologie di calcolo. 

Tratteremo m un prossimo articolo 
tutti questi problemi. 

Conclusioni 

Il prerequisito per trattare una applica- 
zione con più archivi é quello di padro- 
neggiare concettualmente il problema, li 
che significa individuare quali archivi ser- 
vano, quali campi debbono essere inseri- 
ti in ciascun archivio, quali siano i campi 
chiave, quali i campi calcolati, ecc. 

Occorre poi individuare i legami tra gli 
archivi e l'appartenenza di ciascuno di 
questi ad una specifica tipologia, per le 
quali esistono delle definizioni standard. 

Paradox, in fase di realizzazione del- 
l’applicazione, VI chiederà via via tutte 
queste cose. 

Lb scheda Multitabellare è uno stru- 
mento potentissimo sia per quello che 
permette intrinsecamente di ottenere, 
sia perché, fino a poco tempo fa, per 
realizzare una struttura del genere si 
doveva comunque ricorrere ad una pro- 
grammazione molto impegnativa e con- 
seguentemente l'argomento Relazionr 
era riservato solo ai tecnici. 

In Paradox gli strumenti sofisticati che 
permettono, anche in caso di applicazio- 
ni di media difficoltà, di non dover ricor- 
rere alla programmazione (comunque 
possibile con il linguaggio del Paradox, 
che é il Pai) sono numerosi. 

Il primo strumento da imparare ad 
usare è sicuramente la Scheda MultiTa- 
bellare, e lo abbiamo fatto. Gli altri due 
sono il QbE, che presenta svariate sfac- 
cettature, e ii Report. Lo faremo nel 
prossimo numero. fig 


186 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 




Porta SCSI Portatile 

Parallel port to SCSI host adapter 




FINALMENTE PUOI COLLEGARE AL TUO PORTATILE UN CD ROM PER LA TUA BANCA 
DATI, UN DISCO ROGIDO PER NON AVERE PIU PROBLEMI DI MEMORIA, UN OTTICO 
RISCRIVIBILE PER AVERE FINALMENTE UNO SPAZIO SU DISCO FINO A 1.000 Mb 


II T338 e’ un prodotto che 
permette di collegare attra- 
verso una Porta Parallela 
I.B.M. o I.B.M.compatibile 
qualsiasi periferica che pre- 
veda un collegamento SCSI. 

Utilizzando le nuove tec- 
nologie e’ stato possibile rea- 
lizzare un convertitore di 
protocollo dalle dimensioni 
ridotte con le stesse caratteri- 
stiche ed efficacia di una nor- 
male scheda SCSI. 

Questa rivoluzionaria tec- 
nologia converte una sempli- 
ce porta parallela in una 
high-speed SCSI bus alla 


quale si possono collegare 
sette differenti SCSI Hard 
Drivers, Streaming Tape, Di- 
schi Ottici, rimovibili, o CD- 
ROMS. 

Usare T338 e’ estrema- 
mente facile. 

Inserite semplicemente il 
T338 nella porta parallela del 
P.C., inserite lo SCSI device 
dov’e’ indicato SCSI portela 
stampante nella parte termi- 
nale delT338. 

Installate quindi il softwa- 
re sul Vs. disco rigido o su un 
boot disk dove semplicemen- 
te copierete gli SCSI drivers 


per il T338 e le operazioni di 
installazione sono terminate. 

Inclusi nel software del 
T338 ci sono anche una serie 
di utility per la formattazione, 
le partizioni, ed i tests di ogni 
drive. Con questi programmi 
e’ possibile utilizzare al me- 
glio le periferiche SCSI colle- 
gate senza alcuna difficolta’. 

Con il T338 avete la per- 
fetta soluzione per collegare 
al Vs. portatile qualsiasi pe- 
riferica SCSI. 

Consultate un tecnico per 
avere ulteriori informazioni. 




DISTRIBUITO DA: 


COMPUTERS E AZIENDA S.r.l. 

Via C. Mirabello, 12 
00195 Roma 

Tel, 384015 - 315884 - Fax. 3213929 



WINDOWS 3 


Ancora suirutilìzzo delle macro 
in Word per Windows 

di Francesco Petrani 


In numerosi articoli, pubblicati 
su numeri recenti di MC. 
abbiamo affrontato vari 
argomenti relativi alla 
programmazione con i 
prodotti che lavorano sotto 
Windows, ed in particolare 
abbiamo evidenziato le varie 
angolature sotto le quali si 
può intendere la 
programmazione 
sotto Windows 


Sintetizziamo, per punti, ma in manie- 
ra quanto più discorsiva possibile, quan- 
to detto: 

1} L’ambiente Windows è di per sé 
adatto alla programmazione, (n fase di 
installazione Windows 3 scarica sul di- 
sco rigido una serie di Librerie (le famo- 
se DLL] che contengono centinaia di 
funzioni Windows richiamabili, in manie- 
ra dinamica, appunto, dai vari prodotti, di 
servizio e non, forniti con Windows 
stesso. Inoltre tutti gli applicativi sotto 
Windows, quelli acquistati a parte, acce- 
dono a queste stesse librerie Anzi in 
certi casi le implementano. 

Anche il programmatore «tradiziona- 
le» può accedere a questa miniera di 
routine, richiamandole dai propri applica- 
tivi sviluppati con i linguaggi tradizionali. 

Per poter far questo deve disporre 
della documentazione tecnica specifica 
che illustra tali librerie. 

2) Tutti I prodotti sotto Windows non 
strettamente verticali (un programma di 
contabilità per intenderci) dispongono di 
un proprio «linguaggio intermedio» che 


permette sia al programmatore «tradi- 
zionale» che all’utente un po’ evoluto di 
accedere in maniera «intermediata» 
(senza dover quindi utilizzare i linguaggi 
tradizionali) a quelle stesse funzioni di 
base di Windows. Citiamo per esemplifi- 
care gli strumenti disponibili nei prodotti 
presentati più di recente: 
le Macro di Excel 

— le Macro di WinWord 

— le Form di Ob)ect Vision 

— l'Open Script del ToolBook 

3) Queste «citazioni» si riferiscono a 
tipologie strumentali ed operative anche 
profondamente differenti. Ad esempio 

— il Registratore di Macro. É presente 
in quasi tutti i prodotti, e costituisce, 
tradizionalmente ormai, l’approccio più 
morbido alla programmazione. Si accen- 
de il Registratore (tasto Record) si lavora 
normalmente e, alla fine delle operazio- 
ni, si spegno (tasto Stop), Per rieseguire 
la stessa operazione si preme il tasto 
Play (è presente in Excel, WinWord, 
ToolBook ed altri non ancora provati): 

— l’ambiente Editor. Permette di scn- 



MCmicrocomputer n. 107 - rnaggio 1991 


WINDOWS 3 


vere, in maniera tradizionale e con il 
linguaggio del prodotto, una procedura la 
cui complessità può essere da minima 
(equivalente ad una Macro] a massima 
(equivalente ad un Applicativo Chiuso). 
L'editor è presente in Excel, in Win- 
Word, in ToolBook, ed altri non ancora 
provati su MC; 

— molti degli strumenti operativi colle- 
gati alla programmazione rientrano nella 
filosofia della Programmazione Object 
Onented. Si definisce un «oggetto» e ad 
esso SI associa un mimprogramma che 
viene attivato quando si compie una 
azione su tale oggetto. 

Esempi viventi di tale tecnica sono 
tutti gli Oggetti del ToolBook (di cui 
abbiamo parlato anche nel numero scor- 
so), è il Bottone Macro di Excel 3, che 
consiste m un bottone inseribile sul 
foglio cui si può associare un Testo, 
quello che si legge sul bottone, e una 
Macro, che viene richiamata quando il 
bottone stesso viene pigiato. 

Per quanto riguarda WinWord l'ogget- 
tistica più evidente è addirittura posizio- 
nata direttamente nel menu «normale» 
del prodotto. Parliamo delle due voci del 
Menu Macro, Assegna al Tasto ed Asse- 
gna al Menu. 

In pratica realizzata una Macro di qua- 
siasi complessità la si può associare 
direttamente ad un tasto (ad esempio 
Ctrl K), oppure ad una voce di menu 
creata li per li con una altra funzionalità 
del Menu (fig. 1). 

Un altro esempio di «oggettistica» è 
rappresentato dal campo di tipo pulsante 
assimilabile ad un Goto, se rimanda ad 
un Segnalibro, o a un Gosub, se rimanda 
ad una Macro. 

Non abbiamo ancora citato la pro- 
grammazione con Obiect Vision, visto 
due numeri fa. e del quale è in fase di 
rilascio la versione italiana. In Object 
Vision e significativa la «radicalizzazio- 
ne» del concetto di Oggetto. Non esiste 
un editor del programma, ma si opera in 




figura 3 Microsoft 
MiiWarO ■ Opzioni in 
fuse di sjIvBiaggip 
Un Documento nor 
male idesinan/a DOCi 
può ossorc promos- 
so a Modella Idesineti 
ita DOTI direllanwnie 
in fase di salvai, iggio 
Un Modello può asso 

complessila, da sem 
plico docuntoMo swn 
dard di uso Ircguonic 
a complessa applica 

Processing, che sirui 

programmatiiliia del 
l'ambiente VVinWortl e 
Windows 


figura A - Microsoft 
WinWord ■ Editor In- 


WinWord dispone di 
un Editor interno, ab- 
baslama simile al nor- 
male ambiente opera- 
tiva nel Quale si scrivo- 


h privalo di alcune 
una boiloniera con op- 

esempio il Debug e il 
Trace I veri program- 
mi senili con Questo 
Editor non possono 

dualmente ma vengo- 


duate vengono rea- 



MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


WINDOWS 3 



Figura 5 - Micrvsofr 
Word per Windows - 
Sommano. 

Quando, uulizzando 
Word per Windows 
(WinWord per gli ami- 

prima volta un docu- 
menta appare questa 
finestra di dialogo mol- 
lo interessante che 
sen/e per ’schedare" 
Il documento stesso e 
per facilitarne quindi 

ca Oltre a questo 
aspetto organizzativo 
é rilevante il fallo Che i 
contenuti dei vari cam- 
pi di tale Sommario 

possono essere, in ca- 
so di necessità, riutiliz- 


Figura 6 - Microsoft 
Word per Windows ■ 
Campo che richiama 
Voci di Glossario 
Tra I van strumenti a 
disposizione nel Win- 
Word esistono delle 
sinergie che moltipli- 
cano le possibili solu- 
zioni ai van problemi 
applicativi II Gtossano 
è una raccolta di nfrast 
d'uso frecjuenfe» ri- 
chiamabili tramile un 

senza di un Campo 
calcolabile che serve 
proprio per richiamare 
una voce di Glossano. 




Figura 7 - Microsoft 
Word per Windows - 
Macm Capoteftera 
L'obiettivo è realizzare, 
con il Registratore, una 
Macro che serva per in- 
grandire il primo carat- 
tere del paragrafo su 


lettera. L'accesso alTE- 
ditor delle Macro avvie- 
ne attraverso una spe- 
cifica Finestra di Dialo- 
go alla quale va indicato 
sia se la Macro deside- 
rala appartiene al con- 
testo Globale o al Mo- 
dello in uso, sia se si 
vuole l'elenco comple- 
to delle Macro. In caso 
di elenco completo ap- 
paiono anche le Macro 
interne del WinWord. 


un editor grafico, in cui anche il classico 
Statement del linguaggio diventa un 
«oggetto'' movimentabile con il mouse 
e le cui proprietà sono definibili via 
finestra di dialogo (fig. 2). 

La programmazione con 
WinWord — Fase di Esplorazione 

Abbiamo utilizzato la parola Esplora- 
zione per indicare quale è, ancora, l'at- 
teggiamento con il quale l'utente evolu- 
to e un po’ curioso, che è il modello di 
lettore al quale in genere ci rivolgiamo, 
può trattare la programmazione con 
WinWord- 

Infatti la manualistica fornita con il 
prodotto WinWord, pur essendo molto 
voluminosa ed esauriente sugli argo- 
menti standard, è invece del tutto insuf- 
ficiente non solo per affrontare in ma- 
niera sistematica e produttiva l'argo- 
mento programmazione ma anche per 
approfondire l'argomento Macro. che è 
sicuramente più «leggero». 

D'altro canto é ancora presto per ave- 
re una manualistica tecnica approfondi- 
ta in italiano (è disponibile un technical 
Reference in inglese). E deve essere in 
italiano perché tutti i comandi normali, 
tutti i comandi Macro e tutti i comandi 
di programmazione sono stati tradotti e 
quindi una manualistica tecnica, tipo Re- 
ference, in cui occorra, nel leggerla, 
anche tradurre tutti i comandi diventa 
eccessivamente ostica. 

Una difficoltà oggettiva di questa atti- 
vità è rappresentata dal sommarsi, nel 
linguaggio Macro di WinWord, di varie 
«culture», alcune delle quali preesisten- 
ti, e per quanto riguarda il Basic, addirit- 
tura «storiche». 

Occorre infatti padroneggiare i nume- 
rosi Comandi Diretti di WinWord e le 
corrispondenti traduzioni in Comandi 
Macro. Occorre conoscere le strutture 
Windows e, se si affrontano problemati- 
che evolute, conoscere le tecniche d'u- 
so delle Librerie Dinamiche e le tecni- 
che di sfruttamento del DDE. Occorre 
infine conoscere anche la programma- 
zione tradizionale, in quanto in fondo il 
linguaggio di Word, che si chiama 
WordBasic, utilizza strutture ed istruzio- 
ni tipiche di questo linguaggio. 

/ livelli di programmazione 

In WinWord si può programmare se- 
condo più livelli. In ogni caso, e quindi 
qualsiasi sia il livello raggiunto, occorre 
utilizzare i modelli. 

Con WinWord si realizzano Documen- 
ti (desinenza DOC). Ogni- documento 
rispecchia un Modello (desinenza DOT). 


190 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 



WINDOWS 3 


Quindi, quando si inizia un nuovo do- 
cumento occorre SEMPRE indicare a 
quale Modello fa riferimento. Esiste, 
per un utilizzo neutro del prodotto, un 
modello Normale, che è quello di de- 
fault. 

Un documento Normale (quello con 
desinenza DOC) può essere in ogni 
caso promosso a Modello anche in fase 
di salvataggio (fig. 3). 

Un Modello evoluto contiene non so- 
lo una serie di elementi contenutistici 
(Testi, Figure, Campi, ecc.) e funzionali 
(Glossario, Fogli Stile, Dizionari Persona- 
lizzati, ecc.), che vengono in tal maniera 
resi disponibili per tutti i documenti che 
faranno riferimento a quello stesso mo- 
dello. ma anche tutti gli elementi di 
programmazione. 

Gli elementi funzionali sopra indicati 
(che ribadiamolo non c'entrano niente 
con la programmazione) possano esse- 
re creati, modificati, cancellati e posso- 
no essere assegnati ad un modello spe- 
cifico oppure ad un utilizzo Globale, se 
si vogliono avere sempre a disposizio- 
ne, qualsiasi sia il modello in uso. 

Gli elementi di programmazione con- 
sistono sia in una serie di impostazioni 
attivabili direttamente via opzioni di me- 
nu (ci riferiamo alle funzioni Macro As- 
segna al Tasto. Macro Assegna al Me- 
nu) sia in una una serie di programmi, 
scritti, utilizzando l'Editor interno del 
WinWord, che in pratica fa assomigliare 
il programma ad un documento «nor- 
male» scritto con WinWord stesso con 
tl suo linguaggio interno (fig. 4). 

Questo linguaggio che, si chiama 
WordBasic. contiene come detto diver- 
se tipologie di comandi, che vanno da 
quelli che emulano azioni nell'ambiente 
operativo normali (in pratica quelli tra- 
scritti utilizzando il Macro Recorder), a 
quelli che sfruttano l’ambiente Win- 
dows (ad esempio i comandi che per- 
mettono di generare delle DialogBox 
interattive con l’utilizzatore), a quelli 
strutturali tipici di un linguaggio tradizio- 
nale (ad esempio FOR .. NEXT, oppure 
IF, ecc.l. 

Conseguentemente i livelli di pro- 
grammazione praticabili sono svariati, 
vanno dal più semplice, che è il già 
citato uso del Registratore di Macro. al 
più complesso che è quello di realizzare 
un'applicazione chiusa a sfondo Word 
Processor, 

Le preconoscenze WinWord 
necessarie 

Prima di affrontare la programmazio- 
ne occorre ovviamente conoscere a 
fondo il prodotto WinWord e quindi 





191 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


WINDOWS 3 



Figure il, 12 - Micro- 
soft Word per Win- 
dows - Applicazione 
ipenestuale. 

logie di Campi msenOi- 
Il in un rdocumenion 
WinWord citiamo 
quella dei Pulsanti, 
che comprendono sia 
quello che rimanda ad 
un Segnalibro, sia 
quello che esegue una 
Macro É ipotizzabile 
quindi la realizzazione 
di testi ipertestuali, 
che SI possono avvale- 
re anche di Macro che 
spogliano l'ambiente 
WinWord delle norma- 
li lunzionalni di Word 
Processing 




Figura 13 - Microsoft 
Word per Windows - 
Programmazione Tra- 
dizionale Qui vediamo 
una applicazione più 
iradizionale in cui ven- 
gono utilizzali due co- 
mandi •classicm del 
Basic e presemi in tul- 
li I linguaggi di pro- 
grammazione Il FOR 
hlEXT. con II quale si 
generano notonamen- 
te I ach. e l'IF che 
non dovrebbe richie- 
dere spiegazioni 


tutte le sue funzioni di base ed evolute 
utilizzabili in modalità diretta 

In particolare occorre padroneggiare 
alcuni concetti ed alcune funzioni che. 
per quanto utilizzabili anche normalmen- 
te, assumono particolare efficacia in 
programmazione. 

— Il citato concetto di Documento Mo- 
dello, in cui sono impostati, una volta 
per tutte, una serie di elementi e di 
strumenti operativi necessari per l'ela- 
borazione di una certa tipologia di docu- 
menti. Il Modello interessa il suo Utiliz- 
zatore oltre che ovviamente, il suo 
Autore. 

— Il concetto di Segnalibro, vera e pro- 
pria «variabile» utilizzabile nei pro- 
grammi, 

— Il concetto di Campo, inteso come 
espressione calcolabile e che si suddivi- 
de in numerose sottotipologie. alcune 
delle quali attivano «oggetti» Windows. 

— Le funzioni di Macro Registratore, 
che servono non solo per costruire le 
Macro, ma, specie all'inizio, per «studia- 
re» 1 comandi Macro... facendoseli scri- 
vere dal Registratore. 

— Le funzioni di Macro Assegna al 
tasto 0 al menu con le quali, addirittura 
attraverso funzioni «normali» si modifi- 
ca l'uso della tastiera e l'aspetto este- 
riore ed operativo del menu. 

Occorre infine conoscere tutte le re- 
stanti funzioni se le si vogliono utilizzare 
anche in una Macro. Vediamo subito 
due esempi che sfruttano, il primo, il 
Sommario e, il secondo, il Glossarto. 

In figura 5 il primo esempio relativo al 
Sommario. 

Quando si «salva» la prima volta un 
documento appare una finestra di dialo- 
go molto interessante che serve per 
«schedare» il documento stesso e per 
facilitarne quindi una successiva ricerca 

I contenuti delle vane voci del Som- 
mario vanno a finire in tipi particolari di 
Campo, assimilabili a variabili di siste- 
ma, che possono essere utilizzate an- 
che per altri scopi all'interno del docu- 
mento stesso. Esiste anche la possibili- 
tà di modificare tali variabili con apposi- 
te istruzioni interne al prodotto. 

L'applicazione più logica di tali possi- 
bilità è la costruzione di un «numero di 
protocollo automatico», utilissimo ad 
esempio m un'applicazione aziendale in 
rete tipo «Posta Automatica». 

In figura 6 un secondo esempio di 
utilizzo di una sinergia tra il Glossano, 
raccolta di elementi testuali d’uso fre- 
quente identificati attraverso nomi, che 
appartiene al Modello, e un Campo, 
inseribile in un qualsiasi documento, 
che richiama proprio le voci di Glos- 
sano. 


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WINDOWS 3 


Registriamo una Macro 

Assegnamela ad un Tasto 
Assegnamela ad una voce 
di Menu 

L'obiettivo é quello di realizzare, con il 
Registratore, una Macro che serva per 
ingrandire il primo carattere del Paragra- 
fo su cui ci si è posizionati e che 
chiameremo Capolettera. 

Una volta verificato il buon funziona- 
mento della Macro, nelle varie situazioni 
operative, la salveremo nel contesto 
Globale, in modo da renderla disponibile 
per tutti i tipi di documento. 

Successivamente vedremo come as- 
segnare questa stessa macro ad un 
tasto (nel nostro caso CtrI-i-K), in modo 
quindi che, premendo CtrI-i-K in qualsia- 
si punto di un paragrafo, ne venga in- 
grandito il primo carattere. 

Infine assegneremo questa stessa 
Macro ad una specifica voce di Menu. 
Sotto il menu Formato inseriremo la 
voce Capolettera. 


Descriviamo i passi operativi 

Entrati in WinWord eseguiamo innan- 
zitutto una prova «a mano», evitando 
assolutamente di usare il mouse, non 
riconosciuto dalla macro come strumen- 
to per eseguire movimenti e per sele- 
zionare testi. 

Una volta npadroni della materia» atti- 
viamo il registratore (Comando Macro 
Registra) e nella Finestra di Dialogo che 
appare indichiamo il nome desiderato 
per la Macro (abbiamo detto Capolette- 
ra). Indichiamo il contesto (Globale vale 
per tutti i documenti a qualsiasi Modello 
appartengano, e Modello vale solo su 
documenti appartenenti al modello in 
corso d'uso). 

L’opzione Modello è attiva solo se si 
sta realizzando un Modello o se si è 
salvalo (comando File Salva Opzioni) il 
documento normale come Modello. 

Eseguito il comando a mano, spe- 
gniamo il registratore e andiamo subito 
a vedere il listato del programma, con il 
comando Macro Modifica e scegliendo 
il nostro Capolettera. 

Analizzando il listato (fig. 7), imple- 
mentato con REM di descrizione, vedia- 
mo la tipica struttura di una Macro, che 
comincia sempre con Sub e finisce 
sempre con EndSub e aH'interno della 
quale abbiamo inserito tre richiami ad 
una Macro di sistema AumentaCarat- 
tere. 

Il segnalibro viene creato «al volo» 
per poter tornare dal punto da cui si è 
lanciata la Macro. 




Salvataggio ed esecuzione 
della Macro 

La Macro può essere provata attra- 
verso la voce di Menu Macro Esegui e 
scegliendola nell'elenco. In fase di sal- 
vataggio 0 di chiusura WinWord chiede 
se la Macro deve essere salvata come 
Globale. 

Per rendere più facilmente richiama- 
bile la Macro la si può assegnare ad un 
tasto funzione (scelto tra quelli liberi) 
oppure assegnare ad una nuova voce di 
menu creata propno a questo scopo 

La procedura per l'assegnazione della 
Macro ad una nuova voce di menu è 
totalmente guidata e si svolge tutta 
quanta all'interno di una finestra di dia- 
logo mollo «ricca» (fig. 1). 


Costruiamo il nostro primo 
Modello Carta Intestata 

Un tipica applicazione «semiautomati- 
ca» della programmazione con Win- 
Word è costituita dalla realizzazione di 
«Carta Intestata» in cui le componenti 
fisse (Logo Aziendale e Testi) siano 
riportate, una volta per tutte, nel Model- 
lo, e in cut, attraverso una sene di 
comandi interattivi, possano essere 
successivamente digitati gli elementi 
strutturali fissi, ma variabili nel contenu- 
to. Il documento potrà infine contenere 
un testo libero- 

Nelle tre figure vediamo il risultato 
finale sul video (fig. 8). Il modello stesso 
(fig. 9) avendo messo in «ON» lo switch 
che mostra la sintassi dei campi e non il 


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WINDOWS 3 


loro risultato. Infine, in figura 10, la 
semplice Macro AutoNew. che viene 
eseguita al momento dell’apertura del 
Documento corrispondente al Modello 
Carta Intestata- 
lo seguito parleremo delle Macro tipo 
«Autoii. Per ora esaminiamo il listato. 
La istruzione più significativa è quella 
che manda in esecuzione l’aggiorna- 
mento dei Campi, operazione che com- 
porta Tattivazione dei campi «Riempi» 
che mostrano finestra di dialogo in cui 
vanno digitati dei contenuti che poi ven- 
gono riversati nel documento. 

Nella Macro c’é un errore potenziale 
ma voluto. Il Logo della immagine viene 
caricata attraverso il campo di tipo Inse- 
risci che è inutile aggiornare ogni volta e 
che quindi andrebbe «isolato» dall’istru- 
zione AggiornaCampi. Questo soprattut- 
to se l'immagine deve subire operazioni 
di Scaling. 

Applicazione Ipertestuale 

Nelle due figure 11 e 12 vediamo una 
appLcazioncina Ipertestuale vista «pri- 
ma e dopo la cura». 

Tra i Campi inseribili in un «documen- 
to» WinWord esistono i Pulsanti, sia 
quello che rimanda ad un Segnalibro, 
sia quello che esegue una Macro. È 
Ipotizzabile quindi la realizzazione di do- 
cumenti ipertestuali, m cui oltre al testo 
appaiano dei bottoni, che rimandano ad 
altre parti, o che eseguono «azioni». 

Al bottoni si può associare una Scrit- 
ta, ma non una Icona. In realtà la grafi- 
cizzazione del, bottone si può ottenere 
sovrapponendo i due elementi, quello 
grafico e quello testuale. 

Va infine detto che sarebbe possibile 
spogliare l’intero documento ipertestua- 
le delle altre funzionalità di Word Pro- 
cessing che risultassero inutili alla parti- 
colare applicazione. 

WordBasic 

In figura 13 una Macro contenente 
tipiche istruzioni Basic e cioè POR .. 
NEXT, con le quali costruire un Ciclo IP 
con il quale testare una Condizione, 

Possiamo anche vedere l'uso di vana- 
bili numeriche e di tipo stringa 

In particolare l’istruzione A$= xxxx 
permette di definire implicitamente una 
variabile il cui contenuto viene richiesto 
attraverso una Oialog Box e poi visualiz- 
zato dalla successiva istruzione INSE- 
RISCI. 

La Macro, che chi sa perché abbiamo 
chiamato Dozzina, serve per realizzare 
una tabellina di 8 righe che contengono 
due parole fisse (Nome e Cognomel 



Figure 16 - Microsoft 
Excel 3 per Windows 
Dialog Box Edilor 
Il nuovissimo Excel 3 
dispone di un nuovo 
Dielog Box Editor che 
permeilo di costruire 
in un ambiente Full 
Screen una finestra di 
dialogo uiilmabile m 
una applicazione Ex- 
cel Con alcune modi- 
fiche può essere utihz- 

Word, in cui la Dialog 

leggermente differen- 

scorcio in Figura 4 
Nella loto un campio- 
nario di lineslre di dia- 
logo operaiive durante 
l'uso del Dialog Box 
Editor 


intercalate con elementi richiesti via fi- 
nestra di dialogo. 

Con riF viene realizzato un salto riga 
tra la quarta e la quinta della tabellina. 

Altre strutture 

Nelle figure successive. 14 e 15. ve- 
diamo due strutture tipiche di Win- 
dows. la List Box e la Dialog Box. 
presenti in gran numero come modalità 
operative per le varie funzionalità nor- 
mali. ma anche realizzabili dall’utente 
attraverso specifici comandi di program- 
mazione da inserire nelle proprie Macro. 

Ad esempio le opzioni della List Box, 
possono corrispondere al contenuto di 
un Array, oppure al contenuto di un 
Glossario predefinito. 

Oppure attraverso la Dialog Box si 
può gestire un Input elaborato e pesan- 
temente controllato. 

In pratica una Maschera di Acquisizio- 
ne Dati. Per realizzare la Dialog Box si 
usa una sintassi abbastanza analoga a 
quella dell'Excel per cui un utilizzatore 
più smaliziato può ricorrere al Dialog 
Box Editor di quest'ultimo prodotto (fig. 
16). 

Le Macro di Tipo Auto 

Nell’ambiente normale WinWord so- 
no comunque disponibili una serie di 
Macro. esaminabili con il già citato co- 
mando Macro Modifica. 

Quando l’utente ne realizza di proprie 
può. l’abbiamo fatto anche noi nel no- 
stro primo esercizio, richiamare come 
Subroutine altre Macro. 

Esistono alcuni nomi «riservati» per 
le Macro. nomi che cominciano con 
Auto. 

AutoNew. inserita in un Modello, vie- 
ne eseguita quando si CREA un nuovo 
documento basato su quel modello. È 
quella utilizzata per mandare in esecu- 
zione la routine di aggiornamento dei 
campi. 


AutoOpen, viene eseguita quando si 
APRE un documento basato su quel 
modello. 

AutoExec è la Macro eseguita al lan- 
cio di WinWord. Va ovviamente combi- 
nata con le svariate modalità di lancio 
del WinWord. Può servire ad esempio 
in una Azienda in cui WinWord sia as- 
soggettato ad un Sistema di Posta Elet- 
tronica su Rete ed in cui tutte le opera- 
zioni sui file avvengano attraverso spe- 
cifici comandi di Rete. 

Conclusioni 

É chiaro che lo sfruttamento della 
programmabilità spinta in un ambiente 
operativo con finalità tipicamente oriz- 
zontali (il Word Processing) ha senso 
quando si realizzino applicazioni tenden- 
ti a quella particolare finalità. 

L'ambito si allarga di un bel po' quan- 
do si consideri che entrano pesante- 
mente in gioco gli strumenti e la pro- 
grammabilità di Windows stesso, che, 
come detto nelle premesse, è intrmse- 
camente adatto ad essere program- 
mato. 

Questa ricchezza di possibilità nel 
mondo dei WP costituisce una innega- 
bile novità. Ed il contagio si trasmetterà 
sicuramente anche agli altri Word Pro- 
cessor. 

In particolare stiamo aspettando 
Word Perfect e Ami Professional, quello 
della Lotus (che come noto ha acquisito 
la Samna, i suoi prodotti e il suo know- 
how su Windows). 

Siamo quindi solo all’inizio. Chi affron- 
ta già da ora tati argomenti lo deve fare 
con spirito un po’ pionieristico, che nel 
nostro campo significa sopprattutto 
sperimentare ed analizzare applicazioni 
già fatte (nel materiale Winword e Win- 
Top ce ne sono decine), dalle quali non 
solo si possono copiare idee, ma, anche 
copiare, materialmente con il Taglia e 
Aggiungi di Windows, routine. 

sai 


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MCmicrocompuler n, 107 - maggio 1991 






WINDOWS 3 


coordinamento di Francesco Patroni 


WIN & TIPS 

Il File Manager e le Macro di Windows 


Provate a domandare ad un 
utente di Windows, quale dei 
tool forniti col nuovo 
ambiente gli piace di meno. 
Quasi certamente vi 
risponderà il File Manager. 
Benché esso rappresenti un 
notevole potenziamento 
rispetto al vecchio MS-DOS 
Executive, il suo disegno 
complessivo, un ibrido di 
modo testo e grafica, appare 
ancora troppo farraginoso e 
confuso per risultare 
veramente utile 


Il File Manager consente adesso l'ac- 
cesso ai principali comandi del sistema 
operativo: e tuttavia manca ancora di 
alcune funzioni che sono presenti in 
tutte le Dos Shell evolute, come, ad 
esempio, la possibilità di confrontare i 
dischetti, rinominare le directory, o edi- 
tare i file di testo. 

Il File Manager mostra in una finestra 
l’albero delle directory e consente di 
espanderle con un semplice click del 
mouse; ma non permette di aprire più 
di un Directory Tree per volta, sicché é 
impossibile visualizzare contemporanea- 
mente la struttura ad albero di due drive 
diversi. 

Si possono organizzare le finestre se- 
condo le proprie preferenze, ma le scel- 
te non vengono mantenute tra una ses- 
sione e l'altra, sicché ogni volta bisogna 
ricominciare da capo. 

È possibile cancellare, spostare e co- 
piare più file per volta, e perfino intere 
directory; ma le operazioni necessarie 
richiedono manovre combinate di 
mouse e tastiera ardue da ricordare e 
dipendenti dal contesto: ad esempio, la 
stessa operazione può condurre a risul- 
tati diversi, a seconda che venga effet- 
tuata tra due drive, o tra due directory di 
uno stesso drive. Cosi, trascinando l'i- 
cona di un file da una finestra a un altra 
otterremo la copia del file, se le finestre 
visualizzano due drive diversi; o il suo 
spostamento, se visualizzano due direc- 
tory dello stesso drive. Per copiare i! file 
da una directory all'altra bisognerà inve- 
ce accompagnare il trascinamento con 
la pressione del tasto Alt; e viceversa, 
per spostare il file da un drive a un altro 
bisognerà tenere pressato il tasto Ctrl. 
Insomma c'è di che mettere alla prova 
la memoria di Pico della Mirandola. 

In aggiunta a ciò, la speditezza con 
cui vengono eseguite le operazioni, so- 
prattutto quando è richiesto l'accesso ai 


dischetti, lascia alquanto a desiderare; e 
la continua sovrapposizione di nuove 
finestre rende in breve lo schermo cosi 
affollato da generare un senso di confu- 
sione. 

É vero che esiste la possibilità di 
disabilitare, via menu, l'overlapping del- 
le finestre; ma, chissà perché, anche 
questa opzione non può essere settata 
stabilmente. 

In generale si ha l'impressione che il 
File Manager sia un tentativo non anco- 
ra totalmente compiuto di emulare un 
ambiente iconico orientato a oggetti. La 
facciata grafica è per lo più giustapposta 
al vecchio «modo carattere», in una 
mescolanza, non sempre felice, di me- 
nu e finestre, tastiera e mouse, nomi di 
file e icone. 

É per questo che, da un lato, molti 
utenti di Windows hanno preferito igno- 
rare il File Manager e continuare a ser- 
virsi del loro Norton Commander o del 
loro PcTooIs; e dall'altro, si sono molti- 
plicati, da parte di produttori terzi, innu- 
merevoli sostituti del File Manager, con 
lo scopo di sopperire alle sue limita- 
zioni 

Diciamo subito che, benché a volte 
raggiungano risultati egregi, non ci sem- 
bra che possano rappresentare una so- 
luzione generalizzabile e di lunga durata. 
Innanzitutto ciascuno di essi propone 
una propria filosofia e un proprio am- 
biente diverso, con una perdita di coe- 
renza dell'interfaccia originaria di Win- 
dows Alcuni ad esempio, come il Com- 
mand Post o i Becker Toois, optano 
decisamente per un orientamento cha- 
racter mode, del tipo delle tradizionali 
Dos Shell. Altri, come Aporia o hDC 
Windows Express, utilizzano un approc- 
cio più strutturato, proponendo un am- 
biente ad icone, oggetti e foider. Tutti, 
inoltre, rimpiazzano sia il File Manager 
che il Program Manager, integrando le 


196 


MCmicrocomputer n. 107 • maggio 1991 


WINDOWS 3 


Figure I - Il File Mana- 
ger ai Windows — Cu- 
stomiziazione dello 
schermo Iramite Ma- 
cro I In una finestra 
viene mostrato grafi- 
camente l'albero delle 
directory, mentre nel- 
l'altra é visualizzalo il 
contenuto della direc- 
tory selezionata Gra- 
zie al Macro Recorder 
è possibile salvare sta- 
bilmente le configura- 
zione desiderata e ri- 
chiamarla alla sempli- 
ce pressione di un 

funzioni di entrambi in un unico tool. 

Dal momento che ciascuna di queste 
Shell implementa di fatto la propria ver- 
sione di Windows, il prezzo da pagare é 
la rinunzia allo standard e l'adozione di 
un nuovo disegno complessivo, con i 
suoi strumenti, i suoi vantaggi, e anche 
le sue idiosincrasie. 

Il nostro parere è dunque questo; 
provate pure l'una o l'altra di queste 
Shell — la maggior parte di 
prodotti shareware facilmente disponi- 
bili — ma tenete in buon conto che con 
ogni probabilità, dopo aver soddisfatto 
la curiosità iniziale, preferirete ritornare 
all'interfaccia originaria di Windows. 

In sostanza, a noi sembra che al 
momento sia preferibile servirsi del File 
Manager cosi com'è, nell'attesa che 
Microsoft stessa provveda a migliorarlo 
nelle future release. 

Ciò comporta, d'altra parte, la neces- 
sità di servirsi ai meglio di tutti gli 
strumenti che Windows mette a dispo- 
sizione, e che consentono di ovviare fin 
da ora ad alcune delle sue limitazioni. 



mandi), le macro che ne risultano sono 
«cieche» quanto ai contenuti, e suscet- 
tibili dì produrre risultati del tutto diversi 
a seconda del contesto in cui vengono 
richiamate. 

Facciamo un esempio; abbiamo crea- 
to una macro che, a partire dal Program 
Manager, avvia un applicativo di Win- 
dows, dimensiona la finestra, seleziona 
un comando e lo manda in esecuzione. 
La procedura funzionerà perfettamente 
finché non mutino le condizioni di par- 
tenza. Se invece, uno qualsiasi degli 
elementi in gioco verrà modificato (l'ap- 
plicazione da cui la macro viene chiama- 
ta, le dimensioni della finestra, la posi- 
zione dell'icona), la macro andrà ugual- 
mente in esecuzione, ma si bloccherà. 


Per fare un uso vantaggioso del Ma- 
cro Recorder bisogna tener conto di 
due fattori: 

esse sono 1) Le macro, in mancanza di un vero e 
proprio linguaggio di programmazione, 
non possono essere editate, né modifi- 
cate. Se quindi durante la registrazione 
si commette un errore qualsiasi (ad 
esempio si pressa un tasto sbagliato), 
bisogna ricominciare tutto da capo. Ciò 
comporta in genere la fastidiosa neces- 
sità di dover ripetere le operazioni più 
volte, prima di ottenere il risultato vo- 
luto. 

2) Dal momento che le azioni registrate 
sono relative alle posizioni occupate da- 
gli oggetti sullo schermo, e non agli 
oggetti stessi (siano essi icone o co- 


II Macro Recorder 

Si tratta di un'utility minore di Win- 
dows. che non ha ricevuto finora a 
nostro avviso, sufficiente attenzione. 

Nonostante i suoi limiti essa consen- 
te infatti di realizzare un certo grado di 
ottimizzazione dell'ambiente, e, come 
vedremo, la soluzione di alcuni pro- 
blemi, 

É bene chiarire subito che il Macro 
Recorder non contiene un macro-lin- 
guaggio. come quello presente ad 
esempio in WinWord; non ha dunque la 
potenza necessaria ad implementare 
nuovi comandi o funzioni, Il suo compi- 
to è quello di registrare fedelmente una 
sequenza di operazioni effettuate con la 
tastiera o il mouse. 


Figura 2 - Il File Mana- 
ger di Windows — Cu- 
stomizzazione dello 
schermo tramite Ma- 
cro 2. Due finestre af- 
fiancate mostrano le 
directory di due drive 
diversi, mentre il 
rectory Tree é ndolto 
ad icona. L'overlap- 
ping delle finestre é 

disabilitalo in modo da 
evitare il sovraffolla- 
mento dello schermo 



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0 , peggio, produrrà un effetto indeside- 
rato. 

Per fortuna il Registratore di Macro 
contiene alcune opzioni il cui settaggio 
consente di ridurre al minimo (ma non 
di eliminare del tutto) un simile rischio- 
si può decidere di riferire la sequenza di 
azioni all'intero schermo o alfa sola fine- 
stra attiva: di assegnare la macro a 
tutte le applicazioni o ad una soltanto; 
di registrare i movimenti del mouse o di 
ignorarli. 

Quest’ultima opzione é senza dubbio 
consigliabile: la registrazione di una se- 
ne di spostamenti del mouse sullo 
schermo è infatti enormemente più 
soggetta a dar luogo a risultati incontrol- 
labili di quanto non lo sia una serie di 
comandi dati da tastiera. 

Tenendo ben presente tutto ciò, cer- 
cheremo di mostrare come le macro 
possano risolvere alcune delle insuffi- 
cienze del File Manager. Prima fra tutte, 
la sua incapacità di conservare tra una 
sessione e l'altra la configurazione im- 
postata. 

Potete osservare, nelle figure 1 e 2. 
alcuni esempi di customizzazione del 
File Manager, secondo un modello che 
ricorda da vicino quello delle tradizionali 
Dos Shell. 

Nel primo esempio due finestre af- 
fiancate e opportunamente dimensiona- 
te mostrano, rispettivamente, l'albero 
delle difectory e il contenuto della direc- 
tory selezionata, nel secondo, le due 
finestre mostrano invece le directory di 
due drive diversi, mentre il Directory 
Tree è ridotto ad icona. È inoltre settata 
l'opzione che disabilita l'overlapping. in 
modo da mantenere lo schenrio sgom- 
bro da finestre accatastate. 

Le molteplici operazioni di mouse e 
tastiera necessarie ad ottenere tali con- 
figurazioni sono state registrate in due 
macro. a ciascuna delle quali è stato 
assegnato un nome e un tasto funzio- 
ne, di modo che basterà pressare il 
tasto prescelto affinché il File Manager 
assuma l'aspetto desiderato. 

Si può pensare a una serie di macro. 
corrispondenti ad altrettante configura- 
zioni diverse, ciascuna ottimizzata all'e- 
secuzione di un determinato compito. A 
seconda del lavoro da svolgere potrà 
essere richiamata di volta in volta la 
configurazione più vantaggiosa. 


La Macro di Chu 

Un altro dei limiti del File Manager é. 
come dicevamo all'inìzio, quello di non 
consentire, se non indirettamente, la 
visualizzazione e l'editazione di un file di 
testo. 

È vero che é possibile mandare in 
esecuzione Write o il Notepad cliccando 
direttamente sul documento che si vuo- 
le editare; ma solo a patto che l'esten- 
sione dei file sia stata precedentemente 
associata ad uno di essi. La procedura, 
che comportava in passato l'editazione 
del WIN.INI, é svolta adesso da un'ap- 
posita voce dei menu File e risulta quin- 
di di facile attuazione. E tuttavia, l'asso- 
ciazione di tutte le eventuali estensioni 
dei file di testo (DOC, TXT. LST, OLD, 
BAK. MAN, ME...) risulta praticamente 
impossibile: anche perché alcune di es- 
se finirebbero col sovrapporsi alle 
estensioni già supportate da altri appli- 
cativi (ad esempio, l'estensione DOC é 
per default quella dei file di WinWord). 

Per fortuna è possibile superare an- 
che questa difficoltà creando una macro 
in grado di lanciare il Notepad insieme 
al file selezionato, quale che sìa la sua 
estensione- La macro è interamente 
riproducìbile da tastiera: e possiamo 
darne quindi la descrizione dettagliata. 
Dal nome del suo ideatore, che (nono- 
stante le apparenze) è un utente ameri- 
cano di Windows, la chiameremo: Ma- 
cro di Chu. 

Ecco come procedere: aprite il File 
Manager e selezionate un file di testo 
qualsiasi evidenziandone il nome. Poi 
lanciate il Macro Recorder e scegliete la 
voce Record dal menu Macro: date un 
nome alla macro che vi apprestate a 
creare (ad esempio. Edit) e assegnatele 
un tasto per richiamarla (ad esempio, 
F3). Iniziate quindi la registrazione. 

Il primo passo è di copiare nella Clip- 
board il nome evidenziato, in modo che 
possa essere successivamente trasferi- 
to al Notepad. Per far questo è necessa- 
rio ricorrere a un piccolo stratagemma: 
pressate i tasti ALT-F e P (Print), come 
per simulare un comando di stampa; il 
nome del file selezionato comparirà nel 
box di input: pressate allora Ctrl-lns per 
trasferirlo nella Clipboard e poi cancella- 
te il comando di stampa con un doppio 
TAB e un ENTER. 


Pressate adesso ALT-F e R (Run) per 
lanciare il Notepad: scrivete nel box 
Notepad e aggiungete uno spazio vuo- 
to; quindi con SHIFT-INS trasferite il 
nome del file dalla Clipboard nell'input 
box e battete ENTER. Il Notepad si 
avvierà insieme al file selezionato, 
Espandete la finestra con ALT-SPACE- 
BAR e X, in modo da visualizzarlo a 
tutto schermo. Interrompete ora con 
CTRL-BREAK la registrazione della ma- 
cro e salvatela selezionando l'opzione 
Save Macro. 

A questo punto siete in grado, con la 
semplice pressione di un tasto, di leg- 
gere e editare dal File Manager qualun- 
que file di testo, indipendentemente 
dalla sua estensione. 

Dovete ancora salvare la macro appe- 
na ultimata in un apposito file, affinché 
il Recorder possa riutilizzarla (insieme a 
tutte le altre che avrete eventualmente 
creato) nelle successive sessioni di 
Windows. 

Aprite dunque il Recorder, seleziona- 
te File Save, e date un nome al vostro 
file di macro (ad esempio. MACROS) 
Gli verrà attribuita automaticamente l'e- 
stensione REC. 

Per riattivare le macro la prossima 
volta che userete Windows dovrete na- 
turalmente far ripartire il Recorder e 
caricare il file macros, ree. 

Se invece, come è preferibile, deside- 
rate avere subito a disposizione il vostro 
set di macro in ogni sessione di Win- 
dows, sarà opportuno automatizzarne il 
caricamento- La procedura dovrebbe 
esservi nota e consiste nell'inserire nel- 
l'apposita riga del WIN.INI il nome del 
file da caricare. Nel nostro esempio: 

lo3d=macros ree 

E per finire 

Una piccola scorciatoia, non docu- 
mentata sui manuali di Windows. Ctic- 
cando sull'icona di un drive e tenendo 
contemporaneamente pressato il tasto 
Shift si ottiene la visualizzazione del 
Directory Tree con tutte le subdirectory 
in esso contenute. 




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Mainboord 80386sx - 20 Mhz • 0 Mb Ram Lit. 900.000 

Moinboord 80386 - 25 Mhz - 32Ram Cache 0 Mb Ram Lit, 1 .350.000 
Mainboord 80386 - 33 Mhz - 64 Rom Coche 0 Mb RamLit. 1 .600.000 

Floppy Drive da 5,25 360 Kb Lit. 1 18.000 

Floppy Drive do 5,25 1,2 Kb Lit. 128.000 

Floppy Drive da 3,5 720 Kb Ut. 125.000 

Floppy Drive do 3,55 1,44Mb Ut. 128.000 

Controller per driver XT e ATFDD 360/1 .2/720/1 .44 Ut. 45.000 

Controller per HD XT MFM Lit. 78.000 

Controller per 286/386 interlave 2:1 HDC+FDC Ut. 115.000 

Controller per 286/386 interlave 1 : 1 HDC+FDC Ut. 128.000 

Controller per 286/386 ESDI HDC+FDC UT. 222.000 

Controller per 266/386 Multi/IO interface HO AT8US 

FDC+HDC+2 RS232 Comi e Com2, 1 Poro!, 1 Come Lit. 85.000 

HD Segete St 1 25 28 ms 20 Mb 3,5 Ut, 350,000 

HD Segate Sf 157/A 28 ms 42 Mb Albus Ut. 425.000 

HD Fujitsu 90MbATBUS Ut. 930.000 

HDFujilsu 136MbATBUS Ut. 1.300.000 

HDFujifsu 182MbATBUS Ut.1.630.000 

HD Conner 40 Mb ATBUS Lit, 390.000 

HD Quantum 52 Mb ATBUS Ut. 630.000 

HD Maxtor 80 Mb ATBUS Lit. 690.000 

HD Conner 120 Mb ATBUS Lit. 640.000 

HD Quantum 210 Mb ATBUS Ut.1,900.000 

I 1 

{TELEFONATE E RICHIEDETE j 


I I 


VIRUS 


Il percorso deirinfezìone 

Accesso dì un virus in un sistema e riconoscimento 
della sua presenza 

di Stefano Toria 


Si é visto negli articoli 
precedenti quali sono le 
caratteristiche che 
permefiono di stabilire che un 
particolare programma fa 
parte della categoria dei virus, 
e tra queste la disposizione a 
replicarsi e a sfuggire 
all'identificazione. 

Questo articolo analizza i 
possibili percorsi che un 
programma aggressore può 
seguire nel perseguimento 
del proprio obiettivo. La 
conoscenza di tali percorsi è 
fondamentale per 
determinare la vulnerabilità di 
un determinato sistema, cioè 
la possibilità che il sistema 
divenga un obiettivo per un 
particolare virus, in modo da 
poter stabilire le eventuali 
misure di sicurezza per evitare 
che ciò accada 


Esecuzione di un programma 

L'accesso di un virus in un sistema si 
verifica nel momento in cui viene ese- 
guito il programma che lo ospita. Duran- 
te questa fase vengono eseguite anche 
le istruzioni che compongono il virus, 
solitamente all'insaputa dell'utente, e si 
compiono le operazioni previste dall'i- 
gnoto programmatore che ha realizzato 
il programma maligno. La prima nozione 
da chiarire consiste quindi nella defini- 
zione del concetto di esecuzione di pro- 
gramma. 

Il sistema MS-DOS agisce sotto il 
controllo di un programma supervisore, 
detto «Shell» o GLI {Command-Line In- 
terpreter), che comunemente è costitui- 
to dal programma COMMAND.COM di- 
stribuito assieme al sistema, ma che 
può essere sostituito da altri analoghi 
programmi che svolgano la stessa fun- 
zione. Questo programma supervisore 
interpreta i comandi scritti a tastiera e 
pertanto costituisce il principale mezzo 
di dialogo tra utente e sistema operati- 
vo. Con una certa approssimazione, si 
può scindere il comportamento dello 
Shell nelle seguenti fasi: 

~ presenta il prompt (solitamente del 
tipo C> oppure C;\>), attende che l'u- 
tente scriva una stringa di caratteri sulla 


tastiera e accetta tale stringa: 

— analizza la stringa separandola nei 
suoi elementi, prende il primo elemento 
e lo interpreta come un comando; 

— tenta di eseguire il comando verifi- 
cando, nell'ordine, se si tratti di un 
comando «interno» cioè contenuto nel- 
lo stesso sistema, oppure se esista un 
file binario con nome uguale al coman- 
do ed estensione .COM, oppure .EXE, 
oppure se esista un file di testo conte- 
nente comandi del sistema (.BAT); in 
ognuno di questi casi, verranno esegui- 
te rispettivamente le istruzioni corri- 
spondenti alla funzione interna del siste- 
ma operativo, oppure quelle contenute 
nel file con estensione .COM o .EXE, 
oppure quelle del batch interpreter; 

— se l'esecuzione del comando falli- 
sce, il sistema lo segnala all'utente. 

L'esecuzione di un comando dell'u- 
tente darà quindi luogo in ogni caso 
all'esecuzione di uno o più programmi 
binari. Nell'Ipotesi più semplice verrà 
eseguito il solo COMMAND.COM, co- 
me ad esempio nel caso in cui l'utente 
scriva un comando che consiste in una 
funzione interna come SET. ECHO o 
PROMPT, oppure qualora richieda l'ese- 
cuzione di un batch che contenga sol- 
tanto comandi di questo genere. Altri- 
menti il DOS caricherà in memoria un 
file binario e darà inizio alla sua esecu- 
zione. durante la quale potrà essere 
disposto il caricamento di ulteriori file, 
che verranno a loro volta eseguiti e cosi 
via. 

Lo schema qui riportato descrive il 
comportamento dello shell una volta 
che il sistema MS-DOS sia stato corret- 
tamente caricato all'accensione dell'ela- 
boratore. Ma anche durante la fase di 
avvio del sistema si dà luogo all'esecu- 
zione di programmi e in particolare: 

— all'atto dell'accensione, quando il 
microprocessore riceve il primo impulso 
elettrico, viene eseguito un particolare 
programma previsto dal costruttore e 
memorizzato in una ROM. Questo pro- 
gramma, detto POST (Power-On Self 
Test, ossia autodiagnostico all'accensio- 
ne) procede al controllo di tutte le fun- 
zioni del sistema, segnalando eventuali 



MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


201 



VfRUS 



difetti che ne possano pregiudicare l'u- 
so. e procede quindi all'esecuzione del- 
ta fase successiva: 

— dopo il POST viene eseguito il «bo- 
otstrap" che consiste nel caricamento 
da disco delle funzioni elementari del 
sistema operativo. La sequenza più co- . 
mune di bootstrap consiste nella scan- ' 
sione dei dispositivi a disco installati 
nell'elaboratore, per ricercare le istruzio- 
ni che compongono tali funzioni ele- 
mentari. Viene acceduto prima il drive 
per floppy disk (solitamente il drive A:), 
quindi il secondo drive per floppy disk 
se presente (il B:), quindi il disco fisso. 
Se uno dei drive per floppy disk contie- 
ne un disco, ne viene letta una partico- 
lare zona detta «boot sector», che ripor- 
ta le istruzioni per il caricamento del 
nucleo del sistema operativo. Se per 
contro nessun drive per floppy disk con- 
tiene un disco, la sequenza procede 
fino al raggiungimento del disco fisso. 
Su quest'ultimo la zona che viene acce- 
dut'a è la tavola delle partizioni, che 
descrive il modo in cui é ripartito lo 
spazio sul disco fisso, e quale sia la 
partizione attiva, quella cioè da cui do- 
vrà essere caricato il sistema operativo. 
La tavola delle partizioni contiene anche 
un programma per l'accesso alla parti- 
zione attiva, che viene quindi acceduta 
per mezzo di tate programma. Dal boot 
sector della partizione attiva viene prele- 
vato ed eseguito il programma di carica- 
mento del nucleo del sistema opera- 
tivo; 

— in qualsiasi modo si sia raggiunto il 
boot sector, questo determina il carica- 
mento l'avvio del nucleo del DOS, e 
l'esecuzione di COMMAND.COM che 
rimane residente in memoria fino allo 
spegnimento del sistema o fino alla 
successiva sequenza di bootstrap. 

Esecuzione di programmi 
e di virus 

Nelle fasi descritte qui sopra, ogni 
esecuzione di programmi o istruzioni 
può comportare l’esecuzione e la repli- 
cazione di un virus, oppure lo scatenarsi 
dell'azione distruttiva dello stesso, op- 
pure le due cose simultaneamente. É 
importante che l'utente abbia ben chia- 
re le modalità di esecuzione dei pro- 
grammi, anche solo secondo lo schema 
semplificato proposto qui sopra, poiché 
ogni volta che si paria di «esecuzione» 
di programmi egli dovrà far riferimento 
a tutte le fasi qui sopra descritte, e non 
soltanto al caricamento di un file binano 
con estensione ,COM o .EXE. 

Ad esempio, molti possessori di per- 
sonal computer sanno che un dischetto 
«di sistema» contiene le istruzioni atte 
a «far partire» il sistema operativo: ma 


pochi sanno che anche i dischetti rton 
«di sistema» contengono un analogo 
programma, memorizzato nella stessa 
posizione e cioè nel boot sector, e che 
questo programma serve soltanto a 
scrivere sul video il messaggio «Disco 
non di sistema — sostituire e premere 
un tasto quando pronti». Un virus che si 
trasmetta avvalendosi del boot sector 
può quindi infettare anche un dischetto 
non di sistema, e questo dischetto, 
ancorché non sia in grado di avviare il 
DOS, può comunque trasmettere l’infe- 
zione qualora l'utente lo dimentichi inav- 
vertitamente chiuso dentro il drive all'at- 
to dell'accensione della macchina (è ac- 
caduto anche all’autore di questo arti- 
colo). 

Quando viene eseguilo un program- 
ma che porta in sé un virus, come si é 
detto, viene eseguito anche il virus. 
Esso determinerà l'azione da svolgere, 
a seconda di come è stato progettato, e 
m alcuni casi procederà alla propria re- 
plicazione, ai danni di un programma 
finora indenne che diventa a sua volta 
portatore di virus. 

Questo è un punto molto importante: 
qualsiasi programma, su qualsiasi sup- 
porto si trovi (disco fisso o dischetto) 
può divenire portatore di virus in qual- 
siasi momento. Alcuni virus restano re- 
sidenti in memona dopo la loro esecu- 
zione. sfruttando la funzione TSR (Ter- 
minate and Stay Residenti del DQS. 
Una volta residente, un virus potrebbe 
intercettare tutti i comandi passati allo 
Shell daH’utente, riconoscere le richie- 
ste di esecuzione di programmi e proce- 
dere all'infezione di tali programmi; di 
fatto, sono molti i virus che agiscono in 
questo modo. Per conseguenza, se un 
elaboratore si infetta con uno di questi 
virus, è sufficiente inserire per pochi 
istanti un dischetto nel drive — il tempo 


di eseguire un programma in esso con- 
tenuto — perché tale dischetto si infetti 
e diventi a sua volta portatore del virus 

Il percorso del virus 

Si è visto quindi come un virus sia 
composto da istruzioni di programma, 
come tali istruzioni abbiano bisogno di 
un programma portatore per trasmetter- 
si da un sistema a un altro, come il 
programma portatore debba essere 
eseguito su un sistema perché questo 
si infetti, e come l’infezione possa tra- 
smettersi da un programma a un altro. 

Per poter prevenire l’infezione del 
proprio elaboratore è quindi essenziale 
comprendere quali possano essere i 
percorsi che un virus può seguire per 
raggiungere una determinata macchina. 

Si consideri il procedimento di instal- 
lazione di un nuovo elaboratore, appena 
acquistato. Il rivenditore fornisce abi- 
tualmente l’elaboratore, che si supporrà 
dotato di disco fisso, con un corredo di 
manuali e dischi che costituiscono la 
dotazione software di base per il funzio- 
namento dell'elaboratore. Poiché in 
questi articoli si prende sempre ad 
esempio l'ambiente MS-DOS. i manuali 
e I dischi riguarderanno questo sistema 
operativo, e st tratterà normalmente di 
una copia originale sigillata della oppor- 
tuna versione del sistema. Avvalendosi 
di tale copia, l’utente procederà alla 
installazione del sistema operativo sul 
disco fisso dell'elaboratore, nelle note 
fasi di definizione della tavola delle parti- 
zioni, formattazione di ciascuna partizio- 
ne (o dell'unica partizione se ne viene 
definita una sola), trasferimento del si- 
stema operativo. 

Al termine di queste operazioni i’u- 
tente é in grado di accendere l'elabora- 
tore senza inserire alcun disco nel drive. 


202 


MCmicrocomputern. 107 - maggio 1991 


VIRUS 


U Ne APPBND.EXE à ora 
infetto e contiene una 
copia di Dalacnme ItB 
Poiché esso mene ese- 
guilo neirAUTOBXBC. 
BAT di Questo PC. ogni 

de la macchina o la re- 
setta corre il rischio di 
perdere definitivamente 
lutti I propri file. Infatti il 
Datacnme IIB esegue 
una formattazione a bas- 

del disco: a volte il disco 
risulta danneggiato in 
modo non nmediabile né 
dall'uienfe, né dal servi- 
zio di assistenza, ed é 
necessario inviarlo al la- 
Ixtraiario del cosfruHore 
per la riconfigurazione 



in quanto il sistema operativo risiede sul 
disco fisso. Inizierà quindi l’installazione 
di uno 0 più programmi applicativi, che 
avrà acquistato insieme all'elaboratore o 
separatamente ma di cui comunque si 
presume sia dotato, in quanto un elabo- 
ratore con il solo sistema operativo e 
senza alcuna applicazione può svolgere 
ben poche funzioni. 

Ciascun programma applicativo si 
presenta anch'esso come un insieme di 
manuali e dischi, da cui l'utente installa 
il programma che successivamente ri- 
mane residente sul disco fisso. 

Successivamente, durante il xiormale 
uso del sistema, l'utente richiederà con- 
tinuamente l'esecuzione di programmi, 
che possono essere sia parte del siste- 
ma operativo (DOS), sia parte di applica- 
zioni residenti sul disco fisso, sia appli- 
cazioni prelevate da dischetti apposita- 
mente inseriti di volta in volta nel drive. 

In ognuna delle operazioni elencate 
linstallazione del sistema operativo, in- 
stallazione di applicazioni, esecuzione di 
programmi da disco fisso o da dischetti) 
uno 0 più programmi provenienti dall'e- 
sterno ottengono l'accesso all'elabora- 
tore. Se uno di tali programmi è portato- 
re di virus, tale virus può quindi esplica- 
re la propria azione sull'elaboratore, re- 
plicandosi e determinandone l'infe- 
zione. 

É quindi essenziale verificare le fonti 
di tutti i programmi che si eseguono, in 
quanto ciascuno di essi può contenere 
un virus. I più pericolosi sotto questo 
punto di vista sono quei programmi che 
presumibilmente sono passati per mol- 
te mani, La diffusa abitudine di ricorrere 
alla pirateria del software aumenta la 
probabilità di incorrere in un programma 
infetto. Normalmente infatti i program- 
mi venduti legittimamente vengono sot- 
toposti a un controllo di qualità, minore 
0 maggiore a seconda della serietà del 
produttore del software, delle dimensio- 
ni della sua struttura, della professionali- 
tà della sua organizzazione. Tali pro- 
grammi vengono generalmente ripro- 
dotti in appositi centri di riproduzione, in 
grado di produrre grandi volumi di copie 
in tempi ridotti. Tutto il procedimento è 
sottoposto a controlli, e pertanto i di- 
schetti che vengono rinchiusi nelle bu- 


ste sigillate che poi arrivano all’utente 
sono normalmente da ritenersi indenni 
da infezione. Sarà cura dell'utente con- 
trollare l'integrità dei sigilli quando ac- 
quista un programma: tale integrità ga- 
rantisce l'acquirente contro la possibilità 
che I dischetti siano già stati utilizzati, 
con la possibilità — come si è visto — 
che si siano infettati. 

Chi acquista, o in altro modo si procu- 
ra, software non originale si sottopone 
al rischio che tale software sia infetto. 
Le riproduzioni non autorizzate di soft- 
ware vengono effettuate solitamente 
senza alcun controllo, da parte di nor- 
mali utenti di personal computer e non 
di centri specializzati. In alcuni casi si 
tratta di utenti non particolarmente 
esperti: ci si passa le copie «sprotette» 
dei più diffusi programmi applicativi cosi 
come ci si passa l'ultimo libro pubblica- 
to, 0 la copia su cassetta dell'ultimo 
disco uscito. E una copia di un program- 
ma, eseguita su un sistema infetto, è 
quasi certamente infetta anch'essa. 

Un notevole impulso alla diffusione 
dei virus proviene dai programmi per 
videogiochi. Tali programmi hanno una 
grande circolazione, quasi sempre es- 
sendo riprodotti dagli stessi utenti che 
se li trasmettono analogamente alle al- 
tre applicazioni. 

Infine, i testi e gli articoli sulla sicurez- 


za citano sempre invariabilmente BBS e 
gruppi di utenza come potenziali mezzi 
di diffusione di virus; anzi, alcuni utenti 
sono arrivati a ritenere pericoloso il sem- 
plice possesso di un modem collegato al 
proprio personal computer, tanto si è in- 
sistito sul rischio del prelievo di software 
da sistemi telematici- Questo è vero in 
teoria, in quanto sia i BBS che i gruppi di 
utenza hanno come scopo anche la dif- 
fusione del software di pubblico domi- 
nio; ma nella realtà non si è a conoscen- 
za di alcun caso di infezione da virus 
proveniente da un BBS, anche e soprat- 
tutto per la grande professionalità dimo- 
strata da chi gestisce questi sistemi. 

Riconoscimento deH'infezione 

Il virus, seguendo i percorsi più dispa- 
rati, raggiunge quindi un determinato 
sistema e lo infetta. Come si è visto 
nello scorso articolo, l'infezione si può 
concretare in diversi modi, ma in ogni 
caso l’effetto è lo stesso: l'elaboratore 
contiene, in aggiunta a tutti i programmi 
che conteneva in precedenza, anche un 
nuovo programma, non previsto né co- 
nosciuto dal suo legittimo utente, che 
entrerà in azione al verificarsi di una 
data condizione, ed eseguirà un'azione 
prestabilita. Nel frattempo, non appena 
gliene viene data l’occasione, si replica: 
se l’utente fa uso di programmi su 
dischetto e li porta con sé per eseguirli 
su elaboratori altrui, il virus ne approfitta 
per avvalersene come portatori e prose- 
guire la propria diffusione. 

L’utente si accorgerò immediatamen- 
te che qualcosa non va se il virus mette 
in atto la sua carica distruttiva. Alcuni 
virus sono scritti con lo scopo di nuoce- 
re gravemente, ad esempio distruggen- 
do il contenuto de! disco fisso del siste- 
ma che li ospita (uno di questi è il 


Ultim'ora 

Scoperto l'autore di uno tra i virus più diffusi 

È indonesiano fautore del virus «Den Zuk», Questa informazione, che è 
giunta dopo che l'articolo di questo mese era stato già predisposto in redazione, 
proviene da Fridrik Skulason. una delle massime autorità mondiali sui virus. 

Nel prossimo numero verrà approfondita la notizia, e si accennerà breve- 
mente a come sono stati identificati i pochi autori di programmi aggressori noti 
alla comunità di ricerca. 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


203 



VIRUS 


Il ((laboratorio biologico»: 
un invito ai lettori 


Datacrime). Un’azione di questo genere 
non può sfuggire nemmeno al più disat- 
tento e inesperto degli utenti, e qualora 
tale utente sia anche imprevidente, e 
non abbia una copia recente del conte- 
nuto del disco fisso, si ritroverà di punto 
in bianco senza più nemmeno un dato e 
senza la possibilità di ricostruire dò che 
ha perduto. Anche in aitri casi il virus 
farà notare la propria presenza; ad 
esempio, un virus che si sovrapponga a 
un programma eseguibile, rendendolo 
ineseguibile, non sfuggirò all'attenzione 
nel momento in cui l'utente cerchi di 
eseguire il programma infetto. 

In altri casi il comportamento del vi- 
rus è più subdolo, ed esso può restare 
latente in un sistema anche molto a 
lungo prima di essere identificato. Que- 
sti sono i virus più pericolosi, in quanto 
a un lungo periodo di latenza corrispon- 
de una lunga fase di replicazione e di 
corruzione di un numero via via sempre 
crescente di programmi: inoltre, cresce 
la probabilità che l’utente porti con sé 
un programma infetto su un floppy disk, 
determinando la trasmissione del virus 
in altri ambienti. 

L’ideale sarebbe quindi che l’utente si 
avveda della presenza di un virus prima 
che questo possa minimamente agire 
sull’elaboratore: addirittura, prima anco- 
ra di eseguire un nuovo programma 
l'utente dovrebbe essere certo della in- 
nocuità del programma. Questo non è 
possìbile in assoluto; tuttavia si può 
raggiungere un ragionevole grado di 
certezza, avvalendosi dei programmi 
c-d. di «scansione». Tali programmi esa- 
minano i file che sono potenziali porta- 
tori di virus (.COM, .EXE, boot sector, 
etc.) in cerca degli elementi identificativi 
dei virus già noti. Se viene riscontrata la 
presenza di uno di tali elementi in un 
programma, viene attirata l'attenzione 
dell’utente, che dovrà decidere cosa 
fare del programma sospetto. Se nes- 
sun programma viene segnalato come 
sospetto, non per questo é esclusa la 
presenza di un virus: semplicemente è 
esclusa la presenza di uno dei virus noti 
a chi ha sviluppato il programma di 
scansione, e alla data in cui tale pro- 
gramma è stato sviluppato. Per questo 
motivo è indispensabile non distruggere 
un virus, ma farlo pervenire il più presto 
possibile al più vidino (e più fidato) cen- 
tro di ricerca antivirus, perché la cono- 
scenza di tali programmi é una delle 
migliori armi per la lotta contro i virus. 
Inoltre è altrettanto importante che qua- 
lora si faccia uso di programmi di scan- 
sione antivirus ci si procuri sempre la 
copia più recente. 

Si è detto che in mancanza di segna- 
lazioni da parte dì un programma di 
scansione si può ritenere che un deter- 


Come si accenna altrove in questo arti- 
colo, l'unico modo per debellare un pro- 
gramma maligno e — se possibile — per 
prevenirne l’azione è di conoscere appro- 
fonditamente questo programma. É inten- 
zione di MCmicrocomputer costituire un 
laboratorio di ricerca per raggiungere una 
conoscenza approfondita dei programmi 
aggressori. Una pronta e tempestiva infor- 
mazione sui virus consente una migliore 
prevenzione contro i rischi specifici: inol- 
tre. é essenziale che le recensioni dei 
prodotti software venduti per la difesa dai 
virus riportino II comportamento di tali pro- 
dotti in presenza di effettivi virus, per sta- 
bilire se un determinato prodotto possa 
generare falsi allarmi o, per contro, si lasci 
sfuggire un vero virus. 

è per questa ragione che la recensione 
del ViruScan di John McAfee, anticipata 
nel numero precedente, non viene riporta- 
ta su questo articolo ma verrà pubblicata 
sul prossimo. Stiamo trattando con uno 
dei principali centri di ncerca europei per 
l'acquisizione di una copia di ciascuno dei 
virus in loro possesso. In seguito, l'attività 
del laboratorio antivirus fornirebbe il sup- 
porto necessario per la recensione dei 
nuovi prodotti segnalati nel campo della 
lotta ai programmi aggressori 
La costituzione del laboratorio è uno 
scopo meno semplice da raggiungere di 
quanto sembri, per tre ragioni: 

— molti programmi maligni sono scritti 
con l'obiettivo di sfuggire il più possibile 
airindividuazione, per diffondersi il più pos- 
sibile e causare il maggior danno possibile 
prima di essere scoperti: disassemblare e 
analizzare un programma di questo genere 
si è dimostrato, in alcuni casi, un compito 


minato programma o dischetto sia im- 
mune da infezioni da uno dei virus noti. 
Ma non è impossibile che un program- 
ma porti un virus che non sìa ancora 
noto alla comunità di ricerca, sia perché 
si tratti di un virus di nuova realizzazio- 
ne, sia perché sia una nuova variante di 
un virus già noto. Nessun programma di 
scansione può quindi offrire una garan- 
zia di sicurezza pari al 100%. 

Alcuni virus poi sono scritti con il 
preciso intento di nascondersi. Esìstono 
delle tecniche ben precise, messe a 
punto da ingegnosi quanto ignoti pro- 
grammatori, che consentono a un virus 
di sfuggire ail'identificazione anche da 
parte dei più abili programmi di scan- 
sione. 

In questi casi occorre considerare una 
caratteristica che praticamente tutti i 
virus condividono. Si è visto come un 
virus esamini un programma potenzial- 
mente portatore e, nel caso in cui deter- 
mini che esso non è infetto, procede a 


tutt'altro che banale: 

— è Indispensabile una buona collabora- 
zione con la ristretta comunità internazio- 
nale che opera in questo settore della 
ricerca informatica, e che — per ragioni 
più che comprensibili — é estremamente 
diffidente e cauta neH'ammissione di nuovi 
membri; MCmicrocomputer si sta adope- 
rando in questa direzione, per conquistare 
la fiducia delle persone che contano nella 
ricerca antivirus: 

— infine, per poter analizzare un program- 
ma occorre ovviamente esserne m pos- 
sesso. 

È su quest'ultimo punto che MCmicro- 
computer chiede l'assistenza e le collabo- 
razione dei suoi lettori. Chiunque sia in 
possesso di un programma sospetto, è 
invitato a spedirlo in redazione, su un di- 
schetto di qualsiasi formato (5,25" o 3.5", 
bassa o alta densità), m busta chiusa, con 
il proprio cognome, nome e indinzzo, uni- 
tamente all'indicazione «Laboratorio antivi- 
rus». all’interno della busta É importante 
che nulla venga indicato esternamente alla 
busta. 

Chi fosse dotato di modem e abbonato 
a MC-Link, potrà inviare il file incriminato 
direttamente in filebox a MC0100 (MCmi- 
croccmputer) o a MC0170 (Stefano Toria), 
questo metodo non potrà essere utilizzato, 
ovviamente, per i virus che si trasmettono 
tramite boot sector o tavola delle partizio- 
ni, ma soltanto per i virus parassiti che si 
avvalgono di un file binario come veicolo 
per il trasporto dell'infezione. 

I contributi più interessanti e utili, a giu- 
dizio della redazione, verranno compensati 
con un abbonamento gratuito a MCmicro- 
computer. 


replicarsi utilizzando tale programma co- 
me portatore. Un virus dovrà quindi 
essere in grado di determinare se un 
programma già lo ospita, e dopo essersi 
replicato a spese di un programma, 
dovrà segnalare il fatto di essersi instal- 
lato, a beneficio di una eventuale suc- 
cessiva esecuzione di se stesso che 
dovrà quindi scartare il programma già 
infetto nella fase di ricerca di un bersa- 
glio per la replicazione. 

Tutte queste operazioni modificano il 
programma portatore. Nel normale fun- 
zionamento di un elaboratore, general- 
mente accade che i dati vengano modi- 
ficati mentre i programmi restano inva- 
riati- (Si deve sottolineare che questi 
esempi prendono in esame l'uso che un 
utente medio fa di un elaboratore. Nel 
caso di chi sviluppa software, invece, è 
più frequente la modifica ai programmi 
che non quella ai dati). Quindi, una 
qualsiasi modifica a un programma de- 
ve far insospettire. (Via il solito utente 


204 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


VIRUS 


medio non si mette certo a controllare 
ciascun programma ogni volta che ac- 
cende l'elaboratore, anche perché tale 
controllo è obiettivamente difficile e 
inoltre alcuni virus fanno in modo che 
tale controllo dia comunque esito nega- 
tivo, e cosi facendo rendono più proble- 
matica la loro identificazione. 

Esistono dei sistemi che tengono 
traccia delle modifiche fatte ai file, su 
specifica dell'utente che può richiedere 
li controllo routinario di gruppi di file. 
Tali controlli, che si avvalgono di sofisti- 
cate tecniche algebriche, sono tuttavia 
piuttosto lunghi e richiedono notevoli 
risorse, tanto da costituire quasi una 
ultima ratio, un procedimento da adotta- 
re quando i dati contenuti in un elabora- 
tore sono molti e molto importanti e il 
rischio della loro perdita parziale o totale 
sia notevolmente superiore al costo che 
comporta il controllo routinario dei file 
eseguibili. 

In ogni caso, l'utiiizzo combinato di un 
programma di scansione e di un pro- 
gramma di controllo delle modifiche ai 
file garantisce una probabilità molto 
prossima al 100% di identificare un 


Nel prossimo numero 

Saranno esaminati nel prossimo articolo i 
principali metodi di «cura» da adottare 
quando si nscontrì, sul proprio personal 
computer, la presenza di un virus. 


virus prima che abbia modo di agire. 

Nei testi e negli articoli sui virus si 
suggerisce agli utenti di «tenere d'oc- 
chio eventuali comportamenti anomali 
del sistema», con il risultato che una 
società di consulenza statunitense, spe- 
cializzata in problemi di sicurezza di si- 
stemi informativi e in particolare in vi- 
rus, è stata interpellata da un cliente 
che riportava apparentemente problemi 
di virus in una rete locale e ha riscontra- 
to semplicemente una serie di falsi con- 
tatti negli spinotti che collegano i moni- 
tor alle unità centrali. 

Con questo non si vuole dire che non 
é necessario nemmeno un minimo di 
attenzione. Ma per l’appunto ne basta 
un minimo: non occorre divenire degli 
Sherlock Holmes costantemente con la 
lente d'ingrandimento all'occhio, ma 
non dovrebbero nemmeno sfuggire dei 


particolari eclatanti: ad esempio, un pro- 
gramma che normalmente si avvia subi- 
to. pochi istanti dopo che si è premuto 
l'invio alla scrittura del comando di ese- 
cuzione, e che invece airimprowiso co- 
mincia a richiedere diverse decine di 
secondi per l'avvio; oppure un program- 
ma che ha sempre funzionato e che 
smette di funzionare; o ancora, un pro- 
gramma che non ha mai dato problemi 
di memoria e che improvvisamente co- 
mincia a segnalare scarsezza o totale 
mancanza di spazio in memoria RAM. 

Non è detto che tutti questi sintomi 
corrispondano a dei virus, ma vale sen- 
z'altro la pena che l'utente si soffermi 
un attimo a pensare al proprio compor- 
tamento in tempi recenti; ha eseguito 
programmi nuovi provenienti dall'ester- 
no? ha installato nuovo software, maga- 
ri di provenienza non del tutto legale? 
ha consentito ad altri di utilizzare il suo 
elaboratore, con programmi propri? Se 
la risposta anche a una sola di queste 
domande è affermativa, conviene inda- 
gare più a fondo su quanto possa esse- 
re accaduto. 

RS 


3ggMULnWARF. 


Invece di una rete o altri sistemi operativi complicati... 

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possono girare contemporaneamente 

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40 programmi DOS che possono girare contemporaneamente, 
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programmi DOS che possono girare contemporaneamente, 

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MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


205 




DESK TOP PUBLISHING 


ài Mauro Candini 


Aldus PageMaker 4*0 per Windows 


A pochissima distanza dalla 
presentazione ufficiale della 
nuova versione 4.0 di 
PageMaker per l'ambiente 
Microsoft Windows, abbiamo 
avuto per te mani la versione 
in lingua inglese del software 
in questione (tra pochissimo 
sarà disponibile anche quella 
italiana), perciò vi proponiamo 
una rassegna 

sufficientemente approfondita 
sulle caratteristiche di questo 
programma che rappresenta 
uno dei capisaldi nella stona 
del DTP 


Finalmente al lavoro 

Iniziare un articolo con un titolo di 
questo genere può sembrare strano, 
tuttavia questo titolo esprime esatta- 
mente il sentimento di chi ha lavorato 
sulle precedenti versioni di PageMaker 
per l’ambiente Windows, tutte caratte- 
rizzate, fino airarnvo della versione otti- 
mizzata per Windows 3 (se non andia- 
mo errati la 3.01) da una certa lentezza 
operativa. 

Finalmente al lavoro, dicevamo: sì, 
finalmente al lavoro perché adesso la 
velocità operativa del programma é de- 
cisamente buona e consente di lavorare 
senza rallentamenti. Il programma ora 
sfrutta meglio tutte le possibilità di Win- 
dows 3, compresa la maggiore velocità 
operativa e la gestione WIMP del- 
l'ambiente grafico- 

Negli otto mesi passati tra il rilascio 
della versione 4.0 per Apple Macintosh 
e la corrispondente per Windows 3. i 
tecnici Aldus hanno apportato alcune 
interessanti migliorie al prodotto che più 
avanti vedremo meglio in dettaglio. 


Installazione 

La confezione di PageMaker 4.0 per 
Windows contiene 6 manuali e 4 di- 
schi. I sei manuali ci consentono di dire 
che il programma è corredato da una 
ricca dotazione di documentazione. 

II Reference Manual è il manuale di 
base: nelle oltre 350 pagine ci sono 


veramente tutte le informazioni sul pro- 
gramma. A questo si affiancano Get- 
ting Started, una guida per iniziare ad 
utilizzare il programma, la Templates 
Guide che descrive i vari documenti 
modello che vengono forniti con il pro- 
gramma; la Table Editor Guide, il ma- 
nuale del programma add-on per creare 
le tabelle; la Quick Reference Guide, 
per avere sempre a portata di mano 
tutte le informazioni essenziali ed infine 
il Supplement to Reference Manual, 
che racchiude le informazioni sui filtri di 
importazione ed esportazione, suH'uti- 
lizzo del programma in rete e sulle 
ultime variazioni rispetto al Reference 
Manual. 

Il programma dt setup é di facile e 
pratico utilizzo, una volta fatto partire 
ed effettuate le scelte possibili, come 
installazione o meno dei template, per- 
sonalizzazione del prodotto (con propri 
dati e inserimento obbligatorio del nu- 
mero di serie del programma) e scelta 
dei filtri di importazione ed esportazio- 
ne, tutto procede in maniera del tutto 
automatica. 

Nei 20 minuti necessari all'Installazio- 
ne appare una finestra che informa su 
cosa sta facendo il programma, in pra- 
tica avviene il trasferimento dai di- 
schetti al disco rigido del personal 
computer attraverso una procedura di 
espansione dei file che sono salvati sul 
dischetto in formato compresso. La 
procedura di installazione può essere 
utilizzata successivamente anche solo 


206 



MCmicrocomputer 


Il progrBmma ài Selop 
per l'insiallaiione ài 
PageMaker olire al 
programma consente 
di installare i file per il 
lulonal, I lilln di impor- 
tsiione ed esportano- 
ne e I documenti mo- 
dello in lormata per 
stampante PostScnp o 
PCL 


n. 107 - maggio 1991 



DESK TOP PUBIISHING 



per aggiungere qualche filtro che si era 
deciso di non installare preventivamen- 
te: non è quindi necessario rifare com- 
pletamente la procedura di installazio- 
ne. ma sarà solo installato il filtro in 
più 

Alla fine dell'Installazione appare una 
finestra Aldus sotto il Program Mana- 
ger contenente le icone di tre program- 
mi: il programma di Setup per eventua- 
li modifiche ai filtri installati. PageMa- 
ker 4.0 vero e proprio ed infine il pro- 
gramma Table Editor che consente di 
generare tabelle da importare in Page- 
Maker. 


Filosofia 

Le prime versioni di PageMaker era- 
no decisamente orientate alla realizza- 
zione di pubblicazioni poco strutturate, 
vista la semplicità con cui il programma 
consentiva di gestire i vari elementi 
della pubblicazione. Le principali novità 
di questa versione sono appunto legate 


Aldus PageMaker 4.0 per Windows 


Produttore: 

Distributori: 

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Versione italiana LI. 765.000 

Versione inglese L. 1.529.000 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


alla possibilità di creare ora anche do- 
cumenti con una certa struttura e lun- 
ghezza, grazie alle nuove funzioni che 
consentono di gestire parametri come 
indici, tavole dei contenuti, ecc. 

Uno degli elementi più interessanti 
introdotti da PageMaker è il cosiddetto 
tavolo di lavoro. Il programma visualizza 
al centro dello schermo la pagina (o le 
due pagine affiancate) sulle quali si sta 
lavorando: tutto lo spazio intorno è a 
completa disposizione dell’utente per 
iiappoggiare» tutto ciò che desidera, 
figure, testo, tabelle, materiale che può 
essere utilizzato, copiato, duplicato in 
qualsiasi parte del documento. In prati- 
ca qualsiasi elemento può essere depo- 
sitato al di fuori delle nostre pagine per 
essere utilizzato a piacere quando ser- 
ve. Questo tavolo di lavoro é piuttosto 


grande ed è sempre accessibile in ogni 
sua parte attraverso i cursori delle barre 
di scorrimento della finestra in cui stia- 
mo lavorando. Ciò è valido a qualunque 
ingrandimento si stia lavorando. 

I vari elementi della pubblicazione, 
testi, illustrazioni, tabelle, ecc. sono 
completamente liberi e cioè non esiste 
un vero e proprio concetto di frame 
come negli altri programmi di DTP. 
Questo sotto alcuni punti di vista ha 
fatto il successo di PageMaker renden- 
dolo ideale per le pubblicazioni senza 
struttura. 

II testo scorre nello spazio che deci- 
diamo di assegnargli liberamente: nel 
caso siano attivate le guide per le co- 
lonne automaticamente si posizionerà 
rispettando i limiti della colonna. Ovvia- 
mente un automatismo consente di in- 


II programma di msial- 
lazione consente di 
controllare i vari para- 

mn'inÌ. cavFi^s. 

BXECBAT Inolile lor- 



DbSK TOP PUBLIbHINC. 




f:losolia (Ji PageMa 


serire un testo creando automatica- 
mente tutte le pagine, anche con co- 
lonne, necessarie a contenerto. 

Analogamente ad altri software di vi- 
deoimpagmazione esiste il concetto di 


Requisiti di sistema 


pagina master, una pagina dove vengo- 
no inseriti elementi che dovranno esse- 
re riprodotti su tutte le pagine del no- 
stro documento (con possibilità di scel- 
ta su pagina sinistra e destra). 


Per quanto riguarda il testo PageMa 
ker lascia all'utente la massima liberta 
Si può lavorare sia con gli stili che 
senza, formattando di volta in volta il 
testo selezionato con lo stile che serve 

Ovviamente avere a disposizione de 
gli stili rende il lavoro piu veloce, soprai 
tutto per le pubblicazioni con una cena 
struttura. 

il nuovo PageMaker 

Come abbiamo detto, la filosofia di 
base di PageMaker non cambia e nem 
meno le funzionalità di base (salvo qual 
che piccolo cambiamento di posizione 
delle funzioni nei menu). Chi già sapeva 
utilizzare PageMaker, può tranquilla 
mente rimettersi subito al lavoro senza 
problemi e magari gustarsi le novità un 
po' per volta, man mano che le sue 
esigenze crescono. 

In effetti il programma al 90% potreb 
be essere utilizzato come la precedente 
versione In questa maniera tuttavia si 
perdono alcuni vantaggi essenziali 

Gestione del testo 

Lo Story Editor è la grande novità di 
PageMaker 4.0 In pratica si tratta di un 
vero e proprio programma di scrittura 
integrato in PageMaker In effetti si 
comporta anche come un programma a 
se stante, sempre pero integrato m 
PageMaker Le funzioni sono quelle tipi 
che di word processor escluse eviden 
temente possibilità di gestione del 
layout delegate al programma principe 
le. In pratica ogni testo ha il suo docu 
mento gestito dallo Story Editor con 
una sua finestra specifica che consente 


PC MS-DOS compatibile 

Processore 80286, 80386 (anche SX), 80486 

Disco ngido: 20 Mb mimmo 

Memoria RAM minima: 2 Mb 

Memoria RAM consigliata: 3Mb 

Un disk driver da 5"t/4 o 3"1/2 

Spazio libero raccomandato sul disco rigido prima dell'installazione 6 Mb 
Necessita di Microsoft Windows e mouse. 


208 


MCmicrocomputer n, 107 • maggio 1991 





DESK TOP PUBUSHING 




cosi di scegliere il tipo di carattere, 
applicare uno stile, eseguire il controllo 
ortografico anche tn più lingue per pub- 
blicazione, eseguire funzioni di cerca e 
sostituisci. 

Lo Story Editor non visualizza istanta- 
neamente nella sua finestra gli attributi 
del testo come differenti font anche di 
grandezza diversa, ma solo se il testo è 
m grassetto, corsivo, sottolineato, can- 
cellato 

L'utilità dello Story Editor è notevole, 
anche se non va dimenticato che le 
funzioni di un programma di dtp sono 
molto spesso quelle di mettere in bella 
copia testi provenienti da differenti fonti 
e poi uniti in un’unica pubblicazione. 

Controlli tipografici 

Anche questo punto ha portato grandi 
novità in PageMaker 4,0. Fino ad oggi le 
azioni possibili sul testo erano veramen- 
te minime. Ora abbiamo la possibilità di 
scegliere corpi da 4 pt a 650 pt con 
incrementi di un decimo di punto (per 
esempio potrete usare il corpo 12,2 pt). 
Inoltre in Kerning (avvicinamento dei 
caratten) può essere gestito al centesi- 
mo di em. 

PageMaker consente anche'azioni di- 
rette a modificare i caratteri e la loro 
spaziatura. Cosi potremo espandere un 
carattere fino al 250% delia sua norma- 
le larghezza oppure condensarlo fino al 
5%. Anche la spaziatura tra i caratteri 
può essere modificata sia in compres- 
sione che in espansione. 

Immagini o figure possono ora essere 
inserite nel testo del quale diventano 
parte integrante: nel momento in cui il 
testo viene spostato l’immagine lo se- 


gue. Il controllo delle vedove e degli 
orfani in PageMaker 4.0 è stato esteso 
anche tra le colonne e anche su più 
pagine. 

Un'altra grande novità è relativa alla 
rotazione del testo: é infatti possibile 
ruotare qualsiasi testo di 90° in un sen- 
so 0 nell'altro oppure rovesciarlo com- 
pletamente. 

Una novità assoluta è la possibilità di 
forzare la giustificazione del testo; in 
pratica anche una singola riga può esse- 
re portata ad una determinata grandez- 
za con il testo che inizia all’inizio della 
riga e finisce esattamente in fondo alla 
riga stessa. Questa funzione risolve 
molti problemi in caso di titoli dove non 
sempre si può giocare sulla grandezza 
del testo per fargli assumere una giusta 
lunghezza. 


Pubblicazioni lunghe 

Questo è sempre stato uno dei punti 
deboli di PageMaker. Ora la versione 
4.0 introduce i primi sistemi di gestione 
di pubblicazioni su più documenti Que- 
ste le novità: 

— possibilità di gestione di 999 pagine 
per documento: 

— generazione di tavole dei contenuti 
su un singolo documento o su una 
pubblicazione composta da più docu- 
menti; 

— creazione di un indice anche cross- 
reference di oltre 3 livelli sempre per 
ogni singolo documento o per una pub- 
blicazione composta da più documenti. 

— funzioni combinate in caso di realiz- 
zazione di pubblicazioni su più docu- 
menti, come stampa di automatica di 


MCmicrocomputer n, 107 - maggio 1991 


209 



DESK TOP PUBLISHING 



Ogni paragrafo puO avere un fileno di spessore variabile sopra o sono ogni 
singolo paragrafo 



Ottimo il fumionamento del filtro di importaiione per i grafia di Excel 3 sopra 
un grafico importato con la tecnica del taglia e incolla, sono come documento 
salvalo e importato 



Ottima la gesnone dei coloii anche con il sistema Pantane 


Il generatore di tabelle consente la preparxione di tabelle abbasiama valide dal 
punto di vista grafico 


tutta la pubblicazione, numerazione 
automatica della pagine anche con nu- 
merazioni spedali di parti specifiche (ap- 
pendici. tavole dei contenuti, ecc.). 

Link con gli altri documenti 

Anche questa era una funzionalità 
che PageMaker non aveva. Ora è possi- 
bile. grazie al Dinamic Data Exchange di 
Windows (DDE), avere documenti sem- 
pre aggiornati. Per ogni testo o immagi- 
ne importati é possibile attivare un link 
che consente di avere nel proprio docu- 
mento sempre t’ultima versione salvata 
del testo o dell'immagine in questione. 
Esiste anche l'opzione che consente di 


avere l'aggiornamento automatico, op- 
pure di autorizzare eventuali inserimenti 
della nuova versione. Esiste persino la 
possibilità di andare a controllare per i 
documenti importati qual è l'ultima ver- 
sione aggiornata. 

Altre novità 

PageMaker 4.0 per Windows può im- 
portare e visualizzare immagini a colori 
inclusi I formati TIFF a 24 bit e EPS. 
Questo consente un più valido utilizzo di 
stampanti a colori. E sempre a proposito 
di stampanti possiamo dire che Aldus 
assicura che questa nuova versione di 
PageMaker saprà sfruttare tutti i vantaggi 


delta nascente tecnologia degli outline 
font. In effetti il testo in PageMaker, 
anche a video, è motto ben leggibile 
anche perché è stata inserita la versione 
localizzata per Windows di Adobe Type 
Manager per l'ottimizzazione a video di 
alcuni caratteri (New Times Roman, 6ill- 
Sans, Symbol e Courier). 

Nel menu preierenze esiste una nuova 
possibilità per salvare il file in formato 
compresso (srhaller) o più velocemente 
(faster): abbiamo effettuato alcune pro- 
ve, ma non abbiamo riscontrato variazioni 
significative nella grandezza dei file salva- 
ti e del tempo di salvataggio. 

Sono stati migliorati anche i filtri di 
importazione da programmi di tipo «busi- 


210 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 



DESK TOP PUBLISHING 



ness" come Excel, dBase, Lotus. 

Ovviamente per problemi di spazio non 
possiamo elencare tutte le funzioni di 
PageMaker 4.0. tutte le funzionalità della 
versione precedente sono disponibili, 
inoltre nell'articolo riguardante la versio- 
ne 4 0 per Macintosh, già pubblicato su 
MC 98 del luglio/agosto 1990, troverete 
altre utili informazioni sull’operatività dei 
nuovi comandi (che sono praticamente 
identici per le due versioni) 

Table Editor 

Questo programma viene fornito insie- 
me a PageMaker (viene installato auto- 
maticamente insieme a PageMaker) e 


permette la realizzazione di tabelle che 
poi potranno essere inserite nei docu- 
menti realizzati con PageMaker 
In effetti questo programmino, prodot- 
to dalla PageAhead Software, consente 
di realizzare delie tabelle abbastanza arzi- 
gogolate dai punto di vista grafico e 
quindi di buona utilità in tutti i casi in cui 
bisogna inserire dei dati ben ordinati. Le 
caratteristiche essenziali sono la possibi- 
lità di scegliere la grandezza della tabella, 
il numero di righe e colonne, modifica 
della loro altezza/larghezza, bordature e 
inserimento di fondini nelle celle (anche 
su righe 0 colonne alterne) 

Nella recensione fatta in occasione 
della prova di PageMaker 4.0 in versione 


per Macintosh, avevamo stroncato que- 
sto add-on. Quando abbiamo letto che la 
versione per Windows aveva una versio- 
ne aggiornata del Table Editor abbiamo 
sperato che finalmente il lavoro fosse 
stato fatto con coscienza (visto anche 
che Aldus dichiarava di aver apponato 
oltre 100 modifiche al prodotto) 

In effetti, il lavoro svolto ci consente di 
affermare che i miglioramenti ci sono 
stati, ma qualche piccola miglioria è 
ancora possibile. Anche perche l’idea del 
Table Editor è ottima e vale la pena di 
svilupparla meglio. 

La cosa senza dubbio molto interes- 
sante è la possibilità di importare dati da 
documenti realizzati con alcuni dei princi- 


MCmicrocomputer n, 107 • maggio 1991 


211 



DESK TOP PUBLISHING 




pah fogli elettronici sul mercato: Excel e 
Lotus 1-2-3. Ciò consente di elaborare 
velocemente tabelle curandone l'aspetto 
grafico e tralasciando i dati che vengono 
importati direttamente 

In conclusione le tabelle di tipo tecnico 
con dati di differen’e genere, con virgole 
e punti decimali, non sono il forte di Table 
Editor per il resto non avendo di meglio, 
meglio accontentarsi. 

In stampa 

PageMaker lavora in ambiente Micro- 
soft Windows, quindi non esistono parti- 
colari problemi di stampa, in quanto i 
driver di stampa sono comuni per tutti i 
prodotti che utilizzano questo ambiente 
grafico. Microsoft è in grado di fornire 
driver per oltre 250 dispositivi di stampa. 


tuttavia i vari costruttori sono i soli ad 
essere in grado di realizzare i driver piu 
aggiornati per le loro stampanti. 

Come appena detto è il Table Editor ad 
aver maggior bisogno di cure (maggior 
flessibilità, migliorato funzionamento del 
filtro di importazione in PageMaker, fun- 
zione di Annulla dell’ultima operazione 
eseguita, più semplicità nell'uso). 

Per quanto riguarda PageMaker ci rite- 
niamo soddisfatti Solo la funzione di 
rotazione andrebbe migliorata, applican- 
dola magari anche alle immagini. A dire il 
vero da questa nuova versione ci aspetta- 
vamo anche la possibilità di aprire più 
documenti contemporaneamente; fino 
ad ora solo la versione di PageMaker per 
OS/2 dà questa possibilità la cui utilità 
non è remota, ma anzi è eccezionale nel 
momento m cui ci sia necessità di opera- 


re funzioni di Taglia e Incolla tra differenti 
pubblicazioni: certo esiste la funzione di 
Esporta, ma dover salvare ogni singolo 
testo per poi recuperarlo con un altro 
documento di PageMaker è un'operazio- 
ne quanto mai scocciante. 

Che ne sarà di noi? 

Diceva una famosa canzone Senza 
dubbio PageMaker 4.0 per Windows ha 
le capacità per rivoluzionare il mercato 
anche in Italia. Molto probabilmente è 
finito lo strapotere di Ventura nel mondo 
del dtp MS-DOS. I due prodotti restano 
profondamente differenti e quindi anche 
il loro pubblico continuerà ad essere 
diverso. 

PageMaker rappresenta un'alternativa 
per gli utenti per i quali la semplicità d'uso 
rappresenta un requisito fondamentale' 
penso che nessuno si avventurerebbe ad 
imparare Ventura per realizzare delle 
circolari un po' personalizzate. 

Con PageMaker l'approccio e piu sem- 
plice e quindi molto probabilmente entre- 
rà più facilmente a far parte di quella 
dotazione software che ogni ufficio mo- 
dernamente attrezzato dovrebbe avere. 
Nel momento in cui Windows sta otte- 
nendo un certo successo in tutto il 
mondo, l'uscita sul mercato di un prodot- 
to come PageMaker è senza dubbio 
interessante e positiva. 

Per concludere vogliamo ricordare che 
questa versione è affiancata da una 
versione per Macintosh con pan funzio- 
nalità (probabilmente ne uscirà a breve 
una nuova identica alla versione Window- 
s) ed è in preparazione la versione per il 
mondo OS/2 Presentation Manager. 

PS 


212 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 






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HD SCSI 100 MB Quantum 
HD SCSI 135 MB Fujitsu 
HD SCSI 200 MB Quantum 

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1.300.000 

400.000 

680.000 
800.000 

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Computer & Handicap 


Tra tecnologia e rapporti umani 


La recente serie di articoli 
sulle nuove tecnologie per 
handicappati mi ha spinto a 
formulare, in qualità di 
studente di Pedagogia, una 
serie di considerazioni a 
carattere generale che 
ritengo utile proporre ai 
lettori. 

Credo che un 
approfondimento della 
riflessione teorica 
suH'argomenro possa fornire 
un valido supporto anche a 
problemi pratici 


di Michele Capurso 


Come studente di Pedagogia appas- 
sionato di informatica, la mia è indub- 
biamente una posizione di confine tra 
due mondi (quello «umanisttco» e quel- 
lo «tecnologico») che in passato hanno 
vissuto una lunga fase di separazione e 
distacco, e solo recentemente sembra- 
no voler superare il muro di ignoranza 
reciproca che li isolava l'un l'altro. 

L’incomprensione tra queste due 
realtà è nata sopratutto a causa di dif- 
ferenze di base tra le due discipline: la 
scienza ricerca leggi precise, matemati- 
che, che sebbene non possano essere 
considerate verità assolute (Popper in- 
segna) tendono ad avere un carattere 
«dogmatico», preciso. Le discipline psi- 
co-pedagogiche, invece, studiano sog- 
getti (gli esseri umani) che non sono 
mai uguali a se stessi; ogni uomo è di- 
verso da un altro, ogni individuo si espri- 


me con azioni, linguaggi, sentimenti, 
unici. 

Il problema deH'handicap è anche una 
questione sociale oltre che esclusiva- 
mente tecnica, e per questo ho pensato 
di fornire questo mio contributo, che 
parte da un punto di vista diverso da 
quelli adottati finora negli articoli di 
(Computer & Handicap pubblicati su 
(VICmicrocompuier, 

Le mie considerazioni non vogliono in 
ogni caso porsi in antitesi a quanto già 
scritto nella rivista; vanno piuttosto con- 
siderate complementari ai contributi 
precedenti. 

Menomazione, deficit handicap 

L’Organizzazione iviondiale della Sani- 
tà, nel 1980 ha pubblicato un volume, 
tradotto anche in italiano, dal titolo 



MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 


215 


COMPUTER & HANDICAP 


«Classificazione internazionale delle 
menomazioni, delle disabilità e degli 
svantaggi esistenziali.» Il volume risulta 
di fondamentale importanza per chi si 
occupa di handicap'e intende chiarire al- 
cuni concetti di base. 

Senza perdermi in inutili disquisizioni 
teoriche, ciò che mi preme evidenziare 
in questa sede è la differenza tra disa- 



Figura A - Deraglio del- 
la linea di collegamen- 
to udilo/suoni, il canale 
di comunicaiione e il 
leedOack sono bloccsti 
dalle menomazione 


— 
emitienie/ _ . < 

Flmpatia 

1 1 

1 eminenie/ 1 

canale”' 


codtfleaMteoMIca - - 

Empatia 



bilità (o deficit), ed handicap, seguendo 
le definizioni dell'OMS. 

L'handicap viene cosi definito; «Nel- 
l'ambito delle evenienze inerenti alla sa- 
lute, l’handicap è la condizione di svan- 
taggio conseguente ad una menomazio- 
ne 0 ad una disabilità che in un certo 
soggetto limita o impedisce l’adempi- 
mento del ruolo normale per lui in re- 
lazione all’età, sesso e fattori socio-cul- 


Figura 2 ■ I deragli di 

municazionei che le- 
gano la persona all'am- 
brente arcosianie 


turali». La prima cosa da chiarire, dun- 
que, è che l'handicap è un fenomeno 
sociale; esso rappresenta le conse- 
guenze sociali e ambientali di una me- 
nomazione 0 disabilità (che invece sono 
fattori «individuali», costituiti da un dan- 
no oggettivo e di per sé irreversibile). 
L’handicap è caratterizzato da una dis- 
sonanza tra efficienza individuale e at- 
tese di quel particolare gruppo sociale 


di cui l’handicappato è parte, e nasce 
quindi a causa di un meccanismo biu- 
nivoco: l'individuo non sa più risponde- 
re efficacemente alle aspettative della 
società, e quest’ultima non è in grado di 
uniformarsi alle caratteristiche dell’han- 
dicappato. Per questo è scorretto par- 
lare di portatori di handicap. Portatore di 
handicap è, semmai, l’ambiente socio- 
culturale di vita della persona disabile, 
ambiente che non è predisposto ad ac- 
cogliere e valorizzare le caratteristiche 
«particolari» dell’handicappato. 

La valutazione dell'handicap e talmen- 
te condizionata da valori culturali che 
una persona può essere considerata 
handicappata in un determinato conte- 
sto sociale, spaziale, temporale, e non 
in un altro. 

Ad esempio, una persona audiolesa 
ma di robusta costituzione sarebbe con- 
siderata handicappata in un ambiente 
urbano (non potendo, per esempio, cir- 
colare per strada con sicurezza), ma non 
sul campo di lavoro di un ambiente ru- 
rale e contadino, dove, grazie alla robu- 
sta costituzione fisica, potrebbe facil- 
mente distinguersi come un «ottimo la- 
voratore». 

Ciò premesso, vediamo di descrivere 
il ruolo che l’ausilio informatico può 
operare nel rapporto tra una persona 
handicappata e l’ambiente (sia sociale 
che fisico) circostante, facendoci aiutare 
da alcuni schemi. 

Lo schema di figura 1 è suddiviso in 
tre pani. A sinistra sono rappresentati i 
5 sensi -i- due delle forme di comuni- 
cazione umane, quella verbale e quella 
scritta; sono le principali vie che per- 
mettono all'individuo di comunicare con 
l'ambiente esterno. 

Al centro sono state tracciate le «li- 
nee» di comunicazione vere e proprie, 
che sono riportate in dettaglio in figura 
2 , 

Nella parte destra sono rappresentate 
le componenti ambientali corrispondenti 
alle varie linee di comunicazione. La 
freccia indica il verso del flusso di in- 
formazioni: da ambiente ad individuo 
per quanto riguarda la linea odori/olfat- 
to, immagini/vista, suoni/udito, sapori- 
/gusto, superfici/tatto; da individuo ad 
ambiente per quanto riguarda la linea 
linguaggio verbale/«udito» sociale, e 



216 


MCmicfocomputer n. 107 - maggio 1991 



COMPUTER & HANDICAP 



scrittura/fivista» sociale. In una persona 
''normale” tutte le linee di comunicazio- 
ne e le loro componenti (quelle di figura 
2) sono intatte e funzionanti. 

La figura 3 ci mostra invece una ipo- 
tetica situazione di disabilita, in questo 
caso una persona audiolesa: la linea 
dell'udito è interrotta da una «barriera», 
un ostacolo che impedisce ai suoni pro- 
dotti dalTambiente di raggiungere l'indi- 
viduo, Riferendoci alla definizione pre- 
cedente, in questo caso, la sordità in sé 
è il deficit; il non essere in grado di ri- 
cevere una serie di stimoli sonori pro- 
dotti dall'ambiente è un handicap. Sup- 
poniamo inoltre che questa persona, a 
causa del suo deficit (la sordità) non ab- 
bia imparato a parlare, 0 se preferiamo 
che il suo ambiente sociale di vita non 
abbia saputo insegnarglielo: questa per- 
sona è muta, e anche questo è un han- 
dicap. 

La figura 4 ci mostra in dettaglio quali 
aspetti della comunicazione si sono 
bloccati in questo caso specifico: si trat- 
ta del canale e del processo di feedba- 
ck. 

Passiamo alla figura 5, che illustra la 
funzione svolta da un ausilio informati- 
co: nel caso dell'udito il deficit viene 
«raggirato», e Thandicap ridotto, tramite 
la deviazione del flusso di informazioni 
su canali funzionanti, in questo caso 
quello visivo e quello tattile. Analoga- 
mente, poiché il linguaggio verbale non 
può essere prodotto, il computer ci per- 
mette di ridurre Thandicap indirizzando 

MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


verso il canale delT«udito sociale» un 
messaggio scritto dalThandicappato. 

La figura 6 ci mostra in dettaglio le 
funzioni comunicative restaurate dalla 
macchina. 

Ci sono alcune precisazioni inevitabili: 

I diagrammi riportati non intendono cer- 
to esaurire tutte le funzioni comunicati- 
ve che coinvolgono la persona: tutt'al- 
tro, si tratta solo di schemi esemplifi- 
cativi. 


Ci sono infatti almeno tre aspetti che 
qui vengono ignorati: 

— tutta la comunicazione «non verba- 
le». quella che coinvolge gli affetti ed i 
sentimenti, non viene consideratà, an- 
che perché questa non passa necessa- 
riamente per I canali «sensoriali», ma si 
instaura in base a dinamiche diverse e 
più profonde (vedi riquadro sull'empa- 
tia). 

— Le diverse «modalità comunicative» 
che qui sono presentate in forma Isola- 
ta, nella realtà interagiscono tra di loro 
in modo molto complesso. 

— Non sono stati presi in considerazio- 
ni handicap mentali. 

Questi, riferendoci alla figura, bloc- 
cherebbero il processo di codifica/tìeco- 
difica più che il canale di comunicazio- 
ne. 

La riduzione di questo tipo di handi- 
caps pone problemi di tipo diverso e 
molto più complessi rispetto a quelli af- 
frontati finora in questa sede, anche se 
credo che anche in questo campo le 
tecnologie informatiche possano fare 
molto. 

Gli altri aspetti di un processo 
di integrazione 

Abbiamo cosi esaminato la funzione 
svolta da un ausilio informatico per «ag- 
girare» il deficit, ma Thandicap resterà 
tale finché non sarà stata effettuata una 
reale integrazione della persona. Si trat- 
ta di un aspetto molto importante, per- 
ché altrimenti si rischia di credere che 
basti fornire un semplice supporto tec- 
nico per superare tutti i problemi; pur- 
troppo non è così: la macchina è solo 


Componenti dell'atto comunicativo 

L'atto comunicativo è la più piccola unità suscettibile di essere parte di uno scambio 
comunicativo, e quindi di trasmettere informazioni. Può essere costituita ancite dalla pro- 
duzione di una sola parola, da un gesto, più spesso da una combinazione di elementi 
verbali e non verbali. Gli elementi di base che rendono possibile un atto comumcatvo 

— Il contesto, cioè l'ambiente (tisico e sociale), entro il quale avviene la comunicazione. 

— Uno o più messaggi. 

— Il canate, che è il mezzo fisico attraverso II quale avviene Tatto comunicativo. 

— Il feedback, cioè il processo tramite il quale si controlla che la comunicazione stia 
avvenendo in modo regolare. 

— (Jn processo di Codifica/Decodifica del messaggio che si vuole trasmettere 

A queste componenti «razionali» ho aggiunto l'empatia. L'empatia è una modalità di 
comunicazione particolare, non razionale, attraverso la quale una persona può «riprodurre» 
in proprio i sentimenti altrui, e giungere ad una comprensione dell'altro sincera e profonda. 
Essa è strettamente legata ad un reale sentimento di amicizia, e ad altri meccanismi 
psicologici che in questa sede sarebbe troppo complicato elencare. Ciò che mi preme 
soTtolinerare è Tirrazionaiità di questo tipo di comunicazione, che risulta tipica della natura 
umana. Si tratta di una di quelle cose che non potrà mai essere mediata da una macchina, 
ma che, per fortuna, non richiede di essere trasmessa attraverso i classici canali comu- 
nicativi, anche se questi sono quasi indispensabili per giungere ad una prima conoscenza 
reciproca. 


217 


COMPUTER & HANDICAP 


un mezzo, che se usato in modo cor- 
retto, può favorire un processo di intre- 
grazione, ma non rappresenta l’integra- 
zione in sé. In altre parole, serve a poco 
fornire ad un handicappato la possibilità 
di comunicare se poi non gli si fornisce 
un contesto ed un ambiente nel quale 
esprimersi. 

Integrazione, un traguardo 
costoso ma proficuo 

Andrea Canevaro, nel libro «Handicap 
e scuola: manuale per l'integrazione 
scolastica» (NIS — Roma), effettua una 
interessante distinzione tra integrazione 
e assimilazione: inserire un bambino in 
una classe, e attendere (o pretendere) 
che si adatti ai suoi compagni, ai suoi 
insegnanti, al ritmo di vita scolastico, 
non significa effettuare un processo di 
integrazione, sia che questo adattamen- 
to avvenga o no. 

L’integrazione a! contrario può essere 
definita come un processo di adatta- 
mento RECIPROCO, fatto di una serie 
di piccoli cambiamenti che coinvolgono 
tutti e tutto; solo la reciprocità ci garan- 
tisce il rispetto, perché non costringe 
nessuno a rinunciare totalmente alla 
propria personalità. 

Questi concetti valgono, naturalmen- 
te, sia nel caso di persone handicappate 
che di persone normali (ma si tratta, co- 
me abbiamo visto, di divisioni spesso 
mutili e fittizie). 

Cosa significa, per noi, tutto questo? 
È semplice. Significa che quando ci ac- 
cingiamo a progettare un ausilio (infor- 
matico 0 no) per qualcuno, dobbiamo in- 
serire e coinvolgere nel nostro progetto 
anche le componenti di vita dell’handi- 
cappato: i suoi amici, i suoi colleghi di 
lavoro, il suo ambiente domestico, la 
sua famiglia, perché anche loro saranno 
chiamati, in seguito, a favorirne l’inte- 
grazione. Ed è qui. in questa fase, che 
il problema da tecnico si fa pedagogico, 
venendo a coinvolgere un gruppo dì 
persone ed una realtà talvolta molto 
ampia. Non è certo compito del tecnico 
elaborare un «progetto integrativo» glo- 
bale; e però suo dovere sapere che 
questo tipo di progetto deve essere fat- 
to. altrimenti si corre il rischio di andare 
incontro ad una sene di effetti collaterali 
indesiderati. 

Effetti collaterali ed analisi 
del rapporto Costi/Beneficì 

Quali sono i possibili «effetti collate- 
rali» di un ausilio tecnologico? È sempre 
conveniente l'uso di questo tipo di aiu- 
ti^ La risposta a queste domande è, cre- 
do, strettamente legata alle considera- 
zioni effettuate nel paragrafo preceden- 


Empatia 


eminente/ 

ricevente 


contesto 

messaggio — — 
canale -01 
feedback 

codlHca/decodiflct - 



Empatia 


Figurò 6 - Il calcolatore 
sione individuo am- 


te; ci sono comunque, alcune questioni 
che vorrei evidenziare: 

— molto spesso ridurre un handicap ne 
fa insorgere degli altri. 

Per esempio, se fornisco una sedia a 
roteile ad una persona che non può 
camminare, certamente aumenterò la 
sua mobilità, ma questa persona, 
uscendo fuori di casa, si scontrerà ine- 
vitabilente con un ambiente (sia sociale 
che fìsico) decisamente ostile per lei 
(mi rìfensco, tanto per fare un esempio, 
alle barriere architettoniche, nonché alte 
ben più tenaci «barriere mentali» che 
molti hanno nei confronti di tutto ciò 


Pubblicazioni ed indirizzi utili 


tTAUA: 

SIVA ■ FondS2ione Pro Juvenluis Vìa Gozaardirv 
7 - 20148 Milano 

Si tratta di un centro di Informaziori s valuta- 
zioni ausili, che ha realizzato, tra le altre cose, 
una interessants Banca Dati fornendo per ogni 
ausilio SIS una valutazione tecnica che funzio- 


Testi e pubblicazioni' 


AUSILI PER LAUTONOMIA 
a cura di Renzo Andnch 
Edizioni Pro Juvantute - Milano 
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Ampio e dettaglialo trattato sugli ausili per le 
disabilità fisiche 


INFORMATICA e HANDICAP 
R Campi - M. Fini - S- Lorin • L Rossi 
ETASLISRI 
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Rassegna degli impieghi e delle potenzieliià in- 
site negli ausili informatici 


USA 

CLOS/W6 THE GAP 
1990 Resource Direcioiv 


In USA l'associazione CLOSING THE GAP pub- 

noiogie informatiche rivolle all’educazione e al- 
ta nabililazione d< handicappaiiu 
Si tratta di un Data Base d>e comprende pro- 
dotti software ed hardware, un «anco di as- 
sociazioni che operano in questo campo 
Per nchiedere il volume rivolgersi a' 

CLOSING THE GAP Ine PO BOX 68 Hender- 
son, MN 56044 USA 


che è, in qualche misura, «diverso» dal- 
la normalità....). 

— Tutto ciò che fa la macchina, non 
sarà fatto più dalla persona. Non si trat- 
ta di una massima scontata. Se fornisco 
ad una persona che parla a fatica un co- 
modo sistema di sintesi vocale, è molto 
probabile che questa persona, smetten- 
do di parlare in modo autonomo, perda 
in breve tempo la capacità di esprimersi 
usando la propria voce, soprattutto se 
questa capacità era tenuta viva da un al- 
lenamento costante. 

Proprio per questo ritengo sia sempre 
necessario muoversi su due piani: da 
un lato dobbiamo fornire al disabile la 
possibilità di effettuare quelle operazio- 
ni che nducono l'handicap nel modo piu 
semplice e rapido possibile (questo ta- 
mite gli ausili); dall'altro però bisogna 
continuare a perfezionare, per quanto 
possibile, le capacita di base che la per- 
sona è in grado di sviluppare anche in 
modo autonomo- In seguito sarà l'indi- 
viduo che sceglierà, in base alle carat- 
teristiche all'ambiente circostante, se 
avvalersi della mediazione di un ausilio 
(nel caso si trovi in un ambiente «por- 
tatore di handicap»), o se usare in modo 
diretto le proprie capacità (nel caso si 
trovi in un ambiente integrante, nel sen- 
so che abbiamo visto prima). 

— Ogni persona è diversa dalle altre. 
Questo significa che la trasferibilità di 
un ausilio da una persona ad un'altra ri- 
chiede sempre un riadattamento (più o 
meno radicale) delia macchina, delle pe- 
riferiche, 0 del software di gestione. An- 
che questo riadattamento, naturalmen- 
te. dovrà tener conto dei fattori indivi- 
duali ed ambientali che ho elencato pri- 
ma. 

Il lavoro di équipe 

Mi sembra di aver detto tutto. Spero 
solo di non avervi annoiato, e soprattut- 
to di aver raggiunto il mio obiettivo: evi- 
denziare l’importanza che ha, anche in 
questo campo, un buon lavoro di équipe 
ed una attenta progettazione. 

Sono certo che in futuro computer e 
periferiche per handicappati si moltipli- 
cheranno a dismisura (negli Stati Uniti 
esiste già un vero e proprio mercato di 
ausilii informatici., anche se questo non 
ha solo aspetti positivi). 

«e 


218 


MCmicfOComputer n 107 • maggio 1991 


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COMPUTER & VIDEO 


Produttività videografiche 

di Bruno Rosati 


Conclusasi virtualmente la 
prima fase dei nostri incontri, 
dalle Configurazioni di lavoro 
ai primi «impasti» di Video e 
di Grafica, giunge il momento 
d'introdurre il tema degli 
annunciati Laboratori Grafici. 
Una seconda fase che. a 
partire dall'acquisizione, la 
manipolazione e l'animazione 
delle immagini, creazione di 
cartoon compresa, ci porterà 
in pieno Desktop Video 


Dalla videografica applicata per diletto 
alla videografica finalizzata, quello che 
tenteremo proprio con questo articolo è 
delineare la nuova «mappa-computem 
che il mercato sta dettando e a cui C&V 
deve di conseguenza adeguarsi. 

Da computervideo per diletto a com- 
putervideo per finalità professionali, é 
sempre di Desktop Video e di videocas- 
sette che si parla. 

Cosi come le vacanze al mare o il film 
del matrimonio, allo stesso modo e 
sullo stesso supporto finale, ci possono 
finire delle video produzioni che. invece 
di divertire e fissare avvenimenti intima- 
mente importanti, rendono servizi socia- 
li quali l'educazione e la presentazione. 

Videocassette per leggere, sentire e 
vedere: in pratica il moderno concetto 
di l'Iibro-radio-televisioneii che realizza 
la miscela migliore delle tre componenti 
di CUI sopra, divenendone l'essenza, il 
concentrato più potente. 

Visibile, audibile, leggibile e rileggibile 
in qualsiasi momento, più di un libro e 
di una lezione alla lavagna messi insie- 
me, l’informazione audiovisiva è dinami- 
ca. elastica. In una parola: multimediale. 

Senza rimettere in ballo il pur affasci- 
nante discorso del Linguaggio Visivo, é 
sufficiente porsi una domanda: per far 
capire é meglio lasciar immaginare op- 


pure far vedere? 

Una presentazione sullo stato econo- 
mico-sanitario di un paese del terzo 
mondo potrà esser trattata in modo 
particolareggiato anche distribuendo do- 
cumentazioni cartacee ed illustrandone 
la situazione a parole. Ma sarà enorme- 
mente più efficace se, magan senza 
escludere documentazione scritta e 
commento in diretta, tutto ciò sarà pre- 
sentato con le immagini di una vi- 
deocassetta. Riprese filmate di una bi- 
donville, grafici in sovrimpressione, etc. 

Lezione su: La Formazione della Ter- 
ra e le Prime Forme di Vita. L’insegnan- 
te parla e parla. Sembra una favola. 
Bella da seguire se l'insegnante ha un 
bel tono esplicativo: eruzioni vulcani- 
che, dinosauri, i primi uomini e la lotta 
per la sopravvivenza... Barbosa da mori- 
re se all'insegnante manca la qualità più 
importante per l'esposizione storica: la 
figurazione. 

Una semplice animazione, un tiranno- 
sauro che ruggisce al mondo, l'uomo di 
Cro-Magnon che costringe il povero 
Pterodonte nella fossa e lo lapida; chi 
verrà seguito con maggiore interesse e 
quale dei due insegnamenti darà frutti 
migliori, fisserà meglio i concetti? 

Tutto ciò, sia per quello che riguarda i! 
video di presentazione che per l’educa- 



Dedicalo bII'ASOO. Pur 
nei limili applicativi del- 
la macchina, se alle ar- 
gomentazioni grafiche 
aggiungiamo il nostno 
gusto esteheo e l'uso 

l'HalIBnle la presenta- 
zione in video acdwsia 
un'eleganza notevole 


220 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


COMPUTER & VIDEO 


TABELLA l/(CONSUMER) 
AMIGA 500 
HARDWARE 


1) Computer: A-500 {A-DOS 1.3/ 1Mb) 800.000 

2) Genlock: ECR 500.000 

3) Memorie: 2Mb interni 450.000 

II Drive (esterno) 180.000 

GVP-Impact lI<20Mb/2Hb-Rao) 1.500.000 

4) Digitizer: VIDEON-III 500.000 

5) Dig. Audio: ProSound Designer 180.000 

6) Disegno: Easyl-Pad 500 850.000 

7) CPU-Accel.: ICD/ADSpeed( 14. 3Mhz) 500.000 


SOFTWARE 

1) PAINT: DPaint-III 150.000 

2) PLAYER: DVideo-III 180.000 

3) PROCESSING: PixMate 80.000 

4) DTM: DMusic 2.5 90.000 

5) DTP: PageSetter-Il (CompuGraphicColor) . . 160. 000 

6) WP: ProWrite 3.0 200.000 


zionale, potrà esser servito con un sa- 
piente dosaggio di immagini reali (teleri- 
prese), grafiche di riferimento e simula- 
zioni animate; tutto messo a punto ed 
eseguito dal computer. Accennammo, 
se non erro, in uno dei primi articoli di 
C&V ad un tema d'obbligo: la finalizza- 
zione dell'informazione visiva nelTunivo- 
co «enunciato» del Desktop Video: tut- 
to nel (ed attraverso) il computer. Un 
procedimento lavorativo che basa le 
proprie potenzialità produttive sulla Ac- 
quisizione delle Informazioni analogiche 
(immagini e suoni) e la loro trasforma- 
zione in digitale. E la domanda sorge 
spontanea: perché «acquisire» le imma- 
gini? Per poterle disporre alla più com- 
pleta manipolazione ed arrivarne ad una 
utilizzazione perfettamente calzante al 
ritmo e al filo logico del discorso. Per 
ridimensionarle e farle armonizzare al 
layout che si è imposto all’impaginazio- 
ne video. Per estrapolarne parti sogget- 
tivamente più importanti del contesto in 
CUI sono inserite. In definitiva: per poter 
«fare cose» che nessuna tecnica pura- 
mente elettronica potrebbe permettere 
con tale potenza ed elasticità. 

Ecco, data risposta ad una domanda 
del genere, possiamo replicare alio stes- 
so modo anche per l'acquisizione sonora. 

Suoni, rumoh, voci umane e musiche, 
possono esser gestite in digitale e venir 
quindi impiegate, con perfetta sincroniz- 
zazione, in congiunzione alle immagini 
che SI ottimizzano sul video. 

In definitiva, per fare DTV, oltre ad un 
computer dalle spiccate doti grafiche 
(colori e velocità anzitutto) servono box 
0 schede interne per video-digitalizzare 
(digitizer per le fotografie, framegrabber 
per le sequenze in video); campionatori 
audio, genlock (o codificatori di segnali 
RGB in PAD ed ovviamente il software 
migliore: Disegnatori. Animatori, etc. 

E la qualità finale di un video-prodotto 
siffatto? 

Questa, proviamo a renderla in prati- 
ca proprio a partire da tale articofo. 
Cominciando cól presentare dei DTV- 
System perfettamente funzionanti e 
pronti per tutte le esigenze (e le ta- 
sche. ..). 


DlV-System e livelli produttivi 

Premesso che le suddivisioni non so- 
no certamente rigide né tantomeno ob- 
bligate e che ognuno può riconfigurarsi 
il DTV-System a sua immagine e somi- 
glianza... andiamo ad analizzare le ripar- 
tizioni che si è tentato di dare in base al 
rapporto «computer-prescelto/perifen- 
che-abbinabili». 

L'approccio è nella classica suddivi- 
sione deile tre fasce produttive: Consu- 
mer, Semiprofessionale (altrimenti det- 
ta: Presumer) e Professional. In questo 
primo ambito evolutivo di C&V, dalla 
videografica per diletto a quella finalizza- 
ta, ci atterremo solo alle prime due. 


Educazionale C'é 
un 'amica leggenda 
mesopoiamica che 
parla di un semidio di 
nome Gilgamesh, in 

Secondo VOI. la tavola, 
sarà meglio racconlar- 

re> videografica- 
menie’ 


ridisegnando tutt’intorno ai computer 
prescelti, la relativa collocazione sul 
mercato. 

Soluzioni Consumer 

É, questa, la fascia di entrata nella 
quale si riconoscono il maggior numero 
di VC-maker, singole persone che ope- 
rano nel DTV, per il raggiungimento di 
scopi essenzialmente didattici. 

Soprattutto insegnanti elementari, da 
quello che mi è dato sapere che. alla 
ricerca di metodi integrativi a quelli del- 
l’insegnamento tradizionale, provano 
l'approccio con l’audiovisivo. Un prodot- 
to che provano a realizzare esponendo 



MCmicrocompufer n, 107 • maggio 1991 



COMPUTER & VIDEO 


TABELLA 2/<PROSUMER) 

AMIGA 2000 
HARDWARE 

1) Conputer: A-2000 (A-D03 1.3/ 1Mb) 1.500.000 

2) Genlock: Vidtech VIDE0HA9TER 1.000.000 

3) HDisk-Men.: GVP-Impact-II (UDcard 40MB/2Mb) . . 1. 500 . 000 

5) Digltizer: PPS-FraneGrabber RealTine 1.400.000 

VD-AMIGA(FGrabber a 16bit) 2.500.000 

61 Dig. Audio: ProBound Designer 160.000 

7) Disegno: Easyl-Pad 2000 1.000.000 

6) CPU-Accel.: (a partire da '20/16Hhz) 1.600.000 

SOFTWARE 

1) DISEGNO: DPaint-III 150.000 

2) PLAYER: DVideo-lII 180.000 

3) PROCESSING: PixHate 80.000 

4> HAM: Spectracolor(Paint£Player) ANNUNCIATO 

PhotonPaint 100.000 

PhotonVideo 230.000 

5) DTM: KCS-Level-II/Copyst 600.000 

6) DTP: Page Stream 360.000 


COMPATIBILI 


HARDWARE 


PC-AT (286-386SX-386) da 2.008 

Load £ Run 1 . 400 

Digithurst Video Output Board. .. .4 . 000 
Jovian VIN (VGA/VcoBp. S-Video) . . 1 . 800 

Newtronic-VIDEON 700 

Jovian SYLVIA e CECI 1.700 

Digithurst MicroEye IC 1.800 

ATronics P.I.B 2.800 

SoundBlaster(AD LIB comp.) 400 

Genius Graphic Tablet 490 


1) Disegno: PaintBrush IV 

2) Anigi.Systen:Autodesk ANIMATOR. . 

3) WP/DTP: WINWORD 

Logitech FINESSE... 


..300.000 
.580.000 
. .700.000 
. .400.000 


in prima persona conoscenze e finanze. 

In genere si tratta di educatori relati- 
vamente giovani che. allo stesso modo 
con il quale una volta, da alunni, faceva- 
no I collage, tentano di tirar fuori un 
discorso logico dalle immagini che tele- 
visivamente ci circondano, per ripropor- 
ne essenza e significati esplicativi ad 
alunni altrimenti tediati con la sola lettu- 
ra dei libri di testo. Il loro «video<olla- 
ge» sarebbe un'operazione illegale: ru- 
bacchiare secondi ad un qualsiasi docu- 
mentano è sfruttamento di copyright. 

Ma. il fine giustifica i mezzi; tra l'altro 
non hanno certo scopi di lucro e rubac- 
chiando cinque secondi qui, cinque se- 
condi là, producono un'opera dal fine 
altamente educativo, degna di rispetto 
e di plauso. 

Attraverso i palinsesti delle trasmis- 
sioni settimanali delle televisioni pro- 
grammano I loro bravi VCR e contempo- 
raneamente preparano grafici di riferi- 
mento e tabelle al computer. Il tutto 
(immagini da registrare e grafiche ani- 
mate) sarà comunque collegato al Pro- 
gramma Scolastico in modo interattivo. 
Quello che il sussidiario di storia chiama 
a pagina 25, ad esempio, avrà il suo 
equivalente, sviluppato e visivamente 
ben cucito, nei primi dieci minuti di una 
videocassetta che, con tanta fatica ed 
amore, apre dalla preistoria e sale fino 
alle civiltà del Nilo. 

Per tutta questa brava gente, soprat- 
tutto per quelli che vorrebbero, ma an- 
cora non sono partiti aH'awentura, non 
c'é che un computer: Amiga 500, il re 
della videografica di massa. Sincera- 
mente non c'è partita. Chi può permet- 
tersi box digitalizzatrici, e per l'overlay, a 
cosi larga diffusione e a cosi basso 
costo? 

Osserviamo con attenzione la tabella 
1 (pag. precedente) e facciamo qualche 
considerazione. Cosa c'é da porre in 
maggior evidenza? Anzitutto la scelta 
del genlock che anche se esclude i 
modelli più costosi, mira all'individuazio- 
ne di un dispositivo quantomeno affida- 
bile. Consiglio di compiere un sacrificio 
m più e puntare verso il VideoMaster 
(tab. 2). 

Tale scelta è la più importante e ma- 
gari (per risparmiare) va messa in stret- 
ta relazione con quella relativa alle me- 
morie di lavoro e di massa: un'espan- 
sione interna che riconfiguri la macchina 
a 2 Mbyte con l'acquisto aggiuntivo del 
drive esterno, oppure un sistema inte- 
grato come quello della GVP che oltre 
ad offrire un buon hard disk offre l'op- 
portunità di espandere la memoria fino 
ad 8 Mbyte. 

Il «digltizer» a sua volta consigliato è 
il Vtdeon-lll della Newtronic. Un ottimo 
compromesso fra acquisizione a colori e 


ritmi da framegrabber. Il dispositivo è 
sufficientemente veloce, ha un buon 
software di conversione e con un po' di 
pazienza riesce a digitalizzare tutti i tra- 
me che vogliamo. 

Da prendere in considerazione è l'e- 
ventuaie acquisto di un acceleratore e 
l'ADSpeed della ICD è un ulteriore buon 
compromesso fra costi e qualità. 

In definitiva, un simile sistema, spic- 
catamente «Consumerà, lo vediamo 
adattabile alle tecniche grafiche del- 
l'HalfBrite. 

Sessaniaquattro coiori per immagini 
da francobollare e da inserire come 
brush animati nel definitivo contesto di 


un ANIM-script eventualmente da ricre- 
are anche in DVideo-lll al momento 
dell'esecuzione. 

Un sistema discreto e comunque pro- 
duttivo e a CUI. di conseguenza, saranno 
da allineare apparecchiature video sem- 
pre nell'ambito Consumer 

Per quanto riguarda l'eventuale corre- 
do cartaceo da unire all'audiovisivo, la 
scelta può essere operata fra gli stili 
dell'AGFA CompuGraphic System Font 
(presenti nel Page Setter-ll) oppure ne- 
l'impaginazione più semplice che offre il 
ProWnte 3.0: grafica-IFF mista al modo 
NLQ delle nostre stampanti (possibil- 
mente a 24 aghi). 


222 


MCmicrocompuler n. 107 - maggio 1991 


COMPUTER & VIDEO 


Soluzioni Prosumer 

É questo j| mercato verso il quale 
tende il maggior numero dei media- 
maker semiprofessionisti. Un ponte fra 
il PROfessional ed il conSUMER che 
raggiunge il miglior compromesso fra la 
qualità delle apparecchiature professio- 
nali e i prezzi di quelle amatoriali. 

Una via alternativa percorribile da 
quella sorta di «produttori indipendenti» 
quali possono essere i moderni Videofo- 
tografi e gii stessi Videoinsegnanti che 
in gruppi ristretti ed anche con qualche 
(ma non eccessiva) pretesa commercia- 
le. realizzeranno i rispettivi prodotti in 
proprio oppure attraverso il supporlo di 
associazioni culturali in genere. 

Un mercato fiorente questo che, se dal 
punto di vista «video» trova facile soluzio- 
ne nelle moderne tecnologie dei sistemi 
a Y/C (S-VHS e Hi-8 con il relativo seguito 
di Componenti Speciali), da quello «com- 
puter» trova una situazione un po' più 
fluida. Quale computer per il Prosumer? 

Rispondendo «oggi» a questa doman- 
da non CI sarebbe alcun tentennamento: 
l'Amiga-2000 e in minor percentuale il 
buon ATAfGA. Ovvero quello che. ripor- 
tando il dato di fatto, stabilimmo nel pri- 
mo numero di C&V. Una giusta valutazio- 
ne fatta sei mesi fa; ma fra altri sei mesi? 
Un mercato oggettivamente m fermento 
come quello legato all'informatica ci ha 
abituato ad evoluzioni repentine ed anco- 
ra una volta può cambiare tutto. Eventual- 
mente. già da ora, fissiamo un appunta- 
mento per (a fine dell'anno; e m quell'e- 
poca CI nproporremo la stessa domanda. 

Una tendenza è comunque già m at- 
to. Quale? Quella che. alia luce della 
messa in commercio di nuovi computer 
(vedi il Macintosh-LC) e dell'affermarsi 
del Windows, vuole ridisegnare il mer- 
cato. Vari «Nostradamus dell'Informati- 
ca» già danno per scontati i risultati che 
SI verificheranno. L'Amiga-500 quale in- 
contrastato dominatore del Consumer; 
L'Amiga-2000 (in agonia?), il rampante 
Macintosh LC e il PC-Windows a pren- 
dere sempre più spazio ed importanza. 

Che il Mac-LC si affermerà è proba- 
bilissimo e che Windows scateni e poi 
standardizzi la produzione dell'hardware 
e del software per PC anche, Ma per- 
ché si dice che i'A2000 sia un predesti- 
nato? Semplicemente perché corre po- 
co e, scherzo del destino, perché ormai 
è il meno «coloroso» dei tre. 

Ma c'è di più; potenziare t'A2000 per 
provare ad allinearlo ai suoi aggueriti 
concorrenti (schede con almeno un 
68020 ed HDisk) costa quanto un LC 
che il 68020 e l’hard disk li ha di serie. 
In definitiva chi si deve comprare un 
personal non si comprerà rA2000! 

Se cosi fosse, Computer & Video che 



altro dovrà fare, se non prendere atto 
della realtà, coccolarsi chi A2000 già lo 
possiede (e già ben «inschedato», ve- 
ro?), aiutare i compatibili e tenere d'oc- 
chio il mercato dell'LC. 

Per il momento torniamo alla realtà e 
nell'attesa che le due annunciate defla- 
grazioni (Macmtosh-LC e Windows Sy- 
stem) producano l'effetto a catena, pun- 
tiamo sul classico (A2000 e PC-AT) e 
vediamo attraverso la tabella 2 come è 
possibile potenziarli. 

Per quanto riguarda il primo rispetto 
al fratello «Consumer» abbiamo provve- 
duto a circondarlo di periferiche e sche- 
de di potenziamento decisamente più 
«PRO». C'è un genlock per il S-Video 
ed un FrameGrabber a scelta fra i mi- 
gliori disponibili A livello di software, 
confermati gli applicativi appena scelti 
per il 500, che poi sono quelli di base, 
c'é l'importantissima introduzione di 
painter e player per lo sfruttamento 
delle tecniche HAM e, soprattutto, il 
polivalente Walt Disney Ammation Stu- 
dio (appuntamento ad uno dei prossimi 
numeri di MC per la recensione sulle 
pagine «AMIGA»]. 

Ma aldilà del software che l'amighe- 
vole mufti-maker eventualmente preferi- 
sce. questi sarà obbligato a tener conto 
dell'indispensabile requisito che il pro- 
durre multimediale «Prosumer» richie- 
de: la massima disponiblità di colori. 
Non conta tanto la risoluzione grafica, 
ma la quantità di colori disponibili, un 
dato di fatto questo che si evince anche 
osservando le trasmissioni televisive. 

Queste, pur partendo da oltre seicen- 
to lìnee, arrivano a noi dopo averne 
perse, strada facendo, almeno la metà. 
Quello che vediamo quotidianamente in 
TV, oppure in videocassetta, non va 
oltre le trecento/trecentocinquanta linee 
orizzontali, eppure è bello lo stesso. 


Perché? Perché tale «LoRes» ha una 
scorta di milioni e milioni di colon. 

Amiga ne ha al massimo 4096 e, se 
anche poco manipolabili, dovremo pro- 
vare ad usarli tutti: tecniche combinate 
di brush disegnati in DPaint, digitalizza- 
zioni in HAM, il tutto con Remap dentro 
a Photon Paint (che casino!) 

Per quanto infine riguarda il software 
per rimpaginazione cartacea, la nostra 
scelta cade sul DTP Page Stream in 
grado di andare in quadricromia utiliz- 
zando anche il PostScript 

E il PC? A sua volta il variegato mon- 
do dei compatibili, nell'incredibile disin- 
formazione videografica che ancora si 
perpetua, ci pone sempre innanzi al 
solito paradosso: l'utente deve cucirsi il 
sistema sulla propria pelle! 

Un rompicapo che tempo fa risolvem- 
mo partendo dalla scelta del software 
anziché dall'amletica ricerca della sche- 
da grafica. 

Facemmo un nome' AutoDesk Ani- 
mator e il perché fu subito spiegato, 
avendo con esso individuato il Paint, un 
generatore di effetti e titoli, l'edit-player 
ed ovviamente l'animatore, tutto in una 
volta. 

Trovare software migliore, anche 
puntando vicino al milione, credetemi, è 
impresa ardua. Quell'Animator il, ci la- 
sciava tranquilli: lui funziona solo sotto 
la modalità MGCAA/GA. Ma ora. dagli 
States, arriva la notizia che AutoDesk ha 
già commercializzato «Animator for 
Windows»... nei giro di pochi mesi sarà 
qui da noi ed allora, se il classico 
320x200 a 256 colori ci sembrerà poco, 
potremo pensare (o forse solo sogna- 
re...) di salire ancora più su, magari fino 
alle schede con il coprocessore grafico. 

Buona compagnia ad Animator do- 
vrebbe poi farla il Walt Disney Anima- 
tion Studio in versione DOS; spero di 


MCmicrocomputer n, 107 - maggio 1991 


223 



COMPUTER & VIDEO 



DTPresenlaliOn Ad Appcar lempomm!' e tn telaironc allo -chiarrìale- Odio 
speaker, appaiono m screen luin i pannelli gralia di nlenmento 



Impaginatone la vKleoi di un'argomenia/ione lesio-gralica da irasporiate su 
caria con tecniche di slampa guadricromatica 


averlo al più presto e di provarlo magari 
insieme a qualche scheda di acquisizio- 
ne Già, le schede: come va il mercato 
delle periferiche? 

C’é di tutto, mancano solo i soldi I 
Diceva l'attore di un film. A parte le 
battute, cosi come affermammo nel pri- 
mo articolo di C&V, il VC-maker che 
corre sul suo compatibile dovrà spende- 
re di più del suo dirimpettaio «Consu- 
mer» che corre su A500. Ma i mercati 
sono indubbiamente differenti e se di- 
fetti osserviamo, sempre di Amiga. i 
costi del Prosumer, possiamo infine no- 
tare come, fra A2000 e PC-compatibili. 
la differenza sia pressocché inesistente. 

Comunque, nella tabellina qualche 
nome c'é. Genlock a buon mercato co- 
me quello delta Load&Run o «super» 
come il V.O.B. della Digithurst o il note- 


vole Magni-VGAdapter. proprio per con- 
fermare il contrasto. Ovviamente siamo 
sempre in attesa dello Scanlock. 

Per quanto riguarda i digitizer la scelta 
è fortunatamente più ampia. Dal Videon 
della Newtronic al Sylvia della Jovian 
fino aH'eccellente Microeye IC sempre 
della Digithurst. tanto per fare qualche 
nome. 

Un occhio di riguardo per la Sound- 
Blaster che. nel software multimediale 
sviluppato ed imposto da Microsoft, è da 
considerarsi come la scheda audio-digita- 
lizzatnce «ufficiale». 

La presenza del WinWord o quella 
meno esosa di un Logitech Emesse 
compieta il quadro di un sistema che, 
pure se leggermente più obbligato di 
Amiga, fa del Compatibile il Prosumer 
più potente su cui produrre (non fosse 



DTPresentalion L ’i/v 
sieme della foto pw 
sopra pubblicala, suta 
lo dopo il prodursi di 
un procedimento ani- 

spettacolan. porla al- 

efleiliua e sulla guaio 
SI svolgerà la presen 
iasione del documen 

10 hleil'insiemc dei 
muiamenli e da nota- 
re srapratlullo la carli- 
na dell’Attica che, nm 
picaolendo, va ad oc- 
cupare l'angolo m bas- 
so a destra, lasciando 

11 box precedenlemen- 
te occupalo, alla rap- 
presentatone in video 
dello immagini 


altro perché, si può sempre andare sia 
oltre l'Animator che i 256 colon di una 
«bassa» VGA...) 

Fra una stella che comincia a spe- 
gnersi (Amiga), una che ricomincia a 
brillare (il PC-Windows) ed una che può 
perfino accecare (il Macintosh-LC) ecco 
quindi che si ndisegna il Prosumer pros- 
simo venturo. Favoriti nella corsa sono 
ovviamente i possessori di PC che, gra- 
zie alla possibilità di espansione, dispon- 
gono di computer sempre pronti per un 
eventuale upgrade Ma questo si sape- 
va già. 


Conclusioni... 

... che in effetti non sono tali, giacché 
non SI conclude, ma si apre il discorso 

Le argomentazioni (acquisizione, ma- 
nipolazione e animazione) ci sono e 
risultano tutte impegnative. 

Se poi aggiungiamo anche il discorso 
relativo alla sintesi sonora, quello della 
Produzione e Post-produzione e della 
Creazione di Cartoon, tutte le argomen- 
tazioni divengono indubbiamente a lun- 
ga gittata. Temi per VIDEOcreativi, VI- 
DEOfotografi e VIDEOmaestri che af- 
fronteremo scalando grado per grado la 
montagna del produttivo Dimostrazioni 
teorico-pratiche come sempre ed argo- 
menti specifici d'amplificare ai quali 
cercheremo di affiancare qualche pagi- 
na dedicata ai test delle apparecchia 
ture 

Nel frattempo, tabelle alla mano, fate 
I vostri conti, circondatevi di quello che 
(almeno di base) é necessario avere e 
preparatevi a partire per questo secon- 
do ciclo videografico- 

KS 


224 


MCmicfocomputer n, 107 - maggio 1991 




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ARCHIMEDES 


Nel precedente 
appuntamento ci siamo 
occupati ancora una volta del 
VDU e abbiamo dato uno 
sguardo di tipo generale ai 
servizi che lo sfesso offre 
all'intero sistema. Abbiamo 
cosi appurato la sua 
fondamentale importanza 
nell'interazione user macchina 
sopraffuffo per ciò che 
riguarda in particolare 
l'oggetto output nella sua 
generalità. Ho anche 
accenoafo al fatto che su 
Queste pagine per ovvi motivi 
di spazio si é preferito trattare 
l'argomento VDU da un punto 
di vista funzionale. In altre 
parole ho cercato di 
evidenziare le funzioni del 
VDU senza coinvolgere gli 
stessi comandi e parametri. 
D'altra parte un'ampia ed 
esauriente spiegazione degli 
stessi la troviamo nella guida 
al BBC Basic che tutti 
possedete e vi rimando quindi 
ancora una volta a consultare 
la stessa guida per i necessari 
approfondimenti 


MCmicrocomputef n. 107 • n aggio 1991 


Sprìte Module 


di Massimo Miccoli 


Anche se a prima vista questo tipo di 
approccio all'argomento può sembrare 
un po' limitativo o lacunoso in realtà 
non lo è- Il VDU é in pratica coinvolto da 
quasi tutti I moduli di estensione di 
sistema, per cui ho preferito trattare i 
relativi comandi VDU man mano che 
essi vengono coinvolti dai relativi modu- 
li, in modo tale da presentarli con riferi- 
menti pratici nelle varie occasioni che si 
presenteranno- Detto ciò andiamo ad 
occuparci dell'argomento di questo me- 
se. 

Sprìte Module 

Ed eccoci, dopo tanti discorsi genera- 
lizzati, a trattare per la prima volta un 
modulo di sistema in loto, ne) senso che 
per la prima volta d occuperemo di 
analizzare a fondo tutte le routine facenti 
parte del modulo in esame in modo 
dettagliato. Lo sprite module fa parte di 
quella collezione di moduli e routine di 
sistema che in precedenza abbiamo de- 
finito software di base, o se preferite 
Kernel dell'intero Risc-OS, Il Risc-OS 
nasce all'origine come sistema di tipo 

Esempio ai leilura e 
accesso al contenuto 
delle variabili VDU 


desktop ad interfaccia iconica, quindi un 
sistema all'interno del quale viene este- 
so al massimo il concetto e l'uso dell'og- 
getto sprite in quanto unico supporto, 
dal punto di vista pratico, per la rappre- 
sentazione di oggetti grafici. Tanto per 
rafforzare ed evidenziare la fondamenta- 
le importanza degli sprite all'interno del 
sistema vi ricordo che lo sprite module è 
racchiuso all'interno del Kernel. Per capi- 
re l'importanza della locazione di questo 
modulo nel Kernel ci basti pensare alla 
sola gestione dei file attraverso desktop. 
Infatti in questo ambiente i file vengono 
distinti a livello user attraverso la propria 
rappresentazione iconografica o meglio 
ancora attraverso lo sprite associato al 
file e che per l'user ne definisce il tipo. 
Lo stesso dicasi per tutte le altre icone 
del desktop come quelle dei drive, della 
palette, del task manager e via dicendo. 
Bene, tutti questi sprite (o icone se 
preferite) sono contenuti all'interno delle 
rom e vengono opportunamente gestiti 
dal Risc-OS attraverso lo sprite module. 
Da do è chiaro che tale modulo non 
poteva trovar miglior posto all'interno 
del Risc-OS che nel Kernel, Cosi come 


10 REM Esempio di lettura delle variabili VDU 

20 REM attraverso la OS.ReadModeVariabila 

30 REM al run verranno listati tutti modi grafici 

40 REM disponibili riportandone le individuali caratteristiche 

60 MODE 0 

70 : 

60 REM Display di tutti i modi grfid e relative caratteristiche. 
90: 

1 00 PRlNTMode","Col.’,"Righe","Colori",’Size" 

110 POR mode%=0 TO 21 

120 SYS -OS_ReadModeVariable",mode%,1 TO ,,co) 

130 SYS ■OS_ReadModeVariabie“,mode%,2 TO ,, righe 
140 SYS ■OS_ReadModeVariabie',modo%,3TO , .colori 
150 SYS 'OS_ReadModeVariabls',mode%.7 TO ,,size 
160 PRINT ;mode%,;col+1,;righe+1,;colori*1,;size/1024;’K" 
170 NEXT 
160 END 


227 


ARCHIMEDES 


all'interno delle rom sono allocati gli 
sprite di sistema noi possiamo utilizzare 
un'area di ram per allocare gli sprite da 
noi alla bisogna creati. Lo stesso Kernel 
riserva una specifica area di ram per 
l’allocazione degli spnte creati dall'user. 
Quest'area può essere agevolmente 
espansa e ristretta attraverso il relativo 
sliderdel task manager Quest’area defi- 
nita System sprite è un’area pubblica nel 
senso che ad essa l'user può agevol- 
mente accedere per la realizzazione dei 
propri applicativi o moduli di estensione 
del sistema. La stessa area non può 
però essere utilizzata da applicativi di 
tipo commerciale per i quali vanno crea- 
te apposite aree di memoria definite 
user sprite e, nel caso di applicazioni 
attraverso Wimp, con lo sprite pool dello 
stesso Wimp manager. Allo sprite mana- 
ger e quindi alle sue operazioni è riserva- 
ta la sola area di sistema risen/ata dal 
Kernel cioè la System spnte area. In 
pratica attraverso CLI possiamo manipo- 
lare solo gli spnte contenuti all'interno di 
quest'area a meno che non si ricorra 
all’uso di appropriate SWI come vedre- 
mo in seguito. In alternativa alla System 
spnte area l'user può definire un blocco 
di memoria riservata per i propri applica- 
tivi 0 a seconda dei casi per i propri 
moduli. Cosi ad esempio il sistema 
Wimp ha un blocco di memoria ombra 
riservato agli spnte da esso gestiti Natu- 
ralmente questi stessi sprite vengono 
manipolati attraverso lo spnte module 
non attraverso comandi di tipo CU, ma 
tramite la OS_SpriteOp che tratterà il 
blocco di memoria riservata come user 
spnte area. La stessa area riservata dal 
Kernel può all’occorrenza essere splitta- 
ta in più aree di tipo user purché si 
acceda ad esse tramite puntatori. Nei 
blocchi di tipo user gli spnte possono 
essere identificati attraverso il proprio 
nome o attraverso la prorpia locazione. 
In questo ultimo caso le operazioni di 
accesso agli spnte vengono notevol- 
mente accelerate. Ciò naturalmente por- 
ta un aumento di complessità a livello 
software per la tecnica di accesso agli 
stessi spnte che va realizzata attraverso 
l'uso di puntatori alle relative locazioni di 
memoria. Facciamo un piccolo passo 
indietro e vediamo come é rappresenta- 
to uno spnte atl’intemo delle aree riser- 
vate e le operazioni che su di essi 
possiamo effettuare. Uno spnte e rap- 
presentato all’interno di un blocco di 
memoria ad esso riservato come un 
array di pixel Lo stesso array presenta i 
seguenti attributi 

1 ) un nome che identifica lo sprite che 
esso rappresenta (12 caratteri max); 

2) il modo grafico ad esso attribuito, 

3) le sue dimensioni, altezza, lun- 
ghezza. 


10 REM esempio dell'uso e della lettura 
20 REM della palette tramite OS_ReadPalette 
30 REM riportando i relativi colori logici 
40 REM a sencondo del modo grafico In esame 
50 : 

60 REM Setta II campo di stampa ad 6 e l'input per lo screen mode. 

70 : 

80 @%=8 

90 INPUTquale modo grafico ?"mode% 

100 MODE mode% 

110 PRINT’Coloui' ."Red", ’Green", 'Blue', "Sup'cy’ 

120 FORcol%*OTO 15 

130 SYS ■OS_ReadPalette',col%,l6 TO „mark%,space% 

140 : 

150 REM If mark%sspace% allora il colore e' stabile. 

160 REM altrimenti.colore lampeggiante. 

170 : 

1 80 IF mark%=space% THEN 

190 red$=STR$((mark%»8)ANDSFF) 

200 green$=STR$((mark%»16)AND&FF) 

210 blue$=STR$((mark%»24)ANDSFF) 

220 IF mark% AND &80 sup$=r ELSE sup$="N" 

230 ELSE 

240 red$=STH$((mark%»8)AND&FF)+","+STR$((space%»8)AND&FF) 

250 green$=STR$((mark%»16)AND&FF)+","+STR$((space%»l6)AND&FF) 
260 blue$=STR$((mark%»24)AND&FF)+","-^STR$((space%»24)AND&FF) 
270 IF marK% AND &80 sup$="Y" ELSE sup$="N" 

280 IF 5pace% AND 8.80 Sup$+=",Y" ELSE Sup$+=",N" 

290ENDIF 

300 frinì STR$col%,red$,green$, blues, sup$ 

310NEXT 
320 END 


In oussrp esempK) viene nponaie la tecnica pei la leilura degli aliribuli della palelle 


4) opzionalmente la mask (contorno tra- 
sparente), 

5) opzionalmente una palette che defini- 
sca i SUOI colori nel caso in cui essi 
differiscano da quelli della palette di 
default- 

La via più semplice per definire uno 
spnte è attraverso il pamt di sistema. 
Ciò non toglie che in particolari casi si 
abbia la necessità di definire lo sprite in 
un modo vincolato all'uso che se ne 
intende fare, come ad esempio la crea- 
zione di un menu atl’interno di un appli- 
cativo e il suo relativo spostamento, in 
questo caso lo spnte rappresentante il 
menu. Una volta evidenziato in screen 
può essere opportunamente ritagliato 
(grabbing) e nposizionato liberamente; 
questa è in pratica la tecnica usata per 
la gestione dei menu realizzati sotto 
Wimp che possono all’occorrenza es- 
sere spostati liberamente sullo scher- 
mo tramite il solo uso del mcuse. Un 
altro modo per definire gli spnte è at- 
traverso i comandi VDU in particolare 
quelli di plottaggio che permettono al- 
l’user di operare all'interno dello sprite 
anche dopo che esso sia stato definito. 

Definito lo spnte possiamo attraverso 
lo spnte module eseguire diverse ope- 
razioni per la gestione dello stesso co- 
me alterare i suoi fatton di scala, inseri- 
re 0 eliminare righe e colonne, ruotarlo, 
ed infine operare sul singolo pixel alte- 
randone I relativi attributi Le caratteri- 


stiche appena viste e le operazioni che 
sugli spnte possiamo eseguire, sono in 
un certo senso limitate alle specifiche 
che definiscono lo sprite in quanto og- 
getto grafico, ma il Risc-OS definisce 
per l’archiviazione degli sprite un siste- 
ma di gestione specifico o per meglio 
dire un intero filmg System dedicato. 

Infatti gli spnte possono essere cari- 
cati e salvati alla stregua di qualsiasi 
altro tipo di dato, e non solo. Per per- 
metterne una gestione peculiare, il 
Risc-OS abilita l'user al salvataggio e al 
caricamento di interi blocchi di memo- 
ria riservati all'allocamento degli spnte 
implementando anche l'operazione di 
merge, che permette l’aggregazione di 
spnte ad una area di memoria che ne 
contenga già altri caricando semplice- 
mente gli sprite da aggregare dal relati- 
vo file che li contiene. Visto quindi che 
gli spnte godono di un fillng System 
dedicato su di essi, possiamo eseguire 
le generali operazioni che starno soliti 
eseguire su file di altra specie, come 
rinominare gli sprite. cancellarli, aggiun- 
gerne nello stesso file altri in coda. 

Esaurite da un punto di vista genera- 
le tutte le caratteristiche e le operazioni 
che sugli sprite possiamo eseguire, tor- 
niamo a vedere le operazioni che pos- 
siamo eseguire su questi oggetti una 
volta che essi siano stati allocati in 
un'area ad essi riservata. In generale 
possiamo eseguire sugli spnte residen- 


226 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


ARCHIMEDES 


10 REM esempio di lettura attraverso SWI 
20 REM del singoli attiibuti realitivl al colore 
30 REM e alla tint del singolo pixel tramite i 
40 REM registri R2.R3.R4 
50: 

60 REM Settaggio del modo grafico ed errar irap. 

70: 

eo MODE 6 
90 OFF 

100 ON ERROR ON:OSCU-POINTER Q-:END 
110 FOR eol%=129 TO 132 
120 COLOUR col% 

1 30 PR1NT STRING$(80.' ') 

140NEXT 

150 REM display del poinier.e visualizzazione del colore 
1 60 REM dei pixel relativo alla posizione dal puntatore del mouse. 
170 : 

180 ‘POINTER 
190REPEAT 
200 MOUSE x,y,z 

210 SYS ■OS_ReadPoinf,x,y TO ,,colour,tinl,flag 
220 PRINTTAB(30.14)colour,linl; 

230 UNTIL FALSE 


Questo esempio mostra la tecnica per il ncorKisamenlo degli aiuibuu di colore del singolo 


ti tre operazioni che sjI PRM vengono 
definite Memoty operation; 

1 ) liberare l'intera area precedentemen- 
te riservata; 

2) individuare l'ampiezza di tale area e il 
numero degli sprite in essa allocati: 


3) scorrere attravero la lista degli sprite 
nell’area allocati. 

Queste tre operazioni sono ovvia- 
mente realizzate tramite opportune 
routine contenute nello sprite modute, 
ed esse sono essenziali soprattutto 


quando si decida di accedere agli sprite 
tramite la tecnica dei puntatori. Tale 
tecnica del resto è largamente usata 
soprattutto nei casi in cui sia richiesta 
una elevata velocità nel plottaggio degli 
sprite, come e soprattutto nei caso di 
sequenze animate (vedi i video giochi 
soprattutto quelli di tipo arcade) o la 
grafica di presentazione nei casi più 
complessi. Bene nei prossimi numeri ci 
occuperemo di tali tecniche ed in gene- 
rale dì come attraverso lo sprite module 
e le routine da esso implementate tali 
tecniche siano di fatto realizzabili. An- 
che questo mese ho voluto corredare 
l'articolo con tre piccoli esempi pratici di 
cui uno relativo alla gestione della palet- 
te, la quale trova giusto spazio m questo 
numero a cavallo tra il precedente arti- 
colo sul VOLI e l'attuale gestione degli 
sprite per i quali l'oggetto palette rive- 
ste un'importanza fondamentale, men- 
tre gli altri due. sono uno dedicato alle 
variabili VDU e l'altro alla lettura delle 
caratteristiche grafiche del singolo pixel 
indipendentemente dal fatto che esso 
sta contenuto o meno all’Interno di uno 
sprite. 

KS 


ILCAD PER LA PROGETTAZIONE DI IMPIANTI 


CAD ELETTRICO 

POTENZIAMENTO DEI COMANOI 01 OISEGNO IN 

mam con 40 funzioni specifiche. 

LIBflERlEANORME CEI/IEC. 

NUOVA SIMBOLOGIA NORME FIAT: ELEnROMECCA- 
NICA. PNEUMATICA. LUBRIFICAZIONE. IDRAULICA. 
REFRIGERAZIONE. 

CROSS REFEREN CE GLOBALE. 

DIAGNOSTICA ERRORI. 

NUMERAZIONE AUTOMATICA PARAMETRICA DEI PIN 
SUI COMPONENTI. 

GESTIONE MULTIFOGLIO CON OPERATIVITÀ SU PIÙ 
SISTEMI SENZA LIMITI PER LO STESSO PROGEnO. 
DISEGNAZIONE AUTOMATICA SCHEDE PLC. 

GESTIONE DELLE MORSEniERE IN AUTOMATICO 
PROGRAMMABILE DALL'UTENTE. 

GESTIONE TABELLE CONTAHI SU STAMPANTE. 
ARCHIVI MATERIALI. 

PREVENTIVAZIONI DI PROGEnO. 

STAMPE AUTOMATICHE SU PLOTTER 0 LASER. 

USTE RICAMBI IN AUTOMATICO SU PROGETTO. 
DISTINTE DI MATERIALI SENZA VINCOLO DAL PROGET- 
TO. ESPORTABILI DAL DATA BASE. 



VERSIONE CON 
DATABASE MATERIALI 


^^Telemecanique 



MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


229 




MACINTOSH 


P arlare di utility significa, per forza 
di cose, correre con la mente a 
Central Point. Fin dal 1984 questa 
software house ha prodotto un package 
che. pur avendo all'inizio un po' di con- 
correnza. divenne in breve tempo il pun- 
to di riferimento e poi via via l'unico 
package destinato alla manipolazione, 
alla copia, e al recupero dei file. 

Oggi il software di Central Point si 
trova a rivaleggiare a pié pari con pac- 
chetti dell'ultima ora. come le Norton 
Utility e il bellissimo Disk First Aid Ida 
non confondere col First Aid contenuto 
nel pacchetto sistema della macchina: 
ne parleremo nella prossima puntata 
destinata alle utilityl. è praticamente 
scomparso dal mercato, invece, l'altro 
package di questa marca, Copy II Mac. 
ormai del tutto inutile negli States, dove 
virtualmente tutto il software è venduto 
sprotetto Iresiste ancora solo qualche 
gioco): perla verità é ancora In vendita, a 
un prezzo ridottissimo, ma è ancora la 
versione 7.3, praticamente quella di tre 
anni la, oggi inefficace, ad esempio, 
contro le protezioni adottate dalla Micro- 
soft in Italia a difesa (comunque inutile) 
dei SUOI pacchetti. 

Abbandonata la fatica del copiatore. 
Central Point ha invece abbracciato con 
passione la strada delle utility producen- 
do un package pieno zeppo di tool, un 
poco come quelle cassette porta-attrezzi 
di metallo che si aprono a fisarmonica e 
contengono tanto di quel ben di dio. 

Mac Toois, manco a dirlo, si conquista 
oggi, grazie alla sua versatilità e alla 
potenza delle sue prestazioni un posto 
alla pari accanto alle Norton e a First Aid. 
Vediamo come fa. 


Il package 

La prima uscita di Mac Toois, come 
pacchetto separato dal copiatore, è del- 
l'anno passato. Allora era costituito da 
un solo dischetto venduto con un ma- 
nuale (si fa per dire) della grandezza di un 




Utility et alia 


seconda parte 


opuscoletto. Questa seconda edizione è 
invece racchiusa in una scatola di carto- 
ne ben realizzata, robusta, accompagna- 
ta da due dischetti e da un manuale 
molto più grosso e ben realizzato (ben 
350 pagine). 

Il sofficiume è rappresentato, come 
dicevamo da tre dischetti ben pieni 
(complessivamente oltre 2 Mbyte di ma- 
teriale). Dall’esame di essi e dalle esplici- 
te note che precedono il manuale, si 
ricava in maniera molto chiara la finalità 
del package: Mac Toois è una collezione 
di utility che fornisce la più completa 
protezione e le più ampie possibilità di 
recupero di file persi, distrutti o cancella- 
ti, e la più ampia varietà di management 
su dischi e file mai vista nel mondo Mac. 

Fondamentalmente, Mac Toois é 
composto da 1 2 programmi-applicazioni- 
init-CDEV diversi così configurabili: 

a) Instailer: si tratta di un piccolissi- 
mo programma dì lancio che provvede 
ad installare automaticamente e conve- 
nientemente sull'HD (ovviamente Mac 
Toois non può essere installato nella sua 
completezza su macchine dotate di sole 


unità a dischetti) tutte le utility; ciò non 
toglie che il singolo utente possa a sua 
discrezione installare manualmente solo 
le parli che gli interessano. 

b) Mirror: è un INIT, anzi per essere 
preciso un CDEV/INIT. che funziona da 
vero angelo custode nei riguardi dei file 
che sono più o meno volutamente trasci- 
nati ne) cestino. Esso mantiene costan- 
temente aggiornato un file invisibile in 
cui sono raccolti tutti i dati dei file che 
sono o sono stati fisicamente presenti 
SUI dischi, sia quello rigido che i floppy. 

Oltre a proteggere i file stessi esso 
fornisce una veloce e conveniente stra- 
da per recuperare i file cancellati per 
errore; in termini più brevi la sua funzio- 
ne è quella di recuperare HD accidental- 
mente formattati (il termine tecnico è 
quanto mai pittoresco, «resurrect»), e di 
fornire il massimo aiuto possibile in caso 
di crash di dischi o file. 

c) CPS Tag Fix: si tratta di un INIT 
opzionale che permette al System di 
usare correttamente la cosiddetta tecni- 
ca di etichettazione (tag, m slang infor- 
matico, è una etichetta identificatrice 



w Hrchiulo CompoHzlone OO 






5 

»<im>Mi «antxMMu loimcnMiKni 

% 

.E.. 1 ® £ 





n 







.a. .a 




Il contenuta 
del pacchetto 


230 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


MACINTOSH 


Central Poir\t 
Mac Toois Deluxe* 

Central Paini Software Ine. 

15220 NW GreenBrier ParkWay, *200 

B6AVERT0N 

OP 37006 

USA 


Versione 1.0 


Rescue. il programnìa 
principale di Mec 
Toois Si notma le di- 
verse sepuenie nell'o- 
perazione di recupero 
e. in figura bS. l'ultima 
spiaggia, con la ncer- 
ca attraverso l'analisi 
della txtmap, dei lile 




i ^ MacTools® Rescue ® 






UndtliUlilai 


CenùdfìimiSifiwars, 


Copyrlgtll I9B9-9D, 


ca ai 

□L 

a 

— • 




- 






MCmicrocomputer n, 107 - maggio 1991 


231 


MACINTOSH 


Macroolte launctier 

naul.le- 

hck IheicG 

n lalBunch Ihe BppliCBiIsn. 




® 1 S 

5 

* 

,P], 

^ <& Bì 











Che raccoglie tutti i dati relativi al file 
manipolato). Si tratta di un sistema mol- 
to efficiente di controllo dei file, anche 
se il sistema operativo Mac non utilizza 
direttamente questa tecnica. Peccato 
solo che funzioni su dischetti da 800K e 
non vada bene per quelli HD. Comunque 
si tratta di una tecnica alternativa a 
quella del punto precedente, e, come 
tale, può essere ritenuta complementa- 
re (per la verità, già attraverso Mirror è 
lecito pensare di poter ricuperare alme- 
no il 95% dei disastri sui dischetti). 

d) Rescue (letteralmente scampo, 
salvataggio): come se non bastassero 
quelle precedenti ecco una terza tecnica 
ancora più sofisticata e specializzata per 
il recupero di file guasti o cancellati. 

Si tratta di un sistema di recupero 
molto avanzato, che si basa sulla rico- 
struzione. momento per momento, delle 
operazioni cui il file, nella sua vita, è 
stato soggetto, Oltre a funzionare per 
conto suo, Rescue lavora in combinazio- 
ne con Mirror. permettendo di recupera- 
re in maniera velocissima file ormai dati 
per persi sfruttando la sinergia delle due 
utility. 

e) Launcher: finalmente lasciamo l’a- 
rea di recupero file per passare ad altri 
lidi; questa utility funziona come un 
desktop personale, permettendo di lan- 
ciare ciascuna utility direttamente dall'in- 
terno di una applicazione (senza tornare 
al Finder) Oltre alle parti proprie di Mac 
Tools. Launcher può essere utilizzato 
anche per chiamare applicazioni o legge- 
re file comunque accessibili È qualcosa 
di mollo simile all'INIT CE ToolBox. ma a 
differenza di questo, non è disabilitato 
da altri INIT (CE ToolBox, ad esempio, 
diviene completamente non operativo 
se SI utilizza il DoveFax) 

f) Locate; utility ben nota, già presen- 
te nella versione precedente, non do- 
vrebbe mancare su nessuna scrivania di 
utente Mac. anche il meno smaliziato. 
Detta in breve, è un DA che permette di 


Launcher, un program- 
mino utile e conforte- 


cercare un file sia attraverso il suo titolo, 
sia attraverso il suo contenuto. La cosa 
più interessante ed entusiasmante è che 
la ricerca avviene anche attraverso file 
non esclusivamente alfanumerici ma an- 
che grafici e. addirittura, in applicazioni. 

gl Secure: è una semplice ma effi- 
ciente applicazione che consente di ren- 
dere inaccessibile (e crittografato) un 
file dati attraverso l’uso di una pas- 
sword. 

h) Backup; è davvero l'ultima spiag- 
gia contro la perdita di dati, Come one- 
stamente ricorda il manuale, solo il 
backup é l'assoluta garanzia contro la 
perdita totale del contenuto dei di- 
schetti 

i) Optimizer: è ancora qualcosa «dé- 
jà vu)>, ottimizza lo spazio su disco 
compattando e deframmentando file. 

Ha, come d’altro canto anche altre 
applicazioni di questo genere, la possibi- 
lità di cancellare completamente lo spa- 
zio libero (ad esempio se si desidera 
essere sicuri di ripulire completamente 
il disco da dati confidenziali che potreb- 
bero essere recuperati con le tecniche 
precedentemente descritte). 

l) Fast Copy; è una piccola utility che 
permette di creare copie multiple di un 
dischetto 0 di inizializzare grossi volumi 
di floppy in maniera molto più efficiente 
di quanto sia possibile attraverso il Fin- 
der. Inoltre permette di analizzare e 
riparare settori danneggiati su dischi, 
come purtroppo credo ci sia stato dato 
di incappare abbastanza sovente dopo 
l'introduzione dei dischetti HD. 

m) File Edit; è una delle utility più 
vecchie contenute nel package (era già 
presente, nei 1985, nel Mac Copy il. 
versione 3.0); gli utilizzi di questo pac- 
chetto sono ben noti, e vanno dalla 
organizzazione della struttura gerarchica 
fino alla utility di editing diretta dei 
blocchi. 

In aggiunta a tutto ciò. esiste un help 
in linea dedicato alla maggior parte delle 


utility, estremamente efficiente e di- 
screto. 


L'uso del package 

La tecnica più semplice ed efficace 
per gestire il pacchetto delle utility é 
quella di utilizzare l'Installer Si apre una 
finestra, come quella che vedete in figu- 
ra, che permette di installare (o rimuove- 
re) a piacimento !e vane utility descritte 
precedentemente. In questa ottica è 
possibile inserire le utility stesse sia 
direttamente in una cartella già esisten- 
te (verosimilmente quella di sistema) sia 
in una all'uopo costruita (tecnica preferi- 
bile). Una volta eseguita la installazione, 
é consigliabile (ma se si sono montale 
le utility per usarle, è praticamente indi- 
spensabile) richiamare dal pannello di 
controllo il CDEV Mirror ed eseguire la 
relativa configurazione. Attraverso di es- 
so è possibile gestire la vera funzione 
primaria di Mirror, mediante la gestione 
di tre file invisibili «Delete Tracking», 
■iCritical Volume Info» e «CVID xxxxx»; 
il primo tiene traccia completa degli utli- 
mi 360 (scusate se è poco) file cancella- 
ti, con tutte le relative informazioni per 
recuperarli Gli altri due sono destinati 
alla gestione e al recupero di HD anche 
seriamente danneggiati (in effetti CVID 
è una copia opzionale di backup del 
primo). Dopo di ciò ogni preoccupazione 
è finita; Mirror funziona in maniera del 
tutto trasparente (ogni tanto, come il 
salvagente di Norton Utility) si vede 
comparire per qualche istante sullo 
schermo un cursore strano, ma è davve- 
ro tutto. Speriamo di non averne mai 
bisogno, probabilmente dimentichere- 
mo addiritura che esiste; ma è come la 
ruota di scorta o la bombolina di lattice; 
sempre meglio non averne necessità 
ma guai a ritrovarsi senza! 

Mirror, proprio perché, una volta con- 
figurato, non disturba più, può essere 
regolato in vano modó. Tutte le configu- 
razioni avvengono attraverso due fine- 
stre; la prima che permette di sedare 
l’updating automatico dei dati contenuti 
nel file di documentazione ad intervalli 
regolari (generalmente é sufficiente un 
periodo cfi 1-2 ore), un’altra che consen- 
te la configurazione di un hotkey per il 
lancio manuale di Mirror, la terza che 
setta il lancio automatico della utility 
ogni volta che la macchina viene spenta. 

La seconda serie di opzioni, ancora. 


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MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


MACINTOSH 



serve a designare quali volumi (dischet- 
ti) SI desidera proteggere. Inoltre, cuc- 
cando una opportuna opzione, è possi- 
bile creare un ulteriore file, anch'esso 
invisibile, che funziona ancora da possi- 
bilità ulteriore di salvataggio. 

Il processo di recupero dei file 

Circa la possibilità di recupero di file 
persi, cancellati per errore, o improvvi- 
samente irrecuperabili occorre precisa- 
re, a scanso di equivoci, cosa la moder- 
na tecnica di recupero può o non può 
(are. In termini piuttosto semplicistici 
l'utility Rescue può recuperare il conte- 
nuto di un hard disk con il blocco d'in- 
formazioni guasto, meglio se è stato 
installato il Mirror Criticai Volume (che 
raccoglie tutti i dati caratteristici e gli 
indirizzi del rnateriale contenuto sul di- 
sco stesso). É possibile anche recupera- 
re dalla accidentale formattazione un 
HD, ricostruendo il blocco di informazio- 
ni critico del volume stesso. Ancora è 
possibile recuperare dalla cancellazione 
file sia frammentati che non. anche se, 
per questa operazione, può essere ne- 
cessario utilizzare più di un metodo. 

Rescue. inoltre legge la superficie 
delle memorie di massa e isola i settori 
guasti (anche se su questi erano stati 
precedentemente scritti dati). Si giunge- 
rà probabilmente a un file in cui qualche 
dato, parola, stringa andrà perduto, ma 
sempre meglio che perdere l'intero file. 
Inoltre la stessa utility permette di co- 
piare su un altro disco il file in questo 
modo recuperato- Infine, la stessa op- 
zione permette di verificare i file in 
relazione al cosiddetto checksum. 

Purtroppo nessuno è perfetto, e an- 



che Rescue ha dei limiti, pochi ma 
ahimè invalicabili. Non è possibile, né 
consigliabile, agire su un disco danneg- 
giato da sbalzi di corrente, strisciamen- 
to 0 disallineamento delle testine; in 
questi casi occorre l'intervento di un 
tecnico qualificato. Inoltre l'utility non 
funziona su floppy accidentalmente can- 
cellati (il processo di formattazione scri- 
ve una serie di valori zero su tutti i 
settori del disco) né può. ovviamente, 
recuperare file che sono stati sovrascrit- 
ti. Si tratta, questa, di una caratteristica 
spesso trasurata da chi desidera recu- 
perare file persi. 

Occorre, infatti, evitare in qualsiasi 
modo di andare a pasticciare sul di- 
schetto appena ci si accorge di dover 
recuperare un file erroneamente cancel- 
lato. Maggiore sarà l'attività cui è sotto- 
posto il disco, tanto più ridotte saranno 


le possibilità di recupero totale del ma- 
teriale ivi presente. 

Una volta eseguito il recupero. i file 
salvati sono contenuti m una cartella 
automaticamente creata e denominata 
con il nome standard di 001 Recovered 
Files. 

Può accadere comunque che si deb- 
ba agire su un disco su cui non è stato 
preventivamente installato Mirror. La 
cosa diviene non proprio agevole come 
in presenza di installazione della utility, 
ma non è il caso di disperare; ci vorrà 
un poco più di pazienza e un maggior 
tempo, ma i risultati sono abbastanza 
comparabili. 

In questo caso occorre, per cosi dire, 
guidare a mano quello che con Mirror 
montato è assolutamente trasparente 
completamente automatico. A questo 
punto è opportuno che l'utente non 


MCmicrocompuler n. 107 - maggio 1991 


233 


MACINTOSH 



ritenti» a caso, ma legga con molta 
attenzione la parte del manuale che 
interessa, non fosse altro per il fatto 
che occorre, in certi punti, porre una 
notevole attenzione per evitare disastri. 
Ciò é la naturale contropartita alia man- 
canza di previdenza da parte di chi usa 
la macchina in un modo scriteriato e 
poco oculato. 

Cercare di recuperare file senza aver 
installato l'utility Mirror è davvero una 
impresa ardua, non tanto per l'impegno 
richiesto all'utente, sempre modesto, 
quanto per il complesso lavoro cui è 
sottoposto il programma durante l'ope- 
razione di recupero stesso... Basti pen- 
sare che il manuale dedica una quindi- 
cina di pagine per illustrare la tecnica di 
recupero, pagine che vanno, lo ripetia- 
mo, lette con attenzione prima di pro- 
cedere ad alcunché. 

Detta cosi, Mac Toois sembrerebbe 
una delle tante (pur ottime) utility per il 
recupero di file cancellati (ricordo che è 
possibile, ovviamente con molta fatica, 
recuperare un file accidentalmente can- 
cellato anche solo con ResEdit). ma 
Toois serve a molte altre cose: si po- 
trebbero riassumere le sue funzioni in- 
quadrandole come un mezzo per dia- 
gnosticare e riparare floppy e hard disk 
affetti da problemi. Esso impiega un 
approccio a tre livelli nelle operazioni di 
recupero; dopo aver analizzato i proble- 
mi specifici del disco e averne creato 
un report, Toois tenta immediatamente 
di riparare il disco e di riportarlo allo 
stato di normalità. Se il disco è troppo 
danneggiato per essere riparato, viene 
tentata una operazione di recupero at- 
traverso l'uso dei dati registrati da Mir- 
ror. Se neppure questo è possibile, l'ul- 
tima risorsa è rappresentata dall'acces- 


so diretto file per file e dal tentativo di 
recupero individualizzato. 

A quest'uopo Mac Toois fornisce un 
disco (il 2®) che già contiene il System 
(non funziona su FX, per il quale occor- 
re fare un minimo di aggiustaggio so- 
stituendo il sistema operativo). Esso 
funziona né più né meno come il corri- 
spondente disco delle Norton Utilities 
ed è allo stesso modo trasparente. Il 
recupero può avvenire sia agendo sul 
blocco informazioni specifico del volu- 
me, sia riparando il codiddetto Extent 
File, un file creato sul volume specifico 
che raccoglie tutte le informazioni sulla 
frammentazione dei file stessi. Se le 
cose SI mettessero male é possibile 
sempre accedere al catalog file, o ten- 
tare la riparazione attraverso la configu- 
razione bitmapped del volume, o, in 
ultima analisi, attraverso il volume di 
boot. 

Un'altra delle opzioni possibili è quella 
di recuperare, come dicevamo prece- 
dentemente, HD accidentalmente inizia- 
lizzati. C'è da fare a tale proposito una 
precisazione: mentre nella inizializzazio- 
ne di un floppy la testina «cancella» 
tutte le informazioni su tutti i settori del 
disco. nell’HD viene solo prelevata e 
resa inutilizzabile la directory. Il recupe- 
ro avviene, quindi, attraverso la ricostru- 
zione del catalogo cancellato. Una op- 
zione particolarmente interessante è la 
possibilità di guardare direttamene i file 
in una apposita finestra, e di recuperare 
solo quelli necessari (in un riquadro ven- 
gono mostrati i file in base al nome, alla 
dimensione, allo stato di recuperabilità 
e alla data di creazione). Inoltre é possi- 
bile eseguire non solo recuperi ma an- 
che riparazioni, sia di file danneggiati 
che estremamente frammentati. 


/ Desk Accessory di Mac Toois 

Mac Toois Deluxe fornisce una sene 
di DA destinati a rendere ancora piu 
facile la vita II primo è Launcher (come 
dicevamo abbastanza simile a CE Tool- 
box), che consente di lanciare diretta- 
mente da menu le vane utility di Mac 
Toois e, per buona misura, qualunque 
altra applicazione. Migliorando, comun- 
que, i) layout di base già visto nell'altro 
programma. Launcher ha un disegno 
moto più facile e affidabile. I program- 
mi e le applicazioni destinati ad essere 
lanciati, infatti, si presentano, con la 
loro icona, in una finestra all'uopo co- 
struita e lanciare il programma è sem- 
plice come cliccare l'icona stessa (in 
CE invece si scorreva in un menu ge- 
rarchico). 

Locate è la via più semplice e facile 
per cercare qualcosa persa nei meandri 
di un HD o di una scatola di floppy. La 
ricerca è ben più potente di quanto 
possa essere sviluppata attraverso Find 
File 0 Fast Find; infatti, molto meglio di 
questi, si può cercare non solo in base 
al titolo del programma ma anche in 
funzione di qualche parola contenuta 
nel testo stesso. Una volta individuan- 
do il documento, poi, non è necessario 
accedere fisicamente a questo attraver- 
so il programma che l'iia creato; una 
finestrina mostra il contenuto del docu- 
mento stesso (interessante é vedere i 
simboli di formattazione in documenti 
costruiti con wp più o meno complicati) 
in cui è possibile magari «pescare» 
quello che serve col solito sistema del 
taglia e incolla. Le ricerche possono 
essere pilotate m maniera abbastanza 
articolata e, meraviglia delle meraviglie, 
anche attraverso stringhe contenute in 
programmi non propriamente di scrittu- 
ra. come ad esempio fogli elettronici, 
database e addirittura documenti di 
grafica. 

La terza utility di contorno è «Secu- 
re». Si tratta di una applicazione che 
permette di proteggere in maniera dav- 
vero completa i dati. La protezione, che 
avviene attraverso un processo di crit- 
tografazione mediante la codifica DES 
è praticamente inviolabile se non si co- 
nosce la chiave di soluzione. Inoltre la 
stessa operazione di cnttografazione 
porta alla compressione di file fino a 
ben oltre il 60%; ancora passando a 
livello di programmazione esperta, è 


234 


MCmicrocomputer n. 107 • maggio 1991 


MACINTOSH 



MacTooli*Bactui> 

F,am:[0 1..nl;url«hd| 





■ Tl' jj 

sEee: 

! 


( Oplioni... l 


consentito addirittura fornire due livelli 
di protezione diversi ai (ile di dati, cosi 
come è lecito assegnare due diverse 
password a ogni file. Una curiosità; a 
causa di certe regole imposte dalle leg- 
gi federali, Secure non può essere ven- 
duto fuon dagli Stati Uniti, ma c'era lo 
stesso nel mio pacchetto. La cosa che 
poi mette la ciliegina sulla torta è la 
possibilità di rerìdere addirittura invisibi- 
le if file sui dischetto; e, in più. i file 
cosi protetti possono essere letti (ov- 
viamente attraverso un opportuno pro- 
gramma di conversione) da macchine 
MS-DOS; più di così? 

Utility più specializzata è invece Parti- 
tion, presente sia come DA che come 
INIT. In poche parole partizionare una 
grossa memoria di massa è dividere il 
disco in una serie di dischi più piccoli, 
che il sistema operativo vede come 
volumi distinti e individuali. A dispetto, 
comunque delle possibilità che la parti- 
zione offre, lo stesso manuale avverte 
che tale pratica non è priva di difetti e 
che i file che cosi artificialmente creati 
possono essere più facilmente danneg- 
giabilt. 

Ancora una utility, Backup, dalla fun- 
zione ben ovvia; si tratta di una discre- 
ta applicazione che permette, anche se 
a costo di una certa lentezza [Fastback 
Il è lontano anni luce, in termini di 
velocità e anche di efficienza), di fare 
backup totali e parziali. Anche un'altra 
utility, Optimizer, ha del «déjà vu»; si 
tratta di un programmino che. come 
Express, elimina i buchi e le frammen- 
tazioni sempre presenti nei dischi, di- 
schetti e disconi. Una opzione del pro- 
gramma, Optimizer. permette addirittu- 
ra dì fissare problemi fisici presenti sui 
disco, anche se questo avviene solo a 
livello preventivo- 

Di corsa passiamo a Fast Copy, una 
utility forse non eccezionale come 
complessità di realizzazione, ma che 
risolve un piccolo problema cui. sicura- 
mente, siamo in diversi casi incappati; 
la copiatura di più di un dischetto. Farlo 
attraverso il Finder può essere spesso 
seccante, se non sfibrante. Fast Copy 
libera dalla seccatura delle operazioni 
manuali e. con una serie di operazioni 
simili a quelle cui ci costringe il (DISK- 
COPY) di MS-DOS riduce anche una 
lunga operazione di copiatura a una 
semplice serie di inserzioni di dischi 
successivi. 


Lb uiihiy di backup. 
semplici ma elfioenu 
/specie la prima). 


E. infine. File Edit; un programma 
per I più esperti (stavo dicendo per i 
più bravi), Si tratta della ennesima ver- 
sione del programma già presente fin 
dai tempi di Copy fi. Il manuale si dilun- 
ga a spiegarne le funzioni e l'uso in 
numerose pagine, ma a meno di non 
essere un pilota di polso buono, è con- 
sigliabile evitare di pasticciare con que- 
sta applicazione, a scanso di trovarsi 
poi con programmi o file illeggibili. 

Conclusioni 

Mac Toois è, probabilmente, il più 
completo pacchetto multiuso per il re- 
cupero di dati e dischi rovinati, la otti- 
mizzazione dei dischi, la gestione cor- 
retta dei file e il backup di grosse me- 
morie di massa. Come tutti i package 
integrati forse non fa tutto nel migliore 
dei modi e nella maniera più facile (sot- 
to quest'ultimo punto di vista, le utility 
di Norton potrebbero essere usate an- 
che da mio padre, che ha 72 anni e 
considera un rasoio elettrico già un og- 
getto straordinariamente moderno e 
complesso). 

Senza ombra di dubbio, oggi è uno 
degli attrezzi più efficienti in mano a 
chi ha problemi di manutenzione e re- 
cupero di file; i progettisti di Mac Toois 


hanno, comunque un’esperienza enor- 
me nel campo (se si tiene conto, inol- 
tre. che Central Pomi ha, nel campo, 
una esperienza quasi decennale, con 
milioni di pacchetti venduti in tutto il 
mondo). Se si considera poi che Mac 
Toois. come d'altro canto anche lo 
stesso Norton Utilities, non chiedono 
altro che una piccola operazione pre- 
ventiva per garantire la massima affida- 
bilità, poi. nel recupero di materiale ro- 
vinato (a meno, ovviamente, di sederci- 
si su, 0 mettere il disco a bollire a 
bagnomaria) credo che il fatto di garan- 
tirsi. al prezzo di una cena presso un 
ristorante neanche tanto caro, sonni tra 
due guanciali «soft», non sia poi un 
grande sacriFcio! 

Con questa puntata interrompiamo 
per un momento il discorso sulle utility 
disponibili sul mercato per interessarci 
di argomenti diversi; la prossima volta 
parleremo di word processing, trattan- 
do di seguito due pacchetti che rappre- 
sentano lo stato dell'arte delle applica- 
zioni cosi finalizzate. Ritorneremo a in- 
teressarci di utility al più presto, con 
l'analisi di Disk First Aid, che abbiamo 
molte volte nominato su queste pagi- 
ne. A risentirci con novità davvero di 
gran pregio; a presto. 

«g 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


235 


MACINTOSH 


Appunti di programmazione 

La programmazione del Macintosh 


Come costruire una 
interfaccia utente ben 
realizzata e conforme ai 
canoni Mac. 

Ho ritrovato nella casella di 
MC-Link un messaggio di un 
certo dr Ambrogio Rossi (non 
credo sia un sicilianol che con 
estremo garbo mi parlava a 
lungo dei suoi tentativi di 
programmare in maniera 
decente il suo SE/30, con 
risultati certo eccellenti nella 
soluzione dei problemi che si 
proponeva, ma senza poter o 
forse saper realizzare quelle 
meravigliose interfacce 
proprie di tutti, o quasi tutti i 
pacchetti presenti sul mercato 


Le parole che condu(3ono il suo lungo 
messaggio sono più o meno queste; 
«Insomma. non pretendo certo di co- 
struire due 0 trecento shortcut come 
quelli di Word o Word Perfect, o una 
finestra con dieci menu (magari qualcu- 
no gerarchico) e venti bottoni, ma avrei 
voluto almeno fare un poco di bella 
figura con me stesso e premere o clic- 
care qualcosa ottenendo il risultato che 
desideravo e non la solita bomba di 
sistema». 

Ho deciso di rispondere a questo 
messaggio in quanto mi pare significati- 
vo sia dagli argomenti che stiamo trat- 
tando. sia di uno dei più grossi problemi 
che un utente Mac è generalmente 
chiamato ad affrontare. E spero, con 
questo di poter chiarire uno dei proble- 
mi che più di tutti affliggono l'ambiente 
Mac: la creazione di una interfaccia 
Mac-Like. 


La costruzione di una interfaccia 
nCiick-and-go» 

1 miei primi tentativi di produrre un 
poco di software «serio», in particolare 
alcuni programmi specifici per la mia 
professione, li ho fatti, intorno alla fine 
degli anni Settanta su alcune macchine 


HP, tra cui anche il fantastico 85-87 e 
l'ancora più potente 9816, macchina a 
16 bit in un mondo in cui appena balbet- 
tavano gli Apple II. Ovviamente a quei 
tempi parlare di interfaccia utente era 
come discutere di brioche e crostini a 
Bassora durante la guerra del Golfo. Gli 
input erano realizzati quasi esclusiva- 
mente attraverso domande e risposte, 
direttamente battute alla tastiera (il clas- 
sico INKEYS era addirittura un lusso, 
visto che suH'87 non esisteva e occorre- 
va simularlo attraverso una strana cir- 
conlocuzione programmatoria). 

Al mio primo acquisto del Mac pensai 
di poter ripetere i miei exploit program- 
matori («beatus monoculus in terra 
caecorum»), ma mi resi conto quasi 
immediatamente di avere di fronte un 
osso duro da rodere. 

in effetti Mac é una delle macchine 
più complesse da programmare; inten- 
diamoci, se si desidera costruire un 
programma non eccessivamente ele- 
gante, le difficoltà sono né più né meno 
quelle che si incontrerebbero con un 
PC; si avrebbe in questo modo il classi- 
co srotolio di domande-risposte sullo 
schermo e la cosa finirebbe li. Ma se 
solo solo si desidera entrare nell'affasci- 
nante mondo delle finestre, dei bottoni. 




236 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


MACINTOSH 


dei menu, delle chiamate ad altri pro- 
grammi o file, magari lavorando in Mul- 
tifinder. le cose divengono immediata- 
mente complesse! 

E questo purtroppo è un problema 
specie se si decide che il nostro prodot- 
to ha sfondato tante barriere del sapere 
da poter essere distribuito. Il fatto è, lo 
abbiamo ripetuto un sacco di volte, che 
applicazioni sofisticate come Word, 
Draw, Excel ci hanno abituato a inter- 
facce cosi complesse ma altrettanto 
facili da usare che dover rispondere a 
domande de! tipo «Sei sicuro dei dati 
immessi?» battendo la risposta alla ta- 
stiera ci sembra per lo meno umiliante. 
Fatto sta che, solo per capire e gestire 
in maniera corretta il ToolBox, Apple ha 
realizzato ben sei volumi di Inside Mac- 
intosh, ognuno dello spessore di un 
elenco telefonico. 

Il tutto si traduce in una sorta di 
frustrazione diffusa, quando ci si accor- 
ge che l'applicazione fa tutto tranne 
quello che desideriamo, che premendo 
un bottone cosi pazientemente costrui- 
to abbiamo innescato una bella bomba 
di sistema, e cosi via. Il fatto è che 
Macintosh è un ambiente di program- 
mazione estremamente sofisticato e 
complicato. Conoscerlo, e divenire un 
buon programmatore, può comportare 
tempi lunghi (anni, laddove per una 
macchina più semplice come un PC 
l'impegno si può rappresentare in mesi 
0 addirittura settimane); gestire una 
complessa interfaccia come quella del 
sistema operativo é cosa che richiede 
pazienza e profonda conoscenza delle 
chiamate (se sanno qualcosa, oggi, 
quelli che timidamente stanno accen- 
nando a programmare in Windows, an- 
che se questo ambiente non può esse- 
re certo paragonato, per complessità ed 
efficienza, a quello Mac) al ToolBox e al 
pacchetto QuickDraw. È cosi l'aver co- 
struito una 0 più routine affidabili e 
riutilizzabili diviene qui più che un lusso 
una esigenza, rivelando quanto sia già in 
tale pratica compresa l'assenza princi- 
pale della programmazione orientata al- 
l’oggetto. 

Infine e non è da poco. Apple ha 
deciso di adottare come linguaggio d'e- 
iezione per tutta la bibliografia destinata 
al Mac una versione del Pascal; non ci è 
parsa una scelta molto felice, visto che, 
in fondo, la stella di questo linguaggio 
non ha mai brillato prepotentemente e 
la presenza sempre più imperiosa del 
«C» lo sta trasformando in un nobile 
decaduto destinato alla sorte cui si è 
ridotto il Fortran o il Cobol. Ma tant’è; 
per fortuna tutti i costruttori di linguag- 




presenti su ROM; un esempio è il po- 
tentissimo ZBasic che nella sua ultima 
sofisticata versione (la 5.1) permette di 
accedere a tutte le routine di sistema, 
non solo, ma di crearsene delle proprie. 

Immaginiamo quindi di voler costruire 
una applicazione Mac destinata al mer- 
cato, con tanto di interfaccia utente 
efficiente e ben costruita e progettata. 

Innanzi tutto quale macchina si desi- 
dera adottare come base per lo svilup- 
po? Oggi il panorama Mac è estrema- 
mente ampio, dal Classic fino all'FX 
(stavo, per dire all'FIB), con una altret- 
tanto ampia panoramica di periferiche e 
device spedali. Alcune genenche appli- 
cazioni, come un word processor o un 
database, devono poter girare su ogni 



grandi differenze per il programmatore). 
Cosi se si desidera sviluppare una appli- 
cazione generica occorre tenere presen- 
ti tutte le caratteristiche dei Mac pre- 
senti sul mercato, con un occhio anche 
a quelli oggi non più in produzione. 

Le basi dell'interfaccia Mac 

Con alcune rare eccezioni (come ad 
esempio Zedcor C) tutte le applicazioni 
Mac lavorano in un ambiente interattivo 
al massimo grado. Per lanciare un pro- 
gramma, ad esempio, occorre «dicca- 
re» l'applicazione, ma. cosa del tutto 
inconcepibile in MS-DOS, é possibile 
lanciare anche un file dati. Una volta 
che il programma è stato lanciato esso 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


237 


MACINTOSH 


interagisce con l'utente attraverso una 
sene di menu, finestre, dialoghi; con un 
poco di memoria in più é possibile usa- 
re MultiFinder, una applicazione di base 
che permette la esecuzione di diversi 
programmi contemporaneamente. 

La filosofia della gestione dell'inter- 
faccia è. a questo punto, per così dire 
obbligatoria. La pressione del tasto 
command e della lettera 0 deve aprire, 
in qualunque applicazione, un documen- 
to 0 un file dati; non attenersi a queste 
regole sigrtifica cadere nel caos più 
completo. É a questo punto che inter- 
viene il concetto di applicazione; essa è 
un ambiente che agisce indipendente- 
mente da tutto quanto presente nel più 
generale ambiente Mac. Ciononostante 
l'ambiente generale Mac dispone di una 
serie di «piece» che la stessa applica- 
zione può utilizzare e, a cui, talvolta, è 
indissolubilmente legata. 

Fanno parte delTambiente generale 
Mac una serie di categorie di software 
che funzionano in maniera trasparente o 
vengono chiamate direttamente dall'u- 
tente: vediamone qualcuna. 

Principi delle applicazioni laterali sono 
1 DA, di essi si sa troppo per poter 
pretendere d> dire qualcosa di più in 
queste righe. C'è solo da far presente 
che, a quanto pare, con il nuovo siste- 
ma operativo |7.0) sarà possibile gestire 
questi anche in modo gerarchico. 

Ci sono poi i Device Driver che, gesti- 
ti dal Device Manager assolvono a una 
sene di compiti «oscuri» del program- 
ma stesso; sovente sono inseriti alTin- 
terno di un INIT che provvede ad instal- 
larli. Dei Device Driver probabilmente 
pochi utenti Mac conoscono l'esistenza 
e la vera funzione. 

Una RISORSA IResource Code) è un 
pezzo di software che viene chiamato, 
alla bisogna, per eseguire una certa 
funzione in un programma; delle risorse 
(che possono essere di sistema o speci- 
fiche per ogni programma) ci si rende 
conto se si pensa che un programma 
come Claris Cad o Word Perfect, della 
grandezza di circa un mega, riesce a 
funzionare anche su macchine che, tra 
sistema operativo e Finder, possono 
solo mettere a disposizione qualche 
centinaio di K, Ci si accorge della loro 
presenza, ad esempio, sul portatile, 
quando l'azione del programma che 
stiamo utilizzando si ferma per consen- 
tire il caricamento di questa o quella 
routine che, sebbene facente parte del 
file della applicazione stessa, non è fisi- 
camente presente nella RAM della mac- 
china. 

Un INIT è un programma, general- 
mente (ma non sempre) di piccole di- 
mensioni sistemato nella cartella di si- 
stema ed eseguito dallo stesso sistema 


operativo durante il bootstrap. Si tratta 
di un terreno fertilissimo di programma- 
zione, tanto che oggi si è arrivati a una 
vera e propria giungla inestricabile: oc- 
corre tener conto che per avere proprie 
risorse definite net resource fork dello 
stesso init, alcuni di essi non funziona- 
no in combinazione con altri, nell'ambito 
di certe applicazioni, o addirittura in oc- 
casione di cambiamenti del sistema 
operativo, tanto da rendere praticamen- 
te inutilizzabili gli stessi programmi o da 
entrare in conflitto con relativa mandata 
in bomba del sistema. 

Simili nelle funzioni, ma programma- 
bili nelle loro esigenze, sono i CDEV 
(acronimo di Control Device), accessori 
del pannello di controllo che permetto- 
no di regolare (e talora modificare) le 
caratteristiche delTambiente di sistema. 
La loro presenza è segnalata nella fine- 
stra a scorrimento laterale del pannello 
di controllo, dove si presentano con la 
loro icona e che, di qui, possono essere 
settati nelle loro regolazioni. Un esem- 
pio è il Keyboard. il Color, il Sound, 
forniti colla dotazione di base, ma anche 
TAdole Type Manager, alcuni intercetta- 
tori di virus. Disk Express, Mirror di Mac 
Toois, di CUI parliamo su queste pagine, 
e cosi via. 

Infine, ma non ultimo, il MPW, Mac 
Intosh Programmers Workshop. Si trat- 
ta dell'ambiente di sviluppo messo a 
punto e supportato dalla stessa Apple. 
Tutti i compilatori di linguaggio, come C, 
C-I--I-. Pascal, e i relativi tool di suppor- 
to, come linker e librerie, girano in que- 
sto speciale ambiente e con esso si 
sinergizzano. Ne parleremo tra poco. 

Nella complessità 
deH'ambiente Mac 

Con la release 7.0 del suo sistema 
operativo, già disponibile negli Stati Uni- 
ti e prossimamente presente anche da 
noi, sono stati eliminati molti dei proble- 
mi presenti nel labirintico sistema ope- 
rativo 6. Ciononostante le cose non 
divengono per questo meno facili e 
agevoli. 

Se si è giunti a questo punto a pensa- 
re che CI SI trova in un ambiente di 
programmazione molto poco conforte- 
vole. ebbene, non si è affatto lontani dal 
vero. Sebbene Mac metta a disposizio- 
ne una interfaccia magnifica per quanto 
attiene alTinterattività dell'utente, que- 
sta non è purtroppo molto facile da 
programmare. Tanto poi per aggiungere 
un di più molti termini della programma- 
zione Mac (ad esempio risorsa) sono 
nuovi e richiedono una spiegazione essi 
stessi; e tanto per colmare la misura, 
Apple non ha fatto mai alcuno sforzo 
per fornire all'utente un glossario 


esauriente e ragionato delia sua termi- 
nologia. Cosi la più completa e affidabi- 
le fonte di informazione rimane Inside 
Macintosh, il ben noto (e monumentale) 
lavoro di documentazione dell'ambiente 
del sistema operativo e del ToolBox 
Ciononostante non si tratta di un lavoro 
né piacevole né facile, anche perché gli 
autori non fanno nulla o quasi nulla per 
mettere in condizione l'utente di capire 
(tant'è che Addtson Wesley ha pensato 
bene di proporre una sua collana, basa- 
ta sullo stesso argomento, ma molto 
più chiara nella esposizione). Inoltre la 
collana è estremamente povera di 
esempi e organizzata, a livello concet- 
tuale. in maniera a dir poco ostile. 

Per chi desidera cominciare a pro- 
grammare in maniera efficiente è consi- 
gliabile precedere l'acquisto dell'Apple 
Macintosh Programmers Workshop, e 
del MPW C, ambedue disponibili, sul 
mercato USA, a 150 $ ognuno (e molto 
più can. in proporzione in Italia). Consi- 
gliabile anche TAtzec C. già nominato, e 
il Think C, ambedue (specie il primo) più 
costosi. 

MPW è un programma-applicazione 
che crea un ambiente di sviluppo molto 
simile a quello UNIX, e. come questo, 
mette a disposizione uno shell efficien- 
te. con relativi alias e variabili di siste- 
ma. la somiglianza al potente UNIX e 
tanto forte da comprendere redirezione, 
pipe, script di sistema, storie e espres- 
sioni. Ai comandi specifici di tastiera di 
UNIX si accompagna uno specifico su- 
bambiente. (Comando), che fornisce 
una sene di statement guidati da menu 
e mouse, per una più semplice pro- 
grammazione. Per chi sa ben program- 
mare in UNIX, il passaggio a MPW sarà 
facile e non privo di piacevoli sorprese. 
Inoltre MPW C è un eccellente compila- 
tore che genera programmi oggetto uti- 
lizzabili da altre parti di MPW. 

Symantec fornisce il suo Think C, un 
compilatore velocissimo (fino a 100.000 
linee al minuto), specie sulle piattafor- 
me più avanzale. Esso inoltre fornisce 
un potente editor multiwmdow, e una 
serie di facility di programmazione mol- 
to interessanti. Cosa molto comoda, 
Think C non segnala solo, come la mag- 
gior parte dei compilatori, gli errori in- 
contrati e loro ubicazione, ma, alla sco- 
perta dell'errore, ferma la compilazione 
e sposta l'azione su un debugger a 
livello di sorgente che permette di cor- 
reggere immediatamente Terrore e di 
continuare la compilazione. 

Ma cosa dovrebbe far preferire l'uno 
sistema all'altro, a parte pure considera- 
zioni di carattere economico? Lo spazio 
è tiranno, vedremo tutto la volta pros- 
sima. 


238 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


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Spreadsheet per ST e TT 


di V/ncen^o Folcarelh 


A differenza degli altri strumenti 
software per la produttività 
aziendale e personale, gli 
spreadsheet (meglio noti come fogli 
elettronici), non hanno avuto un 
ruolo fondamentale nella diffusione 
deirST in questo ambiente. 

A differenza dei primi spreadsheet 
prodotti, che non sfruttavano 
pienamente l'interfaccia GEM e 
comunque lasciavano troppo a 
desiderare quanto a velocità di 
calcolo e visualizzazione, LDW 
Power è un prodotto dalle elevate 
capacità di calcolo che offre una 
compatibilità pressoché globale con 
lo standard di mercato Lotus 123 


Cos'è uno spreadsheet 

L'informatica del personal computer 
deve moltfssimo agli spreadsheet. Non 
casualmente questo tipo di applicazioni 
sono presenti in qualunque azienda in- 
formatizzata. 

La filosofia su cui si basano è quella 
della lavagna elettronica (o ben più fami- 
liarmente foglio elettronico), divisa in 
righe e colonne, su cui è possibile scri- 
vere. aH'interno di caselle, qualunque 
tipo di informazioni e decidere successi- 
vamente che tipo di uso farne. 

L'esempio più tradizionale d'uso é 
quello di un conto corrente o di un libro 
cassa (entrate-uscite). Lungo le colonne 
sì registrano i movimenti legati alle voci 
di spesa o di incasso, lungo le righe si 
registrano le variazioni della singola vo- 
ce nei prefissati intervalli (ad esempio 


mese per mese). In ogni momento é 
possibile tirar fuori le somme volute, 
sommando liberamente )ungo le righe o 
le colonne. I risultati companranno nelle 
caselle volute. 

La libertà di scrivere è totale Una 
casella può contenere un semplice dato 
numerico, una qualunque informazione 
testuale, una formula di calcolo o addi- 
rittura un’intera sequenza di calcolo. 

Grazie a ciò con un foglio elettronico 
è possìbile sviluppare piani finanziari a 
breve termine, tenere sotto controllo le 
scorte di un magazzino; calcolare, regi- 
strare e stampare una fattura, sviluppa- 
re un listino prezzi- Ma altrettanto profi- 
cuamente è possibile realizzare simula- 
zioni in ambito scientifico. 

La potenza dei moderni spreadsheet 
è legata, oltretutto, alla possibilità di 
gestire il foglio come un database, di 
sfruttare esplicite visualizzazioni grafi- 
che dei dati elaborati, di accedere a 
gruppi di dati attraverso query comples- 
se e di programmare applicazioni speci- 
fiche senza dover essere dei program- 
matori professionisti. 

Caratteristiche generali 
di LDW Power 

La versione in prova di LDW Power é 
la 1 .03 inglese ed é stata sviluppata 
congiuntamente dalla Logicai Design 
Works e dalla Mark Williams Company. 

L'installazione e semplicissima: basta 
lanciare il programma contenuto nel 
Program Disk o scaricare su un hard 


LDW Power 


Distributore: 

Alan Italia S.P.A. ■ Via V. Bellini. 27 - 20095 
Cusano Mllanino Milano. Tel. 02/6134141 
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240 


MCmìcrocomputer n, 107 • maggio 1991 


ATAHI ST 


disk (vivamente consigliato) sia il Pro- 
gram Disk che l’Utilities Disk e quindi 
lanciare il programma. 

Grazie ad una implementazione «puli- 
ta» dell’ambiente GEM. non ci sono 
problemi nel far girare (a stessa versio- 
ne su un ST come su un TT. Di fatto la 
prova è stata svolta su di un TT con 
monitor a colon. Sul nuovo Atari, grazie 
alla sua potenza di calcolo ed alla nuova 
modalità grafica 640x480, le prestazio- 
ni del programma sono risultate ancora 
più efficaci. 

Come detto, l'interfaccia grafica è 
completamente studiata in GEM facen- 
do largo uso Sia dei menu drop-down, 
che di button e dialog-box. Alla luce 
della completa compatibilità, sia a livello 
operativo che a livello di file, con il 
Lotus 123 2.X, l'interazione può anche 
svilupparsi con la sola tastiera In qua- 
lunque caso é presente un utilissimo 
help-on-line che ricorda i nomi dei co- 
mandi ed I significati dei menu (a que- 
sto riguardo può essere un limite l'uso 
della lingua inglese). Nell'uso dell'help- 
on-line è essenziale possedere un hard 
disk 

La menu-bar è composta da nove 
voci: Worksheet. Range. Copy-Move, 
File. Prini. Graph, Data. Macro e Quit. 
Anche se non strettamente, ogni menu, 
corrispondente alle varie voci, identifica 
una modalità di lavoro (ovvero di calco- 
lo, di visualizzazione grafica, di databa- 
se, di programmazione). 

Diamo uno sguardo rapido ai conte- 
nuti dei vari menu! 

Attraverso Worksheet è possibile 
controllare le funzioni ed i parametri 
globali del foglio come la larghezza di 
tutte 0 di alcune colonne, lo stile e la 
formattazione dei dati inseriti ecc. Nel 
menu Range sono disponibili i controlli 
per aree del foglio. Copy-Move permet- 
te la duplicazione o lo spostamento di 
una cella o gruppo di caselle. File con- 
tiene sia comandi per caricare fogli, o 
porzioni di fogli, da disco, sia comandi 
per importare testi. Print contiene i co- 
mandi di controllo e stampa. Graph per- 
mette di scegliere sia la tipologia del 
grafico (diagrammi per linee, a torta, a 
barre) che l’insieme dei valori da visua- 
lizzare Il menu Data permette l'uso di 
modalità di database come le query e 
gli ordinamenti ma permette anghe l'u- 
so di funzionalità avanzate come le Da- 
ta-Table e le Data-Parse. Macro permet- 
te la registrazione di operazioni ripeti- 
tive. 

Ogni voce di un menu drop-down 
attiva a sua volta un sotto menu oriz- 
zontale (nello stile di 123). 


Immediatamente sotto la menu-bar è 
presente una fila di otto button. Cuccan- 
do su CMD SI attiva la menu-bar (risulta 
utife per tornare indietro dopo aver atti- 
vato erroneamente qualche funzione), 
READY/EDIT indica e permette il [Mas- 
saggio dalla modalità di editing, in cui si 
corregge il contenuto delle caselle, a 
quella di calcolo. OK è l’equivalente del 
tasto Return. 

CALC avvia l'esecuzione (quando 
questa non è stata prefissata come 
automatica) di tutte formule indicate nel 
foglio. SCRL permette lo scrolling del 
foglio all'interno della finestra attiva 
senza che il cursore venga spostato ed 
END permette lo scrolling per pagine. 
NOTE svolge l'utilissima funzione di at- 
tivare un dialog-box, con funzioni di tac- 
cuino. associato alla singola casella. In 
tal modo è possibile aggiungere al tradi- 
zionale contenuto di questa un com- 
mento informale. HELp permette la 
consultazione del!’help-on-line. 


Come in tutti i fogli elettronici 123- 
like I dati nelle caselle vengono inseriti 
attraverso una linea di input, evidenziata 
da un «>0i> e da un cursore lampeg- 
giante. posta sotto una linea di stato, 

Il foglio di calcolo 

Il foglio di calcolo di LDW e struttura- 
to in 8192 righe e 256 colonne. Le righe 
sono indicate da numeri naturali, le co- 
lonne da una o due lettere 
Sono gestibili contemporaneamente 
quattro fogli ognuno in una window del 
(jEM La potenzialità del TT, di aprire 
sette finestre GEM, non è sfruttata. 

Sfruttando l’intuitività dell'interfaccia 
utente e possibile realizzare semplici 
elaborazioni m poco tempo 
Grazie alla notevole velocità di calcolo 
è estremamente piacevole prendere 
confidenza con le potenzialità di un fo- 
glio elettronico Sfruttando le voci del 
menu Worksheet (e dei numerosi sotto 



241 


MCmicrocompufer n. 107 • maggio 1991 



ATARI ST 



Graph perrnenedi 
scegliere sia la 
tipologia del gralico 
Idiagrammi per linee, 
a torta, a tiaitei che 
Vmsieme dei valon da 



menu) è possibile settare rallineamento 
del testo a destra, sinistra o al centro 
{Label-Prefix), decidere la larghezza del- 
le colonne (Column-Width) che come 
default hanno una larghezza standard di 
9 caratteri. 

La voce Recalculation attiva due sotto 
menu il primo che fissa l’ordine di rical- 
colo, il secondo che fissa le modalità. 

Il ricalcolo può avvenire in modo natu- 
rale dal basso verso l'alto (ovvero parten- 
do dalle caselle con formule semplici ed 
arrivando alle caselle con formule funzio- 
ni di altre formule), per colonne o per 
righe. Il ricalcolo naturale è una caratteri- 
stica avanzata di LDW Power non dispo- 
nibile in altri spreadsheet per ST. 

La modalità di ricalcolo può essere 
automatica, manuale o iterativa. Que- 
st'ultima si applica quando ci sono for- 
mule ricorsive e si vuole osservare la 
progressione continua dei valori. 

Attraverso il comando Protection si 
impedisce qualunque interazione con i 
dati presenti nel foglio. 


Per fissare lo standard del simbolo 
monetario, del punto o virgola decimale, 
del formato dell'ora e della data si sfrut- 
ta il comando Default. 

Sempre all'Interno dei menu Work- 
sheet è possibile inserire o cancellare 
righe e colonne, nascondere tempora- 
neamente un blocco, fissare dei titoli 
non trattabili come label (questo per- 
mette la creazione di una struttura rigi- 
da con un contenuto variabile molto 
comoda per la realizzazione di moduli). 

Tramite il comando Status possono 
essere osservati i principali settaggi. 

Il menu Range permette la differen- 
ziazione di alcune zone dai parametri 
globali fissati con il menu Worksheet. 
Ad esempio è possibile sproteggere 
una zona senza sproteggere l'intero fo- 
glio. 

Oppure scrivere in neretto un'area, 
giustificarla a destra e non a sinistra 
ecc... 

I comandi Move e Copy svolgono un 
ruolo primario nell'uso di uno spread- 


sheet. Grazie ad essi non solo è possibi- 
le spostare blocchi di informazioni da 
una parte all'altra del foglio ma, grazie 
all'indirizzamento relativo delle caselle, 
è possibile spostare le stesse formule 
su più gruppi di dati. 

Ad esempio supponendo di avere più 
matrici di numeri su cui si vogliono 
effettuare calcoli di media per righe e 
colonne, è sufficiente scrivere una for- 
mula di media relativa alte righe ed una 
alle colonne, porre la prima alla destra 
delia prima riga, la seconda sotto la 
prima colonna e successivamente co- 
piarle, mettendole nella giusta corri- 
spondenza, per quante sono ie righe e 
le colonne. Automaticamente il pro- 
gramma aggiornerà l’indinzzamento e 
svolgerà i calcoli. 

La sintassi generale di una funzione è 
del tipo »(^ nome della funzionelargo- 
mento 1, argomento 2,. ...argomento 
n)>i. 

Sono disponibili oltre 80 funzioni di 
calcolo divise in funzioni matematiche, 
funzioni per il trattamento delle strin- 
ghe. funzioni finanziarie, funzioni per 
gestire ora e data, funzioni statistiche. 

Gestione dei file 

Nel menu File sono disponibili i co- 
mandi per gestire su disco i dati elabo- 
rati nel foglio elettronico. 

Retrieve permette il caricamento da 
disco di un file sia in formato .LDW che 
•WK1 (Lotus 123), 

La registrazione di un file avviene in for- 
mato .LDW e per trasformarli in file .WK1 
è necessario fare uso del programma di 
conversione LDWCNVRT.PRG. 

Per evitare che alcuni dati possano 
essere di dominio pubblico, è possibile 
proteggerli con una password. Prima 
della visualizzazione di un file protetto 
è necessario inserire la password. 

Due file, rappresentanti altrettanti fo- 
gli, possono essere combinati tra loro 
grazie al comando File Combine. 

Specificatamente le operazioni possi- 
bili sono Copy, Add e Subtract. Con 
Copy si fonde un foglio su disco nelle 
caselle libere di un foglio già attivo; 
Add somma i valori delle caselle corri- 
spondenti di due fogli; Subtract é il 
complementare di Add. 

Invece di un intero foglio, può essere 
registrata soltanto una specifica area di 
interesse, facendo uso del comando 
File eXtract. 

Questa operazione é molto utile alla 
luce delle precedenti di combinazione. 

In un foglio di LDW Power possono 
essere importati file ASCII contenenti 
sia numeri che testi. In ogni caso il 
filtro di importazione li separa in colon- 
ne diverse. 


242 


MCmicrocomputer n, 107 - maggio 1991 


ATARI ST 



La gestione dei grafici 

Un ruolo essenziale nell'applicazione 
degli spreadsheet è ricoperto dalla ge- 
stione grafica dei dati inseriti. 

Nel menu Graph sono presenti i co- 
mandi principali per la gestione a video 
e su stampante dei dati grafici. 

Le tecniche di rappresentazione di- 
sponibili in LDW Power sono cinque: 
grafici con linee spezzate, a barre, pla- 
nari XY, a barre sovrapposte ed a torta. 

Sfortunatamente non sono disponibili 
visualizzazioni tridimensionali. 

Per visualizzare un grafico è necessa- 
no selezionare almeno due range: quel- 
lo X, insieme comune di base, ed uno o 
più tra A,B,C,D,E,F. insieme dei valori 
assunti lungo l'insieme di base. 

Per visualizzare il grafico a video è 
sufficiente cliccare su View. Il grafico 
compare in una finestra interattiva so- 
vrapponibile al foglio di calcolo. 

La stampa 

La stampa in LDW Power viene gesti- 
ta separatamente per i semplici dati 
contenuti nelle caselle e per i grafici. 

Per stampare i dati del foglio sono 
disponibili, nel menu Print, i comandi di 
formattazione della pagina: gestione dei 
margini, delle testate e dei piedini ecc. 

Sono disponibili inoltre comandi di 
gestione diretta della stampante: salto 
pagina, salto riga, lunghezza pagina 
ecc... 

Per stampare su stampante un grafi- 
co SI può sfruttare la potenza del GDOS 
0 stampare un semplice dump-screen, 

Nel caso del GDOS, é necessario 
inserire questo nella cartella AUTO. 
Successivamente si registra il grafico 
come Metafile (,GEM) ed oltre ad esse- 
re stampato con qualunque programma 
di grafica può essere importato in Ca- 
lamus. 

Per migliorare la leggibilità e la chia- 
rezza è possibile inserire titoli e note 
supplementari, con i comandi Graph 
Options Title. 

Il database 

Nel numero 105 di MC è stato prova- 
to uno dei migliori database disponibili 
per ST, Adimens, In quell'occasione so- 
no stati presentati i concetti fondamen- 
tali di campo, record, relazione ed ar- 
chivio. 

Questi stessi concetti, anche se in 
maniera operativamente differente, so- 
no tutti presenti in un foglio elettronico 
ed in particolare in quello in esame. 

Una qualunque casella è un campo, 
una riga (o porzione di riga) è un record, 
una zona del foglio è una relazione e più 


relazioni in un foglio rappresentano un 
archivio. 

In un foglio elettronico alle caratteri- 
stiche di larga archiviazione vengono 
preferite quelle di immediatezza ed ela- 
borazione flessibile dei dati. 

Un qualunque range (zona) del foglio 
può essere considerato una relazione e 
su questo possono essere sviluppate 
query. I comandi atti a ciò sono conte- 
nuti nel menu Data Query. Più in detta- 
glio specificando, attraverso label e for- 
mule matematiche, i Criterion è possibi- 
le creare dei filtri di ricerca. 

Per ordinare i dati di un database è 
disponibile il comando Sort. É possibile 
specificare due campi di ordinamento. 

Per gestire elaborazioni numeriche 
sui dati di una relazione sono teori- 
camente disponibili tutte le funzioni ma- 
tematiche del foglio elettronico, Per 
snellire la gestione sono comunque sta- 
te sviluppate alcune specifiche funzioni 
statistiche: @DCOUNT(). perii conteggio 
di caselle non vuote lungo una colonna 
(attributo della relazione nel gergo dei 
database), @DSUM() per la somma, 
@DAVG() per la media, @DVAR() per la 
varianza, @DSTD() per la deviazione stan- 
dard, @DMAX() per ricercare il massimo. 
(®DMIN() per ricercare il minimo. 

Le macro 

Ben noto in tutte (e applicazioni soft- 
ware. l'uso delle macro in un foglio 
elettronico, si trasforma in un completo 
ambiente di programmazione. 

In LDW Power sono disponìbili due 
modalità; Macro Recorder e Macro Lan- 
guage. 

La prima modalità prevede la memo- 
rizzazione delle operazioni ripetitive 
svolte in ambiente GEM. L'uso è sem- 
plice ed il più delle volte risolve tutti i 
problemi di programmazione Batch, 


L'uso del Macro Language permette 
lo sviluppo di programmi interattivi ad 
altissimo livello. I comandi disponibili 
sono quelli attivabili richiamando i codici 
dei menu e quelli speciali indicati dalla 
sigla /X. A questi ultimi appartengono 
chiamata e ritorno di subroutine (/XC. 
/XR), gestione di menu definiti dall'uten- 
te (/XM), input controllato di stringhe e 
numeri i/XL. /XN). 

Per affinare le tecniche di program- 
mazione si può consultare la notevole 
bibliografia disponibile per 123. 

Le macro vengono registrate, qualun- 
que sia la modalità in cui vengono ela- 
borate, in una casella a scelta ed in 
quanto tali possono essere caricate, sal- 
vate ed aggiunte da e su disco. 

Conclusioni 

LDW Power è il primo spreadsheet m 
grado di esaltare le potenzialità dell’in- 
terfaccia GEM e del sistema Atari ST, 
nelle applicazioni tradizionalmente «se- 
ne» e non richiede una grande espe- 
rienza da parte dell'utente. 

A differenza di programmi simili dispo- 
nibili per ST, LDW Power, è veloce, 
flessibile e soprattutto sicuro. I fortunali 
possessori di un Atari TT rimarranno 
entusiasti nei vedere la velocità di rispo- 
sta nei calcoli, la più ampia zona di lavoro 
contemporaneamente visibile e la chia- 
rezza dei grafici in alta risoluzione a colori. 

A differenza di applicazioni simili (e 
compatibili) per ambienti operativi diver- 
si (come l'MS-DOS), LDW Power, di- 
spone di un sistema integrato di gestio- 
ne dei grafici, permette l'uso delie fine- 
stre, di lavorare su quattro fogli contem- 
poraneamente (senza per questo esse- 
re tridimensionale), dispone di una visio- 
ne compressa del foglio e soprattutto 
costa poco. 

ÙSS 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


243 


AMIGA 



VldTech VideoMaster VM-2 

di Massimo Novelli 


Parlare di genlock in ambito 
Amiga è sempre un po' 
scontato: i più ne avranno 
sentito parlare, molti lo hanno 
acquistato e ne sono 
soddisfatti, altri non sanno 
cos'é e come funziona, 
mentre diversi sono scettici 
sulla sua qualità. 

Per sgombrare il campo dalle 
nebbie delle approssimazioni 
questo mese affrontiamo il 
problema con il VideoMaster 
della VldTech. ottimo prodotto 
con un prezzo relativamente 
accessibile per una «entry» 
nel DTV ai massimi livelli. 

È un'anteprima certamente 
succulenta e non potevamo 
che essere i primi 
a presentarlo 


Chi possiede una macchina come 
Amiga è stato sempre affascinato dalle 
sue potenzialità grafiche, sia a livello 
hardware sia soprattutto software, a 
fronte di un progetto decisamente vali- 
do, anche se la concorrenza si sta fa- 
cendo molto più agguerrita e concorren- 
ziale di prima. Tra le prerogative del 
sistema ne è sempre spiccalo l'uso in 
produzioni vìdeo cioè sfruttare l’uscita 
video del computer ad integrazione di 
materiale prettamente televisivo, con- 
sentendone la miscelazione tra loro. 

L'apparecchio che consente tutto ciò 
è detto genlock, usando impropriamen- 
te un termine di tecnologia TV che 
significa sincronizzazione tra più sorgen- 
ti. e in sostanza il suo scopo è di 
mettere d'accordo segnali video diversi 
con diversi sincronismi. Cercando di 
non ripetermi troppo, avendone già par- 
lato sinteticamente qualche numero fa, 
esso è una sorta di black-box che per- 
mette di sovraimporre ad un'immagine 


video standard (telecamera, videorecor- 
der) un'immagine generata dal compu- 
ter anch'essa di natura video standard. 

In sostanza il suo funzionamento si 
basa su una delle caratteristiche princi- 
pali del segnale televisivo. Un segnale 
video cosiddetto composito (in unità 
elettrica di 0,7 volt) è composto da 
diverse parti che sono correlate tra di 
loro per mezzo di sincronismi (di am- 
piezza 0,3 volt), I quali sincronismi che 
ci consentono di vedere ferma un’im- 
magine video su un TV, dovranno esse- 
re gli stessi (di riferimento), per tutte le 
sorgenti presenti. 

Il significato di tutto ciò non è da 
sottovalutare: un genlock avrà dunque 
in ingresso due segnali da comporre, 
quello video vero e proprio e quello del 
computer, ovviamente con sincronismi 
differenti. Il suo scopo è di unirli costrin- 
gendo uno dei due ad acquisire quelli 
dell'altro; sarà così che il computer ce- 
derà i suoi a favore di quelli, cosiddetti 


244 


MCmicrocomputer,n. 107 - maggio 1991 



AMIGA 



La soOnela del VideoMasier, pei nella sua complessità di esercizio, é fonemente aiutata dalla eigonometria 
delle lunziorit principali ed accessorie, sono infatti raggruppati a sinistra gh ingressi, a! centro le usale e a 
destra gli accessori puah gli etiew e lo sphller RGB 



Le ampie possibililà di connessKme ad un sistema Amiga sona ben deUnile e razionalmente disposte, si va 
dalla presa di alimentazione all'RGB Monitor, dallo Splitter all'interfaccia DigiView ed al Key OuL rnenirealia 
sua destra si avranno gh ingressi, composito e S-Video e le usale: su lutto spicca le auahlà dei maieriali 
impiegali 


di nferimento. di una sorgente video 
gualunQue essa sia. 

Questo in termini molto succinti, an- 
che se CI sarebbe da specificare che il 
70% del segnale composito è formato 
dalla triade RGB ed d restante 30% dai 
sincronismi per un totale di 1 volt picco- 
picco in unità elettrica che è lo standard 
universalmente accettato. 

Per venire a capo del «problema» e 
per affrontarlo nel migliore dei modi 
analizzeremo questa volta un apparec- 
chio che sulla carta pare eccezionale; il 
tanto atteso VideoMaster VM-2 della 
VidTech International americana, gentil- 
mente offertoci dalla Power Computing 
di Ostia (Roma) che ringraziamo per la 
collaborazione. Il prodotto in prova non 
va confuso con un tale Videomaster di 
origine italiana che forse quelli più infor- 
mati di VOI ebbero a sentir parlare qual- 
che tempo fa e di cui non se ne sa più 
nulla. 

I) VideoMaster VM-2 è il secondo 
apparecchio ad essere commercializza- 
to, erede diretto delio ScanLock VSL-1, 
abbastanza conosciuto in Italia, e che ha 
goduto finora di un discreto successo di 
vendite. 

La sua confezione consta dell'appa- 
recchio con annesso cavo di collega- 
mento RGB, di un cavetto di connessio- 
ne S-video, di un alimentatore esterno, 
per ora opzionale, un manuale di una 
ventina di pagine e di un disco demo 
contenente schermale di prova. La rea- 
lizzazione dell’oggetto é di alto livello: 
ben rifinito ed ingegnerizzato. tutti i 
comandi sono raggruppati in aree defini- 
te. la qualità dei selettori è affidabile, la 
scelta degli accessori per un genlock é 
decisamente mirata ai massimo della 
flessibilità e completezza. 

Sfruttando per il suo funzionamento, il 
clock esterno di Amiga e gli impulsi di 
reset dei sincronismi HA/, la qualità otte- 


VldeoMaster VM-2 


Produttore: 

VidTeclì International Ine. 

2822 NW 79th Avenue 
Miami. Florida 33122 USA 
Importatore: 

Power Computing srl 

Via delle Beleeri. 90 

00121 Ostia Lido IRomal 

Tel. 06 / 56463J0 

Prezzo INA e trasporto incluso): 

Lire 7.940.000 

Accessori: 

Alimentatore esterno Lire 700.000 


nuta dalla processione dei segnali è in- 
dubbiamente broadcast (termine spesso 
usato a sproposito in tali ambiti perché ha 
dei parametri ben precisi) e la sua versati- 
lità spazia da ingressi in video composito 
o componenti (Y/C), il che significa che 
accetta video standard oppure S-VHS, 
ma anche Hi8 oppure ED-B ETÀ, ad uscite 
a mo' di transcodificatore poiché è in gra- 
do di produrre video composito da sor- 
genti in S-VHS e viceversa. 

In sintesi le sue uscite sono contem- 
poraneamente presenti nei tre formati 
RGB, video composito e Y/C. 

Sono altresì presenti possibilità di 
processione in modo diretto oppure co- 
dificato. nel selettore di uscita possibili- 
tà di selezionare il video di riferimento 
oppure solo Amiga e gli slider di inter- 
vento delle due sorgenti; un'area di 
effetti, tendine, cerchi e loro combina- 
zioni. ecc-, tra le due e l'opzione auto- 
digitizer e splitter RGB con digitalizzatori 
video compatibili completano la dotazio- 
ne di tutto rispetto. 

La sua integrazione in un sistema 
Amiga è poi quantomai semplice; basta 


connettere il cavo fisso in dotazione che 
esce dall’apparecchio all'uscita RGB di 
Amiga ed il nostro cavo RGB tra la porta 
«RGB Monitor» del VideoMaster e quel- 
la RGB del monitor. Di seguito si colle- 
ga la sorgente video scelta, di buona 
qualità mi raccomando, all'ingresso 
adatto (composito o S-video in standard 
BNC) e l'uscita del VideoMaster al devi- 
ce scelto come ricevente (videorecor- 
der, proiettori, monitor, ecc., anch'esso 
in composito o S-video). Da notare co- 
munque che la connessione RGB Ami- 
gaA/ideoMaster ne permette, volendo, 
anche l'alimentazione elettrica, elimi- 
nandone quella opzionale esterna, che 
in sistemi 1000 o 2000 è perfettamente 
lecita ma che con il 500 per problemi di 
assorbimento no, per cui se ne consi- 
glia l'uso. 

Basterà poi selezionare sul frontale 
dell'apparecchio quale alimentazione 
scegliere, se l'esterna o Amiga oppure 
by-pass per disconnettere il VideoMa- 
ster dal sistema. 

Ma andiamo ad analizzare con ordine 
quello che ci offre. Potremmo suddivi- 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 199 


245 


AMIGA 



1. musuaie sezione Wipe ci consente di abbellire con lendine e cerchi i nosin lavori, ma quello che a offre 
l'RGB Splilleré cehamenre di più e meglio, un vero aulo-controHodi un dispositivo come il DigMen ad un 


costo praticamente lero. Veramente notevole 


dere il frontale dell'apparecchio in quat- 
tro aree principali. La prima è identifica- 
ta in FORMAT che ci consente di sele- 
zionare l'ingresso a cui fare riferimento, 
se in video composito oppure in S-video 
(Y/C) dato dalla sorgente scelta, e l'area 
PROCESS con possibilità di selezionare 
Direct per il trattamento dei segnali 


normalmente processati oppure CoDec 
che consente il codificare (COdes) il 
video di riferimento in RGB, «intarsiare» 
su di esso il video Amiga sempre in 
RGB e convertire il segnale risultato nel 
formato video scelto (DECodes) per la 
massima qualità di trasferimento. 

Al centro dell'apparecchio è presente 


la seconda area di intervento, la sezione 
OUTPUT SELECTOR, il cuore del Vi- 
deoMaster, in cui viene data la possibili- 
tà di selezionare la sola uscita del video 
di riferimento — REFERENCE — , la 
sola uscita grafica Amiga — AMIGA — , 
la sincronizzazione e l'overlay della grafi- 
ca generata sul video di riferimento — 
KEY — ed il suo contrario, cioè il video 
che è visto «attraverso» la grafica Ami- 
ga — KEY REVERSE —, oltre ai due 
slider a variazione continua, uno del 
video e l'altro di Amiga, che ci offre 
l'intarsio dell'uno sull'altro con continui- 
tà per mutue dissolvenze, da immagine 
piena al nero. La grafica generata poi 
potrà essere tranquillamente interlaccia- 
ta 0 no; esso infatti prowederà a rifor- 
mare tale grafica in accordo alla base 
dei tempi del video reference senza 
nessuno sforzo. 

Una sezione certamente completa 
che, in unione alle caratteristiche pecu- 
liari del VideoMaster ci offre anche l'op- 
portunità di transcodificare formati vi- 
deo da un sistema all'altro (che so, da 


La scheda tecnica 


Computer di supporlo 

Amiga modelli 500. 1000, 2000. 2500. 3000 
Interfaccia Computer 

Connettore maschio standard 23 pin alla presa RGB Amiga 

Interfaccia Digitalizzatore 
Compatibile con DigiView Gold 4.0 

richiede cavo opzionale a 9 pin connesso alla presa Porta 2 
(Joystick) per auto-digitallzzazioni 

Accessori forniti 

Cavo con connettore miniOIN 4 poli e due jack RCA 

connette all'uscita S-Vìdeo del VideoMaster ogni monitor Amiga 

predisposto 

Accessori opzionali fomiti 

Alimentatore esterno 220 volt 50 Hz. versione PAL 

Cavo di interfaccia digitalizzatore a 9 pin 

connette VideoMaster alla Porta 2 Amiga Mouse per il controllo 

automatico deli'RGB Splitter 

Cavo S-Video con due connettori 4 pin miniDiN 

Dimensioni 

35.5 X 25,5 X 4,5 cm (sopporta II peso del monitor) 
peso circa 3 kg 

ingressi video di riferimento 

Composito 0 Luma/Croma o componenti Y/C (S-Video 625, Hi8, 
EO-BETA) 


Video composito 1 volt p-p su connettore BNC 

Video composito in modo loop 1 volt p-p su connettore BNC 

Video componenti 

Luma (Y) 1 volt p-p 75 ohm 

Croma (C) 0,627 volt p-p 75 ohm 

Formati di ingresso 

composito PAL o componenti (Y/C), playback di VCR o video non 

interlacciato 

Sync interno 

senza video di riferimento il sistema darà in uscita la grafica del 
computer collegato 

Uscite video 

Video composito PAL 1 volt p-p 75 ohm su connettore BNC 

Video componenti 

Luma (Y) 1 volt p-p 75 ohm 

Croma (C) 0,286 volt p-p 75 ohm 

Video RGB 1 volt p^3 75 ohm 

sincronismi orizzontali, verticali e compositi generati da VideoMa- 
ster alimentato 

RGB Splitter Rosso Verde e Blu in sequenza d'uscita selezionabile 
automaticamente o manualmente 1 volt p-p 75 ohm 
larghezza di banda 

da 30 Hz a 5,5 MHz -•■/- 3 dB versione PAL 
Rapporto segnale/rumore 
>56 dB 
Uscita Key Out 

TTL compatibile carico massimo 5 Kilohm, per chroma keyer o 
ownstream keyer esterno, 


246 


MCmicrocomputern, 107 - maggio 1991 



AMIGA 



Una vista da vicino a fa notare gli inierrullori a sfioramento presenti, assolutamente sicun ed allidabili 
anche in presema di polvere ed umidità, come pure gli elider di buon livello: stiamo sulle sezioni input- 
output dell'appaiecchio 


composito a S-video, da RGB a compo- 
sito 0 S-video), oppure grafica Amiga da 
RGB ad altri, in assoluta libera scelta; 
da non sottovalutare questa preziosa 
possibilità come pure il sottolineare che 
esso può lavorare anche senza video di 
riferimento in ingresso poiché prowe- 
derà lui stesso, ma ne é comunque 
consigliabile l'uso, magari col solo 
blackburst (in sintesi un «nero» televisi- 
vo) per i migliori risultati- 
la terza area é una piacevole sorpre- 
sa. certo non comunemente presente 
in normali genlock. ed è la sezione 
WIPES che ci consente di inserire tendi- 
ne. orizzontali verticali o cerchi e loro 
combinazioni, nei nostri lavori, manual- 
mente tramite slider oppure temporiz- 
zandone l'intervento con l'opzione 
AUTO-START, definendone poi anche la 
direzione d'intervento con INVERT Wl- 
PE- Anch'esso uno strumento di certo 
utile a lungo andare. 

La quarta area è dedicata al controllo 
di un digitalizzatore video, ed è quanto 
di più comodo si possa immaginare in 
tale contesto: infatti l'RGB SPLITTER, 
dichiaratamente agente in unione al 
Newtek DigiView Gold o compatibili 
(che credo siano molto pochi), ci con- 
sente. udite udite, di digitalizzare il vi- 
deo di riferimento, con o senza grafica 
Amiga, nel migliore dei modi tramite 
processione elettronica dei segnali RGB 
ed oltretutto in modo automatico. Ma 
andiamo per ordine; basterà connettere 
il Digiview alla porta parallela Amiga 
come sempre, ottenere un cavo opzio- 
nale della VidTech da connettere tra la 
«DIGITIZER INTERFACE» del VideoMa- 
ster e la porta 2 di Amiga, quella 
joystick, ed un altro tra l'RGB Splitter e 
il VIDEO IN del DigiView. 

A questo punto basterà caricare il 
software di gestione DigiView Gold 4.0. 
selezionare le modalità AUTO DIGITI- 
ZER 0 RED. GREEN e BLUE del gen- 
lock prima di quelle software, per assi- 
curarne la corretta sequenza ed il gioco 
è fatto, fermo restando che la sorgente 
video dovrà essere il più stabile possibi- 
le affinché il DigiView lavori corretta- 
mente. quindi un fermo immagine VCR 
«digitale» o qualcosa di simile. 

A proposito di immagini stabili, sareb- 
be ovvio ma non lo è, ripetere comun- 
que che la qualità del video di riferimen- 
to determinerà la qualità dell'uscita del 
VideoMaster. chiaramente inclusa la 
grafica di Amiga, per cui assicuratevi 
che essa sia di buon livello per non 


andare incontro a cocenti delusioni e 
questo é un discorso in generale, lutto 
sarà determinato dall'uso professionale 
o non dell'oggetto-. 

Già, ma se dovessimo poi in effetti 
integrare questo splendido apparecchio 
in un «vero» studio di produzione TV, di 
certo se ne avvertirebbe subito la ne- 
cessità di tararlo per scopi ben precisi; 
ecco che ci viene in soccorso un fianco 
dello stesso in cui sono riportati 6 picco- 
li potenziometri a scomparsa ma atten- 
zione, però, si tratta in buona parte di 
parametri video per cui sarà indispensa- 
bile una essenziale strumentazione (wa- 
veform monitor e/o vettorscopio) e peri- 
zia onde evitare di starare maldestra- 
mente il genlock se gli interventi fosse- 
ro fatti ad occhio. Sono cose appunto 
da studio di produzione TV e per gente 
del settore. 

Infatti sono presenti regolazioni per i 
parametri-base del segnale TV quali 
SUB. cioè sottoportante colore, un para- 
metro fondamentale nell'integrazione di 
un device video in una catena già esi- 
stente, HUE che ci offre aggiustamenti 
di fase della crominanza cioè il bilancia- 
mento dei colori (presente solo in NTSC 
mentre per la versione PAI non ce ne 
sarà bisogno) e CRMA il livello della 
stessa crominanza, oltre a LUMA che si 
occupa della luminanza del segnale vi- 
deo. Per finire sarà poi offerta la possi- 
bilità di regolare l'intervento temporizza- 
to degli effetti-tendine, — TIME - . da 2 
a 18 secondi per un ciclo completo, e 
POSI che SI occupa di riposizionare in 
orizzontale la grafica overlay di Amiga 
rispetto a! video di riferimento se ce ne 
fosse bisogno. 

Sempre in ambito professionale si 
potrebbe poi parlare della uscita KEY 


OUT, indispensabile perché il VideoMa- 
ster possa essere collegato ad un mixer 
video in modalità «downstream keyer», 
comunemente usata da titolatrici, oppu- 
re degli ingressi in modo LOOP, cioè 
passanti, che ci offrono il monitoraggio 
costante delle sorgenti per un vero lavo- 
rare ai massimi livelli. Da non trascurare 
infine le uscite raddoppiate sia m com- 
posito che in S-video. 

Siamo cosi giunti alla fine di questa 
veloce, ma credo esauriente, «cavalca- 
ta» nei meandri di un apparecchio da 
vero DTV ed il nostro cavallo di razza 
non ha mostrato alcun affaticamento 
anzi, il contrario. Se lutto ciò che viene 
offerto in questo campo fosse di tale 
natura potremmo dormire sonni tran- 
quilli: certo il prezzo è adeguato alla 
qualità ma tutto sommato è un bel 
ripagare, il VideoMaster indubbiamente 
non dovrebbe essere consigliato a tutti, 
ne convengo, ma vederlo all'opera ci fa 
riconciliare con le lire spese per ottener- 
lo. 

E la concorrenza? Certamente molti 
si stanno dando da fare e questo non 
può che farci piacere, dalla Digital Crea- 
tions con il suo altrettanto splendido 
SuperGen 2000s dal costo molto supe- 
riore e ancora NTSC-only, al Magni 
4005 il più costoso di tutti e qualitativa- 
mente al top, alla famiglia Nenki altret- 
tanto ottima. 

A questo punto mi viene spontaneo il 
dubbio che il «motore» della questione 
sia un po’ sottotono rispetto a periferi- 
che di tal guisa — parlo di Amiga, 
avrete certo capito... ~. Cosa si farà 
mai per migliorarlo ora che altri sistemi 
hanno mangiato la foglia — ed anche la 
Mela... — della multimedialità? 

iSS 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


247 


AMIGA 


coordinamento di Andrea de Prisco 


ARexx 

Il lìnguassio REXX per Amiga 

di Marco Cuchinì e Andrea Suatom 

settima puntata 


É ormai qualche puntata che 
ci siamo addentrati nei 
meandri della 

programmazione in ARexx. La 
scorsa volta abbiamo iniziato 
in maniera abbastanza 
semplice (almeno cosi 
crediamo) dando un valido 
esempio di come possano 
essere implementate, 
utilizzando solamente I 
comandi e le funzioni messeci 
a disposizione daH'interprete. 
le più disparate applicazioni 
che normalmente si era soliti 
implementare utilizzando un 
linguaggio tipo C, Assembly o 
anche Basic. Tuttavia, come 
dovreste ormai sapere, la vera 
forza di ARexx non risiede 
tanto nel suo potente script 
language, veramente ottimo, 
quanto nella possibilità di far 
comunicare fra loro applicativi 
tra I più disparati, grazie alla 
standardizzazione delle 
strutture dati necessarie a tale 
comunicazione. A partire da 
questa puntata, quindi, 
tratteremo i concetti base 
necessari per programmare 
un applicativo generico con 
un'interfaccia ARexx 


L'interfacciamento con ARexx 

Cominciamo subito dicendo che l'ar- 
gomento sarà trattato in modo tutt'altro 
che esaustivo, dato il limitato spazio 
sulla rivista ed i molteplici aspetti che 
tale discussione comporta. Tuttavia, 
cercheremo come nostro solito di for- 
nirvi le basi che vi permetteranno, in 
seguito, di approfondire sul manuale di 
riferimento del linguaggio l'argomento, 
magari facendo esperimenti in proprio. 
Detto questo, diamo inizio alle danze, 
non senza prima avvisarvi che quello 
che stiamo per dirvi é rivolto principal- 
mente ai programmatori che abbiano 
una discreta familiarità con i linguaggi C 
e Assembly e che non è assolutamente 
richiesta la conoscenza di tale argomen- 
to per programmare in ARexx, 

Come forse ricorderete dalla lunga 
chiacchierata fatta nella prima puntata, 
ARexx possiede due diversi metodi per 
interagire con i programmi esterni: 

— tramite le fuction library, che diven- 
tano, al momento dell'esecuzione, parte 
integrante del programma chiamante (le 
procedure in esse contenute, ovvero, 
vengono eseguite nell'ambito del task 
del programma chiamante): 

— tramite i function host, che eseguo- 
no I loro compiti in un proprio task e che 
pertanto hanno bisogno di un sistema di 
IPC (Inter Process Communìcation) che 
andremo a vedere tra breve. 

Vi ricordiamo anche che il resident 


AHexx: The REXX Language for thè Amiga 


William S. Hawes 
P.O. Box 308 
Maynard. MA 017S4 
Prezzo: Si>0 


process (processo residente) è un 
function host che ha tra t compiti quelli 
di gestire te liste delle funcion library e 
function host. di lanciare t programmi 
ARexx e mantenere una lista delle risor- 
se globali allocate: inoltre, lo stesso 
interprete ARexx é implementato come 
una libreria shared, in formato standard 
Amiga, che offre anche un set di funzio- 
ni utili per l'interfacciamento dei pro- 
grammi applicativi con lo stesso ARexx. 

Il meccanismo di comunicazione tra 
processi ARexx è realizzato, come era 
facilmente intuibile, tramite le MsgPori 
standard di Exec. Dal momento che sia 
il formato sia il contenuto delle strutture 
dati coinvolte nell'interfacciamento tra 
processi ARexx è documentato, si po- 
trebbe considerare l'ipotesi di sfruttare 
tali informazioni evitando di far entrare 
in gioco io stesso ARexx (per esempio, 
utilizzando le normali funzioni messe a 
disposizione da Exec e inizializzando a 
mano le strutture dati). Tuttavia, questa 
pratica é fortemente scoraggiata dallo 
stesso autore per ovvi motivi di compa- 
tibilità e di praticità: se si utilizzano le 
apposite funzioni delle librerie shared di 
ARexx, infatti, un eventuale cambia- 
mento nel contenuto di alcune strutture 
dati non intaccherebbe minimamente il 
programmatore il quale continuerebbe a 
creare e inizializzare le strutture dati 
attraverso un'interfaccia costante nel 
tempo. Per lo stesso motivo, il fatto di 
avere gran parte delie funzioni che ci 
servono in una libreria shared ci permet- 
te di ridurre al minimo le dimensioni dei 
nostri programmi. Per fare un esempio, 
pensate se la funzione OpenWmdow di 
Intuition non fosse stata implementala 
lasciando ai programmatori solamente 
una traccia di come questo debba esse- 
re fatto e non una funzione specifica 
con l'uscita del nuovo sistema operativo 
di Amiga, che comporterà tante e tali 


248 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


AMIGA 


atruct RexxHsg 


/* parte standard dal mei 

atruct Kessage rs.Noda; 
XPTR “ — ■ 

XPTR 
LONG 
LONG 
LONG 
STRPTR 


_TaakBÌeek; 
rn_LlbBase; 
rai_Xetlon! 
rs_ReauItl; 
rm Reault2; 
rm_XrgaC16] : 


' struttura Kessage di Exec 
' struttura globale (privata) 

' base dalla libreria (privata) 
' azione o comando 
' risultato primario (res.code) 
' risultato secondario 
' argomenti (XRG0-XRG15) 


/* parte estesa del messaggio */ 


struct MsgPort *rm_Pas 
STRPTR rm_ComjiiXddr: 
STRPTR rm_PileBxt: 
LONG rm_Stdin: 

LONG rm_Stdout; 

LONG rn_avail; 


r /• vedere il testo 
/* none dell'host 
/* estensione del nome del file 
/• flusso di input (stdin) 

/* flusso di output (stdout) 

/• future espansioni 


Fgura J - La sirutlura d, 


innovazioni in moltissime sue compo- 
nenti, soprattutto nel look delle finestre 
e nelle relative strutture dati, tali pro- 
grammi non girerebbero più. 

Le strutture dati di base 

Le strutture dati che interessano il 
programmatore sono principalmente 
due; la struttura RexxMsg e la struttura 
RexxArg. Analizziamole brevemente, 
partendo dalla prima delle due. 

La struttura RexxMsg, la cui definizio- 
ne in C è mostrata in figura 1 , costitui- 
sce il mezzo di comunicazione tra 
ARexx e i programmi esterni. La libreria 
di sistema di ARexx mette a disposizio- 
ne un insieme di funzioni per la creazio- 
ne, inizializzazione e cancellazione di 
questi messaggi; ogni messaggio (che 
dall'autore di ARexx vengono denomi- 
nati message packets) viene marcato in 
modo univoco da tali funzioni inserendo 
un puntatore speciale nei campo nome 
della struttura Message di Exec, in mo- 
do da differenziare tali messaggi da altri 
nel caso che la MsgPort sia condivisa. Il 
messaggio, una volta creato tramite la 
funzione CreateRexxMsgO, può essere 
indifferentemente utilizzato da ARexx o 
un altro host, mantenendo così una 
struttura generalizzata utilizzabile in più 
casi. Tramite la funzione DeleteRexxM- 
sgO il messaggio viene cancellato e la 
memoria da esso occupata viene nla- 
sciata al sistema. Normalmente, in un 
RexxMsg, devono essere iniziaiizzati so- 
lo I campi rm_Args e il campo rm_Ac- 
tion: quest'ultimo indica se la richiesta 
é un comando oppure una chiamata a 
funzione, nel qual caso riTL-Args|0) (AR- 
GO) conterrà il nome della funzione e i 
campi da rm_Args[1] a rm_Args[151 i 
quindici possibili parametri. Qualsiasi ar- 
gomento che costituisca una stringa 
deve essere prima trasformato in una 


struttura RexxArg tramite l'apposita fun- 
zione CreateArgstringO e quindi, una 
volta ricevuto il messaggio indietro, can- 
cellato tramite la funzione DeleteArg- 
stringO. 

Introduciamo così la struttura RexxArg 
(fig. 2) che ha una dimensione variabile in 
base alla lunghezza della stringa che deve 
contenere. Tale struttura presenta una 
particolarità: il puntatore ritornato dalla 
CreateArgstringO non é relativo all'ini- 
zio della struttura, densi al suo campo 
ra_Buff, sicché tutti i campi che lo prece- 
dono sono situati ad offset negativi ri- 
spetto al puntatore. Inoltre, per far in 
modo che una tale struttura possa essere 
utilizzata anche come una normale strin- 
ga C, viene automaticamente accodato 
un carattere NUL alla stringa stessa. 

Un primo esempio 

In figura 3 é visibile un programmino 
di esempio su come mandare dei co- 
mandi ad un funclion host. Anche se 
questo non è esattamente lo scopo 


delle nostre chiacchiere (in quanto noi 
vogliamo fare esattamente il contrario, 
cioè ricevere comandi ARexx ed elabo- 
rarli) ci aiuterà a capire il funzionamento 
di alcune funzioni della libreria di siste- 
ma di ARexx, Il programma manda dei 
comandi in formato ARexx al function 
host di pubblico dominio Pmg di Willie 
Langeveld, disponibile nel package di 
telecomunicazione VLT, che emette 
una nota musicale, le cui tonalità e 
volume possono essere programmate; 
l'effetto ottenuto è l’emissione di due 
note diverse. Vi avvisiamo subito che il 
programma é fine a se stesso, ovvero 
non prendetelo come un valido esem- 
pio di programmazione in C su Amiga, 
in quanto non vengono effettuati con- 
trolli sul fallimento di alcune chiamate 
alle funzioni di sistema. 

Per prima cosa, dunque, occorre apri- 
re la libreria di sistema di ARexx rexxsy- 
slib.library tramite la solita chiamata al- 
l'apposita funzione di Exec OpenLibra- 
ry(). Una volta ottenuto il puntatore alla 
libreria, dobbiamo creare una nostra 


•truet RexxArg 

( 


LONG 

UUORD 

UBYTE 

GBYTE 

BYTE 


Figura 2 - La strullura dati RexxArg 


MCmicrocomputer n, 107 - maggio 1991 


249 


AMIGA 


tinclude<proto/exec.b> 

#lnclude<rexx/rx9lib.h> 

atruct Rxsliib ‘RexxSysBase; 

VOID BainIVOIDl 

struct RexxMsg 'Mag; 
struet MagPort «Porti. 

•Porta: 

RexxSyaBase » OpenLibrary (RXSN àme. 0): 

Porti “ CreatePort(NULL, 0>: 

Porta “ FindPort ( "PingServer" > : 

Mag = CreateRexxMaglPortl, NULL, ''PingServer"!; 

Hag->rm_Xetion » RXCOHM; 

K3g->r»_Xrga[0] « "SET": 

Mag->ri«_Xrg# [1] ■ 980: 

H9g->m_Xrgst2] « 4000; 

Wag->ri»_Xrg3 [31 * 64; 

FillRexxHsglKsg, 4, 14 /• 0000 C000 0000 1110 •/!; 
PutMag (Porta, Mag) ; 

VaitPort(Portl ) ; 

CetMsg (Porti) ; 

ClearRexxMsg (Hsg. 4) ; 

Mag->rn_Xction - RKCOHH; 

M9g->rin_Xrg9t0] • "BBKP"; 

FillRexxMag(Msg, 1. 0); 

PutHag(Port3, Hag) ; 

WaitPort(Portl) ; 

GetHag<Portl) : 

ClearRexxMsg (Hsg, 1) ; 

Mag->rm_Xction ■ RXCOM1: 

Msg->rin_Xrg9 [0] * "SET": 

M9g->rm_Xrg9[lÌ 1000; 

Mag->riii_Xrg8[2] « 1000: 

Mag->rni_Xrg9[3] ■ 64; 

FillRexxHag(Mag, 4, 14 /• 6000 0600 0000 Ilio «/I; 
PutHag (Porta, Mag) ; 

WaitPort (Porti) ; 

GetHag(Portl) ; 

ClearRexxM9g(Hag, 4) ; 

Mag->rn_Xction - RXCOKM; 

Mag->rB_XrgB[0] • “BEEP"; 

FlllRexxH3g<Hag, 1, 0); 

PutMag (Porta , Mag) : 

WaitPort(Portl) ; 

GetHsg(Portl) ; 

ClearRexxHagCMsg, 1) ; 

DeleteRexxMag (Hag) ; 

DeletePort (Porti) ; 

Clo3el,ibrary(RexxSy8Baae) ; 


Figura 3 - OueWore.c esempio di Inter Process Communication Ira un programma esterno e Aflex* 


MsgPon per ricevere le risposte dal 
function host con cui vogliamo comuni- 
care, net nostro caso Ring. É importante 
ancora una volta sottolineare il fatto che 
le porte ARexx si basano sulle normali 
MsgPort di Exec e sono quindi pubbli- 
che: per tale motivo, se decidete di 
dare un nome alia vostra porta di comu- 


nicazione, che è obbligatorio se volete 
programmare un function host. cercate 
di scegliere un nome univoco in lutto il 
sistema. Se la porta invece deve essere 
privata, come nel nostro caso, allora 
non datele alcun nome. 

Occorre ora sapere il nome della por- 
ta del function host e quindi, per quanto 


appena detto, ci sentiamo della funzio- 
ne FindPort. Su tale funzione vorremmo 
aprire una piccola parentesi: quando si 
deve comunicare con un processo indi- 
pendente dal nostro programma, ovve- 
ro quando la comunicazione avviene tra 
processi che non fanno parte del nostro 
applicativo (il che e quasi sempre vero 
nel caso di ARexx), l'azione di memoriz- 
zare il valore restituito dalia funzione 
FindPortO in una variabile costituisce 
una cattiva abitudine di programmazio- 
ne, in quanto il processo con cui voglia- 
mo comunicare può terminare in un 
qualsiasi momento ed ovviamente l'in- 
dirizzo della sua porta di comunicazione 
non sarà più valido, in quanto la porta 
stessa non esìsterà più. In tal caso, 
mandando un messaggio su una porta 
inesistente comporterà un crash di si- 
stema. La soluzione suggerita dalla 
Commodore pertanto è la seguente 

Forbidd. 

if (Porta = FindPort ("Processo")) 
PutMsglPona, Messaggio), 

Permitl): 

ovvero occorre temporaneamente disa- 
bilitare il multi-tasking per evitare i pro- 
blemi appena esposti. Come detto in 
precedenza, comunque, il nostro è solo 
un esempio di comunicazione con un 
function host e quindi bisognerà assu- 
mere che il processo relativo a tale 
function host sia stato lanciato prima 
del nostro programma e che tale pro- 
cesso non termini prima del nostro pro- 
gramma. 

Ottenuto l'indirizzo della porta del no- 
stro corrispondente, creiamo il messag- 
gio ARexx, tramite l'apposita funzione 
CrealeRexxMsgO, specificando l'indiriz- 
zo della nostra porta e il nome del 
function host con cui vogliamo comuni- 
care. Siamo pronti ora per inviare il 
nostro primo messaggio, che consiste 
nell'impostare la durata, la frequenza e 
il volume della prima delle due note. Nel 
campo rm_Action del nostro messaggio 
impostiamo il valore RXCOMM, che in- 


250 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


AMIGA 


‘ DueNote .Rexx 

' Lancia 11 functien host PingServer se non e' attivo ed emette 
' due note di differente altezza. Richiede il programna Ring 
‘ di Hill; Langeveld contenuto nell'archivio del programna di 
• comunicazione VLT e la function library Rexx&rpLib. library 
‘ dello stesso autore. 


do 


LngSei 


• ' ) then 


address comnsnd ' PATHNXHB/Ping' 
io i = 1 to 2« /» attende per UT 

if *show<'p', ' PingServer ' ) then 
cali delay 20 
else 


cali sendparsedt ' PingServer' , 
cali sendparsed( ' PingServer' , 
cali aendparaedl ' PingServer' , 
cali sendparsedi ' PingServer' , 


Figura 4 - DueNole Hexx: il programma di ligure 3 in ARexx 


dica che il messaggio contiene un co- 
mando e non una chiamata a funzione, 
quindi riempiamo l'array di parametri 
rm_Args con il comando vero e proprio 
e I suoi parametri. Noterete la particola- 
rità che consiste nell’inizializzare i campi 
rm_Args indifferentemente con l'indiriz- 
zo di una stringa o con un numero: 
ovviamente il nostro corrispondente 
non saprebbe differenziare un indirizzo 
da un numero e quindi occorre un'op- 
portuna codifica dei parametri, o meglio 
una loro trasformazione, sostituendo ad 
ogni parametro l'indirizzo di una struttu- 
ra RexxArg. A questo provvede la fun- 
zione FilIRexxMsgO, che ha come para- 
metri il messaggio ARexx da trasforma- 
re. il numero totale dei parametri e una 
maschera di 16 bit, ognuno dei quali 
relativo ad uno degli elementi deH'arrav 
rm_Args, indicante se il corrispondente 
parametro è una stringa (bit uguale a 0) 
0 un numero (bit uguale a 1). Nel nostro 
caso, specificheremo il valore 14, corri- 
spondente m binano a 1110, in quanto 
solo gli elementi 1, 2 e 3 dell’arrav 
rm_Args contengono valori numerici. 

Infine inviamo il messaggio al nostro 
function host con una semplice chiama- 
ta alla funzione di sistema PutMsgO e ci 
mettiamo in attesa dell'esito del nostro 
comando, anche qui utilizzando le solite 
funzioni WaitPortO e GetMsgO. Una vol- 
ta avuto indietro il messaggio, provve- 
diamo al rilascio della memoria occupa- 
ta dalle strutture RexxArg, nelle quali 
erano contenuti i nostri parametri, tra- 
mite la funzione della libreria di sistema 
di ARexx ClearRexxMsgO, la quale ne- 
cessita del numero di parametri prece- 
dentemente utilizzati. Possiamo quindi 
inviare il comando BEEP, per far emet- 
tere la nota, nello stesso modo con il 
quale abbiamo inviato il comando prece- 
dente. e quindi ripetere le due operazio- 
ni per la seconda nota. Al termine, 
dovremo rilasciare il messaggio ARexx 
acquisito all'Inizio tramite la funzione 
Delete RexxMsgO e quindi rimuovere la 
nostra porta dalle liste di sistema e 
chiudere la libreria di sistema di Arexx. 

MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


Per compilare il programma, oltre ad 
avere naturalmente i file di include di 
ARexx, dovete, in fase di link, aggiunge- 
re alla lista degli object il file di aggancio 
RexxGlue.o, ad esempio in questo mo- 
do (valido solo per il compilatore Latti- 
ce/SAS C): 

Le -L+LIB:RexxGlue.o DueNote.c 
In figura 4 è visibile il programma 
appena visto ma scritto in Arexx, tanto 
per non dimenticarsi subito quello che 
avete (faticosamente) imparato fino ad 
adesso. Notate che viene utilizzata, ol- 
tre al programma Ping, anche una delle 
function library di supporto ad ARexx 
sviluppata da programmatori indipen- 
denti. Questa libreria, RexxArpLib. libra- 
ry, è stata scritta, manco a farlo appo- 
sta, dallo stesso autore di Ping e mette 
a disposizione del programmatore un 
set di funzioni per la gestione del file 
requester di ARP, nonché la creazione 


Bibliografìa 

The REXX Language: A Practical Ap- 
proach to Programming 
Second Edition 

M.F. Cowlishaw - Prentice Hall, 1990 
ISBN 0-13-780651^ 


di host grafici per disegnare tramite 
ARexx. Ritorneremo a suo tempo su 
questa ed altre librerie: per adesso vi 
basta sapere che la RexxArpLib. library 
é contenuta nel dischetto di distribuzio- 
ne di ARexx stesso, quindi la sua repe- 
ribilità non dovrebbe essere un pro- 
blema. 

Conclusioni 

Anche per questa volta siamo arrivati 
alla fine: noterete che abbiamo utilizza- 
to, senza approfondirle, alcune funzioni 
delia librerìa di sistema di Arexx: non é 
certo nostra intenzione, infatti, duplicare 
il manuale di riferimento di ARexx su 
queste pagine, ma ci soffermeremo co- 
munque sulle funzioni più importanti 
man mano che le incontreremo. Ovvia- 
mente non è necessario che nella co- 
municazione tra processi in ARexx uno 
dei due debba essere per forza un func- 
tion host: potete divertirvi già da ades- 
so, quindi, a modificare il sorgente del 
programma per pilotare CygnusEd o 
qualunque altro applicativo dotato di 
un'interfaccia ARexx, senza aspettare le 
prossime puntate. Crediamo che la spe- 
rimentazione personale sia sempre il 
miglior metodo per imparare qualsiasi 
cosa con la minima fatica. 

JCS 

251 



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AMIGA 


coordinamento di Andrea de Prisco 


Programmare in C su Amiga (33) 

di Dario de Judicibus (MC2T20) 


Seconda puntata dedicata ai 
pulsanti a rilascio incrociato. 
Vedremo come avviene la 
gestione di tali pulsanti. ® 
come si intercetta l'evento 
emesso a fronte di una 
selezione da parte dell'utente. 
Risponderemo inoltre ai quiz 
proposti lo scorso mese, e 
daremo la soluzione 
all'esercizio relativo alla 
funzione ìsInGroupO 


Introduzione 

Nella scorsa puntata abbiamo visto 
come si definisce e si rimuove un grup- 
po di pulsanti a rilascio incrociato, in 
questa puntata vedremo come si gesti- 
scono gli eventi emessi da questo con- 
trollo composito, più un paio di altre 
funzioni atte a lavorare con questo tipo 
di pulsanti. Come al solito, sfrutteremo 
anche in queste funzioni la possibilità di 
estendere ia struttura Gadget per mez- 
zo del puntatore UserData. a cui asso- 


ceremo come di consueto l’indirizzo ad 
una struttura UBUT. Risponderemo 
inoltre ai quiz presentati lo scorso me- 
se, e ne presenteremo altri. 

Pulsanti a rilascio incrociato 

Come abbiamo visto nella scorsa 
puntata, la CreateXButtonsO e la Dele- 
teXButtonsO ci permettono di definire 
e di rimuovere un gruppo di pulsanti a 
rilascio incrociato. Tuttavia, mentre la 
seconda funzione si preoccupa sia di 



MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


253 


AMIGA 





rimuovere i pulsanti dalia lista dei con- 
trolli associati al contenitore, sia di ripri- 
stinare l'aspetto esterno dello stesso, la 
prima funzione si limita solo ad allocare 
ed opportunamente riempire te struttu- 
re necessarie alla definizione del grup- 
po, come già faceva analogamente per i 
pulsanti a rilascio automatico e quelli a 
rilascio manuale la CreateButtonO 

L'aggiornamento della lista dei con- 
trolli e la visualizzazione del gruppo nel 
contenitore va effettuato con un'altra 
funzione. Nel passato abbiamo utilizzato 
la DisplayCadgetO, la quale però, pur 
essendo sufficientemente generale da 
gestire vari tipi di controlli, non era in 
grado di gestire gruppi di pulsanti. Si è 
quindi reso necessario modificare tale 
funzione in modo da supportare anche i 
pulsanti a rilascio incrociato. La nuova 
funzione, chiamata DisplayButtonsO 
(riportata in figura 1), vale ovviamente 
anche per i pulsanti a rilascio automati- 
co e manuale. 

Per quello che riguarda la gestione 
degli eventi emessi da Intuition a fronte 
di operazioni utente con il gruppo di 
pulsanti a rilascio incrociato, questa av- 
viene nella stessa procedura H_Gad- 
getDownO usata per i pulsanti a rilascio 
manuale, avendo usato il valore GAD- 
GETIMMEDIATE nella definizione delle 
modalità di attivazione del pulsante. Il 
codice é riportato in figura 2. Vedremo 
più avanti, nella sezione Come si usa- 
no?, il significato di alcuni degli identifi- 
cativi riportati nel codice. 

Da notare che in tale codice si va a 
calcolare direttamente se il pulsante 
che ha emesso l’evento fa parte di un 
gruppo di pulsanti a rilascio incrociato. 
In particolare, nell'esempio in questione 


254 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


AMIGA 



Figura 6 ■ Delmaion per i gruppi di pulsami 

SI verifica tale condizione per due gruppi 
di pulsanti, uno a distribuzione orizzon- 
tale (pulsanti in linea), ed uno a distribu- 
zione verticale (pulsanti in colonna). Nel- 
la scorsa puntata vi avevamo proposto 
come esercizio quello di provare a scri- 
vere una funzione che verifichi se un 
certo pulsante fa parte di un gruppo o 
meno. Avevamo chiamato tale funzione 
IsInGroupI). Ebbene, in figura 3 è ripor- 
tata una possibile soluzione, mentre in 
figura 4 si può vedere come va modifi- 
cata la H_GadgetDown() per utilizzare 
tale funzione. Ho scelto di passare a 
tale funzione il puntatore al pulsante 
che ha emesso l’evento, piuttosto che 
già l'identìficativo, in modo da poterla 
utilizzare anche in altre situazioni, ma 
ovviamente non sarebbe cambiato nulla 
se aveste deciso di scrivere la sln- 
GroupO in modo da ricevere come pri- 
mo parametro gid piuttosto che gdg. 

Come si può notare in figura 2, nel 
blocco di codice che stampa sul video 
l'indicazione relativa all’evento ricevuto, 
c'è anche la chiamata ad una nuova 
funzione; la SelectXButtonsf). Vedia- 
mo perché. 

SelectXButton^O 

Abbiamo visto come si definisce un 
gruppo di pulsanti a rilascio incrociato e 
come SI fa a rimuoverlo dalla lista dei 
controlli associati ad un certo contenito- 
re. Ma chi gestisce tale gruppo quando 
l’utente finale lavora con la vostra inter- 
faccia? Intuition, sì potrebbe rispondere. 

Purtroppo le cose non sono cosi 
semplici. È vero che Intuition gestisce i 
vari pulsanti ed emette i messaggi rela- 
tivi ad i vari eventi, come specificato 



nelle singole strutture associate ad i 
controlli, ma il fatto è che per lui il 
gruppo non esiste come tale, In realtà 
Intuition vede i singoli pulsanti come 
controlli a sé stanti, non come un unico 
controllo composito. Ed infatti, non di- 
mentichiamocelo, tale controllo non esi- 
ste nell’Amiga. É una nostra invenzione. 
Ed allora? Semplice. Cosi come Intui- 
tion ci ha dato la possibilità di costruire 
un nuovo controllo con un suo compor- 
tamento ben preciso, cosi ci dà la possi- 
bilità dì scrivere la procedura di gestione 
dello stesso. In pratica, a fronte di un 
evento GADGETDOWN, se risulta che 
il pulsante premuto fa parte di un grup- 
po, utilizzando a tal scopo la funzione 
isInGadgetO che abbiamo appena vi- 
sto, è necessario chiamare una funzio- 
ne chiamata SelectXButtonsI) che si 
occupa appunto di rilasciare il pulsante 
precedentemente selezionato, selezio- 
nare quello premuto dall’utente, aggior- 


nare le strutture relative al gruppo, e 
restaurare l’aspetto del gruppo in modo 
da rappresentare la nuova situazione. 
La SelectXButtonsO (vedi figura 5) 
ha solo due parametri in ingresso: 
button 

il puntatore alla struttura Gadget che 
identifica il pulsante selezionato dall'u- 
tente; 

container 

il puntatore alla solita struttura contem- 
fore. 

Per prima cosa la funzione ricava dalla 
struttura di servizio puntata da UserDa- 
ta tre informazioni necessarie per modi- 
ficare lo stato complessivo di selezione 
del gruppo; 

il numero di pulsanti facenti parte del 
gruppo: 

first 

il puntatore al primo pulsante nel grup- 
po, e quindi al gruppo stesso, visto 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


255 


AMIGA 


come un vettore di strutture Gadget; 
current 

li purìtatore al pulsante che fino a que- 
sto momento si trovava nello stato sele- 
zionato, e che quindi va rilasciato. 
QU/Z#/.' esiste una verifica che può 
aumentare l'effiaema di questa funzio- 
ne. Duale? 

Una volta ottenuti tali valori, la funzio- 
ne rimuove il gruppo dalla lista dei con- 
trolli, ridefinisce lo stato del nuovo e del 
vecchio pulsante selezionato, ed aggior- 
na la struttura di servizio. Infine riaggior- 
na la lista dei controlli ed effettua i 
necessari restauri al contenitore. 

A questo punto la funzione SelectX- 
ButtonsO restituisce al chiamante il 
puntatore al pulsante che era preceden- 
temente selezionato, per eventuali ulte- 
riori elaborazioni. 

Come si usano? 

Abbiamo ora il quadro completo delle 
funzioni e delle macro relative ad i pul- 


santi a rilascio incrociato. Vediamo 
adesso come si possono utilizzare que- 
ste funzioni per aggiungere ad una fine- 
stra due gruppi di pulsanti, uno a distri- 
buzione orizzontale, ed uno a distribu- 
zione verticale. 

Innanzi tutto é necessario definire i 
parametri relativi ai due gruppi, come 
riportato in figura 6. 

Inoltre definiremo una funzione 
GroupsO che, analogamente alle fun- 
zioni ButtonsO e TogglesO già viste 
nelle scorse puntate, serve a creare e 
rimuovere i due gruppi di pulsanti, a 
fronte delle richieste fatte dall'utente 
via menu (vedi figura 7). 

Non riportiamo tutto il codice di ge- 
stione dei menu e degli eventi messi da 
questi in quanto segue la falsariga di 
quello già presentato in passato, Ovvia- 
mente avremo bisogno di una nuova 
costante di maschera che, per la crona- 
ca, ho definito con 
#define MSK_GRP 0x0080 

Esercizio (di cui non riporterà però la 


soluzione nelle prossime puntate, dato 
l’enorme numero di possibili soluzioni 
proponibili), 

Ora che avete ben tre classi diverse di 
pulsanti da gestire nella gdgmain.c, ma 
anche molte ridondanze dovute al ri- 
utilizzo sempre degli stessi schetetn (ba- 
sti pensare alle tre funzioni Buttonsl), 
TogglesO e GroupsO), provate a scri- 
vere delle funzioni di carattere generale 
che migliorino la leggibilità e le presta- 
zioni del codice del programma principa- 
le, e che eliminino del tutto tali ridon- 
danze. 

Le risposte ad i quiz 

Ecco, come promesso, le risposte ad 
I cinque quiz presentati nella 32‘‘ pun- 
tata. 

QUIZ #7.' nel codice della CreateX- 
ButtonsO mancano alcuni controlli che 
vanno assolutamente effettuati per pre- 
venire un utilizzo improprio della funzio- 
ne. e garantire cosi che esso venga 



256 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


AMIGA 


** SalKtnuttamO F 


>p*c1flc«i 
y| tajitl 


IC *$É]yctXBu(tons(button, container) 


)S “First, “cinTent t 


n - ((uaUT •)<btitton->Utaraeta))->KiiiUier i 

fini • (ICOS ‘)«eWT *)(liiitton->Userl>oCn)>->Flnt i 

current ■ (IGOG ‘jìtUBUT •)(button->Us«rData))->$e1ected ; 


** Rinnovi IT gruppo di pulsanti dal contonitorn 
(ve1d)RaMvaGL1st(conta1nor*>w, f1rst,n)[ 


** aggiorna la salailone 

currant-sFlags t- -SElfcnH s 
butlon->F1ags |> SllECTtQ ; 

«(IMH •)(rint->UsarData))->Sa1aclad • (aFTR)l>uttsn ; 


(va1d}add6Uft<containor<>v, rirst,E1Hìt,n,canta1ner<>r} ; 
RarresbGL1st{flrst,€ontalnar->w,conta1nar'>r,n) ; 


return(currant) ; 



Figura 1 1 Risposta al 
Qua *3 


M Figura W 
Nuova 

SeleclXBullonsO 


eseguito correttamente. Quali sono 
queste verifiche? 

A parte le verifiche fondamentali che 
richiedono che parametri come l'idenii- 
ficativo dei gruppo, il puntatore al vetto- 
re dei testi per i pulsanti, quello al 
contenitore, e la configurazione del 
gruppo non assumano valori nulli, è 
opportuno verificare che il numero di 
pulsanti nel gruppo sia strettamente 
maggiore di uno. e che il pulsante da 
selezionare inizialmente abbia un indice 



MCmicrocomputer n, 107 - maggio 1991 257 


AMICA 


compreso fra zero ed n. quest'ultimo 
non compreso, come nportato in figura 
8. 

QUIZ #2: es/sfe un modo per rispar- 
miare memoria ed ottimizzare cosi l'in- 
sieme delle strutture che definiscono il 
gruppo’ 

Si. Usare una sola struttura UsrBut- 
ton invece di creare una struttura Usr- 
Button per ogni pulsante del gruppo, e 
far puntare tutti i campi UserData del 
vettore di strutture Gadget che defini- 
sce il gruppo di pulsanti, a quest'unica 
struttura di servizio. Questa, infatti, con- 
tiene informazioni relative all'intero 
gruppo, e non ha quindi senso duplicar- 
la tante volte quanti sono i pulsanti nel 
gruppo 

In figura 9 sono riportate le modifiche 
da effettuare alla funzione CreateXBut- 
tonsO se SI intende applicare questa 
tecnica. Anche la SelectXButtonsO ap- 
pena vista, é ovviamente impattala dal- 
l'aver utilizzato una sola struttura Usr- 
Button. piuttosto che un vettore di tali 
strutture. In figura 10 è riportata la 
nuova funzione. Analizzando con atten- 
zione le differenze tra questa, e la fun- 
zione riportata in figura 5. vt accorgerete 
di altre modifiche, non legate all'ottimiz- 
zazione effettuata con la tecnica in esa- 
me. Vedremo nella prossima puntata il 
perché di tali cambiamenti, che interes- 
sano la stessa struttura UsrButton 

QUIZ #3: ne! codice contenuto in que- 
sto ciclo, c'é un'istruzione che potrebbe 
essere tranquillamente portata fuori ci- 
clo Quale’ 

Quella che calcola l'altezza del testo 
sulla base dell'altezza del font utilizzato 
nel rasfer del contenitore, come riporta- 
to in figura 11. 

QUIZ 1^4: nel codice contenuto in que- 
sto ciclo, c'è un errore che altera il 
risultato che si vorrebbe ottenere. Qual 
é? 

Nel blocco di codice che associa al 
pulsante il suo testo, viene calcolata la 
lunghezza massima fra quelle di tutti i 
testi relativi ai pulsanti del gruppo. Tale 
lunghezza viene poi utilizzata per defini- 
re. sia la larghezza di tutti i pulsanti, sia 
la posizione del testo in ogni pulsante. E 
qui sta l'errore. 

Infatti, in questo modo, il testo di 
ogni pulsante viene ad essere allineato 
a sinistra alla stessa distanza dal bordo 
sinistro del pulsante, per fuffi i pulsanti 
del gruppo. Dato però che ogni pulsante 
ha la stessa larghezza, ma i vari testi 
hanno lunghezze diverse, questi non 
risultano centrati nel rettangolo che rap- 
presenta il pulsante, con un effetto 
estetico discutibile. 

Per ovviare a ciò (vedi figura 121, si è 
utilizzata la seguente tecnica. 

Airinterno del ciclo principale, viene 


calcolata la lunghezza di ogni singolo 
testo, e memorizzata temporaneamen- 
te in Txt[Ì].LeftEdge. per non sprecare 
inutilmente memoria definendo un altro 
vettore di interi. Ovviamente si continua 
a calcolare anche la lunghezza massima 
dei vari testi. 

Quindi, nel secondo ciclo, si utilizza 
tali valori (lunghezza massima e lun- 
ghezza del singolo testo} per centrare il 


CASELLA 


Stringhe e puntatori 

Egregio Doti de Judicibus, 
seguo con vivo interesse la Sua rubrica 
che reputo interessante e completa. 
Sono interessato da qualche tempo, alla 
realizzazione di un input controllato in 
linguaggio C utilizzando solo ed esclusi- 
vamente I messaggi inviati da Intuition. 

Dopo aver realizzato un primo prototi- 
po. ho riscontrato uno strano bug la mio 
parerei che si verifica quando é neces- 
sario utilizzare la routine ripetutamente 
per riempire ad esempio un Array. Le 
propongo il seguente programma che 
reagisce esattamente come la routine 
da me creata. 


chsr *Hytnput() 

( 

char *str 1 ng 8 i 
gets (stringa): 
return(strlnga); 

> 

«1n() 

{ 

char *dat1IU)i 
char ‘Input; 
int I) 
far 
( 

input • ttylnput (}| 
strtpy (dat1(i], Input); 

) 

far (1-e;i<ie;1^) 

pr1ntf<-%s\n",clat1(il): 


Dove SI annida l'errore? Ringraziando- 
la per la Sua disposizione le posf;c/po 
che utilizzo il compilatore Manx v3.6a e 
I sistemi operativi 1.2 ed 1.3. Cordiali 
Saluti. 

Bta Amiga Club 2000 


testo nel pulsante. Ora l'effetto risultan- 
te è decisamente migliore. 

QU/Z#5; notate come l'istruzione che 
seleziona il pulsante indicato dal valore 
di button. si trovi dopo i due blocchi di 
codice che posizionano i van pulsanti, e 
non prima. Perché? 

Perché in tali blocchi il campo Flags 
del primo o dell'ultimo pulsante, viene 
usato come modello per quello degli 


POSTALE 


Di errori, od imprecisioni, ce n'e più di 
una. La maggior parte si può comunque 
ricondurre ad un errore «classico» per chi 
programma in C, e cioè la differenza che 
esiste tra il definire un vettore di caratteri, 
ed il dichiarare un puntatore ad una strin- 
ga di caratteri. 

Consideriamo le seguenti definizioni: 


char *buffer[ZS] ; /• 1 */ 
char ‘ptrstr ; /* Z •/ 
char ‘ptrbuf • buffer ; /• 3 */ 


Nella prima dichiarativa, abbiamo defi- 
nito sia un vettore di caratteri, che un 
puntatore a tale vettore. In pratica, da un 
punto di vista fisico, abbiamo riservato 
un'area ampia 20 byte, riservata agli ele- 
menti di buffer indicizzati da 0 a 19 (20 
elementi), più un'area ampia due o quat- 
tro byte, a seconda delle specifiche di 
compilazione e/o del sistema operativo, 
che viene automaticamente inizializzata 
con l'indirizzo del primo elemento del 
vettore. Le due aree sono strettamente 
legate, non è cioè possibile modificare il 
valore del puntatore, perché questo por- 
terebbe ad invalidare l'equivalenza; 

pointer - &(*pointer) 

Nella seconda dichiarativa abbiamo de- 
finito un puntj'.ore ad una stringa non 
mizializzato (od inizializzato a zero, a se- 
conda dei compilatori). A tale puntatore, 
tuttavia, non è associata nessuna area di 
memoria in grado di ricevere una stringa 
di caraffe^ al seguito, ad esempio, di una 
operazione di lettura. 

La terza dichiarativa definisce anch'es- 
sa un puntatore ad un carattere (o strin- 


258 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


AMIGA 


altri pulsanti. Questo vuoi dire che, se il 
pulsante che deve essere inizialmente 
selezionato è proprio il primo o l'ultimo, 
tutti gli altri pulsanti risultano seleziona- 
ti Viceversa, se i pulsanti nmodello-> 
non sono inizialmente selezionali, il co- 
dice contenuto nei due cicli di posizio- 
namento finirebbe per deselezionare 
anche il pulsante indicato dal valore di 
button 


Conclusione 

Bene. Anche questa volta siamo arriva- 
ti al capolinea. Lo scopo principale di 
questa puntala e della precedente era di 
dimostrare come Intuition ci permetta di 
fare mollo più di quello che é riportato nei 
vari manuali dell'Amiga. Questi devono 
infatti essere pensati come una base di 
partenza, da cui il programmatore deve 


prendere spunto per sviluppare via via 
cose sempre nuove. Provate a sviluppare 
nuovi tipi di controlli, magari di tipo com- 
posito. Per ogni controllo definite tre fun- 
zioni: una di creazione, una di rimozione, 
ed una di gestione degli eventi da esso 
generati, con al più qualche funzione se- 
condaria e qualche macro. Tanti auguri e, 
ovviamente, buon divertimento! 

IXS 


ga). ma in più inizializza tale puntatore con 
il valore dell’indirizzo del primo elemento 
del vettore definito sopra, essendo 

buffer - &buffer[0| 

E importante quindi capire cosa stiamo 
facendo quando dichiariamo qualcosa nel 
nostro programma, in termini di prenota- 
zione di spazi di memoria e loro interrela- 
zioni. Per questo il C non è un semplice 
linguaggio di alto livello, come ad esem- 
pio il Pascal, ma può essere considerato 
piuttosto una specie di super-Assembler. 

Nel caso in questione, ci sono svariati 
errori di questo tipo Innanzi tutto la fun- 
zione MyinputO. dove é stato definito un 
puntatore ad una stringa, stringa appun- 
to. che doveva, nelle intenzioni dell'auto- 


re. essere utilizzato per caricarvi la stringa 
di caratteri letta dalla gets(). Il problema è 
che in questo modo non si è definito 
fisicamente lo spazio per caricare tale 
stringa, ma solo un puntatore, per giunta 
non inizializzato. Affinché la funzione fun- 
zioni correttamente, è necessario passa- 
re alla getsO un puntatore ad un'area di 
memoria sufficientemente larga per cari- 
carvi la stringa in questione Per far ciò ci 
sono tre alternative, riportate nella figura 
pubblicata in questa pagina. Nella prima 
SI definisce il vettore direttamente nella 
funzione di lettura. Nella seconda tale 
spazio é 'allocato dinamicamente, cosa 
che diminuisce le prestazioni della funzio- 
ne dato il tempo richiesto per l'allocazio- 
ne, ma che può rendersi necessaria in 
certi tipi di programmi per i quali é richie- 


sta la rientranza (vedi la penultima punta- 
ta). Laterza possibilità consiste nel defini- 
re l'area di ingresso dei dati esternamen- 
te alia MyinputO. e passare quindi a que- 
st'ultima il puntatore a tale area come 
parametro. Ovviamente nel nostro caso 
le tre soluzioni sono più o meno equiva- 
lenti. mentre una delle tre si può rivelare 
più efficiente in situazioni e programmi 
più complessi ed articolati. 

Lo stesso errore fatto nella MyinputO. 
è presente anche nella funzione principa- 
le, in quanto sia input che i vari datili] 
altro non sono che semplici puntatori. 

Ora, mentre per input non c'è alcun 
problema, dato che serve solo come va- 
riabile temporanea (a condizione che 
stringa punti ad un’area dichiarata in me- 
moria), I primi dieci puntatori del vettore 
dati devono ritenere il contenuto immes- 
sovi ai fini dell’elaborazione successiva, e 
cioè il ciclo sulla printfO. percuié neces- 
sano definire anche qui dieci aree dati in 
grado di ricevere le stringhe lette. 

Un’altra piccola imprecisione riguarda 
la definizione di dati Quando si definisce 
un vettore, si specifica il numero degli 
I elementi in quel vettore, elementi che 
vengono numerali in C a partire da zero. 

Scrivere 

char *dati[11]; 

vuol dire definire un vettore di undici 
puntatori a stringhe di caratteri, da da- 
tilo) a datino]. Il ciclo, tuttavia, riempie 
solo I primi dieci, dato che esso continua 
fintanto che l’indice é minore di dieci. 
L'undicesimo elemento, cioè dati[10]. 
non è mai interessato dai due cicli del 
programma maini) 

Dato che quello riportato nella lettera 
non è il programma che presenta il pro- 
blema ma. a quanto ho capito, un pro- 
grammino equivalente, non posso esse- 
re sicuro che tale problema sia dovuto 
proprio a questi errori. Certo è. comun- 
que, che se errori del genere sono pre- 
senti anche nel programma vero, non mi 
stupisce che il tutto non funzioni corretta- 
mente. Spero di esserLe stato di aiuto. 

1^ 



MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


259 


Il software MS-DOS, Amiga e Macintosh 
di Pubblico Dominio e Shareware 
distribuito da 



in collaborazione con 
Microforum 


He spese me <t suppoim, a 


TITOLOaDESCmZIONE I 


COM/01 ONETOCWE inc104 

Comuncate tra 2 PC 
COW02 PROCOMM 

Noto programma di oomurtlcaaiore 
COKM» OMEGA LINK mc106 


DBSA}t EASVUBELS 

DBS/C2 VIDEO DATABASE ri 

Gestione video cessene 
DBSK)3 HOME MANAGER 

DataBase, calcolaince e caler» 
DBS.'Oa MAIL-MONSTER rr 

Gestire Mailing lisi 


Perorgamzz 
DBS-06 PCFILE. 


DBS/OB RELIANCE MAILING LIST 
Mailing 

DBSrOS QMS 


EDU/01 ABC FUN KEYS 
EDUitH COMPUTER TUTOR 


GIO«2 2Brr POKER 

Poker Canadian 
GIOI03 ASTRO BLASTER 


GIOA)7 CLONE INVADERS 

Clone di Space Invade 
GKX« EGAINT 


EGAIVGA 
PC-AT/286 
melos EGAiVGA 
BASIC*EGAn/GA 

mct04 EQAMGA 


Glorio MAHJONG 

SoWano orleniale 
GIONI SUPER PINBALL 
Super Flipper 


Gloria CAPTAIN COSMIC 

Gioco grafico 
QIO/16 EGA GOLF 
Gioco del Golf 
GIOT17 EGA TREK 
Star Trek 

GK>ri8 JOUSTVGA 


GIOT19 

GIOT21 

GIOr22 

6IOT23 

GIOr24 

GIO>T25 

GIOr26 

GIOT27 

GI0r28 

GIO/29 


MINERVGA 
Siete In miniera 
MOSA1X 
Puzzle 

OTHELLO EGA 
Otttello 

POKER SOLITAIRE 

Pctordasoli 

QUATRIS 

Tetris con Bombe ecc. 
SKARKS 

Giocale ai sommozzalc 
SLOT EGA 
Slot Mschine 
BASSTOUR 
Pesca d’altura 
BLACKJACK 
Gkwo da Casinò 
GALACTIC BATTLE 


GIO/31 NOID 

GK)r32 PINBALL EGA 
Super Flipper 
GlQrSS STARDEF 

Missili disiruggoni 
GIO/34 MAHJONG EGA 


GlOrSS MR.SPOCK 
Filetto 3D 

GlO/Se MONUMENTS OF MARS 
Siete su Marte 

01037 PHARAOH S TOMB 

Esplorate la grande piramid 


GHF/01 FINGER PAINT 

Programma di dise 
GRFAK PCKEY-DRAW 


EGAVOA 

EGArVGA 

EOATVGA 

EGArVGA 

EGAVGA 


VGA 
13 EGAVGA 
EGAVGA 
EGAVGA 
EGAVGA 
EGAVGA 
EGAVGA 
EGAVGA 
EGAVGA 
EGAVGA 
EGAVGA 
EGAVGA 


melos EGAVGA 

melos 

melos 

mc'07 EGAVGA 


mc107 CGA 


TrroLoapEscnizioNE i 


SPDVl 

SPD/02 

SPDrOS 

SPO/04 

SPO/05 

UTILITV 


AS-EASY-AS mela 

Spreadstiesi compatibile 1 -2-3 
EXPRESS-CALC mclG 

Richiede solo 2S8 Kbyt&dl RAM 
EZ-SPREADSHEET 
Calcot di budgei 

INSTACALC melo 

Spreadsheet TSR 
OUEBECALC 
Spreadsheet SO 


unro2 

urros 

UTV04 

UTVOS 

urros 

UTI/07 

UTl/08 


PC-DÉSK-TEAM 
uuiny TSR 

HARD DISK UTILITIES 
Par gestirà l'Hard Disk 
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DISK SPOOL II 
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LOCKTITE 

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VIRUS SCAN 
Cerea i virus 
LHARC 

Compressore di dall 


unno DiET 


NEWSPACE mclOS 

Compressore di fila den'Hard Disk 
CATDISK melos 

Calalogalore di file 
POINTSSHOOT mc105 


melos 

mcl07 

R 

mcl07 


GUARDIAN ANGEL 
Per programnrare con i 
STORE 


UTlr' 

VARIE 

VAfWH 

VAR»32 

VAflflM 


ira al computer e stampare lo sp 


TITOIOSDESCRIZIONE 


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TITOLOiDESCRrZIONE 


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WQBPPHOCESSQH 

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WPHK» QALAXY 


AMUT/ll 

AMUT/12 

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VIEWBO II 

MATCALC 

Matematica matrldale 
ICONMASTER 
Editor di Icone 
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TURBO IMPLODER 


FONTS2PRINTER 


MC-PROGRAMS 
Collezione di utility 
CHPSSAVE-PREFS 


MIEDmS ALPHA TALK 


MlGirOt STELLA OBSCURA mc106 

Glooo «laziale In 3D 
MIG1T02 PARARENA mc106 

RollerBoard sullo Skeatboard 
MIGIA33 VIDEO POKER FORFUN mMDB 

Siete a Las Vegas 
MIGWM SPACE STATION PHETA mcl06 


MIED/01 KIDPIX 

Per disegnare 
MIED/02 NUMBERTALK 


MIGI/05 STRATEGO 
MIGIflK THE LAWNZAPPER 


MIQI/OS CANFIELD 


murrv 

MIUT/01 OLIVERSBUTTONS 

INIT dte sostituisce I boi 
MIUT/02 POPCHAR 


melos 

mcl07 

melo? 


mc107 

mo107 


•AMQI/02 WELLTRIX mctOS 

Clone di Tetris 

AMGI/03 SYS melos 

Sulla falsa nga di Rao Man 


GRancA 


AMGflrOt PRINTSTUOIO mot04 

Gestisca la stampa di lesii 
AMQRKI2 TEXTPAIMT melOS 

Editor ANSI 

AMGR/03 SCREENX melOS 

AMORI04 SETPAL mc105 

Cambia io schermo da NTSC a PAL 


AMSP/01 SPREAD 




UnUTV 


AMUT/01 

AMUTr02 

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Desidero acquistare il software di seguito elencato 
al prezzo di L. 8.000 a titolo (ordine minimo: tre titoli). 

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DCodIce; 

SICodIce: 

9)Codice: 

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SICodice: 

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Nome e Cognome 

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MCmicrocomputer non otire alcuna garanzia e non si assume alcuna responsabilità sugli 
eventuali danni diretti o IndlreRi derivanti dall'utlllzzo del software distribuito 


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199-056 
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DATA SWITCH PARAL. 2 VIE 

DATA SWITCH SER. 2 VIE 

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DISCHETTO PULIZIA 3-1/2 

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VASC. P.DISK 3"1/2 80 POS 

VASC. P.DISK S'1/4 50 POS 

VASC. P.DISK5"1/4 100 POS 

COPERTINA PER PC 

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SUPPORTO IN PLEX. 80 COL. 

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DISCO FLOPPY BULK 3‘1/2 1MB _ 
DISCO FLOPPY BULK 3" 1/2 2MB 
DISCO FLOPPY BULK 5' 1/4 HD 
DISCO FLOPPY BULK 5" 1/4 2D 


18,057 

3.326 

3.743 

28.300 

3.432 

4.224 

4.224 

17.793 

17.793 
2.059 
2.423 


10.032 

31.152 

45.302 

6.388 

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PD SOFTWARE MS-DOS 


PD italiano, di tutto di più 


Prendo a prestito lo slogan 
della RAI, per sottolineare sia 
la riuscita dell'iniziativa PD dei 
lettori che la elevata qualità 
media dei prodotti recapitati 
in redazione. Stavolta lo 
spazio occupato dal software 
dei lettori supera quello 
proveniente dai circuiti esteri 
e perciò banche dati di oltre 
oceano. Perciò forza Italia, 
anche fuori del campo 
sportivo. 

Al di là dell'oceano 
certamente motti programmi 
non riusciranno ad approdare 
per la mancanza di 
documentazione in lingua 
inglese, ma non arrendetevi e 
continuate a mandarci 
materiale 


di Paolo Ciardelli 

Disk Management System 

Autore Salvatore Marni 

Disk Management System (DMS) è 
per chi memorizza su disco file di vario 
genere, e vuole poi ritrovare su quale di- 
sco è presente un particolare file. La ri- 
cerca si può fare 0 in base al nome, o 
in base all'area di interesse che i file co- 
prono. Inoltre si può stampare la lista 
dei file contenuti in un particolare disco. 

La ricerca di un file avviene in modo 
molto veloce perchè viene utilizzato un 
indice B. La parte grafica di questo pro- 
gramma è sufficientemente evoluta e 


permette anche l'uso del mouse. 

La cosa interessante rimane la capa- 
cità di riempire al massimo i dischi di 
immagazzinamento prima di aggiungere 
un altro disco a quelli usati per memo- 
rizzare i file. In questo modo si ottiene 
un totale riempimento dei dischetti. Tra 
l'altro è previsto per chi utilizza dischetti 
formattati in particolari formati (800 
Kbyte, 1 600 Kbyte) di non avere proble- 
mi di sottoutilizzo del disco. Quando si 
decide di effettuare la stampa di un di- 
sco (con Print) si può scegliere se ef- 
fettuarla su video 0 mandare il tutto su 
di un file per poi stampare su carta la 




MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


263 




PD SOFTWARE MS-DOS 


lista di una particolare area (o di un par- 
ticolare disco). 

Una nota da fare è quella relativa alla 
modifica di un programma già cataloga- 
to. L'opzione non è stata prevista, stan- 
do aH’autore. in quanto in realtà non si 
verifica spesso che un file catalogato e 
quindi già memorizzato su disco, lo si 
voglia modificare (dimensione, data, no- 


te). La soluzione da adottare qualora si 
verificasse una tale necessita è quella di 
rimuovere il file fra quelli catalogati e 
poi riaggiungerne un altro con ie volute 
caratteristiche 

DMS quando viene lanciato la prima 
volta crea quattro file; 

Program.dat, che contiene i dati sui fi- 
le catalogati: Program.idx, che contiene 
I file indice; Areas,dat che contiene le 
aree che si creano e Disk,dat, con le in- 
formazioni sul dischi di catalogazione. 

La prima cosa da fare prima di iniziare 
a catalogare i propri file è quella di 


crearsi delle aree di interesse su misu- 
ra Selezionando l'opzione Areas/Add si 
introducono le nuove aree. Non esiste 
un limite prefissato al numero di aree 
che si possono avere, se non che an- 
dare oltre una certa soglia risulta poi di 
difficile gestione. 

Una particolare area volendo può es- 
sere anche rimossa. Bisogna ricordare 
però che se un file catalogato apparte- 
neva a quell'area, il suddetto file non 
sarà più individuabile in base all’area di 
appartenenza ma solo in base al suo no- 
me. 


Guardian Angel Versione 2.3 

Autore Cario Pescio 

Utility pensata sia per il programma- 
tore esperto che deve sviluppare pro- 
grammi TSR (Terminate and Stay Resi- 
dent) sia per il semplice utente che po- 
trà risolvere le situazioni critiche evitan- 
do di ricorrere al distruttivo CTRL-ALT- 
DEL, 

La funzione principale di Guardian 
Angel è quella di riportare la macchina 
ad uno stato consistente dopo un bloc- 
co di programma: tuttavia, tra le sue 
possibilità c'è la possibilità di eliminare 
dalla memoria i programmi TSR (Termi- 
nate and Stay Resident, come il SIDE- 
KICK), semplicemente premendo tre 
tasti. 

Una volta installato Guardian Angel ba- 
sta premere una sequenza di tasti per ef- 
fettuare l'azione desiderata: CTRL-ALT-S 
per bloccare un programma in esecuzione 
che SI è infilato in un ciclo infinito (loop), 
ma che non rimette a posto i vettori di 
interrupt. 

CTRL-ALT-A serve sempre per bloc- 



care l'esecuzione di un programma, ma 
I vettori di interrupt vengono portati a 
valori «sicuriii. 

CTRL-ALT-R blocca l’esecuzione del 
prt^ramma corrente, ripristina i vettori 
di interrupt e libera la memoria occupa- 
ta da tutti I programmi lanciati dopo 


Guardian Ange). Per dovere di cronaca 
il codice sorgente di Guardian Angel 
2.3 è di circa 18 Kbyte, e durante la 
sua fase di sviluppo e lesting, sono 
stati utilizzati programmi ausiliari per un 
totale di circa 100 Kbyte di codice C ed 
Assembler. 


Poker 

Autore Giovanni Ferrara 

Il nome del gioco parla da solo e non 
credo siano d'obbligo ulterion spiegazio- 
ni da fare sul gioco del poker. 

Mi limito a dire che si tratta della 
versione americana, cioè con tutte le 
carte, che in più variando la puntata fi- 
no ad un massimo di 12.000 lire le sca- 
le dei punti aumentano ed m caso di 
vincita il computer offre la possibilità di 
incrementare o decrementare la som- 
ma in possesso chiedendo se si desi- 
dera giocarsi un bonus di 30.000 lire 
basandosi sulla fortuna! Nota che la 
carta -«diecii> è quella contrassegnata 
dal carattere «T». 

Per partire battere «via» o diretta- 
mente «poker». 



Scrierm^is inuiale dei 
programnia Poker 
Penso parli da sola 


264 


MCmicrocomputer 


107 - maggio 1991 





PD SOFTWARE MS-DOS 


Sne 1.7 - 3ltfa> iMtUll per: Il n^tMre 41 IDiIcmwvuUr 


SUKlt [r*(rili)l (p*(p«tli)> (e'Ieetl) (d*(d^)) {t>Uin)> (■> (t) 

Snd coecits. nggettiocs tid deUlied descrlpIlcK sF Ihb te: 
$Uf(M Rwilell • Ula Brture ferririi 17 • 47lH Torli - lUlU 


Store può copiara e 
nnominare m 
aulomauco i lile 
specificat' uiileianao 
come nuovo nome la 
data del file nella 
forma AAAAMMGC 
o un numero 
progressivo a parure 
da 00000000 


Stare 

Autore Sfefeno Ravaioli 

Con Store si può copiare e rinominare 
in -automatico i file specificati utilizzando 
come nuovo nome la data del file nella 
forma AAAAMMGG o un numero pro- 
gressivo a partire da 00000000 (in base 
10). 

Se non specificata diversamente, l'e- 
stensione utilizzala per default è STO 
ed il nome è la data del file originale nel 


formato AAAAMMGG. Store può esse- 
re utile, ad esempio, a chi usa un pro- 
gramma per gestire gli ordini dei clienti 
ed alfa fine della giornata, vuole archi- 
viare il file contenente i dati per poter 
ripristinare la situazione di un certo gior- 
no in caso di necessitè. Store permette 
di copiare il file in una nuova directorv 
assegnandogli come nome la data del 
file ed una estensione a piacere in mo- 
do del tutto automatico. 

Può trovare utile Store anche chi vuo- 


le mantenere in ordine i file in cui re- 
gistra i collegamenti con vari BBS (log); 
si pensi alla praticità di aver archiviato i 
file in questione in una apposita dire- 
ctory, utilizzando una diversa estensio- 
ne per ogni BBS collegato e come no- 
me la data del file oppure un numero 
progressivo. 

Ma non è tutto, si possono utilizzare 
come condizioni per l'archiviazione la 
lunghezza del fife o il numero di giorni 
trascorsi dalla sua data, oppure entram- 
bi: in questo caso il file verrà archiviato 
solo se le condizioni specificate sono 
soddisfatte. 

L'originale viene cancellato solo su 
esplicita richiesta. 

Store usa come data corrente quella 
di sistema, quindi è necessario, per il 
suo corretto funzionamento, che la data 
del computer sia giusta. 

Store può lavorare contemporanea- 
mente al massimo su 512 file, ma darà 
forfait con una gentile segnalazione se 
I file di cui è stata richiesta i'archiviazio- 
ne (ad esempio f=*.*) supera questa 
cifra. 


TXT versione 1.3 

Autore Alessandro Sirtoh 

TXT è un programma concepito per evi- 
denziare nel modo piu semplice, efficien- 
te e completo le differenze tra due ver- 
sioni di un testo in formato ASCII, 

Pur dimostrando la sua utilità per tutti 
I tipi di testo, TXT è particolarmente in- 
dirizzato verso I testi strutturati a «sta- 
tements », quali sono principalmente i sor- 
genti dei programmi in tutti i linguaggi. 
Non è invece assolutamente adatto alla 
verifica dei file binari. L'uso costante di 
TXT da parte di coloro che scrivono pro- 
grammi consente di tenere sotto con- 
trollo l’evoluzione dei loro prodotti. 

Molte delle deficienze tipiche degli 
strumenti analoghi (ad esempio FC del 
DOS) sono colmate da TXT sia per quanto 
riguarda le capacità di correlazione, sia per 
quanto riguarda la chiarezza e la sem- 
plicità di presentazione degli output pro- 
dotti. 

Alcune delle caratteristiche che distin- 
guono TXT sono di seguito elencate: as- 
senza di opzioni di esecuzione per guidare 
la correlazione in casi difficili, questo per- 
ché l'algoritmo correlatore non si fonda 
sulla Ksincronizzazione» riga per riga dei 
lesti in input, considera invece global- 
mente I testi e determina automatica- 
mente I «punti di aggancio» che mini- 
mizzano le differenze; la caratteristica ac- 



TXTnonesoloun 
ediior concepirò per 
evìdennare le 
dillerenze ira due 
versioni di un rssro in 
formalo ASCII ma 6 
indimzalo verso ; rasfi 
siruliurali a 
•'Stalemenlsr 


cennata sopra conferisce inoltre a TXT la 
capacità di correlare efficacemente due 
testi anchequando.puressendo costituiti 
dai medesimi «paragrafi», questi si pre- 
sentano secondo sequenze diverse; pos- 
sibilitàdi maschera requelledifferenze nei 
due testi che sono dovute ad una so- 
stituzione sistematica di una o più strin- 
ghe con altre stringhe; chiarezza di espo- 
sizione dei risultati della correlazione, che 
sono «proiettati» direttamente sui testi 


originari, attraverso una finestra dotata di 
tutte le possibilità di «scrolling»; presen- 
tazione dei risultati della correlazione se- 
condo più modalità, diversamente ricche 
di dettagli, tutte contemporaneamentedi- 
sponibili al termine deila correlazione. 

Le potenzialità di TXT sono offerte ad 
un costo moderato sia in termini di tempo 
di elaborazione che di occupazione di me- 
moria (paragonabili quelle del suddetto FC 
del DOS), 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


265 






PD SOFTWARE MS-DOS 


PC-De$kTeam 

Questo pacchetto di utility residenti 
permette di eliminare tutti quei fastidiosi 
oggetti che di solito riempiono la scri- 
vania. tn parole povere utilizzando PC- 
DeskTeam non si dovrebbe avere più bi- 
sogno di una sveglia, una calcolatrice, una 
macchina da scrivere, un'agenda telefo- 
nica ed un calendario sul tavolo da lavoro. 

PC-DeskTeam li sostituisce egregia- 
mente con l'uso di un personal compu- 
ter. Oltre a fare tutto questo (cosa che 
potrebbero fare altri 1 ,000 programmi si- 
mili), PC-DeskTeam tiene sotto controllo 
la stampante e le altre utility durante l'e- 
secuzione di un programma. Una volta 
installato, infatti, PC-DeskTeam rimane 
residente in memoria e viene richiamato 



alla pressione di una certa combinazione 
di tasti. 

È possibile selezionare l'orano in cui 
eseguire un programma o visualizzare 


una nota, utilizzare la stampante come 
una macchina da scrivere elettrica, set- 
tare la stampante, comporre numeri te- 
lefonici automaticamente. 


InstaCalc 

InstaCalc è un potente foglio di cal- 
colo residente che può essere richiama- 
to daH'inierno di altri programmi per im- 
portare 0 esportare dati. Utilizzando In- 
staCalc potrete, ad esempio, inserire 
una tabella di valori nel vostro WordPro- 
cessor preferito semplicemente richia- 
mando InstaCalc mediante la sua Hot- 
Key (tasto di attivazione) e scrivere la ta- 
bella nel foglio di lavoro. 

InstaCalc è inoltre capace di importa- 
re file creati con il Lotus 1-2-3 e con il 
dBase III. 

Tra le sue altre caratteristiche è da 
notare la capacità di creare ed esportare 
grafici e di creare ed utilizzare dei Ma- 
cro comandi, 



InsiaCalc é un foglio 
elellronico TSR che 
puO essere richiamalo 
clali'inierno di aitn 
programmi per 
imperlare o esportare 


PC-Key-Draw 

PC-Key-Draw è in grado di creare de- 
gli slide-show a partire da immagini sal- 
vate su disco oppure create sul mo- 
mento. Oltre a gestire tutto ciò che può 
riguardare il disegno ed il movimento di 
immagini permette di inserire testi, 
cambiare il tipo di carattere utilizzato, la 
sua grandezza, il colore, rinclinazione e 
l'orientamento. Questa completa ge- 
stione dei lesti e delle immagini per- 
mette di poter creare qualsiasi effetto 
grafico con molta semplicità, Utilizzando 
varie immagini caricate in memoria pos- 
sono anche essere creste delle semplici 
animazioni sostituendo di continuo le 
immagini una dopo l'altra. Questo pro- 
gramma è l'ideale per creare delle pic- 
cole demo di un programma o di un vo- 
stro prodotto per il computer. 



PC-Key-Drav» e in 
grado di creare degli 
slide-shauv a parrne da 
immagini salvale su 

nella loto *e due nghe 
di lesto speculari 


266 


MCmicrocomputer n, 107 - maggio 1991 





Il PD-software dei lettori di 


0 


umgtgcnì 



SOFTWIWC ■ KI ssm* PERSOMI 


Lo spazio tradizionalmente dedicato al software dei lettori 
e quello occupato dal PD-software sono stati unificati. 

/n queste pagine parleremo di programmi di Pubblico Do- 
minio (Freeware o Shareware) disponibili in Italia attraver- 
so i vari canali PD. Tutti i programmi presentati saranno 
reperibili anche attraverso il canale MCmicrocomputer, sia 
su supporto magnetico sia su MC-Link. 

Saranno recensiti sia programmi già nei circuiti PD, sia 
quelli che i lettori stessi vorranno inviarci affinché, se rite- 
nuti meritevoli dalla redazione, siano resi di Pubblico Do- 
minio. 

/lettori di MCmicrocomputer autori dei programmi dei qua- 
li si parlerà in queste pagine (e i cui programmi saranno 
distribuiti come PD dalla rivista) saranno ricompensati con 
un «gettone di presenza» di 100.000 lire. 

E necessario attenersi ad alcune semplici regole nell'in- 
viare i programmi in redazione- 

li Il materiale inviato deve essere di Pubblico Dominio 
(o Shareware) e prodotto dallo stesso lettore che lo invia, 

2) Il programma inviato deve risiedere su supporto ma- 
gnetico (non saranno presi in considerazione listati). 

3) I sorgenti eventualmente ac- 
clusi devono essere sufficientemen- 
te commentati. 

4) Per ogni programma inviato 
l'autore deve includere due file 
(«readme» e «manuale»), il primo 
contenente una breve descrizione 
del programma ed il secondo una ve- 
ra e propria guida all'uso per gli uten- 
ti, con tutte le informazioni necessa- 
rie per un corretto impiego |se il pro- 
gramma è particolarmente semplice 
può essere sufficiente il solo read- 
me. mentre saranno particolarmente 
apprezzati fra i programmi più com- 
piessi quelli dotati di help m linea). In 
calce ad entrambi i file deve essere 
apposto il nome, l'indirizzo ed even- 
tualmente il recapito telefonico del- 
l'autore. 

5) Al lancio, il programma deve 
dichiarare la sua natura PD (o Sha- 
reware), nonché nome e indirizzo 
dell'autore, è ammesso, alternativa- 


mente. che tali informazioni siano richiamabili da program- 
ma con un metodo noto e indicato nelle istruzioni. 

61 Saranno presi in considerazione solo i lavori giunti in 
redazione accompagnati dal talloncino riprodotto in questa 
pagina (o sua fotocopia) debitamente firmato dall'autore 

/ programmi classificati non come FreeWare ma come 
Shareware (quindi non propriamente di Pubblico Dominio, 
anche se consideratine generalmente parte) comportano 
da parte dell'utente l'obbligo morale di corrispondere al- 
l’autore un contributo a piacere o fisso secondo quanto in- 
dicato dall'autore e conformemente a quanto appare al lan- 
cio del programma. MCmicrocomputer non si assume al- 
cuna responsabilità od obbligo riguardo a questo rapporto 
intercorrente tra autore ed utilizzatore del programma. A 
titolo informativo precisiamo che l’obbligo morale alla cor- 
responsione del contributo scatta non nel momento in cui 
si entra in possesso del programma, ma nel momento in 
cui si passa a farne uso dichiarando implicitamente di ap- 
prezzarne le caratteristiche. 

Ii^ nessun caso (per ragioni organizzative) sara reso noto 
ail'autore l'elenco o il numero delle persone che hanno 
eventualmente deciso di entrare in possesso del program- 
ma attraverso il canale MCmicrocomputer. 


Compilare e spedire a 

MCmicrocomputer - Vìa Carlo Perrier 9, 00157 Roma 


Questo tagliando lo fotocopia o eguivaleniel deve essere inviato ad MCmicrocom- 
pvier, unitamente al materiale da selezionare, da pane degli autori di software che 
presentano i propri lavori per la recensione sulla rivista e l'inserimento nei canali PD. 

Il sottoscritto 

Cognome e Nome 

nato a il . . 

Codice Fiscale 

residente in 

invia il programma ...... 

dichiarando di esserne l'autore ed autorizzando MCmicrocomputer alla distribuzione 
secondo le regole ed < canali consueti del Pubblico Dominio. 


Data ... . Firma 


MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 


267 


PD SOFTWARE AMIGA 


L’appetito vien mangiando 

di Enrico M. Ferrsn 
IMC0Q12 su MC-Unk) 


Naturalmente intendiamo 
r«appeiitox di far programmi' 
sono aumentai/ gli arrivi postali 
di contributi alla nostra rubrica, 
finalmente i programmatori 
Italiani hanno preso il coraggio a 
quattro mani e fiduciosi ci 
sottopongono le loro creature. 
Ricociamo a quanti volessero 
inviarci un loro programma da 
Farci esaminare di inserire 
SEMPRE la cedola firmata con la 
quale si accetta l'immissione del 
proprio programma nel circuito 
PD. E gradita, e mollo, una 
descrizione cartacea che 
accompagni il dischetto o 
almeno un file di testo 
facilmente rintracciabile che 
contenga brevi note sul 
programma, a cosa serve, ecc. 
Eleggiamo «pacchetto del 
mese» quello inviatoci da 
Adriano De Minicis di Ugnano 
Sabbiadoro: busta imbottita, 
doppio strato di cartone 
protettivo intorno al dischetto e 
quest'ultimo avvolto 
accuratamente in foglio 
d'alluminio contro tutte 1^1 le 
radiazioni. Sono ovviamente 
ugualmente presi in 
considerazione i contributi 
telematici inviatici attraverso 
MC-Unk' a questo proposito 
rimandiamo all'ultima parte di 
quest'articolo per presentare una 
iniziativa di MC-Unk a favore del 
software PD Amiga 


Fonts2Printer 

Come molti sapranno tutte ìe stam- 
panti «serie» hanno, oltre ai set di ca- 
ratteri disponibili da switch o da soft- 
ware, la possibilità di caricare dei font 
esterni per aumentare le capacità della 
stampante. Spesso questi font esterni 
sono disponibili su cartuccia, altrimenti 
è possibile caricare in una apposita me- 
moria della stampante un font creato ex 
novo. Purtroppo questa è una operazio- 
ne lunga e complessa per creare il font 
bisogna ricorrere a complicale griglie e 
per «istruire» la stampante ad usare 
quel font bisogna creare piccoli pro- 
grammi appositi 0 inviare una sequenza 
di caratteri non propriamente imme- 
diata. 

Fonts2Printer risolve tutti questi pro- 
blemi: permette di disegnare come su 
un programma di grafica pittorica il font 
desiderato, e poi lo spedisce alla stam- 
pante. E non finisce qui: nella ultima 
versione del disco che ci è arrivato, l'au- 
tore, Francesco Voglioso di Gioia del 
Colle, ha incluso un praticissimo Con- 
verter per utilizzare font già esistenti 
senza essere costretti a crearne di nuo- 
vi appositamente. 

I programmi sono scritti in Amigaba- 
sic e questo purtroppo è la piu grave 
pecca, ma la giustificazione dell'autore 
è quanto mai onesta' «Era l'unico lin- 
guaggio non piratato che avessi», un al- 
tro (buon) programmatore mancato per 
l’eccessivo costo di linguaggi più evo- 
luti. 

Una premessa il programma 
Fonts2Pnnter e Converter è stato rea- 
lizzato nella versione per stampante 
Star LC10 e Star LC24- la compatibilità 
con altre 9 o 24 aghi non è affatto as- 
sicurata, l'autore promette comunque di 
aggiornare il programma con le specifi- 
che per altre stampanti se gli interessati 
gli invieranno le specifiche dei codici 
della propria stampante. 

Una volta caricato il programma si de- 
ve scegliere dal secondo menu se de- 


sideriamo ottenere un set in NLQ o solo 
in modo draft, altamente consigliato 
scegliere sempre il modo NLQ. À que- 
sto punto comparirà una griglia sulla 
quale possiamo liberamente disegnare 
il carattere del font voluto: sono presen- 
ti numerosi gadget grafici per ingrandire 
la griglia, riempirla con un fili grafico, 
ruotarla, invertirla e centrarla, con que- 
st'ultima operazione il contenuto della 
griglia viene automaticamente centrato 

Una volta creato un carattere (suppo- 
niamo una «a») si passa al successivo 
fino a definire l’intero set che può es- 
sere scrollato avanti e indietro attraver- 
so appositi gadget' a questo punto si 
salva il tutto su disco lavoro in una ap- 
posita directory (il programma è un po’ 
troppo «fiscale» su dove vada salvato il 
file, ma non e poi cosi difficile). 

Una volta definito l’intero set possia- 
mo «provarlo» sulla stampante tramite 
il primo menu: stabilito che tutto sia a 
posto possiamo procedere a caricare il 
font sulla stampante, operazione sem- 
plicissima e automatica grazie sempre 
al primo menu. 

Naturalmente creare un font in que- 
sta maniera è lungo e laborioso, ecco 
quindi che l’autore ha incluso un como- 
do convertitore per poter utilizzare tutti 
I font Amiga già disponibili. Il program- 
ma carica il font desiderato e lo conver- 
te visualizzando carattere dopo caratte- 
re come sta andando l’operazione: il 
programma è quasi totalmente privo di 
grafica e gadget, questo per avere un 
codice il piu rapido possibile, una con- 
versione di un font per una 24 aghi vie- 
ne effettuata in pochi minuti. E anche 
possibile specificare la conversione di 
un carattere in grassetto, sottolineato o 
italico. 

Il font COSI convertito è naturalmente 
caricabile da Fonts2Printer per una 
eventuale elaborazione o per essere 
spedilo alla stampante. Ottima l'idea di 
un tale programma e ottima la realizza- 
zione, speriamo solo in future versioni 
adattabili a piu stampanti. 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


PD SOFTWARE AMIGA 



SVD 

Da qualche tempo MC sta dedicando 
sempre più pagine al problema dei vi- 
rus, come avrete potuto notare dai re- 
centi articoli di Stefano Toria, e ci sem- 
bra una scelta ragionevole vista l'attuale 
insana passione di molti programmaton 
nell'escogitare sempre piu sofisticate 
bombe software. Da Fabrizio Filus di 
Milano CI giunge questo antivirus tutto 
Italiano e di ridottissime dimensioni: vo- 
lutamente il programma, scritto in As- 
sembler, occupa pochi byte per poter 
essere facilmente installato ovunque, la 
scarsa lunghezza del codice non signi- 
fica però che si tratti di un programma 
poco valido, anzi nell'acclusa documen- 
tazione ci si rende conto di come l'au- 
tore sia ferrato in materia di virus e ab- 
bia escogitato un ottimo modo per rile- 
varne la presenza in memoria. 

Il programma non si basa sull'indivi- 
duazione di virus conosciuti, ma dovreb- 
be riconoscere TUTTI i virus basandosi 
sul principio di funzionamento dei virus; 
perchè questo si installi al momento del 
reset esso deve modificare i puntatori 
di reset per farli puntare alla routine in 
memoria. Attraverso la comprensione 
del funzionamento del notissimo Virusx 
l'autore è riuscito a stabilire quali siano 
le diverse possibilità di avere i puntatori 
modificati e il suo programma si basa 
proprio su questo per riconoscere se 
qualcosa che è stato cambiato possa 
essere imputabile ad un virus; Filus si 
dichiara «convinto» che il suo program- 
ma non possa farsi fregare da nessun 
virus e noi speriamo che sia così. SVO 
toglie «solo» i virus dalla memoria, ma 
in pochi K di programma non si poteva 


pretendere di più. Unitamente al pro- 
gramma c'è una dettagliata descrizione 
del funzionamento del programma a li- 
vello di puntatori per chi volesse saper- 
ne di più. 

MC-Programs 

Da Maurizio Loreti della provincia di 
Padova riceviamo un dischetto fitto di 
directory, ognuna con svariati program- 
mi di utilità o di svago. Di ogni program- 
ma viene fornito il codice C sorgente, 
una completa documentazione accom- 
pagna il tutto. Alcuni di questi program- 
mi si basano su lavori già esistenti 
(sempre citati dall'autorel e per questo 
è possibile che siano simili a programmi 
già visti, citiamo alcuni dei più interes- 
santi programmi dei dischetto. 

Nella directory UTILS troviamo alcuni 
comandi DOS-like, ognuno col suo bra- 
vo help interno visualizzabile al lancio 
del programma: COLUMNS opera sulle 
colonne di un record, rimuovendole, 
eslraendole verso un file output o inse- 
rendo alla colonna X partendo da un se- 
condo file di input. 

DETAB sostituisce i codici TAB con 
dei BLANK, il comando accetta anche 
metacaratteri per sostituzioni su più di 
un file. 

Nella directory RPN troviamo un otti- 
mo programma interattivo che permet- 
te di eseguire calcoli aritmetici, trigono- 
metrici e statistici simulando, tramite 
mouse e tastiera, il funzionamento di un 
calcolatore Hewlett-Packard (modelli 
HP-11C) Una volta lanciato il program- 
ma si presenta su due finestre conte- 
nenti la prima i tasti del calcolatore e la 
seconda i registri dello stack ed i registri 


di memoria (alcuni ad accumulo per i ri- 
sultati parziali nei calcoli statistici). Il 
programma è sufficientemente flessibi- 
le per rimediare agli errori dell'utilizza- 
tore: se si tenta di fare operazioni proi- 
bite (ad esempio una divisione per zero) 
il programma segnala l'errore senza al- 
terare I registri per non compromettere 
eventuali risultati parziali, esiste comun- 
que la possibilità di riprendere l'ultimo 
dato usato, fare l'operazione inversa e 
riprisitinare quindi i registri 

Come esempio l'autore riporta 
l'esecuzione di un calcolo tipo 
ii(Log(x)-i-11/3,14.»: attraverso passaggi 
successivi (prima si esegue il Logarit- 
mo, poi la somma, ecc.) abbiamo i ri- 
sultati parziali e definitivi senza ricorrere 
a parentesi. Fra le funzioni disponibili ci- 
tiamo le funzioni tngonometriche com- 
plete, del programma vengono anche 
forniti tutti i sorgenti relativi. Nella dire- 
ctory CLOCK abbiamo un orologio da 
Workbench ed un timer, ognuno di ri- 
dotte dimensioni e «discreto» nell'appa- 
rire servono a chi, come il programma- 
tore stesso dichiara, perda la cognizione 
del tempo una volta davanti al compu- 
ter. 

Nella directory AVMEM c'è un pro- 
gramma di visualizzazione di memoria 
chip e fast. Il programma è un rifaci- 
mento del programma AVAILMEM so- 
vente causa di problemi. 

Nella directory DT troviamo un utile 
programma di controllo dischi: prima di 
trasportare floppy pieni di file sarebbe 
consigliabile controllarne il contenuto 
per essere sicuri che una volta a desti- 
nazione il tutto sia leggibile, tipicamente 
per le leggi di Murphy ci si accorge solo 
all'arrivo che i file in nostro possesso 


MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 


269 



PD SOFTWARE AMIGA 



sono tncopìabili o rovinati. DT esegue 
un controllo totale del disco, dei cilindri 
e settori e dei file in esso contenuti ri- 
portando eventuali errori. 

Nell’ultima directory PF troviamo una 
utility per stampare usando i font interni 
di una Hewlett-Packard Deskjel 500. Il 
programma spedisce l'esatta sequenza 
di ESCARE alla stampante e poi prov- 
vede a stampare uno o più file, invocato 
da CU con una sintassi DOS-like il pro- 
gramma accetta differenti parametri per 
determinare il tipo di stampa desidera- 
ta. 

CHP & Save-Prefs 

Da Adriano De Minicis. quello del 
pacchetto blindato citato all'inizio, rice- 
viamo un dischetto con due programmi 
che operano sulle scelte di sistema, le 
preference. 

CHP serve ad avere diversi system- 
configuration e passare dall'uno all’altro 
senza dover caricare ogni volta Prefe- 
rences, scordandosi magari la configu- 
razione originale. Un programma del ge- 
nere serve ad esempio quando più per- 
sone usano lo stesso Amiga ed ognuna 
vuole una configurazione individuale, o 
quando la configurazione di un tale di- 
schetto non piace, o anche quando ser- 
va avere diversi parametri di stampa: il 
bello di CHP è che può operare su parte 
0 su tutti I parametri selezionabili. 

Per prima cosa si crea il file di con- 
figurazione (sia con melodi «standard» 
Amiga sia usando il programma SAVE- 
PREFS che vediamo in seguito) al quale 
SI associa una icona di tipo PROJECT 
nella quale specificare come DEFAULT 
TOOL il programma «chp» (con even- 
tuale path per trovare il comando) Nella 
sezione TOOLTYPES dell’icona si spe- 


cifica «CHANGES=» scegliendo tra uno 
i più flag tipo «coiors» o «pointer» o 
«mousespeed», ecc. 

Basterà cliccare sull’icona con il no- 
me della configurazione desiderata per 
avere la configurazione desiderata, op- 
pure da CLI specificare il comando «chp 
nome_file_configurazione». 

Sono accluse come demo alcune 
configurazioni di mouse e di schermo 
mollo gradevoli già pronte per l'uso. 

SAVEPREFS serve a creare un file di 
configurazione per il programma CHP, 
salva le preference associando una ico- 
na e predisponendo il Tool e il Tool- 
types dell'icona in modo consono a 
CHP. Il programma una volta lanciato 
presenta numerosi gadget dai quali se- 
lezionare il tipo di preference da cam- 
biare. 

A parte l’ironia sulla confezione del 
pacchetto (peraltro giustificato visto il 
«trattamento» che spesso le poste de- 
stinano ai nostri pacchi) dobbiamo com- 
plimentarci con Adriano De Mìnicis per 
la presentazione del suo lavoro: una di- 
rectory per ogni programma, file di do- 
cumentazione dappertutto, ognuno ri- 
chiamabile da icona, gradevole grafica e 
design nelle icone dei programmi, dav- 
vero una presentazione estetica grade- 
vole, oltre alla indubbia utilità dei suoi 
programmi, vorremmo che fosse preso 
come esempio per i futuri contributon 
di questa rubrica. 

Fish Disk 

Il signor Fred Fish è un tranquillo 
americano che, appena nato l'Amiga, ha 
deciso di raccogliere il software di pub- 
blico dominio per fare una collezione da 
poter poi redistribuire a prezzi esigui. Il 
nostro amico Fernando Pesce non ap- 


pena esce un nuovo programma non 
commerciale se ne procura una copia 
(ma adesso e talmente famoso che i 
programmatori gli spediscono diretta- 
mente il materiale) la fornisce di una 
adeguata documentazione e la mette 
nella directory di un dischetto: quando 
questo è pieno diventa l'ennesimo di- 
schetto Fred Fish. Ogni dischetto si 
chiama «AmigaLlbdiskXXX» dove XXX e 
il numero progressivo che Fred assegna 
ai suoi dischi: ad ogni dischetto aggiun- 
ge le spiegazioni su cosa siano i Fred 
Fish e il contenuto del dischetto stesso, 
la cosa comica è che l’icona del dischet- 
to raffigura, ma guarda un po', un gra- 
zioso pesce a forma di dischetto. 

Cosi facendo Fred Fish e diventato il 
piu famoso collezionista di software PD 
del mondo Amiga, a marzo '91 i suoi di- 
schi ammontano alla considerevole cifra 
di 470 pezzi ed ogni mese ne escono 
circa dieci nuovi, questi dischi sono la 
piu autorevole ed ufficiale fonte dove 
reperire software Public Domain o Sha- 
reware. MC-Link, il servizio telematico 
della Techntmedia, ha ordinato l'intera 
collezione di Fred Fish e i suoi futuri ag- 
giornamenti con lo scopo di renderla di- 
sponibile agli utenti di MC-Unk. al mo- 
mento nel quale scriviamo la collezione 
e in arrivo e verrà inserita quanto prima, 
CI sono dei tempi tecnici legati alla com- 
pressione ed immissione Online di circa 
2500 file. É comunque già disponibile 
su MC-Link un programma data base 
(dal nome «Aquarium», tanto per resta- 
re in tema) attraverso il quale e possi- 
bile navigare nelle descrizioni di questi 
2500 file (e dei successivi aggiornamen- 
ti) per trovare il programma che più ci 
serve e sapere su quale Fred Fish fosse 
apparso. 

sss 


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MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 






sistema 48633-128 

Basato sul bus EISA, rappresenta 
Q più allo livello di prestazioni dispo- 
nibile su piattaforma a [trocessore 
singolo. 

Tra le principali caratteristiche tecni- 
cbe figurano la CPL 80486 a 33 
MHz. una .memoria cache esterna 
di 128 Kb ed una memoria Ram di 
4 Mb espandibile a bordo a 8/16/32 
Mb. Opzione per controller .SCSI 
con memoria cache 2/4/8 Mb. sche- 
da di rete e scheda video tutti con 
bus EISA. 

Il prezzo nella configurazione base 
con 4 Mb Ram. FDD da 1.44 Mb. 
controller IDE .AT bus. tastiera, mo- 
bile tipo desk top. è di 

Lire 9 . 990 . 000 * 



sistema 486 25 

Dotato di bus EISA combina ottima- 
mente l'alta (jualità con il prezzo de- 
cisamente competitivo. 

Tra le principali caratteristiche tecni- 
che la CPO 80486 a 25 MHz ed una 
memoria Ram di 2 Mb espandibile 
a bordo a 8/32 Mb. Opzione per con- 
troller SCSI con memoria cache 2/4/8 
MI), scheda di rete e scheda'video tut- 
ti con bus EISA. 

Il prezzo nella configurazione base 
con 2 Mb Ram. FDD da 1.44 Mb. 
conlroUer IDE AT bus. ta.sliera. mo- 
bile tipo desk toj). è di 

Lire 6 . 950 . 000 * 





PD SOFTWARE MAC 


di Valter Di Dio 


Mac alla riscossa 


Mentre siamo in attesa del 
software inviato dai lettori, 
proseguiamo con la 
presentazione di alcuni 
programmi di Pubblico Dominio 
o Shareware (per i quali ricordo 
che è gradito un piccolo 
contributo da inviare 
direttamente all'autore) fornitici 
da Microforum. 

Sono per la maggior parte 
giochi, questo non perché ci sia 
una precisa scelta editoriale in 
proposito, ma solo per motivi 
contingenti: evidentemente i 
giochi /(tirano» di più delle utility 
e quindi vengono preferiti a 
quest'ultime nel momento di 
scegliere quali programmi 
importare. Per ovviare a questo 
predominio abbiamo anche 
inserito alcuni programmi di 
pubblico dominio scaricati 
direttamente da MC-Link: si 
tratta di un INIT e un Cdev 
abbastanza divertenti. A tal 
proposito ricordo che gli INIT e i 
Cdev vanno semplicemente 
messi nella cartella sistema, 
mentre i DA devono essere 
installati con il programma 
FONT/DA Mover 


Kid Pìx 1.0 

by Craig Hickman 
1999 Public Domain 
Versione commerciale a 25$ 

I bambini, si sa, amano disegnare, an- 
che se il loro processo di disegno è ben 
diverso da quello di un adulto: al bam- 
bino non interessa tanto il prodotto fi- 
nito quanto il fatto di poter mettere su 
l'carta» le proprie idee usando tutto 
quello che gli capita a tiro. Perché allora 
non farli scarabocchiare con il Mac? È 
quanto si è proposto di ottenere l'auto- 
re di questo programma, del quale esi- 
ste anche una versione commerciale 
con la gestione del colore e una mag- 
gior scelta di opzioni. Con Kid Pix tutte 
le fasi di un disegno si svolgono da 
mouse, sono stati eliminati per quanto 
possibile i menu e anche l'operazione di 
scrittura testi si può fare senza la tastie- 
ra (che può quindi essere tolta di mez- 
zo). Le principali funzioni sono state si- 
stemate nel classico tool a sinistra del 
disegno e. una volta selezionate, fanno 
apparire in basso le scelte successive. 

Tutti I tool posseggono l’autorepeat, 
nel senso che, trascinando il mouse col 
pulsante premuto, vengono generati 
continuamente nuovi «segni» o della 
stessa dimensione o più spesso ingran- 
diti. Questo permette una facile ge- 
nerazione di festoni attraverso il video 
con effetti anche molto carini. 

Un'idea geniale è quella dei timbri: si 


tratta di una trentina di immagini che si 
scelgono da un tool e che si stampano 
sul video semplicemente cliccando nel 
posto voluto, anche t timbri hanno l'au- 
torepeat, basta quindi selezionare la 
stellina e muovere il mouse col tasto 
premuto per ottenere un magnifico cie- 
lo stellato. 

Nella versione commerciale i timbri 
sono in maggior quantità ed è inoltre 
possibile realizzarne di propri. 

Unico menu (a parte quello standard 
di Edit) a disposizione del bambino è il 
«File» che è stato modificato in modo 
da avere le icone al posto dei classici 
SAVE, SAVE AS, PRINT ecc. 

Tutti i file sono in formato PAINT e 
quindi perfettamente compatibili con 
tutto il software per Mac, Un'ultima 
considerazione va fatta: anche se svi- 
luppato per i più piccini, Kid Pìx è ottimo 
.anche per i grandi... 


Number Talk 1.0 

1999 - irvmg Software 
Public Domain 

Number Talk serve per imparare a 
contare (in inglese ovviamente). È stato 
scritto naturalmente per bambini in età 
prescolare, ma è utilissimo per adulti 



272 


MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 




PD SOFTWARE MAC 



che stanno incominciando a studiare 
l'inglese. Sicuramente in questo caso il 
fine non è certo di scrivere esattamente 
quanti oggetti il programma sta presen- 
tando, quanto piuttosto quello di com- 
prendere il nome dell'oggetto e la cor- 
retta pronuncia dei numero. La dizione 
è eccellente soprattutto se il Mac è col- 
legato all'impianto stereo. 

E se vogliamo imparare anche l'alfa- 
beto? 


Alpha Talk 1.0 

T989 - Irwng Software 
Public Domam 

Compagno di Number Talk questo 
programma serve ad apprendere lo 
speliing dell’alfabeto inglese. Come per 
Number Talk oltre ad essere utile per i 
bambini è estremamente comodo per 
chi inizia ad avvicinarsi all'inglese so- 
prattutto per l'alta qualità del sonoro, 
migliore anche dei soliti regìstratorini 
utilizzati nelle aule di lingua. 


The LawnZapper 1.0 

by Mark Schleupner 
ì989 Imperiai Software 
Shareware 15$) 

Si tratta di guidare una falciatrice at- 
traverso una sene di giardini con un nu- 
mero incredibile di ostacoli come talpe 


e relative tane, lattine di coca-cola, bot- 
tigliette e altri oggetti vari. Il suono è 
molto buono e il motore della falciatrice 
veramente realistico, ma la grafica la- 
scia un po’ a desiderare: usa solo una 
parte dello schermo e non gestisce ii 
colore. Si può giocare anche in due e in 
questo caso ci si alterna alla tastiera 
mentre il computer tiene il conto dei 
due punteggi separatamente. Gira sotto 
multifinder anche se non permette di 
cambiare applicazione. Peraltro, come 
tutti i giochini senza troppe pretese, fi- 
nisce per essere avvincente ed non è 
difficile farsi prendere la mano dall’eu- 
foria del record! 


Mactris 1.0 

by Kevm Vigor 
1990 Tvark Production 
Shareware (WS) 

Che dire di Tetris? Che è il gioco for- 
se più avvincente degli ultimi quattro 
anni? Che nella sua semplice comples- 
sità eguaglia probabilmente solo il cubo 
di Rubik? Che ne esistono versioni di 
tutti i tipi e per tutte le macchine in cir- 
colazione? Inutile parlare. Tetris va gio- 
cato! É solo quando siete davanti al 
quel maledetto corridoio da dove ven- 
gono giù i tetramini che Tetris si dimo- 
stra per quello che è: una lotta contro il 
tempo e contro il caso affidati soltanto 
al nostro colpo d'occhio e alla nostra ca- 
pacità di riconoscimento delle forme. 

Un tasto sbagliato e tutto il lavoro 
precedentemente fatto è rovinato; allo- 


ra, con l’acqua alla gola, si deve recu- 
perare l'errore prima che i pezzi ci sfug- 
gano di mano. E intanto quel maledetto 
gioco diventa sempre più veloce e si 
trasforma in una lotta airuitimo sangue 
contro il tempo. 

Questo è fetris. 

E questo è MacTris, niente di specia- 
le, niente suoni della steppa o grafica 
coloratissima, a Tetris non servono. 

Spartano è la parola adatta eppure, 
nella sua essenzialità, perfetto. Passe- 
rete sicuramente molte ore davanti a 
questo programma, e non ne rimpian- 
gerete neppure un minuto. 


Canfield 1.1 -h 

by Michael A. Castee! 

198à Computmg Capabilities Corporation 
Shareware (10$) 

Canfield è un solitario con le carte. In 
Italia non è molto conosciuto, almeno 
con questo nome, ma presto lo diven- 
terà; infatti si tratta del solitario distri- 
buito insieme a Windows 3 per MS- 
DOS. E nonostante questo per Mac sia 
di almeno 5 anni precedente non teme 
certo confronti, sia a livello di gioco (an- 
zi è leggermente più complicato) che di 
grafica con le carte perfettamente rico- 
noscibili anche su un monitor monocro- 
matico. Tra i tanti giochi per computer il 
solitario è forse l’unico che non soffre 
del passaggio dalle carte plastificate ai 
video, anzi forse ne guadagna visto che 
non si devono più mescolare e distribui- 
re le carte (anche se in un solitario che 


MCmicrocompuler n 107 - maggio 1991 


273 



PD SOFTWARE MAC 



Canfield: il '•solilario" che si può giocare m quanto. 

si rispetti la preparazione del tavolo fa 
parte del «ritO'')- In apertura viene pre- 
sentato un box di scelta del numero di 
giocatori, in effetti un po’ in contraddi- 
zione con il fatto che si tratti di un so- 
litario, poi vengono suonate le prime 
quattro battute di «The Entertainer» (dal 
film «La stangata») e quindi si entra nel 
vivo del gioco che consiste nel rimet- 
tere in sequenza i quattro semi di carte 
su quattro mucchietti appoggiandosi ad 
altri quattro già inizializzati dal compu- 
ter. È un gioco che aldilà delle apparen- 
ze richiede molta concentrazione ed 
una discreta strategia, infatti nella mag- 
gior parte delie volte il solitario, se gio- 
cato correttamente, riesce; mentre è 
facilissimo lasciarsi sfuggire un’occasio- 
ne favorevole e bloccare un gioco altri- 
menti risolvibile. Anche questo e senza 
ombra di dubbio un gioco che affascina, 
unica avvertenza: «non installarlo nei 
computer degli uffici». 


PopChar 1.1 

da filC-Link 
1989 G Blaschek 
CardWare 

CardWare? È un nuovo tipo di Public 
Domain, invece di mandare dei soldi 
l’autore prega chi trova il programma di 
suo gradimento di inviargli una cartolina 
del proprio paese con dei saluti; cosi da 
poter sapere se vale la pena di conti- 
nuare a fare il programmatore o è me- 
glio cambiare mestiere. 

Il programma e molto ben fatto ed e 
particolarmente utile a chi scrive spesso 
con caratteri speciali e font differenti, 
infatti a seconda del font i caratteri spe- 
ciali cambiano di posizione e di signifi- 
cato e si dovrebbe ricorrere continua- 
mente al DA Tastiera per sapere qual è 
la configurazione attiva in quel momen- 
to. Una volta trovato il tasto giusto non 
è però possibile inserirlo nel testo diret- 


tamente dal DA Tastiera e bisogna quin- 
di ricordarsi la combinazione vincente. 
Con PopChar, invece, basta cliccare nel- 
l'angolo attivo per veder spuntare tutta 
la tabella dei simboli speciali e portarsi 
sopra al carattere desiderato, quindi ri- 
lasciare il pulsante del mouse perché 
questo venga inserito direttamente nel 
testo che si sta scrivendo. Per scoprire 
il Font in uso PopChar scandisce tutti i 
menu dell’applicazione corrente fino a 
trovare il nome di font attivo; se l’ap- 
plicazione non ha un menu FONT que- 
sto può disorientare PopChar. 

La precedente versione era un INIT, 
mentre quest’uttima versione è un 
Cdev quindi potete aprirla da Control 
Panel per scegliere l'angolo attivo; co- 
me tutti questi aggeggi potrebbe creare 
i soliti problemi di conflitto con altri INIT 
installati; anzi nel file delle istruzioni e 
specificato un problema con «Mover», 
anche se a tutt'oggi non mi ha dato al- 
cun problema. 


Oliver's Buttons 1.0 



da MC-Link 

Olii/er's Button: un 1989 by Oliver Steele 
tocco di classe per i Pubhc Domain 
vostri rButton- 

E un INIT che sostituisce i normali 
bottoni del sistema, sia quelli di confer- 
ma che quelli di check, con altri dal di- 
segno più elegante; ad esempio i check 
invece della crocetta interna vengono 
marcati da un segno di spunta che sem- 
bra fatto con un pennarello. I tasti di 
conferma invece diventano tridimensio- 
nali (quasi come nel System 7) e quan- 
do premuti «vanno giu» come tasti veri. 

Abbastanza carino e non crea partico- 
lari conflitti con altri INIT, anzi, quando 
SI passa ad un Mac senza Oliver’s Bul- 
tons sembra che ci manchi qualcosa' 

556 


274 


MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 





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L)cggere 


Come preannunciato lo scorso mese, ci occupiamo in questa puntata di descrivere il 
primo dei due sottosistemi relativi alla lettura ed alla preparazione dei messaggi, la cui 
conoscenza è ovviamente fondamentale per poter utilizzare in modo completo 
il sistema 


Come oramai dovreste sapere MC- 
Link e. soprattutto, un sistema di mes- 
saggistica. Vero è che contiene anche 
diverse centinaia di MByte di program- 
mi di pubblico dominio per i più diffusi 
personal computer, ma ciò non toglie 
che esso nelle nostre intenzioni sia na- 
to e sì sia sviluppato per essere princi- 
palmente un sofisticato (anzi, secondo 
noi il più sofisticato) sistema di confe- 
renze elettroniche. In quest’ottica è 
chiaro che la maggior parte delle carat- 
teristiche del programma di gestione di 
MC-Unk sono state pensate ed imple- 
mentate proprio per rendere particolar- 
mente potenti, ma nel contempo sem- 
plici da usare, tutte le funzioni più di- 
rettamente connesse all'invio ed alla ri- 
cezione di messaggi. 

Bene, nella puntata di questo mese 
VI presento il primo dei due sottosisle- 
mi che permettono, appunto, la lettura 
e la preparazione dei messaggi, quello 
dedicato alla lettura e denominato 
Deggere; il prossimo mese vedremo 
invece quello dedicato alla scrittura e 
denominato Plreparare. Preciso subito 
che ciascuno di essi e a rigore un vero 
e proprio soflosrsrema in quanto, come 
vedremo, comprende piu menu sotto- 
stanti ed in quanto viene utilizzato in 
più punti del sistema stesso: in parti- 
colare in M)ailbox, nelle R)ubrìchd e 
nelle aree S)ervìzi 

Lfeggere 

Il comando di menu Deggere appa- 
re, come già sappiamo dalla volta scor- 
sa, solo dopo che l'utente ha effettuato 
una selezione fra i messaggi presenti 
in una data area di lettura, sia essa la 
mailbox che una conferenza. Il risultato 
di tale selezione (la quale, ricordo, può 
avvenire secondo molteplici criteri) è 
una lista di messaggi: essa viene man- 
tenuta internamente dal sistema fino a 


nuova selezione, è ordinata per numero 
di messaggio crescente (e dunque cro- 
nologicamente) ed è dimensionata per 
contenere al massimo mille messaggi. 

Ogni volta che tale lista è non vuota, 
e dunque c'e effettivamente qualcosa 
da leggere, appare la voce DeQgere 
nel menu. Attivandola si entra nel sot- 
tosistema LEGGERE il quale permette 
di ricevere, singolarmente o in soluzio- 
ne unica secondo varie modalità, i 
messaggi contenuti nella lista e/o quelli 
ad essi logicamente collegati (spieghe- 
rò quest'ultima cosa fra un attimol. 

II menu LEGGERE è riprodotto in fi- 
gura 1: come si vede esso contiene, 
oltre alle solite voci i>di servizio», ben 
quattro possibili modalità alternative di 
lettura che ora esamineremo una alla 
volta. 

Ueggere Sfingola 

La modalità di lettura denominata 
s/ngo/a compare per prima nel menu in 
quanto è presumibilmente la scelta più 
naturale ed usuale. Essa non fa altro 
che scandire uno dopo l’altro, in ordine 
lineare, i messaggi contenuti nella lista 
generata dalla precedente selezione. 
Ma non lasciatevi trarre in inganno: no- 
nostante tale semplicità concettuale, la 
lettura singola è in realtà quella piu ver- 
satile in quanto consente un gran nu- 
mero di operazioni sui messaggi da 
leggere. Ma prima dì parlare in detta- 
glio di queste operazioni vediamo pas- 
so passo cosa succede selezionando la 
lettura singola. 

Come prima cosa il sistema chiede 
da quale messaggio iniziare la lettura: il 
numero proposto come default (che 
l’utente può accettare dando in rispo- 
sta il solo Return) è quello del primo 
messaggio della lista, ma può essere 
specificato qualsiasi altro numero di 
messaggio purché, ovviamente, facen- 


te anch’esso parte della lista. Data que- 
sta risposta il sistema provvede a mo- 
strare sullo schermo il testo del mes- 
saggio. preceduto da un apposito rise- 
der, 0 testata, che raggruppa i principali 
dati «di servizio" dello stesso (vedremo 
dettagliatamente il suo formato in fine 
di puntata). 

Durante la visualizzazione avvengono 
alcune cose interessanti anche se 
spesso inosservate. Innanzitutto il te- 
sto, salvo esplicita indicazione contra- 
ria, viene giustificato; le parole poste in 
fine di riga vengono inoltre spezzate 
per andare a capo seguendo te corrette 
regole dell’ortografia italiana. Se poi il 
testo supera la lunghezza di una scher- 
mata (che per default è di 24 righe, ma 
tale valore è configurabile) esso scorre 
fino a riempire una «pagina» e poi si 
ferma automaticamente per dare modo 
all’utente di leggere con tranquillità. 

Durante tale pausa compare, in bas- 
so a sinistra sullo schermo, il simbolo 
di due punti: esso indica convenzional- 
mente che il sistema è in attesa ma è 
pronto a mostrare il testo rimanente su 
richiesta dell’utente. Questi può richie- 
dere la visualizzazione della pagina suc- 
cessiva premendo semplicemente la 
barra spaziatrice o un qualsiasi altro ta- 
sto. oppure può interrompere la visua- 
lizzazione del messaggio premendo la 
lettera Q. In qualsiasi momento, infine, 
è possibile interrompere temporanea- 
mente lo scroll con Control-S, ripren- 
derlo con Controt-Q ed uscire dalla vi- 
sualizzazione del messaggio corrente 
con Control-C. 

Terminata la lettura del primo mes- 
saggio della lista appare quindi il menu 
MESSAGGIO che vediamo in figura 2. 

Le varie voci di cui esso è composto 
permettono all’utente di scegliere non 
solo come proseguire nella lettura, ma 
anche cosa eventualmente fare del 
messaggio appena letto. In figura sono 


MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 


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MC-LINK 


LEGGERE; Slingola. Ouldata, Clontlnua, Plrotocollo, H)elp, /, 0>uit7 


figura I - Db! /vanu LEGGEHE si 
possono BUivare Ben quattro mtxJs- 
hla di lettura dei messaggi preceden- 
temente seleaionati 


HE33AGG10[3/3] : Alttuale, 31ucc, Plrec, LSogico, R)isp, Dnvio, Oanc. H)elp. 
/, aiult? 


Figura 2 ■ Il menu MESSAGGIO rag- 
gruppa una vasta sene di opiioni che 
operano sul messaggio corrente o 
permettono di passare alla lettura di 
un nuova massaio 


mostrate tutte le voci possibili del me- 
nu: ricordo che, come al solito, in certe 
situazioni alcune di esse non vengono 
proposte in quanto sarebbero prive di 
senso. 

Vorrei inoltre notare che il sistema, 
come promemoria, indica nel menu 
MESSAGGIO anche il numero progres- 
sivo del messaggio appena letto, ovvia- 
mente inteso neH’ambito della lista pre- 
cedentemente selezionata: cosi ad 
esempio l'indicazione [2/3j che vedia- 
mo in figura 2 significa che il messag- 
gio appena letto era il secondo su un 
totale di tre messaggi complessiva- 
mente da leggere. Il «messaggio appe- 
na ietto» ha un ruolo particolare ed im- 
portante perché viene ad essere l'og- 
getto di alcune delle azioni previste dal 
menu: ad esso mi riferirò, ora e nel se- 
guito. mediante i termini messaggio 
corrente o messaggio attuale. 

Ma vediamo una ad una le voci che 
possono comparire nel menu MES- 
SAGGIO. A)ttuale non fa che ripetere 
la visualizzazione del messaggio corren- 
te: sjucc avanza di una posizione nella 
lista e mostra il messaggio successivo 
a quello corrente: P)rec torna indietro 
di una posizione nella lista e mostra il 
messaggio precedente a quello corren- 
te; Dogico attiva la speciale modalità 
di lettura logica che si differenzia da 
quella normale, che come detto è cro- 
nologica, in quanto tiene conto delle re- 
lazioni logiche intercorrenti fra i mes- 
saggi stessi (lo spiegherò meglio fra un 
attimo), R)isp consente di rispondere 
immediatamente al messaggio corren- 
te per proseguire poi nella normale let- 
tura (tale voce dunque attiva tempora- 
neamente il sottosistema Pjreparare 
che vedremo nella prossima puntata); 
■Invio consente di «girare» il messag- 
gio corrente ad un altro utente; Ciane 
provoca la cancellazione fisica del mes- 
saggio corrente. 

Naturalmente S)ucc non appare se il 
messaggio corrente è l'ultimo (o il solo) 
della lista, cosi come Plrec non appare 
se il messaggio corrente è il primo (o il 
solo) della lista: LIogico non appare se 


il messaggio corrente non ha collega- 
menti logici con altri messaggi; R|ìsp 
non appare se ci si trova in un'area a 
sola lettura (alcune aree di sistema lo 
sono), Hnvlo non appare se non si è 
destinatari del messaggio; Ciane infine 
non appare se non si ha il diritto di can- 
cellare il messaggio (ne abbiamo parla- 
to il mese scorso). 

Ueggere S)ìngola LIogico 

Un paragrafo a parte menta la lettura 
logica per la sua importanza e la relati- 
va complessità del concetto. 

Essa, come dicevo prima, serve per 
poter scorrere un insieme di messaggi 
non secondo l'ordine cronologico, ma 
secondo quello logico dato dalla suc- 
cessione di risposte ad un dato mes- 
saggio. Succede spesso, specie nelle 
conferenze più attive, che un certo 
messaggio generi diverse risposte: e 
magari alcune di queste risposte gene- 
rano a loro volta delle ulteriori risposte 
e cosi via. Purtroppo la normale lettura 
cronologica non consente di evidenzia- 
re il rapporto gerarchico intercorrente 
fra questi messaggi, che poi è il vero e 
proprio filo logico che li lega l'uno all'al- 
tro. Anzi lo spezza irrimediabilmente' è 
chiaro infatti che una risposta recente 
ad un vecchio messaggio risulterà da 
esso separata da molti altri messaggi, I 
quali non hanno niente a che fare con 
essi, ma confondono l'andamento dei 
discorso. 

Bene, la lettura logica serve appunto 
ad ovviare a tutti questi problemi. Il su- 
bstrato tecnico sulla quale essa si basa 
è concettualmente piuttosto semplice: 
ogni messaggio presente sul sistema è 
posto in grado di «sapere» se possiede 
delle risposte o se esso stesso è stato 
creato quale risposta ad un messaggio 
precedente- (In particolare un messag- 
gio e una «risposta» se viene creato 
col comando Rlisp visto poc'anzi). 
Questa informazione viene mantenuta 
mediante la presenza in ciascun mes- 
saggio di opportuni puntatori, automati- 
camente aggiornati, i quali codificano le 


relazioni logiche intercorrenti fra i vari 
messaggi. La lettura logica consente 
appunto di «navigare» lungo la catena 
di questi puntatori per scorrere, in mo- 
do naturale, i vari membri di una fami- 
glia di messaggi logicamente correlati. 

Per potervi spiegare bene come fun- 
zioni la cosa lasciatemi introdurre un 
po’ di terminologia convenzionale che 
serve a chiarirci le idee. Supponiamo 
che il messaggio numero 1 abbia avuto 
due messaggi di risposta, per la preci- 
sione il numero 2 ed il numero 3. il nu- 
mero 2 ha a sua volta avuto un mes- 
saggio di risposta che è il numero 4 
Usando i normali termini con cui si 
esprimono le parentele umane possia- 
mo dire che il messaggio 1 ha due figli, 
che sono i messaggi 2 e 3; questi due 
messaggi sono dunque fratelli in quan- 
to hanno il medesimo padre, cioè il 
messaggio 1. Il messaggio 2 è inoltre 
padre a sua volta del messaggio 4, il 
quale è pertanto nipote del messaggio 
1. Tutto chiaro fin qui’ Andiamo avanti: 
conviene infatti stabilire anche un ordi- 
namento fra i vari fratelli, ossia fra i figli 
di un stesso padre' diciamo dunque 
che il fratello «più anziano», ossia quel- 
lo venuto cronologicamente prima degli 
altfi, si trova a sinistra-, quelli «più gio- 
vani», ossia più recenti, si trovano alla 
sua destra e sono rigorosamente ordi- 
nati in termini cronologici, cosicché 
quello più a destra di tutti è anche il 
più giovane di tutti. 

Fatta la conoscenza di questa termi- 
nologia particolarmente vivida ed 
espressiva possiamo infine passare a 
commentare il sottomenu LOGICO (fi- 
gura 3) il quale raggruppa tutte le pos- 
sibili scelte di «navigazione gerarchica» 
fra messaggi appartenenti ad un mede- 
simo filo logico; anche in questo caso 
vale la solita avvertenza per cui tali 
scelte possono non essere tutte con- 
temporaneamente presenti a seconda 
delle situazioni. A)ttuale, come prima, 
mostra nuovamente il messaggio cor- 
rente; P)adre mostra il padre del mes- 
saggio corrente e lo rende corrente a 
sua volta. F)ÌglÌo mostra il figlio del 


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MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


MC-UNK 


figure 3-11 sonomgnu LOGICO im- 
plemente le lumiom di lettura logica 
che permeltono di navigere in un in- 
sieme di messaggi nspellando le re- 
lazioni gerarc/ijcfie che h legano l'uno 
all'altro 


LOGICO: Alttuale, Pladre. Pllgllo. DIestra. Slinlstra, Rlisp, Dnvlo. Ciane, 
Hlelp. /, OlultTq 


Figura 4 ■ Il rnenu PROTOCOLLO è 
usato, oltre che dalla lettura sotto 
protocollo, anche dal Flileboi e dal- 
l'area Plrogramirii 


PROTOCOLLO: Alscli, Klerait, C)rc-x>odeB, Xlaodea. YlaodeB. Zlaodea, Hlelp, /, 
Q)uit?q 


messaggio corrente e lo rende corren- 
te a sua volta: DIestra mostra il fratel- 
lo di destra del messaggio corrente e 
lo rende corrente a sua volta: Slinìstra 
mostra il fratello di sinistra del messag- 
gio corrente e lo rende corrente a sua 
volta. Rlisp. Hnvio e Ciane funzionano 
come spiegato in precedenza per la let- 
tura singola. 

La voce Pladre non viene mostrata 
se il messaggio corrente non ha un pa- 
dre (ossia non è una risposta ad un al- 
tro messaggio): Fliglio non compare 
se il messaggio corrente non ha figli; 
DIestra non compare se il messaggio 
corrente non ha fratelli di destra e S|i- 
nistra non compare se esso non ha 
fratelli di sinistra. 

Con questi comandi si può seguire il 
filo logico di una famiglia di messaggi 
passando dall’uno all’altro a piacimen- 
to: si può risalire aH’intìietro dal padre 
al nonno e così via, o scendere lungo 
la linea dei discendenti, o ancora sof- 
fermarsi sui fratelli e da uno di essi 
magari imboccare un nuovo ramo in sa- 
lita 0 in discesa; il tutto con la massi- 
ma libertà e senza alcun vincolo opera- 
tivo. Una volta entrati nel sottomenu di 
lettura logica vi si può rimanere a pia- 
cimento: la navigazione infatti non è li- 
mitata ai soli messaggi appartenenti al- 
la lista preselezionata, ché altrimenti 
avrebbe ben poca utilità, ma può spa- 
ziare nell'intero insieme di tutti i mes- 
saggi contenuti nell’area in cui ci si tro- 
va. In questo modo si possono riper- 
correre fili logici anche molto estesi e 
risalenti a parecchio tempo nel passa- 
to- 

Una volta terminata la navigazione si 
può tornare al menu LEGGERE utiliz- 
zaVido comando Q)uit il quale, cosa im- 
portante, riporta allo stesso identico 
punto nel quale si era lasciato tale me- 
nu per passare al menu LOGICO. Da 
notare che la lista preselezionata che si 
aveva m precedenza non è stata persa, 
cosicché si può tranquillamente prose- 
guire nella normale lettura cronologica 
riprendendola esattamente da dove ci 
SI trovava. In pratica, dunque, la lettura 


logica è una vera e propria «parentesi» 
in quella cronologica, attivabile in qual- 
siasi momento senza effetti collaterali; 
ed è questo che la rende uno strumen- 
to estremamente potente ed utile. 

Lleggere Gluidata 

La lettura guidata è più veloce di 
quella singola, ma assai meno potente; 
essa infatti procede solo sequenzial- 
mente in avanti nella lista preseleziona- 
ta. Di contro ha la possibilità, che man- 
ca nella lettura singola, di scegliere se 
leggere o meno un messaggio dopo 
averne controllato Vheader. Come ac- 
cennavo prima esso è QueU’insieme di 
notizie che permettono l'identificazione 
del messaggio stesso; ne parleremo in 
dettaglio tra poco ma credo sia già no- 
to che esso comprende, fra l’altro, il 
nome del mittente e l’oggetto del mes- 
saggio. 

La lettura guidata mostra dunque 
l’header di ciascun messaggio e poi si 
ferma chiedendo il da farsi; le azioni 
possibili a questo punto sono tre: si 
può leggere il messaggio e passare al 
successivo, non leggerlo e saltare di- 
rettamente al successivo, uscire defini- 
tivamente dalla lettura. 

È chiaro che la lettura guidata si ap- 
plica specialmente in quei casi in cui si 
vuole dare solo una scorsa veloce ad 
un insieme di messaggi, magari già sa- 
pendo in anticipo che se ne leggeranno 
solo pochi di essi- 

Ljeggere Oontinua 

La lettura continua è la più spartana 
e. dunque, la meno usata di tutte: con- 
siste in pratica nella semplice visualiz- 
zazione sequenziale di tutti i messaggi 
preselezionati, per esteso e senza pau- 
se fra l’uno e l’altro. È utile soprattutto 
alle basse velocità di trasmissione, 
quando è possibile una lettura agevole 
in diretta senza interventi da parte del- 
l'utente Naturalmente i tre tasti di con- 
trollo citati prima agiscono corretta- 
mente, e dunque è sempre possibile 


bloccare momentaneamente o inter- 
rompere del tutto lo scorrimento del 
lesto sullo schermo- 

L)eggere PJrotocollo 

La lettura sotto protocollo non e, a ri- 
gore, una vera e propria lettura in quan- 
to il testo non scorre «in diretta» sullo 
schermo ma viene invece inviato al 
computer dell’utente sotto forma di fi- 
le, affinchè egli possa leggerlo con co- 
modo una volta scollegato. Si tratta, 
com'è facile intuire, di una soluzione 
molto efficace dal punto di vista della 
praticità di uso e del contenimento dei 
costi di collegamento; tuttavia si rivela 
inferiore come potenza alla lettura sin- 
gola effettuata «on line» in quanto non 
permette di esplicitare le relazioni logi- 
che fra i messaggi- 

Alla scelta della lettura sotto proto- 
collo il sistema risponde creando un fi- 
le che contiene, per esteso, i messaggi 
compresi nella lista preselezionata. Tale 
file può opzionalmente essere com- 
presso per minimizzare i costi di tra- 
smissione; il metodo di compressione 
utilizzato è compatibile con il formato 
detto ARC, il quale è uno dei più anzia- 
ni presenti sul mercato e come tale è 
adottato da noti compressori di Public 
Domain disponibili oramai su qualsiasi 
piattaforma. 

Il file così ottenuto viene poi trasfe- 
rito al sistema deH’utente come se si 
trattasse di un programma; per fare ciò 
viene dunque invocato il menu PROTO- 
COLLO (figura 4), che ritroviamo tale e 
quale sia in Flllebox che in area Piro- 
grammi. Tale menu consente la scelta 
fra i più diffusi protocolli binan a rileva- 
zione e correzione d’errore (Xmodem 
con e senza CRC, Ymodem, Zmodem, 
Kermit), nonché l’eventuale «no-proto- 
col» 0 trasferimento ASCII, utile ad 
esempio quando si lavori su linee in- 
trinsecamente prive di errori quali i col- 
legamenti diretti tramite X.25 o modem 
MNP. 

Il nome del file crealo dal sistema e 
in formato basico MS-DOS (otto carat- 


MCmicfocomputer n 107 - maggio 1991 


279 


MC-LINK 


rubriche/linguaggi/C-PLUSPLUS 
Magi 37. 24/83/91 15:28 15551 
Figlio: Msgl 39 
Da: HC8531 Enrico Coloabini 


Oggetto: Free Store 


Inizio della testata del aessaggio 

Relazioni logiche (riga opzionale) 
Mittente 

Fine della testata del nessaggio 
Oggetto del aessaggio 
11 testo del aessaggio segue 


MAILBOX 

Hsgt 88256, 87/84/91 16:56 [197| 
Padre; Msgl 88228 
Da: MC8883 Bo Arnlllit 
A : MC8B86 Corrado Giustozzi 


Oggetto: Rc:Tape Drive 


Inizio della testata del aessaggio 

Relazioni logiche (riga opzionale) 
Mittente 

Destinatario (solo per la Mailbox) 
Fine della testata del aessaggio 
Oggetto del messaggio 
11 testo del aessaggio segue 


Figura 5 - Oue esempi di header. o 
lestste. di messeggi. la prima 6 nat- 
ia da una conferenza e la seconda 
dalla mailOox 


ieri piu un punto più un'estensione di 
tre caratteri) in modo da risultare com- 
patibile con qualsiasi file System anche 
non MS-DOS: esso inoltre è formato in 
modo da essere per quanto possibile 
non ambiguo, cosi da evitare eventuali 
collisioni con file preesistenti sul siste- 
ma dell'utente- 

La base del nome comprende per- 
tanto quattro lettere che sono le prime 
del nome dell'area dalla quale i mes- 
saggi provengono, e quattro cifre che 
indicano il maggiore fra i messaggi in 
esso contenuti; l’estensione è TXT se 
il file non è compresso ed ARC se in- 
vece lo e. 


// formato dello header 

Vediamo infine brevemente il forma- 
to dello header con cui il sistema pre- 
senta I messaggi, siano essi mostrati a 
video o spediti sotto forma dì file. 

Vediamo dunque m figura 5 due 
esempi di header, tratti rispettivamente 
da un messaggio di conferenza ed uno 
di mailbox. L'unica differenza tra i due, 
lo dico subito, consìste nel campo «de- 
stinatario» che ovviamente è presente 
solo in mailbox. 

Apre la testata del messaggio una ri- 
ga composta da 40 segni di uguale; es- 
sa è stata prevista per facilitare la vita 


ad un eventuale programma che debba 
elaborare automaticamente un file di 
messaggi per estreme i singoli elemen- 
ti. Segue una riga che indica l'area di 
appartenenza del messaggio. Quindi 
una riga che contiene, in successione, 
il numero di protocollo del messaggio, 
la data e l'ora di spedizione, la lunghez- 
za in caratteri del testo (quest'ultimo 
valore racchiuso tra parentesi quadre). 
Se il messaggio possiede relazioni logi- 
che che lo legano ad altri messaggi 
compare a questo punto una riga che 
ne riassume quelle principali: messag- 
gio padre, figlio o figli, numero dei figli 
se maggiore di uno. Segue poi una riga 
con l'indicazione del mittente, in codice 
e per esteso; ed inoltre, ma solo per la 
mailbox, un'ulteriore riga con l'indica- 
zione del destinatario. La testata si 
conclude a questo punto con una riga 
di quaranta trattini, cui segue un'ultima 
riga che contiene l'indicazione dell'og- 
getto del messaggio, Per i messaggi 
«figli», ossia quelli generati come rispo- 
sta ad un messaggio precedente, l'og- 
getto è generalmente composto dal 
prefisso «Re:» seguito dall’oggetto del 
messaggio originale' è il sistema stes- 
so che propone tale oggetto come de- 
fault all'atto della creazione del mes- 
saggio di risposta, in modo da mante- 
nere anche nell'oggetto un segnale del- 
la relazione di «parentela» fra i due 
messaggi. 

Conclusione 

Abbiamo cosi concluso l’esame rav- 
vicinato del sottosistema di lettura dei 
messaggi. Nella prossima puntata, co- 
me promesso, mi occuperò di descri- 
vervi quello che permette di prepararli 
ed inviarli. «g 

MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 


un mondo di idee, informazioni, 
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280 






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APPUNTI DI INFORMATICA 


/ sistemi dedicati alle 
applicazioni grafiche moderne 
richiedono dispositivi in grado 
di generare immagini a 
risoluzione elevata, con un 
elevato numero di colori ed a 
frequenze vicine a quelle 
della ritraccia dell'Immagine 
televisiva. La necessità di 
ottemperare a tali requisiti ha 
spinto le case produttrici di 
componenti elettronici a 
produrre dei dispositivi utili a 
risolvere I problemi anzidetti. 
Le videoRAM, particolari 
memorie a doppia porta, 
permettono di risolvere il 
collo di bottiglia legato 
all'accesso simultaneo in 
scrittura da parte del 
processore che genera 
l'immagine e in lettura dal 
video controller che rinfresca 
l'immagine sullo schermo 


coordinamento di Andrea de Prisco 


Le vìdeoRAM 

di Giuseppe Cardinale Ciccotti 


Prestazioni grafiche avanzate 

La richiesta di un'interazione spinta 
fra operatore e sistema di calcolo pre- 
suppone necessariamente una risposta 
in «tempo reale» da parte del sistema 
stesso. Questa affermazione è ancora 
più significativa quando si utilizzi un si- 
stema grafico la cui principale caratteri- 
stica è quella di permettere l'interazione 
attraverso la manipolazione di elementi 
grafici più o meno complessi. 

Premesso che i sistemi di calcolo at- 
tuali dedicati o meno, permettono la 
manipolazione di questi elementi, rima- 
ne comunque il problema di generare 
l'immagine video con una frequenza pa- 
ri a quella delia ritraccia dello schermo. 
L'implementazione di dispositivi ad ar- 
chitettura Von Neumann cioè caratteriz- 
zati da un solo bus per t dati, non per- 
mette di ottenere le prestazioni richie- 
ste per le inevitabili collisioni tra il pro- 
cessore grafico e il controllore video. 
Tuttavia la semplicità costruttiva di que- 
sto schema, ne hanno consentito una 
diffusione estesa per lo meno per le ap- 
plicazioni meno avanzate e per tutti i di- 


spositivi grafici «generai purpose»; è 
naturale perciò che esistano in commer- 
cio componenti che nello stesso chip in- 
globino sia la gestione delle primitive 
grafiche, caratteristica dei processori 
grafici, sia le funzioni temporizzate per 
la ritraccia del quadro proprie dei video 
controller. 

Uno schema siffatto prevede che il 
frame buffer sia basato su un banco di 
memoria dinamica di uso generale: in 
tal modo si possono disporre di frame 
buffer di capacità elevata contenendo i 
costi e l’ingombro, a scapito però della 
velocità del sistema grafico. 

Se però andiamo a fare i conti dei 
tempi che sono necessari alla ritraccia 
del video, otteniamo una formula del ti- 
po: 

h'vbp-fr 

w = dimensione del bus del frame buffer 
h = altezza del frame buffer 
v = larghezza del frame buffer 
bp = numero di biiplane 
fr = frequenza di refresh 
tp = tempo di pixel 

che restituisce per eccesso, in quanto 



Figura J - Schema lumionale ài sistema grafico con wdeoSAM Da notare l'erchitetlura non-Von Neumann 
per la presenza ài due canali di comunicazione alla memoria, uno parallelo ed uno serrale. 


282 


MCmicrocomputer n, 107 • maggio 1991 


APPUNTI DI INFORMATICA 



non sono considerati i tempi di blanking 
orizzontali e verticali, il tempo a dispo- 
sizione per accedere ai dati relativi ad 
un pixel e generare I segnali necessari 
da passare ai monitor. Si vede facilmen- 
te che non è possibile aumentare inde- 
finitamente la risoluzione del frame buf- 
fer. in quanto il tempo disponibile per 
ciascun pixel decresce proporzional- 
mente. Se tale tempo è minore del 
tempo di accesso della DRAM che co- 
stituisce il frame buffer è chiaro che 
non è possibile rinfrescare il video in 
tempo utile. 

Bisogna poi considerare che non si 
può utilizzare tutto il tempo di accesso 
per il rinfresco del video perché abbia- 
mo necessità di poter scrivere nel fra- 
me buffer stesso e che i dati estratti dal 
frame buffer devono essere serializzati 
e convertiti dal DAC, senza considerare 
la necessità di dover effettuare il re- 
fresh delle DRAM stesse. 

Queste considerazioni inducono a 
studiare diverse alternative strutturali 
del frame buffer; per rimuover© il collo 
di bottiglia, è indispensabile disporre di 
un numero maggiore di canali di comu- 
nicazione verso la memoria, in modo da 
evitare le collisioni nell'accesso o per- 
lomeno limitarle. 

Utilizzando delle memorie a doppia 
porta è possibile adoperare un canale 
per le operazioni grafiche e l’altro per il 
video controller, come in figura 1, limi- 
tando il caso della collisione soltanto al 
raro accesso simultaneo alla stessa lo- 
cazione di memoria, è chiaro che un 
componente del genere è molto più in- 
gombrante e costoso della DRAM stes- 
sa, per la presenza di un doppio bus e 
di un arbitro per l'accesso simultaneo 
ad una stessa locazione. 

Le vìdeoRAM 

componenti specifiche 

per i dispositivi grafici avanzati 

1 costruttori di componenti sempre at- 
tenti ad offrire ai progettisti dei dispo- 


Figure 2 - St/utfura interna rfi una viàeoMM 
sMt regtsier delia porta senaie 


sitivi che II facilitino nella progettazione, 
hanno introdotto qualche anno fa una 
memoria doppia porta appositamente 
progettata per i frame buffer. 

Queste memorie, dette videoRAM, 
hanno la caratteristica particolare di pos- 
sedere due porte indipendenti, una pa- 
rallela come quella delle DRAM stan- 
dard e l'altra seriale in modo da evitare 


il serializzaiore a valle della memoria 
stessa. La porta seriale, indicata dalla si- 
gla SAM (Serial Access Memory), è di 
tipo statico ad alta velocità e funziona 
come uno shift register, con la caratte- 
ristica di offrire un caricamento parallelo 
molto rapido- 

In figura 2 è illustrata la struttura in- 
terna di una videoRAM di 256 kbit or- 


^ ^lettura dato l'^^ettura dato 2^^ '^^^Jstmazwne^ 

Memoria senza operazioni logiche 

fattura sorgent^^^scritHira destinazione con operazione logica^ 

Memoria con operazioni logiche 

a videoRAM capace di lumioni logiche i diagrammi s 


ur.mìrrrv.nmDiJter n, 107 - maggio 1991 


283 


APPUNTI DI INFORMATICA 


operazione logica 

risultato 

ZERO 

0-0 

ANDl 

d'S and d 

AND2 

d=s and d 

AND3 

d=s and d 

THflOUeH 

d=s 

EOR 

d=s and d or s ano d 

ORI 

d“S or d 

NOR 

d-s and d 

ENOR 

d=s and d or s and d 

INVI 

d-5 

OR 2 

d=s or d 

INV2 

d=d 

OR 3 

d=s or d 

NANO 

d“S or d 

ONE 

d-1 


Figurg 4 - Alcune delle 
operazioni logiche di- 
sponibili nelle video- 
RAM prodotte dalla Hi- 
tachi Coma SI vede il 
set é rnoUo completo 
garaniantìo un'elevata 
flessibilità d'impiego 
‘d- indica le locazione 
destinazione ed >5" 
quella sorgenre 


ganizzata in quattro piani di 256x256 
bit: si possono notare le due diverse 
porte e come la porta seriale sia in ef- 
fetti costituita da uno shift register per 
piano, lungo quanto una riga della RAM; 
in tal modo è possibile, impostando so- 
lo l’indirizzo di riga, caricare per esem- 
pio 256 bit che poi possono essere 
mandati al DAC con la frequenza richie- 
sta. 

Nello stesso momento è possibile 
modificare i dati contenuti nel frame 
buffer accedendo alle memorie dalla 
porta parallela, senza problemi di colli- 
sione a tutto vantaggio della velocità di 
risposta del sistema grafico. 

La possibilità di collisione è in tal mo- 
do limitata al caso in cui dalla porta pa- 
rallela si voglia accedere ad un bit della 
riga che deve essere caricata sul regi- 
stro a scorrimento. 

Le videoRAM offrono in genere diver- 
se modalità d'accesso oltre a quelle 
proprie delle DRAM, permettono ad 
esempio la scrittura mascherata che 
consiste nello specificare quali dei piani 
debba essere interessato alla scrittura 
sulla porta parallela semplicemente 
mettendo ad uno il bit associato ad ogni 
piano nel registro di maschera. 

Come s'è già accennato, per accede- 
re dalla porta seriale è suHiciente spe- 
cificare l'indirizzo della riga dalla quale si 
vuole leggere e successivamente pre- 
levare ordinatamente i bit dallo shift re- 
gister con una temporizzazione specifi- 
cata su un pin particolare spesso detto 
‘■shift clock». 


Naturalmente nell'utilizzo di una me- 
moria del tipo che abbiamo descritto è 
necessario considerare che il carica- 
mento dello shift register è necessaria- 
mente più lungo del tempo di shift, per- 
tanto dovrà essere effettuato di prefe- 
renza durante quella manciata di micro- 
secondi a disposizione durante la ntrac- 
cia orizzontale, mentre lo shift può av- 
venire a frequenze deH’ordine delle 
decine di Megahertz. 

Caratteristica spesso trascurata è che 
la porta seriale può essere utilizzata an- 
che per operazioni di scrittura, e la sua 
velocità potrebbe essere sfruttata per 
dispositivi come i nframe grabber», che 
sono devoluti per l'acquisizione di im- 
magini da sorgenti esterne. 

VideoRAM a fumioni avanzate 

Sul mercato sono presenti delle vi- 
deoRAM che offrono delie funzioni an- 
cora piu avanzate di quelle finora espo- 
ste, Osservato che la maggior pane del- 
le più comuni operazioni grafiche è co- 
stituita da semplici operazioni logiche, 
mentre alcuni costruttori hanno seguito 
la strada “classica» di progettare circuiti 
specializzati e veloci spesso come parte 
dei processori grafici, altri hanno pensa- 
to che si potesse delegare l'esecuzione 
delle funzioni logiche direttamente alla 
memona. In effetti se si disponesse di 
una unità logica interna alla memoria si 
potrebbero evitare i costosi cicli «read- 
modify-write» che un processore deve 
effettuare per eseguire anche un sem- 


plice AND fra due zone del frame buf- 
fer. 

Per puntualizzare meglio il problema, 
facciamo un esempio concreto riferen- 
doci alta figura 3; vogliamo eseguire 
un'operazione logica elementare fra due 
zone del frame buffer. Nel caso in cui 
non disponiamo di una memoria con 
funzioni logiche, il processore grafico 
dovrà eseguire l'operazione per tutti i 
bit della zona, ciò significa la lettura dei 
dati della prima zona, la lettura dei dati 
della seconda, l'esecuzione dell'opera- 
zione e la scrittura del risultato nella zo- 
na destinazione. 

Questi passi vanno eseguiti necessa- 
riamente in modo seriale, perché non è 
possibile leggere i due dati contempo- 
raneamente, né la situazione cambia se 
una delle due zone coincide con la de- 
stinazione. Se invece disponiamo di vi- 
deoRAM in grado di effettuare operazio- 
ni logiche e come, nella maggior parte 
dei casi avviene, l'operazione avviene 
fra sorgente e destinazione, si possono 
risparmiare cicli preziosi; basta infatti 
leggere il dato sorgente e scriverlo nella 
destinazione specificando un codice 
che individua l'operazione logica da ef- 
fettuare. 

In tal modo il processore esegue sol- 
tanto un ciclo “read-write» molto più ra- 
pido del «read-modifv-write». 

Se si considera inoltre che il numero 
di funzioni disponibili non e affatto limi- 
tato come potete vedere, figura 4. in un 
esempio estratto dal catalogo Hitachi, si 
può ben comprendere la versatilità e 
l'efficienza di memorie siffatte. 


Conclusione 

L'evoluzione tecnologica 'consente di 
risolvere problemi che le crescenti esi- 
genze pongono ai progettisti. Perciò è 
prevedibile che la diffusione di disposi- 
tivi grafici a risoluzione elevata e a 24 o 
32 bitplane porterà alla produzione este- 
sa di VideoRAM con costi simili a quelli 
delle DRAM e prestazioni nel campo 
della grafica, molto più elevate. 

Da un punto di vista concettuale c'è 
da notare come ancora una volta per 
sopperire a problemi di velocitò, è ne- 
cessario fare ricorso ad architetture di- 
verse dal modello Von Neumann che 
prevedano più di un bus di connessione 
con la memoria. 




284 


MCmicrocomputer n 107 • maqqio 1991 


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NETWORKING 


La rubrica Networking è il 
contenitore per note, notizie 
e narrazioni (concedeteci 
qualche amenità) riguardanti 
le reti per trasmissione dati. 
Nelle puntate precedenti 
abbiamo effettuato una 
panoramica nel settore delle 
reti locali: panoramica 
conclusa con un esempio 
pratico di installazione di una 
rete locale Ethernet di basso 
costo. 

A partire da questa puntata ci 
occuperemo di reti per dati 
alquanto diverse sia per le 
procedure adottate sia per le 
dimensioni della copertura 
geografica 


Le WAN 


di Leopoldo Ceccarelli e Gerardo Giardino 


I sistemi utilizzati per trasmettere dati 
possono avere scopi e dimensioni mol- 
to diverse, le esigenze degli utenti non 
SI possono certo esaurire con la piccola 
rete di due soli personal esaminata lo 
scorso mese. Assai spesso le esigenze 
dell'utente vanno oltre la semplice con- 
nessione delle macchine appartenenti 
ad un utiicio o ad un palazzo e possono 
richiedere assai spesso il raggiungimen- 
to di corrispondenti posti dall'altra parte 
del mondo. Come è facile immaginare, 
le reti che coprono queste distanze, in- 
dicate col nome di «reti geografiche», 
sono pubbliche nel senso che l'accesso 
viene permesso a tutti gli uomini di buo- 
na volontà, dietro il pagamento di un ca- 
none, s'intende. 

Non è raro però trovare utenti che, a 
causa di particolari esigenze, costruisco- 
no proprie reti geografiche, anche di 
grandi dimensioni, negandone però l'ac- 
cesso agli estranei. 

Le reti geografiche 

In generale si parla di reti geografiche 
quando la distanza che si vuole coprire 
è superiore a qualche chilometro. Di 
quanto superiore sia questa distanza 
non ha importanza potendo il corrispon- 
dente essere situato al più agli antipodi. 

La tecnologia adottata per questo tipo 
di reti è denominata «commutazione di 
pacchetto» e la vedremo più da vicino 
tra poche righe. Un'altra tecnica pure 
capace di permettere la trasmissione 
dei dati a notevole distanza è la cosid- 
detta «commutazione di circuito» che 
però risulta essere poco utilizzata per le 
considerazioni che seguono. 

Innanzitutto diciamo che la commuta- 
zione di circuito è la tecnica essenzial- 
mente utilizzata per le reti telefoniche 
ben note a tutti; anzi, si può affermare 
che le reti di questo tipo costituiscono 
in pratica una partizione o porzione della 
gigantesca rete telefonica che permette 
di collegarci attraverso tutto il mondo. 

Quando si seleziona un numero tele- 
fonico la centrale di commutazione sta- 
bilisce un collegamento tra due linee 
creando un collegamento trasparente 


coordinamento di Andrea de Prisco 


per le frequenze tra 300 e 3000 Hz. Se 
però volessimo utilizzare questa rete 
per trasportare dati otterremmo una 
bassa efficienza. 

Immaginiamo infatti di avere una con- 
nessione capace di trasmettere 1200 
bps, abbiamo cioè a disposizione un ca- 
nale di trasmissione capace di circa 120 
caratteri al secondo, un bit di start uno 
di stop ed otto bit per i dati senza con- 
trollo della parità. Beh, chi è capace di 
scrivere, che dico scrivere anche solo 
pronunciare, cosi tanti caratteri al se- 
condo si faccia avanti. Neanche una 
Sandra Milo in splendida forma ne sa- 
rebbe capace. Se pensiamo che la ve- 
locità di scrittura di una brava segretaria 
e dell’ordine delle 200 battute al minu- 
to, con una sola linea telefonica potrem- 
mo far passare i testi scritti da ben 40 
di queste fanciulle. Con la commutazio- 
ne di circuito però non è possibile mul- 
tiplare più sorgenti su un unico portante 
fisico e quindi, per ogni segretaria, sara 
necessaria una singola linea, il risultato 
è che dovremo pagare la linea anche 
negli istanti in cui non trasmettiamo al- 
cun carattere, con i costi che ne con- 
seguono. Qualcuno potrebbe pensare 
che, se possiamo permetterci 40 segre- 
tarie saremmo perfettamente in grado 
di pagare anche 38 linee telefoniche 
(ovviamente le due segretarie di «avan- 
zo» sarebbero riservate ai compiti più 
«nobili» che a battere testi! Ehm..,l. 

La rete telefonica sebbene sia molto 
estesa è tagliata per la trasmissione fo- 
nia e voleado utilizzarla occorrerà co- 
munque far ricorso a dei dispositivi, i 
modem, capaci di convertire i segnali n- 
conoscibili dai computer in «fischioni» 
adatti alle particolarita del mezzo tra- 
smissivo. 

Nella commutazione di pacchetto in- 
vece il computer sorgente prepara dei 
blocchi di dati, i pacchetti appunto, e li 
consegna ad altri computer che costi- 
tuiscono la rete di trasmissione vera e 
propria. Inoltre con questo tipo di tec- 
nica è possibile trasmettere sulla stessa 
linea fisica una quantità di pacchetti per 
destinatari diversi e aventi magari sor- 
genti diversi (figura 1). 

MCmicrocomputer n. 107 - mannin 


NETWORKING 


Esaminiamo più in dettaglio il Tunzio- 
namento. Quando spediamo un certo 
numero di caratteri al nodo della rete 
questo lo immagazzina in una area di 
memoria (procedura di Store) e succes- 
sivamente lo invia (procedura di For- 
ward) ad un nodo adiacente o al desti- 
natario in base all’Indirizzo contenuto 
nel pacchetto, il modo con cui il pac- 
chetto viene instradato verso la desti- 
nazione poco ci interessa al momento, 
notiamo invece subito che viene a man- 
care l’impegno di un portante per ogni 
comunicazione attiva caratteristico del 
precedente tipo di commutazione. 

Oh, capiamoci bene, è chiaro che tra 
la stazione ed il nodo della rete più vi- 
cino deve comunque essere presente 
un circuito fisico, solo che l’uso di que- 
sto circuito è totalmente diverso dal ca- 
so precedente: la connessione fisica è 
verso la rete, la connessione verso uno 
0 piu destinatari avviene a livello logico. 

Un'ultima considerazione sulle reti 
geografiche è relativa alla genesi di tale 
tipo di reti. In effetti a pensarci oggi, 
specialmente per chi vive a contatto di 
questo mondo sembra quasi scontato 
che debbano esistere, ma non è cosi. 

La loro introduzione è avvenuta con la 
disponibilità dei mainframe degli anni 
Sessanta, macchine molto potenti e 
molto costose nello stesso tempo. Por- 
tare la potenza elaborativa di quelle 
macchine in ogni luogo è stata l’idea 
portante. Alle reti a pacchetto però si è 
arrivati dopo un po’ di tempo, quando la 
tecnica ha messo a disposizione dei 
computer specializzati per la trasmissio- 
ne dati, sono state introdotte le archit- 
tetture di rete e infine allorché uno svi- 
luppatore indipendente dalle grandi in- 
dustrie produttrici ha deciso di volerne 
una. Questo sviluppatore indipendente 
di CUI stiamo parlando è, sorpresa, il De- 
partement of Defense degli Stati Uniti 
che, negli anni Sessanta, iniziò lo svilup- 
po di una rete denominata ARPAnet 
(ARPA sta per Advanced Research Pro- 
jects Agency). Nel 1976 il CCITT (Comi- 
tato Consultivo Internazionale Telegrafi 
e Telefoni) produsse una raccomanda- 
zione denominata X.25 nella quale sono 



Pacchetti relativi al circuito virtuale tra A e C 
□ Pacchetti relativi al circuito virtuale tra B e C 
Pacchetti retativi al circuito virtuale tra A e B 


DTE A 


DTEC 


DTEB 


figura 1 - Urta rete 3 commutazione di paecfteuo permette di mantenere su uno stesso portante fisico 
piu sessioni coruemporanee 


raccolte le specifiche di interfacciamen- 
to a reti a pacchetto. Questa raccoman- 
dazione è stata più volte aggiornata ed 
oggi praticamente è seguita da ogni co- 
struttore di tali reti. 

Architettura a livelli ed X.25 

Già nel primo numero di questa ru- 
brica abbiamo iniziato a parlare di que- 
sto argomento. Vogliamo riprendere 
brevemente il discorso per maggior 
chiarezza prima di esaminare con mag- 
giore dettaglio i livelli deirx.25. 

Abbiamo appena detto che l'X,25 è 
un protocollo, ma che cosa è quest'ul- 
timo’ Per protocollo si intende un insie- 
me di regole che bisogna seguire per 
garantire il trasferimento dei dati tra due 
entità. In effetti le funzionalità da imple- 
mentare sono diverse e tutte necessa- 
rie per ottenere un trasferimento dati si- 
curo. 

Tra le funzionalità basilari che un pro- 
tocollo deve assicurare vi sono le pro- 
cedure di formazione e di abbattimento 
del collegamento. Ma non basta: dovre- 
mo anche avere un sistema di controllo 
che esamini la correttezza dei dati in ar- 
rivo, che segnali l'esattezza di quelli ri- 
cevuti e che verifichi la possibilità di tra- 
smettere 0 riceverne altri. 

A queste carattenstiche base se ne 
vanno ad aggiungere altre più sofistica- 
te. come la possibilità di effettuare con- 


versioni di codice 0 le multiplazioni di di- 
verse comunicazioni su un unico portan- 
te. 

Nel caso dell'X,25 il modello ISO OSI 
è particolarmente importante perché 
esiste una perfetta corrispondenza tra i 
SUOI livelli e i corrispondenti definiti dal- 
lo standard. 

Esporremo per esteso, ma non com- 
pletamente non abbiate paura, i diversi 
livelli funzionali nella prossima puntata, 
ora enunceremo solo quali sono le ri- 
chieste dei primi livelli e prenderemo 
confidenza con qualche nuova definizio- 

I livelli dell’X.25 sono tre e partendo 
dal basso troviamo quello fisico, quello 
di trama e quello di pacchetto, 

II primo livello, fisico, si occupa del 
trasferimento dei bit a velocità fissata e 
definisce tutte le caratteristiche elettri- 
che, meccaniche e funzionali per attiva- 
re e disattivare un collegamento tra 
DTE e rete. 

il livello due, detto anche livello di tra- 
ma, definisce una procedura per lo 
scambio di trama HDLC tra DTE e DCE. 
I pacchetti ricevuti dal terzo livello, pac- 
chetto, vengono inseriti nel campo in- 
formazione della trama HDLC. La trama- 
tura dei pacchetti assicura al livello su- 
periore una connessione logica esente 
da errori. 

Il livello tre, inoltre, è quello che for- 
nisce airx.25 la sua connotazione. In 


Mirimicrocomouter n, 107 - maggio 1991 


287 



NETWORKING 



NCU Pacchetto relativo all'N-esimo Canale Logico 


questo livello sono specificati i tipi e i 
formati dei pacchetti per lo scambio di 
informazioni tra DTE e DCE. 

Le principali funzionalità sono l'aper- 
tura e lo svincolo del circuito virtuale: il 
trasferimento dati mantenendo la cor- 
retta sequenzialità, il recupero da pro- 
blemi dovuti al malfunzionamento della 
linea, la multiplazione dei circuiti. 

A questo proposito ad ogni circuito 
virtuale viene associato un identificativo 
detto numero di canale logico (NCLI che 
va a contrassegnare ogni pacchetto re- 
lativo ad un certo collegamento (vedi 
fig- 2), 

Il protocollo X.25 

Ics venticinque! Come avrete capito 
non stiamo parlando di una sfilza di pa- 
reggi domenicali. L'improbabile schedi- 
na che può venire alla mente non ha 
nulla a che vedere con la trasmissione 
dati, campo di cui questa raccomanda- 
zione e regina Anche se il termine rac- 
comandazione può farci intravedere 
un’origine nostrana, in realtà, come ab- 
biamo detto poco sopra, tra le cause 
che hanno generato queste specifiche 
troviamo un insieme di condizioni favo- 
revoli modello «States". Le condizioni 
per la crescita, cioè la necessita di un 
tale tipo di rete, erano cosi buone che 
è diventato uno standard internazionale. 

In effetti con il nome X.25 si indica 
non un certo modo di trasportare dati o 
di costruire le reti, ma «semplicemen- 
te» la modalità di colloquio tra la mac- 
china che deve trasmettere Iricevere) 
dati (chiamata DTE) e il dispositivo che 
fornisce il punto di attacco alla rete 
(chiamato DCE) 

In altre parole viene definita l'interfac- 


cia tra l'utente e la rete. Niente e sta- 
bilito per la struttura interna della rete e 
per il suo funzionamento. Questo è 
molto simile alla conoscenza del DOS 
Conoscere il DOS significa conoscere 
una sene di comandi e saperli usare per 
ottenere certi risultati Ciò e esattamen- 
te quanto scritto sui manuali, 

Non una parola invece su come i sin- 
goli comandi sono eseguiti realmente e 
sulla struttura della macchina 
Questo fatto è tanto vero che in 
realtà esistono reti X.25 che pur fornen- 
do lo stesso tipo di interfaccia standard 
sono costruite internamente con criteri 
diversi operando secondo il modo data- 
gram o il circuito virtuale, 

I dati da trasmettere sono divisi in 
blocchi e affidati alla rete. La dimensio- 
ne di questi blocchi può variare, in di- 
pendenza della capacita della sorgente 
di riempirli, ma ne viene concordata la 
dimensione massima congiuntamente 
alla rete 

Nel linguaggio utilizzato dai tecnici i 
blocchi di dati sono chiamati «pacchet- 
ti» e COSI le reti che trattano i dati in 
questo modo sono chiamate «reti a 
pacchetto» I pacchetti inviati in rete so- 
no essenzialmente di due tipi' pacchetti 
dati e pacchetti di segnalazione. I pac- 
chetti dati trasportano dati dell'uiente 
insieme alle informazioni necessarie a 
trovare il destinatario. I pacchetti di se- 
gnalazione hanno invece il compito di 
controllare che la trasmissione dati av- 
venga regolarmente e di instaurare e 
abbattere il collegamento, la «chiama- 
ta». La funzione di instaurazione è con- 
cettualmente identica ad alzare la cor- 
netta e fare il numero, cosi come l'ab- 
battimento corrisponde ad abbassare il 
microtelefono. 


Le reti a pacchetto forniscono circuiti 
viauali commutati e circuiti virtuali per- 
manenti. La differenza e che i circuiti 
commutati devono essere realizzati per 
mezzo di una apertura di un canale tem- 
poraneo tra due DTE mentre il circuito 
virtuale permanente consente di effet- 
tuare una connessione logica perma- 
nente e per la quale non vi e bisogno 
delle fasi di apertura e svincolo, in que- 
sto modo e possibile realizzare un ser- 
vizio assimilabile ad un circuito punto 
punto- 

II circuito virtuale 

Abbiamo accennato nelle righe prece- 
denti al circuito virtuale, esaminiamone 
qui in dettaglio il significato. In effetti 
bazzicando con l'elettronica e l'informa- 
tica SI incontra spesso qualcosa di vir- 
tuale: i dischi virtuali la fanno da padro- 
ne nelle LAN, ad esempio. A noi la pa- 
rola non è mai piaciuta. Sinceramente fa 
l'effetto che et sia sotto un che di fre- 
gatura: un disco virtuale non è un vero 
disco, e (o stesso dicasi per la memoria 
virtuale; e se qualcuno vi offrisse un la- 
voro virtuale penso che la relazione sa- 
rebbe piuttosto prevedibile. Ma tant'e. 

Il circuito virtuale comunque esiste 
ed il nome, cosi poco invitante, deriva 
dalla associazione che viene fatta con le 
reti di tipo telefonico nelle quali viene 
veramente stabilito un circuito, ovvero 
un canale di comunicazione, tra gli uten- 
ti. 

Quello che succede è presto detto 
La rete di trasmissione dati che abbia- 
mo è in pratica costituita da computer 
detti nodi o meglio ancora swnch X.25. 
Tramite opportune tecniche viene fissa- 
to un percorso che. attraversando gli 
switch, collega in modo fisso per tutto 
il tempo voluto i corrispondenti. 

Questo collegamento è reale perché 
tutti I dati trasmessi tra due entità sono 
costretti a fare la stessa strada. 

Ogni nodo analizza i dati che gli arri- 
vano per stabilire da che parte deve in- 
viarli, Dati appartenenti a «comunicazio- 
ni» diverse pero possono condividere 
gli stessi portanti fisici, leggi cavi, ed e 
per questo che parliamo di circuiti vir- 
tuali a differenza di quanto accade nel 
caso di utilizzo dalla rete telefonica 
quando ad ogni comunicazione viene 
assegnato un cavo, un circuito fisico. 

Per questa puntata introduttiva alle 
WAN è tutto. I concetti esposti sopra, 
pur se alquanto semplificati, sono basi- 
lari per poter entrare nel vivo dell'argo- 
mento, argomento che affronteremo a 
partire dalla prossima volta. 

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MCmicrocomputer n 107 - maggio '991 




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RETI NEURALI 


Reti neurali di Kohonen 

di Luciano Macera 


Questo mese inizieremo 
l'analisi delle mappe di 
Kohonen, un particolare tipo 
di rete neurale che nei 
prossimi appuntamenti 
utilizzeremo per realizzare 
alcune applicazioni. 

Per sperimentare sul campo 
tali applicazioni è presente la 
prima parte del listato di un 
programma che simula una 
rete neurale di Kohonen. Il 
programma è stato 
volutamente realizzato in 
maniera tale da essere il più 
semplice possibile, in modo 
da poter essere utilizzato 
come base di partenza per 
modificare e sperimentare da 
soli tutte le variazioni che si 
possono immaginare. 

La descrizione dettagliata 
nonché la seconda parte del 
programma con eventuali 
suggerimenti per migliorarlo 
sarà fatta nel prossimo 
appuntamento. Per il 
momento iniziamo ad 
introdurre le reti neurali di 
Kohonen 


Mappe caratteristiche del cervello 

La rappresentazione dei dati nella 
mente è in generale quasi del tutto sco- 
nosciuta. Gli studi fatti in tale campo 
hanno comunque evidenziato come nel 
cervello vi siano zone distinte, ognuna 
dedicata ad un particolare tipo di pro- 
cessamento, in particolare esiste una 
zona dedicata alla visione, una al moto 
degli ani, una dedicata all'udito, ecc. 
Un'analisi della zona del cervello de- 
dicata all'udito ha mostrato che la cor- 
teccia cerebrale di questa zona presen- 
ta una risposta alle eccitazioni sonore 
molto particolare. 

Infatti le aree di corteccia che presen- 
tano un'attività maggiore in corrispon- 
denza di uno stimolo sonoro ad una de- 
terminata frequenza sono distribuite in 
maniera tale che aree vicine sono sen- 
sibili a frequenze vicine, 

In realtà la suddivisione è molto più 
spinta in quanto le aree di risposta agli 


stimoli sonori della corteccia sono per- 
fettamente ordinate e presentano un 
andamento quasi logaritmico con la fre- 
quenza. La rete di neuroni presente nel- 
la corteccia cerebrale e essenzialmente 
costituita da uno strato bidimensionale 
di unità di calcolo fittamente intercon- 
nesse tra di loro, Si stima che ogni neu- 
rone abbia circa 10000 interconnessioni 
e che sviluppi una particolare attitudine 
a rispondere a certi stimoli mediante un 
particolare tipo di interazione con i neu- 
roni vicini, tale interazione presenta un 
andamento del tipo mostrato in figura 1 , 

Le interazioni studiate sulla corteccia 
dei mammiferi presentano essenzial- 
mente tre tipi di comportamento: 

Eccitatorio: questo tipo di interazione 
è molto forte ma presenta un raggio di 
influenza abbastanza ridotto. Dati biolo- 
gici riportano tale misura in 50-100 mi- 
cron. 

Inibitono: l'area inibitoria che circonda 
la zona di interazione di tipo eccitatorio 


Inlsrezionl 

eccitatone 



Figura 1 - Rappreseniaziong scnemauca Beile mteiajiom laterali neH'inremo * un gertenco neurone tuo- 


290 


MCmicrocomputer n, 107 - maggio 1991 


RETI NEURALI 


ha una forza minore ma presenta una 
estensione maggiore. Questa zona in- 
tuitivamente, serve per evitare che la ri- 
sposta ad un determinato stimolo sì 
estenda ad un'area troppo grande, tale 
zona presenta un'estensione che rag- 
giunge un raggio di 200-500 micron. 

A lungo raggio: oltre l'area inibitoria 
sono presenti interazioni molto deboli di 
tipo eccitatorio che coprono una distan- 
za notevole, infatti tale area presenta un 
raggio che può raggiungere anche la 
lunghezza di diversi centimetri. 

Le mappe di Kohonen 

Kohonen ha sviluppato un particolare 
tipo di rete neurale che ricalca nella 


figura 3 - Discreifzrezione della funzione che rap- 
O’esenla le inierazioni laterali di un neurone ► 



Struttura e nel funzionamento il modello 
biologico sopra descrìtto. In figura 2 è 
possibile vedere la struttura di base del- 
ia rete di Kohonen. 

Pur essendo la struttura delle mappe 
di Kohonen del tutto generale ed esten- 
dibile ad un qualsiasi numero di dimen- 
sioni dello spazio, le mappe più usate 
sono quelle ad una e a due dimensioni. 

La struttura generate di questa rete 
neurale è del tutto simile a quella delle 
altre viste fino ad ora, la differenza so- 
stanziale, come ovvio, sta nell'algoritmo 
di apprendimento, 

Ogni elemento di processamento k 
della mappa di Kohonen riceve in in- 
gresso gii attributi del pattern X in in- 
gresso e ne calcola la distanza euclidea 
dal vettore dei pesi associato alla k- 
esima unità di processamento. 

d (X, W.) = I X - WJ 

figura 2 - ffaporesentazione schematica di una rete neurale di Kohonen. analogamente ai comportamento delle 



’i^Ttimmouter n 107 - maggio 1991 


291 



RETI NEURALI 


reti neurali biologiche, l'unità che pre- 
senta ta minima distanza dal pattern di 
ingresso sarà quella che presenta una 
risposta maggiore allo stimolo in ingres- 
so. 

Per quanto riguarda la funzione che 
regola le interazioni con le unità vicine vi 
sono due semplici soluzioni. 

La funzione continua descritta dagli 
studi di neurobiologia e visibile in figura 
1 può essere discretizzata ed approssi- 
mata, come si può vedere in figura 3, o 
non tenendo conto delle interazioni a 
lungo raggio (figura 3a) o non tenendo 
conto neppure di quelle inibitorie (figura 
3b). A differenza di quanto si potrebbe 
supporre trascurare le interazioni inibi- 
torie non comporta grossi problemi se 
non in situazioni molto particolari, quindi 
in generale si può utilizzare la funzione 
semplificata di figura 3b. 

Algoritmo di apprendimento 
per la rete di Kohonen 

L'algoritmo di tale rete si può sinte- 
tizzare come segue: 


Riferimenti 


[1] Paolo Ciaccia, Dario Maio 

Reti Neuronali: proprietà e problematiche 

aperte 

Alta Frequenza, Voi. I.Nurn. 3, pp. 185-209, 
[2j Yoh-Han Pao 

Adaptalive Pattern Recognition and Neural 
Networks 

Addison-Wesley Publisnmg Company, Ine. 

(3) R. Hecht-Nielsen 
NeurocomputirìQ 

Addison-VVesley Publishmg Company, 
Ino., 1990 

(4) G.A. Carpemer and S. Grossberg 
ART2 Selt-organization ofstable catagory 
recognition codes for analog input patter- 
ns. 

Applied Optics, Voi. 26, pp. 4919-4930, 
1987 

(5) T. Kohonen 

Associative Memory A System-Theore- 
tical Approach 

Springer-Velarg, New Yoric, 1977 

(6) T. Kohonen 

Content-Addressable Memones 
Springer-Velag, New YorK, 1980 
|7l L. Franchtna, F. Landriscina, L. Macera 
Preprocessamento per riconoscitore adat- 
tivo di immagini 

Università di Roma «La Sapienzan. 






292 


n, 107 - maggio 1991 


RETI NEURALI 


ilizzazione della oacrlce dei pesi ■/ 

K) 

(t iga , xcoloiuia , xnpeso; 

fot (xcolonns~ymin;xcolonna<ymax;4-»xcolonna) 
fez (xnpeso-0;xnpeso<maxnpesa;4’txnpeso) 

pesilxrige] [xcolonna] [xnpeao)-( (randO %100) /lOOO) : 


/* scelta casuale dei pattem dall'insiene utilizzato per l'appzendiieento; 
pec un funzionaisento ottimale della rete la diatribuzione dei pattem di 
ingcesso deve avere una distribuzione uniforme '/ 

Int sceglili 
float aux,- 

aux - (rand()%maxpattern) ; 


/• calcolo del pacamstro alfa •/ 

float alfalitecazionel 
int iterazione; 

I 

float xalfa; 

xalfa>axf>*exp(-iterazione/peziodol) ; 
retumlxalfa); 


/• calcolo dell'ampiezza dell'intorno */ 



/■ definizione degli estremi dell'intorno */ 



if lyminCOl 


if lymaxioaxcolonnB) 


/• distanza pseudo-euclidea tra due vettori (per motivi di efficenza non 
viene calcolata la radice) •/ 

float distanzalpattem, riga, colonna) 
int patterò, riga, colonna; 

1 

ine xpeso; 
float dist; 
dist - 0 ; 

for (xpeso- 0 ;xpeso<maxnpeso;+‘''xpeao> 

dist>dlsC+pow( (in (pattem] (xpeso) -pesi [rigai (colonna) (xpeso) ) ,2) ,■ 
rBturJl (dist) ; 


Figura 4 - Prima Barre del Bmgramma di aBBrendimemo per reti neurah di Kohonen 


1) Data una rete neurale di dimensio- 
ni (J,l), dove J è il numero di vettori 
(neuroni) ed I la dimensione di ciascun 
vettore, si inizializzano i pesi w„ tra i no- 
di di ingresso i e di uscita j a piccoli va- 
lori casuali. 

La funzione x(t) per T=0,...n-1 rap- 
presenta la sequenza del vettore attua- 
le. 

2} Si ha in ingresso un vettore x(t). 

3) Si calcola la distanza d tra il vet- 
tore di ingresso e ciascun nodo dei vet- 
tori di uscita (j=0 J): 

1-1 2 
d)= I (*i{t)-Wi)(t)) 
l-O 

4) Si seleziona il nodo j' del vettore di 
uscita a distanza minima e si modifica in 
modo adattatfvo il valore di questo vet- 
tore e dei vettori j appartenenti ad un 
opportuno intorno di questo, secondo la 
formula: 

wij(t*i)-wi)(t)-a(t)(xi(i)-w|j(t)) 

per 0£i<l-1 e jtNEj’d) dove NEj'(t) è la 
distanza euclidea deH'intorno del vetto- 
re selezionato e viene decrementato nel 
tempo: 


NEr{t)-A,.fA2e' 


TZ 


dove A, e Aj determinano i limiti del- 
l'intomo, e Tj il tasso di diminuzione del 
raggio deH'intorno. 

Anche il guadagno adattivo è funzio- 
ne decrescente del tempo: 


a(t}=Ae T, (osa(t)si) 


dove la costante A determina il massi- 
mo cambiamento dei pesi, e T, deter- 
mina il tasso di diminuzione di a(t). 

5) Riprende dal punto 2). 

Conclusioni 

Per il momento ci fermiamo qui nel 
prossimo appuntamento analizzeremo 
in dettaglio il funzionamento e le pro- 
blematiche relative alle reti di Kohonen, 
insieme alla pubblicazione della secon- 
da parte del listato vedremo inoltre in 
dettaglio il funzionamento del program- 
ma. 

ns 


er n. 107 - maggio 1991 


293 


MULTITASKING 


coordinamento di Andrea de Prisco 


ad ambiente locale 


Cooperazione 


Siamo finalmente giunti alla puntata «centrale» della rubrica Multitasking. 
Da questo numero in poi, la nostra attenzione sarà focalizzata sui 
meccanismi di comunicazione a «scambio messaggi», propria deila 
cooperazione ad ambiente locale, ma spesso presente anche in linguaggi 
di programmazione paralleli più propriamente ad ambiente globale 


La netta distinzione 

Nelle puntate precedenti abbiamo 
mostrato alcuni meccanismi di coopera- 
zione-sincronizzazione basati sull’utilizzo 
(arbitrato! di strutture dati condivise. La 
condivisione di dati da parte di più pro- 
cessi paralleli è tipica delia cooperazio- 
ne ad ambiente globale. È proprio all’in- 
terno di questo che sono presenti le 
strutture comuni, e un certo numero di 
meccanismi messi a disposizione dal si- 
stema permette di accedervi in maniera 
mutuamente esclusiva. Abbiamo così 
parlato di sospensione del multitasking, 
operazioni di Lock-UnLock, semafori, 
monitor: tutte con l'unico scopo di 
scongiurare disastrose collisioni tra pro- 
cessi paralleli. 

A partire da questo numero, se vole- 
te, potete anche dimenticare tutto 
quanto narratovi (o quasi). Infatti nella 
cooperazione ad ambiente locale non 
esiste alcuna risorsa (o struttura) condi- 
visa, ma tutto e regolato dai processi 
stessi- Processi, naturalmente, in grado 
di comunicare, ma sicuramente meno 
inclini a fare danni uin giro per il siste- 
ma-i. Ciò significa, tra l’altro, che non 
esistendo più strutture dati e risorse 
condivise, queste sono sempre e co- 
munque inglobate all'Interno di proces- 
si, Tanto per fare subito un esempio, se 


due 0 più processi hanno bisogno di un 
buffer per effettuare operazioni di inse- 
rimento ed estrazione di oggetti, nel ca- 
so «ambiente globalei> tale buffer sa- 
rebbe stata una risorsa condivisa il cui 
accesso viene regolato dalle solite P e 
V 0 da un monitor, nel caso «ambiente 
locale» è necessario creare un processo 
che al suo interno ha come struttura pri- 
vata il buffer e tramite scambio mes- 
saggi con gli altri processi effettua in- 
serimenti ed estrazioni di oggetti (figura 
1 ) 


Comunicazioni inter process 

In figura 2 è mostrata schematica- 
mente una coppia di processi in grado 
di comunicare tra loro, è il caso più 
semplice; abbiamo un processo A che 
produce dati da inviare a B che li utiliz- 
za. Sempre in figura 2 la freccia che col- 
lega I due processi è il canale di comu- 
nicazione tra questi. E non è, come po- 
trebbe sembrare, una struttura condivi- 
sa dai due processi in guanto a livello di 
questi il canale non è visibile. È si un 
oggetto condiviso, ma ad un livello piu 
basso: al livello del nucleo del sistema 
operativo. Infatti tanto A quanto B non 
hanno vistone del canale ma della co- 
municazione in una forma più astratta. 
A manda messaggi a B, B riceve mes- 


Figura I - Nella coaoe- 
ranone ad amoienie 

divisa vengano arOiira- 

quella ad ambiente lo- 
cale le «sorse sono in- 
globale nei cuocessi 


saggi da A: che ci sia di mezzo un ca- 
nale lo sappiamo noi e il sistema ope- 
rativo, ma non i processi. Questo, na- 
turalmente, quando la cooperazione è 
realmente ad ambiente locale: in realtà 
il più delle volte i linguaggi di program- 
mazione parallela non sono cosi «puliti» 
fino in fondo e spesso lasciano visione 
all'interno dei processi anche di oggetti 
non meglio identificati ma comunque, 
almeno per certi versi, condivisi. Ma 
non scendiamo troppo nei dettagli su- 
bito: avremo modo di approfondire me- 
glio l’argomento in seguito. 

Dicevamo che il canale è un oggetto 
che permette la comunicazione tra pro- 
cessi ma non è direttamente visibile da 
questi. Un po' come il Program Counter 
nella programmazione in Assembler 
(quando questo non e allocato in un nor- 
male registro di macchina, ndr) o i vari 
puntatori alle aree dati nei linguaggi di 
programmazione ad alto livello. 

Il canale è dunque direttamente (non- 
ché esclusivamente) utilizzato dal nu- 
cleo del sistema operativo per effettua- 
re la comunicazione. 

Ciò che avviene all'interno dei proces- 
si (come in figura 2) e che il processo 
mittente ad un certo punto esegue una 
operazione di «send» per spedire un 
messaggio (ad esempio un dato) al pro- 
cesso B. Questo, per ricevere l’informa- 
zione in arrivo da A, analogamente ese- 
guirà la sua operazione di comunicazio- 
ne che nel caso del processo destina- 
tario sarà una «receive». La «send» 
avrà tra i suoi parametri l'oggetto da 
spedire, la «receive» una variabile dello 
stesso tipo nella quale riceverà l'ogget- 
to trasmesso. In pratica a trasmissione 
avvenuta l’effetto finale sarà quello di 
assegnare alla variabile indicata nella 
funzione «receive» del processo desti- 
natario il valore deH’oggetto trasmesso 
dal mittente e indicato nella funzione 
«send». 

il canale, conseguentemente, eredita 
il tipo dell’oggetto trasmesso che come 
abbiamo detto è anche uguale a quello 
della variabile targa del processo desti- 
natario. 

Ma per definire un canale non basta 
indicare il suo tipo ma occorre in qual- 
che modo definire anche mittente e de- 
stinatario della comunicazione. Esistono 
fondamentalmente due strade: canali 
con nomi espliciti dei processi (figura 

MCmicrocomputer n 107 - maonin iqq’ 



MULTITASKING 


3a) e canati con porte (figura 3b). Ricor- 
dando che tale definizione non spetta 
né al processo mittente né al processo 
destinatario di una comunicazione ma 
semplicemente al sistema operativo 
che deve avere un «quadro chiaro» di 
tutta la situazione, è al momento della 
compilazione dei vari processi che sono 
definiti implicitamente anche i vari ca- 
nali. 

Nel caso di canali con nomi espliciti 
dei moduli il canale è definito dalla tripla 
ordinata: 

(Mittente, Destinatario, Tipo! 
e viene dedotta dal sistema in base alle 
operazioni di «send» presenti nei pro- 
cessi mittenti e alle operazioni di «re- 
ceive» nei processi destinatari che con- 
tengono come primo parametro il nome 
del processo partner. Se ad esempio 
nel processo A troviamo: 

sendlB, messaggio) 
nel processo B: 


receivelA, variabile) 

e tanto «messaggio» quanto «variabile» 
sono dello stesso tipo T, il canale è de- 
finito dalla tripla: 

(A.B.Tl 

Nel caso di canali con porte il canale 
è definito dalla coppia ordinata: 

(PortaMitiente, PoriaDestinatario) 

Le porte sono oggetti privati dei pro- 
cessi e rappresentano delle interfacce 
logiche tra i processi e i canali di comu- 
nicazione. Hanno lo stesso tipo di mes- 
saggio da trasmettere e quindi di canale 
che interfacciano. 

Nelle operazioni di «send» presenti 
nei processi mittenti e nelle operazioni 
di «receive» nei processi destinatari si 
fa esplicito riferimento non al processi 
partner ma alta propria porta di ingresso 
0 di uscita precedentemente definita. 

Ciò che è ora necessario è «linkare», 
prima deil'utilizzo, una porta con un pro- 
cesso, sia nel caso del mittente (che lin- 


ka la sua porta al nome del processo 
destinatario) che nel caso del destina- 
tario (che linka la sua porta ai nome del 
processo mittente). Se ad esempio nel 
processo A troviamo: 
out port PA: T 
var messaggio T 
bindIPA, B) 
sendIPA, messaggio) 
nel processo B: 
in port PB. T 
var variabile: T 
bindlPB, A) 
receivelPB, variabile) 
il canale è definito dalla coppia: 

(PA, PB) 

e non è più presente il tipo in quanto già 
definito nella dichiarazione delle porte. 

Comunicazioni sincrone 
e asincrone 

C'è un particolare che abbiamo volu- 
tamente sorvolato fino ad ora: la sincro- 



figura 2 ■ Nella cooperatone ad ambieme locale le comunicazioni 
inwr B'ocess avvengono esclusivamente attraverso messaggi ira- 


CH ■ (A.B.T) 



A:: serd(B.m$g) B:: raceive(A.vtg) 


Figure 3a - Canali con nomi espliciti dei processi In questo caso 
il canale 6 tìellnito dalla inpia ordinata iMìitente.DestmatarioJi- 
poDalMessaggiol 



Figura 30 ■ Canali con porte Qui il canale è identificato della 
coppia di parte IPA FBI rigorosamente dello sresso tipo e con- 
nesse mediante l’esecuzione di «6i»d» cornspondenii nei due 


Produttore OH Consumatore 


A:: send(B.msg) 1 A 1 
(al Siimnslnca 

Produttori 

B ^ B:: receive[A.vtg) 

Al:;send(B,msg) 

Consumatore 

A2" send(B,nisg) ^ 


A3:: send(B,msg) ^ 

1 (b| Asimneinca In Ingresso (N::1| 

1 

B:: iecelve(A nom (At A2A3) . vtg) 

Consumatori 

Produttore 

B1:: receive(A.vig) 

O “ 


' A:: sondici. BZ.B3). msg) 

(c) Asimmetrlcs in usdta 



Figura 4 - Forme di comunicazione 


- mannio 1991 


295 



MULTITASKING 


nia 0 asincronia delle comunicazioni. 
Cosa succede, per dirla in breve, se, 
quando il mittente effettua una «send», 
il destinatario non effettua la corrispon- 
dente «receive» perché momentanea- 
mente indaffarato in altri lavori? Il mit- 
tente deposita il messaggio e continua 
oppure attende pazientemente il desti- 
natario per consegnare personalmente 
il messaggio? Esistono in genere tutt’e 
due le possibilità: e, naturalmente, non 
esiste la soluzione migliore, ma posso- 
no essere utili Tuna o l'altra possibilità a 
seconda dei casi. È chiaro, inoltre, che 
la comunicazione asincrona è possibile 
solo associando al canale un'area di me- 
moria dove immagazzinare i messaggi 
spediti e non ancora letti. 

Discorso del tutto analogo per le ope- 
razioni di «receive». Cosa deve fare il 
destinatario se un messaggio richiesto 
non è stato ancora spedito? Resta li im- 
palato ad aspettare, oppure continua 
per la sua strada senza il messaggio ri- 
chiesto? Come nel caso precedente 
può essere utile disporre di entrambe le 
soluzioni a seconda dei casi. Nei pros- 
simi numeri, quando cominceremo a 
mostrare alcuni programmi multitask 
vedremo come utilizzare a seconda dei 
casi le varie chance disponibili. 

Form0 di comunicazione 

In figura 4 sono mostrate le forme di 
comunicazione base. La prima, la più 
semplice, prevede semplicemente che 
vi sia nella comunicazione un solo mit- 
tente e un solo destinatario (comunica- 
zione simmetrica). È il caso che abbia- 
mo già utilizzato negli esempi preceden- 
ti in cui un processo invia e un processo 
riceve attraverso un canale. Natural- 
mente è possibile instaurare una nuova 
comunicazione anche dal processo de- 
stinatario verso il mittente (invertendo i 
ruoli) attraverso un nuovo canale diver- 
so dal primo. Infatti, posto che il tipo dei 
dati che i due processi si scambiano vi- 
cendevolmente è lo stesso, I due canali 
sono diversi essendo differenti il mit- 
tente e il destinatario nei due casi. Il pri- 
mo canale sarà ad esempio identificato 
dalla terna; 

(A, B, TI 

il secondo dalla terna: 

(B. A. TI 

Le forme di comunicazione asimme- 
triche (rappresentate in figura 4b e 4c) 
consentono rispettivamente l'esistenza 
di più mittenti o più destinatari sul me- 
desimo canale. La comunicazione asim- 
metrica in uscita (figura 4c) è detta an- 
che comunicazione per diffusione in 
quanto il medesimo messaggio è invia- 
to simultaneamente a più destinatari. 



Nel primo caso della comunicazione 
asimmetrica tn ingresso, si tratta di 
messaggi diversi (provenienti da pro- 
cessi diversi) che si accodano sul canale 
e che verranno letti in istanti successivi 
dal processo destinatario. Tanto i mit- 
tenti di figura 4b quanto destinatari di 
figura 4c non sono a conoscenza del- 
l'asimmetria del canale: per loro la co- 
municazione è sempre e comunque 
simmetrica (il loro partner nella comu- 
nicazione è unico). Viceversa il destina- 
tario di una comunicazione asimmetrica 
in ingresso e il mittente di una comu- 
nicazione asimmetrica in uscita sono 
coscienti delta asimmetria in quanto il 
primo dovrà esplicitamente indicare da 
quali processi (più d'uno) riceve, il se- 
condo a quali processi spedire. 

Il nondeterminismo 

Se fino ad oggi pensavate che gli at- 
tuali calcolatori fossero delle macchine 
deterministiche, avete una visione rigi- 
damente sequenziale dei calcolatori. 

Oggi, fermo restando la determinicità 
di un singolo processo (che ad ogni se- 
quenza di input fornisce sempre un'u- 
nica sequenza di output), le cose stanno 
ben diversamente nelle macchine mul- 
titasking. Infatti a livello di processi nes- 
suna ipotesi è fatta sull’avanzamento 
parallelo di questi, né sull'indetermina- 
tezza di alcune situazioni che possono 
verificarsi. L'esempio tipico è mostrato 
proprio in figura 4b; i processi Al, A2, 
A3 sono assolutamente indipendenti: 
utilizzano (senza saperlo) lo stesso ca- 
nale verso B il quale riceve sequenzial- 
mente i messaggi dai tre processi mit- 
tenti. Se nello stesso istante logico più 
processi inviano messaggi a 8 non è 
definito a priori in quale sequenza que- 
sti saranno recapitati al destinatario. Né 
B potrà fare nulla per forzare una sua 
preferenza o priorità. 

E se in alcuni casi possiamo proce- 
dere incuranti del problema, in altri po- 
trebbe essere necessario pilotare in 
qualche modo la scelta del messaggio 
da ricevere per primo. 

Naturalmente in questo caso non 


avremo più un unico canale asimmetri- 
co ma tanti canali simmetrici quanti so- 
no i mittenti (figura 5). AH'interno del 
destinatario la receive avrà come para- 
metri tante triple quanti sono i mittenti, 
Ogni tripla sarà formata da una varia- 
bile targa (nella quale, eventualmente, 
ricevere il messaggio), il nome del mit- 
tente e una variabile di condizionamen- 
to (ad esempio un'espressione logica) 
che maschera o meno la lettura da quel 
canale. Cosi se abbiamo 5 canai! e al- 
trettanti processi che spediscono e vo- 
gliamo ricevere solo dai primi due pro- 
cessi sarà sufficiente far valere TRÙE i 
primi due parametri booleani e FALSE i 
rimanenti tre. 


Niente paura 

Certo, per chi ha utilizzato per proprie 
risorse di calcolo sempre in maniera se- 
quenziale questo linguaggio potrà sem- 
brare anche un tantino ostico, ma per 
fortuna una volta presa la mano tutto 
torna ad essere semplice e magicamen- 
te affascinante. 

Tra gli utenti dei piccoli sistemi i più 
fortunati sono gli utenti Amiga che di- 
spongono di un vero e proprio compu- 
ter multitask con tanto di processi, 
messaggi, porte, risorse, anche se non 
sempre gestiti o gestibili nei più pulito 
dei modi. 

GII utenti MS-DOS per giocare «al 
multitasking» hanno invece una possi- 
bilità diversa, molto piu interessante, 
anche se poco proponibile dal punto di 
vista economico: acquistare una scheda 
per il loro PC dotata di almeno un tran- 
sputere due mega di ram e utilizzare su 
questa il linguaggio OCCAM. 

Cosi come faremo noi a partire dal 
prossimo numero: metteremo un po' il 
naso nel multltask che si circonda per 
spulciare insieme le cose più interes- 
santi dal punto di vista didattico e ap- 
plicativo. Inutile ricordarvi che sono, co- 
me sempre, ben accette tutte le colla- 
borazioni dei lettori che perverranno in 
redazione. Per il momento buon lavoro 
e appuntamento al prossimo mese. 


296 


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Smalltalk/y 


Le classi di sistema 


Ó! Tommaso Masi 


Espressioni di messaggio, di 
assegnamento, di 
restituzione, costanti e di 
blocco, dichiarazioni di classi, 
di metodi e di variabili locali, 
impiego di pseudo variabili: 
quest; sono praticamente 
tutti gli elementi sintattici dei 
linguaggio. Una volta padroni 
di questi pochi elementi si è 
pronti al successivo passo 
nell'apprendimento dello 
Smalltalk: la conoscenza delle 
classi di sistema 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


Uno dei principali obiettivi del gruppo 
di ricerca del PARC, dove fu sviluppato 
lo Smalltalk, fu quello di ottenere per il 
nuovo linguaggio una elevata portabilità. 
Questo fu realizzato limitando al massi- 
mo la sua complessità. Lo Smalltalk de- 
ve il suo nome proprio al fatto che il nu- 
cleo del linguaggio è molto piccolo. I 
grafi sintattici dello Smalltalk-80, non a 
caso, comparivano interamente nei ri- 
sguardi di copertina del Blue book! 

Questa scelta portò a escludere dal 
linguaggio persino i costrutti condiziona- 
li e iterativi. Questi, al pari dei tipi di dati 
fondamentali (numeri, caratteri, boolea- 
ni), non sono definiti mediante parole ri- 
servate del linguaggio, come ad esem- 
pio in Pascal, ma in una serie di classi 
di sistema. Queste classi devono ne- 
cessariamente essere fornite insieme a 
qualsiasi implementazione del linguag- 
gio e vengono analiticamente descritte 
nel Blue book. 

Il vantaggio di questo approccio con- 
siste nel fatto che per portare il linguag- 
gio su macchine diverse è sufficiente 
reimplementame una minima parte (la 
cosiddetta macchina virtuale), scritta 
in linguaggio macchina. Le classi di si- 
stema, infatti, essendo scritte in Small- 
talk, non necessitano di alcun interven- 
to. 

Inoltre, poiché il loro codice sorgente 
è interamente disponibile, queste classi 
possono essere trattate esattamente 
come quelle definite dall'utente. È infat- 
ti possibile modificare e persino elimi- 


nare I loro metodi, nonché estendere il 
loro protocollo definendo nuovi messag- 
gi. Dato che tutto il sistema di sviluppo, 
compresi i tool di programmazione e 
l'interfaccia utente, è fornito attraverso 
classi Smalltalk, l'intero ambiente può 
essere modificato per essere adattato 
alle esigenze del progetto di sviluppo. 

I mesi scorsi, inevitabilmente, abbia- 
mo incontrato già alcune di queste clas- 
si [Object. Boolean, Confexf, Character. 
OrderedCo/fecfforr). Finalmente, questo 
mese, possiamo soffermarci un po' sul- 
le principali tra queste per vedere quali 
strumenti offrano al programmatore. La 
disponibilità del codice sorgente è sicu- 
ramente di grande aiuto in questa fase 
di apprendimento. 

Dove vanno a finire i messaggi 

Prima di addentrarci nelle centinaia di 
metodi delle classi di sistema, però, è 
opportuno aprire una parentesi per trat- 
tare velocemente un ultimo argomento 
relativo al linguaggio vero e proprio. 

In figura 1 è riportato il codice del me- 
todo removeLasl della classe Ordered- 
Collection. I lettori più attenti ricorderan- 
no sicuramente che lo scorso mese ab- 
biamo utilizzato questo messaggio al- 
l'interno del metodo pop della classe 
Stack. 

Bene, recuperiamo lo scorso numero 
di MC e cerchiamo di capire cosa suc- 
cede quando in un proprio programma 
si manda il messaggio pop ad una istan- 



299 


SMALLTALK 


za di Stack. Guardando il listato di pop, 
si vede come l’elemento in cima allo 
stack venga rimosso mandando il mes- 
saggio removeLasr all'istanza di Orde- 
redCollection contenuta in contents. A 
questo punto si può seguire in figura 1 
come l’operazione venga compiuta. Qui 
vediamo che vengono mandati alcuni 



a) u<hiie not eof(sFlie) do 

ReadCaFlle. 1 ); 

b) [ aFile BtEnd not 3 

whileTrue: C aFlle next ]. 



Figum 3 - Esempi di odi WHILE in Pescai lai e in 
Smailialk Ib e cl. 






Figura 5 - Esempi di strutluie IF THEN ELSE in Pa- 
scal lai e in SmalUalk Ibi. 


messaggi ad un altro oggetto contents. 
Quest’ultimo, si badi bene, non è la va- 
riabile di istanza di Sfacfc, bensì una va- 
riabile di istanza di OrderedCollection; 
siamo infatti all'interno di un metodo di 
questa classe. Questo contents è una 
istanza della classe Array. Per scoprire 
allora come viene rimosso l'elemento in 
cima al nostro stack sembra proprio che 
dobbiamo esaminare anche i metodi af.' 
e avput: dì Array. Ma a questo punto, 
qualcuno potrebbe iniziare a chiedersi 
quando finisce questa catena di invii di 
messaggi. Ed è proprio questa la que- 
stione che restava da trattare. 

Con questo esempio abbiamo capito 
che se tutti i metodi fossero scritti in 
Smalltalk, la cosa non avrebbe mai fine. 
In effetti, finché in un metodo A c'è un 
messaggio B, l’esecuzione del metodo 
A è sospesa finché non è terminata 
quella del metodo B. Il trucco che ar- 
resta questo meccanismo di chiamate, 
consentendo il funzionamento del siste- 
ma, è l’esistenza delle primitive. Que- 
ste sono un centinaio di funzionalità 
proprie della macchina virtuale, realizza- 
te perciò in linguaggio macchina e non 
in Smalltalk, che vengono richiamate in 
alcuni metodi di basso livello presenti in 
poche classi di sistema {Array, Integer, 
Object e qualche altra). Anche lo Small- 
talk, insomma, alla fin fine funziona gra- 
zie a poche funzionane che manipolano 
i soliti byte. 

Chiusa questa parentesi, passiamo 


Le strutture di controUo 

L’assenza di strutture di controllo nel 
nucleo del linguaggio non deve essere 
considerata un difetto. Anzi, non solo la 
loro implementazione mediante mes- 
saggi consente allo Smalltalk di averne 
a disposizione un’ampia varietà, ma ren- 
de possibile crearne di nuove per par- 
ticolari esigenze. 

Iniziamo l’esposizione dal classico co- 
strutto FOR. In figura 2 vediamo come 
si scrive, in Pascal ed in Smalltalk, un 
semplice ciclo. Il messaggio ro.do: in- 
viato ad un intero consente di eseguire 
un dato numero di volte il blocco di co- 
dice che ne costituisce il secondo argo- 
mento. 

In questo blocco si fa uso di una va- 
riabile, i, detta argomento del blocco, 
che funge da contatore delle iterazioni. 

I blocchi con argomenti sono un tipo 
di blocchi in cui al momento dell’ese- 
cuzione si possono passare uno o più 
oggetti (a seconda del numero di argo- 
menti) che devono partecipare all'elabo- 
razione. 

In questo modo si possono definire 
blocchi con cui eseguire una serie di 


messaggi su oggetti diversi. Nel caso 
del messaggio fo.do:, il blocco viene 
eseguito di volta in volta con un diverso 
valore numerico nell'intervallo specifica- 
to. 

Passiamo alla struttura WHILE. Si ve- 
da la figura 3. Il segmento a) esempli- 
fica un semplice ciclo in Pascal, mentre 
b) e c) ne sono le traduzioni in Smalltalk. 
Quei due messaggi, whileTrue: e whi- 
leFalse:, ripetono l’esecuzione del se- 
condo blocco finché il primo produce ri- 
spettivamente il valore true o false. Da- 
to che il valore prodotto da un blocco 
equivale a quello restituito dall’ultimo 
messaggio eseguito nel blocco stesso, 
si capisce che la condizione logica del 
ciclo deve essere l’ultima espressione 
del primo blocco. 

Gli stessi due messaggi vengono usa- 
ti anche per ottenere il costrutto RE- 
PEAT, in cui una serie di istruzioni deve 
essere eseguita almeno una volta, È 
sufficiente infatti posizionare il corpo 
del ciclo nel primo blocco, prima della 
espressione di controllo, come si vede 
in figura 4. 

In questo caso, poiché tutte le ope- 
razioni necessarie vengono eseguite pri- 
ma della verifica della condizione, il se- 
condo blocco risulta vuoto. 

Ovviamente nulla vieta di suddividere 
il corpo del ciclo tra il primo ed il se- 
condo blocco in modi diversi a seconda 
delle necessità dell’algoritmo da realiz- 
zare. L’unica condizione da rispettare è 
che l’espressione di controllo sia sem- 
pre l'ultima del primo blocco. 

Terminiamo brevemente con le strut- 
ture di controllo del tipo IF, Si veda la 
figura 5. L'oggetto che riceve ii messag- 
gio ifTrue:if False: è una istanza- della 
classe Boolean prodotta dall'esecuzione 
del messaggio «a < b». Ricordando le 
regole di precedenza illustrate due mesi 
fa, è evidente che il primo messaggio 
(un messaggio binario) verrebbe esegui- 
to prima del secondo (un keyword mes- 
sage) anche senza l’uso delle parentesi. 
Tuttavia mettendole si migliora la leggi- 
bilità del codice. 

Oltre al messaggio ifTrue:ifFalse: ne 
esistono altri {ifTrue:, ifFalse:. ifFalse: 
ifTrue:) che consentono di soddisfare 
ogni possibile esigenza. 

Le collezioni 

Esiste in Smalltalk un'ampia famiglia 
di classi, cioè un insieme di classi che 
hanno un antenato comune, in cui sono 
definiti vari tipi di strutture di dati. Le 
classi Array. String e Set. le cui pro- 
prietà rispecchiano quelle degli omoni- 
mi tipi di dati disponibili in molti linguag- 
gi, fanno parte di questa famiglia. In fi- 
gura 6 ne è illustrata la struttura di ere- 


300 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


SMALLTALK 


indexeciColtactiDn 


0rOar*dCol«ctlon 


Arey ByteArmy ln*efv*l 8Wng SoitetJColiBcHon 


DlcUonaiy 

IdentHyDictionary 


Figura 6 - Le classi denvsie da Collection 


file 01»k fllej ' 

(words Include*: 
IfFalse: C 


ditarietà (in cui si è omesso di indicare 
che la classe Collection è una sottoclas- 
se di Objectì. 

Una collezione è un contenitore in cui 
un insieme di oggetti viene organizzato 
in vari modi, a seconda del particolare 
tipo di collezione. Ad esempio, gli ele- 
menti di un Set non sono ordinati, al 
contrario di quelli di una OrderedCollec- 
tion. Gli oggetti in una Bag non sono in- 
dicizzabili, cioè referenziabili mediante 
un indice, mentre lo sono quelli in un 
Array. 

La prima cosa da notare guardando la 
struttura gerarchica delle collezioni è co- 
me il meccanismo di ereditarietà per- 
metta di organizzare le classi in tasso- 
nomie. Una classificazione tassonomi- 
ca, come quelle usate nelle scienze bio- 
logiche per classificare gli organismi vi- 
venti, comporta gradi successivi di spe- 
cializzazione via via che si scende lungo 
I rami dell'albero. Il concetto di cetaceo, 
ad esempio, costituisce una specializza- 
zione di quello di mammifero, analoga- 
mente a marsupiale o primate. In que- 
st'ultima specie, poi, gli uomini costitui- 
scono una ulteriore specializzazione ac- 
canto alle scimmie. 

La figura 6 deve essere vista nello 
stesso modo. Tutte le collezioni in cui i 
singoli elementi sono referenziabili me- 
diante un indice discendono da Indexed- 
Collection. Queste poi si suddividono in 
collezioni a dimensione fissa, discenden- 
ti da FixedSizeCollection, ed a dimensio- 
ne variabile, OrderedCollection. 

Una importante suddivisione da fare 
tra le classi appartenenti ad una famiglia 
è tra quelle astratte e quelle concrete. 


Una classe astratta non può avere 
istanze. Essa viene definita solo per 
consentire alle sue sottoclassi di condi- 
videre un insieme di proprietà comuni 
(massimizzando in questo modo il riuti- 
lizzo del codice, che non deve essere 
duplicato in ogni sottoclasse) e per que- 
sta ragione non può trovarsi ai livello più 
basso di una catena di sottoclassi. Col- 
lection. IndexedCollection e FixedSize- 
Collection sono classi astratte. Per ri- 
prendere il nostro esempio zoologico, si 
può dire che la classe Uomo è una clas- 
se concreta (e tutti noi ne siamo delle 
istanze), mentre Primate è una classe 
astratta (provate a trovare una istanza di 
Primate). 

I vari tipi di collezioni si differenziano 
in base a quattro caratteristiche: 

— la dimensione, che può essere fissa 
0 dinamica; 

— l'indicizzazione degli elementi; 

— l'ordinamento degli elementi; 

— la duplicazione degli elementi, cioè 
la possibilità che più elementi abbiano 
lo stesso valore. 

Un Set. ad esempio, è una collezione 
a dimensione dinamica, non indicizzabi- 
le, non ordinata ed in cui gli elementi 
non possono essere duplicati. In una 
OrderedCollection, invece, che è una 
collezione indicizzabile, gli elementi so- 
no ordinati in base alla sequenza con cui 
vengono inseriti e rimossi dalla collezio- 
ne. Sia l'aggiunta che la rimozione pos- 
sono avvenire in testa o in coda. 

Un tipo di collezione molto utile è of- 
ferta dalla classe Dictionary. In un Di- 
ctionary ogni elemento è costituito da 
una coppia di oggetti. Ogni coppia è co- 


stituita da una chiave ed un valore. Ri- 
spetto alle chiavi, un Dictionary è come 
un Set: non sono consentite duplicazio- 
ni, né è ammesso un ordine fra gli ele- 
menti. Gli oggetti associati ad ogni chia- 
ve, tuttavia, sono indicizzabili mediante 
la chiave corrispondente. In figura 7 e 
mostrato un esempio di uso di un Dh 
ctionary per calcolare le frequenze delle 
parole presenti in un file dì nome TEST, 

Gli iteratoti 

Gli iteratori sono costrutti di program- 
mazione, molto usati in Smalitalk, defi- 
niti da alcuni messaggi della classe Col- 
lection. e pertanto ereditati da tutto le 
sue sottoclassi. L'iteratore più semplice 
è do:. In figura 8a è riportato un esem- 
pio di crittografia in cui una stringa vie- 
ne cifrata in modo motto semplice. I ca- 
ratteri della stringa di partenza vengono 
scanditi uno ad uno e sottoposti all'ela- 
borazione definita nel blocco che costi- 
tuisce l’argomento del messaggio do:. 

La stringa s viene così costruita un 
carattere alla volta (la virgola è il selet- 
tore del messaggio di concatenamento 
fra stringhe) sostituendo ad ogni carat- 
tere originale quello successivo della ta- 
bella ASCII, 

Un iteratore permette di eseguire un 
blocco per tutti gli elementi di una col- 
lezione. Il blocco deve dichiarare un ar- 
gomento nel quale ricevere di volta in 
volta un elemento della collezione. La 
varietà degli iteratori disponibili soddisfa 
le più diverse esigenze, ma nulla vieta 
di definirne altri per situazioni particolari. 
E si noti che, per il meccanismo di ere- 
ditarietà, un nuovo iteratore definito in 
Collection diventa immediatamente di- 
sponibile in ogni sua sottoclasse. 

Per continuare la presentazione dei 
vari tipi di iteratori si veda la figura 8b. 

in questo esempio si ottiene lo stes- 
so crittogramma di figura 8a. mediante 
l'uso dell'iteratore collect:. Questo 
messaggio restituisce una nuova colle- 
zione, dello stesso tipo del ricevitore, 
contenente tutti gli oggetti prodotti nel- 
le successive esecuzioni del blocco. 
Quindi, per ottenere il crittogramma, il 
blocco si limita a restituire il codice 
ASCII successivo a quello del carauere 
ricevuto come argomento. 

Esistono iteratori che permettono di 
operare selezioni sugli elementi di una 
collezione. Negli esempi a) e b) di figura 
9 vengono prodotte due stringhe, ve c, 
contenenti rispettivamente tutte le vo- 
cali e tutti gli altri caratteri della solita 
stringa di prova, mentre, nei terzo 
esempio, c), n è il primo carattere nu- 
merico della stringa. I) messaggio se- 
lect: restituisce una collezione conte- 
nente tutti gli elementi del ricevitore 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


301 


SMALLTALK 


che fanno produrre true al blocco, men- 
tre reject: restituisce tutti quelli che 
producono false; detect:, infine, resti- 
tuisce il primo elemento del ricevitore 
che produce true. 

Oggetti commensurabifi 

Un'altra numerosa famiglia di classi in 
Smalltalk è quella che discende da Ma- 
gnifude, in cui sono definite classi le cui 
istanze possono essere confrontate tra 
loro in base a relazioni di grandezza. La 
sua struttura è presentata in figura 10. 

In questa famiglia Magnitude, Num- 
bere Integer sono classi astratte. Le tre 
sottoclassi di Integer definiscono solo 
diverse rappresentazioni per i numeri rn- 
teri in modo da massimizzare l'efficien- 
za dei calcoli. Si tratta di un insieme di 
tipi di dati basilari che sono incorporati 
nella maggior parte dei linguaggi. Tutte 
le sottoclassi di Magnitude prevedono 
nel protocollo messaggi binari per ese- 
guire comparazioni fra istanze, come 
«>1,, «>=», «<», «<=», « = « e !(■=». 
I caratteri, come abbiamo visto negli 
esempi sugli iteratori, offrono numerosi 
messaggi di riconoscimento di vocali, 
cifre, maiuscole e minuscole, rispon- 
dendo true 0 false Le classi Date e Ti- 
me offrono molti messaggi con cui ma- 
nipolare date ed orari, gestendo auto- 
maticamente gli anni bisestili ed i nomi 
dei giorni. 

Le sottoclassi di Number permettono 
di lavorare con interi, reali e frazioni. 
Questi diversi tipi di numeri possono 
essere combinati in una singola espres- 
sione, in quanto vengono automatica- 
mente convertiti a seconda delle circo- 
stanze. Gli interi arrivano ad una preci- 
sione praticamente infinita, visto che 
possono usare fino a 64 Kb di cifre si- 
gnificative. Usando le frazioni, che sono 
rappresentate mediante una coppia di 
interi, si possono eseguire calcoli arit- 
metici la cui esattezza non viene inficia- 
la da arrotondamenti o troncameiiti, co- 
me avviene con i numeri reali. 

Miscellanea conclusiva 

Vi sono altre famiglie di classi che 



Figura 8 - Esemoio di uso degli iterexan xdo " tó 


e’ la stringa 'lalaael'" ' 

!= 'stringa di 23 caratteri' 
aChar IsVowel ] 

e’ la stringa 'strng d 23 o 
'stringa di 23 caratteri' 
aCher IsVowel ] 


select: C :acrvarl 
•ttr' ■ 

roJeet; C :eChar 1 


Figura 9 ■ Esempi di uso degli ileralon ise 


meriterebbero di essere esaminate, ma 
lo spazio, come sempre, è quello che è. 
Ci limitiamo perciò ad una veloce pano- 
ramica. 

I file vengono gestiti attraverso la fa- 
miglia degli Stream. Uno Stream con- 
sente di agire in scrittura e/o in lettura 
su una sequenza di oggetti. Le classe 
FileStream costituisce l'interfaccia prin- 
cipale con i file su disco, che vengono 
visti come sequenze di oggetti della 
classe Character. Le classi Directory e 
File completano rinterfacciamento ai fi- 
le System. Lo Smalltalk non offre alcuna 
funzionalità di DBMS che consenta di 
creare file strutturati e relativi indici. 
Tuttavia nel mercato delle librerie pro- 
dotte da terze parti, molto sviluppato 
negli Stati Uniti, si trovano diverse so- 
luzioni al problema, tra cui meritano di 
essere segnalate, per la versione MS- 
DOS del linguaggio, due librerie per l'in- 
terfacciamento di Smalltalk/V con l'otti- 
mo B-Trieve. 

Lo Smalltalk è un ambiente grafico, È 
ovvio quindi che esistano molte classi 


Assodetlon CTioracter 


LargeNegaivelrrteger LargePosWvelnteger SmaJBnteget 


con le quali accedere allo schermo gra- 
fico e realizzare immagini. La classe 
Form rappresenta una immagine bitmap 
rettangolare che può essere copiata dal- 
lo/sullo schermo o da/su altre Form. Lo 
schermo viene visto come istanza della 
classe DisplayScreen, una sottoclasse 
di Form. Le istanze della classe BitBIt 
(bit block transfer) consentono di realiz- 
zare tutte le operazioni grafiche primiti- 
ve. su immagini contenute in Form. La 
classe Pen, sottoclasse di BitBIt. per- 
mette di disegnare su una Form, men- 
tre CharacterScanner di scriverci. I font 
di caratteri sono istanze della classe 
Font. 

Un'altra sottoclasse di BitBIt è Amma- 
tion le cui istanze sono degli sprite so- 
ftware. Tutta la gestione della grafica fa 
largo uso di istanze delle classi Point e 
Rectangle, tramite le quali vengono 
specificate posizioni e aree delle Imma- 
gini. Smalltalk/V, sia per MS-DOS che 
per Macintosh, supporta sia la grafica in 
bianco e nero che quella a colori a se- 
conda della scelta fatta al momento del- 
l'installazione. DI conseguenza è relati- 
vamente semplice realizzare applicazio- 
ni indipendenti dalla risoluzione e dal 
numero di colori disponibili nelle varie 
modalità grafiche supportale. 

Infine, altre due importanti famiglie di 
classi sono quelle che discendono da 
Dispatcher e da Pane, ma siccome è 
tramite queste che è realizzata l'inter- 
faccia utente, argomento di un prossi- 
mo articolo, ne rimandiamo la trattazio- 


MCmicrocomputer n, 107 - maggio 1991 


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c++ 


di Corrado Giusto//i 


L’ereditarietà 


Ritorniamo questo mese sul 
concetto di classe, 
assolutamente fondamentale 
in C++, per introdurre 
l'importantissima 
caratteristica detta 
ereditarietà. Essa permette di 
estendere facilmente le 
proprietà di classi prede finite 
derivando da esse delle nuove 
classi dotate di caratteristiche 
differenti 


Come sicuramente vi sarete accorti, in 
queste prime puntate del nostro viaggio 
alla scoperta del C+ + sto principalmen- 
te cercando di inquadrare il linguaggio 
nel suo complesso, dandovi cioè delle 
viste piuttosto generali su quelle che 
sono le sue caratteristiche più innovative 
rispetto al C da cui proviene. Credo 
infatti che sia meglio prima introdurre i 
concetti fondamentali del C++, per poi 
puntualizzarli in un secondo tempo quan- 
do oramai si sarà sviluppata quella sensi- 
bilità necessaria per affrontare compiti di 
programmazione reale. 

Due mesi fa mi sono occupato del 
concetto di classe, il più fondamentale in 
C+ + ; il mese scorso abbiamo visto 
l'overloading, altra caratteristica impor- 
tantissima del linguaggio: questo mese, 
continuando nella rassegna, voglio intro- 
durre la cosiddetta ereditarietà che tanta 
importanza riveste nella programmazio- 
ne realmente orientata all’oggetto. 

Per fare ciò dovrò comunque ritornare 
brevemente a parlare delle classi: infatti 
l'ereditarietà altro non è che uno specia- 
le meccanismo di derivazione di una 
classe da un’altra, il quale permette al 
programmatore di non dover reinventare 
di continuo le stesse cose ma di poter 
costruire i propri programmi sul lavoro 
già fatto (magari da altri...). Il discorso, 
anche se semplificato, sarà comunque 
abbastanza lungo e complesso e dunque 
ci occuperà anche per il mese prossimo. 

Modelli gerarchici 

Ritorniamo dunque un attimo al con- 
cetto di classe visto due mesi fa. Che 
cos’é una classe, in fondo? É un qualco- 
sa che ci permette di modellare il mon- 
do, ossia di rappresentare nell'ambito 
del nostro programma un oggetto appar- 
tenente al problema che stiamo trattan- 
do. A seconda di quello che stiamo 
facendo, dunque, possiamo definire ed 
usare classi dì tipo opportuno ma sem- 
pre con qualcosa in comune: il fatto che 
esse schematizzano le proprietà fonda- 
mentali delle entità con le quali il nostro 
modello ha a che fare. 

Bene, accade spesso nel mondo reale 
che gli oggetti con cui si ha a che fare 
non siano tutti slegati ed indipendenti 


( 1 ) 


l’uno dall’altro ma, al contrario, manife- 
stino evidenti relazioni udi parentela» 
l’uno con l’altro. Si dò il caso che la 
mente umana sia fatta proprio m modo 
tale da percepire prontamente tali rela- 
zioni, ed anzi le usi come strumento 
cognitivo fondamentale per catalogare 
ed ordinare in una struttura coerente ed 
organica le proprie percezioni del mondo 
esterno. Noi capiamo il mondo proprio in 
quanto siamo in grado di catalogarne i 
vari aspetti, ossia di raggrupparli secon- 
do schemi gerarchici sulla base delle 
relazioni «di parentela» che percepiamo 
fra di essi. 

Questa organizzazione concettuale ci 
permette di limitare il nostro sforzo intel- 
lettuale alla comprensione di un numero 
molto minore di parametri, e dunque ci 
consente di abbracciare molti piu con- 
cetti di quanti ne potremmo comprende- 
re se dovessimo considerare ogni mani- 
festazione sensibile come interamente a 
sé stante e svincolata da tutto il resto 
dell'universo. La prova di ciò è che alla 
base di ogni disciplina scientifica vi è 
sempre una fase «descrittiva» nella qua- 
le gli oggetti ed i fenomeni vengono 
osservati e catalogati ancor prima che 
studiati: e spesso è proprio questa fase 
a fornire gli indizi migliori sui quali basare 
la successiva ricerca. 

Il C++, nato proprio come linguaggio 
«di modellazione» di problemi reali, ha 
fatto sue tutte queste considerazioni 
quando ha definito il concetto di classe, 
la classe infatti é una schematizzazione 
della realtà, e come tale risulta assai piu 
fruibile se su di essa il programmatore 
può operare con strumenti cognitivi na- 
turali quali, appunto, quelli consentiti 
dalla derivazione delle proprietà. 

Questo concetto, tanto per cambiare, 
non é affatto nuovo: era infatti già pre- 
sente in Simula (il linguaggio di program- 
mazione orientato alla simulazione di- 
screta dal quale il C+ + ha ripreso molto) 
ed è addirittura un pilastro portante dello 
Smalltalk. 

Il C++ comunque ne ha fatto un 
mezzo estremamente versatile e poten- 
te col quale il programmatore può espri- 
mere in termini più naturali (e con gran- 
de efficienza) le relazioni intercorrenti fra 
gli oggetti del suo problema. 


304 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


Derivazione deile proprietà 

Supponete dr aver portato al giardino 
zoologico un bimbo piccolo, che cono- 
sce alcuni animali domestici ma non ha 
mai visto quelli più esotici né ne ha 
sentito parlare. Vi trovate davanti alla 
gabbia del leone e lui vi chiede nQuello 
cos’è?»- Il modo più semplice con cui 
potete spiegarglielo consiste nel dirgli: 
uÈ come un gatto, solo che é più grosso 
e più feroceii. Cosi facendo avete effet- 
tivamente spiegato in modo preciso e 
completo al bimbo cos’è il leone senza 
tuttavia aver avuto necessità di descri- 
vergliene per intero le caratteristiche 
complete. 

Perché funziona questo sistema? Per- 
ché in effetti il gatto ed il leone sono due 
‘•oggetfi" molto simili: supponendo dun- 
que di conoscere già l'uno si fa molto 
prima a descrivere l'altro m funzione 
delle sue differenze nei confronti del 
primo che non ad enunciarne le caratteri- 
stiche per intero. Cosi ad esempio non 
c’é bisogno di dilungarsi spiegando che il 
leone è carnivoro, cattura le sue prede, 
ha te unghie retrattili, eccetera eccetera: 
tutti questi particolari sono implicitamen- 
te contenuti nell'affermazione «è come 
un gatto»; serve solo sottolineare ciò 
che effettivamente lo distingue dal gat- 
to. ossia ad esempio la taglia ed il 
carattere. 

Un meccanismo concettuale analogo 
a questo viene usato in C-t--*- per creare 
nuove classi a partire da classi già defini- 
te. Tale meccanismo si chiama deriva- 
zione in quanto permette appunto di 
derivare una classe da un'altra. Una 
classe creata per derivazione viene ov- 
viamente detta classe derivata, mentre 
la classe di origine viene detta classe 
base. (Vorrei notare che in Simula i 
termini usati sono superclasse e sub- 
classe. il C-i- -I- ha deliberatamente scel- 
to una terminologia differente perché si 
è riscontrato che quella adottata dal 
Simula era spesso fonte di confusione), 

Punto fondamentale del meccanismo 
di derivazione é che la classe derivata 
eredita, ossia conserva, tutte le caratteri- 
stiche della classe base salvo quelle 
esplicitamente ridefinite o modificate dal 
programmatore. In questo modo buona 


8 

9 

le 

11 

12 

14 

15 

16 

n 

19 

2t 

21 

22 

23 

24 

25 

26 
27 
2B 
29 
3» 

31 

32 

33 

34 

35 

36 

37 

38 

39 


// deriv.cpp - aeccanisao di bise delli derivizloDS dtll* classi 
finclude <iostreaa.h> 

cUss Base I // Questa e' la classe base 


class Derived : public Base I 
Public: 


Il Questa e' la classe derivata 


■ainO 


Base base: H Oggetto della classe base 

Derived derived; // Oggetto della classe derivata 


U Questo oggetto ha un solo ca>po 


U Questo oggetto 
derived. a • 5; 
derived .b = 7; 
cout << derived. a 


invece ha due caepi 

// questo e' quello ereditato iaplicitaBeute 
// questo e' quello aggiusto esplicitaaente 
<<""<< derived. b << 





Figura r 
Il risultalo 
del programma 
(fenV.^p ILisialo U 


parte del lavoro necessario per creare 
una classe complicata viene eliminata: 
basta infatti scegliere come classe base 
una classe il più possibile simile a ciò 
che ci serve e derivare da essa la nuova 
classe avente le caratteristiche volute. 

Ciò naturalmente presuppone che il 
programmatore abbia a sua disposizione 
una collezione di classi già fatte e pronte 
all'uso: e questo è proprio il punto 
cruciale della programmazione OOP: di- 
sporre di opportune librerie di classi da 
usarsi direttamente «a scatola chiusa» o 


da riusare dietro opportune modifiche. Il 
per sua stessa natura, rende facile 
la costruzione di tali librerie: in esse le 
classi sono derivate le une dalle altre, a 
partire da poche classi fondamentali, 
secondo una struttura gerarchica che 
procede verso una crescente specializ- 
zazione delle funzioni; per questo si 
parla comunemente di gerarchia di clas- 
si. I! grosso vantaggio offerto dal C-f -6 al 
programmatore è che non solo tali classi 
possono essere usate cosi come sono, 
ma anche e soprattutto possono essere 
prese come base per la creazione di 
classi derivate anche non avendo i sor- 
genti delle classi stesse. Questo è un 
discorso concettuale, piuttosto delicato 
e oltretutto di carattere assolutamente 
generale, che affronteremo fra poco e 
riprenderemo più volte in futuro; per ora 
tuttavia lo accantoneremo momentanea- 
mente perché è più urgente andare a 


MCmicrocomputer n, 107 • maggio 1991 


305 


c++ 


// lunctl.cpp - ereditarietà' delle Benber functioos 
tìDclude <iostreaB.h> 
class Base I 


Public: 

int a; 

veld shovO I cout < 


class Derlved ; public Base I 

public: 

int b; 

void sbovo I cout < 


t "\n"; 


derived.a > 5; 
derived.b • 7; 
derived. sbovo ; 


Figura 2 
Il nsullaio 

2 • j dal programma 

' funetl.cpp (Listato 21 

a:5 b: 7 


vedere come in effetti funziona il mecca- 
nismo della derivazione delle classi. 

Il meccanismo di derivazione 

Concentriamo dunque la nostra atten- 
zione sul semplidssiimo programma di 
esempio riprodotto nel listato 1. Quello 
che ho fatto è semplicemente creare 
una classe base ed una da essa derivata. 
Ovviamente tali classi non rappresenta- 
no nulla di significativo ma servono solo 
per mostrare come funzionano le cose. 

In riga 5 è definita la classe base, che 
ho chiamato appunto Base; come si 
vede essa é composta per semplicità da 
un solo campo di tipo intero, chiamato a. 


e non ha parte privata né member func- 
tion. In riga 13 viene quindi definita una 
seconda classe chiamata Derived, che 
sarà la nostra classe derivata. Notate 
infatti che la riga di definizione compren- 
de una speciale clausola introdotta dal 
simbolo di due punti: è proprio questa 
clausola a specificare che la classe che 
stiamo definendo è in realtà derivata da 
un'altra, la quale nella fattispecie è la 
classe Base. Il risultato di questa nota- 
zione è che la classe Derived eredita la 
struttura della classe Base a meno di 
variazioni introdotte esplicitamente, La 
keyword public che precede il nome 
della classe base serve a specificare il 
livello di visibilità dei membri della classe 
base in quella derivata, un discorso arti- 
colato che avremo modo di puntualizza- 
re più in là. Ma vediamo la definizione 
esplicita della classe Derived (righe 15- 
16): essa sembra comprendere un solo 
campo, b, ma ciò non è vero; non va 
infatti dimenticato che esiste anche un 
campo a ereditato dalla classe Base. Il 


campo b viene quindi definito in aggiun- 
ta al campo a. il quale è definito implici- 
tamente per ereditarietà. 

La controprova di ciò la abbiamo po- 
che righe più sotto, nel corpo del maini) 
che usa entrambe le classi. Come prima 
cosa creiamo un oggetto di tipo Base ed 
uno di tipo Derived (righe 26-27). Poi 
assegnarne un valore al campo a dell'og- 
getto base (riga 31 ) ed andiamo subito a 
stamparlo (riga 32), Bene, fin qui tutto 
normale. Ma ora proviamo ad assegnare 
un valore al campo a dell'oggetto deri- 
ved (riga 35}: il compilatore accetta 
tranquillamente tale operazione, cosi co- 
me quella successiva (riga 36) che asse- 
gna un valore al campo b del medesimo 
oggetto. Anche andando a stampare il 
contenuto dei due campi dell'oggetto 
derived (riga 37) non abbiamo problemi 
e otteniamo, come previsto. i valori 5 e 7 
(figura 1), Ciò significa che, come da 
manuale... il meccanismo di derivazione 
delle classi effettivamente funzionai 

Le member function 

Vediamo ora cosa succede invece alle 
member function. É chiaro che ci aspet- 
tiamo che vengano ereditate anch’esse. 
ma... la prudenza non è mai troppa e 
dunque andiamo a verificare! Anche per- 
ché, scherzi a parte, con le member 
function in effetti le cose si complicano 
un pochino. A questo proposifo, anzi, 
premetto che non vi spiegherò oggi 
tutte le sottigliezze previste per la defini- 
zione e l'uso delle funzioni ‘'ereditate», 
mi basta come al solito darvi per il 
momento la sensazione di come vadano 
le cose, tanto avremo tempo e modo di 
puntualizzarle per bene. 

Rivolgiamo dunque la nostra attenzio- 
ne al listato 2. Protagoniste di questa 
piccola dimostrazione sono ancora le 
classi Base e Dertved dell'esempio pre- 
cedente. solo che ora ciascuna di esse è 
anche dotata di una member function il 
cui nome. $how(), é uguale in entrambe. 

Come si vede tale funzione si limita a 
stampare il valore dei campi dell'oggetto 
avente il tipo della classe cui essa appar- 
tiene: così la funzione Base::show() 
(ricordate questa notazione?) stampa ov- 
viamente il solo valore di a mentre la 
funzione Derived: :show() stampa sia il 
valore di a che quello di b Le azioni del 
maino sono pressappoco quelle di pri- 
ma: esso crea due oggetti a partire dalle 
classi definite, assegna loro dei valori, li 
stampa per controllo. L'unica differenza è 
che per la stampa viene ora usata la 
funzione showO di ciascuna classe. Il 
risultato, visibile in figura 2, é probabil- 
mente quello che ci aspettavamo; su una 
riga il valore 3 appartenente a base. a e su 
quella successiva i valori 5 e 7 apparte- 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


C++ 


nenti a derived.a e derived.b. Questo 
Sfgnifica. ovviamente, che anche se le 
member function hanno nomi uguali il 
C++ non si lascia confondere e chiama 
sempre la funzione «giusta ossia quella 
appartenente alla classe deH'oggetto at- 
tuale. Vedremo fra un attimo come. 

Tutto chiaro fin qui? Bene, allora pro- 
viamo a complicare un po' le cose. Pas- 
siamo cosi al listato 3 dove introduciamo 
una leggera variazione all’ultimo pro- 
gramma. La differenza sta interamente 
nella riga 20, ossia nella definizione delia 
member function show() della classe 
Derived. Come si vede, ora tale funzione 
non stampa esplicitamente i valori dei 
due campi della classe, ma chiama la fun- 
zione showO della classe Base per stam- 
pare a e stampa esplicitamente il solo 
campo b Tutto il resto é immutato rispet- 
to a prima, Allora, cosa credete che suc- 
ceda lanciando questo programma? 

Confesso di essere stato tentato per 
un momento dall'idea di pubblicate la 
soluzione capovolta o addirittura su di 
una pagina lontana, come nella Settima- 
na Enigmistica; ma non sarebbe stato 
carino, per cui in definitiva potete vederla 
direttamente in figura 3. Il risultato, an- 
che in questo caso, è quello che sperava- 
mo ossia del tutto analogo a quello 
ottenuto nel caso precedente: ma il 
modo in cui è stato ottenuto merita 
sicuramente qualche commento. 

Il puntatore »this» 

Facciamo dunque la conoscenza con 
una nuova entità il cosiddetto puntatore 
this. Si tratta di un puntatore implicito. 
ossia mantenuto dal C++ in modo auto- 
matico e trasparente, e presente in tutte 
le member function di ogni classe. Esso è 
sempre un puntatore alta classe cui la 
funzione appartiene e punta sempre al- 
\'oggetto tramite il quale la funzione è 
stata invocata. In inglese «this» significa 
«questo» e ciò già spiega esauriente- 
mente il suo scopo, che è proprio quello 
di risolvere le ambiguità nella chiamata di 
una member function relativamente a 
qual è l'oggetto che t'ha chiamata. 

In un programma generalmente esi- 
steranno diverse istame (o esemplari) di 
una medesima classe, ognuna con i 
propri campi di dati; ma le member 
function sono e rimangono uniche, ossia 
esiste una sola copia di ciascuna di esse 
nell'ambito del programma e non una 
copia per ciascun oggetto allocato. Dun- 
que riferendosi ad una member function 
SI perderebbe l'informazione su qual é il 
particolare oggetto tramite cui é stata 
chiamata se non vi fosse appunto il 
puntatore this che viene implìcitamente 
passato alla funzione stessa. Ogni campo 
CUI la funzione fa riferimento viene dun- 


a 

9 

10 

11 

12 

13 

14 

15 

16 
n 
18 

19 

20 
21 
22 

23 

24 

25 

26 

27 

28 

29 

30 

31 

32 

33 

34 

35 

36 

37 

38 

39 

40 


// funct2.cpp - ereditarietà' delle member functions 


Vinclude <iostream.h> 


class Base I 
Public: 

void sbovi) 1 eout << "a:" << a << "\n": J 


class Derived : public Base I 
Public: 

void sbovi) i Base::sbo¥l): cout << "b:" << 


maini) 


Base base; 

Derived derived; 


base. a ° 3; 
base. sbovi ) ; 

derived.a * 5; 
derived.b • 1; 
derived. sbovi); 


"\n"; 1 


a:3 

a:5 

b:7 


Figura 3 

Oel programma 
tunca.cpp (Listato 3). 


que rintracciato mediante l'uso di questo 
puntatore, col risultato netto che la fun- 
zione agisce sui campi dell'oggetto da cui 
è stata invocata. 

-Ecco perché i programmi functi.cpp e 
funct2.cpp funzionano; in particolare nel 
secondo caso la funzione Base::show() 
invocata mediante la Derived :;show() 
viene in realtà chiamata come Base 
::show(this), dove questo this punta 
all'oggetto derived e non all'oggetto 
base: e cosi essa stampa correttamente 
il valore di derived.a e non quello di 
base. a L'uso esplicito del puntatore 
this. ve lo dico subito, è abbastanza raro; 
tuttavia esso diviene assai importante nel 
momento in cui ci si riferisca agli oggetti 


tramite puntatori, ad esempio mantenen- 
do una lista linkata di oggetti. In questo 
caso il ricorso al this risolve in modo 
semplice ed elegante un sacco di pro- 
blemi. 


Conclusioni 

Il discorso sulla derivazione delle classi 
e le proprietà dell'ereditarietà é molto 
lungo e non posso esaurirlo in una sola 
puntata. Quello che abbiamo visto oggi è 
sufficiente a capire come funziona il 
meccanismo di base della derivazione, 
ma certo non ci fa capire perché in primo 
luogo esso esista, ossia a cosa serva in 
realtà. Di questo mi occuperò nella pros- 
sima puntata che sarà dedicata anch'es- 
sa all'ereditarietà; in quell'occasione ve- 
dremo inoltre alcune delle modalità di 
protezione dei dati offerte dal meccani- 
smo di derivazione, importantissime per 
conseguire una programmazione real- 
mente modulare e completamente orien- 
tata all'oggetto. «e 


MCmicrocomputer n. 107 - muggio 1991 


307 


TURBO PASCAL 


di Sergio Polini 


Le classi astratte 


Prima di continuare il discorso sulla nostra piccola gerarchia di classi, 
sono costretto a ritornare sulla unit TSR pubblicata lo scorso anno, per 
confermare che i sorgenti pubblicati su MC sono corretti ed esenti da 
erron. Purtroppo copiare 720 linee di codice non è facile, ed è ben 
possibile che ci scappi qualche errore. Questo è quanto è capitato anche 
a Marco Scaglioni di Luino IVaresel, che mi ha mandato la stampa del file 
TSRINT.ASM come da lui copiato, evidenziando due istruzioni rifiutate dal 
Turbo Assembler. È successo semplicemente che due ((WORD PTR» 
sono diventati «WORD PRT». «PTR» è diventato «PRT». Tutto qui. 
Capisco che errori di tale natura sono difficili da scoprire, soprattutto se si 
insinua il dubbio che vi possa essere qualche pecca nel listato pubblicato. 
Ma su questo punto posso tranquillizzarvi: i listati pubblicati sono corretti. 
Chi voglia evitare le fatiche (e le Insidie) del lavoro di copiatura manuale, 
può comunque ottenere i sorgenti sia chiedendone il dischetto che 
prelevandoli da MC-Link ITSRTP100.ZIP) 


Eccoci finalmente giunti ad esamina- 
re da vicino interfaccia ed implementa- 
zione delle classi che fanno parte della 
nostra piccola gerarchia. Ripeto che 
questa va intesa soprattutto come una 
introduzione «sul campo» alla program- 
mazione orientata all'oggetto: per que- 
sto motivo, uno dei principali obiettivi 
che mi sono assegnato è stata la con- 
cisione: poche classi, pochi metodi, 
qualche approssimazione, in attesa di 
poter poi passare sia ad una gerarchia 
più complessa come quella del Turbo 
Vision, sia a sue estensioni che ci aiu- 
tino a realizzare programmi di buona 
«sostanza» oltre che di buona «appa- 
renza». 

L'oggetto e il suo contrario 

Quattro sono le classi astratte della 
nostra gerarchia: TObject. TMagnitude. 
TCollection e Tlterator. Lo scopo di una 
classe astratta, come ripetuto anche 
nell'articolo di Tommaso Masi di questo 
mese, è quello di consentire alle sue 
sottoclassi di condividere un insieme di 
proprietà comuni, massimizzando in 
questo modo il riutilizzo del codice (che 
non deve essere duplicato in ogni sot- 
toclasse). Il disegno di tali classi è quin- 
di sempre un po' arduo; si tratta di an- 
ticipare le caratteristiche di un sistema 
di sottoclassi, decidendo quanto deve 
essere comune a ciascuna di esse e co- 
sa ognuna dovrà avere di specifico. In 


pratica, il disegno di una classe astratta 
non può procedere che per tentativi (ri- 
cordate le citazioni da Cox e da Lipp- 
man del mese scorso?). 

Dal vostro punto di vista, ciò compor- 
ta che la motivazione di alcune scelte vi 
potrà essere pienamente chiara solo do- 
po che avremo discusso tutta la gerar- 
chia. Questa è una regola generale. I 
vantaggi della OOP non discendono co- 
me manna dal cielo, ma richiedono un 
minimo di sforzo iniziale: una gerarchia 
di classi non è — ripeto — come una 
tradizionale libreria di funzioni; non si 
giunge lontano se ci si limita a cercare 
quello che serve in un indice analitico. 
Bisogna in primo luogo imporsi di farsi 
un'idea non troppo vaga almeno dei 
principi base dei suo disegno. Non ci 
vuole molto, ed è un investimento che 
promette larghi dividendi. 

Guardale ad esempio il metodo Hash 
nella figura 1: compare nella interfaccia 
della classe TObject (così come nelle 
corrispondenti classi di Smalltalk o del- 
rObjectivB-C) in quanto serve per age- 
volare l'implementazione di altre classi 
come TSet. Per ora dobbiamo limitarci a 
dire che ritorna una word: solo quando 
avremo esaminato le classi TBag. TSet 
e TDictionary potremo capire appieno 
perché occorre che ogni classe della ge- 
rarchia possa rispondere a! messaggio 
Hash. 

Fatta questa necessaria premessa, 
osserviamo che la unit BASE contiene 


le definizioni delle classi TObject e TUn- 
definedObject. Come per ogni altra 
classe, definiamo accanto al tipo anche 
un puntatore al tipo; dovrebbe essere 
infatti chiaro che, essendo puntatori e 
parametri variabile gli strumenti princi- 
pali del polimorfismo, faremo un ampio 
uso dei puntatori. Vediamo poi che, ac- 
canto al «misterioso» metodo Hash. ne 
abbiamo altri che ci rispondono il «no- 
me» della classe, che verificano l'egua- 
glianza di due oggetti, che producono 
una immagine in output di un oggetto. 

Per dare un po' di generalità a tale ul- 
timo metodo, l'interfaccia della unit di- 
chiara una variabile di tipo «file di testo» 
StdOut, analoga a quella ben familiare a 
chi programmi in C, inizializzata nell'ap- 
posita sezione della unit. Si ottiene cosi 
che, passando al metodo PrintOn l'ar- 
gomento StdOut si ha un output su vi- 
deo, ma passando un altro file di testo 
si può avere l'output su disco. I! metodo 
PrintOn è anche l'unico ad avere una im- 
plementazione «concreta»; gli altri si li- 
mitano a chiamare la procedura Abstract 
che, come l'omonima del Turbo Vision, 
provoca un errore di esecuzione con co- 
dice 211. Fa eccezione il destructor, su 
cui torneremo tra un attimo. 

La classe TUndefinedObject ha un'u- 
nica istanza, allocata nella sezione di ini- 
zializzazione e «puntata» dal puntatore 
Nuli, una sorta di variante del familiare 
nil. Lo scopo è quello di poter manipo- 
lare anche oggetti «nulli», ad esempio 
per inizializzare un array di oggetti più o 
meno come un array di interi potrebbe 
essere mizializzato con tanti zeri. In que- 
sto caso, come vedremo, mandando ad 
un array vuoto il messaggio PrintOn, ot- 
terremo in output il «nome» dei suoi 
«oggetti nulli», cioè tanti «Nil» quanti so- 
no i suoi elementi. TUndefinedObject 
eredita infatti da TObject il metodo Print- 
On, che scrive il risultato del metodo Na- 
me, il quale ritorna «Nil» per istanze di 
TUndefinedObject. 

Due parole su constructor 
e destructor 

I manuali del Turbo Pascal 5.5 e 6.0 
ammoniscono che ogni classe per la 
quale sono dichiarati metodi virtuali de- 


MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 


TURBO PASCAL 


ve avere un constructor, ma le nostre 
classi astratte non ne hanno alcuno, in 
realtà, se si ricorda a cosa serve un con- 
structor (ne abbiamo parlato a marzo), si 
può ben intendere che una classe 
astratta potrebbe anche non averne in 
quanto non può avere istanze. Un po' 
diverso il caso del destructor, Sempre a 
marzo abbiamo visto che è bene che i 
destructor siano virtuali; dichiarare un 
destructor Done virtuale per la classe 
base delia gerarchia può essere utile in 
quanto forza a dichiarare virtuali tutti i 
destructor con lo stesso nome delle 
classi derivate. 

La classe TUndefinedObject si distin- 
gue inoltre da tutte le altre della gerar- 
chia, in quanto ha un costructor priva- 
to Ricordo che chi abbia ancora il Pa- 
scal 5.5 può fare a meno della nuova 
parola chiave, semplicemente portando 
all’inizio della dichiarazione della classe 
gli eventuali campi-dati (le variabili d'i- 
stanza) che apparissero dopo la key- 
word private. Ma questa può essere 
utile. Nel nostro caso, ad esempio, ci 
consente di prevedere che vi sia un'u- 
nica istanza della classe TUndefined- 
Object: essendo il constructor inacces- 
sibile da parte di codice che non sia 
quello della unit BASE, solo in essa è 
possibile creare e inizializzare istanze di 
TUndefinedObject. Proprio per questo 
motivo il metodo IsEqual di TUndefined- 
Object può limitarsi a verificare il tipo 
del suo argomento: perché un oggetto 
sia uguale ad un'istanza di TUndefined- 
Object. è sufficiente che sia anch'esso 
istanza della stessa classe, in quanto vi 
è una sola istanza di tale classe. 

La classe TObject consente di creare 
oggetti confrontabili solo quanto alla lo- 
ro uguaglianza, ma ciò non è sempre 
sufficiente; abbiamo già accennato, ad 
esempio, alla presenza di collezioni «or- 
dinate». Abbiamo quindi bisogno di og- 
getti confrontabili anche secondo un cri- 
teno che ci dica quale viene «prima» di 
quale altro. La unit della figura 2 ci pro- 
pone una classe astratta TMagnitude 
che aggiunge a TObject so\o un metodo 
IsLessThan che verrà poi precisato nelle 
classi derivate, ognuna delle quali sta- 
bilirà i propri criteri per determinare se 
un’instanza «è minore di» un'altra. 



MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


309 


TURBO PASCAL 



Le collezioni 

La figura 3 ci propone invece la unii 
COLLECT, dove viene definita la classe 
TCollecrion. 

Accanto ad essa troviamo un tipo TO- 
bjPArray. per array di puntatori ad og- 
getti, che ci sarà utile per l'implemen- 
tazione delle collezioni. A dire il vero, in 
altre gerarchie viene usata una piu am- 
pia articolazione delle classi: vi sono 
classi come ArrayOb (nella "class li- 
braryii di Gorlen) o IdArray (Objective-Cl 
che svolgono funzione analoga a TO- 
bjPArray, ma, come ho detto prima, la 
concisione è ora per noi un obiettivo 
fondamentale, anche a prezzo di qual- 
che approssimazione. 

Torniamo quindi a TCollection. Si trat- 
ta di una classe centrale in qualsiasi ge- 
rarchia (ne ritroviamo una anche net Tur- 
bo Vision), in quanto racchiude in sé le 
caratteristiche e il comportamento co- 
muni ad ogni «gruppo» di oggetti. Deve 
necessariamente trattarsi di una classe 
molto generale, in quanto può dirsi «col- 
lezione», nel gergo della OOP, qualsiasi 
aggregato di qualsiasi numero di oggetti 
che possa essere considerato come un 
tutto. Possono far parte di una collezio- 
ne I file contenuti in una directory, gli 
ordini pervenuti da un dato cliente, le 
barre di un istogramma, le caselle di 
uno spreadsheet. Sono però anche col- 
lezioni. come abbiamo già visto, le strut- 
ture di dati tipiche della programmazio- 
ne tradizionale, come array, liste, code, 
stack, alberi, grafi, dizionari, ecc. Il com- 
pito di una classe astratta TCollection è 
quello di racchiudere in sé quanto vi 
può essere di comune a tutte le colle- 
zioni, In considerazione della nostra esi- 
genza di concisione, ci limiteremo pro- 
prio all'essenziale, anche perchè avre- 
mo modo di esaminare m seguito la più 
ricca omonima classe del Turbo Vision, 

In primo luogo, considereremo quelle 
proprietà che competono alle collezioni 
per la loro derivazione dalla classe base 
TObjeci. Non vengono reimplementati 
né il destructor né il metodo Name, in 
quanto questi possono essere ereditati 
così come sono (ovviamente non sarà 
cosi nelle classi «concrete» che derive- 
remo da TCollection). Il metodo Hash ri- 
torna ora zero, mentre isEqual e Print- 
On vengono più sostanzialmente riscrit- 
ti, come vedremo tra un attimo. 

Quattro sono i metodi che distinguo- 
no una collezione da un altro oggetto. 
Add aggiunge un oggetto al «gruppo». 
Remove lo toglie, Find ci permette di 
vedere se un dato oggetto é presente o 
meno nella collezione: c'e poi Inititera- 
tor, con cui si iniziaitzza un meccanismo 
attraverso il quale percorrere la collezio- 


ne oggetto per oggetto. A differenza di 
Add e Remove, che rimangono per ora 
astratti come Inìtiteraror, i metodi IsE- 
qual, PnntOn e Finti sono funzionanti a 
tutti gli effetti. Qui bisogna capirsi: non 
è possibile creare istanze di TCollection. 
in quanto, ad esempio, il tentativo di ag- 
giungervi un oggetto mediante il meto- 
do Add farebbe scattare un errore di 
esecuzione 211. Le classi derivate da 
TCollection potranno tuttavia ridefinire il 
metodo Add {e tutti quelli che chiamano 
la procedura Abstract), e avvalersi dei 
metodi IsEqual. PnntOn e Finti sempli- 
cemente ereditandoli implicitamente da 
TCollection. In questo senso si tratta di 
metodi «funzionanti». 


Gli iteratori 

C'è qualcosa di comune ai metodi 
IsEqual, PrintOn e Find: usano tutti va- 
riabili locali di tipo PIterator. Si tratta di 
qualcosa di un po' diverso da quanto si 
trova nella programmazione tradiziona- 
le, 0 meglio di più generale. Ricordava- 
mo la volta scorsa che i set del Pascal 
non sono «iterabili», nel senso che non 
è possibile percorrere gli elementi di un 
set dal primo all’ultimo; «primo» e «ul- 
timo» non hanno anzi alcun senso con 
riguardo agli elementi di un set. E inve- 
ce sempre possibile «iterare» attraver- 
so una collezione. 

NeH'articolo di questo mese della ru- 



310 


MCmicrocomputer n, 107 - maggio 1991 


TURBO PASCAL 






th«n beoln 






TObJeet) : 


^(var o: TObJect)! PQbJeeti 



OlsRoseCIterator, Oonel t 
Fina Nulli 


fonctlon TIt 
beeln 


Figurs 3- La unii COLLECT.PAS, 
conienenie la dehnizione sia del- 
la classe TCollection che di Tlie- 
ralor, classe base della gerarchia 
iparailelai degli iteraion. 


brica Smalltalk, Tommaso Masi vi pro- 
pone i diversi tipi di «literatori» di quel 
linguaggio: avremo modo di vedere che 
— pur con le inevitabili differenze — i 
metodi ForEach e FirstThat delle colle- 
zioni del Turbo Vision presentano una 
qualche somiglianza con gli iteratori col- 
fecfe detecf dello Smalltalk. Qui ho pre- 
ferito mostrarvi una impostazione diver- 
sa, quale si trova nell'Objective-C o nel- 
la gerarchia di classi del Borland C-I-+: 
una gerarchia di iteratori più o meno pa- 
rallela a quella delle collezioni. 

La classe base degli iteratori, Tltera- 
tor, non deriva da TObject in quanto de- 
ve rispondere a due soli messaggi: Mo- 
re e Next. Il primo risponde TRUE o 
FALSE secondo che vi sono o no an- 
cora elementi attraverso cui iterare, il 
secondo ritorna un puntatore all'oggetto 
«successivo». 

Essendo TIterator una classe astratta, 
non viene dichiarato un constructor e il 
destructor virtuale ha lo stesso scopo di 
quello di TObject; i metodi More e Next, 
inoltre, non fanno altro che chiamare la 
procedura Abstract. Ciò non impedisce 
tuttavia di usare gli iteratori nei metodi 
di TCollectiorr. IsEqual percorre con due 
iteratori la collezione che riceve il mes- 
saggio e quella passata come argomen- 
to per verificare la loro eguaglianza: Prin- 
tOn usa un iteratore per mandare lo 
stesso messaggio, uno dopo l'altro, a 
tutti gli oggetti della collezione; Find per- 
corre con un iteratore la collezione in cer- 
ca di un oggetto uguale a quello passato 
come argomento. 

L'implementazione dei metodi può 
essere vista come un esempio dell'uso 
degli iteratori, ma soprattutto come un 
esempio di codice che, pur non essen- 
do usabile con le classi per cui è defi- 
nito (in quanto classi astratte) può es- 
sere ereditato e usato senza modifiche 
da qualsiasi classe derivata. 

Ciò può accadere perché il metodo 
Inititeratord'i TCollection ritorna un pun- 
tatore a TIterator, come faranno i me- 
todi omonimi delle collezioni derivate. 

Grazie al polimorfismo, mandando il 
messaggio PrintOn ad un oggetto istan- 
za della classe TBag. per fare un esem- 
pio, verrà chiamato il metodo Inititeratar 
come ridefinlto per questa elesse, che 
ritornerà un puntatore ad un iteratore 
che sarà istanza della classe TBagItera- 
toc. 

Ricorderete, infatti, che è possibile 
assegnare ad un puntatore ad una clas- 
se anche l'indirizzo dell'istanza di una 
classe da questa derivata, come abbia- 
mo già fatto con le classi «zoologiche» 
dei mesi scorsi. Ne vedremo presto altri 
esempi. 

KS 


MCmicrocomputer n, 107 - maggio 1991 


311 


guida computer 

a cura di Maria Mariotti 


I prezzi riportati nella Guidacorripijter sono comunicati 
dai distributori dei vari prodotti e si riferiscono alla 
vendita di singoli pezzi all'utente finale. Sui prezzi indicati 
possono esserci variazioni dipendenti dal singolo 
distributore. Per acquisto OEM e comunque vendite 
multiple sono generalmente previsti sconti quantità. I 
dati sono aggiornati a circa 20-30 giorni prima della data 
di uscita in edicola della rivista. MCmicrocomputernonsi 
assume responsabilità per eventuali errori o variazioni. 
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■-915V/101V-M - 80286 T6MH2, IM FD 1 44M HD lOOM men 


14' tt 

SHR-970U041V-M - 80; 
SHfl-nOOUWIV-M - I 
SHR-1120SX/04W-W - 


. 16MH2. 1M FO 144M. HD 40U iliyilay LCD 5190000 
I86SX I6MH2. 1M FD 1 44M. HD 40M display LCD S890000 
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3 800000 

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SHR-1120/041M-M - 80388 20MH;. 2M FD 1 2M KD 40M mon 14* m< 
SHR-1120/101U-M - 80386 20MHz. 2M FD 1 2M HD 1D0M mon 14’ n 
*■ ì-1120f211M-M - 80386 20MHz, 2M FO 12M HD210M mon 14* n 


SHR-1133/041M-M - 80386 33MHz, 41 
SHR-1133/101M-M • 80386 33MHz. 4r 
SHR-1133/211M-M - 80386 33MHz. 4 
SHR-1133.^1M-M • 80386 33MHz. 4: 

SHR-1133mHM-M - 80386 33MHz, 41 
SHR-1170/041 - 80486 25MHz 4M FD 1 44M HD 40M 
SHfi-117IV041V-S - 80486 25MHz, 4M FD 1 44M HD 40M mon 14' col 
SHR-117D/I01 - 80486 25MKZ, 4M FD I 44M HD lODM 
SHR-11707101V-S stessa conlisumione con monitoi colore 
SHR-1170/211M-M - 80486 25MHz, 4M FO 1 44M HD 210M mon 


M FD 1 2M HD 40M m 
M FD I2M HD 100M mon 14* n 
M FO 12M HD 210M mon 14* n 
M FO 1 2M HD 340M mon 14’ n 
U FQ 1 2M HD 700M mon 14' n 


14' m. . 

SHR-1225/I01M-M - 80486 25MHz. 4M FD 1 2M H 
SHR-1225/211M-M - come sopra con HD 210M 
SHR-1225/341M-M - come sopra con HD 340M 
SHR-1225/701M-M - Come sopra con HD 700M 


lOOMmi 


ACORN 

Dtìplii SpA - Va dr 


- 55049 Villeggio m 


4M IM FD 3.5" + Mouse 

CS4IQ71 Base-RAM 1M-FD3S"mon monui tis 1280>9 
s 420/1 Base - come II 410 Base con 2M RAM e HD 20M 
is 44IV1 Base - come lUID Base con 4M e KD 50M 
les 540 - RAM 4M FD 3 5- + HD 100 
■ "4 4M HD SOM 

4 8M FQ 35' HD 100M 



HawX V9 - Digilalizatore leal-time 512x256 
Colour Converta per digitalizzatore 
Modem Pace Litmel V21/V23 


1 460 000 
2650000 
3850.000 
5600000 
8540 000 
5950 000 
10500 000 
5450000 
567 000 
1400000 

305.000 
1 182 000 

%0OG 
1 000000 
1 350 000 

750.000 
115 000 
144000 
207 000 
494 000 
940000 

1 259000 
348 000 
1610000 
562 000 
503 000 


AEG OLYMPIA 

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Olystar 20A31 F - 8088-2 10MHz, 540K FD 720K mon 14" 

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Olystar 60/41 H - 80266 12 MHz. IM FD 1 44M HO 40M mon VGA 

Olystar 70/41 F • e0386sx 16 MHz. 1M FD 1 44M HD 40M mon VGA 

OiysUf 70/101H - come mod. 70/41 F con HD 100M 

Olystar 80/41 T25 - 80386 25 MHz. 2M FD 1 44M HD 40M mon VGA 

Olystar 80/101 T25 - come mod 80/41 con HD 100M 

Olystar 60n4l T33 - 80386 33 MHz 2M FD 1 44M HD I40M mon VGA 

OlysBr 80/341 T33 - 80386 33 MHz 2M FD 1 44M HD 34DM mon VGA 

ALPHA MICRO 


AMI-90-286 - : 


AMl-500-r- - NEC V30 2S6K FD 360K HO 20M mon 14 
AMI-90-^ - B0286 8/I6MHZ. IM RD 1 2M. HD SOM mon 14' 

8/12MHZ, IM FD 1 2M HD SOM mon 14" 

I86SX 8/16MHZ. 1M FD 1.2M HD SOM mon 14 
25MHz. 2M FD 1 2M cache 64K HD SOM mon 
25MHz. 2M FD 1 2M cache 64K HD 10OM ma 
33MHz. 2M FD 1 2M cache 32K HD 100M ma 
33MHz. 2M FD 1 2M cache 64K HD 100M ma 
25MHz. 2M FD 1 2M ceche 8X HD lOOM mon 

12MHz. IM FO 1 44M HD 40M mon 1 

■ 12MHZ. IM FD 1 2M HD 40M mon V 
AM-940M-9D - 6SOD0/602B6 12MHz. IM FD I 2M HD 90M mon 



1 127.000 
1.619.000 
3.961 000 
5086000 
6205 ODO 
10 639 000 
12.061000 
16 275000 
17913 000 


1450000 
1 800000 
3550 000 
4207000 
5728 000 

7 374 000 

8 471 000 

9 502 000 
15110 000 
6780000 
9 280 000 
10380000 


AMSTRAD 

AmslrailSpA - Via Riccione. i4-20l5SMi 


PC 1512 SD MM-A - 8086/8 MHz, RAM 512K, 1 FO 360K raonocr 
PC 1512 DD MM-A - 8066fl MHz, RAM 512K, 2 FD 360K monocr 
PC 1512 SO MM-CDROM - 8086/8 MHz. RAM 512K. 1 FD 36« con drive 
interno CD-ROM 550M monocr 

PC 1512 SO CM-A - 8086/8 MHz, RAM 512K 1 FD 360K colore 
PC 1512 DD CM-A - 8086/8 MHz. RAM 512K. 2 FD 360K colore 
PC 1640 SD MD-A • 8086/8 MHz RAM 640K. 1 FD 380K monca 
PC 1640 DD MO-A - 8086/^ MHz. RAM 640K. 2 FD 360K monoa 
PC 1640 HO MD-A - 8086/8 MHz. RAM 640K. 1 FD 360K HD 30M 

PC 1640 SD MD-COROM - 8086/8 MHz 1 FD 360X monocr 
PC 1640 SO ECD-A - 8086/8 MHz. RAM 640K 1 FD 360K colore. 

PC 1640 DD ECD-A - 8086/8 MHz RAM 640K. 2 FD 380K colore 
PC 1840 HD ECD-A • 8086/8 MHz. RAM 640X. 1 FO 360K + HD SOM l»l 
PC 1640 SD ECD-COROM - S0S6/8 MHz. RAM 640X monitor colore 
PC 2086 SD 14 CO - 8068/8 MHz. RAM 640K. FD 720X mon 14 colore 
PC 2086 HD 14 CO • come PC 2086 SO 14 CD HD 30M 
PC 1286 SO 12 MD - 60286/125 MHz, IM FD 1 44M mon VGA monocr 
PC 1286 SO 14 CO - 802867125 MHz 1MFD144Mmon VGA colora 
PC 1388 SD 12 MD - 80386/20 MHz. IM FO 1 44M nwi VGA monocr 
PC 1386 H40 12 MO - come mod PC 1386 SD 12 MD t»n HD 40M 
PC 3286 SD 12 MD - 60286 16 MHz. IM FD 1 44M moniUr mono VGA 
PC 3286 HO 12 MD - stesa conhsutazione con HD 4CM 
PC 3086 SD 12 MO - 8086 8 MHz. 64n< FD 720K monilor mono VGA 


PCW 9512 • RAM 512K, FD 72W v 

PC 2286 DO 12 MO - 80286/125 MHz. PAM 1M 2 FD 144M monocr 
PC 2286 HD 14 CO • 80286/125 MHz, RAM IM I FO 1.44M -f HD 40M 
monitor colore 

PC 2388 HD 12 MD - 80386/20 MHz. RAM 4M 1 FD 1 44M + HO 65M 
monitor monocr 


1590 000 
1 990000 
1 390000 
1 590000 


3390000 
1 790000 
2290.000 
1 190000 

1 790 000 
2790000 
< 190000 
1990 000 

2 590 000 
3.890 000 


312 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 



MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


313 



314 


MCmicfocomputer n. 107 - maggio 1991 



MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


315 


guida computer 



316 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


guida computer 



MCmicrocomputer n, 107 - maggio 1991 


317 



318 


MCmicrocomputer n, 107 - maggio 1991 



MCmicrocomputer n, 107 - maggio 1991 


319 



320 


MCmicrocompuler n. 107 - maggio 1991 



MCmicrocomputer n. 107 - maggio I99i 


321 



322 


MCmicrocompLiter n. 107 - maggio 1991 



MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


323 


Ittida computer 


AT 28$ Tower - slessa cwtisuiarione ma Tower 

AT 266 Oesk - 80266 20MHz IM FD 1 44M HD 40M mor 14" mwo 

386 SX Oesk - B0386SX !6MHz 1M FO 1 44M HD 40M mon 14' mono 

386 SX Tower • stessa coniipuraziooe nra Tower 

386 SX Desk - 80386SX 20Mlfe 1H FD 1 44M HD 40M mon 14' mono 

386 SX Tower - slessa configurazione ma Tower 

386 Oesk • 80386 20MHz. 2M FD 1 44M HO WM mon 14 mono 

386 Tower - stessa conligurazione ma Tower 

386 Desk • 80386 33MKz. 2M FD 1 44M 64K C HO 104M mon 14' mooci 

386 Tower - s^ conliguraziooe ma Tower 

486 Tower mini - 80466 33MHz 4M FD 1 44M HD 104U mon 14' mono 

486 Tower mini stessa conliguiazione del 486 con INTET 860 


PENTAGON 


3061000 
2 8/1 000 
3131000 
3248.000 


3.S05 000 
3448000 


leisooo 

16028000 


PLUS 

Bélria mna Sollmie Sp A. ■ Via Firn. 8 ■ 80123 Milano 



Hairlcard IIXLISO - Disoi rigido con caoaciU 10SM 


POLYTEL 

Audio Una Sn.c - Va Giusewe Amellini. 31 - COI43 Flowa 


inloimsrl ■ Va Feralfìoner. 31 ■ 39100: 


PENTAGON TWIN SPARK AT 16MHz, LW. FD 35', HD 43M 990 000 

PENTAGON TRIPLE SPARK 386SX, 16MHz, FO 3.5' HD 43M 1 490 OOO 

PENTAGON MEGA SPARK 386 26MHz. FIAM 2M. FO 36'. HD 89M 1 990 000 

PENTAGON GIGA SPARK 366. 33MHz. RAM 4M. FD 3.5’ HD 130M 2990 000 

PENTAGON 488. 25MHz, RAM 4M. FO 35", HD 130M 3 990.000 

PACCHETTO MONITOR 14" B/N + SCHEDA HERCULES 199 000 

PACCHETTO MONITOR 14" B/N + SCHEDA VGA 349,000 

PACCHEHO MONITOR 14" COLORE + SCHEDA VGA 7490M 


PACCHETTO MONITOR 14' COLORE MULTISVNC mefla VGA 1024x768 256 col 999000 


KEYPORT 300 - Tavolella menu 300 comandi 

KEYCARD 

SUPER KEYCARD 


PROHANCE TECHNOLOGIES INC. 

DaBmaiic S.pA • Via Agordai. 34 - 20127 Milano 


POV^RMQUSE 100 - Super mouse con 40 lesti progiammabill. lesi 
numerica/lunzioni 15 gruppi di nacro in ilptaz 


PERSTOR INC. 

Oataimi'ic S.oA ■ Via AgoiOal 34 - 20127 Milano 


PERS01/02 - Hard disk coniroller ARLL 8 Pii per XT/AT e comp in grado di 

raddoppiare eletlronic la capaciti del disco 290000 

PERSÒ4 - Hard disk -f lloppy disk controller ARLL 16 bri AT/386 compat 

raddoppia a capaciti del disco lisso 490000 


QMS SARL 

Modo Srl ■ Via Masacao, il - 42100 faggio Smilìa 


Siampante QMS CoiorSeiip1 100/30 RAM 8M 1M Rom + 
Stampante QMS ColoiSciipt 10Q/30i *■ controller integralo 
Stìmpanle QMS ColorSeiipl 100/10 RAM 4M IM Rom 
Sampanle QMS ColorSciipt 100/10 RAM 5M 1M Rom 
Stampante QMS ColorSeiipl 1DG/10 RAM 8M 1M Rom 


HD 20M 



P 3348-104 - 80386 SX 20MHz, 1 FD35" 144M HD 100M VGA 4150000 

NMS 386/25 - 80386 25MHz. 64K cacfie. 4M 2FD 3.5" -f 5 25" 

HD105MVGA 8000000 

NMS 386/33 - 80386 33MHz 64K raclie. 4M 2FD 35" + 525' 

HD105MVGA 10000.000 

NMS 386/33E - 80386 33MHz, 64K cache, 4M 2FD 3 5' + 5 25" 

HD 350M ESDI. VGA 13 500 000 

NMS 486/25E - 80486 25MHz, 4M 2FD 3 5 " + 5 25' HO 350M ESDI 19.000 000 
PCL 101 - 80C86 10MHz. 1FD 3 5" 1 44M, LCD CGA. 1 6Kg 2 300 000 

PCL 203 - 80C286 12.5MHz, 1 FO 3 5" I.44M HD 20M. LCD VGA. 3Kg 4 700 000 
NMS 1433 - stampante 9 aghi. 80 colonne 196 cps 
NMS 1453 - slampanle 24 aghi. 80 colonne 196 cps 
NMS 1461 - slampanle 24 aghi. 60 colonne 240 r;» 

NMS 1467 - Slampanle 24 aghi. 136 colonne 240 cps 
NMS 1481 - slanwile LASER. 6p/m. 300x300 
BM 7502 - monilor monocromaPco lesigli verdi 12" CVBS 
BM 7542 - monilor monocromatico losfon bianchi 12" CVBS 
BM 7513 - monilor monocromatico loslon verdi 12" 

CM 11342 • monitor colori 14 PITCH 042 CVBS RGB UN TTl 
CM 9032 - monito colon 14' PITCH 0 42 VGA 31 5 KHz 640x480 
7 BM 713 - monitor monocromatico 14" lostoii verdi FSQ TTL 
7 BM 749 - monitor monocromatico 14" loslon bianchi VGA 

? CM 3209 • monito colon 14" PITCH 0 28 SVGA 1024x768 
4 CM 2789 - monito colon 20" PITCH fl 31 HHRES 1024x1260 


430000 



520 000 
610 000 

245.000 

265.000 
720 000 
870 000 

3890000 


QMS PS 1500 - Stanpanle laser 15 ppm 300 dpi RAM 4M 
QMS PS 2200 - Stampante Laser 22 ppm 35 Ioni 
QMS PS 810 - Slampanle Laser 8 ppm RAM 2M 35 font 
QMS PS 810 TURBO - Slampanle Laser 8 ppm RAM 2M 39 Ioni 
QMS PS B20 TURBO - Slampanle Laser 8 ppm RAM 2M 39 Ioni 
QMS PS 410 • Slampanle Laser 4 ppm RAM 2M 45 Ioni 
QMS PS 410 Upgrade 1M RAM 
QMS PS 410 upgrade 2M RAM 
QMS PS 410 Upgrade 4M 


RADIUS INC. 


Modo Su - Via Masaccio, 11 - 42100 Seggio Emilia 


Radius TPD/19 - monito 19" 1152x882 82 dpi 
Radius TPM1 - monitor 21" risoluzione 1152x882 74 ®i 
Scheda Radius TPD/PC-ISA 

Radius Pivot - monitor 16' risoluzione 640x480 16 liv di grigio 
Moniloi Radius Pivot Buil-in Video IS~ 640x670 
Radius Color Display - monilor 19 " 1152x862 pixel 82 «i 
Monitor Radius Cotor Display 21' 

Radius TV SysIem/PAL - digilalizzasone video TV PAI 
PiacisionColor Caiibielcx disoositivo calibrazione colore 


RENAISSANCE GRX 

Dalamalic Sga ■ Va Agoroai. 34 - Milano 


RVGA I - 640x460 VGA display adapler compai MDA-CGA-EGA 
RVGA II - 800X600 VGA diyilay 16 bri autoswiiening/aulodeieci 
MDA-HGC-CGA-EGA 

REN01TI0N II inleiligent Graphic Conlrotler 256 colon 1 5Mb 


RENAISSANCE GRX 

Po Plus su - Via Bolzano. 31 ■ 20127 Milano 



RM COMPUTER 

RM Campulef ■ Via S Loiemo. S/3 - 17100 Savona 

PC RM 100 • 4 77/12MHZ, 512K FO 1 2M/720K 

PC RM 200 - 16MHz. IM FD 1 44M controllei 2FDOWD AT BUS 


1230000 

1 490 000 
960000 

1530 ODO 
2280000 

2 640 000 
1 030 000 
1 750 000 


550 000 
125.000 
300000 


31000000 

27 900 000 
15.500000 
16300000 
18000000 

1000000 
2600 000 
14 200000 

28 500 000 
6.850.000 
7700000 
8850000 
5400000 

990000 

1410000 

2260000 


2130000 
2740.000 
1 210 000 
1 520 000 
1 635000 
6600000 
6.850000 
4260 000 
1 100000 


250.000 

310 000 
4 300 000 


2100000 

3300000 

4000000 

4230000 

4930000 


324 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 



MCmicrocomputer n. 107 • maggio 1991 


325 



326 


MCmicrocomputer n 107 - maggio 1991 



MCmicrocomputer n, 107 • maggio 1991 


327 


guida computer 


Modulo 



R-OPOAOC - 6 canali 13 Oil 



R-RTCC - Beai lune clock/cal wtft batlery back-up 
R-16TACJC - Ampi per lermocopoie 18 cari gmnio Itedflo 


TULIP COMPUTERS 

Tulip Cwjium /SW S.P3 - Via Mecenats. 76/3 - 20133 Milano 


Tulio PC compacl 2 - NEC V30 9 54MH: 640K fD 1 2M o 1 4AU 

Tulio PC compact 2 - stesa conliguraaione HO 20M 

Tulio AT compaci 3 - 80286 12MHz, 1M FO I 2M O 1 MM + HO 20M 

Tulio AT compact 3 - stessa contiguiazione con HO 40M 

Tulio SX compaci 2 - 60386SX 16MHz 2M FD 1 2M o 1 «M + HD aOM 

Tulip SX c«npacl 2 - slessa configuiaaone con HO 100M 

Tulip AT 386«5 - 80386 25MHz. 4M FD 1 2M o I «M 32K Caclie 

+ HO 40M 

Tulio AT 366/25 - slesa configurazione con HO lOOM 
Tulip AT 386/25 - slesa configurazione con HD 150M 
Tulio TR 386/25 - 80386 25MHz toner 4M FD 1 44M 32K Cache 
+ HD 100M 

Tulio TR 36&25 - slesa configurazione con HD 150M 

Tulio TR 336>'25 - slesa configurazione nn HO 330M 

Tulio TR 386^5 - slesa configurazione con HD 660M 

Tulio TR 486e - BD486 25MHz. BM 6 Slot EISA FD I 2M/1 44M 

HD 10DM scheda video VGA 

Tulio TR 466e - stesa configurazione con HD 66DM 

Tulip NB 286 - 8DC286 12MKz. IM FD 1 44M HD 20M display LCD 

Tulip WS2B6 lalan - 60286 12MHz 1M FD I 44M/I 2M 

Tilip WS2K iMlan • slesa configurazione senza Floppy 

Monilor monocromatico 12' fosfori verdi o Oianchi 

Monilor VGA 14' monocromalico con scheda VGA 

Monllor VGA colore 14" con scheda VGA 

Monilor VGA 14" monocromallco 

Monilor VGA 14' colore 

Moua univeraie 


UNIBIT 

UnIDit soa - Va Bi Toirt Rigala, 6 ■ 00131 Roma 


DS 216 m 
DS 216 RU 
DS216mi 
DS 216 mi 
DS 31$ mi 
DS 316 m 
DS 316 mi 
DS 316 nu 
DS320 m 
DS 320 m 
DS 320 m 


DS 333 IT 
DS 333IT 
DS 333IT 
DS 425 rr 
DS 426 T 
DS 425 IT 
LSV30m 
LSV30m 
LS 212 m 
IS 320 m 
LS 320 m 


I 45dt - 60286 8/18MHZ. 1M FD 35' HD 45M 

I 45/V - 80286 8/I6MHZ. 1M FD 3 5' HD 4SM 

1 9(VH - 80286 8/l6MHz. IM FD 3.5' HD 90M 

I. 90/V - 80286 8/16MHZ, IM FD 3.5" HD 90M 

I 46A1 • 60386SX 8/16MHz, IM FD 3.5' HD 45M 
I 45/V - 60386SX 8/16MHZ. 1M FD 3.5" HD ASM 
I 9(Wf - 60386SX 8/16MHZ. IM FD 3.5" HO 90M 
I 90/V - 60386SX 8/16MKZ. IM FD 3.5" HO 90M 
I 45 - 80386SX llWOMHz, 2M FD 3 5" HD 4SM 

I 90 - B0366SX 10/20MKZ. 2M FD 3 5" HD 90M 

I 135 • 80386SX 1(V20MHz. 2M FO 35" HD 135M 
I 45 - 60386 12/25MHZ. 4M FD 3.5" HD 45M 
I 90 • 60366 12/25MHZ. 4M FD 35' HD 90M 
I 135 - 60386 12/25MHZ. 4M FD 35" HO 135M 
I. 90 - 60366 33MHz. 4M 54K FD 3 5' HD 90M 
I 135 - 60386 33MHz, 4M 64K FO 3.5 " HD 135M 

I 180 - 80386 33MHz, 4M 64K FD 3 5" HD 180M 

I. 90 - 80486 25MHZ, AM 6AK FD 3.5" HD 90M 
135 - 80A86 25MHz. AM 6AK FD 3.5" HD 13SM 


AO - 80386SX 20MHz IM FO 35" HD AOM scherno LC 
■■ ""'ìSX 20WHZ, IM FD 3.5" HD BOM schermo LC 
20 - 80C266 12MHz. 1M FD 35' HO 20M 
AO - 60386SX 20MHz. 2M FD 3.5" HD AOM 


SX 20MHz 2M FD35"H( 
AM 6AK F0 3 5" HD 1A0M 
320 • 80386 33MHz AM 6AK FD 3.5' HO 320M 


Traveimate T 3000 mod 

Traveimale T 3000 mod 

TS 3000 mod 1A0 - 80386 33MHz 

TS3000 ... 

TS 3000 mod 620 - 80386 33MHz. 4M 6AK FD 3.5' HI 

TS 4000 mod 320 - 80486 25MHz. 8M 6AX FD 3 5 " HO 320M 

TS ADDO mod 620 - 80486 25MHz. 8M 64X FD a.r HD 620M 

TSAOOOdmod 320 - 80486 25MHz. 8M 6AK FD 3 5" HO 320M 
TS 4000A mod 620 - 80486 28MHz 8M 64K FD 3 5' HO 620M 


2450000 
2 900 000 
3200000 



multisincronrsmo colore 20' 

9 aghi 80 col 192/40 CpS 
9 aghi, 80 col 22IVA0 cps 
9 aghi. 136 col 220/40 cps 
9 aghi. 60 (»t 324/54 cps 
9 aghi 136 col 324/54 cps 
laghi. 110 col 240/50 i?>s 
24 aghi. SO col 240/80 cps 
24 aghi. 136 col 24(V60 cps 
24 aghi. 136 col 264/88 cps 
Ile 24 aghi 136 col. 264/83 cps colon 
24 aghi 136 col 40CV133 cps 
24 aghi, 136 col 486/i62cps 
Array. 640K A4 5ppm 300 dpi 
Leo Array, 2M A4, Sppm 300 flpr 
Laar. 640KA4. 12ppm 300 dpi 
- getto di inchiostro 80 col 160/44 cps 
no di inchiostro 80 col 31IV61 cps 
getto di mchioslro 136 col 310/61 cps 


1550000 
2450000 
5 100 000 


1300 000 
640000 
1260000 
1 470 000 

1 920 000 

2 200.000 
2480000 
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2800000 
260000 
800000 
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1900000 


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PX83G4D - 80386 25MHz. 4M FD 1 44M + HD 170M 

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AX90H4D - 80486 33MHz, EISA, 4M FO 1 44Mb + HD SCSI 1000M 

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2900000 
5650000 

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4 900.000 
8400000 
8.900000 
7 500 000 
9.000.000 
10 000.000 

12500.000 
13500000 

19000.000 

20000.000 


1 300.000 
2600 000 
2.900 000 
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328 


MCmicrrxtomputer n. 107 • maggio 1991 



MCmicrocompuier n. 107 - maggio 1991 


329 


liniero market 


Annunci gratuiti per vendita a scambio di materiale usato o comunque in 
unico esemplare, fra privati. 

Vedere istruzioni e modulo a pag. 337. 

Per motivi pratici, si prega di non lasciare comunicazioni o chiedere 
informazioni (telefoniche o scrittel riguardanti gli annunci inviati. 


ATTENZIONE 

Per gli annunci a carattere 
commerdale - speculativo è 
stata istituita la rubrica 
MCmicrotrade. 

Non inviateli a 
MCmlcromarket, sarebbero 
cestinati. Le istruzioni e il 
modulo sono a pag. 337. 

Per motivi pratici, si prega di 
non lasciare comunicazioni o 
chiedere informazioni 
(telefoniche o scritte) 
riguardanti gli annunci inviati. 


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coprocessore 80387 SX 20 

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FR 15 STAR 9 aghi 132 col. 300 CPS L. 850.000 

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MCmicrocomputer n. 107 • maggio 199" 



MCmicrocomputef n. 


- maggio 1991 


333 





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334 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


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Annunci a pagamento d' carattere commemale-speculativo fra pnvav e/o dme. 
vendita e realizzazione di materiali hardware e software, offerte varie di 
collatxjrazione e consulenze, eccetera. Allegare L 50.000 (in assegnai per ogni 
annuncio. Vedere istruzioni e modulo a pag. 337. Non sì accettano 
prenotazioni per più numeri, né per più di un annuncio sullo stesso numero. 
MCmicroeomputer si riserva il diritto di respingere, a suo insindacabile 
giudizio e senza spiegazioni, qualsiasi annuncio dietro restituzione della 
somma inviata. In particolare saranno respinte le offerte di vendita di copie 
palesemente contraffatte dì software di produzione commerciale. Per motivi 
pratici, si prega di non lasciare comunicazioni e chiedere informazioni 
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336 


MCmicroeomputer n. 107 - maggio 1991 


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Desidero che il presente annuncio venga pubblicato nella rubrica: 

□ Micromarket 

□ vendo □ compro □ cambio 

Annunci gratuiti per vendita o scambio di materiale usato o comunque in unico esemplare fra privati. 

□ Micromeeting 

Annunci gratuiti per richiesta di contatti e scambio di opinioni ed esperienze tra privati. 

□ Microtrade 

Annunci a pagamento di carattere commerciale-speculativo tra privati a/o ditte; vendita e realizzazione di materiali 
hardware e software originale, offerte varie di collaborazione e consulenze, eccetera. Allegare L. 50.000 (in assegno) per 
ogni annuncio (lunghezza massima: spazio sul retro di questo modulo). Non si accettano prertotazioni per più numeri, 
né per più di un annuncio sullo stesso numero. 



RICHIESTA ARRETRATI 107 


Cognome e Nome 

Indirizzo 

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(firma) 

Inviatemi le seguenti copie di MCmicrocomputer al prezzo di L. 8.000* ciascuna: 

* Prezzi per l'estero: Europa e Paesi del bacino mediterraneo (Via Aerea) L 14.000 Altri (Via Aerea) 

L. 20.000 


Totale copie Importo 

Scelgo la seguente forma di pagamento: 

□ allego assegno di c/c intestato a Technimedia s.r.l 

□ ho effettuato il versamento sul c/c postale n. 14414007 intestato a: Technimedia s.r.l. Via C. Perrer n. 9 
00157 Roma 

□ ho inviato la somma a mezzo vaglia postale intestato a: Technimedia s.r.l. Via C. Perder n. 9 -00157 Roma 
N.B.: non si effettuano spedizioni contrassegno 


CAMPAGNA ABBONAMENTI 

Cognome e Nome 

Indirizzo 

C.A.P. Città Prov. 


(firma) 


□ Nuovo abbonamento a 12 numeri 
Decorrenza dal n 


□ Rinnovo 

Abbonamento n. 


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□ L. 63.000 (hatia) senza dono □ L. 66.500 con dono 2 minifloppY Dysan S" '/< 

□ L. 66.500 con dono 2 minifloppY Dysan 3,5" 


□ L. 165.000 (Europa e Sacino Mediterraneo - Via Aerea) - senza dono 

□ L. 230.000 (USA. Asia • Via Aerea) - senza dono 

□ L. 285.000 (Oceania • Via Aerea) • senza dono 
Scelgo la seguente forma di pagamento: 

□ allego assegno di c/c intestato a Technimedia s.r.l. 

□ ho effettualo il versamento sul c/c postale n 14414007 intestato a : Technimedia s.r.l. Via C. Perder. 9 
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□ ho inviato la somma a mezzo vaglia postale intestato a: Technimedia s.r.l. Via C. Perner n. 9 - 00157 Roma 
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MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 


337 


Testo dell'annuncio (max circa 350 caratteri) 


MC 107 


Attenzione gli annunci inviali per le ruPnche Micromarket e Micrcmeeting il cui contenuto sarà ritenuto commerciale- 
specutìtjvo e gli annunci Microiiade mancanti dell'impono saranno cesiinaii senza che sa data alcuna specifica comunicazione 
agli autori Per gli annunci relativi a Microtrade, MCmicrocomputer si «serva il diritto di respingere, a suo insindacaCite giudizio e 
senza spiegazioni, qualsiasi annuncio dietro semplice restituzione della somma inviata. In particolare saranno respinte te offerte 
di vendita di copie palesemente contraffatte di soffware di produzione commerciale. 

Per modVi pratici, si prega di non lasciare comunicazioni o chiedere informazioni (te/efonicfie o scrittel riguardanti gli 
annunci inviali. 

Scrivere a macchine. Per esigenze operative, gli annunci non chiaramente leggibili saranno cestinati. 

Spedire a : Technimedia ■ MCmicrocomputer - Via Cerio Perrier n. 9 ■ 001S7 Rome 


RICHIESTA ARRETRATI 


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338 


MCmicrocomputer n. 107 • maggio 1991 


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Macintosh LC 
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Macintosh LC apre nuove pssibilità Scegliere altro è impossibile. 


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dare i propri documenti di suoni e commenti vocali, aprendo nuove frontiere alLuso delle applicazioni. Inoltre, come tut- 

ti i Macintosh, possiede la migliore interfaccia utente, la più alta compatibilità ed integrabilità, un'unità disco in grado di 

leggere dischi in formato MS-DOS®, OS/2® e Apple II ed ha a disposizione più di 10,000 applicazioni professionali. Apptcotunaer 






Per vostra fortuna, Peri pherais conosca bene la differenza tra un lavoro 
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vi garantisce il massimo risultato in ogni occasione. Potrete iniziare 
alla grande, ad esempio, con la linea Desk, che offre computer da tavolo 
basati su microprocessore 80286 a 12 MHze80386SXa 
1 6 MHz. Quindi, potrete scoprire che a volte grande non 
vuol dire ingombrante; accadrà con la Linea Mini, identi- 


ca alla Desk, ma con i più versatili chassis mini tower. E, par finire, 
grande sarà la professionalità con la Linea Tower, potenti computer da 
pavimento basati su i microprocessori 80386 a 25 MHz e 80466 a 25 
MHz. Ma non è tutto: i modelli basati sui microprocessori 80366. 

80386SX e 80486 utilizzano le celebri piastre madri della 
statunitense Monolithic Systems. Bastano davvero tre 
linee di differenza per fare le cose in grande. 


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